I giovani hanno un futuro!

Parlare di Generazione Zero e' un crimine contro l’autostima dei ragazzi.
Non dite che non c’e' futuro.
Il futuro ve lo potete conquistare (senza ammazzare nessuno).

Vorrei commentare questa lettera inviata da una lettrice di Repubblica che si firma Martabcn, a Saviano.

“Caro Roberto. Le tue parole sono come sempre bellissime; ma questa volta, ahime', sterili. Ho 26 anni, due lauree e tanta voglia di fare. Sono arrabbiata, stufa, sconfortata. Non ho piu' ragione di credere che con "le buone" si ottenga qualcosa, non a questi livelli. Un anno fa mi sarei indignata per Roma, oggi no, oggi sono felice. Perche' e' vero che la violenza e' uno schifo, ma e' l'ultima risorsa di chi e' disperato. Uso questo termine non a caso: disperato e' colui senza speranza. E io sono cosi'. Io non ho futuro: ho 26 anni e non ne ho gia' piu' uno. Non potro' mai comprarmi una casa perche' non faro' mai un lavoro che mi permetta di accendere un mutuo, i miei genitori non possono aiutarmi economicamente e non so nemmeno se potro' mai comprarmi una macchina nuova. Se avro' dei figli non riusciro' a pagare le tasse per mandarli all'universita', e quando saro' vecchia non avro' pensione. Non ho piu' niente da perdere e come me tantissimi, troppi altri.”

Indiscutibilmente in queste parole ci sono alcune verita': i giovani si vedono depredati del loro futuro e questo spinge a una ribellione distruttiva. Saviano e tanti altri hanno cercato di spiegare in molti modi che seguendo questa via non si rafforza il Movimento ma lo si annega. E basterebbe andare a vedere cosa e' accaduto a noi negli anni ’70 per averne prova certa.
Cosi' come e' certo che l’attuale situazione economica esigera' il suo sanguinante tributo in termini di vite annullate, di reazioni popolari di rabbia cieca e di controreazioni del potere ancora piu' violente e selvagge.
Questo ci racconta il passato e l’unica speranza e' che si formi un argine culturale a questa follia: da una parte una classe di malfattori e speculatori butta sul lastrico milioni di persone e dall’altra monta la reazione violenta dettata dall’esasperazione. Oggi ci sono personaggi come Saviano che possono avere un grande peso nel convincere molti giovani a scegliere strumenti pacifici di lotta.
Ma credo che vi sia un altro punto essenziale che dobbiamo affrontare se vogliamo limitare questa tendenza a rispondere alla follia criminale del sistema con la violenza (o la depressione).
Si tratta di una questione essenziale che la sinistra non vuole affrontare a causa del vuoto culturale nel quale anch’essa nuota.
Questa ragazza di 26 anni, con 2 lauree, che scrive in modo pulito e elegante, ci dice: “Io non ho futuro”. E la sinistra applaude, alla ricerca di nuovi argomenti contro B.
Invece io vorrei dire a questa ragazza: sbagli a pensare che di non avere futuro! Sbagli di grosso. Hai accettato uno stato mentale disastroso. Se vuoi puoi convincerti di non avere speranze, ma ti fai un danno, butti via le possibilita' enormi che hai davanti.
Anche se al governo c’e' una masnada di filibustieri, anche se c’e' una crisi economica verticale causata da una cricca di speculatori criminali, anche se c’e' il nepotismo e si buttano per auto blu i soldi che servirebbe per la ricerca…
I progressisti dovrebbero dire a questa ragazza: “E’ vero, e' pieno di ingiustizie. E’ vero stanno spazzando via le conquiste di decenni di lotte. Ma non dire mai che non hai futuro perche' se lo dici sei morta.”
Vogliamo confrontare la situazione attuale che vivono i giovani con quella degli anni ’50? Che futuro avevano i ragazzi che partivano con le valige di cartone per lavorare nel Nord Europa trattati molto peggio di quanto lo siano oggi i senegalesi in Italia? Eppure quella generazione ha saputo lottare, non ha mai detto “non abbiamo futuro”. Il futuro se lo sono creato. Spesso riuscendo a costruirsi una casa e a mandare i figli a scuola. Una scuola che non ha saputo insegnare la passione e la professionalita'.
Come fa una persona giovane, che ha due gambe, due braccia e due lauree, un cellulare, un computer e un tetto sulla testa, a dire che non ha futuro?
Il futuro se lo stanno costruendo perfino i piu' poveri del pianeta, creando cooperative e autoimprese… 100 milioni di donne che vivevano in condizioni miserabili hanno ottenuto un prestito dal microcredito e hanno cambiato vita basandosi soltanto sul loro cervello e le loro capacita'.
Io non posso vedere invece questo scoramento, e non sopporto la politica di sinistra che per calcolo miope lo alimenta. Ancora non si e' compreso che B. poggia le proprie fondamenta morali su una cultura da sconfitti, vittimista e spaventata, che la maggioranza degli italiani ha assorbito succhiando il terrorismo dei telegionali e la prassi videomasturbatoria del dolore trasformato in spettacolo.
Questo vittimismo disperato e' poi dimostrazione della totale incapacita' di comprendere cosa stia succedendo oggi nel mondo. E’ come se la scuola e la tv avessero ipnotizzati questi giovani laureati imbottendogli la testa di informazioni deprimenti che gli impediscono di vedere la realta'.
E’ vero, negli ultimi 15 anni le prospettive per i giovani sono crollate. Ma questo non e' colpa di Berlusconi. Non TUTTO  e' colpa sua. La causa e' che il mondo sta cambiando e l’Italia non ha saputo stare al passo per un blocco mentale che ha generato tra l’altro anche B (che non e' il padre ma il figlio di questa situazione).
La societa' industriale globale sta facendo saltare il mercato del lavoro cosi' come lo conoscevamo. E disgraziatamente non c’e' modo di fermare questo processo. Possiamo pretendere degli ammortizzatori sociali veri in questa fase di transizione, ma non possiamo fermare l’economia mondiale anche se sarebbe bello poterlo fare.
Ma d’altra parte questo processo storico coincide con l’aprirsi di enormi possibilita' di creare un lavoro appassionante sul web. Lo sviluppo impetuoso dei social network, dei gruppi di acquisto, delle comunita' in rete, offre oggi a giovani, con due lauree, possibilita' di lavorare in settori che oltretutto hanno un grande impatto positivo sulla vita delle persone. Come si fa oggi a dire “non ho futuro” mentre il futuro stesso sta cambiando alla velocita' della luce?
Un giovane oggi ha un milione di volte le possibilita' di comunicare (e fare impresa) rispetto a 20 anni fa.
Ti bastano un’idea, un pc, una telecamera da 100 euro e un amico per arrivare a migliaia di persone.
Un settore dove, tra l’altro, c’e' una fame continua di giovani capaci di aggiornarsi.
In questo momento sono gia' alcuni milioni i giovani che lavorano in internet o per internet.
La realta' imprenditoriale che conosco e' quella di aziende che restano bloccate perche' non trovano gente capace di sviluppare un’applicazione per i cellulari, un progetto in 3D o un libro digitale. Cose che nessuna scuola ti insegna ma che puoi imparare da solo. Sul web trovi tutte le informazioni che ti servono.
E non si rende conto la sinistra che continuare a urlare “generazione futuro zero” e' un valido sistema per erodere speranza, autostima, determinazione e peggiorare le prospettive di questi ragazzi?
Non si rende conto che, oltretutto, se devo scegliere tra uno che mi dice: “Hai un futuro di cacca!” e uno che mi dice: “Va tutto bene, ce la puoi fare se ti impegni!” e' molto probabile che alla fine io voti per quello che mi vende un po’ di ottimismo?
Certo B. mente quando dice che tutto va bene. Ma lo battiamo solo se noi diciamo la cruda verita': “Sei in una situazione di merda, ma non arrenderti, uniamoci tutti insieme e costruiamo un futuro migliore! Ce la possiamo fare”.
Io ci credo nel futuro migliore. L’ho visto ascoltando le storie dei ragazzi di Bucarest che vivevano nei cunicoli sotterranei e insieme a Miloud sono diventati clown e giocolieri, e le storie dei Ragazzi di Scampia che sono diventati atleti o chef.
Ce la fa la gente che parte veramente svantaggiata, ce la possono anche fare quelli con due lauree.
Ho speranza.
In Italia non vedo soltanto gli scheletri e le ballerine di B. che danzano. Vedo anche tante persone di valore che costruiscono, ogni giorno, fuori dal Giardino Terrestre dei potenti, opportunita' per cambiare insieme agli altri.
 


Commenti

Aggiungo solo una breve considerazione a quanto ottimamente scrive Jacopo.
Nel passaggio della lettera in cui Martabcn scrive: “Sono arrabbiata, stufa, sconfortata” mi sembra riassuma tutto il suo stato d’animo.
La rabbia repressa toglie energie conduce alla stanchezza e allo sconforto, sono stati d’animo molto ricorrenti, con i quali in passato anch’io ho dovuto fare i conti.
Perseguire questi stati d’animo però mi ha aperto inevitabilmente le porte della prigione-trappola conducendomi dritto dritto verso le celle della rassegnazione e del senso d’impotenza.
La cultura della rassegnazione e del senso d’impotenza rappresentano l’arma finale e letale del sistema imperante.
E’ questo che il sistema vuole!!!!
Se cadiamo in questa trappola saremo inesorabilmente annientati, e sarà la fine !!!!
Possiamo vincere, invece partendo proprio dalla rabbia metamorfosandola, anteponendo alla logica consequienzale: rabbia-stanchezza-sconforto-rassegnazione-impotenza, una nuova logica.
L’energia della rabbia possiamo convogliarla nella creatività e nella fantasia meravigliose doti appartenenti solo al genere umano spesso sottovalutate perché considerate “poco concrete”.
Sono invece armi molto concrete che consentono di uscire dalle vecchie logiche che si sono rivelate perdenti e di sperimentare nuove strade di battaglia.
Per fare un esempio, è dalla fantasia e dalla creatività che sono nate le belle idee di occupare le opere storico-architettoniche ed artistiche del nostro paese, di salire a manifestare più visibilmente nei tetti....
e tante altre ne potremmo mettere in cantiere, solo se comprenderemo l’immenso potenziale che ognuno di noi custodisce nella fantasia e nella creatività.
Il sistema imperante conosce benissimo il pericolo dato dall’espressione pratica di nuove idee, infatti si può osservare come faccia di tutto per allontanare l’uomo da questo cercando tramite tutti i sistemi educativi e sociali di sviluppare solo ed esclusivamente il pensiero razionale in forma totalmente meccanica, fredda.
Ci vogliono uomini-computers grandi cervelloni con tanta “intelligenza meccanica” ma privi di senso critico, passivi, inermi.
Riprendiamoci quindi la fantasia e la creatività: saranno queste le nostre armi letali !!
Luce su di voi bella gente.

Bravo Iacopo e bravo Idio.Queste parole dovrebbero essere lette su RAI/MEDIASET ecc perché gli italiani sfiduciati si mettano per un momento a riflettere.Nel 1963 ,in tempi non sospetti ho mollato una borsa di studio e ,in Vespa 125, sono venuto a Bruxelles a cercare lavoro.Avevo appena letto il giornale e questa strana Commissione europea ,mi piaceva.La chiamavano Mercato Comune.Con pochi soldi ho fatto il viaggio e i miei amici di sinistra (come me) mi hanno preso per matto.
Lasciare una borsa del CNR (annuale) per emigrare? Follia.
A Bruxelles mi hanno dato un lavoro come ausiliario in attesa di concorso.Poi ho avuto il posto! Mi sono comperato la macchina (BMW) e,durante le vacanze,sono tornato in visita all'Università.I miei amici di sinistra mi hanno tolto il saluto...perché ero diventato un capitalista.Come si vede la storia puo' ripetersi.infatti l'Italia dei provinciali invidiosi e di sinistra ,spesso piagnucolosi, é quella che ingrassa il PDL di Berlusca...PER FAVORE: CORAGGIO !!!! ABBIATE FIDUCIA IN VOI STESSI ,come fanno i cinesi!

Cari amici ed amiche per cambiare non bastano la fantasia e la creativita ma e necessaria una forma di intelligenza strategica basata su una idea sostanzialmente collaborativa per modificare la vecchia societa industriale e dare sviluppo alla societa della conoscenza condivisa.
Vedi in www.edscuola.it/lre.html

Il Tema della INTELLIGENZA STRATEGICA che abbiamo iniziato a proporre su Facebook e attraverso altri canali ITC , in occasione della "Settimana Europea del Cervello 2011" ,( iniziativa da programmare per un giorno in : Marzo tra il 15/20 a Firenze ) , riguarda tutte le categorie di rinnovamento del pensiero nella impresa nella scienza e nell' arte nel quadro della settimana internazionale sulla evoluzione e lo sviluppo del cervello orientata a contribuire alla costruzione dello “Spazio europeo della ricerca e dell’innovazione” .

La principale mission dell' evento per la Settimana internazionale del
cervello a Firenze , sara' finalizzata a rilanciare la fiducia dei
giovani negli orientamenti strategici dello sviluppo della ricerca e dell'innovazione .
>
> Vedi note iniziali su Facebook: http://www.facebook.com/home.php?sk=group_166515773392226
> Settimana del Cervello:http://www.dana.org/danaalliances/edab/
> Vedi anche per le motivazioni condivise : http://en.wikipedia.org/wiki/Strategic_intelligence

> Saremo lieti della vs partecipazione e sostegno al dibattito , come premessa al Wokshop che organizzeremo a FIRENZE come EGOCREANET, NOVE da FIRENZE , ed altri collaboratori a fine Marzo 2011 nel quadro delle iniziative per la "Settimana del Cervello".

> Un caro saluto e buon Inizio del 2011. Paolo LRE@UNIFI.IT 05/GENN/11
> -------------------------------------------------------------------------------
> NOTA 1. ) Nel dare promozione al WS sulla Intelligenza Strategica dovremo tener presente che tale tematica possa interessare anche il rinnovamento delle imprese .
> Pertanto noi del gruppo EGOCREANET//LRE e collaboratori dovremo avere la lungimiranza, la capacità di comprendere le tendenze e le opportunità per una organizzazione ed il management impreditoriale , per aprire una nuova visione dello sviluppo , avendo la capacita di concettualizzare uno stato ideale futuro basato sulla previsione della trasformazione della vecchia societa industriale basata su vecchie ed obsolete concezioni meccaniche per dare un nuovo senso meno limitato della vita nella prospettiva dello sviluppo della societa' della conoscenza condivisa.
> Pertanto obiettivo essenziale del WS di fine Marzo 2011 sara anche quello di iniziare un processo di coinvolgimento delle imprese in ITC per un buon successo del WS sulla Intelligenza Strategica sviluppato secondo criteri di sviluppo eco-economici di elevata sostenibilita' ambientale . ( vedi a tal proposito ; www.toscanaeconomia.it )
> Per contribuire efficacemente a tale impostazione innovativa dovremo innovare il sistema di pensiero meccanicista ,favorendo la capacità di percepire, sintetizzare e integrare gli elementi che funzionano come un insieme sinergico tra ricerca innovazione ed impresa al fine di raggiungere raggiungere lo scopo comune del superamento della societa' industriale e delle sue obsolete concezioni di sviluppo consumistico .
> Per quanto non sia facile ne immediatamente accettabile da esistenti impostazioni mentali conservative , noi dovremo attivare nostre capacita empatiche per motivare ricercatori e scienziati, ma anche persone di diversa provenienza per lavorare insieme in internet e delineare ed attuare una visione innovativa dello sviluppo nel rispetto della natura e della sua biodiversita'.
> Petanto dovremo aiutare la gente a capire la necessita di motivarsi nella ricerca di una strategia intelligente di comprensione del futuro sviluppo della societa della conoscenza condivisa e pertanto sara nostro compito aggregare un partenariato , che a sua volta abbia la capacita di proporre alleanze strategiche con individui, gruppi ed organizzazioni Regionali, Nazionali ed Internazionali .
> Questo e' il compito che ci proponiamo da tempo ( a partire dal 2004 con il gruppo ON-NS&A , per la innovazione transdisciplinare della scienza e dell' arte , che permane costantemente aperto, (con le sezioni di ricerca e sviluppo denominate , GREEN LIFE SCIENCE e NANO TECH + NANOCOLOR ), alla diffusione di nuove tecnologie e delle relative applicazioni industriali, .anche in questa nuova occasione di incontro sul tema della Intelligenza Strategica.

> Buon inizio d' ANNO. Paolo Manzelli 05/GENN/2011. LRE@UNIFI.IT

Carissimi,
Queste vostre parole dovrebbero trovare la sintesi in un manifesto da affiggere in ogni scuola e università d'Italia.
Non arriverebbe all'animo di tutti, è vero, perchè non tutti hanno la fortuna di avere nel bagaglio della propria eredità energetica, genetica, o Archetipica -come si vuol definirla-, porzioni vitali sufficientenmente ampie e luminose (quelle che appunto operano attraverso la fantasia e l'immaginazione creativa e donano il coraggio, la determinazione, la fiducia in se stessi etc).
E' importante ridare fiato a una visione più oggettiva della realtà e ristimolare fiducia in tutti coloro che ne sono potenzialmente dotati affinchè possano fare da traino ai meno fortunati.
Purtroppo paghiamo ancora oggi la colpa di ignorare (o non approfondire) che tutte le capacità umane (cognitive, fisiche, caratteriali..) sono un dono, non sono una scelta, poichè nessuno si diverte a privilegiare una vita fatta di malumori, tristezze, buio, mancanza di gioia interiore, difficoltà scolastiche etc..
Per cui per riuscire in futuro a rilanciare con efficacia questi prodigiosi strumenti della creatività e della fantasia bisognerà arrivare un pò tutti a comprendere un pò di più come sono fatte e come si raggiungono le strutture che costruiscono ed animano la vita.
Mi rivolgo a tutte le persone, come idio, ricche di queste meravigliose qualità: se uno di quei tratti (ognuno è una sequenze di punti energetici dalle prerogative prestabilite e vincolate nel processo di trasmissione ereditaria) agisce -per intero o quasi per intero- in modo torsivo ad es. sull'umore e sui comportamenti, non c'è alcun appiglio alla fiducia nel futuro, tanto quanto non ce n'è per la fantasia creativa. Se non si aiuta la persona a entrare e a comprendere la sua energia costitutiva c'è poco che si possa fare; visrà comunque, ma con questo basso livello vitale.
Evidentemente, idio, per tua fortuna i tuoi ti hanno trasmesso quote importanti della tua struttura Archetipica di buona qualità, altrimenti non avresti mai potuto aumentare il tono della tua esistenza.
Se non si comprende con chiarezza il meccanismo selettivo e strutturante della vita si rischia di perseverare nell'errore (che fa molto comodo a chi detiene il potere) di misurare ogni manifestazione e azione in base a dei parametri di rendimento, e di bollare tutto con termini stupidi come fannulloni, svogliati, sfiduciati, futuro zero etc etc.
Quindi se da un lato per fortuna che c'è qualche voce che si leva a rincuorare, entusiasmare, ridare luce al dono della vita (chi ne è in grado potrà raccoglierla) , dall'altro trovo che manchi ancora del tutto
cognizione e consapevolezza dei limiti oggettivi.
Questo finisce per impedire di fatto a quelli che ne sarebbero per loro fortuna più dotati di adottare (in ogni piano di confronto: ..scuola, famiglia, lavoro, amicizie..) strategie ed atteggiamenti di ascolto e di reciproca comprensione attraverso l'unica arma a disposizione dell'uomo: l'Amore.
Acccorgiamoci come, chi ha il potere , anzichè ispirare e sollecitare le persone più dotate a ringraziare la propria buona stella e a ridare ad altri un pò della propria fortuna, le rende boriose facendole salire sui malsani e comodi principi della meritocrazia.
Cordialità, e gioiosità a tutti.
Gilberto

Questo week-end nella mia città (Siracusa) alcuni giovani sessanttottini e adulti rivoluzionari organizzato un convegno "Quello che io giovani non dicono" io ho voluto leggere questa mia riflessione.
Ho 16 anni. E di fronte allo scempio che questa Italia mi offre ho deciso di lottare. Ho scelto di vivere.

“Gioventù bruciata”
Quante volte si sente pronunciare questa frase a scuola, in TV, per strada!?!
A pronunciarla sono gli adulti, quegli individui che si sentono tali generalmente dai trentacinque anni in poi e che si credono in grado di giudicare con distacco e sicurezza i giovani.
Che discorsi vuoti, che persone disilluse sono questi adulti!
Vorrei tanto che per ogni frase o pensiero dispregiativo sui giovani questi si unissero in massa, scendessero in piazza e facessero vedere quant’è bella la gioventù, quant’è piena di vita; che si dedicassero giornate intere al dialogo fra i giovani e gli adulti.
Ed è perciò che questa lettera aperta è indirizzata sia a gli adulti sia a coloro che stanno vivendo l’atto più bello dell’opera della vita, la giovinezza.
Mi rivolgo inizialmente a quei giovani che hanno deciso più o meno consapevolmente di morire.
Oggi i giovani non hanno molte opportunità in campo lavorativo, ma di sicuro ne hanno un’infinità nel campo della scelta su come “morire”. Mi riferisco alla morte culturale, sociale, spirituale.
La media dei giovani italiani oggi preferisce spegnere il cervello e accendere la TV, preferisce che una macchina infernale gli faccia compagnia e gli detti schemi più o meno espliciti da seguire.
Un’altra parte dei giovani italiani preferisce morire d’ignoranza. Preferisce non leggere, non informarsi su quello che avviene nel mondo e decide di focalizzarsi solo sulla propria vita, vivendola egoisticamente.
C’è chi sceglie di morire ammalandosi di disturbi alimentari, chi sceglie la droga come miglior amica.
Tutti questi giovani urlano il loro dolore pur non emettendo alcun suono. Tutto questo i giovani non lo dicono … se non tramite parole per lo meno”
E gli adulti che tanto ci giudicano dove sono?
Perché invece di continuare ad emettere sentenze negative sui ragazzi non stanno in mezzo a noi, perché non cercano di immedesimarsi nelle nostre vite così da comprendere fino in fondo il perché di alcuni atteggiamenti e comportamenti?
Da un punto di vista sociologico, per capire il perché del presentarsi di un fenomeno sociale, la prima cosa da abbandonare è il giudizio!
Dietro ad ogni comportamento c’è un perché e voler migliorare quel comportamento vuol dire innanzi tutto comprenderne la causa.
E purtroppo, non molto raramente la fonte di numerose “devianze” giovanili sono proprio gli errori commessi dagli adulti, dalle mancanze del nostro Stato.
Quanto volte ci siamo sentiti dire:
“Devi capirla mamma!”;
“Pensaci tu alla mamma!”;
“Porta rispetto per gli adulti!”;
E VOI? E TU MADRE?
Quando comincerete a rispettarci?
La vita ci travolge e molto spesso non sappiamo cosa fare, ma voi questo non lo capite, ci attaccate, ci punite.
Non capite che le più grandi punizioni ce le dà la vita stessa ed è a quelle che impariamo e non dalle vostre soluzioni prive di principi pedagogici.
Dovreste accettare il fatto che anche voi potete imparare da noi!
Pensate per esempio a quei giovani impegnati nel campo politico, culturale, artistico, a basso e ad alto livello:
Ci sono i giovani che praticano volontariato nelle loro città, altri nei Paesi in guerra;
chi guida movimenti studenteschi locali e chi a soli 21 anni accende le fiamme di brucianti rivoluzioni mondiali; chi compone le proprie poesie sul banco di scuola e chi scrive e pubblica libri; c’è chi balla davanti alla specchio e già fa parte del corpo di ballo del teatro alla Scala di Milano!
Fortunatamente, l’Italia dei giovani è anche questa!
Ma se un genitore ostacola il proprio figlio nelle realizzazione di un sogno artistico,se lo Stato non elimina alcuno ostacolo di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese; questa bella parte di’Italia scomparirà sempre più.
E voi, non potrete più dire “Gioventù bruciata”, al massimo “Gioventù ammazzata” !
Quant'è bella giovinezza,
che si fugge tuttavia!
Chi vuol esser lieto, sia:
del doman non c'è certezza.
TRIONFO DI BACCO E ARIANNA, Lorenzo De’ Medici

Giuliana Urso

Grazie!

Ho "ormai" 51 anni, e quindi ho fatto parte della mia strada.

Mi fa arrabbiare chi, come quel fascista di Gasparri vede i giovani come terroristi, chi come LaRissa (non è un errore, è voluto) zittisce gli studenti, anche se secondo me sbagliavano nel non distanziarsi dalla violenza (non dalla rabbia, che è sacrosanta).
Ma mi fanno arrabbiare anche i "cosiddetti" oppositori, che vogliono gli si firmi una cambiale perchè LORO cambino le cose.

NO, è ora che le cose cambino non perchè ci sono dei bravi paparini (che magari non vanno con le minorenni, ma paternalisti lo sono lo stesso), ma perchè i giovani costruiscono, magari assieme a qualcuno di noi "obsoleti" che hanno ancora voglia di mettersi in gioco, una serie di situazioni, di opportunità, di relazioni DIVERSE.

Non pensiamo che il cambiamento deve arrivare dall'"alto", perchè non verrà mai: chi vorrebbe "suicidarsi", togliendo potere a questa classe politica sempre più autoreferenziale e distante dai problemi che non riesce più nemmeno a capire (ti credo, loro guadagnano in un mese quello che molti non arrivano a vedere in un anno!!!)

Certo, anche i giovani devono fare un piccolo passo "culturale": smettere di credere alle stupidaggini che la "scatola magica" della TV ci propina, facendoci credere che occorre avere un santo in paradiso per fare qualcosa.

E sono CERTO che le cose le cambieranno LORO, i giovani. Magari inventandosi qualcosa che a me "relitto" non viene neppure in mente.
Coraggio, VOI avete il futuro, non foss'altro per ragioni anagrafiche.
Non cedetelo, non vendetelo, non affittatelo, non datelo nemmeno in leasing! E' VOSTRO!!! E se vorrete un aiuto, sono qui: non a spiegarvi come fare, ma a fare come sognerete voi.

NON MOLLATE, per favore. Ve lo chiedo anche a nome del "vecchietto" Jacopo.

Jacopo hai ragione come sempre! Basta con 'sti mantra negativi che ci ricordano che non c'è un futuro.. io non vivo in Italia per lavoro, e mi dispiace assai di non poter contribuire a fare qualcosa di meglio. E' vero che ogni volta che ci vengo si percepisce un atteggiamento deprimente, insieme a un "beata te che vivi all'estero", come se all'estero fosse tutto magico e perfetto (non lo è) e funzionasse tutto (non è vero, anche qui i treni ritardano e i politici sono pirla e la gente ti imbroglia o tratta male, a volte) e come se non mi mancasse il mio paese, che è casa mia insieme al resto del mondo.
Ci hai visto giusto, e credo che se l'Italia fosse una persona sarebbe gravemente depressa. Ora: a un depresso non fa tanto bene ricordagli che è giù di morale.. se mai, facciamolo ridere e incoraggiamolo giusto? :)
Mi vien da sbattere i piedi per terra quando sento sempre ripetere che le cose vanno male, anzi: SEMPRE PEGGIO, e posso anche esser d'accordo sulla diagnosi dei molti mali italici. Ma detto ciò, dopo aver condiviso la diagnosi delle magagne mi vien da dire: Fa tutto schifo? E' vero, embé?! Noi strafottiamocene di quanto schifoso sia lo schifo, che non è che a guardarlo al micro e macroscopio diventerà migliore, anzi.. e facciamo invece qualcosa di BELLO e GIUSTO, su un po' di coraggio.. Mi piacciono le tue buone notizie, fai bene a darle ogni giorno e anche a liberare delle buone energie positive. Le cose brutte si spingono fuori dalla nostra vita rimpiazzandole con cose belle, e dando peso a quest'ultime, non continunando a rimirarle nella loro immonda bruttezza e deprimente inguardabilità. Vale per tutto, anche per il nostro Paese. Invece di continuare a guardare Silvio e i suoi bunga bunga, voglio guardare le molte cose belle che ci sono. E mettiamoci i riflettori! :)

Il commento di Giuliana Urso ragazza siciliana di 16 anni mi ha commosso.
Grazie Giuliana per aver testimoniato come ci possano essere ancora giovani in gamba come te.
Jacopo in fondo dice solo che se ci si impegna nei modi giusti alla fine tutti ce la possono fare.
Invece Giuliana chiede che i giovani non vengano giudicati ma aiutati dalle persone più grandi.
Sarebbe sicuramente molto meglio ma nessuna norma economica politica sociale o religiosa dà questa indicazione che sembrerebbe ovvia.
Allora cosa rispondere alla cara Giuliana?
E' solo questione di tempo.
L'umanità deve ancora evolversi nei sentimenti di solidarietà cooperazione
altruismo senso dello stato generosità fratellanza e amore.
Solo allora le persone più grandi sentiranno il bisogno di dare una mano ai giovani e ci sarà quello che tanto si auspica Giuliana, giovani e grandi uniti a lavorare per un miglioramento comune.

Grazie Garrone,
continuerò la mia lotta... anche per il fatto che esistono adulti come te, che hanno ancora speranze per un futuro migliore e che credono nei giovani.

Viva la vida muera la muerte!

Io sto con chi ha coraggio....:
Chi con 2 lauree invece di dire "come faccio che non trovo lavoro per le lauree??" va a pulire i wc pensando alla "pignatta"da riempire alla sera.
Sto con chi non si vergogna a fare lavori umili ma legali....
Sto con chi come me a 45 anni si e'trovato alla porta dopo 11 anni di lavoro nella "fabbrichetta"e per un A.D. di fresca nomina e tanto "adesso vi faccio vedere cosa faccio" in 15 ci siamo visti recapitare la lettera di licenziamento e allora cosa dovevo fare?? Pensare che Comune o meglio Stato ci pensava a farmi mangiare??
Be'io ho accettato di lavorare nel logistico (per non dire facchino) e ora penso al domani...forse dopo domani e basta.Purtroppo il lavoro a tempo indeterminato non esiste piu un po per facili calcoli di mercato dove ci vuole tanti quando ci sono commese e viceverso quando non vi sono ordini,e francamente chi ci prende qualche euro al mese sulla busta paga per evitarlo non lo fa.....ma questa e'una altra storia...
Comunque questa mia per incitarVi a prendere qualsiasi impiego e forse pensare al futuro....Meglio al domani...nel senso di domani come giorno!!
E con questo rispetto le idee altrui ma fon finiti i giorni delle scelte,ora sono i giorni delle speranze,e che male c'e'se lo facciamo con il sorriso sulle facce stanche o sudaticce anche per colpa di un lavoro che non ci piace o non consono al tempo passato sui libri??
Lo stomaco alla sera non si chiede come abbiamo fatto a comprare i maccheroni che gli arrivano MA CHE CI SIANO!!!

Dommy iw4cyg

Io non sono d'accordo. Scusatemi.
Concordo nel dire che i giovani non hanno futuro e scusatemi se vi dico che i vostri discorsi perbenisti mi danno tremendamente fastidio. Una persona è frustrata, e ne ha pieno diritto visto lo stato delle cose, e voi discutete del punto di vista che bisogna tenere.
Io non vi credo. C@C@O online e tutto il corollario di siti che gli gira attorno è una cosa meravigliosa, Dario Fo, Jacopo Fo, e tutti i vari collaboratori sono persone che hanno tutta la mia stima e ammirazione. Vi seguo da tanti anni e compro ogni vostro libro.
Ma....
Qui state sbagliando secondo me e di brutto.
Qui non c'è futuro e non arriverà mai se qualcosa di collettivo non cambia le cose. Voi cosa dite? che singolarmente ce la possiamo fare? Siete diventati filosoficamente di destra eh? :-) (non che mi freghi più niente di destra e sinistra). Ma andiamo!
Il vostro atteggiamento è proprio la stampella di sinistra che sostiene la destra! Sono questi i ragionamenti che allontanano le persone e non le arrabbiature per imporre il cambiamento.
C'è bisogno di indignazione e di vergogna! Poi si potrà essere ottimisti e positivi.
Avrei mille cose da dire per spiegarmi meglio, ma credo che comunque non abbiate il punto di vista adatto a capire.
Vi lascerei qui a discutere fra voi ma c'è di mezzo una ragazza, una giovane, che si sta disperando. E' giusto che si disperi! E' giusto che si incazzi! Io spero che prenda coraggio e vada al bar a dare due sberle al suo sindaco! Se tutti voi, invece di farvi le pippe mentali per sentirvi meglio e non affrontare il dolore della realtà attuale, faceste lo stesso, il paese in 3 mesi cambierebbe in positivo come non l'avreste nemmeno immaginato. Pensate che io sia un noglobal, un integralista, un violento?
Per due sberle?
Comunque questo è solo quello che penso io, ciao a tutti, ciao Jacopo.

Davide, premesso che rispetto il tuo punto di vista, anche se non lo condivido, e che mi solletica approfondire con te i contenuti del tuo intervento, prima di farlo ti chiedo:
Non ti sembra di aver espresso una serie di giudizi molto avventati e del tutto gratuiti e fuorvianti, soprattutto sulle persone intervenute nel dibattito ?
Parti col giudicarci perbenisti, affermi che ci facciamo le pippe mentali per sentirci meglio e non affrontare il dolore della realtà attuale …. che siamo filosoficamente di destra ….
Certo non ti sei risparmiato nei giudizi …!!
Ma tu, cosa conosci di noi , dei nostri vissuti , dei nostri pensieri, delle nostre azioni o iniziative concrete, della nostra quotidianità per giudicarci tali?
Una saggezza antica consiglia che prima di emettere un giudizio ci si dovrebbe chiedere se si conoscono o si hanno gli elementi sufficienti per giudicare, e che anche quando fosse assolutamente necessario farlo si dovrebbe usare la massima cautela e considerare il giudizio solo come probabile.
Se si facesse questa considerazione, ci si accorgerebbe che nel 99% dei casi non si hanno dati o elementi sufficienti per giudicare, e conseguentemente si rinuncerebbe a farlo.
Detto questo vengo al dunque della questione che poni.
Affermi che che è stato detto che singolarmente ce la possiamo fare e che questo è un atteggiamento è proprio la stampella di sinistra che sostiene la destra.
Da parte mia e da quello che ho potuto comprendere anche dagli altri interventi a riguardo ti posso dire, (e sono in assoluta buonafede) che il nostro intendimento è totalmente diverso, direi quasi opposto.
Ciò che si intende proporre è che da una nuova iniziativa , da un’idea creativa di un singolo può svilupparsi un impulso, una proposta certamente di partenza individuale, ma che può diventare impulso collettivo di straordinaria efficacia.
Ed è attorno a queste problematiche che si stava discutendo in libertà e con rispetto reciproco, oltre ad altre tematiche, ricche di contenuti ed estremamente interessanti, proposte che sono emerse da tutti gli interventi e che si stavano sviluppando.
Te ne saresti accorto se solo tu avessi letto gli interventi soffermandoti di più sui contenuti e meno sui tuoi pregiudizi !!!
Sono i contenuti che contano !!!!
Per certi versi mi ricordi la stragrande maggioranza dei politici moderni, che interpellati a rispondere sui contenuti, deviano sui giudizi personali nei riguardi dei proponenti !!!!
E’ anche per questo che il nostro Paese sta andando alla deriva !!!
Comunque per quanto mi riguarda al di là di questo, le tue proposte vanno ad aggiungersi alle altre, io non le giudico, ne prendo atto.
Penso che ogni punto di vista sia comunque utile , e che anzi, più sono diversi i punti di vista e più elementi abbiamo per cercare di trovare la strada per cambiare la “logica distruttiva imperante.”
Perché è semplicemente questo che stiamo cercando di fare !!!!
Per cui se desideri continuare a dialogare, e a confrontarti, sei il benvenuto.
Se invece ti pare più utile giudicare..... forse questo non è il posto idoneo .....

Idio sei un admin? Il circuito di Jacopo Fo mi sta indicando la porta d'uscita perché ho detto che trovo le vostre risposte sbagliate?
Se é così mi dispiace molto e tolgo il disturbo. Non voglio impormi su di voi e mi dispiace avervi disturbato.
Io sono arrabbiato. Vi ho letto completamente e compreso, ma nondimeno vi ho giudicato. Vi ho esternato la mia rabbia ma soprattutto ho cercato di spiegarvi che state sbagliando.
Sta a voi decidere come reagire.
Me ne devo andare? Non devo più scrivere qui?
Come volete, ma la logica rimane.
Avete assunto un comportamento, una presa di posizione, un punto di vista.
Una persona sbotta e voi le dite di vedere le cose con ottimismo. Un'altra vi dice che è ora di sbottare tutti assieme e le dite di andar via.
Credete in internet? Internet è anche questo. La dura realtà. Jacopo dice a una ragazza che ha 2 lauree che si metta a studiare i linguaggi di programmazione di internet e lui un anno sì e l'altro pure piange disperato che la community attorno a lui rischia di non farcela economicamente. Io non vedo integrità in questo. Non vedo onestà intellettuale ma solo l'ennesimo articolo bellissimo di Jacopo con cui ribaltare tutto e prendere un atteggiamento pazzoide e inebriato di ottimismo.
Io vado letteralmente matto per questo e adoro Jacopo, i suoi libri e tutto questo palinsesto.
Ma... leggo, comprendo, giudico e confermo. State sbagliando strada. In italia ci sono persone che stanno bene altre che stanno male. Chi sta male vuole cambiare le cose. Chi sta bene è un gruppo diviso fra chi vuole aiutare chi sta male e chi vuole mantenere lo status quo. Questi ultimi non sono letteralmete la maggioranza ma hanno i mezzi per ottenere quello che vogliono. Il problema è che in questo paese non cambia nulla da troppo tempo. Possiamo passare tutto il tempo che vogliamo a ragionare ma rimane il fatto che chi detiene lo status quo non vuole cambiare. tu puoi anche insegnare a una ragazza i linguaggi di programmazione di internet ma nel frattempo altre migliaia di persone staranno peggio di prima perchè la tendenza è verso il peggioramento e chi detiene il controllo è chi vuole che le cose continuino così. Possiamo fare discorsi ottimisti, ok, tiriamoci su il morale, ma... sarà sempre per meno tempo e più difficile. Se tu identifichi in internet il mezzo del cambiamento loro ti bloccano internet. In italia lo hanno fatto. Internet è bloccato. Avete avuto rapporti con telecom ultimamente? io sì e sapevo che la situazione era difficile ma siamo oltre ogni limite. L'italia è l'unico paese al mondo che ha visto diminuire il numero di internauti da un anno all'altro. L'italia è il paese che negli ultimi 10 anni si è evoluto meno di tutti tranne Haiti, che te la raccomando.
Serve indignazione. Serve rabbia. Serve vergogna. Non serve ottimismo. La situazione è grave. La situazione richiede dolore. Serve fermarsi, non avanzare più fino a che non ci sia la certezza che il primo passo è un cambiamento. Non voglio fucili! Non sto parlando di guerra! Sto parlando di fermare il cervello. Stop. Sono indignato. Stop. La mia vita ha un valore. Stop. Così non deve andare avanti. Stop. E' una emozione. E' quell'emozione che mi porta a dire a una ragazza che ha 2 lauree e che è disperata che ha ragione e che sono d'accordo con lei. Rabbia. Energia ferma e pronta ad esplodere. Facciamo come ogni paese civilizzato e arrabbiamoci! Basta dire a chi è arrabbiato che non deve esserlo. Come quando il PD dice a Di Pietro che esagera, che è troppo duro. Ecco dove colloco la risposta di Jacopo alla ragazza in questione.
Ora la smetto. Se non sono il benvenuto ne prendo atto e me ne vado senza aggiungere altro. Se invece volete capire che sto esprimendo un sentimento e un ragionamento, contestando le vostre risposte, le vostre prese di posizione, ma non per questo l'essenza del vostro essere interiore che a bocce ferme reputo sacra e splendida. Scusatemi.
Una voltaho letto una vignetta: "Gli italiani si meritano questo governo, e anche questa opposizione.". Tutto qua :-)

Caro Davide, a scanso di equivoci, punto primo ho parlato a titolo personale, e non decido certamente io chi deve intervenire e chi no, punto secondo ho detto che secondo me questo non è il luogo ideale per giudicare in modo azzardato (come in questo caso persone che non si conoscono).e ti ho invitato dialogare e a confrontarci come hai fatto benissimo in quest’ultimo tuo intervento.
Per me la libertà individuale è sacra, i miei erano solo consigli. Puoi fare come vuoi in assoluta libertà.
Chiarito questo, e poiché siamo qua tutti in buona fede, in fondo per la stessa causa, combattendo per gli stessi ideali, ti assicuro che apprezzo comunque la tua sincerità e schiettezza ed il coraggio di dire ciò che pensi, qualità queste sempre più rare.
Per me questo modo di confrontarsi è molto importante e sarà motivo di riflessione.
Ti porgo simbolicamente il calumet della pace.

Probabilmente sono io che uso toni esagerati. Scusami è che sono arrabbiato da così tanto tempo...

e' una tradizione ormai decennale. Noi discutiamo con tutti. Tanto più con una persona come te che palesa una serie di problemi reali e concreti che sono condivisi da molti. Ora tu dici che c'è una minoranza potente che impedisce il cambiamento. Verissimo. Super vero. La domanda è: come facciamo a togliergli il potere dalle mani? Come si può concretamente dare una risposta a questa ragazza con 2 lauree e ai milioni come lei che non riescono a trovare lavoro, casa, assistenza sanitaria decente, pensione, eccetera...? Lottiamo tutti insieme! Tu lo dici e io condivido. Ma come? La mia esperienza mi dice che quando trovi un obiettivo che potrebbe cambiare le cose poi ti scontri con un problema: ci sono tanti che a parole vogliono cambiare ma poi non sono disposti a impegnarsi e a rischiare di persona. Non si fidano, non hanno fiducia... Oppure vorrebbero ma non sono capaci di trasformare le intenzioni in azioni efficaci. Il nocciolo di quel che volevo dire è questo: visto che la maggioranza degli italiani è convinta che bisogna cambiare (un terzo degli italiani è talmente disgustato che non va più a votare) com'è che poi non riusciamo? Quale è il meccanismo che impedisce di mandare al diavolo imbroglioni, sfruttatori, ladri eccetera? Puoi almeno comprendere il mio modo di pensare se ti dico che vedo un problema nella qualità individuale degli oppositori? Io credo che tutto inizi da qui: c'è un basso livello di coscienza (per mille motivi, dalla tv alla scuola...) e questo porta al fatto che non si riesce a battere una minoranza di stronzi. E allora per me diventa importante, proprio per organizzare una lotta vincente, di discutere l'atteggiamento delle persone. Questa ragazza che ha due lauree e non trova lavoro ha tute le ragioni di lamentarsi, ma mostra anche un pessimismo che non solo le impedisce comunque di trovare lavoro ma non le dà neanche la forza di lottare. Mi sono capito?

Sono ancora io....
scusami Davide ma non capisco cosa serve a piangerci addosso??? Nel senso se serve a cambiare le cose be'mi metto anche io a coprirmi di cenere e gridare ME TAPINO!!! Ma le cose non cambieranno o nessuna ditta o multinazionale ti verra'a suonare al campanello e dirti ABBIAMO BISOGNO DI TE!!! Allora ripeto :rimbocchiamoci le maniche sfruttiamo tutto lo sfruttabile andiamo a fare tutto cio che ci offrono per riempire la pignatta!!! Se tu o qualcuno ha le risorse o il modo di mettere al lavoro i 6 su 10 giovani senza lavoro fatti votare e fai sparire la nebbia dal cervello dei PIU'. Senza cadere nel ridicolo voglio solo dire che in tutto il mondo lo stato padrone e totalitario e'finito come e'finito il discorso LO STATO CI PENSERA'Ormai anch'esso e'in crisi e da ogni chiedono e non si sa'da dove prendere.
Io penso che la soluzione una sola ci resta :un sorriso che grazie a Jacopo Fo'non ci manca e usufruire di tutta la buona volonta' ed essere cosi umili da accettare qualsiasi lavoro E RINGRAZIARE DI QUELLO CHE HAI perche Voi mi insegnate che molti non hanno....
Io sono contento di portare a casa 1000 euro prima erono 1600 ma cosi'va il momento SONO FORTUNATO!!!!
Allora dico non pensare che lo Stato o Comune o chissachi' mi aiutera a riempire la "pignatta" solo io lo posso fare e che Comune o Stato aiuti chi ha piu'bisogno di me......... E CE NE SONO state tranquilli che c'e'sempre chi sta peggio.....

Dommy iw4cyg

Ma credo che ci sia un fraintendimento. Non mi sembra di aver scritto che dobbiamo smettere di lottare per cambiare collettivamente questa società. Non ho scritto che questa ragazza non ha diritto a trovare un lavoro. Ma è un altro discorso se questa ragazza, siccome la società è ingiusta, rinuncia alla speranza. Non vedo poi che risultato otterebbe andando a schiaffeggiare un sindaco 8o chiunque altro). sfogherebbe forse in parte la sua rabbia ma non cambierebbe la situazione. Se non in peggio beccandosi una denuncia per violenza privata... C'è poi un altro discorso: se vogliamo cambiare la società non ci basta avere tanta gente incavolata per come vanno le cose. Ci servonopersone che siano dotate di grande capacità di iniziativa e comunicazione. Persone capaci di lottare. che capacità ha di lottare una persona, che parte con un vantaggio enorme sulla media dei suoi coetanei avendo una cultura di alto livello? se una persona non è capace di affrontare una difficoltà di livello UNO (trovare lavoro o inventarsene uno autonomo) come possiamo pensare che riesca ad affrontare una difficoltà di livello DIECI (cambiare la società)?

Cari giovani, ma soprattutto cara Martabcn,
ho il doppio dei tuoi anni e neppure la metà delle tue lauree. A 14 anni non ancora compiuti, finita la scuola media, una sera dopo cena discutemmo in famiglia se sarei andata alle superiori io o all’università mio fratello maggiore. Quella sera mio padre ci disse ‘se non fossi già comunista, lo diventerei adesso, a dover fare questa scelta’, a decidere fra due figli entrambi primi della classe dal primo giorno di scuola, una voglia di imparare che avremmo letto anche la carta igienica. Il giorno dopo andai in biblioteca, presi a prestito ‘il manifesto’ di Marx e me lo ricopiai tutto. Si decise che avrei fatto io le superiori, le magistrali che duravano un anno in meno di altri corsi, perché un anno in più per mio padre sessantenne, a lavorare con il badile sull’asfalto, faceva una bella differenza. E per forza a loro doveva sembrare una cosa enorme, i miei genitori avevano la quinta elementare e 3 dei nonni erano analfabeti. Scusami, ma non riesco a vedere che, seppur malamente, non si sia andati avanti, per qualcuno enormemente avanti. Io allora non pensavo neppure a un futuro, il mio grande sogno era l’istruzione. E ho continuato a studiare da sola o frequentando corsi serali, ho imparato 5 lingue straniere e dopo vari anni e cambi, ho trovato un lavoro che mi gratifica.
Scusa, ma tu di quale futuro stai parlando? Di un futuro che pensavi scattasse in automatico come conseguenza del fatto che hai studiato? Non spieghi quali sono le tue due lauree, ma dubito che siano economia o storia. Non puoi ignorare che forti differenze di benessere nei secoli passati sono state il movente di invasioni, così come non puoi ignorare che ci sono economie emergenti che hanno dato per ora un discreto scossone al precario equilibrio economico dell’Occidente e che in pochi anni potrebbero ribaltarlo. Molte fabbriche di vari settori, di produzioni su larga scala hanno dovuto chiudere perché i loro prodotti sul mercato non erano più competitivi e quindi si sono persi posti di lavoro per giovani e non, laureati e non. E questo indipendente che ci sia al governo B. o, come auspicabile, qualcuno infinitamente migliore di lui; la partita si gioca su una scacchiera molto più grande. Ma tu te la senti di spiegare a 2 miliardi di Cinesi e a 1 miliardo di Indiani che, affinché i nostri laureati non soffrano la delusione di non proseguire dopo gli studi nel benessere conosciuto fino a quel momento, loro dovrebbero cortesemente continuare a rimanere nella miseria? Quando con 2 delle lingue studiate alla sera ottenni un posto di lavoro, il ragazzo che non venne scelto mi guardò prima con stupore, poi con risentimento, probabilmente non si aspettava che una donna usurpasse quello che lui considerava come un diritto naturale derivante da quello che aveva tra le gambe, stravagante, non ti pare? Trent’anni dopo sembra normale, ma ricorda che é anche perché tante donne come me si sono battute e si sono fatte valere nel mondo del lavoro, che tu hai potuto studiare, e ne sono felice. Io credo che tu stia confondendo il futuro con la sicurezza: io, da quando so con quante z si scrive, non l’ho mai conosciuta come una cosa conquistata per sempre. Non so neppure più come si fa a non lottare, e forse non m’interessa, ancor meno se guardo l’espressione di miei coetanei che non hanno mai lottato.
La tua istruzione è un’arma molto potente, dirigila nella direzione giusta. Se a 26 anni hai 2 lauree vuol dire che per 25 anni hai vissuto in un ambiente protetto, fa’ in modo che questo non si trasformi in un handicap, che non ti impedisca di vedere che, come dice Jacopo, se un futuro l’hanno conquistato le donne analfabete che hanno acceduto al microcredito, un futuro ce l’hai anche tu. Ma ci sono alcune condizioni: il futuro è un po’ come l’amore: non è mai stato né di chi lo da’ per scontato, né di chi lo nega. E quando l’avrai conquistato, avrà un sapore molto migliore che se fosse stato un piatto pronto, ma a una condizione, che non pensi di averlo conquistato per sempre.

..pensare che l'equilibrio di giustizia nel mondo si risolva abbassando le aspettative dei laureati e plurilaureati. Al contrario, è proprio il fatto che le competenze "di alto livello" non vengano sfruttate ad essere uno dei fattori che sta relegando l'Italia in coda ai paesi meno istruiti e civilizzati. Un laureato italiano che va a lavorare in un call center a 500 euro al mese non salva il lavoro a nessun cinese né indiano. Scusa, ma francamente la tua mi sembra la risposta di una persona un po'invidiosa delle due lauree di questa ragazza. In mezzo ad altre cose condivisibili che scrivi, mi pare che invece di farle un "cazziatone", avresti potuto darle più solidarietà. Stiamo vivendo la più grave crisi economica dal dopoguerra, e trattare questi giovani come dei viziati che non si accontentano, quando la realtà è che non basta più nemmeno fare gli schiavi, perché se due o tre anni fa la generazione era "1000 euro", adesso sono 800 o 600 se ti va bene che qualcosa trovi. Un paese che riduce i giovani laureati all'elemosina o a friggere il pesce, è un paese che non va da nessuna parte. La loro situazione è ben peggiore di quella che è stata per la tua generazione.

Per quanto riguarda il post di Jacopo, capisco che voglia dare speranza, ed è vero che la maggior parte dei ragazzi e delle ragazze riuscirà almeno ad arrangiarsi, ma non fingiamo che la vita da eterni precari in lavori non scelti, pagati da fame e praticamente senza pensione, sia una vita. Pensiamo invece a recuperare dei diritti come lavoratori, e a liberarci di questa casta politica di personaggi assurdi. E a farci venire qualche buona idea.

Forse non mi sono spiegata bene. Se la storia non serve a far riflettere, proviamo con la logica. Non aspettiamoci dai politici un posto di lavoro: potrebbero fare infinitamente meglio il loro mestiere, ma non sono loro che creano posti di lavoro. E nessuno, per quanto illuminato, geniale, umano o solidale può dare posti di lavoro se questi non esistono.
Per garantire ai laureati un posto di lavoro bisognerebbe che il mondo dell’industria fosse in grado di programmare con un anticipo di 5 anni di quanti laureati e in quali facoltà avrà bisogno, e questo forse l’industria sarebbe stata capace di farlo 30 anni fa con un ritmo di cambiamento diverso, ma adesso certamente no, adesso non è in grado neppure di prevedere se fra 5 anni sarà sopravvissuta.
D’altra parte se l’industria fosse in grado di dire che ha bisogno di 100.000 ingegneri meccanici, e 80.000 chimici allora bisognerebbe mettere il numero chiuso a queste facoltà, e questo comporterebbe altri problemi. O si va sulla strada del numero chiuso (con cui non sono d’accordo) e la selezione la si fa prima di iniziare l’università o si accetta di separare l’istruzione dalla certezza di un lavoro legato a tale tipo di istruzione e sarà il mondo del lavoro a fare la selezione, ma se il numero dei laureati è maggiore del numero dei posti di lavoro disponibili, la selezione sarà inevitabile. Proviamo a vedere le cose da un altro punto di vista: tu dici che un laureato non dovrebbe andare a friggere il pesce, io dico, ‘per me è un passo avanti il fatto che il maggior numero possibile di persone arrivi all’università, poi potrà succedere che il mondo del lavoro dica che i posti per gli avvocati sono finiti, ma ci sono liberi 50 posti per friggere il pesce.
Io non sto dicendo di abbassare le aspettative, ma invito a non darle per scontate. Nel mondo dell’economia e dell’industria ci si trova in continuazione di fronte a scenari che si modificano con estrema rapidità, a fonti di reddito che scompaiono. Te la senti di solidarizzare con la fabbrica di cabine telefoniche che a un certo punto si è trovata senza mercato a causa dei telefoni cellulari? O con le agenzie di viaggio che hanno chiuso perché adesso chiunque è capace di prenotarsi un volo su internet? O con gli sportelli bancari soppiantati dall’home banking? Solidarizzi con loro, dici che dovremmo fermare le nuove tecnologie? o dici che avrebbero dovuto prevederlo e prepararsi ad affrontare la nuova realtà? Nel mondo dell’economia e dell’industria questo succede tutti i giorni, e di conseguenza si riversa, anche se con un ritmo diverso, sul settore pubblico e sulla scuola.
Per cui non ti sto dicendo che il laureato che va a lavorare al call center salva il lavoro al cinese. Ho detto il contrario, che è successo che mentre lo studente svolgeva il suo corso di studi la fabbrica cinese, se vuoi anche in modo discutibile, ha portato via il mercato e ha fatto chiudere la fabbrica italiana e di conseguenza il laureato italiano è finito al call center. Ma il laureato italiano, aveva scelto gli studi in base alle sue aspirazioni o aveva analizzato quali sarebbero state le possibilità di lavoro fra 5 anni? Sono d’accordo che è difficile che possa farlo il laureando se non è stato in grado di farlo chi nel mondo del lavoro c’era già, ma dare per scontato che alla laurea segua il lavoro desiderato certamente non aiuta ad affrontare una situazione in costante cambiamento. C’è un bel libro di Spencer Johnson ‘chi ha spostato il mio formaggio?’ che racconta molto bene questo meccanismo.
Mi spiace che tu prenda per un ‘cazziatone’, quello che era un invito a prendere atto dello scenario economico reale e globale, a non farsi illusioni, ma a non arrendersi. Non penso che la situazione dei ragazzi d’oggi sia peggiore di quella che è stata per la mia generazione, io allora c’ero e continuo ad avere la sensazione che si poteva far molto meglio, ma siamo comunque andati avanti. E la casta di politici che c’era allora forse dava un po’ meno spettacolo, ma non mi sembrava tanto migliore di questa. “Mistero Buffo” nella sostanza non è molto diverso da ‘Ubu Roi, Ubu-bas’, ti diró, la storia si ripete al punto che Fanfani era alto come Berlusconi. E speravamo che sarebbe finita presto, era il ’74 e ricordo Lucio Magri che profetizzava ‘quando uomini molto piccoli lasciano ombre molto lunghe, l’ora del tramonto è arrivata.’ Da quasi 40 anni anch’io spero che ci si liberi di una casta politica detestabile, ma sono d’accordo con Jacopo: non é che una parte del problema, la partita si gioca su una scacchiera più grande.

Certamente la societa industriale che abbiamo conosciuta a alcuni secoli sta diventando obsoleta nelle sue concezioni di sviluppo.Pertanto il Tema della INTELLIGENZA STRATEGICA che abbiamo iniziato a proporre su Facebook e attraverso altri canali ITC , in occasione della "Settimana Europea del Cervello 2011" ,( iniziativa da programmare per un giorno in : Marzo tra il 15/20 a Firenze ) , riguarda tutte le categorie di rinnovamento del pensiero nella impresa nella scienza e nell' arte nel quadro della settimana internazionale sulla evoluzione e lo sviluppo del cervello orientata a contribuire alla costruzione dello “Spazio europeo della ricerca e dell’innovazione” .

La principale mission dell' evento per la Settimana internazionale del
cervello a Firenze , sara' finalizzata a rilanciare la fiducia dei
giovani negli orientamenti strategici dello sviluppo della ricerca e dell'innovazione .
>
> Vedi note iniziali su Facebook: http://www.facebook.com/home.php?sk=group_166515773392226
> Settimana del Cervello:http://www.dana.org/danaalliances/edab/
> Vedi anche per le motivazioni condivise : http://en.wikipedia.org/wiki/Strategic_intelligence

> Saremo lieti della vs partecipazione e sostegno al dibattito , come premessa al Wokshop che organizzeremo a FIRENZE come EGOCREANET, NOVE da FIRENZE , ed altri collaboratori a fine Marzo 2011 nel quadro delle iniziative per la "Settimana del Cervello".

> Un caro saluto e buon Inizio del 2011. Paolo LRE@UNIFI.IT 05/GENN/11
> -------------------------------------------------------------------------------
> NOTA 1. ) Nel dare promozione al WS sulla Intelligenza Strategica dovremo tener presente che tale tematica possa interessare anche il rinnovamento delle imprese .
> Pertanto noi del gruppo EGOCREANET//LRE e collaboratori dovremo avere la lungimiranza, la capacità di comprendere le tendenze e le opportunità per una organizzazione ed il management impreditoriale , per aprire una nuova visione dello sviluppo , avendo la capacita di concettualizzare uno stato ideale futuro basato sulla previsione della trasformazione della vecchia societa industriale basata su vecchie ed obsolete concezioni meccaniche per dare un nuovo senso meno limitato della vita nella prospettiva dello sviluppo della societa' della conoscenza condivisa.
> Pertanto obiettivo essenziale del WS di fine Marzo 2011 sara anche quello di iniziare un processo di coinvolgimento delle imprese in ITC per un buon successo del WS sulla Intelligenza Strategica sviluppato secondo criteri di sviluppo eco-economici di elevata sostenibilita' ambientale . ( vedi a tal proposito ; www.toscanaeconomia.it )
> Per contribuire efficacemente a tale impostazione innovativa dovremo innovare il sistema di pensiero meccanicista ,favorendo la capacità di percepire, sintetizzare e integrare gli elementi che funzionano come un insieme sinergico tra ricerca innovazione ed impresa al fine di raggiungere raggiungere lo scopo comune del superamento della societa' industriale e delle sue obsolete concezioni di sviluppo consumistico .
> Per quanto non sia facile ne immediatamente accettabile da esistenti impostazioni mentali conservative , noi dovremo attivare nostre capacita empatiche per motivare ricercatori e scienziati, ma anche persone di diversa provenienza per lavorare insieme in internet e delineare ed attuare una visione innovativa dello sviluppo nel rispetto della natura e della sua biodiversita'.
> Petanto dovremo aiutare la gente a capire la necessita di motivarsi nella ricerca di una strategia intelligente di comprensione del futuro sviluppo della societa della conoscenza condivisa e pertanto sara nostro compito aggregare un partenariato , che a sua volta abbia la capacita di proporre alleanze strategiche con individui, gruppi ed organizzazioni Regionali, Nazionali ed Internazionali .
> Questo e' il compito che ci proponiamo da tempo ( a partire dal 2004 con il gruppo ON-NS&A , per la innovazione transdisciplinare della scienza e dell' arte , che permane costantemente aperto, (con le sezioni di ricerca e sviluppo denominate , GREEN LIFE SCIENCE e NANO TECH + NANOCOLOR ), alla diffusione di nuove tecnologie e delle relative applicazioni industriali, .anche in questa nuoca occasione di incontro sul tema della Intelligenza Strategica.

> Buon inizio d' ANNO. Paolo Manzelli 05/GENN/2011. vedi in : www.edscuola.it/lre.html

Il Tema della INTELLIGENZA STRATEGICA che abbiamo iniziato a proporre su Facebook e attraverso altri canali ITC , in occasione della "Settimana Europea del Cervello 2011" ,( iniziativa da programmare per un giorno in : Marzo tra il 15/20 a Firenze ) , riguarda tutte le categorie di rinnovamento del pensiero nella impresa nella scienza e nell' arte nel quadro della settimana internazionale sulla evoluzione e lo sviluppo del cervello orientata a contribuire alla costruzione dello “Spazio europeo della ricerca e dell’innovazione” .

La principale mission dell' evento per la Settimana internazionale del
cervello a Firenze , sara' finalizzata a rilanciare la fiducia dei
giovani negli orientamenti strategici dello sviluppo per lo sviluppo
della ricerca e dell'innovazione .
>
> Vedi note iniziali su Facebook: http://www.facebook.com/home.php?sk=group_166515773392226
> Settimana del Cervello:http://www.dana.org/danaalliances/edab/
> Vedi anche per le motivazioni condivise : http://en.wikipedia.org/wiki/Strategic_intelligence

> Saremo lieti della vs partecipazione e sostegno al dibattito , come premessa al Wokshop che organizzeremo a FIRENZE come EGOCREANET, NOVE da FIRENZE , ed altri collaboratori a fine Marzo 2011 nel quadro delle iniziative per la "Settimana del Cervello".

> Un caro saluto e buon Inizio del 2011. Paolo LRE@UNIFI.IT 05/GENN/11
> -------------------------------------------------------------------------------
> NOTA 1. ) Nel dare promozione al WS sulla Intelligenza Strategica dovremo tener presente che tale tematica possa interessare anche il rinnovamento delle imprese .
> Pertanto noi del gruppo EGOCREANET//LRE e collaboratori dovremo avere la lungimiranza, la capacità di comprendere le tendenze e le opportunità per una organizzazione ed il management impreditoriale , per aprire una nuova visione dello sviluppo , avendo la capacita di concettualizzare uno stato ideale futuro basato sulla previsione della trasformazione della vecchia societa industriale basata su vecchie ed obsolete concezioni meccaniche per dare un nuovo senso meno limitato della vita nella prospettiva dello sviluppo della societa' della conoscenza condivisa.
> Pertanto obiettivo essenziale del WS di fine Marzo 2011 sara anche quello di iniziare un processo di coinvolgimento delle imprese in ITC per un buon successo del WS sulla Intelligenza Strategica sviluppato secondo criteri di sviluppo eco-economici di elevata sostenibilita' ambientale . ( vedi a tal proposito ; www.toscanaeconomia.it )
> Per contribuire efficacemente a tale impostazione innovativa dovremo innovare il sistema di pensiero meccanicista ,favorendo la capacità di percepire, sintetizzare e integrare gli elementi che funzionano come un insieme sinergico tra ricerca innovazione ed impresa al fine di raggiungere raggiungere lo scopo comune del superamento della societa' industriale e delle sue obsolete concezioni di sviluppo consumistico .
> Per quanto non sia facile ne immediatamente accettabile da esistenti impostazioni mentali conservative , noi dovremo attivare nostre capacita empatiche per motivare ricercatori e scienziati, ma anche persone di diversa provenienza per lavorare insieme in internet e delineare ed attuare una visione innovativa dello sviluppo nel rispetto della natura e della sua biodiversita'.
> Petanto dovremo aiutare la gente a capire la necessita di motivarsi nella ricerca di una strategia intelligente di comprensione del futuro sviluppo della societa della conoscenza condivisa e pertanto sara nostro compito aggregare un partenariato , che a sua volta abbia la capacita di proporre alleanze strategiche con individui, gruppi ed organizzazioni Regionali, Nazionali ed Internazionali .
> Questo e' il compito che ci proponiamo da tempo ( a partire dal 2004 con il gruppo ON-NS&A , per la innovazione transdisciplinare della scienza e dell' arte , che permane costantemente aperto, (con le sezioni di ricerca e sviluppo denominate , GREEN LIFE SCIENCE e NANO TECH + NANOCOLOR ), alla diffusione di nuove tecnologie e delle relative applicazioni industriali, .anche in questa nuoca occasione di incontro sul tema della Intelligenza Strategica.

> Buon inizio d' ANNO. Paolo Manzelli 05/GENN/2011. LRE@UNIFI.IT

Mi spiace molto che una ragazza giovane e colta si lasci ingannare dai tanti matusa che sparlano nel nostro paese. Che l'Italia sia nella merda è certamente un fatto, ma dopotutto non è proprio la merda il miglior concime, per di più biologioco?? Ormai chi non sa cosa dire mente: chi dicendo che va tutto bene, chi dicendo che va tutto male e gli uni e gli altri solo per tirar l'acqua al loro florido mulino. Il futuro esiste, eccome e sarà splendido! Non solo perchè ad un coetaneo dei secoli scorsi, quel che alla nostra ventiseienne sembra un mondo senza speranza, sembrerebbe un paradiso, ma perchè ogni individuo e ogni generazione hanno la possibilità e la capacità di dare un contributo al miglioramento e lo si vede tutti i giorni. E a chi mi dice che chi vive sperando, muore cagando io rispondo "E non è forse una bellissima morte?" Su con la vita, ho 45 anni, sono precaria da 10 e probabilmente coi prossimi tagli non lavorerò nemmeno più, ma se ripenso anche solo alla vita di mia madre mi bacio i gomiti!! Viva il futuro!!

“STRATEGIE DI SVILUPPO INNOVATIVO DEI NETWORK DIGITALI “
Introduzione al Convegno sul tema : “INTELLIGENZA STRATEGICA”
19/Marzo/2011.c/o sala Pistelli -Provincia i Firenze-
Paolo Manzelli – Presidente EGOCREANET ;LRE@UNIFI.IT, www.edscuola.it/lre.html

Le trasformazioni che si stanno attuando agli inizi del nuovo millennio, mettono in evidenza come la tecnologia digitale della Information Communicatio Tecnology (ITC) assuma oggi un ruolo fondante del cambiamento, cosi' come la stampa fu capace di produrre mutamenti epocali nella grande rivoluzioni industriale del passato. Oggi Personal computer, telefonia mobile e Internet, indubitabilmente danno vita a innovazioni sociali, culturali, economiche e produttive basate su le nuove forme di comunicazione e interazione delle conoscenze .L' accesso ai “NETWORK DIGITALI” infatti sta diventando la leva del cambiamento sociale in quanto si dimostra capace di incidere su alternative dello sviluppo economico ed anche divenire una forma di riscatto che oggigiorno sta producendo una forte presa di coscienza nelle popolazioni svantaggiate da squilibri economici e culturali.Stiamo infatti osservando nei paesi arabi del mediterraneo come, la utilizzazione della interattivita' della comunicazione ITC,abbia inciso a fondo nel liberare grandi energie popolari per lungo tempo rimaste passive.

Nei paesi a grande industrializzazione i mass media “non interattivi” , quali sono la stampa e la TV, diversamente sono riusciti ad imporre una condizionata acquisizione mentale dove la gente, per quanto il presente sia poco soddisfacente, sembra preferire vivere il presente della societa della informazione passiva, in forma di “entertainment” (cioe di tutto quanto fa' spettacolo), senza pensare seriamente ne al passato ne al futuro dello sviluppo sociale ed economico.

Personalmente ritengo che prima o poi per quel che riguarda la stampa cartacea, le rotative dovranno pur fermarsi a causa dei sempre piu' pesanti problemi di indebitamento di giornali e riviste, che sopravvivono solo se sostenute indebitamente per ragioni di sostegno ai partiti della politica. Inoltre gli introiti reclamistici della TV si troveranno a breve a dover ridurre i loro business, in quanto il mercato non potra sopravvivere all’aumento dei livelli di indebitamento dovuti al calo dei consumi, e quindi il commercio non potra' piu' essere caricato da un' alta percentuale di spesa in favore della reclamizzazione dei prodotti.

Tale previsione pone una riflessione sulle esigenze di cambiamento; infatti la crisi strutturale contemporanea determina la impossibilita di pensare nostalgicamente ad un futuro che malgrado tutto possa ancora fondarsi su una proiezione lineare del passato della vecchia struttura della societa industriale , la quale ormai non e' piu' consona rispetto alle necessita di condivisione dello sviluppo della societa' della conoscenza ad elevato contenuto di innovazione scientifica e tecnologica.

Il futuro pertanto con ogni evidenza non potra' basarsi sulle fondamenta del passato , di conseguenza le strategie di sviluppo “anti-crisi” debbono prevedere profondi cambiamenti strutturali finalizzati a rimuovere le barriere conservative alla crescita della innovazione, in modo da sfruttare le nuove opportunità di sviluppo basate non piu' sulla competitivita' ma viceversa su politiche di reti di coesione economica e sociale.

In tale contesto di cambiamento la comunicazione ITC, puo' dare un notevole contributo al superamento delle concezioni che ancora limitano l' impegno politico e sociale ad un tipo ordinario di misure anticongiunturali , per innovare il contesto strategico finalizzato a trovare la via di uscita alla crisi strutturale contemporanea, unicamente possibile creando le condizioni di cambiamento a lungo termine della nuova fase della societa della conoscenza come alternativa allo sviluppo della obsolescente societa industriale .
Purtroppo le buone potenzialità di favorire la crescita di un approccio innovativo della produzione, non piu basata su settori maturi, ma viceversa fondata su stabili relazioni tra ricerca scientifica e tecnologica, necessarie per delineare un profondo rinnovamento degli assetti produttivi, non sembrano suscitare l’interesse della finanza e del settore bancario ed assicurativo che rimangono tradizionalmente contagiati da una concezione di guadagno facile e progressivo, fondato su una forte avversione al rischio.

Vittima piu' esposta alla retrograda concezione degli investimenti finanziari di banche ed assicurazioni, e' proprio la innovazione ad alto contenuto tecnologico della impresa ed in specialmodo quella delle PMI, perche' si trova bloccata dalla limitata disponibilita' economica , nonche dalla difficolta' di reperire fondi di credito che abbiano un profilo di lunga scadenza come e' necessario per poter delineare le nuove strategie di sviluppo innovativo unicamente effettuabili sulla base di una stretta correlazione a rete tra ricerca scientifica e tecnologica per il profondo rinnovamento dei settori maturi della produzione.

Eppure, nella attuale societa di transizione tra la societa industriale e quella della conoscenza, purtroppo si sprecano risorse economiche ed umane , per attivita di “entertainment”, (calcio, canzonette,.reality show , discoteche .. e “bunga-bunga” ..) che nell' insieme mantengono la antica funzione di ridurre il grado di consapevolezza della gente sulla impossibilita di proseguire in una espansione non produttiva della economia dello spettacolo, la cui continuita' se inconsciamente protratta, in breve, si convertira' in una irreversibile crisi finanziaria e profonda recessione economica.

Prima di arrivare a tanto il Convegno sul tema “INTELLIGENZA STRATEGICA” organizzato dal Network Egocreanet/LRE e dal giornale on line, Nove dal Firenze , si propone di iniziare a considerare come le “STRATEGIE DI SVILUPPO DEI NETWORK DIGITALI” abbiano la capacita' di offrire varie opportunita' utili per riconsiderare le traiettorie del cambiamento dello sviluppo contemporaneo, realizzando interventi indirizzati a facilitare la coesione sociale e la condivisione di conoscenze, entrambe necessarie per avviare la ripresa sociale ed economica .

Questo è il motivo per cui lo sviluppo di “NETWORK DIGITALI” assume un ruolo decisivo nell' affrontare le importanti sfide del cambiamento strutturale della economia e del rinnovamento della capacità produttiva che non possono essere piu' correlati alla semplice competitività aziendale, ma invece proprio alla necessita di realizzare “NETWORK DIGITALI” che permettano lo sviluppo di una ampia collaborazione per la gestione della innovazione a rete in favore della coesione per la innovazione delle relazioni tra impresa, ricerca e formazione. Tale strategia di sviluppo dei “NETWORK DIGITALI”,costituisce una effettiva esigenza per consentire un migliore indirizzamento delle risorse private e pubbliche verso gli investimenti che alimentano un nuovo modello Regionale di crescita della produzione, in modo da poter guidare e agevolare la trasformazione strutturale attraverso nuovi modelli di investimento finanziario basato su strategie di credito a lungo termine.

Pertanto il convegno sul tema “ INTELLIGENZA STRATEGICA” si propone di agire come “scauting di idee e proposte di innovazione”, adeguate a ricostruire le basi per una nuovo sviluppo della economia locale , provinciale e Regionale, la' dove e' innanzitutto necessario investire sulla condivisione di conoscenze per tramite una piu' organizzata utilizzazione delle ITC, nel quadro del STRATEGIE DI SVILUPPO INNOVATIVO DEI NETWORK DIGITALI.

Concludendo questa premessa, sottolineo come la speranza degli organizzatori del convegno sul tema della “ INTELLIGENZA STRATEGICA”,(supportato dai patrocini del Comune e della Provincia e della Universita di Firenze e della Regione Toscana), sia quello di collaborare ad individuare un “Piano Strategico della Innovazione” che possa condurre la “Città e la Provincia e la Regione Toscana”, verso gli ambiziosi obiettivi di crescita sociale ed economica necessari per costruire le basi per una nuovo sviluppo della economia e collaborare attivamente nel definire le politiche di uscita dal questa situazione di depressione economica e di crisi strutturale.

BIBLIO :ON LINE
http://www.nove.firenze.it/vediarticolo.asp?id=b1.01.15.21.33
> http://www.edscuola.it/archivio/lre/trasformazione.pdf ;
> http://met.provincia.fi.it/news.aspx?n=87258
> http://www.siamotuttigiornalisti.org/it/content/cambiamento-degli-assett...
> http://www.vglobale.it/index.php?option=com_content&view=article&id=1274...

La Locandina del WORKSHOP su "INTELLIGENZA STRATEGICA" del Sabato 19 Marzo 2011 c/o La Provincia di Firenze SALA PISTELLI ia Cavour 3 e ora reperibile sul sitroweb del Dipartimdento di Chimica :

http://www.unifi.it/dipchimica/mdswitch.html
http://www.unifi.it/dipchimica/upload/sub/fmc/locandina_intelligenza%20_...

Auspichiamo la vs partecipazione. Un cordiale Saluto 10/03/11.
Paolo Manzelli, LRE@UNIFI.IT