Economia alternativa

Commercio equo, gruppi di acquisto, microcredito, banche del tempo, baratto, condivisione, consociazione, servizi collettivi, sistemi Linux

10 LEGGI PER CAMBIARE L’ITALIA

Il Paese ha bisogno di un po’ di buon senso.
Il buon senso non è né di sinistra né di destra.

Abbiamo messo insieme dieci leggi semplici, sulle quali possiamo essere tutti d’accordo.
Ad esempio vogliamo che i beni sequestrati alla mafia siano disponibili rapidamente per iniziative socialmente utili, e il denaro confiscato ai delinquenti non resti in eterno nelle casse delle banche ma venga usato per far funzionare meglio la giustizia.
  E vogliamo che anche in Italia, i cittadini possano intentare cause per ottenere risarcimenti collettivi, le Class Action, che in molti Paesi civili sono uno strumento formidabile di difesa dei consumatori.
Abbiamo scelto dieci leggi che riguardano la responsabilità dei funzionari pubblici, la semplificazione dei meccanismi di convocazione degli imputati, e le impugnazioni, modifica del codice delle assicurazioni private, la responsabilità delle aziende in caso di incidenti sul lavoro o danni ambientali e misure di sostegno alle vittime di avvelenamento da amianto.
Infine chiediamo che le vittime di reato possano ottenere la liquidazione dei danni, anche nell'ipotesi di patteggiamento, senza dover ricorrere a un successivo processo civile, disposizione che attualmente lascia le vittime di reati nella condizione assurda di attendere anni per veder riconosciuto il danno economico subito. Esistono già disegni di legge che prevedono questi cambiamenti essenziali e i parlamentari che li hanno presentati hanno deciso di unire i loro sforzi perché vengano tutti approvati, ma se vuoi che il buonsenso prevalga in Parlamento, aiutaci con il tuo diretto sostegno e la tua firma.

Queste leggi sono state presentate e sono sostenute da: Felice Belisario, Marco Boato, Mauro Bulgarelli, Felice Casson, Gerardo D'Ambrosio, MauroFabris, Franco Grillini, Donatella Poretti, Stefano Pedica, Franca Rame

PER SOTTOSCRIVERE, FIRMA QUI:
http://www.ryb.it/senrame/firma_buonsenso/

10 LEGGI PER CAMBIARE L’ITALIA

AMMINISTRAZIONE PUBBLICA, SICUREZZA SUL LAVORO, AMBIENTE, GISTIZIA, MAFIA E CLASS ACTION

Sprechi nella Pubblica Amministrazione
Delega al governo per la redazione del «Codice di procedura per i giudizi innanzi alla Corte dei Conti». D'iniziativa della senatrice Franca Rame. AS N.702 link al testo integrale Il pubblico funzionario responsabile di sprechi di denaro pubblico, risponde, per danno erariale nei confronti dallo Stato, davanti alla Corte dei Conti, le cui procedure sanzionatorie vengono ridefinite, in modo da garantire finalmente sentenze pecuniarie adeguate e giudizi celeri, pur nel rispetto dei diritti dell'indagato e delle prerogative della difesa.
Link al testo integrale della legge

Sicurezza sul lavoro

Estensione della disciplina della responsabilità amministrativa di cui al decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231, ai reati di omicidio e lesioni colpose gravi conseguenti ad infortuni sul lavoro. D'iniziativa del Senatore Gerardo D'Ambrosio. AS N. 816 link al testo integrale Prevede la possibilità di applicare sanzioni pecuniarie ed interdittive nei confronti delle aziende che abbiano violato le norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro, il cui drammatico incremento, per numero e gravità, è stato recentemente stigmatizzato dal Presidente Napolitano. Il deterrente economico risulterà più efficace di una sanzione penale detentiva che quasi sempre rimane sospesa e dopo cinque anni si estingue. Questa pdl è attualmente integrata nel DdL governativo n° 2849 in discussione alla Camera: Misure in tema di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro e delega al Governo per il riassetto e la riforma della normativa in materia. (Art.9)
Link al testo integrale della legge

CLASS ACTION azione collettiva risarcitoria
Primi Firmatari (AC 1882 GRILLINI) (AC 1443 PORETTI) (AC 1834 PEDICA) (AC 1330 FABRIS)
Gli Italiani negli ultimi decenni hanno subito un'interminabile teoria di truffe, crack finanziari e disastri ambientali. Il nostro sistema giuridico non prevede ancora una forma di azione collettiva risarcitoria. Ciò significa che le migliaia di cittadini derubati, taglieggiati e avvelenati da un medesimo “attore”, possono agire contro di esso solo individualmente e a proprie spese. Il confronto tra le parti è impari e costoso e quindi, di norma, i cittadini non agiscono in giudizio e colui che ha inferto il danno rimane impunito. Queste proposte di legge introducono nel nostro ordinamento uno strumento legale capace di garantire risarcimenti congrui alla collettività, in tempi brevi, gratuitamente ed in modalità automatica.

Reati ambientali

Norme sulla tutela dell’ambiente e dell’ecosistema e sul risarcimento del danno pubblico ambientale.
D'iniziativa del Senatore Mauro Bulgarelli.AS N. 534 link al testo integrale Chi inquina l'ambiente, lede gli interessi della collettività e distrugge o altera un bene dello Stato, perciò, sia esso un soggetto privato ovvero un amministratore pubblico, produce un “danno pubblico ambientale”, ovvero un danno erariale contro lo Stato, che, come tale, deve essere perseguito presso la Corte dei Conti.
Link al testo integrale della legge

Amianto
Disposizioni a favore dei lavoratori e dei cittadini esposti ed ex esposti all’amianto e dei loro familiari, nonché delega al Governo per l’adozione del testo unico in materia di esposizione all’amianto. D'iniziativa del Senatore Felice Casson. AS N. 23 link al testo integrale Secondo l’Ufficio internazionale del lavoro sono oltre 100.000 i decessi causati ogni anno da tumori provocati dall’esposizione all’amianto. Oggi nel nostro paese l'amianto è stato definitivamente bandito, restano però tre obiettivi da raggiungere: la bonifica del territorio, la realizzazione di forme adeguate di tutela sanitaria e la creazione del «Fondo per le vittime dell’amianto».
Link al testo integrale della legge

Somme sequestrate

Modifiche agli articoli 262 e 676 del codice di procedura penale, in materia di devoluzione allo Stato delle somme di denaro e dei titoli sequestrati e non reclamati. D'iniziativa del Senatore Gerardo D'Ambrosio AS N. 1343 link al testo integrale Ingenti somme di denaro e titoli di credito sottoposti da numerosi anni a sequestro penale giacciono presso le banche e gli uffici postali. Questi enti non corrispondono allo Stato alcun interesse o accreditano, all’eventuale avente diritto, interessi assolutamente ridicoli. Si prevede quindi che dopo cinque anni dalla data della sentenza non più soggetta ad impugnazione, le somme ed i titoli sequestrati, siano devoluti allo Stato.
Link al testo integrale della legge

Riutilizzo beni mafiosi

Riforma della legge 109/96 proposta di modifica testo non disponibile I Senatori D'Ambrosio, Bulgarelli e Casson intendono presentare in Parlamento un DdL in merito ad una riforma della normativa sulla gestione dei beni sottratti alle mafie, in recepimento delle proposte avanzate da Libera e dal suo presidente, Don Luigi Ciotti. Tra le finalità di questa riforma sono state individuate come prioritarie: l'istituzione di un'agenzia professionale per la gestione dei beni sequestrati, la creazione di un database dinamico aggiornato dei beni mobili e immobili confiscati, lo snellimento e il miglioramento delle procedure di assegnazione con particolare attenzione alle loro finalità sociali.

Modifica del codice di procedura penale
AS N. 1373: Modifiche al titolo V del libro II del codice di procedura penale, in materia di notificazioni. link al testo integrale AS N. 1374: Modifiche al titolo VI del libro V del codice di procedura penale, in materia di arresto e di fermo, e introduzione del giudizio nei confronti di imputati arrestati o fermati di competenza del tribunale. link al testo integrale AS N. 1438: Modifiche al codice di procedura penale, in materia di impugnazioni. link al testo integrale D'iniziativa del Senatore Gerardo D'Ambrosio E' indubbio ormai che il vero male che affligge la Giustizia italiana è quello dei tempi di definizione dei processi diventati ormai lunghissimi, troppo lunghi per uno Stato civile. Per conseguire il dimezzamento gli attuali tempi delle procedure, sarebbe sufficiente, alla luce dell’esperienza fatta in questi anni di applicazione, procedere alla revisione solo di alcuni istituti, per renderli più semplici e funzionali ed armonizzarli: − sostituzione dell’attuale giudizio direttissimo con un giudizio nei confronti di imputati arrestati o fermati. − rivedere è il sistema relativo alle notificazioni − riformare del sistema delle impugnazioni

AS N. 1373: Modifiche al titolo V del libro II del codice di procedura penale, in materia di notificazioni.

AS N. 1374: Modifiche al titolo VI del libro V del codice di procedura penale, in materia di arresto e di fermo, e introduzione del giudizio nei confronti di imputati arrestati o fermati di competenza del tribunale

AS N. 1438: Modifiche al codice di procedura penale, in materia di impugnazioni.

Modifiche del codice delle assicurazioni private
Modifiche al codice di cui al decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209, e alla legge 21 febbraio 2006, n. 102, in materia di risarcimento dei danni per le vittime di incidenti stradali D'iniziativa del Deputato Felice Belisario AC N. 1853 link al testo integrale E' necessario tutelare le vittime della strada attraverso la modifica di alcune norme che hanno determinato una involuzione nella sacrosanta attuazione del diritto al giusto risarcimento dei danni provocati da incidenti stradali, con particolare riguardo alla tutela del bene-salute. Questa proposta di legge mira a tutelare i consumatori-contraenti-clienti e non i responsabili dei sinistri, come invece sembra avvenire con l’indennizzo diretto, attualmente in vigore. Vittime di reati
Link al testo integrale della legge

Modifica all’articolo 111 della Costituzione in materia di garanzia dei diritti delle vittime di reato
D'iniziativa del Deputato Marco Boato AC N. 1242 link al testo integrale E' noto come oggi le vittime di reato non trovino alcuno spazio di tutela se non si siano, al tempo stesso, costituite parte civile. La vittima viene emarginata nei procedimenti speciali che eliminano il dibattimento. E' dunque necessario tutelare in maniera più incisiva la vittima del reato, rendendola parte di pieno diritto nel processo penale nella prospettiva che possa finalmente ottenere la liquidazione dei danni, anche nell'ipotesi di patteggiamento, senza dover ricorrere a un successivo processo civile, disposizione che attualmente lascia le vittime di reati nella condizione assurda di attendere anni per veder riconosciuto il danno economico subito. Chiediamo pertanto di modificare l'art.11 della Costituzione inserendo il seguente comma: « La legge garantisce i diritti e le facoltà delle vittime di di reato ».
Link al testo integrale della legge


Ode al commercio equo e solidale (e basta con le polemiche!)

In queste ultime settimane il tema del commercio equo e solidale e' tornato ad essere al centro di articoli e dibattiti, e questa volta anche con qualche spunto critico: ha aperto le danze un attacco di "Liberazione" contro l'importazione da parte di Coop dei fagiolini del Burkina Faso. Il quotidiano di Rifondazione Comunista attaccava Coop asserendo che le coltivazioni dei fagiolini da inviare in Italia prenderebbero il posto di coltivazioni autoctone e, in piu', il viaggio in aereo per portare i vegetali dal Burkina Faso in Europa sarebbe di alto impatto ambientale. Il dibattito e' stato ampio e la settimana scorsa il Venerdi' di Repubblica ha pubblicato un interessante articolo molto articolato sulla situazione del mercato equo e solidale.

equo solidaleQualche numero: nato fra i protestanti mennoniti americani nel 1945, il commercio equo e solidale e' stato lanciato in Europa negli anni '60, con l'apertura del primo workshop in Olanda nel 1969.
Oggi costituisce un vero e proprio fenomeno di mercato, che sembra preoccupare l'economia capitalistica e le multinazionali. Non per niente aziende come Nestle' (che ha recentemente lanciato un caffe' equo) e come McDonald's stanno prendendo in considerazione questo settore e si stanno muovendo in questa direzione.
E che le cifre siano interessanti lo dimostra, ad esempio, il fatto che dal 2000 al 2005 in 25 paesi europei si e' registrato un aumento del volume di affari del commercio equo del 154%, con una presenza di quasi 80mila punti vendita, per un fatturato di circa 600 milioni di euro.
I prodotti costano ormai quanto quelli tradizionali e un coltivatore di caffe' che lavora per il commercio equo e solidale percepisce al kg circa 6 volte piu' di quello che prende un coltivatore che opera con le multinazionali.
All'interno della filiera produttiva e commerciale sono di fondamentale importanza gli organismi di certificazione che visitano periodicamente le cooperative nel Terzo mondo controllando che vengano sempre rispettate le principali regole del commercio equo: niente manodopera minorile, materiali ricavati il piu' possibile da fonti ecosostenibili, investimenti nell'istruzione e nell'assistenza sanitaria della comunita', stipendi minimi garantiti e pagamenti immediati degli ordini e non a 60-90 giorni come avviene solitamente.
Le vendite sono assicurate da vari circuiti di botteghe: dei quasi 80mila punti vendita ben 57mila sono supermercati della grande distribuzione, e tutti hanno il "valore aggiunto" dell'informazione che va a braccetto con la vendita.
In base ai sondaggi quel 30% di italiani che compra equo e solidale e' anche molto informato su questo mondo, conosce la storia del prodotto e la filosofia che anima il progetto.
Un po' di esperienza in questo settore, sia come CommercioEtico sia come diretti collaboratori con un'associazione in Burkina Faso, ce la siamo fatta anche noi; e siamo assolutamente convinti che, grandi parole e grandi numeri a parte, il commercio equo e solidale funziona perche' produce benessere sia a breve che a lungo termine.
tshirt giraffa con frase di stefano benniL'esempio che portiamo e' quello dei batik di Bissiri' Sanou e dell'associazione Barathéry ("Abbiamo bisogno di lavorare") di Bobodiulasso.
Grazie alla collaborazione col Centro Ghélawé, Bissiri' ha potuto regolarizzare la sua associazione, e oggi emette regolari fatture; ha potuto acquistare nuovi pennelli, un tavolo e un motorino che gli permettono di produrre di piu' e di vendere in piu' zone della citta'. E con parte dei suoi ricavi nel 2005 ha potuto curare la malattia di cui soffriva la fidanzata.
Poiche' e' aumentata la richiesta, e' di conseguenza aumentata la produzione e Bissiri' ha potuto dare lavoro a piu' ragazzi: oggi l'associazione conta 15 membri, ha migliorato il processo produttivo (meno fatica e piu' precisione nei disegni) e ha stabilito un sistema equo di ripartizione dei profitti. I venditori, che sono gli stessi disegnatori, acquistano i batik dall'associazione e li rivendono ai turisti, creandosi un proprio margine di guadagno. Nel nostro caso i ricavi della vendita dei batik vanno a finanziare il Centro Ghélawé e li paghiamo quanto tutti gli altri.
Bissiri' offre ai ragazzi della sua associazione un tetto e un luogo sicuro dove stare e imparare qualcosa, da' loro consigli, evita che facciano cazzate o che diventino ladri, tossici, alcolizzati.
E' solo l'inizio, ma senza l'idea del commercio equo e solidale tutti questi cambiamenti non sarebbero stati possibili.
Forse il commercio equo non sara' la soluzione a tutti i problemi del mondo, ma e' almeno un sistema che non impoverisce. In alcuni paesi, come l'India, gli agricoltori si suicidano perche' non riescono a vendere i loro prodotti al giusto prezzo o perche' proprio non riescono a venderli, un caso su tutti e' quello dei coltivatori di cotone.

Per questo la polemica suscitata dall'articolo di Liberazione sui fagiolini del Burkina Faso ci appare ingiustificata, anzi incomprensibile: e allora preferiamo non esprimere giudizi, citiamo solo un antico detto africano, malgascio, che recita: "Hai un dente solo? Sorridi almeno con quello!"

Simone Canova


Perche' quelli piu' intelligenti sono meno bravi a fare soldi?

Un gruppo di ricercatori dell'Universita' dell'Ohio ha seguito dal 1979 7.000 americani classificandoli secondo il loro quoziente intellettuale.
Si e' verificato che i piu' stupidi fanno piu' soldi e quelli intelligenti falliscono piu' spesso.

E' una cosa che ho sempre sospettato.
Ho conosciuto parecchi miliardari ma solo due erano intelligenti.
Fare soldi e' una capacita' simile a quella di sedurre. Non bisogna essere intelligenti per riuscirci.
Nella seduzione vincono la bellezza e la vitalita'. Per far soldi servono idee semplici.
Il problema di un'impresa e' che ci sono sempre troppe cose che possono andare storte.
Le persone intelligenti evidentemente tendono a pensare troppo, costruiscono progetti complessi e quanto piu' sono numerose le tappe da raggiungere per ottenere il risultato, tanto  piu' crescono le variabili e le possibilita' che un intoppo blocchi tutto. Per questo i grandi strateghi falliscono: la fanno troppo complicata.
Gli stupidi, soprattutto se hanno capito di non essere dei geni, fanno progetti modesti, realizzano una cosa per volta, mirano a un vantaggio semplice e immediato. Vanno sul sicuro. Non azzardano, non si innamorano delle loro idee come fanno spesso quelli convinti di essere intelligenti.
Quelli intelligenti si sentono forti delle loro meravigliose capacita' logiche, si fanno prendere la mano, esagerano, mettono troppa carne al fuoco e poi la lasciano bruciare.

Quelli intelligenti appena stanno per realizzare un progetto scorgono subito incredibili sviluppi, altre possibilita'. Adorano avere idee intelligenti e se ne compiacciono. E quando ancora la loro idea iniziale non si e' concretizzata gia' ne stanno inseguendo un'altra e un'altra ancora.
Quelli stupidi, invece, hanno orizzonti ristretti e quando gli capita (per sbaglio) di avere un'idea intelligente ci si attaccano come sanguisughe e la sfruttano fin che possono, scavandoci dentro come minatori. Seguono il loro filone d'oro fino a quando non ne resta neppure mezza oncia.

Quelli intelligenti sono abituati a riportare quotidianamente piccole vittorie sugli stupidi. Vincono a scacchi, sono piu' bravi a trovare informazioni utili, hanno una conversazione piu' interessante, vanno in vacanza in posti fantastici, leggono di piu' e sanno sfruttare in mille modi le conoscenze acquisite quando devono scegliere una cura medica o un corso di studi. Questo li induce a una esagerata autostima e a una costante sopravvalutazione delle loro possibilita'. Inoltre sottovalutano costantemente gli stupidi, convinti di esser loro superiori. Non si rendono affatto conto che sono gli stupidi a dominare il mondo (e si vede!).

Quelli con poco sale in zucca sono invece abituati ad accorgersi di aver fatto una stupidaggine perche' non avevano capito, non si erano informati, non sapevano come muoversi.
Quindi hanno molta paura di sbagliare.

E c'e' un ultimo fondamentale elemento: gli stupidi si affidano di piu' all'intuito che al ragionamento. E come si sa l'istinto, il fiuto, sono fattori essenziali negli affari come nel resto della vita.
Quelli intelligenti analizzano la situazione, valutano le possibilita' di successo, confrontano, soppesano, analizzano, catalogano. Quelli stupidi ascoltano le sensazioni di pancia.
L'intelligenza senza istinto vale meno dell'istinto senza intelligenza.

Alla fin fine emerge che l'intelligenza in se' e' piu' pericolosa che utile perche' induce alla presunzione, alla superficialita', all'incostanza e a non sfruttare le intuizioni istintive e quindi riduce le possibilita' di successo.
Solo se l'intelligente capisce che l'abilita' del cervello e' un coltello a doppia lama, puo' comprendere la necessita' della modestia e della prudenza, del lavoro in profondita' e della costanza.
Una persona dotata intellettualmente puo' superare sul lungo periodo gli stupidi nel caso riesca a rendere attivi sistemi molto efficienti di verifica delle genialate che partorisce la sua mente. Scegliere solo quel che funziona subito. Seguire la via dei piccoli passi.
A quel punto non c'e' partita. Essere intelligenti e' meglio.

Questo discorso, nato dall'analisi del successo in campo economico, ha una grande applicazione anche in altri campi. Ad esempio in quello politico.
La sinistra ha idee molto piu' avanzate e complesse della destra e ha leader mediamente migliori e militanti disposti ad un grande impegno gratuito e volontario.
Milita a sinistra un maggior numero di artisti, scienziati e intellettuali.
Eppure la sinistra ha enormi difficolta' pratiche a gestire le notevoli potenzialita' a disposizione. E anche all'interno della sinistra sono spesso i leader piu' stupidi e incapaci quelli che riescono vincenti nella lotta per il controllo dei partiti.
Questa incapacita' di trasformare il proprio potenziale in risultati concreti e' evidente se si osserva che sui principali temi la stragrande maggioranza dei cittadini e' d'accordo con le idee essenziali della sinistra. Su lavoro, evasione fiscale, corruzione, ecologia, pace, coppie di fatto, aborto, parita' dei sessi, la maggioranza dei cittadini ha idee di sinistra. Eppure, alle elezioni la sinistra non riesce a conquistare i voti che le spetterebbero perche' troppo spesso ha dimostrato che non e' poi capace di essere concreta e coerente con i principi che sostiene.
Troppe volte nella sinistra al potere trionfano idee e comportamenti di destra o comunque improduttivi.
Ad esempio, la sinistra e' contro la burocrazia ma alla fine tende ad aumentare comunque il numero dei burocrati, dei regolamenti e la lottizzazione della Cosa Pubblica.
E fa questo mentre denuncia lo strapotere dei partiti.
Tutto questo accade perche' i leader piu' intelligenti della sinistra si sopravvalutano, sopravvalutano il potere del pensiero puro, hanno poco intuito e senso pratico e si perdono in grandi sogni delegando il potere reale sugli apparati agli stupidi, prudenti e astuti, che sono la spina dorsale di tutti i partiti.
Mentre gli intelligenti perdono tempo a masturbarsi con le loro raffinate alchimie politiche, gli stupidi mirano a piccoli progressivi consolidamenti del loro potere personale in quel che in politica conta veramente: i favori che sei capace di offrire e i voti clientelari che sei capace di portare. Prodi e' la massima espressione di questo: un uomo intelligente, con grandi idee, accerchiato da troppi stupidi con molto potere.

PS: Non ho trovato maggiori informazioni, qualcuno saprebbe fornirmi le coordinate precise della ricerca su stupidita' e successo economico?


Campagna contro la siccità

Come creare gravi problemi ai malvagi
investendo due ore alla settimana.

Qualche anno fa lanciammo tramite il sito internet www.cacaonline.it una campagna contro la siccità, un argomento che proprio in questi giorni è tornato ad essere MOLTO attuale.

Anche un pangolino cieco si rende perfettamente conto che siamo in un periodo drammatico dal punto di vista idrico. Basta girare per le campagne per vedere che le fonti sono al minimo e che c'è un calo dell'acqua drammatico, che in alcune zone raggiunge il 60%. Ma nessuna amministrazione pubblica (almeno che si sappia) sta prendendo iniziative.
Il che vuol dire che ad agosto la gente si troverà senz'acqua e scoppierà il casino vero e ci saranno miliardi di euro di danni. In Italia non esiste una politica idrica e figurati se riescono a muovere un dito su questo tema. E' ora di lanciare una campagna di allarme siccità!


La campagna e le proposte lanciate sono ancora valide.
Avete voglia di dedicarvi a un passatempo educativo che galvanizza il sistema immunitario?


La Banca dei bambini

Il microcredito sta facendo scuola in ogni parte del mondo: riprendiamo la notizia di Cacao di lunedi' 16 aprile, dove si raccontava della Bal Vikas Bank, progetto di economia alternativa nato in India.Una banca gestita da bambini (gli adulti hanno esclusivamente un ruolo di garanti e "facilitatori") che concede micro-prestiti ai bambini lavoratori e di strada.Tutti i ragazzini possono aprire un conto corrente e depositare i guadagni del loro lavoro, evitando cosi' i rischi della strada e i furti. Da 15 anni in poi si puo' accedere al microcredito, a condizione di avere sul proprio conto bancario il 20% di quanto richiesto e due garanti. Il prestito deve servire ovviamente ad avviare attivita' commerciali.Nata nel 2001 con circa 800 soci, la Bal Vikas Bank oggi ne conta piu' di 6.150, con una buona partecipazione femminile, il 38%. Gli sportelli si trovano presso mense pubbliche, dormitori e associazioni. Pur essendo contro il lavoro minorile, non si puo' non notare che la Banca dei bambini "alimenta" i sogni dei piu' piccoli e aiuta a crescere in modo diverso: grazie ai suoi prestiti sono nate drogherie, negozi di frutta, piccoli laboratori artigianali per la produzione di borse, lavanderie, rivendite di dolci e bibite.Manoj, 12 anni, indiano di Delhi, sta mettendo via i soldi raccogliendo stracci. Ha un desiderio, che ora sta realizzando: comprarsi un riscio', il mestiere di famiglia, o aprire un chiosco dove vendere te'.Mohd Omar Lal Mohammad, di Kabul, ha iniziato a lavorare da quando aveva 8 anni raccogliendo bottiglie di plastica. Oggi, a 12 anni, e' un banchiere presso la struttura di credito. E' riuscito a mettere via 40 dollari, che utilizzera' per iscriversi alle elementari.Progetti simili sono stati avviati anche in Bangladesh, Nepal, Pakistan, Afghanistan e Sri Lanka, fra i sostenitori c'e' anche Banca Etica.(Fonte: Goodnewsagency.org e Repubblica.it)


Le Transition Town

L'idea e' nata in Gran Bretagna, grazie al professor Rob Hopkins, docente universitario e fondatore del movimento delle "transition town", ovvero di quelle citta' e centri abitati che decidono di bandire il petrolio.
Niente auto, niente plastica, niente cibi esotici che provengono dagli angoli del mondo, niente viaggi aerei. Via libera invece alla mobilita' sostenibile con nuove piste ciclabili, all'efficienza energetica e alle fonti rinnovabili con nuovi impianti solari, fino alla riscoperta degli antichi mestieri, dal fornaio alla sarta.
Le citta' che aderiscono organizzano inoltre corsi per insegnare come gestire e rendere produttivo un orto e incontri per conoscere i prodotti locali.
La prima transition town e' stata Kinsale, in Irlanda, dove l'iniziativa e' partita l'anno scorso, oggi si sono aggiunte Totnes, Falmouth, Moretonhampstead, Lewes, Ottery St Mary, Stroud, Ivybridge, Lampeter, nonche' il quartiere di Brixton a Londra e l'intera citta' di Bristol.
Una delle caratteristiche che contraddistingue questo progetto e' che le iniziative vengono discusse e partono dal basso, dai cittadini stessi che incontrano il gruppo di Hopkins, decidono cosa fare e poi si muovono. Tutti si sentono partecipi, cresce la responsabilizzazione, si creano nuove dinamiche sociali e di solidarieta' tra gli abitanti. Una boccata di aria fresca...

Per maggiori informazioni www.transitiontowns.org


Yunus for president!

Il premio Nobel per la Pace, Muhammad Yunus, ha annunciato che entro un anno la Grameen Bank portera' il suo sistema di microcredito in Cina. Lo rende noto l'Ansa, secondo la quale Yunus ha dichiarato di avere ricevuto il consenso del governo cinese per un progetto pilota in alcune aree rurali del paese, con il coinvolgimento di circa 50mila persone.
Noi amiamo quest'uomo.
Per sapere del lavoro di Yunus: E' la fine della povertà - In onore di Mohammad Yunus, Nobel per la pace 2006


Grande successo per la linea di abbigliamento "Daspu"

Dal portoghese "das putas", non letteralmente "delle prostitute". Quelle di Rio de Janeiro hanno creato una linea di abbigliamento sexy, t-shirt con scritte provocatorie, minigonne e altro, che stanno riscuotendo un successo incredibile, anche nell'ambiente dell' "alta" moda. Grazie all'aiuto di una stilista che cura i dettagli degli abiti e alle stesse prostitute che lavorano come indossatrici e sarte, nella sola capitale Rio sono gia' state vendute oltre 5mila magliette e arrivano richieste addirittura da Parigi.
Il progetto e' nato in collaborazione con un'organizzazione non governativa locale che si batte per il riconoscimento e la tutela dei diritti delle prostitute. In Parlamento, da circa tre anni, giace infatti un progetto di legge presentato da Fernando Gabeira, deputato federale dei Verdi, che prevede la regolamentazione del mestiere, che non e', contrariamente a quanto si dice, quello piu' antico del mondo (vedi La vera storia del mondo in dvd www.commercioetico.it/dvdvhscd/storia.htm).

(Fonte: Peacereporter.net)


Chi inquina paga

La Francia e' probabilmente all'avanguardia da questo punto di vista. Il governo ha appena annunciato un nuovo pacchetto di misure fiscali "ambientali". Vengono aumentate le tasse per le industrie piu' inquinanti, sia per emissioni di Co2, sia per inquinamento acustico. Gli introiti andranno a finanziare progetti contro i cambiamenti climatici nonche' l'installazione di pannelli insonorizzanti nelle case vicino agli aeroporti.
Tasse anche sull'utilizzo del carbone, l'unico combustibile finora esentasse in Francia.
Sono inoltre in fase di studio pedaggi per l'ingresso nelle grandi citta' e per i camion che attraversano zone paesaggistiche.
C'e' anche la proposta di istituire una "carbon tax" per i prodotti provenienti da paesi che non hanno ratificato il Protocollo di Kyoto.
Forse i francesi dovranno dire addio agli hot-dog...


Qualche dato sul Microcredito nel mondo

Secondo l'ultimo rapporto della Microcredit Summit Campaign, divulgato in occasione di un vertice svoltosi a Halifax, in Canada, i clienti del microcredito nel mondo sono 113 milioni 261mila 390, di cui l'84% sono donne.
Di questi, 81.949.036 erano poverissimi, cioè quando hanno avuto il primo prestito vivevano con meno di un dollaro al giorno.
Stimando che mediamente ogni famiglia sia composta da almeno 5 persone, si può dire che fino ad oggi il microcredito ha raggiunto, direttamente e indirettamente, 566 milioni 306mila 950 di persone, circa dieci volte la popolazione italiana.
Roba da Nobel!

(Fonte: Vita.it)