Economia alternativa

Commercio equo, gruppi di acquisto, microcredito, banche del tempo, baratto, condivisione, consociazione, servizi collettivi, sistemi Linux

Microcredito

Microcredito

Aperto a Kinshasa il primo istituto di microcredito della Repubblica democratica del Congo. Gestito da un'azienda privata legata alla Banca Centrale dell'ex-Zaire, e questo potrebbe non rivelarsi una buona notizia, e' comunque un tentativo per far crescere "l'economia informale" (cioe' quella dei piccoli commercianti e artigiani) del Paese.
(Fonte: misna.org, segnalata da Daniele)

Ecologia a quale prezzo! Il caso dei detersivi

Ecologia a quale prezzo! Il caso dei detersivi

Nel Cacao del 7 ottobre abbiamo scritto che la Lombardia sta progettando di mettere dispenser di detersivi (che limitano lo spreco di imballaggi) nella grande distribuzione.
A questo proposito ci scrive Stefania: "qui in Toscana c'e' gia': nella Ipercoop di Sesto Fiorentino: la macchina eroga detersivo per i piatti, ammorbidente e detersivo per i panni... con un'unica, non indifferente criticita': costano di piu' presi cosi' che acquistando il medesimo, ecologico, prodotto gia' confezionato! Il detersivo ecologico per piatti costa 0.95 euro al litro gia' confezionato, 1,25 erogato.
Capisco il costo di impianto della macchina, capisco il costo della manutenzione, capisco il valore aggiunto di una scelta ecologica, ma da una Coop una cosa cosi' non va bene..."

Studiare l’Argentina per capire come prepararsi all’imminente crollo economico italiano.

Studiare l’Argentina per capire come prepararsi all’imminente crollo economico italiano.

Chi sostiene ancora che il commercio equo, le banche del tempo, il baratto, i gruppi d’acquisto e l’autoimpresa siano manie da radicalshick dovrebbe ricredersi (o bruciare all’inferno per l’eternità).
Il popolo argentino sta sopravvivendo a una crisi che ha azzerato l’economia e fatto chiudere le banche e centinaia di aziende seguendo la via dell’azione economica diretta e alternativa.
Il numero 597 di Internazionale pubblica un’inchiesta di Pàgina 21 che descrive l’esplodere di migliaia di iniziative che danno i mezzi per vivere e migliorano la qualità della vita di milioni di argentini che hanno scelto di creare un circolo virtuoso dando un significato etico ai loro consumi. Hanno capito che pur nella loro situazione di povertà è necessario chiedersi COME una merce è stata prodotta, quindi non chiedono solo un prezzo basso ma un alto contenuto sociale. E’ la nuova idea della solidarietà come via per sopravvivere al disastro. L’idea dell’economia della reciprocità etica: tu sostieni la mia dignità con i tuoi consumi, io sostengo la tua dignità con i miei consumi. A questa realtà fatta di centinaia di negozi e mercati autogestiti si affianca la macchina degli scambi senza circolazione di denaro tra produttori che si autogestiscono formando gruppi di produzione (molte fabbriche sono state occupate e rimesse in attività dopo il loro fallimento).
E questo è il dato nuovo che si affianca agli ormai consolidati mercati in piazza dove si scambia tutto sul modello delle Banche del Tempo. Una torta contro due ore di ripetizione di inglese, contro un taglio di capelli, contro un vestito, contro quattro chili di carote…Un commercio circolare nel quale il baratto non è tra due persone ma tra cento o mille. E poi ci sono i negozi del commercio Equo e Solidale: 3 mila in europa, 20 mila negli Stati Uniti (!!!), con un fatturato annuo di 200 milioni di euro, 34 milioni solo di caffè.