Economia alternativa

Commercio equo, gruppi di acquisto, microcredito, banche del tempo, baratto, condivisione, consociazione, servizi collettivi, sistemi Linux

Bolivia - Abolizione del latifondo

Dopo la legge che ha nazionalizzato gli idrocarburi, il presidente della Bolivia, Evo Morales, starebbe studiando un'altra svolta: l'abolizione del latifondo e la ridistribuzione ai contadini (campesinos) di 11-14 milioni di ettari di terra.
Il progetto di legge, non ancora ufficiale ma che dovrebbe essere pronto e approvato per agosto, sta preoccupando piu' di qualcuno. E non sono i contadini...
Secondo stime preliminari potrebbero beneficiare della riforma agraria circa 2,5 milioni di boliviani.
(Fonte: Vita)


2005: l'anno del Microcredito - Guida alla finanza etica 2006

Carissimi,
vi proponiamo un articolo sul microcredito che contiene alcuni stralci di un discorso di Muhammad Yunus, fondatore della Grameen Bank, tenuto il 7 novembre 2005, a Milano, in occasione del ricevimento del premio Il Ponte da parte della Fondazione europea Guido Venosta.

Il brano si trova all'interno della Guida alla Finanza etica 2006 in vendita su CommercioEtico.it


2005: l'anno del Microcredito

Le Nazioni Unite proclamano il 2005 anno internazionale dell'accesso al credito. Una questione decisiva per i Paesi in via di sviluppo. Ma anche per l'economia dei cosiddetti Paesi ricchi. Come dimostra la diffusione in Europa della microfinanza che all'erogazione di piccoli prestiti abbina anche quella di tutta una serie di servizi che agevolano l'autoimprenditorialita', soprattutto di donne e giovani.

La Grameen Bank compira' 30 anni il prossimo anno. Quando ho dato inizio a questa avventura non pensavo certo di creare una banca. In realta' desideravo soltanto tentare di risolvere un problema locale, determinato dal fatto che, come avevo rilevato con profonda amarezza, la povera gente che viveva nel villaggio accanto all'universita' dove insegnavo era in grosse difficolta' anche perche' non riusciva a trovare piccole somme di capitale da investire. O meglio, riusciva a ottenere qualche prestito,, spesso pari a meno di un dollaro, ma a condizioni estremamente ingiuste, vale a dire che era poi costretta a vendere i propri prodotti solo a chi forniva il denaro e al prezzo arbitrariamente stabilito da lui.
Per questo, nel 1976, ho preso l'iniziativa di prestare un totale di 27 dollari a 42 diverse persone al fine di aiutarle a uscire da questa situazione quasi da usura. In seguito, vedendo quanto fosse facile rendere felici cosi' tante persone con un cosi' piccolo quantitativo di denaro,, ho pensato di dover progettare un sistema permanente che consentisse loro di poter trovare i pochi soldi di cui avevano bisogno.
Cosi' andai in banca per organizzare una linea di prestiti di tal fatta, ma ne ricevetti un secco rifiuto perche', mi dissero, un istituto non puo' far credito alla povera gente in quanto si tratta di soggetti "incompatibili con il fido".
Ho pensato allora di impegnarmi in prima persona per scoprire se la posizione di quei signori fosse corretta, e questo ha dato l'avvio a un'intera serie di esperimenti: da un villaggio a 5 villaggi, quindi a 20, 50, 100 villaggi.
Ogni volta funzionava, e le donne restituivano il prestito. Ma le banche convenzionali non volevano cambiare la propria mentalita', pertanto decidemmo di creare la nostra propria banca per i poveri.
Da allora stiamo continuando a insistere sul tema che e' assolutamente sbagliato da parte delle istituzioni finanziarie rifiutare i poveri: lo abbiamo dimostrato un'infinita' di volte che non solo sono degni di credito, ma in molti paesi sono piu' degni di credito dei ricchi.
E abbiamo dimostrato che i poveri possono ricevere un prestito, investire e migliorare le proprie entrate. Possono risparmiare, e anche creare propri fondi pensionistici. Possono costruire case con i finanziamenti bancari, e mandare i propri figli a proseguire gli studi con i prestiti per studenti.
La Grameen Bank non solo presta denaro ai poveri, ma i poveri stessi ne sono i proprietari. Ad oggi sono piu' di 5 milioni le persone che hanno ricevuto un prestito dalla Grameen Bank, il 96% delle quali sono donne, per un monte prestiti di oltre un miliardo e mezzo di dollari americani all'anno, il cui tasso di rimborso e' di bel il 99%. La banca e' finanziariamente autonoma, senza alcun supporto ne' tantomeno donazioni da parte di qualsiasi fonte esterna. L'intero capitale di cui dispone e' costituito dai depositi che raccoglie, affidati sia da persone cui e' stato concesso un prestito sia da altri, e la sua gestione genera regolarmente profitto.
L'idea di concedere microcredito ai poveri e' attualmente diffusa in piu' di 100 paesi. Nel 1997 il Summit del Microcredito ha lanciato una campagna mondiale per raggiungere entro il 2005 la soglia di 100 milioni di nuclei familiari attraverso le donne di tali famiglie. L'ultimo report su questa campagna del Summit, aggiornato alla fine del 2003, rivela che 80,9 milioni di famiglie povere nel mondo hanno gia' beneficiato del microcredito. Di queste, 54,8 milioni sono tra le piu' misere in assoluto, cioe' quelle che vivono con meno di un dollaro al giorno.
Credo proprio che entro la fine dell'anno avremo raggiunto il nostro obiettivo dei 100 milioni di famiglie povere, ma non mi meraviglierei se lo avessimo superato. Il che dimostra al mondo intero che e' possibile porsi un traguardo di tale importanza e raggiungerlo concretamente, e che il problema e' soltanto volerlo.
Comunque, questa sara' solo una prima pietra miliare superata. Nell'aprile 2005, il Summit del Microcredito, dopo intense consultazioni tra i membri, ha annunciato che la campagna sara' estesa fino al 2015, cosi' da coincidere con l'anno fissato dalle Nazioni Unite per raggiungere il Millenium Development Goals, cioe' i Traguardi di Sviluppo del Millennio. Il nuovo obiettivo sara' pertanto quelle che entro il 2015 siano 175 milioni le famiglie molto povere che beneficiano del supporto del microcredito, mentre ci si deve assicurare che per quella data 100 milioni di tali famiglie siano uscite dalla condizione di poverta'.


Toyota Hospital

Dal 2001 l'ospedale Virginia Mason Medical Center di Seattle ha speso un milione e mezzo di dollari per inviare i propri tecnici, medici e infermieri nello stabilimento della Toyota, in Giappone,.
Lo scopo dell'iniziativa era studiare il sistema della catena di montaggio e, in particolare, come i tecnici Toyota riducono gli errori e gli sprechi, cosi' da applicare il sistema all'ospedale.
Per esempio, per applicare una protesi all'anca, in sala operatoria si utilizzavano decine di strumenti diversi, che bisognava imparare a usare e che andavano sterilizzati a ogni intervento. Ragionandoci un po', hanno ridotto il numero degli strumenti necessari del 60%, ovviamente senza che questo influisse sull'esito degli interventi chirurgici.
Oggi, al Virginia Mason Medical Center di Seattle, ogni mese si sterilizzano 40.000 ferri in meno, con un risparmio di 10 milioni di dollari all'anno.
Un altro esempio: alcuni pazienti percorrevano anche 400 metri per fare un lastra, 250 per una visita. Sono stati creati nuovi passaggi e grazie al recupero di zone abbandonate sono state create nuove sale d'attesa e nuovi ambulatori. Medici e infermieri percorrono 80 km in meno all'anno, con una riduzione delle liste di attesa.
Vi chiederete cosa hanno in comune una fabbrica di automobili e un ospedale: la Toyota sembra sforni un'auto ogni 6 secondi, il Virginia Mason Medical Center di Seattle ricovera una persona ogni otto per incidente stradale.

(Fonte: Corriere.it)


Il negozio condiviso

L'idea e' interessante e la sta sperimentando il negozio Il Pellicano di via Valle Miano ad Ancona. Il sistema e' semplice: i clienti del negozio possono scegliere di diventare soci, pagando una tessera mensile da 15 euro. Hanno cosi' diritto ad acquistare i prodotti al prezzo di costo. Questo permette un risparmio medio di circa il 20% per il settore ortofrutta e circa il 13 % per gli altri prodotti.
La tessera si ripaga con i primi 50 euro di spesa. Dopo un anno i tesserati sono circa 80.
La scelta dei prodotti e' ovviamente studiata: biologico, locale, del commercio equo e solidale e delle terre espropriate alla Mafia.

(Fonte: Notiziario Aiab)


Biologico, equo e solidale a Ferrara

Il 26 novembre a Ferrara verranno inaugurati due nuovi spazi dedicati all'agricoltura biologica e al commercio equo e solidale.
Un bar-osteria-pub battezzato "Cafe' de la Paix" e un nuovo mercatino permanente di quartiere dove verranno proposti prodotti alimentari tipici ferraresi, biologici, naturali, equosolidali, sia confezionati che freschi.
Il progetto e' realizzato e gestito dall' Associazione Ferrara Terzo Mondo con la collaborazione di Commercio Alternativo.

(Fonte: greenplanet)


Economia: inquinare non conviene


E' quanto sostiene l'ultimo rapporto pubblicato dall'Agenzia europea per l'Ambiente (European Environment Agency - Eea) secondo cui evitare l'inquinamento delle acque costa molto meno che doverle depurare.
Il principio adottato dell'Unione Europea del "chi inquina paga" dovrebbe quindi dare esiti positivi, costringendo le aziende ad adottare politiche ambientali di conservazione e non di risanamento del danno.

(Fonte: Metamorfosi.info)


Ebay e microcredito

La societa' che gestisce la casa d'aste online Ebay ha deciso di creare un fondo di 100 milioni di dollari da destinare a programmi di microcredito e progetti di sviluppo.
Non e' chiaro se sara' Ebay a riempire il fondo o se lanceranno una raccolta di denaro, ma e' comunque una buona notizia.
A meno che qualcuno non offra di piu'...


In quel ramo del lago di Como

A Cernobbio, in quel ramo del lago di Como, la Coldiretti ha presentato un motoscafo alimentato a olio di semi di girasole. L'odore di patatine fritte ha ridestato la passione tra Renzo e Lucia.
Qualunque piccola imbarcazione potrebbe andare a olio di semi - spiega Coldiretti - con modifiche (serve ad esempio un nuovo serbatoio) intorno ai 1.000 euro.
(Fonte: Greenplanet)


Regalare tempo libero alle donne - L'Associazione EVA

Regalare tempo libero alle donne
Cosi' si potrebbe riassumere la missione dell'Associazione Eva, nata una decina di anni fa a Concesio, un paese di dodicimila anime alle porte di Brescia.
L'associazione e' formata da donne di tutte le eta' (la piu' piccola ha 3 anni, la piu' anziana 83) che si scambiano regali di tempo libero.
Una mamma vuole concedersi una mattina di riposo? Ad accompagnare i figli a scuola ci pensa una signora dell'Associazione. Lo scopo non e' scambiarsi gli impegni e nulla viene chiesto in cambio dei servizi prestati (come invece avviene ad esempio nelle banche del tempo). L'obiettivo e' ritagliare un po' di tempo libero per quelle donne che, a volte, sono letteralmente schiacciate tra impegni di lavoro, di famiglia, domestici.
I dati parlano chiaro: per il 56,5% delle persone la mancanza di tempo libero e' fra le cause principali di stress.
Oltre a questo l'Associazione organizza anche corsi di teatro, visite a musei e mostre, serate di cineforum e un corso di canto.
Uno straordinario esempio di mutua collaborazione e comunione sociale.
(Fonte: Il Venerdi' di Repubblica)