Economia alternativa

Commercio equo, gruppi di acquisto, microcredito, banche del tempo, baratto, condivisione, consociazione, servizi collettivi, sistemi Linux

Cosa fare quando l’economia crolla e tu sei ancora vivo.

Ogni volta che sento parlare Tremonti mi viene in mente l’imitazione di Corrado Guzzanti, con lui che dice: “Povvca puttana, povvca puttana!” e non riesce a far tornare i conti.
Da un po’ di giorni Tremonti ulula che i conti non gli tornano a livello mondiale. Modestamente, alcune cime dell’economia come me e' da tempo che si sono accorti che qualche cosa non funziona. E proprio non capisco come sia riuscito a battere insigni economisti, io che non ho ancora capito le equazioni di primo grado e non sono laureato neanche in storia del mio ombelico.
La crisi economica e' da mo’ che e' qualche cosa di grosso. Grosso come diciotto transatlantici messi uno sull’altro tipo pila di transatlantici in mezzo a Piazza Duomo a Milano. Cioe', una cosa che, non vedenti esclusi, si dovrebbe scorgere a occhio nudo.
Devo dire però che se Tremonti e' lento, la sinistra italiana, da Waterloo al Movimento, passando per l’Arcobaleno (cimitero della gioventù), e' mentalmente paralizzata.
Di fronte alla crisi ormai in avanzato stato di deflagrazione, le reazioni sono a livello “girino morto”. Il massimo che si sente dire e' che il governo Berlusconi dovrebbe diminuire le tasse sui salari. Grande idea. Se tutto va bene riusciremo a ottenere una defiscalizzazione di quanto? 300 euro all’anno? Fantastico.
Ma questo liberera' dall’assillo di arrivare a fine mese per quei 20 milioni di italiani che la crisi sta impoverendo? No. 300 euro all’anno spostano poco. Inoltre questi 300 euro andranno ai dipendenti in regola che sono la fascia media dei lavoratori. Quelli che stanno peggio, chi lavora in nero, i disoccupati, i pensionati, non vedranno una lira.
E pensare che la sinistra (tutta) potrebbe cogliere l’occasione di compiere azioni che veramente sono in grado di incidere sul livello di vita delle fasce più colpite dalla crisi economica mondiale e, in particolare, dal tracollo del sistema Italia.
Esistono gia' esperienze (rare) che hanno dimostrato che si può ottenere un corposo miglioramento del tenore di vita di chi e' in difficolta'. Esistono ormai centinaia di gruppi di acquisto e banche del tempo, che funzionano bene e (come dimostrano i dati raccolti dai Bilanci di Giustizia, http://www.bilancidigiustizia.it/, gruppo d’acquisto di ispirazione cattolica) fanno risparmiare ai partecipanti un intero stipendio all’anno. Esistono cooperative per l’autocostruzione delle case. Queste esperienze trasformano il denaro speso per l’affitto in una forma di risparmio: con gli stessi soldi che pagavi per la pigione ti paghi la proprieta' della casa che abiti. Parliamo della differenza tra spendere 4-5 mila euro all’anno per l’affitto e mettere da parte questi stessi soldi.
Esistono gruppi che ottengono vantaggi sostanziosi comprando collettivamente anche auto e elettrodomestici, contratti assicurativi e bancari. Gruppi che consociano il proprio risparmio. Altri utilizzano forme di gestione avanzata dei risparmi attraverso sistemi innovativi come il prestito diretto sostenuto da Beppe Grillo (http://www.zopa.it/ZopaWeb/) che attualmente remunera al 7,2% il denaro prestato.
Esistono poi gruppi che organizzano mercatini dell’usato e del baratto che permettono di comprare senza spendere denaro ma liberandosi di tutto quel che non ti serve.
Ci sono esperienze di scambio di vestiti per bambini, carrozzine eccetera. Gruppi che insegnano a non buttare denaro per i detersivi industriali, producendone da soli di migliori, e gruppi che insegnano a risolvere meglio, spendendo meno, decine di problemi.
Potremmo avere contratti collettivi per affittare auto (car sharing) e lavatrici invece di comprarle pagando magari in funzione dell’uso che se ne fa: esperienze del genere esistono gia' anche in Italia ma sono poco diffuse.
E poi esistono migliaia di esperienze di persone che hanno ridotto del 60% le loro spese per riscaldamento, acqua, energia elettrica migliorando al contempo il confort della loro abitazione. E sono migliaia le famiglie che stanno installando pannelli fotovoltaici e smetteranno tra poco di pagare l’energia elettrica (http://www.jacopofo.com/pannelli-solari).
Ma forme di economia alternativa possono anche offrirti vacanze di sogno a prezzi stracciati. Con http://www.servas.org/, un’associazione internazionale (vedi storia e consigli su http://www.utopie.it/nonviolenza/servas.htm) che permette di trovare e offrire ospitalità a viaggiatori di tutto il mondo. E' un sistema per conoscere nuove persone e nuove culture. E puoi anche far precipitare i costi dei tuoi viaggi utilizzando servizi per la condivisione delle automobili, trovando un passaggio per la tua meta in cambio di un contributo per il carburante (http://www.viavai.com/autostop/) poi ci sono siti tramite i quali i pendolari possono condividere le spese quotidiane per andare al lavoro (http://www.autostop.it/).
Ma se improvvisamente Bertinotti vedesse la Madonna (che adora la razionalizzazione e la consociazione dei consumi) e Veltroni diventasse buddista (che Budda era un fan delle coop) cosa potrebbe succedere?
Ad esempio, le Coop potrebbero vendere generi primari non rapidamente deperibili (pasta, conserve, olio, pagliette, biancheria, eccetera) con consegne a scatoloni per le famiglie di uno stesso palazzo che fanno ordinazioni collettive.
E potresti investire i tuoi soldi nella banca della Coop e avere interessi altissimi in alimenti o altri prodotti invece che in denaro (la Coop potrebbe darti interessi doppi in merce).
Ma l’elenco delle forme di risparmio e consociazione in realta' sarebbe interminabile se si usasse un po’ di creativita' spinti dal desiderio di non farsi più fregare dal consumismo obbligatorio e sprecone.
Molti disoccupati potrebbero specializzarsi nella riparazione di piccoli elettrodomestici. 
Oggi le ditte produttrici impediscono che questo avvenga, ad esempio utilizzando viti che richiedono cacciaviti particolari che non sono in commercio.
Cosi' quando il frullatore si rompe lo butti perche' spedirlo alla ditta produttrice per una riparazione costerebbe più di un frullatore nuovo.
Se qualche cosa di simile succedesse su larga scala ci troveremmo a ottenere realmente un risparmio per le famiglie che supererebbe i 3 stipendi mensili all’anno. E oltretutto avremmo un gradevole intensificarsi dei rapporti umani.
I gruppi di acquisto non sono solo un modo per risparmiare ottenendo prodotti e servizi di qualita' superiore e con maggiori garanzie. Perche' poi finisce che il contadino che vende la frutta al gruppo di acquisto invita tutti a una festa in fattoria, si canta, si balla, i bambini giocano nel verde tutti assieme e si divertono da pazzi e tu conosci nuove persone, nascono amicizie, amori, collaborazioni, eccetera. Migliora la qualita' della vita e lo stile di vita cambia in meglio. Tutta roba che abbassa il PIL ma alza l’allegria.
Di fronte a un tracollo economico probabilissimo, la sinistra dovrebbe iniziare ad ammonticchiare i sacchi di sabbia della consociazione dei consumi per alzare gli argini contro i disastri della globalizzazione degli speculatori che colpiranno il popolo.
Ma, ahime', il massimo che possiamo aspettarci nei prossimi mesi e' qualche corteo di protesta contro il cavaliere mascherato. D’altra parte se non c’avevamo i progressisti catatonici non ci trovavamo col Berlusconi tre. Tocca farsene una ragione. Il Barbarossa era peggio.
State quindi certi che nessuno tra quelli che potrebbero muoversi fattivamente, coinvolgendo centinaia di migliaia di persone, fara' di più di qualche timido passetto (se lo fara').
La buona notizia e' che se il lavoro faticoso non sei capace di farlo tu, alla fine lo fa la storia.
Se fra sei mesi la situazione sara' come penso, vedrete che la gente non aspettera' le proposte della sinistra. Lo si e' gia' visto in Argentina.
Quando il sistema economico e' saltato e la gente si e' trovata con l’acqua alla gola, da un giorno all’altro i gruppi di acquisto, le banche del tempo e i mercati del baratto sono diventati lo strumento che faceva mangiare milioni di argentini.
Folle enormi di persone si ritrovavano nelle piazze e potevi pagare un taglio di capelli (li' in piazza, su una panchina) con uova, una lezione di matematica con i calzoni di papa' e la riparazione del tubo del lavandino con una torta o una lezione di tango sulla pubblica via. E c’erano gli operai che mandavano avanti le fabbriche fallite in autogestione, dopo averle occupate, che andavano a barattare in piazza i loro prodotti e i contadini che venivano da fuori citta' che scambiavano cipolle con gasolio per i trattori.
Certo, se partivamo a farlo 30 anni fa era meglio. Ma che ci vuoi fare… Comunque noi italiani siamo lenti ma quando ci svegliamo andiamo di corsa. Guarda cos’e' successo con i telefonini. Eravamo gli ultimi in Europa e adesso ne abbiamo poco meno dei Finlandesi (che ne hanno 3 a testa, uno lo usano per depilarsi o farsi la barba).

PS
Ho scritto che i gruppi di acquisto, le banche del tempo e i mercati del baratto non fanno crescere il Pil. Il che e' vero ma relativamente. Il Pil (Prodotto interno lordo) e' la somma di tutti i soldi che sono stati spesi in una nazione. Quindi se scambio un calzino con un lecca lecca non faccio crescere il Pil perche' non c’e' scambio di denaro.
Ma se vogliamo essere pignoli, gli strumenti della razionalizzazione dei consumi hanno indirettamente effetti positivi sull’economia e quindi anche sul Pil.
Tanto per fare un esempio, la famiglia che oggi non riesce a risparmiare nulla potrebbe, con un bilancio arricchito dall’abbattimento dei costi, risparmiare e investire in fondi etici dedicati alle fonti di energia rinnovabile (che offrono ottimi tassi intorno al 6% annuo e livelli di rischio nulli) e quindi finanziare uno sviluppo in questa direzione che a sua volta diminuirebbe la dipendenza energetica dell’Italia dall’estero, quindi agirebbe da una parte sulla Bilancia dei pagamenti con l’estero e dall’altra sul costo energetico dei prodotti italiani e quindi renderebbe più competitivi i nostri prodotti portando a un rafforzamento delle esportazioni e infine a un aumento del Pil. Quindi se e' vero che direttamente la razionalizzazione e la consociazione dei consumi non fa alzare il Pil e' anche vero che libera risorse. Se diminuisco dell’80% i miei consumi energetici creando un sistema di quartiere di teleriscaldamento, ho più denaro per acquistare prodotti e servizi.
I combustibili fossili sono un prodotto che genera una filiera di vantaggi molto corta: guadagnano i petrolieri che usano il denaro ottenuto per speculare in borsa. Solo una piccola quota del denaro rientra in circolo nell’economia produttiva. Ben diversa e' la lunghezza della ricaduta di prodotti come patate, scarpe, musica che generano ricchezza che viene reinvestita maggiormente nella produzione e meno nella speculazione.

Jacopo Fo

Fonte imm

Il nucleare non ha futuro

La seconda buona notizia del giorno arriva invece dall'ultimo numero di Internazionale. Il titolo dell'articolo e' “La penuria di uranio condanna il nucleare” e la sua chiarezza e' disarmante.
Dal 1991 le 450 centrali nucleari sparse nel mondo consumano più combustibile (uranio 235) di quanto ne venga estratto. Nel 2003 solo il 50% del fabbisogno di uranio e' stato soddisfatto con le risorse minerarie, il resto e' arrivato dalle scorte militari. Gli ultimi giacimenti scoperti non ne contengono abbastanza da rendere economicamente conveniente l'estrazione. Come se non bastasse, l'uranio naturale contiene solo una piccola parte di uranio 235, lo 0,7% e per estrarlo, in Francia usano l'energia delle stesse centrali nucleari, negli Stati Uniti ci affiancano addirittura una centrale a carbone.
Impensabile estrarre uranio dal mare, che ne contiene 3 milligrammi per metro cubo: la centrale di Leibstadt, in Svizzera, ad esempio, dovrebbe filtrare qualcosa come 53 miliardi di metri cubi di acqua all'anno. E la Svizzera non da' neanche sul mare!!!
Infine il prezzo dell'uranio non e' mai stato cosi' alto: e' passato da 7 dollari alla libbra (453 grammi) a 75 nel 2007. Il prezzo più alto mai registrato in passato era di 43 dollari.
In un contesto in cui l'approvvigionamento di combustibile crea tensioni e' assurdo voler costruire nuove centrali. Investiamo sulle rinnovabili. Oggi solo i politici non hanno ancora capito che il nucleare non ha futuro” conclude l'articolo.

A Alcatraz a 300 euro a settimana, pensione completa, corsi e piscina, tutto compreso!

Alcatraz last minut per le sistemazioni in camere a più letti.
Dalla domenica al venerdì, fino al 20 luglio, tariffa speciale di 43 euro al giorno, comprese le eventuali attività didattiche da noi organizzate nei giorni scelti.
Dal 20 al 27 luglio un'intera settimana, corsi compresi, a 300 euro.
Prezzi stracciati per il Paradiso.
E non devi neanche prendere l'aereo per arrivarci.

E' più redditizio avvistare le balene che cacciarle...

Lo dimostrerebbero i dati presentati dal Fondo internazionale per il benessere degli animali: dal 1998 al 2006 l’industria turistica legata all’osservazione dei cetacei ha prodotto introiti per l’equivalente di 178 milioni di euro.
Purtroppo nessuna fonte riporta un dato fondamentale, ovvero il fatturato dell'industria della caccia, ma la notizia e' comunque buona.
In Costa Rica, ad esempio, il turismo ecologico e' aumentato del 78% e i paesi del mondo che offrono questo tipo di servizio e' passato da 8 a 18.

(Fonte: mina.org, segnalata da Daniele)

Libri: "SALVARE L'AMBIENTE CONVIENE" di Jacopo Fo

Carissimi,
questa settimana vi presentiamo un nuovo libro di Jacopo Fo, dal titolo “Salvare l’ambiente conviene”, ed Nuovi Mondi. Leggere per credere.
Buona lettura!

Per leggere l'estratto clicca qui sotto la scritta in rosso "LEGGI TUTTO".

Jacopo Fo, “Salvare l’ambiente conviene”

Puoi acquistare il libro online cliccando qui oppure direttamente sull'immagine.
Credo che la classe politica italiana e internazionale si vedra' costretta a operarare un cambiamento drastico solo a seguito di una mutazione culturale nella quale agiranno due forze: la protesta e la costruzione di pezzi di economia e cultura alternativi ma oltremodo concreti (gruppi d’acquisto, ecotecnologie, commercio equo, cultura, ricerca e informazione, nonche' rifiuto dei prodotti che veicolano e alimentano guerre, sfruttamento del lavoro,
inquinamento).
Se da un lato la contestazione implica un soggetto in grado di capirla e di tradurla in azione; dall’altra, l’azione diretta, nel momento in cui ottiene un risultato positivo, e' gia' cambiamento.
Intendiamoci, costruire non e' mai facile; ideare e realizzare qualcosa di innovativo genera quasi sempre forti critiche e innumerevoli problemi.
Ciononostante, sono proprio le esperienze nuove ed efficienti a ottenere i più grandi risultati perche' le cose che funzionano tendono a essere imitate.
Ecco dunque il più autentico dei cambiamenti: quello alla portata di tutti. Migliaia di persone stanno mutando le loro abitudini, i costi sostenuti per la gestione familiare calano, il bisogno di dipendere da politiche distruttive e guerrafondaie diminuisce di conseguenza.
L’idea di scrivere un libro sulla salvaguardia dell’ambiente – che, attenzione, non solo può essere sostenibile ma persino piacevole! – e' nata da un’esperienza personale: dal pazzesco successo di un’iniziativa di risparmio energetico e dalle migliaia di adesioni che essa ha ricevuto in tutta Italia. Il nostro paese più di ogni altro ha bisogno di punti di rottura, di iniziative semplici ma efficaci perche' sono in molti ormai ad aver capito che non servono grandi o eclatanti gesti per salvare l’ambiente. In fin dei conti, se ci pensate bene, le basi per rivoltare il pianeta come un calzino sono “giusto” un paio: la consapevolezza (e qui gioca un ruolo cruciale l’informazione) e il buon senso. La prima, la consapevolezza, per scoprire e capire fino in fondo cosa non funziona nell’attuale gestione politica ed economica rispetto alle questioni ambientali, chi sta agendo in maniera scorretta, quali sono i reali problemi che affliggono sia l’ambiente che le persone che lo popolano, quali saranno le conseguenze che noi e le generazioni future dovremo subire. Il secondo, il buon senso, per capire come migliorare la situazione con piccoli passi nemmeno definibili “sforzi”, come imparare a prevenire le emergenze attraverso la gestione responsabile e quotidiana delle risorse a nostra disposizione.
Il libro che avete tra le mani nasce dunque da questi due semplici presupposti e, nella sua ideazione e realizzazione, vuole rispettare tale semplicita' presentandosi come una guida immediata e chiara. In poche parole: alla portata di tutti, proprio come il cambiamento di cui parlavo poco fa.
Le parti di cui si compone il libro sono due: la prima in cui si ritrae la situazione attuale e la seconda in cui vengono presentate molte proposte per modificare quanto c’e' di sbagliato e valorizzare gli esempi virtuosi. Leggendolo, non troverete un approfondimento accademico o giornalistico su tutte le problematiche ambientali, ma uno strumento concreto e agile, per muoversi, per agire. E per farlo subito.

PERCHE' IL MOMENTO DI SALVARE IL MONDO E' ADESSO!
NON ABBIAMO UNA SECONDA POSSIBILITA'!

Puoi acquistare il libro direttamente online cliccando qui
http://www.commercioetico.it/libri/librijacopo/salvare-ambiente.htm

 

WorldBike, biciclette per tutti gli usi

Continua la nostra rassegna di invenzioni e tecnologie che migliorano il mondo. Oggi presentiamo Worldbike, una rete internazionale di designer e aziende produttrici di biciclette. Insieme studiano e realizzano soluzioni geniali per facilitare e promuovere i trasporti e i commerci su due ruote nei paesi poveri.
Le loro biciclette modificate possono trasportare i bambini a scuola, una grossa cesta per il pesce, taniche per l'acqua e fino a 16 cassette di verdura da vendere al mercato.
Sono solide, vendute a basso costo e open source (si possono copiare!).
Per maggiori informazioni http://www.worldbike.org/

Nel video alcuni esempi di worldbike

 

Categoria: Buone Notizie Video

Temi: bicicletta, paesi poveri, terzo mondo, tecnologia, innovazione, sviluppo

 

L'Argentina autogestita

Il 28 dicembre 2001, in piena crisi economica argentina, a Buenos Aires chiudeva per fallimento l'Hotel Bauen, il piu' lussuoso della citta'.
300 dipendenti persero il lavoro ma 40 di loro non si arresero: nel 2003 occuparono e riavviarono, in autogestione, l'albergo, riorganizzandolo completamente e abbassando i prezzi. Oggi, oltre alle 200 camere, ci sono un ristorante, sale per conferenze e dibattiti e un piccolo teatro per spettacoli e concerti.
La cooperativa pero' non ha mai ricevuto dal governo il via libera ufficiale all'esproprio dell'albero ma anche questa ultima difficolta' sembra stia per essere superata: un progetto di legge, appoggiato da diversi deputati, e' stato presentato in Parlamento e a detta degli esperti e' molto probabile che venga approvato.
La cooperativa diventerebbe cosi' proprietaria a tutti gli effetti del nuovo Hotel Bauen.
(Fonte: Peacereporter.net)

22 cose che la sinistra deve fare e non ha ancora fatto - Indice

22 cose che la sinistra deve fare e non ha ancora fattoQuesto e’ il titolo di un libro uscito nel 2002 che ho firmato insieme a Franca e Dario.
Evidentemente la Banda del Collasso non ha avuto tempo di dargli un’occhiata.
Buona lettura

1) Ripartire dalla gente

2) Sviluppare la cultura alternativa

3) Sviluppare l’economia della cooperazione e della solidarieta’ come alternativa concreta al capitalismo della speculazione

4) Utilizzare nuove forme di lotta. Voti ogni volta che fai la spesa

5) Opporsi alla corruzione attraverso il controllo popolare

6) Opporsi alla corruzione attraverso l’unificazione dei percorsi burocratici

7) Opporsi alla corruzione attraverso l’eliminazione dei regolamenti inutili e la loro sostituzione con il buon senso

8) Lotta per la legalita’  e sostegno allo sviluppo economico, attraverso la razionalizzazione delle leggi sulla truffa, il raggiro, i fallimenti, i debiti non pagati, la disonesta’ commerciale, i danni morali e materiali, la responsabilita’ professionale. Lotta all’illegalita’ attraverso il potenziamento e lo snellimento dei tribunali penali e civili

9) Lotta all’illegalita’ attraverso iniziative internazionali che portino all’abolizione del segreto bancario e dei paradisi fiscali

10) Lotta contro lo spreco energetico e l’inquinamento attraverso il sostegno diretto alle nuove tecnologie ecocompatibili

11) Rilancio della cooperazione e della piccolissima impresa. Puntare sulle capacita’ individuali per costruire un’economia solidale

12) Formazione permanente e sviluppo delle potenzialità umane. Centralità del metodo didattico dell'asilo Diana di Reggio Emilia. Riforma della didattica scolastica in questa direzione

13) Sviluppo della rete di comunicazione indipendente

14) Razionalizzazione del sistema sanitario

15) Rinuncia alla guerra come strumento per dirimere i contrasti

16) Abolizione del sistema di finanziamento diretto alle imprese e sua sostituzione con investimenti sulle infrastrutture

17) Lotta allo spreco e razionalizzazione della spesa pubblica

18) Riconoscere la globalità dell'individuo

19) Scegliere la cultura dell'ironia e del ridere

20) Abbandonare le strutture organizzative piramidali e scegliere la rete

21) Immaginare la società del futuro

22) Imparare a sognare

 

Che fare dopo la batosta

Care amiche
Cari amici,
la maggioranza degli italiani ha deciso che vuole altri 5 anni di Berlusconi. Lo hanno deciso in vari modi: a destra votandolo, a sinistra dividendosi durante le elezioni e anche prima. E dividendosi sono riusciti a concludere poco in due anni di governo, sono riusciti a far cadere Prodi prima che riuscisse a combinare qualche cosa di sostanziale.
La mia unica speranza e’ che questa strada ci porti da qualche parte. Continuo a credere nell’esistenza di un disegno positivo della storia e in una saggezza dei popoli (sul lungo periodo).
Evidentemente la situazione italiana e’ talmente compromessa che solo un definitivo tzunami Berlusconi puo’ costringere a cambiare cultura.
Ma e’ chiaro che questa svolta a destra la pagheremo cara.
Ed e’ anche chiaro che il Movimento si trova di fronte a un trivio.
E dalla scelta che ognuno compira’ nei prossimi anni dipendera’ tutto.
Le 3 alternative sono:
le proteste di piazza;
i referendum;
la costruzione di frammenti di vita ed economia alternativa.

Credo che queste elezioni porteranno alla radicalizzazione di una parte del Movimento che scegliera’ la via delle proteste di piazza.
Ma sono convinto che questo portera’ soltanto a una repressione durissima.

E credo che la maggioranza schiacciante di Berlusconi tagliera’ ogni speranza di cambiare rapidamente qualche cosa con strumenti come il referendum. Quello che abbiamo davanti e’ un blocco di interessi monolitico, rafforzato da un risultato elettorale plebiscitario. Non ci faranno fare nessun referendum, daranno un’aggiustatina alle leggi che vogliamo abrogare e tanti saluti. Certo questo non vuol dire che il V-day di Beppe Grillo non serva a niente. La denuncia serve sempre. Ma togliamoci dalla testa che otterremo il crollo della partitocrazia in tempi brevi. Potremo solo impegnarci in una battaglia di contenimento degli abusi piu’ gravi.

A mio parere l’unica via e’ quella della costruzione concreta di pezzi di un mondo mgliore. La politica dei piccoli passi concreti, dei piccoli risultati subito.
Per spiegare meglio cosa intendo mi viene in mente l’esperienza dei Micro Huertos cileni, i Micro Orti.
Si tratta di una storia poco conosciuta. Una di quelle storie che alla sinistra mammuth non interesano.
Dopo il colpo di stato in Cile la sinistra fu spazzata via. Tutti i suoi dirigenti a tutti i livelli erano fuggiti, incarcerati o morti.
Fu allora che, in ambienti cattolici, inizio’ a svilupparsi questo progetto di agricultura nelle favelas intorno ai quali si raccolsero molti superstiti del Movimento. Grazie a numerose ricerche ed esperimenti realizzati, in quegli anni si era sviluppata una nuova idea di agricoltura intensiva su piccolissima scala, capace di offrire rendimenti altissimi per metro quadrato.
Iniziarono così l’organizzazione di corsi su come produrre il cibo per una famiglia di 4 persone in 50 metri quadrati di orto, impiegando tecniche incredibili di coltivazione sinergica tra diverse piante, copiata dai Maja e dalla Biodinamica. (http://www.jacopofo.com/node/2079)
In questo modo si aiutarono centinaia di migliaia di famiglie cilene a sopravvivere in anni difficilssimi, si sviluppo’ il senso della cooperazione e del valore dell’impegno individuale, e si posero quindi le basi per una rinascita culturale del paese. E oggi il movimento dei Micro Huertos e’ una realta’ che si e’ diffusa in tutto il Sud America, che e’ riuscita realmente a migliorare la qualita’ della vita di milioni di persone.

Da decenni sosteniamo che l’errore essenziale del movimento progressista italiano e’ stato quello di non mettere al primo posto le pratiche sociali che cambiano la vita della gente, e di prediligere invece il teatrino della politica e la spettacolarita’ liturgica delle proteste di piazza.
Non sono i discorsi o i cortei che cambiano la testa delle persone ma i modi di vivere.
Le componenti maggioritarie del Movimento progressista italiano hanno sempre considerato poco o nulla importanti l’informazione sessuale, la formazione culturale, la cooperazione solidale, l’economia alternativa, i gruppi di acquisto, il cambiamento degli stili di vita.
I numeri sono chiari: si stima che siano almeno 3 milioni in Italia gli oppositori radicali, quella galassia che va da Beppe Grillo a Lilliput, alla Sinistra Arcobaleno e che comprende poi una galassia di altre entita’.
Di questi, quanti aderiscono a un gruppo di acquisto? Quanti hanno consociato il loro contratto telefonico? Quanti hanno approfittato della possibilita’ di non consumare piu’ energia elettrica prodotta dal petrolio?
Vogliamo esagerare? Diciamo 100mila persone.

Si parla sempre della necessita’ di convincere il popolo della necessita’ del cambiamento.
Ma non ci serve oggi convincere il popolo.
PRIMA e’ necessario che noi si riesca a convincere chi gia’ e’ schifato di questo mondo - ed e’ gia’ convinto che vorrebbe il cambiamento - a smetterla di limitarsi a parlare e a partecipare ogni tanto a un corteo.
Se riuscissimo a convincere il 10% di questi tre milioni di oppositori verbali a consociare in modo rivoluzionario i loro consumi assisteremo a veri cambiamenti. 300mila persone che comprano tutte assieme costituirebbero una forza economica notevole e possono determinare l’esistenza di nuovi prodotti e servizi. Ad esempio, possono farsi produrre l’auto elettrica domani mattina.

A questo punto speriamo che chi fino ad oggi si e’ illuso che la protesta di piazza o il voto potessero cambiare questo paese si ricreda e comprenda che abbiamo una sola possibilita’ ed e’ sui tempi lunghi.

La consociazione dei consumi e’ oggi l’unico strumento in mano alle fasce piu’ deboli della popolazione per affrontare una crisi economica che sara’ spietata. Risparmiare energia e iniziare a produrla in proprio (grazie ai finanziamenti del solare e dell’eolico), tagliare i costi di acquisto di prodotti e servizi, sono le uniche scelte che oggi possono portare le famiglie a un risparmio dell’equivalente di due stipendi e mezzo all’anno lo abbiamo ripetuto fino alla nausea. Due stipendi e mezzo, per una famiglia di lavoratori, non sono bruscolini e sfido chiunque a dimostrare che e’ possibile un risultato, anche lontanamente simile a questo, con altri metodi di lotta.

Questo vuol dire sviluppare l’economia alternativa! Si tratta di un grande, vitale, obiettivo.
E’ la strada di Yunus e della Banca dei Poveri.
Ma e’ necessario che chi vuole un’Italia diversa inizi a consumare in modo diverso.
Il nostro potere e’ nella nostra forza come consumatori.
Da anni ripetiamo la frase di Alex Zanotelli: VOTI OGNI VOLTA CHE FAI LA SPESA!
E’ ora che il Movimento progressista metta questo principio al centro della propria filosofia e capacita’ di cambiamento.

L’ECONOMIA RIBELLE E’ PRONTA AL BALZO DELLA TIGRE.
In questi anni la componente minoritaria che si e’ dedicata ai gruppi di acquisto e alla consociazione, pur restando minoritaria e’ cresciuta di 10 volte.
L’esperienza, le difficolta’, gli errori e gli enormi successi sono un patrimonio maturo che il Movimento progressista potrebbe finalmente sfruttare fino in fondo.
Oggi esiste una rete di persone che vivono senza vendere la loro forza lavoro e la loro intelligenza alle multinazionali del dolore.
L’esplosione delle ecotecnologie, che nessuna sconfitta elettorale puo’ fermare, ci offre un incredibile volano economico e una possibilita’ in piu’ di portare proposte convenienti e convincenti.
Questa situazione offre a migliaia di persone la possibilita’ di trovare un lavoro diverso e veramente appagante.
E non soltanto nel settore ambientale.
Nei prossimi anni avremo assoluto bisogno di sviluppare tutti gli spazi che l’economia ribelle e’ riuscita a creare. I centri culturali, le associazioni solidali, i gruppi artistici, le imprese nel settore del biologico e della cultura alternativa ci daranno modo di respirare l’ossigeno dei nuovi stili di vita.

E speriamo che, nei prossimi anni, il successo politico sara’ finalmente misurato in termini di consumi diversi. Contera’ quante tonnellate di carote saranno comprate collettivamente, quanti impianti solari saranno realizzati, quanti giovani scopriranno dove si trova il punto G, quanti bambini nasceranno con il parto dolce, quanto saranno divertenti le nostre feste ed emozionanti le nostre opere d’arte e quante persone capiranno che il rilassamento muscolare e mentale e l’ascolto delle sensazioni, migliora la vita.
Riusciremo a creare una rete di officine capaci di produrre auto elettriche a prezzi accessibili?
Sapremo creare fondi di investimento etici che investano il nostro denaro in impianti di produzione elettrica da fonti rinnovabili?
Avremo la nostra compagnia telefonica?
Quanti bar, quanti ristoranti, quante palestre, quanti locali di ritrovo, quanti centri culturali apriremo?
Quante persone troveranno il modo di realizzare le proprie aspirazioni inventandosi un lavoro indipendente nell’economia ribelle?
 
Se il discorso ti interessa puoi approfondire leggendo: Pessimismo cosmico e gnocca globale, http://www.jacopofo.it/pessimismo/index.htm
Ammetto che il titolo e’ un po’ scioccante ma spero che, dati i tempi, si possa ormai capire che il senso del ridere e del divertimento sono un elemento essenziale del nostro tentativo di cambiare il mondo. Quelli seri ci hanno sempre portato alla rovina.

PS
Se fin da ora hai voglia di dare il tuo contributo a questo progetto ti ricordo schematicamente i settori di attivita’ nei quali e’ impegnata l’Associazione Cacao-Libera Universita’ di Alcatraz. Si tratta di ambiti molto diversi, dai siti web ai gruppi di acquisto ai laboratori. Ce n’e’ per tuti i gusti.

Sono operativi i gruppi di acquisto per:
pannelli solari fotovoltaici, http://www.jacopofo.com/pannelli-solari
energia elettrica proveniente da fonti rinnovabili, http://www.commercioetico.it/energia-rinnovabile/index.html
pannelli solari termici per l’acqua calda, http://www.jacopofo.com/?q=node/3278
caldaie a gas ad alto rendimento, http://www.jacopofo.com/?q=node/3278
assicurazione etica,
telefonia etica (solo fissa per ora), http://www.commercioetico.it/servizi/telefonia/index.htm
auto elettrica,
monopattino elettrico con ruote parallele (Segway)

Sono attivi inoltre i seguenti siti di servizio:
www.stradaalternativa.it, sito di scambio banner gratuito tra siti etici a cui gia’ aderiscono piu’ di 100 siti che hanno superato il milione di scambi mensili. Abbiamo assolutamente bisogno di creare un’autostrada etica in internet che riesca a segnalare e valorizzare il grande patrimonio culturale disponibile in rete in modo disgregato.
www.networketico.com, portale-indice per associazioni, imprese e professionisti etici.
In preparazione: www.firmatutto.it, sito che permettera’ di firmare in un colpo solo molte petizioni (ne avremo bisogno).
www.mercatoribelle.com, portale di affiliazione. Permettera’ ai siti etici di ospitare corner di vendita di prodotti etici e ricevere una percentuale sulle vendite.
Nell’insieme queste proposte hanno lo scopo di aiutare lo sviluppo della cultura indipendente e di creare un vera, grande community  ribelle.

E’ inoltre possibile sostenere le attivita’ del centro Ghelawe’ (http://www.centroghelawe.org/) impegnato in un progetto di sviluppo economico in Burghina.

Su www.jacopofo.com trovi una serie di laboratori sulla salute, il piacere, l’educazione dei bambini. Portare il tuo contributo al dibattito e’ un altro modo per creare strumenti di informazione e incontro.

Infine ti ricordo che tutte queste attivita’ possono continuare a progredire grazie al lavoro di progettazone e informazione che viene svolto da Alcatraz. Questo lavoro viene realizzato con il sostegno dei contributi, anche economici, dei soci di Cacao-Alcatraz.
Puoi sostenere questo nostro progetto aderendo all’associazione via web (http://www.alcatraz.it/soci.html).

Un altro modo di sostenere la nostra attivita’ e’ quello di scegliere i prodotti etici, biologici o ecotecnologici di www.commercioetico.it, che raccoglie ormai la fiducia di piu’ di 10 mila consumatori.

Sono anni che scaviamo gallerie nel sistema.
Continueremo a farlo perche’ non abbiamo altro da fare. E perche’ altrimenti ci annoiamo.
Augh!

LETTERE AL DIRETTORE

Buongiorno Jacopo,
mi permetto di disturbarla poiche’ il mio lavoro me lo chiede.
Ho letto il suo articolo Zopa, il peer-to-peer dei prestiti, pubblicato di recente sul suo Blog (http://www.jacopofo.com/node/4109), e con enorme dispiacere ho notato che non ha minimamente accennato all'altro servizio di peer-to-peer presente in Italia: Boober.it https://www.boober.it/ , societa’ per cui lavoro e per cui ovviamente la sto contattando in questa maniera cosi’ antipatica.
Mi perdoni, sto volutamente esagerando. E' una tecnica, nemmeno tanto segreta, per colpire la sua attenzione e pregarla in qualche modo di scrivere qualcosa anche di noi!
Il nostro servizio, in confidenza, e’ proprio buono. Su Boober.it gli utenti decidono tutto dei finanziamenti a cui partecipano, sia come finanziatori che come richiedenti.
Come funziona? Il richiedente decide tasso di interesse, ammontare e durata del prestito che gli serve. Pubblica la richiesta online e aspetta finanziatori interessati alle condizioni offerte. Semplicissimo.
Niente banche, niente intermediazione e incroci automatici, niente conti correnti virtuali dove il denaro non frutta nulla. Io voglio un prestito a queste condizioni, chi mi da’ i soldi? Io; io; io; io no, alza il tasso; io si’ ma hai il braccio corto, io si’; io no; io ci penso etc etc.
Poi, e’ vero, ci sono tante altre cose da sapere. E per questo la invito a venirci a trovare sul sito www.boober.it oppure a leggere gli articoli di chi ha gia’ parlato di noi.
Cordiali Saluti
A. G.