Economia alternativa

Commercio equo, gruppi di acquisto, microcredito, banche del tempo, baratto, condivisione, consociazione, servizi collettivi, sistemi Linux

Appello ai militanti dei Verdi.

Credo che i Verdi si trovino in un momento determinante per la sopravvivenza del loro Partito.
E’ incredibile che proprio nel momento in cui l’ecologia è diventata un’idea di massa e pure le grandi case automobilistiche parlano di ecologia (!!!) i Verdi siano stati bocciati per due volte di seguito alle elezioni e oggi si trovino a non avere più rappresentanza nel parlamento italiano e in quello europeo.
Il simbolo di questa disfatta è secondo me Di Palma, presidente della provincia di Napoli: incapacità di comunicare, di fare proposte alternative. Incapace di agire denunciando i grandi crimini delle ecomafie, immobile di fronte alla diossina a Acerra (quasi il doppio di quanta ce n’era a Seveso quando fu evacuata). Incapace perfino di tagliare i costi energetici delle strutture della provincia. Subalternità ai giochi di potere campani.
Sicuramente i verdi hanno in alcuni casi peccato stando al gioco delle lottizzazioni più becere, pur di conquistare qualche grammo di potere. E questa linea va stroncata. Si è dimostrato che i Verdi possono prosperare solo se fanno un’opposizione radicale al sistema (il che non vuol dire non avere proposte semplici, concrete e immediate da portare subito).
Insieme al morbo dell’inciucio andrebbero abbandonate anche le pratiche fondamentaliste: un esempio fulgido è l’opposizione ai mulini a vento.
In una situazione nella quale il petrolio uccide milioni di persone per l’inquinamento e milioni per la fame e le guerre che provoca, come si può opporsi all’eolico per motivi estetici?
Lottiamo perché gli impianti eolici siano costruiti bene, posizionati in luoghi sensati, non spruzzino olio lubrificante nel raggio di 200 metri e non comportino la costruzione di strade assurde. Il che vuol dire impegnarsi per ottenere che i mulini eolici vengano installati in modo sensato (efficiente e economico), ma lottiamo per averne tanti!
Sono stato in Germania e ho visto distese di chilometri di pale eoliche gigantesche. Giravano assolutamente silenziose nel verde. Le ho trovate bellissime e poetiche. Filosofiche oserei dire.
E credo che un partito verde che voglia lottare contro le pale eoliche sia destinato a morte certa (e giusta peraltro).

Il fatto è che oggi i Verdi hanno perso la spinta, si sono compromessi e veleggiano pigramente verso la sparizione. E lo dico con grande tristezza perché è il partito che ho votato quasi sempre.

Credo che ci sia oggi per i Verdi una grandissima opportunità, ma si tratta di fare una scelta radicale, proprio sulla FORMA PARTITO, innanzi tutto.
Oggi nella struttura i Verdi assomigliano a qualunque altro partito.
Ma la lotta ecologica fa a pugni per sua natura con la struttura partito tradizionale.

La lotta per difendere l’ambiente si basa su tre fronti essenziali: l’attività dei gruppi locali che si battono per impedire gli scempi ambientali (discariche, inceneritori, centrali nucleari, industrie inquinanti), il lavoro per introdurre tecnologie ecologiche nel nostro paese, la diffusione della cultura ambientalista.

Fin dagli anni ‘80 i verdi hanno scelto di diventare invece un partito d’opinione rinunciando a occupare uno spazio essenziale nella società italiana.
Mi ricordo verso la metà degli anni ’80, quando incontrammo, a Alcatraz, Mattioli allora massimo leader del partito.
Chiedevamo aiuto per contrastare il taglio dei boschi ad alto fusto umbri. Tutta la questione ruotava intorno al fatto che l’Umbria non aveva realizzato la mappatura dei boschi ad alto fusto, come prevedeva la legge nazionale. In questo modo boschi secolari venivano considerati boschi da taglio rapido e distrutti dalle motoseghe.
Serviva un appoggio parlamentare per riuscire a costringere la regione Umbria a cambiare rotta.
La risposta di Mattioli fu molto franca (almeno questo) ci disse che il partito faceva le grandi battaglie nazionali e i gruppi locali dovevano sostenerlo, non era possibile pensare che succedesse il contrario. Il partito non aveva la forza di sostenere i gruppi locali.

La prima cosa che secondo me i verdi dovrebbero fare (domani mattina, entro le 9,45) è quella di rovesciare questo paradigma mentale.
Io metterei un terzo dei militanti ancora in grado di stare in piedi a lavorare al servizio delle realtà locali.
Mi telefonano decine di associazioni locali chiedendomi consigli e appoggi per battaglie vitali per il territorio. In questo momento in Italia ci sono centinaia di micro gruppi che combattono contro la distruzione ambientale e le minacce alla salute pubblica. Combattono senza mezzi, spesso senza esperienza, senza appoggi. Io creerei una task force che si metta a disposizione di queste realtà senza chiedere nessuna forma di adesione al partito. Una centrale che fornisca supporto tecnico, realizzi una mappa nazionale, aiuti nella diffusione dei comunicati stampa, dia visibilità, fornisca informazioni, dati, documentazioni, analisi chimiche, corsi di formazione per agitatori locali…
Molti gruppi che combattono contro inceneritori, cementifici che bruciano sostanze tossiche e aziende chimiche inquinanti, non hanno ad esempio i mezzi e i contatti necessari per realizzare analisi dell’aria, dell’acqua e dei terreni. Servono convenzioni con laboratori di analisi, servono fondi.
E servono avvocati e commercialisti che analizzino gare d’appalto e regolamenti.
Ed è necessario creare forme di coordinamento tra i gruppi locali.
Un simile lavoro potrebbe raddoppiare in poco tempo l’efficacia delle azioni locali.

Un altro terzo del partito invece dovrebbe dedicarsi alla diffusione delle ecotecnologie.
Si tratta di una questione essenziale se vogliamo che l’impegno verde dia realmente risultati positivi.
E su questo terreno i verdi possono vantare grossi successi. Il più recente, ne abbiamo parlato, è il fatto che il gruppo di Roggiolani (www.ecquologia.it), in collaborazione con aziende private e il comune di Peccioli, ha realizzato il primo dissociatore molecolare, un impianto capace di estrarre gas dai rifiuti per produrre energia elettrica attraverso una turbina a gas. Il tutto con un sistema che non ha emissioni tossiche, non impiegando una fiamma viva ma una combustione in presenza controllata di ossigeno, a temperatura relativamente bassa (400 gradi).
Questo impianto può fornire ai comitati locali una carta vincente nella lotta contro gli inceneritori.
Si tratta di piccoli impianti a basso impatto che possono smaltire i rifiuti indifferenziati e traformarli in energia mentre gli italiani imparano a suddividere i rifiuti, abbattere la quantità degli imballaggi e riciclare... Questo è l’obiettivo centrale ma non possiamo pensare di arrivarci in meno di 5 anni. L’impianto realizzato a Peccioli ci permette di proporre un’alternativa, in questa fase di passaggio, agli inceneritori che sono impianti devastanti per la salute dei cittadini. In futuro, quando la raccolta differenziata sarà diffusa in tutt’Italia questi impianti, potranno smaltire l’enorme massa di potature legnose che oggi non vengono raccolte o vengono bruciate sul posto (il che inquina ed è uno spreco pazzesco, in Svizzera è reato) o finiscono in discarica. Basti pensare a quanta biomassa potrebbe fruttare la pulizia dei bordi di strade, autostrade e ferrovie e la pulizia dei fondali dei fiumi e delle coste. Parliamo di milioni di tonnellate di biomasse.
Questo esempio di Peccioli è l’esemplificazione più semplice che mi viene in mente per descrivere il lavoro che dovrebbe fare il partito dei Verdi.
E questo lavoro potrebbe anche diventare un nuovo tipo di propaganda politica.
Immagino la creazione di un PRONTO INTERVENTO VERDE, un pulmino arriva a casa tua, ne scendono un paio di tecnici con una tuta da lavoro verde fluorescente e ti montano il filtro dell’acqua che toglie il sapore del cloro all’acqua potabile, così smetti di comprare la minerale in bottiglia, il pannello isolante da mettere dietro i caloriferi, i riduttori di flusso per i rubinetti, le lampadine ad alto risparmio (vedi www.commercioetico.it) e un meccanismo che ti segnala quando stai consumando energia elettrica che ti costa di più. Inoltre ti propongono detersivi ecologici, valutano se ti conviene mettere un pannello solare termico o fotovoltaici e se è il caso ti fanno un preventivo, la pratica per l’istallazione e poi arrivano gli installatori a montartelo.
Una simile iniziativa sarebbe una forma di propaganda mostruosa e fornirebbe anche una fonte di finanziamento eccellente per le campagne di informazione ecologica.

Ovviamente un partito ha bisogno anche di tenere aperto un fronte di iniziativa nazionale.
A questo dedicherei le energie di un terzo dei militanti (l’ultimo che ci resta visto che due terzi li abbiamo schierati in sostegno dei gruppi locali e nella diffusione pratica delle ecotecnologie).
Ma incentrerei questa forza sulla denuncia dei grandi scandali e dello spreco nazionale di energie e risorse, sui grandi temi della difesa dei consumatori e su campagne di sensibilizzazione sui pericoli dell’inquinamento.
Cose che già si fanno ma che oggi sono portate avanti con una logica a bassa intensità di comunicazione. La comunicazione a bassa intensità va bene nelle battaglie locali e nella diffusione delle ecotecnologie. Ma sui temi generali o suoni la grancassa o diventi invisibile.
A dicembre ho iniziato a proporre a alcuni leader verdi di lanciare una campagna elettorale basata sul far esplodere uno scandalo alla settimana. Un lavoro sporco che richiedeva 5 persone che lavorassero a tempo pieno per 6 mesi.
Il modello di una simile iniziativa lo abbiamo sperimentato con successo quando con Sergio Angese lanciammo l’Eco della Carogna.
Mettemmo al lavoro un gruppo di tecnici che ci aiutarono ad individuare un pacchetto di ASSURDITA’ TOTALI. Così scoprimmo che il Gratta e Vinci era ricoperto di una sostanza cancerogena. La gente grattava la patina luccicante sul bancone del bar e poi se la sniffava insieme al cappuccino. Facemmo un numero denunciando questa assurdità. Non successe niente. Nessun giornale riprese la notizia, nonostante avessimo mandato centinaia di comunicati stampa e avessimo contattato personalmente decine di giornalisti. Allora con un amico avvocato, Marco Marchetti, Angese andò a depositare un esposto alla procura chiedendo il sequestro immediato dei Gratta e Vinci sul territorio nazionale. Tempo 24 ore i Gratta e Vinci furono ritirati e poi sostituiti da altri senza polverina luccicante tossica. Una doppia vittoria: evitati un mucchio di malanni per gli italiani, aperture dei telegiornali sul Gratta e Vinci e l’Eco della Carogna.
Disgraziatamente l’Eco della Carogna fu istantaneamente fucilato.
L’editore si ritirò. Così capimmo anche che per fare certe cose ti serve avere alle spalle un grosso gruppo editoriale ben determinato. O un partito politico.
E i Verdi sono un partito politico…
Questa dovrebbe essere secondo me il modus operandi dei Verdi a livello nazionale.
Si tratta di coniugare iniziative legali con azione politica e comunicazione.
Le idee non mancano...

Finisco qui. Sono stato sufficientemente prolisso.

 

Appello ai militanti del Partito Democratico: impedite che vi sfascino il partito!!!

Cari amici, non sono del PD ma ho a cuore il destino del vostro partito. Dal rinnovamento del PD dipende gran parte di quel che succedera' in Italia (vedi sotto).

Quindi mi sento in dovere di avvertirvi che e' in atto un piano molto pericoloso.
E’ partita su Repubblica un’operazione mediatica che pare proprio una manovra concertata per appoggiare una nuova ascesa di D’Alema.
Sono usciti con grande risalto due articoli di seguito che non si riferiscono a nessuna notizia. Inventano essi stessi la notizia: si mormora che D’Alema potrebbe ricandidarsi alla presidenza del PD.
Una NON notizia che viene data con un risalto enorme.
Chiaro segno che gatta ci cova.
Il contenuto degli articoli e' a mio parere spaventoso.
Mercoledi' 10 giugno si anticipa che il leader piu' triste del centro sinistra voglia spaccare il PD, ritornare a due partiti divisi, per agganciare Casini e rilanciare una grande alleanza contro Berlusconi.
Magari con D'Alema come segretario nazionale del partito rosso pallidissimo, quasi rosa.
Spaventoso!
Venerdi' 12 si ripropone come una notizia da prima pagina la stessa sbobba. La notizia e': ”Pd, l'offensiva di D'Alema ‘Io leader? extrema ratio’” con un’aggiunta: D’Alema “Da' lo stop a Debora Serracchiani (contro la quale si scatenano molti big Popolari)”.
La Debora e' quella fanciulla che ha incassato piu' voti di Berlusconi in Friuli, dopo aver sbancato sul web con un suo discorso contro i leader del PD e mostrato uno stile nuovo scontrandosi con la Brambilla a Ballaro'.
La Debora e' la speranza oggi per il PD. Veltroni l’ha capito e parla di rinnovamento della dirigenza del partito.
Evidentemente e' in corso uno scontro durissimo. Uno scontro di culture: alcuni si dedicano all'alchimia delle formulette politiche invece di parlare dei problemi del Paese, di costruire una vera opposizione e un vero controllo di massa sulla legalita' di politici e amministratori, riformare il Paese, liberarlo dal giogo della burocrazia.

La battaglia ovviamente non si risolvera' nei retrobottega.
Tutto dipendera' dalle persone che si sono recentemente impegnate nel PD sperando nel rinnovamento e nella possibilita' di mettere al centro della costruzione di questa neonata forza politica la concretezza che parte dalle realta' locali. In questo settore il PD puo' vantare molte esperienze di grandissimo valore. Sono parecchi i comuni dove sindaci e assessori del PD stanno portando avanti grandi cambiamenti e iniziative rivoluzionarie sul piano ecologico, sociale e del coinvolgimento diretto dei cittadini (vedi ad esempio l’associazione dei Comuni Virtuosi http://www.comunivirtuosi.org/, su Peccioli vedi http://www2.ecquologia.it/cms/content/view/1043/27/ , http://www2.ecquologia.it/cms/content/view/2395/28/,
http://www.jacopofo.com/dissociazione-molecolare-peccioli-ecologia-pirolisi-ambiente).

Come chiusa osservo che D’Alema si paragona, secondo Repubblica, all’omerico eroe Aiace Telamonio, valoroso assediante nella guerra di Troia. Figlio di Telamone, re di Salamina, Aiace e' definito da Omero 'baluardo degli achei'.
Ma evidentemente D’Alema non e' proprio in forma. Paragonarsi a Aiace e' una pessima auto profezia: infatti l’eroe finisce male: si infuria perche' non gli vengono consegnate le armi del defunto Achille e decide di uccidere Agamennone, capo degli Achei. Ma la Dea Atena per impedirglielo lo fa uscire di senno e lui si suicida gettandosi sulla propria spada. Pessima idea.
Auguri caro signor D’Alema!

SPERIAMO IN UNA NUOVA GENERAZIONE DI LEADER ANCHE DENTRO REPUBBLICA!

Anche i quotidiani perdono le elezioni. E sicuramente Repubblica dovrebbe cospargersi il capo di cenere. Soffre degli stessi disturbi comportamentali dei leader del centro sinistra e ne determina in gran parte la linea politica visto il suo peso mediatico. D'Alema e' quel che e' grazie al pluriennale appoggio di Repubblica.
Repubblica preferisce tacere sui grandi scandali nazionali. E buttarsi nel gossip. Da settimane continua a ripetere le 10 domande a Berlusconi sulla papi-story. Pensate se avesse messo in questi anni lo stesso impegno nel denunciare i grandi scandali italiani: il Cip6, che rubo' 60 mila miliardi di lire alle fonti rinnovabili per regalarli ai petrolieri, la diossina ad Acerra, che continua a essere quasi il doppio di quella a Seveso quando fu evacuata (e si continua a tacere!). Repubblica poteva avvisare gli italiani del dissesto Parmalat come fece Beppe Grillo. E poteva allertare gli italiani sull'imminente crollo finanziario USA. Aveva gli strumenti e le professionalita' per scoprire quel che in tanti avevamo ormai capito.
Invece Repubblica non lo ha fatto. Sostenendo una linea politica gemella a quella dei DS e del PD: fallimentare. Ma mentre il PD prendeva legnate elettorali Repubblica non soffriva crolli di vendite. Quindi mentre il PD si interroga Repubblica si sente bella e vittoriosa. Miracoli del fatturato.
La direzione di Repubblica preferisce non sporcarsi le mani facendo il suo mestiere di rendere trasparente la vita politica ed economica nazionale, i retrobottega dei partiti sono piu' affascinanti e danno l’ebbrezza di avere le mani in pasta nel potere…
Speriamo che decidano di smetterla con questa linea editoriale disastrifera.

NON SONO DEL PD MA VOGLIO UN PD FORTE. SONO PAZZO?

Io non sono del PD, non simpatizzo neppure. Ma credo che il PD possa essere una forza positiva per l’Italia. Sicuramente molte persone sensate hanno creduto che la nascita del PD fosse una grande possibilita' per il riformismo italiano.
Si tratta di persone di valore che hanno veramente intenzione di dare vita a un nuovo modo di fare politica.

Io credo che il riformismo in Italia abbia una possibilita' se sapra' unire tutte le forze riformiste. Invece di dividersi sulle questioni di principio bisognerebbe unirsi sugli obiettivi concreti e urgenti che tutti potrebbero condividere.

Per questo ho a cuore la crescita del PD. Io vedo i progressisti come una squadra che ha un obiettivo comune al di la' delle sfumature. Vogliamo cancellare l’era Berlusconi, vogliamo una giustizia che funziona e una burocrazia piu' leggera ed efficiente. Vogliamo che finisca l’era degli sprechi e della corruzione.
Questo vuole il popolo dei progressisti. E per averlo ci serve un grande movimento di oppositori radicali capaci di vivere e di consumare in modo diverso ma ci serve anche un PD forte, un’IDV forte, un partito ecologista, un partito radicale e un partito comunista forti. E ci serve che questi partiti siano in mano a una nuova generazione di dirigenti esenti dalle malattie mentali dei vecchi apparati.

Bocciato il nucleare. Da Tremonti!

Il Disegno di legge sullo sviluppo, che tra le altre cose contiene anche la normativa sul ritorno al nucleare, ha subito una nuova battuta di arresto, questa volta ad opera del ministro dell’Economia che ha bocciato il testo rimandandolo alla Camera per una terza lettura.
Motivo: per il nucleare in Italia non c'e' la copertura finanziaria e gli aumenti del costo dell'energia si riverserebbero sui cittadini.
Un'informazione gia' nota: il dipartimento per l’Energia statunitense ha infatti calcolato che il costo industriale dell’elettricita' da nuovi impianti nucleari e' piu' alto rispetto alle altre fonti.
Il MIT segnala inoltre che negli ultimi 4 anni le stime dei costi di costruzione delle centrali sono raddoppiate da 2.000 dollari/Kw a 4.000 dollari/Kw.
Altri 25 miliardi di motivi per non tornare al nucleare li trovate qui http://www.jacopofo.com/no_nucleare_perch%C3%A9_centrali_francia_italia_sarkozy_berlusconi_nuove

(Fonte: Greenreport)

La carta igienica inquina!

Piu' e' morbida sulle nostre terga, peggio e' per l'ambiente. Lo rivela uno studio di Greenpeace che ha analizzato l'impatto ambientale dei principali rotoli e rotoloni sul mercato americano.
Una carta supermorbida richiede moltissime fibre vegetali di cellulosa nuove, una carta bianchissima richiede scoloranti chimici a base a cloro, tutto a discapito della natura.
Oltreoceano si utilizza solo il 2% di carta riciclata (in Europa si arriva al 20%) e cosi' se ne va un albero ogni 1.800 rotoli di carta igienica.
Per fortuna ci sono anche delle buone notizie. Grenpeace ha rilevato che la crisi economica ha portato a un calo del 7% nelle vendite di carta igienica pregiata, mentre un'azienda giapponese, la Nakabayashy di Tokyo, ha messo a punto un macchinario in grado di riciclare i fogli A4 dell'ufficio in rotoli di carta per la toilette.
Costa un po', 80mila euro, ma si puo' scaricare.
(Fonte: Focus.it)

Fonte imm

Il Partito Pirata

Dopo il magro 0,6% ottenuto alle elezioni politiche svedesi del gennaio scorso, il Partito Pirata ha ottenuto in questa tornata elettorale europea uno stupefacente 7,1%, conquistando cosi' un seggio nel Parlamento dell'UE.
Nel loro programma politico c'e' la riforma del diritto d'autore, l'abolizione del sistema dei brevetti e la diminuzione dei controlli sul web.
In Svezia e' stata appena approvata una legge che autorizza i titolari dei diritti d'autore a tracciare gli indirizzi IP dei presunti responsabili di download illegale.
(Fonte: Reuters)

La favola di Medellin: Sergio Fajardo

Sergio FajardoAlle straordinarie storie del sindaco di Curitiba Jaime Lerner e del sindaco di Bogota' Antanas Mockus aggiungiamo oggi un nuovo capitolo: la favola di Medellin e del suo sindaco Sergio Fajardo Valderrama.
Ho sentito questa buona notizia durante una puntata di “No Reservation”, su Gambero Rosso Channel, noto canale di cultura generale.
Il cuoco di turno, Anthony Bourdain, alla scoperta della gastronomia colombiana, si recava a Medellin, seconda citta' del Paese per grandezza, tristemente famosa come la zona piu' pericolosa al mondo. I suoi quartieri periferici, arroccati sul costone di una collina e fino a ieri completamente isolati, sono stati la capitale del narcotraffico colombiano di Pablo Escobar.
C'e' stato un passato, racconta la guida, in cui nelle favelas di Medellin il tasso annuale di omicidi era di 381 ogni centomila abitanti. La citta' era in preda alle bande organizzate, alla violenza e all'analfabetismo.
Oggi tutto e' cambiato e la stessa troupe televisiva si reca in zone dove prima non ci andava nemmeno la polizia.
Tutto merito, si dice, di Sergio Fajardo Valderrama.
Allora 47 anni, professore di matematica, si presenta alle elezioni comunali come candidato indipendente nel 2003 e fonda un “gruppo civico critico” di 50 volontari che, per la prima volta, si avvicinano ai quartieri piu' malfamati della metropoli. Si chiamano “Compromiso Ciudadano” che significa accordo di tutti i cittadini.
Lui stesso scende per strada a parlare con la gente, fermandola ai semafori e salendo sugli autobus per spiegare il suo programma.
Idee come la lotta all'analfabetismo e investimenti economici nelle zone piu' degradate gli valgono l'elezione a sindaco con il piu' alto consenso mai registrato fino ad allora.
Il 35-40% del bilancio comunale (900 milioni di euro all'anno) viene immediatamente destinato all'istruzione e alla cultura, vengono costruite dozzine di scuole, 10 biblioteche, un parco della scienza e un nuovo giardino botanico.
MedellinNel 2004 c’erano aule per 8.000 studenti, nel 2007 le aule ne accolgono 33.000.
Il numero dei poliziotti viene raddoppiato e vengono inseriti corsi di formazione su etica e diritti umani.
Interi quartieri vengono ripuliti dalla droga e contemporaneamente Fajardo negli stessi quartieri fa costruire una scuola col suo centro di lettura e lancia un programma di microcredito per i giovani (prima della droga la zona aveva una fiorente industria tessile).
Le nuove strutture nascono tutte nei quartieri piu' poveri della citta' e i progetti sono affidati ad architetti locali. Vengono ripavimentate molte strade e create decine di parchi verdi.
Il rinnovamento e' cosi' “decentrato” rispetto alla citta' che su alcuni nuovi palazzi sorti in periferia spuntano striscioni con scritto: “Le vostre tasse sono qui!”.
Da segnalare comunque anche l'abbellimento e la pulizia di tutte le piazze della citta' e l'esposizione in centro delle statue di un famoso artista concittadino: Fernando Botero.
L'opera probabilmente piu' rappresentativa e decisiva per la politica di Fajardo e' pero' un'altra: la Metrocable, una funivia che, per la prima volta, collega la citta' con le favelas.
Cosi' il sindaco di Medellin chiude il cerchio: le nuove strutture nate valorizzano le zone povere che grazie alla metropolitana sospesa diventano accessibili a tutti. Si avvia quello che tecnicamente viene definito un processo di sviluppo e accade che le popolazioni delle favelas iniziano a sistemarsi le case, ridipingono, ristrutturano, puliscono.
Il mondo dei desechables, i vuoti a perdere, viene unito al resto del tessuto urbano.
Nell'estate del 2007 il New York Times pubblica un lungo articolo elogiativo su Medellín, consigliandola, per la prima volta, come meta turistica.
Il tasso di criminalita' e' diminuito da 381 omicidi ogni centomila abitanti a 29, meno che a Washington.
Di Fajardo si dice che diventera' il prossimo presidente della Colombia, nel 2010.

Fonti: oltre al mitico Gambero Rosso Channel, http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/cultura/200803articoli/31219girata.asp e http://www.agoramagazine.it/agora/spip.php?article5403

Foto http://www.archphoto.it

Simone Canova

Strage inceneritori: la soluzione tecnologica e' la DISSOCIAZIONE MOLECOLARE.

Il dissociatore molecolare di PeccioliLA NOTIZIA E’ DA PRIMA PAGINA MA SUI QUOTIDIANI NON L’HAI TROVATA!!!

Hai invece trovato chilotoni di inchiostro sulle supposte trombate di un milanese trapiantato a Roma.
Che palle!
La notizia e' presto detta: a Peccioli, in provincia di Pisa hanno inaugurato il primo dissociatore molecolare, un aggeggio in grado di trattare i rifiuti in modo pulito.
INCREDIBILE!
Parrebbe proprio una bufala, l’ennesima trovata degli ecomostri, ma i promotori dell’iniziativa sono persone degne di fiducia.
L’iniziativa e' partita tre anni fa per merito del gruppo di Fabio Roggiolani, dei verdi toscani, gli stessi che hanno fatto la scelta controcorrente di candidare Cimini alle europee per il centro Italia (http://www.jacopofo.com/elezioni-giovanni-cimini-verdi-ambiente-ecotecnologie-politica). Questo impianto sperimentale e' stato costruito a Peccioli, il famoso comune toscano dove esiste una discarica gestita con tecnologie all’avanguardia, dove tutto il gas prodotto dai rifiuti in putrefazione viene raccolto, filtrato e usato poi per produrre elettricita' attraverso un generatore alimentato dal gas stesso. Si tratta di una discarica che non puzza, sopra la quale sono stati anche organizzati concerti.
Silvano Crecchi, sindaco di Peccioli e promotore di questo impianto, e' lo stesso che ha organizzato la prima formula italiana di impianti fotovoltaici (sopra la discarica) come forma di risparmio per i cittadini.

COME FUNZIONA: si tratta di un’evoluzione della tecnologia della pirolisi.
Sostanzialmente l’immondizia non viene bruciata con una fiamma viva. Si ha una combustione a bassa temperatura, 400 gradi, in un contenitore nel quale c’e' pochissimo ossigeno. Una combustione lenta, i rifiuti impiegano 24 ore a carbonizzarsi. A bassa temperatura i metalli non fondono, non c’e' dispersione nei fumi e quindi i metalli restano nella cenere prodotta e sono successivamente recuperabili e riutilizzabili come materia prima. In questo modo si azzerano le micro polveri e le nano polveri e diminuiscono drasticamente le emissioni nocive che successivamente vengono abbattute completamente nel processo di depurazione del gas emesso. Alla fine del processo di lavaggio otteniamo gas combustibile che viene bruciato in un generatore di elettricita'. Il gas di combustione viene poi ulteriormente filtrato in uscita.
Una differenza assoluta rispetto agli inceneritori tradizionali (pietosamente ribattezzati termovalorizzatori). Li' c’e' una combustione con la formazione di composti chimici altamente tossici come le diossine e solo dopo si interviene con la depurazione dei fumi, con enormi problemi di efficienza reale del processo (e possibilita' di fare i furbi buttando nell’atmosfera i fumi senza averli filtrati a dovere). Nella dissociazione molecolare si ha un processo di per se' molto meno inquinante e il lavaggio del gas prodotto e' interno al processo in quanto se il gas non viene completamente depurato da impurita' danneggia il generatore a turbina di elettricita'.

Questo vuol dire che abbiamo in mano qualche cosa di concreto per bloccare l’installazione di nuovi inceneritori di vecchio tipo e per pretendere la conversione di quelli gia' installati.

Non nascondo che dietro questa questione c’e' un grosso problema strategico.
Il motivo per il quale questa notizia ha avuto un’eco nulla e' che perfino il movimento ecologista non ha voluto sostenerla.
La questione e' infatti delicata.
Da decenni siamo tutti d’accordo sul fatto che la soluzione principale della questione dei rifiuti e' l’idea di RIFIUTI ZERO.
Abbattimento del volume degli imballaggi, riutilizzo dei contenitori, vendita di latte e detersivi alla spina, riciclaggio eccetera.
Ma io credo che sia necessario ragionare sui rapporti di forza e non farsi prendere dal fondamentalismo ecologista. “O tutto o niente” non e' una soluzione.
Oggi Berlusconi sta indiscutibilmente dando il via a decine di inceneritori di vecchio tipo.
Non e' realistico pensare di fermarlo con le forze ridicole che abbiamo.
E’ invece realistico spiegare alla gente di destra che questi impianti sono estremamente piu' sicuri, molto piu' convenienti economicamente, di dimensioni piccole.
E’ una cosa che anche una persona di destra puo' capire e perfino uno della direzione nazionale del Partito Democratico puo' arrivarci.
Quindi e' una soluzione fattibile.
Non un’opposizione di principio: abbiamo un’alternativa sensata!
Praticabile.
E’ comprensibile che i comitati locali abbiano paura di trovarsi di fronte a un’altra fregatura, e' comprensibile che alcuni ecologisti temano di trovarsi invischiati in quisquilie tecniche che portino a deviare l’attenzione dal vero problema (RIFIUTI ZERO). Ma questo modo di ragionare ci porta a una sconfitta certa. IL PURISMO UCCIDE LE POSSIBILITA’.

Secondo me dobbiamo ragionare in un’altra maniera: oggi gli inceneritori stanno provocando migliaia di casi di tumori a causa delle diossine e delle nanopolveri emesse. Parliamo di un numero impressionante di morti.
Questa tecnologia e' stellarmene migliore, ha alle spalle ormai parecchi anni di sperimentazione, e a breve l’esperimento di Peccioli ci dara' i dati di efficienza su un prototipo di grandi dimensioni (che sono comunque piccolissime rispetto agli inceneritori tradizionali).
Ho parlato con una serie di specialisti che mi hanno confermato senza dubbio che questa tecnologia e' decisamente migliore.
Ovviamente anche in questo caso e' fondamentale il controllo delle associazioni sull’efficienza dei processi di lavorazione del gas e su tutti i tipi di emissioni. Ma rinunciare a questa possibilita' dal mio punto di vista sarebbe immorale. Una colpa verso le persone che ora sono condannate al rischio di sofferenze indicibili perche' stanno per costruirgli sotto casa un mostro che sputa veleno.
Questo possiamo ora realisticamente impedirlo.
E vorrei aggiungere che proprio per questo e' sperabile che si crei un coordinamento nazionale dei comitati locali contro gli inceneritori tradizionali, che lancino una campagna di discussione sulla dissociazione molecolare come alternativa praticabile. Ed e' importante anche che Giovanni Cimini sia eletto e possa condurre al Parlamento europeo questa battaglia contro i termovalorizzatori, una tecnologia obsoleta e criminale.

Ma le buone notizie non vengono mai da sole
Sempre grazie al lavoro del gruppo dei verdi di Roggiolani e Cimini e' stato installato a Massa la prima macchina in grado di trattare i rifiuti ospedalieri, considerati rifiuti speciali in quanto contengono materiale organico potenzialmente infetto. Si tratta di un apparecchio che puo' stare in una stanza che polverizza e sterilizza i rifiuti ospedalieri e che puo' diventare dotazione di ogni ospedale abbattendo il costo dello smaltimento dei rifiuti con un risparmio enorme, 90%, per le Asl.
Il Converter dei rifiuti ospedalieri e' stato installato per sei mesi all'ospedale pediatrico di Massa e i risultati sono stati certificati dal CNR di Pisa.
I rifiuti passano da un costo di smaltimento di 1,30 euro/kg a 30 cent per kg!
L'impianto si ripaga investendo il 70% del risparmio. La Toscana, che ha deciso di passare a questo sistema, risparmiera' dieci milioni di euro all'anno sui 15 previsti.
Ma la cosa fondamentale e' che i rifiuti ospedalieri smettono di andare in mano alle ecomafie a spasso e smettono di arricchire gli inceneritoristi.

Se vuoi sapere di piu' sul dissociatore:

Visita all'impianto di dissociazione molecolare dei rifiuti di Husavik, Islanda
http://www.ecquologia.it/cms/content/view/1530/28/

La brochure e gli atti del Convegno sulla dissociazione molecolare (Lucca 21/10/2006)
http://www.ecquologia.it/cms/content/view/1531/38/

La Scheda tecnico-economica dell'impianto di dissociazione molecolare (pdf 2,5 Mb)
http://www.ecquologia.it/sito/rifiuti/energo-dissmol.pdf

Rapporto conclusivo della Commissione Interministeriale per le migliori tecnologie di gestione e smaltimento dei rifiuti (pdf 65 Kb)
http://www.ecquologia.it/sito/rifiuti/commissione-tecnologie-gestione-smaltimento.pdf

Rifiuti. Enea: possibile smaltimento in modo pulito
http://www2.ecquologia.it/cms/content/view/506/28/

Link sul Converter per i rifiuti ospedalieri:
http://www2.ecquologia.it/cms/content/view/2294/28/

Giornata mondiale dell'ambiente

In occasione di questa ricorrenza le Nazioni Unite hanno reso noto il rapporto “Global Trends in Sustainable Energy Investment 2009", sugli investimenti nel settore delle energie rinnovabili.
La buona notizia e' grossa: nel 2008, per la prima volta, gli investimenti globali su eolico, solare, fotovoltaico, geotermico, idroelettrico hanno superato gli investimenti fatti nei combustibili fossili.
140 miliardi di dollari, a fronte di 110 miliardi destinati alla produzione di elettricita' dal gas e dal carbone.
La maggiore crescita di investimenti sul rinnovabile viene dalla Cina, dall'India e da altri paesi in via di sviluppo.
Altri dati si trovano in un articolo de Lanuovaecologia che trovate qui http://www.lanuovaecologia.it/view.php?id=11111&contenuto=Notizia

Comunque vado a votare.

Non mi ricordo una campagna elettorale cosi' sciapa.
L’unico argomento con il quale le sinistre sono riuscite a bucare l’informazione sono le supposte prodezze sessuali di Mister B.
La novita' e' rappresentata soltanto dalle liste di Beppe Grillo. Se si affermeranno sara' certamente un risultato notevole, mandare nei consigli comunali persone che hanno idee nuove e che siano capaci di contrastare il delirio imperante e' sicuramente cosa buona e giusta.
Le amministrazioni comunali in mano alle sinistre stanno in gran parte annaspando prive di progetti sensati. Sul piatto c’e' la possibilita' di rilanciare le economie locali partendo dall’efficienza energetica.
A Gubbio comunque si vota solo per le europee.
E io votero' per Giovanni Cimini, della lista Sinistra Libera. Non e' un voto disperato.
Giovanni Cimini e' il candidato per il centro Italia dei Verdi. E’ uno che da decenni fa impresa nel settore delle ecotecnologie. Ha investito nello sviluppo di un nuovo tipo di pala eolica che potrebbe rivoluzionare il settore.
Un’idea incredibile sulla quale lavorava da anni un gruppo di scienziati sovietici che se ne stavano in Siberia e che dopo il crollo dell’Unione Sovietica si sono trovati abbandonati e senza soldi nella tundra ghiacciata.
Roggiolani, il mitico consigliere dei verdi toscani, e' venuto a sapere della storia e ne ha parlato con Cimini. Cosi' e' venuto fuori un progetto che pare sia ora giunto alla fase di concretizzazione con la sperimentazione di un prototipo.
Cimini e' stato poi cosi' pazzo da accettare una candidatura difficile, in un momento nel quale candidarsi non e' proprio una passeggiata visto che si rischia di non raggiungere il minimo dei voti per eleggere un candidato.
Ho deciso di sostenere la candidatura di Cimini perche' rappresenta comunque un passo nella direzione giusta: dire addio al vecchio modo di fare politica, in mano a funzionari di partito bravi a parlare, e candidare persone che hanno dimostrato nella propria professione di avere capacita' e di voler lavorare per produrre quel che serve per un mondo migliore.
 

Caro Governo ti scrivo...

E' partita qualche giorno fa una nuova raccolta firme organizzata da Sbilanciamoci! e da Rete Italiana per il Disarmo per chiedere al governo di rinunciare all'acquisto di 131 cacciabombardieri Joint Strike Fighters F35.
Preventivo di spesa: 16 miliardi di euro.
Con la stessa cifra si potrebbero costruire 3000 nuovi asili nido o installare 8 milioni di pannelli solari.
Per firmare l'appello “Caccia il caccia” http://www.peacelink.it/campagne/index.php?id=82&id_topic=37