Energia

Vuoi un'auto elettrica al prezzo di un’auto normale? Si può fare!

ATTENZIONE ATTENZIONE

Carissimi,
manteniamo aperto questo gruppo per sapere quanti sarebbero interessati a un'auto elettrica ma per ora non abbiamo ancora trovato il prodotto che ci convinca del tutto, i problemi sono molti, batterie pensati e di poca durata, pochi meccanici che sappiano metterci le mani... in giro ci sono modelli ibridi ma il mercato è ancora troppo giovane. Continuiamo a informarci, appena troviamo qualcosa che ci convinca del tutto vi scriveremo senz'altro, siamo inoltre disponibili a qualsiasi suggerimento.
Grazie per la fiducia e a presto!
Jacopo Fo

 

Il testo riportato sotto lo teniamo solo come archivio ma non è aggiornato ed è stato scritto nel 2008.

 


Ho scoperto che è possibile acquistare un’auto col motore fuso ma ancora in ottime condizioni e modificarla trasformandola in un'auto elettrica. Cambi il motore, quello elettrico è molto più leggero. In compenso ci devi mettere le batterie. Esistono già procedure standard internazionali per queste modifiche, realizzate sull'esperienza di centinaia di mezzi modificati.
Si fa in molte parti del mondo, poco in Italia.
Ho cercato di capire quali potrebbero essere orientativamente i prezzi.
Vi riferisco quel che ho tirato fuori da una serie di conversazioni con esperti del settore.
Innazi tutto è stato già risolto il problema essenziale dell’omologazione del mezzo. Problema che si pone in quanto in Italia non è ammessa la modifica di un automezzo. Però esiste il Tuv tedesco, ente di certificazione, anche a Bologna, e con 1600 euro si può immatricolare il mezzo in Germania il che ti dà il diritto di circolare in tutta Europa (in Italia abbiamo come al solito una legge cretina fatta per favorire la Fiat). E per inciso puoi anche scaricare l'acquisto sulle tasse che paghi in Italia. Essere europei è meglio!
Inoltre il collaudo dell'auto da parte del Tuv è una grossa garanzia in quanto il Tuv analizza l’efficienza delle modifiche. Quindi oltre alla nostra certificazione preventiva sulla professionalità delle auto officine, ne avremo una specifica su ogni singola auto. E credo che siano 1600 euro ben spesi per via che dei tecnici tedeschi omologati credo ci si possa fidare.
Ovviamente sto parlando di produrre in piccola serie un mezzo strepitoso. C’è auto elettrica e auto elettrica…
E noi modestamente abbiamo l’elettricità nel sangue e quindi non ci accontentiamo di scatorci.
Stò parlado di un’utilitaria con 150 km di autonomia a 100 all’ora, silenziosissima, con copertura in pannelli solari fotovoltaici ad alta resa, super batterie, meccanismo per il recupero dell’energia della frenata e della discesa, luci a led (ulteriore risparmio energetico). La ricarichi come un cellulare, attaccando la prolunga autoavvolgente a una normale presa elettrica. Fai cento chilometri con poco più di un euro di corrente perché il motore elettrico è molto più efficiente. E si lascia il meccanismo del cambio che riduce notevolmente il dispendio di energia. Inoltre il pannello solare sul tetto e sul cofano ti dà sempre un po’ di energia.
Per ricaricare completamente le batterie ci impieghi 8 ore. Con un’ora di ricarica ci fai 20 km.
Se c’è il sole di più.
Un’utilitaria così dovrebbe costare intorno ai 15 mila euro.
Una Volvo station wagon con eguali caratteristiche verrebbe sui 22 mila euro. Il trucco è proprio che si usano auto usate col motore andato. Paghi solo la carrozzeria e le prendi per poche migliaia di euro.
Questo però è vero solo teoricamente. I prezzi attuali sono più alti di 10 mila euro e più perché se compri un solo set di batterie per volta le paghi il doppio. Un set di batterie per un’auto media, che pagheresti 8 mila euro lo paghi 16 mila euro. Le batterie sono la componente oggi più costosa del’auto. Lo stesso problema vale per le officine artigianali che eseguono questi lavori: fare un’auto per volta è molto più caro e faticoso che programarne 20 contemporaneamente.
Organizzando una minima economia di scala negli acquisti progetto dei componenti e nella gestione del sistema si potrebbero ottenere risparmi consistenti in ogni settore.
Ci sono le aziende in grado di realizzare le auto, ci sono i tecnici capaci di progettare, ci sono i prototipi funzionanti realizzati da questo gruppo. Manca il prodotto chiavi in mano a un prezzo ragionevole.
E quando io vedo una possibilità così davanti sapete che non resisto.
Mi sono trattenuto in questi mesi soffrendo come un cane.
Non potevo aprire bocca fino a che il fotovoltaico non decollava.
Ma adesso che funziona spero che altri inizieranno a fidarsi del sistema dei gruppi di acquisto e a collaborare per migliorare le proposte e espanderle.
Siamo davanti a una meravigliosa, sconfinata prateria.
Il territorio vergine delle ecotecnologie ci attende e ci permetterà di dar vita a un colossale cambiamento economico, ecologico, culturale e energetico.
Cosa aspettiamo?
Ho quindi aspettato una settimana per pensarci su e adesso mi sono deciso ad aprire un pre-gruppo di acquisto per vedere se c’è interesse da parte di un numero sufficiente di persone o aziende a comprare un’auto elettrica pagandola dopo che il Tuv tetesco l’ha certificata (i soldi della caparra li teniamo in mano noi, se l’auto che hai ordinato non funziona li riprendi).
Pre-gruppo vuol dire che NON sono in grado di darti una macchina dopodomani.
Ma prima di iniziare a trattare con manager, ingegneri e meccanici ho la necessita di avere idea se c’è realmente qualcuno interessato.
Chiarisco questo in modo petulante perché ho visto cosa è successo nel solare fotovoltaico.
Ora finalmente la macchina è partita, 220 impianti sono in fase di progettazione dettagliata, 40 sono in fase di costruzione e 3 sono stati ultimati. Ma ce ne è voluta. Capisco chi si è scocciato di aspettare ma le cose stanno così, per costruire in sicurezza tocca andare piano.
Lo stesso vale per il gruppo d’acquisto per il solare termico e le caldaie. Qui stiamo solo contrattando con gli instalatori (e è dura). Sull’eolico e le biomasse non abbiamo neppure aperto le liste di preadesione perché ci sono grosse difficoltò a trovare la tecnologia giusta, soprattutto su piccola scala, sui mega impianti non abbiamo problemi.
Il gruppo d’acquisto per il Segway, il monopattino con le ruote parallele, è ai primordi, siamo solo a quota 3 aderenti.
Insoma consociare gli acquisti nella fase iniziale è molto difficile e forzatamente si tratta di un processo lento. Quindi cerco aderenti pazienti. Il nostro prim obiettivo è un acquisto certificato e affidabile. Quindi per prima cosa dovremo costruire il primo esemplare, provarlo ecetera.
Quindi c’è tempo.
Ma in questo caso, siccome non se c’è interesse, mi muovo solo se c’è un’adesione superiore alle 20 persone. Diciamo che ha senso muoversi se siamo in 100, bisogna sempre calcolare che molti possono poi cambiare idea. Ovviamente se e quando riusciremo ad arrivare a un’offerta conveniente chiederemo una caparra.
Nel mio progetto dentro il pacchetto dovrebbe esserci anche un sistema di finanziamento bancario o di leasing.
E vorrei anche mettere un ingegnere come si deve a progettare qualche miglioria sull’auto.
Ad esempio vorrei dotarla di serie di antifurto satellitare, vetri e componenti numerati col getto di sabbia indelebile (abbassa il costo dell’assicurazione antifurto) alleggerire la carrozzeria, aggiungere una presa di corrente standard, e tutta una serie di piccoli confort da studiare.
Insomma se la storia ti piace invia una mail specificando se desideri un’utilitaria, un modello medio o una station vegon. (non potremo avere una grossa scelta, o Volvo o Volkswagen).
Ok, questo è quanto.
Aspetto le mail di adesione a info@alcatraz.it

Ps
Ovviamente se hai 400 mila euro che non sai come investire, oppure sei un manager di chiara fama, avresti la possibilità di creare da subito la società in grado di gestire tutta l’operazione appoggiandosi alle officine efficienti che già esistono ma sono scollegate, non coordinate, prive di un ufficio acquisti collettivo e di un servizio di marketing. Manca loro un sistema di finanziamento al consumo e di offrire il prodotto chiavi in mano già omologato.
Credo che con il petrolio a 130 dollari al barile (ci arriveremo tra poco) l’auto a benzina castomizzata (in gergo si dice così) con un motore elettrico elettrica abbia un’attrazione enorme, anche perché offre un risparmio di costo al chilometro del 90% (grazie anche all’integrazione a panneli solari).
Utile netto dell’impresa, stimato in 5 anni, 20 milioni di euro.

AGGIORNAMENTO 22 MAGGIO
Ricevo questa osservazione molto pertinente:

salve Jacopo, sono Giuseppe ............ di Catania , sono un patrocinatore straggiudiziale, in pratica sono laureato in legge e mi occupo di risarcimento danni, dirigo uno studio legale del quale sono titolare, ci occupiamo di risarcimento danni dovuti da incidenti stradali,
devo dirti che da tempo cerco di capire il mondo delle auto elettriche e sono incuriosito e non mi dispiacerebbe se questa tecnologia si evolva, ho letto che tu ti sei documentato sulla nuova immatricolazione dell'auto modificata e devo mettere allatua attenzione un'altro dei problemi che forse non hai considerato, come hai chiarito il costo per realizzare un veicolo simile il costo e molto vicino all'acquisto di una utilitaria, fin quà ci siamo, il vero problema, e te lo dico per esperienza, e quello del valorevcommerciale effettivo del veicolo stesso non essendoci un classifica di questi veicoli tipo quattro ruote, noi abbiamo avuto grossi problemi con clienti che anno subito un incidente e anno dovuto demolire delle auto che pur se vecchie come anno di età ma tenute brillante e con pochissimi chilometri ma di cui il valore commerciale era inferiore al danno subito, quindi dichiarate antieconomiche da riparare ed im base all'ert.2043(chiunque caggiona un danno ad altri condanna a colui che ha commesso il fatto a risarcire il danno) ma ovviamente nella misura del danno stesso , il liquidatore o un giudice a quel punto prendera in mano il quattro ruote e liquiderà il danno nella misura del valore commerciale.
e certamente capisci tu che le auto che menzioni , wolksvagen, volvo, sicuramente vecchie , non avranno tecnicamente alcun valore commerciale, immagina l'assicurazione incedio e furto, su quali basi dovrà regolarsi l'assicurazione per stipulare la polizza sul valore commerciale o sul prezzo di realizzo? ti garantisco che sara considerato il prezzo commerciale...

RISPOSTA
Potremmo forse partire comprando utilitarie a basso prezzo, se ne trovano sui 5.600 euro, poi si potrebbe rivendere il motore e metterci quello elettrico....(????)

AGGIORNAMENTO 3 MARZO
Progetto Auto Elettrica a prezzi ppolari. Lo stato dell'arte.
Da un mese sto provando di una 600 Fiat Elettra usata, con 9000 km percorsi, quindi praticamente nuova, batterie sostituite. E' ancora presto per tirare le somme. Sicuramente il problema dell'autonomia è notevole specie se uno abita in un posto tutto salite e discese. L'autonomia di 80 km si riduce a 55 circa, veramente pochi. Per me va bene perché in auto al massimo vado a Perugia. Poi c'è il problema che le batterie hanno la memoria e se non stai attento si ricordano de li mortacci loro e il sistema di ricarica va in tilt.
Forse riusciamo a concludere un accordo per alcune auto completamente revisionate... Ma comunque è un'auto che solo persone particolari possono comprare. E poi parliamo di una decina di pezzi, finte quelle non ce ne sono più (la Fiat ne ha fabricate in tutto 300 e basta). E' un auto ottima, in salita va benissimo, è piacevole da guidare. Ma richiede anche una certa attenzione per le ricariche...
D'altra parte non abbiamo possibilità di dare il via al progetto per la produzione di un'auto elettrica a partire da un veicolo usato a benzina.
Lo scoglio pratico sono le batterie. Un set di quelle vecchio tipo costa sui 2500 euro. Quelle al litio, meravigliosamente sprovviste di memoria, leggere e con una durata più che doppia, costano un botto... Mi hanno parlato di 20.000 euro, comprando un set solo. Per ottenere prezzi bassi ci vorrebbe un gruppo che comprasse un centinaio di auto e un managment che gestisse l'operazione. Poi, da non sottovalutare il problema delle riparazioni: non si fa niente senza una rete minima di officine in grado di eseguire riparazioni. Insomma è una bella gatta da pelare. Al di fuori di questo resta l'auto norvegese che arriverà sul mercato tra poco ma a 23 mila euro circa. Poi ci sarebbe anche l'auto ad aria compressa... Si vocifera che stia per essere messa sul mercato in Francia e India, ma non si capisce se succederà veramente e in che tempi.
Non ci resta che attendere che la ruota del mondo giri.

AGGIORNAMENTO 28 NOVEMBRE

Nel frattempo, visto che nessuno si fa avanti per offrirci auto modificate, ho deciso di comprare una 600 elettrica, usata ma praticamente nuova (10.000 chilometri), rimessa a posto con batterie nuove e aggiunta di pannello solare sul tetto (Sun Power), 1 kw in 5 mq, ovviamente non c'è spazio per 5 mq di pannelli, lo dico per dire che ci metto quelli più efficienti per mq).
Ce ne sarebbero 18 disponibili nelle stesse condizioni, revisionate da una ditta esperta in auto elettriche. Appena so il prezzo esatto (sotto i diecimila euro comunque) vi faccio sapere.
Per le caratteristiche tecniche vedi qui

 

AGGIORNAMENTO 23 dicembre 2008
I sun pawer non si possono montare perchè hanno sopra il vetro e non si può metterli su un'auto per ragioni di sicurezza. Contattata ditta USa che fabbrica pannelli ad alto rendimento senza vetro (sono coperti con una specie di plastica trasparente, FLESSIBILE) Chiesti alcuni mq. Passati 15 giorni, nessuna risposta. Compro la 600 Fiat senza pannelli, poi vedremo cosa succederà. Atteso arrivo entro 30 gennaio. Vi farò sapere come funziona l'aggeggio.
Hasta la victoria siempre!


Perchè non ha senso costruire centrali nucleari (a proposito della denuncia di Roggiolani).

Ieri, Fabio Roggiolani, consigliere regionale dei Verdi toscani, ha reso pubblico uno studio di Francesco Meneguzzo sui possibili siti italiani dove potrebbero sorgere centrali nucleari. Berlusconi ha promesso che le farà. Bersani si è detto possibilista. Ma nessuno ci dice dove saranno. Se lo dicessero andrebbero incontro a un’immediata insurrezione e conseguente perdita verticale di voti… E’ invece importante che si sappia dove potrebbero sorgere queste centrali. I posti in Italia, tolti i parchi, le aree sismiche, quelle vulcaniche e quelle che rischiano l’allagamento o che hanno vistosi problemi geologici, non sono molte. E visto che le centrali dovrebbero essere più di 10, possiamo essere quasi certi su dove andranno a finire. E l’amico Meneguzzo è pronto a scommettere (dopo attento studio) che queste sono le aree più probabili (vedi http://www.jacopofo.com/node/4446). Trino (VERCELLI) Fossano (CUNEO) Chioggia Monfalcone Ravenna Caorso (PIACENZA) Scarlino (GROSSETO) San Benedetto (ASCOLI PICENO) Termoli (CAMPO BSSO) Latina Garigliano (CASERTA) Scanzano Jonico (MATERA) Palma (RAGUSA) Ce ne sarebbe per un’immediata insurrezione delle popolazioni di queste aree. Ma gll’italiani sono lenti e aspetteranno per incazzarsi quando vedranno muoversi la macchina nucleare sotto casa loro. Basta un solo discorso per dire quanto progetto questo sia folle. I dati ce li dà Repubblica di qualche giorno fa, in un articolo che finge di essere imparziale e ci presenta il piano della Edison per 5-10 centrali nucleari sparse per il paese. Una vera follia. Vediamo perché. Innanzi tutto se si partisse immediatamente a costruirle entrerebbero in funzione (secondo i tecnici Edison) nel 2019. Se ciò si avverasse sarebbe la prima volta in Italia che un’opera viene realizzata nel tempo previsto. Ma poniamo pure che ci riescano sarebbe una realizzazione tardiva visto che la crisi energetica e gli alti costi del petrolio stroncheranno l’economia italiana entro 5 anni se non si troveranno delle soluzioni. Ma al di là di questo, la spesa prevista da Edison per 10 centrali è di 40 miliardi di euro (ottantamila miliardi di lire) con un costo di 2 mila euro a kilowat. Ma con 2 mila euro a kilowatt posso installare le turbine a acqua di nuova generazione che lavorano spinte dalla alta e dalla bassa marea o dalla corrente dei fiumi. Cioè non hanno bisogno di cascate. Ogni singola turbina produce 1 kilowatt di potenza e ha un diametro di 120 centimetri. Quindi è piccola e può essere installata sul fondo di un corso d’acqua senza interferire con la navigazione. E queste turbine potremmo iniziare a installarle da domani mattina e si ripagherebbero con l’energia prodotta prima che le centrali nucleari possano entrare in funzione. Ma l’articolo di Repubblica ci informa anche che Moody’s, la nota agenzia di rating (cioè quelli che valutano l’affidabilità di un investimento) ha stimato che il prezzo reale di una centrale nucleare arriverebbe a 4 mila euro per ogni kilowatt di potenza, mentre il prezzo attuale di un kilowatt prodotto con l’eolico è intorno ai 3 mila euro. Inoltre bisognerebbe calcolare che nei prossimi anni i prezzi di idrico e eolico continueranno a calare grazie alla massificazione dei sistemi di produzione e alle nuove tecnologie che stanno per arrivare sul mercato. E si calcola che tra 3-4 anni il solare dovrebbe diventare conveniente rispetto al nucleare anche senza finanziamenti pubblici. Infine nel costo del nucleare non è conteggiata la spesa per stoccare per decine di millenni le scorie radioattive che in mano dei terroristi si trasformerebbero in bombe atomiche sporche (composte da esplosivo convenzionale e scorie che vengono sparse nell’atmosfera dalla deflagrazione). Infine, se ci fossero ancora dubbi potremmo aggiungere che l’uranio, che alimeta le centrali nucleari, è agli sgoccioli: nei prossimi anni sarà sempre più raro e più caro. In sintesi oggi costruire centrali nucleari è pericoloso, stupido e soprattutto anti economico. Sinceramente non credo che alla fine riusciranno a farle. Credo però che riusciranno a spendere un mare di soldi nel tentativo di farlo.


Sono questi i siti dove Berlusconi vuol mettere le centrali nucleari?

Mappa dei siti candidati al nucleare Centrali piccole

Nuclare: mappa dei siti italiani candidati Centrali grandi

Durante un incontro a Firenze sulle energie rinnovabili, Fabio Roggiolani, candidato alla Camera per la Sinistra l’Arcobaleno, ha presentato i risultati di uno studio di verifica sui siti italiani candidati a ospitare gli impianti.
Il costo del nucleare è molto superiore alle alternative esistenti e l'Italia non dispone di giacimenti di materiale fissile, che serve per alimentare le centrali, disponibile invece in Australia, Russia, Canada.
L'uranio inoltre non è una risorsa illimitata e le centrali nucleari la cui costruzione e allestimento iniziasse oggi, sarebbero a rischio di trovarsi senza combustibile al momento del loro completamento.
Le due mappe indicano i possibili siti degli impianti.

 

Comunicato stampa
Firenze  20 marzo ‘08
Fabio Roggiolani incontra le Energie Rinnovabili
Fabio Roggiolani, candidato alla Camera per la Sinistra l’Arcobaleno, ha incontrato in Piazza Santo Spirito il mondo delle energie rinnovabili, i nuovi imprenditori e il nuovo lavoro che sono fatti carico di dare al Paese una speranza per un futuro di sicurezza e benessere.
I Verdi insieme alle forze politiche che hanno costituito la Sinistra l’Arcobaleno,  con Fabio Roggiolani sempre in prima linea, si sono battuti nella Legislatura che volge al termine per creare un quadro normativo in grado di garantire certezze e remunerazione a tutti i soggetti, operatori e utenti: lo straordinario boom dell’energia solare, fotovoltaica e termica, le migliaia di progetti in corso sulle biomasse nazionali destinate alla produzione elettrica e termica, l’espansione delle installazioni eoliche, dimostrano che l’azione dei Verdi e della Sinistra l’Arcobaleno è stata fondata su solidissime basi economiche, oltre che ambientali. E’ possibile oggi affermare che i provvedimenti adottati sono stati in grado di favorire decine di migliaia di posti di lavoro stabili, qualificati e remunerativi, e una fonte di reddito e di risparmio importantissima per cittadini, famiglie, imprese, agricoltori ed anche Enti pubblici.
Fabio Roggiolani per primo ha evidenziato anche gli aspetti critici, prima di tutto i ritardi dell’Enel negli allacci dei nuovi impianti rinnovabili: è notizia di queste ore che perfino l’Autorità per l’energia elettrica e il gas ha avviato una istruttoria nei confronti dell’Enel per verificare le inadempienze segnalate da tantissimi operatori e utenti.
“Sul nucleare – ha dichiarato Fabio Roggiolani - abbiamo fatto fare  (vedi allegati) uno studio di verifica sui possibili siti degli impianti,  dato che il ritorno al nucleare bipartisan proposto da Forza Italia dall’On. Guido Possa e subito accettato dall’On. Bersani del PD, non prevede che tutte le installazioni vadano ad Arcore. Uno di questi possibili siti è a Scarlino in Toscana.   Occorre dire una volta per tutte che la sua presunta economicità è un mito da sfatare, essendo il costo di generazione comparabile a quello del gas naturale, dell’eolico e delle biomasse, tra pochi anni anche con quello del solare fotovoltaico, e superiore a quello dell’idroelettrico, e non risolvendosi affatto nella indipendenza energetica di un Paese, come dimostra la Francia, che consuma più petrolio dell’Italia ed è alla ricerca disperata di gas. Per di più, con il costo del “combustibile” nucleare (che non abbiamo) che raddoppia ogni pochi anni! Non sono stati neppure risolti i problemi della sicurezza, ne’ tanto meno delle scorie radioattive, ne’ in Italia, per la sua conformazione e urbanizzazione, si può ragionevolmente credere di rendere accettabili alle comunità le installazioni nucleari.”

Contatto:  Chiara Villani - Mandatario elettorale di Fabio Roggiolani
tel. 055.2387787  -cell. 349.7201776
e-mail: chiara.villani@hotmail.it

Breve nota sull’ipotesi di sviluppo del nucleare italiano 
20 marzo 2008
La presente nota è redatta da Francesco Meneguzzo, esperto di energia, e da un team di esperti e specialisti.

1 - I SITI CANDIDATI A OSPITARE CENTRALI NUCLEARI
A fronte della richiesta di verifica della compatibilità dei siti candidati a ospitare centrali nucleari in Italia si prende atto per prima cosa dei dodici siti afferenti alle centrali più grandi, e dei quindici siti afferenti alle centrali più piccole.
 La verifica preliminare di compatibilità - in linea di principio - con i criteri della estraneità rispetto alle aree densamente popolate, del rischio sismico e dei rischi alluvionale e franoso, fornisce esito positivo: tutti i siti sopra menzionati si trovano in aree “compatibili”.
La distribuzione del rischio sismico è stata valutata sulla base dei dati dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia.
La distribuzione del rischio di alluvioni e frane è stata valutata sulla base dei dati del Dipartimento Nazionale della Protezione Civile.
La distribuzione delle aree densamente popolate è stata valutata sulla base di dati geografici liberamente disponibili.

2 - APPROVVIGIONAMENTO DEL MATERIALE FISSILE

A fronte della specifica richiesta di valutazione delle capacità di approvvigionamento del materiale fissile atto ad alimentare le centrali nucleari, si osserva che l'Italia non dispone di tale materiale, e che i giacimenti principali si trovano in Australia, Russia, Canada.
Al momento, le 438 centrali esistenti nel mondo utilizzano approssimativamente 65000 tonnellate di uranio all'anno mentre la produzione minerale è di circa 40000 tonnellate. La differenza viene fornita con materiale fissile precedentemente stoccato, in gran parte derivante dallo smantellamento di vecchie testate nucleari sovietiche. L'analisi del Energy Watch Group indica che non sarà possibile soddisfare la domanda di uranio con risorse minerali negli anni a venire; si prevede un serio problema di carenza di risorse di uranio minerali nei prossimi anni, specialmente se si aumenterà il numero delle centrali nucleari.
In altre parole, centrali nucleari la cui costruzione e allestimento iniziasse oggi, sarebbero a rischio di trovarsi senza combustibile al momento del loro completamento.

3 - ECONOMICITA' DELLA PRODUZIONE DI ENERGIA ELETTRONUCLEARE
A fronte della specifica richiesta di valutazione della economicità della produzione elettronucleare, e conseguentemente dei benefici per gli utenti e il sistema-Paese, si osserva che il costo di generazione elettronucleare è attualmente comparabile con quello degli impianti alimentati a gas naturale e alcuni tipi di biomasse, nonché degli impianti eolici, e superiore a quello dell’idroelettrico, come dimostrano i dati a livello Europeo.
Si può affermare, in particolare, che il costo del nucleare è molto superiore alle alternative esistenti, se si considerano i costi esterni di tipo strategico, ovvero quelli necessari alla difesa delle centrali da attacchi militari o terroristici.
Si osserva altresì, in particolare in base all'esperienza francese, che l'installazione anche di una elevata capacità di generazione elettronucleare non appare risolutiva per l'indipendenza energetica del Paese: la Francia consuma più petrolio dell’Italia ed è comunque costretta a utilizzare gas naturale, a causa della rigidità del sistema produttivo di energia elettrica basato sull'uranio.
Infine, il costo del materiale fissile ha mostrato una tendenza al rapido aumento negli ultimi anni. Questo problema è correlato a quello della scarsità di uranio, sopra menzionata.
Il costo del combustibile fissile è tuttora un fattore secondario rispetto al costo totale dell'energia nucleare. E’ tuttavia impossibile prevedere i prezzi dell'uranio sulle scale almeno decennali che sono necessarie per la costruzione di nuove centrali. Pertanto, non si può escludere che gli aumenti dei prezzi rendano non competitive le nuove centrali nucleari prima del loro completamento.

 


Nel 2008 sono quasi raddoppiati i comuni italiani rinnovabili

E' quanto risulta da un rapporto di Legambiente, secondo cui ad aver investito sul fotovoltaico e il solare termico, l'eolico, la geotermia, le biomasse, e l'idroelettrico sono oggi 3.190 municipi, 1.928 in più rispetto al 2007.
Da citare il comune di Dobbiaco (Bolzano), l’unica amministrazione a soddisfare completamente con rinnovabili il proprio fabbisogno energetico.
Il primato per il solare termico va a Selva di Val Gardena (Bz), mentre Prato allo Stelvio (Bz) e' il comune migliore per il solare fotovoltaico, e Catania e Prato sono invece quelli che hanno installato rispettivamente più pannelli solari termici e fotovoltaici sugli edifici pubblici.

(Fonte: Lanuovaecologia)


Pannelli solari fotovoltaici: guadagni subito grazie alla forza del nostro gruppo d'acquisto e ottieni garanzie e prezzi bassi!


Soffia l'energia eolica

Secondo gli ultimi dati del Global Wind Energy Council, nel 2007 si sono prodotti 20mila MW di energia eolica in piu', un aumento del 30% rispetto alle nuove installazioni di impianti eolici nel 2006.
Aumenta la produzione negli Stati Uniti, Spagna, Cina, India e Nuova Zelanda.

(Fonte: Unimondo.org)


Prendi al volo le possibilita’ di lavoro offerte dai finanziamenti al 100% delle fonti rinnovabili

Prendi al volo le possibilita’ di lavoro offerte dai finanziamenti al 100% per impianti di pannelli solari fotovoltaici, mulini a vento e generatori e caldaie a biomasse e biogas.

Segui un corso per diventare installatore, progettista o promotore, a Alcatraz.
Come abbiamo annunciato nei giorni scorsi la nuova finanziaria prevede un premio di 30 centesimi per ogni kilowatt prodotto per gli impianti eolici anche microeolici (impianti domestici con pale di 180 centimetri di diametro) (http://www.jacopofo.com/node/4038).
Grazie a questo finanziamento si riesce a installare un impianto fino a 1000 kilowatt con un finanziamento che copre al 100% sia il costo del mulino a vento sia eventuali costi bancari per gli interessi passivi. Un affare enorme per l’ambiente e le famiglie sul quale stiamo lavorando per costruire un gruppo d’acquisto (che non e’ ancora partito).
Si tratta anche di una formidabile occasione di lavoro visto che l’impianto alla fine e’ gratis e il prezzo dell’energia in crescita. Soprattutto perche’ oggi sono pochissime le ditte italiane capaci di progettare e installare un impianto eolico.
Per questo motivo parallelamente alla costruzione del gruppo d’acquisto proponiamo un corso di formazione per professionisti del settore.
In questo modo vogliamo porre le basi per costruire una rete capace di soddisfare la domanda di impianti eolici che stiamo organizzando.
Ovviamente, questo non vuol dire che la sola partecipazione al corso dia automaticamente diritto a costruire impianti per il nostro gruppo di acquisto, dipende dalle capacita’ individuali di lavoro.
I gruppi di acquisto si meritano il meglio.

Ricordo inoltre che il 4-6 aprile si terra’, sempre a Alcatraz un corso per installatori e promotori di impianti di pannelli solari FOTOVOLTAICI.
Il 18-20 aprile si terra’ a Alcatraz un corso per installatori, progettisti e promotori di pannelli solari TERMICI (acqua calda dal sole).

Il 9-11 maggio per installatori, promotori e progettisti di generatori a biomasse (ovvero generatori di elettricita’ alimentati da scarti legnosi o da bio gas prodotto da biodigestori di vegetali umidi, letame, immondizia organica. I rifiuti organici sono una risorsa!!!).
Anche questa forma di produzione di energia elettrica e’ finanziata al 100% dallo Stato. E anche qui stiamo costruendo un gruppo d’acquisto. Si tratta di impianti solo di grandi dimensioni, dai 200 kilowatt in su, che prevedono quindi di trovare grosse aziende agricole o di trasformazione di prodotti alimentari (ad esempio una fabbrica di marmellate o conserve), oppure un comune che abbia attivato la raccolta differenziata dei rifiuti e voglia aumentare la resa economica di questa attivita’, oppure una cooperativa o un consorzio che unisca amministrazioni pubbliche, aziende alimentari e agricole. Una prospettiva di risparmio energetico enorme e di guadagno notevole che pero’ richiede di essere spiegata. Qui avranno grande importanza le capacita’ individuali dei promotori tecnologici che riusciremo a formare con questo corso. Vogliamo creare un gruppo di comunicazione capace di costruire le condizioni e le sinergie locali necessarie per realizzare un impianto.
NOTA BENE: in questo caso e’ possibile organizzare tutto in modo che chi ospita l’impianto debba solo mettere a disposizione uno spazio (a partire dai 400 metri quadrati) e rifornire gli impianti di materiale organico che viene debitamente pagato. L’investimento e’ interamente a carico del consorzio costituito dalla banca, dai costruttori e dai gestori dell’impianto.
Cioe’, si hanno enormi vantaggi vendendo biomasse e incassando l’affitto dello spazio dedicato all’impianto senza oneri e senza rischi.
Questa formula ha avuto un enorme successo in Germania e ora vorremmo importarla n Italia.

23-25 maggio seminario su “La casa ad alta efficienza energetica”.

L’insieme di questi seminari costituisce un master in ecotecnologie http://www.jacopofo.com/?q=node/3270


La citta' del Sole

Cloncurry, remota cittadina australiana, detiene il record storico per il giorno piu' caldo del continente (53 gradi all'ombra nel 1889).
Ora si appresta a diventare, entro il 2010, il primo centro australiano alimentato esclusivamente da energia solare.
La centrale di Cloncurry produrra' circa 30 milioni di kWh all'anno, sufficienti per 3500 abitazioni. L'impianto funzionera' anche nei giorni nuvolosi e di notte, grazie a un particolare accorgimento: 8.000 specchi rifletteranno la luce solare su blocchi di grafite, attraverso cui verra' fatta scorrere acqua che diventera' vapore acqueo e poi energia elettrica.
Il calore immagazzinato nella grafite produce vapore anche dopo il tramonto, e consente ai generatori di funzionare anche nelle ore notturne.


I pannelli solari cubani

Oltre a "esportare" medici, programmi di alfabetizzazione e corsi di formazione, Cuba e' leader in America Latina anche per quanto riguarda la produzione di pannelli solari fotovoltaici.
L'azienda, che attualmente lavora a Cuba e in Venezuela (2.400 impianti avviati) ma che si sta aprendo anche a Nicaragua e Bolivia, si chiama Fabbrica delle Componenti Elettroniche "Ernesto Che Guevara", un nome, un destino rivoluzionario...

(Fonte: Granma International, segnalata da Daniele)