Energia

Investimenti record nelle tecnologie verdi

Secondo uno studio del Centro ricerche statunitense Cleantech, nel 2008 gli investimenti in tecnologie ecologiche nel mondo hanno raggiunto la cifra di 6,5 miliardi di euro, un primato senza precedenti.
Il 40% dei finanziamenti e' andato all'energia solare, l'11% ai biocarburanti, il 10% alla mobilita' sostenibile.
La somma non e' 100, misteri della discalculia...
(Fonte: Ansa)


RISPARMIO ENERGETICO, IMPIANTI EOLICI, A BIOMASSE E IDRICI GRATIS.

Concentrare la lotta su obiettivi realmente ottenibili, paga!

Dopo la legge sui pannelli fotovoltaici finanziati al 100% è finalmente il momento per brindare a un’altra vittoria. Sono stati finalmente approvati i decreti attuativi che rendono operativa la legge promulgata dal governo Prodi che estende alle altre fonti rinnovabili i finanziamenti dello stato.
30 centesimi di euro per ogni kilowatt prodotto, per 15 anni.
Una vittoria che abbiamo ottenuto impegnandoci insieme a tanti compagni e amici, con i quali abbiamo lavorato prima per ottenere la legge sul fotovoltaico, poi per difenderla dal famoso golpe del 27 dicembre 2006, quando una mano misteriosa cambiò una parolina nella finanziaria regalando così i soldi per finanziare il solare ai petrolieri. E questi risultati vanno messi assieme a quello ottenuto bloccando prima la retroattività dell’annullamento degli sgravi Irpef per le migliorie energetiche degli immobili e poi arrivando a far sparire del tutto la riduzione degli sgravi fiscali. Anzi si è ottenuto un miglioramento della legge con la possibilità di spalmare le detrazioni su 5 anni invece che su 3 (questa detrazione, al 55% non va confusa con quella al 36% sulle ristrutturazioni templi degli immobili, senza interventi di efficienza energetica, che è sempre stata rateizzabile in 10 anni). E qui vorrei ringraziare Roggiolani e Meneguzzo, dei Verdi toscani (http://www.ecquologia.it/cms/), che hanno gran merito nella realizzazione di queste leggi e nella battaglia per difenderle. Con loro e con Dottorini, assessore regionale umbro ci siamo incatenati di fronte all’Enel di Perugia e Firenze per ottenere la velocizzazione degli allacci alla rete dei nuovi impianti, un’altra battaglia vinta. Ma un grazie va anche ai molti ecologisti di destra che hanno lottato dall’altra parte della barricata lavorandosi ai fianchi ministri e sottosegretari come facemmo noi quando al governo c’era la sinistra.
Spero vi faccia piacere sapere che anche a destra c’è gente che ragiona bene. Dà più speranza per il futuro dell’Italia.

Inoltre c’è da segnalare un’ultima piccola vittoria: la riammissione al finanziamento di circa 150 impianti perfettamente realizzati e tecnicamente in regola e funzionanti che erano stati bocciati dal Gse a causa di un semplice ritardo nella spedizione di una comunicazione di avvio dell’impianto. Per una lettura rissosa della legge il Gse aveva valutato che i pannelli utilizzati per questi impianti bocciati non potevano essere più utilizzati per ripresentare la domanda. Onore a Scajola che ha posto fine alla diatriba in modo elegante, ristabilendo la giusta interpretazione del testo della legge e dando la possibilità di sanare la situazione entro marzo 2009.
Il nostro obiettivo immediato ora è di rimboccarsi le maniche per costruire gruppi di acquisto per eolico, idrico e biomasse e rendere possibile anche per famiglie e piccole imprese di realizzare impianti di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili senza dover spendere un solo euro, ottenendo un impianto garantito e chiavi in mano a un prezzo onesto, così come già siamo riusciti a fare per i pannelli solari fotovoltaici.
Infine permettetemi un paio di osservazioni politiche.
Di tutta questa questione il Movimento si è occupato nel suo complesso molto poco.
I partiti della sinistra quasi nulla.
Non hanno neppure gestito l’approvazione dei decreti attuativi, da parte di Berlusconi, di una legge fatta dal governo Prodi. Finirà che il merito se lo prende tutto il PDL. Incredibile autismo.
Eguale silenzio l’hanno praticato i media. Non fa notizia che finalmente l’Italia abbia voltato pagina diventando lo stato al mondo dove le fonti rinnovabili ricevano gli incentivi più alti. Ma così si fa un grave danno alla sofferente economia italiana e ai cittadini: non informando si rende difficile che famiglie e piccole imprese sappiano che lo stato oggi finanzia al 100% le quattro più importanti fonti di energia rinnovabile.
Cechi come talpe.
Spero invece che questi risultati vengano capiti da coloro che coltivano il sogno di impegnarsi in lotte che portano a risultati reali, migliorando di poco il mondo ma migliorandolo in modo sensibile.
Da anni insisto su questo problema. Il Movimento si danneggia investendo energie enormi per raggiungere obiettivi fuori dalla portata reale delle nostre forze: così si diffonde il pessimismo e si demotivano le persone. Al contrario se ci diamo obiettivi modesti ma strutturalmente importanti sul lungo periodo e soprattutto ottenibili in tempi brevi, otteniamo un reale miglioramento della realtà e la motivazione che i risultati conseguiti ci dà ci incoraggerà a continuare a impegnarci.
E’ una grande questione che si può riassumere così in poche righe.
Se ti interessa approfondire il discorso riporto qui un testo pubblicato su questo blog (tanto la carta sul web è gratis).

Capitolo ottavo
L'uomo che i rapinatori adoravano
 
E' chiaro che capire come disinnescare questi meccanismi distruttivi sarebbe una notevole scoperta, capace di migliorare la vita di chiunque, visto che tutti più o meno tendiamo a mettere in scena certi drammi più e più volte nella nostra vita. E in quest'arte del ripetere le esperienze negative siamo dei veri maestri disposti, per riuscirci, a qualunque sacrificio. 
Waslawich, grande precursore di questo tipo di ricerca comportamentale, si imbatté in un uomo che aveva subito più di 70 rapine. Un numero effettivamente enorme: alla maggioranza delle persone non capita mai di subire una rapina. Alcuni molto sfortunati vengono rapinati 3, 4 o 5 volte. Subire dieci rapine è un fatto eccezionale... Ma 70 rapine è un numero esagerato.
Sembra addirittura impossibile incontrare 70 rapinatori, in una sola vita, e tutti in luoghi dove sia pensabile eseguire una rapina...
La domanda che si è posto Waslawich osservando questo super depredato è stata: come fa a farsi rapinare così tanto?
Quali gesti compie? Che modo di camminare usa per indurre in ogni rapinatore che gli passa nel raggio di 100 metri l'irresistibile impulso a rapinarlo? 
E se quest'uomo cambia il modo di vedere se stesso, smette di essere rapinato costantemente? Esiste qualche cosa di impalpabile che emana da ognuno e determina le reazioni altrui?
Kate Miner, una miliardaria americana, ha risposto in parte a questa domanda con un esperimento sociale di grandi proporzioni che ha coinvolto migliaia di donne che vivevano per strada dormendo sui marciapiedi riparate da cenci e cartoni. Questa donna aveva guadagnato miliardi gestendo una catena di boutique d'alta moda ed era convinta che un abito firmato può fare miracoli.
Comprò un mega camper con rimorchio a due piani, lo attrezzò come un beauty center e iniziò a girare gli Usa. Con l'aiuto di un gruppo di femministe e di psicologhe avvicina le barbone, le porta nel super camper, offre loro un rapido restyling: pedicure, manicure, coiffeur, massaggio, trucco. Fa loro indossare abiti lussuosi, corredati da accessori di gran classe. Le mette di fronte a uno specchio e si complimenta con loro per la metamorfosi che hanno compiuto, da cumulo di croste e stracci a donna elegante. A questo punto le ex barbone vanno a un colloquio per trovare lavoro e a un incontro per affittare un appartamento. 
E riescono a ottenere entrambe le cose: una casa e un lavoro. Miracolo? No: potere delle apparenze.
Il grande cambiamento si compie in 24 ore grazie a un vestito nuovo e a un po' di attenzioni e incoraggiamenti.
Per una persona che non si considera nulla, assaporare la soddisfazione provocata da una serie di piccole gratificazioni è un'esperienza sconvolgente in grado di ribaltare il punto di vista sulle proprie capacità e quindi moltiplicarle per 100.
In questo modo sono uscite dalla miseria più disperata 5.000 donne.
E la cosa straordinaria è che solo 3 donne su 100 scappano con addosso i vestiti e i gioielli che ricevono in prestito. 
Cambiare il loro aspetto è sufficiente per modificare l'idea che esse hanno di sé e la loro scala di valori, rendendole improvvisamente capaci di affrontare nuovamente con successo le difficoltà di una vita normale.
Ovviamente poi è necessario che queste donne vengano seguite, che venga offerta loro la possibilità di condividere le nuove esperienze con altre donne che stanno percorrendo lo stesso difficile percorso. Ma il salto quantico essenziale avviene in modo fulmineo cambiando la loro immagine interiore.
Questo approccio è stato sperimentato nei contesti più diversi e ha mostrato la capacità di creare cambiamenti enormi e istantanei anche rispetto a problemi sociali drammaticamente complessi come il livello di criminalità in una grande città.
C'è una storia che può chiarire quello che cerco di dire meglio di molti discorsi. Pare inventata ma è assolutamente vera.
(da Napoli nel sangue)
Come far crollare il numero dei crimini in 7 giorni
 
Il professor Antanas Mockus, di origine lituana, insegnante di matematica e filosofia, stava tenendo una lezione nell'aula magna dell'Università di Bogotà a un pubblico distratto di studenti, figli di una città dove agli incroci ci si sparava addosso per stabilire chi avesse la precedenza.
Il professore decise che voleva assolutamente farsi ascoltare.
Era convinto di avere cose importanti da dire.
Quindi salì in piedi sulla cattedra, si calò i calzoni e le mutande e mostrò il sedere agli studenti che ammutolirono.
Il professore concluse la sua lezione e lasciò l'aula magna. Gli studenti erano ancora paralizzati a bocca aperta. Il professore venne espulso dall'università per comportamento disdicevole.
E lui disse: Ma allora non vi interessa veramente insegnare a tutti i costi, volete farlo solo se potete contemporaneamente conservare la ritualità inutile che vi dà autorità...
Poi si arrabbiò e decise di presentarsi alle elezioni con un partito dal nome assurdo: Partito visionario.
Vinse le elezioni.
Il suo programma di governo mirò innanzitutto a dare ai cittadini la sensazione che qualche cosa stesse cambiando. Bisognava far diminuire la criminalità che aveva proporzioni spaventose: nel corso del 1997 a Bogotá si registrano 4.500 omicidi, più di 12 morti al giorno, a fronte di una popolazione di poco più di 5 milioni di persone. È fra le città più pericolose del mondo. 
Ma come fare? 
Antanas Mockus iniziò da un problema secondario, contiguo a quello della criminalità, di grande visibilità e relativamente semplice da affrontare con una terapia d'urto. La questione del traffico. E di questa questione secondaria affrontò la parte più semplice e visibile: i semafori.
Nessuno si fermava ai semafori. L'idea fu che il rispetto delle segnalazioni semaforiche sarebbe stato un micro shock positivo per la città. Si decise per un'azione molto comunicativa.
Il sindaco agì in modo inaspettato e stupefacente.
Vennero ingaggiati mille clown e una bella mattina gli automobilisti di Bogotà trovarono i semafori presidiati da gruppi di clown che piangevano a spruzzo se non ci si fermava col rosso e invece danzavano e offrivano fiori se si rispettavano le precedenze.
Contemporaneamente vennero distribuiti centinaia di migliaia di cartoncini con disegnato sopra il pugno con il pollice in alto nel gesto di OK!
Lo stesso cartoncino rovesciato, pollice verso, significa ovviamente disapprovazione.
Ai semafori si vedevano i clown utilizzare questi cartoncini per approvare o disapprovare il comportamento degli automobilisti. 
E molti iniziarono a imitarli. E ben presto si scoprì che i bogotesi temevano più le prese in giro dei clown e degli altri automobilisti delle multe dei vigili.
Il traffico iniziò a regolarizzarsi e nel giro di una settimana crollò il numero degli omicidi. 
Intanto vennero prese misure strutturali, si raddoppiò il numero dei mezzi pubblici e vennero escogitati sistemi efficienti di sostegno alle famiglie povere, dando loro la possibilità di costruirsi case decenti sui terreni pubblici e trasformando la raccolta dell'immondizia in una risorsa per i più poveri: cibo, medicine e libri in cambio di rifiuti suddivisi. Così la macchina inefficiente di raccolta dell'immondizia, grazie a sistemi di riciclo e di valorizzazione, fornì lavoro per migliaia di persone attraverso una micro-organizzazione del servizio. E la città iniziò a essere pulita. E via di questo passo, semplificando la burocrazia e razionalizzando il sistema.
Tra i provvedimenti presi per cambiare l'immagine della città nella mente dei cittadini c'è l'invenzione della Notte delle donne. È la notte del venerdì, ogni settimana: agli uomini è addirittura vietato farsi vedere per strada (salvo specifiche ovvie deroghe), la città, in quella sera, appartiene solo alle donne. Non basta: viene istituita anche la Notte dell'aranciata, una sera alla settimana in cui è vietato bere alcolici. Radicali sono poi state le riforme sul territorio: grazie al POT (Plan de Ordenamiento Territorial), un progetto di riqualificazione delle zone degradate della città, vengono costruiti nuovi parchi verdi - al punto che la superficie di verde pubblico della città si è moltiplicata di ben 4,5 volte in soli cinque anni, dal 1997 al 2002 - viene inoltre sistemata la rete idrica e sono recuperati alcuni fiumi e canali della zona, abbandonati a se stessi. Un occhio alla cultura: si costruiscono 4 grandi biblioteche e 16 più piccole, e nei quartieri periferici della città trovano spazio
52 nuove scuole. Grazie al Plan Maestro de CicloRuta nel giro di una decina d'anni viene realizzato un sistema di piste ciclabili e pedonali di 297 km che attraversa la maggior parte del tessuto urbano. È la rete ciclabile più grande dell'America Latina e nei prossimi dieci anni ne è previsto un ampliamento per ulteriori 300 km. 
Campagne pubblicitarie promuovono ovviamente l'uso della bicicletta e ogni giorno aumentano le persone che la utilizzano per gli spostamenti. Dal 2000 al 2003 si è passati dall'1 al 4% della popolazione. 
Sempre a proposito di spostamenti all'interno del tessuto cittadino va menzionato anche il Sistema Integrato di Trasporto di Massa TransMilenio. Si tratta di un sistema che integra due diverse tipologie di autobus: uno ad alta capacità, che collega le
zone centrali della città e viaggia su corsie preferenziali e uno a bassa capacità che collega i quartieri periferici. Entro il 2015 la rete TransMilenio avrà una lunghezza di 388 km e coprirà l'80% della superficie della città. A 5 anni dall'inaugurazione del servizio, e con soli 60 km in funzione, i primi risultati sono sorprendenti. Già ora il risparmio in termini di tempo impiegato dai cittadini negli spostamenti raggiunge il 25% e il processo innesca tutta una serie di reazioni a catena: aumentano gli spostamenti, l'economia della città, il benessere degli abitanti. Fino a qualche anno fa molti residenti al nord non si sognavano nemmeno di recarsi nella zona sud della loro città. Oggi si tratta di un tragitto che si può fare in breve tempo, spendendo poco e in tutta sicurezza. 
L'aver cambiato volto alla città ha infatti avuto un effetto fondamentale: la diminuzione della criminalità. Il bilancio del governo di Mockus, anche sul fronte della lotta al crimine è strabiliante: tra il '97 e il 2002 da gli omicidi passano da 4.500 a 2.000.
Molto resta ancora da fare a Bogotà, ad esempio il 50% della popolazione resta sotto il limite di povertà, ma indiscutibilmente la qualità della vita e le opportunità offerte ai cittadini hanno fatto balzi strepitosi.
Riassumendo: nelle situazioni nelle quali il risultato di un'azione è chiaro, è sensato occuparsi solo di agire: quando un uomo sta annegando, se non lo tiri fuori dall'acqua muore.
Ma quando ci troviamo di fronte a problemi che non sottintendono un modo semplice e obbligato di reagire allora è il caso di chiederci: qui è meglio affrontare il cuore del problema o agire sul contesto?
E chiaramente chi non si pone mai questa domanda incontrerà sicuramente una dose extra di grossi problemi esistenziali.
Se vuoi vivere a lungo puoi prendere molte medicine oppure smetterla di incazzarti. 
Puoi anche smettere di incazzarti e prendere molte medicine. In nessun caso ti conviene continuare a dare giù di testa odiando il mondo.
E' un atteggiamento conflittuale.
Ti buca lo stomaco con la stessa efficienza di un colpo di pistola.
L'unica differenza è che l'atteggiamento conflittuale ti fa un foro nella pancia in modo più lento e doloroso.
Per approfondire ulteriormente
Vedi
http://www.jacopofo.com/rivoluzione-pigra

 


Mobilita' sostenibile: la colonnina fotovoltaica

In centro a Firenze, mercato di Sant'Ambrogio, e' entrata in funzione la prima colonnina fotovoltaica d'Italia per la ricarica di motorini e scooter elettrici.
L'impianto e' stato progettato e realizzato dalla societa' fiorentina Eta-Florence Energie Rinnovabili, e' costato 30mila euro ed e' a emissioni zero. Tutta l'energia prodotta proviene infatti dai pannelli solari fotovoltaici installati sulla superficie della pensilina del mercato.
A Firenze sono in tutto 110 le colonnine di ricarica per i veicoli elettrici e altre 40 stanno per essere installate.
(Fonte: solarenews.it)
Davide Calabria

Fonte imm

Nel video il progetto innovativo della nuova pensilina per parcheggio realizzata dalla Nrg Sunrise Solar Technologie.

Categoria Buone Notizie Video
Temi: arredo urbano, futuro, fotovoltaico, conto energia, macchine, spazio, ottimizzare


LABORATORIO PER LA COSTRUZIONE DEL GRUPPO D'ACQUISTO MINI EOLICO

Questo spazio è a disposizione del gruppo che sta lavorando per capire come acquistare mulini a vento al di sotto dei 20 Kw. Speriamo che a breve il governo Berlusconi promulghi i decreti attuativi per il finanziamento alla produzione di energia elettrica con piccoli impianti di eolico, idrico e biomasse.


Chi ha vinto contro l'abolizione retroattiva della detrazione fiscale del 55% per l'ecologia edilizia?

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No al suicidio energetico!

E' successa una cosa nuova, mentre la sinistra era impegnata a difendere Sky dall'aumento dell'Iva, tema essenziale per il futuro dell'Italia, nessun politico ha aperto bocca sugli effetti devastanti per l'economia italiana delle iniziative sadiche del governo sul risparmio energetico e sopratutto per quel che il governo non sta facendo in questo settore.
Ciononostante è partita una campagna contro l'abolizione retroattiva della detrazione del 55% per gli interventi di efficienza energetica, condotta da un manipolo di associazioni e gruppetti. Una campagna apparentemente insignificante. Ma abbiamo vinto in pochi giorni.
Come è stato possibile?
Io credo sia successo qualche cosa di nuovo. Hanno pesato molto singoli cittadini incazzati, disorganizzati. Le persone che avevano investito in risparmio energetico e che si sono trovate a perdere i soldi hanno fatto la differenza.
Molti segnali mi fanno sospettare che si sia realizzata un'ondata spontanea di proteste. Che migliaia di persone abbiano inondato siti governativi e dei mass media di messaggi, decine di zie imbufalite hanno telefonato a ministri e parlamentari minacciando ritorsioni durante le feste natalizie, amanti ecologiste hanno minacciato la serrata della passera, vicini di casa hanno tenuto acceso lo stereo a tutto volume per un paio di notti di seguito.
E' un buon segno. La classe media riflessiva ha deciso di far da sé visto che nessuno di quelli importanti faceva qualche cosa. Ora bisognerà vedere se ci sarà la volontà di andare avanti a far pressioni sul governo per imporre una svolta sul risparmio energetico. Ci riusciremo? Molto improbabile ma possibile.
Anche perché la rivoluzione delle ecotecnologie sta esplodendo in tutto il mondo e restarne fuori sarebbe un suicidio per l'Italia. Forse anche qualche imprenditore illuminato e qualche politico di destra non aritmeticoleso potrebbe capirlo...

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No al suicidio energetico!


IL GOVERNO BERLUSCONI CONTRO LE FONTI RINNOVABILI E L’EFFICIENZA ENERGETICA

ABBIAMO VINTO: ABOLITI I TAGLI, CONFERMATE LE DETRAZIONI CLICCA QUI PER SAPERNE DI PIU' ORA ANDIAMO AVANTI PER OTTENERE I DECRETI ATTUATIVI PER I FINANZIAMENTI A MINI EOLICO, BIOMASSE E IDRICO! VINCEREMO ANCHE QUESTA SE TI INCATENI ANCHE TU!

Questa è la cronaca di come si è svolta fin'ora la campagna. I primi articoli sono i più recenti. ULTIMA NOTIZIA: LA PRESTIGIACOMO SI DICHIARA CONTRARIA AI TAGLI DEGLI INCENTIVI NEL SETTORE ENERGETICO. ANDIAMO AVANTI, STIAMO VINCENDO. DOPO LA RINUNCIA ALLA RETROATTIVITà DEI TAGLI DEI FINANZIAMENTI (PRIMA VITTORIA ESSENZIALE!) INCASSIAMO ANCHE LE PRIME INCRINATURE NEL GOVERNO!

'FANCULO! Ce l'abbiamo fatta!!! Abbiamo ottenuto un rpimo successo! Le associazioni del settore, Legambiente, i Verdi, Caterpillar, i singoli fregati dalla legge, gli ecotecnologisti della blogosfera, tutti insieme siamo riusciti a far fare marcia indietro al governo. Non ci sarà la norma che toglieva in modo retroattivo la detrazione fiscale del 55% per i lavori di miglioramento dell'efficienza energetica degli immobili: un'obrobrio giuridico che non poteva stare in piedi. E ci sono segnali positivi anche per i disgraziati che si sono visti bloccare un impianto solare fotovoltaico perfettamente in regola e funzionante, venendo esclusi dal finanziamento del Gse, per un puro cavillo burocratico, il ritardo anche solo di un'ora nella spedizione di una raccomandata finale al Gsa stesso. I responsabili del Gse ci hanno comunicato che il Ministro per lo Sviluppo Economico CLAUDIO SCAJOLA si è impegnato a RIVEDERE LA NORMA. Stiamo a vedere... (intanto firma la petizione) Ma il primo risultato ottenuto sul 55% è solo l'inizio. Tutta la norma va cancellata in quanto toglie un incentivo fondamentale per svilupare in futuro pannelli solari per l'acqua calda e caldaie ad alto rendimento, isolamento termico dei tetti e finestre con doppi o tripli vetri. La campagna NO AL SUICIDIO ENERGETICO va avanti, il governo deve fare marcia indietro su tutta la linea e varare i provvedimenti che tiene bloccati. Leggi tutte le follie di Berlusconi che vuole ammazzare le fonti rinnovabili cliccando sul banner della campagna, qui sotto.

SONO GIà PIù DI 5000 GLI ADERENTI A "FALCE E PANNELLO" SU FACEBOOK, INIZIATIVA LANCIATA DA CATERPILLAR(SANTI SUBITO) Ecco il primo articolo che ho pubblicato su questo argomento:

Senza che i leader dei partiti del centro sinistra mostrino qualche tipo di reazione, sta passando una mappata di leggi che vanno a colpire gli incentivi e gli sgravi fiscali per le ecotecnologie.
Contemporaneamente il governo Berlusconi cerca addirittura di fare marcia indietro sugli accordi presi con l’Unione Europea per la riduzione delle emissioni di anidride carbonica.

Non è una questione ideologica. E’ una questione di buon senso. In questo momento per superare la crisi economica Obama sta puntando tutto sull’efficienza energetica ma lo stesso stanno facendo anche i governi conservatori in Francia, Germania, Grecia e in molti altri paesi.

(Clicca sotto la scritta in rosso LEGGI TUTTO per continuare.) Copia il codice qui sotto e pubblicalo sul tuo blog per sostenere questa campagna!
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No al suicidio energetico!

Il governo Berlusconi non ha capito che per il nostro Paese puntare sulla rivoluzione delle ecotecnologie e del risparmio energetico è l’unica possibilità per uscire dalla crisi economica.
Infatti possiamo finanziare gli interventi per la riduzione dello spreco direttamente con il denaro risparmiato grazie a una maggiore efficienza, semplicemente spalmando l’ammortamento degli investimenti su più anni: lo spreco attuale di energia è tale che ci permette di pagare il costo del finanziamento e trovarci ad avere in tasca, da subito, una parte dei soldi risparmiati. Soldi subito che potrebbero rappresentare una differenza notevole per molte aziende e famiglie.
Finanziare la rivoluzione delle ecotecnologie sarebbe utile anche per le banche che potrebbero prestare denaro per progetti veri e produttivi, ora che il gioco speculativo è arrivato al capolinea.
Abbiamo un immenso lavoro da realizzare: tanto per dare un’idea delle dimensioni, in Italia ci sono almeno 10 milioni di tetti che andrebbero isolati termicamente e che ora disperdono la maggior parte del calore. Un costo per le famiglie e per il sistema Italia insostenibile che ci mette alla mercè di qualsiasi crisi petrolifera. Oggi circa la metà del consumo di energia in Italia è per scaldare le case, raffreddarle d’estate e produrre acqua calda.
L’Italia deve assolutamente e urgentemente fare scelte che taglino lo spreco anche perché tutti gli altri paesi industrializzati lo stanno facendo decisamente e velocemente.
La Grecia ha 240 metri quadrati di pannelli solari per l’acqua calda ogni 1000 abitanti. Noi 10 metri quadrati. La Spagna in 2 anni ha installato il doppio dei pannelli solari che due anni fa erano presenti in tutto il mondo.
Dobbiamo farlo anche noi sennò il Sistema Italia non avrà modo di essere concorrenziale sul piano internazionale e continuerà a essere sottoposto ai ricatti internazionali dei signori del petrolio.
Ma perché questo succeda il governo deve predisporre strumenti di incentivazione e di semplificazione burocratica come aveva iniziato a fare il governo Prodi.
Al contrario Berlusconi ha reso più complesso e farraginoso e meno conveniente l’incentivo per i pannelli fotovoltaici e praticamente inapplicabile la detrazione del 55% per gli interventi di efficienza energetica (isolamento termico dei tetti, tripli vetri, pannelli solari per l’acqua calda, caldaie efficienti eccetera).
Minaccia di istituire l’Ici sugli impianti fotovoltaici a terra.
Ha reso inoperante, abolendo ogni sanzione, l’obbligo per chi vende un immobile di fornire la certificazione dell’efficienza energetica.
Non ha approvato i decreti attuativi per il finanziamento di mini eolico, idrico e biomasse rendendo lettera morta la legge approvata dal governo Prodi che li incentiva.
E anzi si vocifera che se e quando questi decreti saranno approvati sarà comunque cancellato l’obbligo di rifornire gli impianti a biomasse (scarti di legno, immondizia organica, oli vegetali, letame, vegetali umidi) con materiali vegetali provenienti da una distanza non superiore ai 30 km (filiera corta). In questo modo si aprono le porte agli speculatori disposti ad affamare il terzo mondo per sostituire il petrolio trasformando in carburante il cibo e si chiude la possibilità di sviluppare aziende agro-energetiche sul territorio nazionale e di avviare un vero riciclaggio dell’immondizia organica. Diventerà più conveniente importare olio di palma ottenuto convertendo altre coltivazioni essenziali per l’alimentazione dei paesi poveri.
Il governo Berlusconi non ha aggiornato i criteri per ottenere il riconoscimento dei Titoli di Efficienza energetica che premiano oggi chi diffonde lampadine ad alta resa, riduttori di flusso ma non chi installa illuminazione pubblica a led o impianti geotermici di climatizzazione impedendo così a molte aziende italiane di percepire i vantaggi derivati dalla vendita di questi Titoli sul mercato internazionale. Soldi che non deve tirare fuori lo stato italiano e che arriverebbero nelle tasche dei comuni e degli imprenditori virtuosi.
E non sono stati sbloccati i 150 impianti fotovoltaici che sono stati assurdamente bocciati per un cavillo tecnico: un ritardo anche solo di 1 ora nell’invio di una raccomandata. Impianti perfettamente in regola e funzionanti, bloccati dal deliro burocratico.
Centinaia di migliaia di euro buttati via, una punizione draconiana per cittadini che hanno la colpa di aver fatto del loro meglio per risparmiare energia ma che hanno commesso una dimenticanza burocratica.
Infine non sono stati attivati sistemi per il recupero dell’olio fritto che potrebbe confluire, come accade in Germania, in un circuito di riciclo per ottenere bio carburante. Ad esempio presso i distributori di benzina sono presenti campane dove i cittadini possono versare l’olio fritto ottenendo uno scontrino che permette uno sconto nell’acquisto del carburante. Una quantità di olio che si aggira intorno alle centomila tonnellate all’anno. Possiamo permetterci di continuar a buttare via anche questa ricchezza?

A nostro avviso queste scelte non possono che avere effetti tragici sull’ambiente e la nostra economia.
Invitiamo tutti gli italiani che hanno capito la gravità della direzione intrapresa da Berlusconi a dar vita a iniziative concrete.
Innanzi tutto facendo girare queste informazioni.
Vi invitiamo a pubblicare questo appello sui vostri blog insieme al banner di questa campagna che trovi qui sotto.
Il primo alleato del governo in queste scelte scellerate è il silenzio.

No al suicidio energetico!

IL GOVERNO BERLUSCONI CONTRO LE FONTI RINNOVABILI E L’EFFICIENZA ENERGETICA

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No al suicidio energetico!

QUALCHE COSA INIZIA A MUOVERSI!!!! Ripubblico qui il commento pubblicato da Fabio (grazie) La domanda che mi pongo è: sarebbe legale che lo stato prima mi fa spendere i soldi per migliorie ecologiche e poi quando faccio le miliorie cambia la legge e non mi dà più i soldi? A me sembra fuori da ogni criterio legislativo. C'è un avvocato che ci capisce qualche cosa?

Ripubblico un post appena inviato su FabioNews:

http://www.obiettivo.info/FabioNews/View.php?id=4907

 

Comincio io - ecologia ambiente - politica italiana
Iniziano ad arrivarci le prime segnalazioni su iniziative per contrastare il taglio della detrazioen del 55% (per ristrutturazioni ambientali).
Sottolineo come la forza "mediatica" sia determinate anche per quest ebattaglie: ieri tutti parlavano dell'aumento dell'iva al 20% per le PayTv (grazie alla forza dei media di Murdoch)e nessuno del taglio del 55% anche se ben piu' grave coem provvedimento.
Anche per questeo e' necessaria una nostra mobilitazioen dal basso in prima persona...
Ciao
Fabio

Scrivi anche tu al Governo cliccando sul sito :
http://www.governo.it/scrivia/scrivi_a_trasparenza.asp,  chiedi spiegazioni e l'immediata cancellazione dell'art. 29 inerente agli sgravi degli interventi di riqualificazione energetica sugli edifici.

Fac simile da scrivere nel testo:
Vorrei avere spiegazione scritta dei motivi che hanno portato ad approvare l'art 29 del decreto legge n.185 del 28 novembre  08. Esso rende più difficile e meno efficace l'accesso agli sgravi al 55% degli interventi di riqualificazione energetica sugli edifici. Essendo una delle pochissime iniziative concrete
fatte dal Governo per risparmiare energia e rispettare gli impegni presi con il protocollo di
Kyoto, chiedo che l'iniziativa venga ripristinata. grazie

Roma, 2 dicembre 2008      Comunicato Stampa 

 
 
 
 
 

In piazza per il clima e per i diritti dei cittadini
Assolterm (associazione operatori del solare termico) e Legambiente
in piazza con i cittadini, le aziende, le associazionicontro il provvedimento che taglia gli incentivi del 55% per le fonti rinnovabili e il risparmio energetico
 

 

l’11 Dicembre appuntamento alle 11,00 davanti a Palazzo Chigi  

 

In Piazza per chiedere di ritirare un provvedimento devastante per il settore delle rinnovabili e del risparmio energetico, che danneggia le famiglie e condanna al fallimento la lotta ai cambiamenti climatici.

 

Assolterm (associazione degli operatori del solare termico) e Legambiente convocano per il prossimo 11 Dicembre alle 11,00 un’iniziativa di mobilitazione per fermare quanto previsto dall’articolo 29 del decreto legge 185/2008 approvato venerdì scorso dal Governo.

 

Un provvedimento deleterio per il clima, per le imprese e per i cittadini, che rende più difficile la possibilità di usufruire dello sconto del 55% su Irpef e Iras per gli interventi di riqualificazione energetica grazie ad un complicato iter burocratico per accedere agli sgravi, un limite stabilito per la copertura economica che non garantisce l’accesso all’incentivo, un sistema di presentazione delle richieste confuso e incerto.

 

La norma, retroattiva, andrà anche a colpire coloro che hanno già realizzato o prenotato gli interventi di risparmio ed efficienza nel 2008, e questo aprirà la strada a una valanga di ricorsi da parte di chi vorrà veder rispettato quanto prevedeva la normativa.  

 

“Facciamo sentire forte la nostra voce – hanno dichiarato Legambiente e Assolterm –. Sosteniamo le fonti rinnovabili e il risparmio energetico. Mentre l’Unione Europea si appresta ad approvare definitivamente il Pacchetto Energia e Clima, e a Poznan si svolge la Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, l’Italia s’impegni e faccia la sua parte, a cominciare dalla revisione completa del decreto legge 185/2008 approvato venerdì scorso dal Governo”. 

 

L’iniziativa è aperta a tutti. Per aderire: Legambiente (www.legambiente.eu) e Assolterm (www.assolterm.it). 

 

L’ufficio stampa Legambiente (06.86268353-76 -79-99)

 

Servizio di informazioen personalizzabile e partecipativo www.obiettivo.info/FabioNews


Energia fotovoltaica perpetua (ecologia estrema)

Nel camposanto di Santa Coloma de Gramenet, vicino a Barcellona, il Comune ha installato 462 pannelli solari fotovoltaici.
Produrranno energia elettrica sufficiente per i consumi annuali di 60 palazzi, risparmiando cosi' all'atmosfera 62 tonnellate di Co2.
Secondo Esteve Serret, direttore dell'azienda che gestisce il cimitero, “il miglior omaggio che possiamo fare ai nostri antenati, di qualsiasi credo siano, e' di generare energia pulita per le nuove generazioni”.
Per fortuna non hanno fatto un impianto a biomasse!

Nel video i pannelli solari al mirtillo: una tecnologia che contiene i costi di produzione e riproducibile su ampia scala.

Categoria Buone notizie video
Temi: ecologia, futuro, industria, risparmio energetico, salute


Un pick-up e un furgonato completamente elettrici prodotti a Palermo!

Categoria Video Buone Notizie

Il costituendo gruppo d'acquisto per l'auto elettrica ha fatto un passo in avanti proprio nel giorno della vittoria di Obama (sincronicità?). Grazie a un messaggio postato nel blog sono entrato in contatto con Marc'Alberto Di Marco presidente della cooperativa Seca che ha omologato e commercializza da alcuni anni un mezzo completamente elettrico. stamattina ho parlato per un'ora abbondante con Di Marco sulla possibilità che loro producano anche mezzi modificati e il discorso apre molte possibilità. Vedremo... Intanto eccovi un video che presenta i mezzi e ne specifica le caratteristiche. Il link del sito è http://www.secaauto.com/

 

Ecco il riassunto dei dati del mezzo, segnalazione apparsa sui commenti a questo blog, dalla quale è partito il contatto: Mi presento: sono un ingegnere meccanico che si occupa di energie alternative a 360°.Tra le altre cose, collaboro con una società di Palermo che costruisce AUTO ELETTRICHE 100% italiane. La società si chiama SECA AUTO, e dal 2003 produce veicoli commerciali leggeri (omologati come quadricicli da trasporto) con caratteristiche similari a quelle da voi richieste: - Autonomia 100 km - velocità oltre i 50 kmh - ricarica in 8 ore - basso costo delle batterie - prezzo 15.000 euro +iva I dettagli li potete trovare sul sito www.secaauto.com Ma non finisce qui: attualmente stiamo sviluppando un modello di veicolo ibrido ed una versione "cittadina" del modello pick-up, per cui si potrebbe cogliere l'occasione per mettere a punto un modello con le caratteristiche da voi richieste, nel momento in cui un certo numero fosse concretamente interessato all'acquisto. La SECA possiede già un'omologazione europea per i suoi modelli (ed è quello che conta veramente in una società di produzione di veicoli) e, a differenza di altri modelli presenti sul mercato, le sue auto non sono adattamenti di auto con motore a benzina in auto elettriche, ma VEICOLI ELETTRICI PROGETTATI COME TALI, infatti, caso unico nel mercato, l'auto è stata disegnata attorno al vano BATTERIE, le quali sono ESTRAIBILI in 5 minuti, e quindi anche sostituibili (è come ricaricarle del 100% in 10 minuti). Altro vantaggio per la vostra iniziativa, è che l'officina, i tecnici e gli ingegneri già ci sono, per cui si pagherebbe solo il costo di progettazione e costruzione dell'auto, con un enorme risparmio sui costi e sui tempi (potreste avere un modello già omologato in pochi mesi o un nuovo modello entro un anno). Penso sia troppo lungo riportare tutti i dettagli in questo post, però se pensate che ci siano i presupposti per lavorare insieme potete scriverci all'indirizzo info@secaauto.com.


Electric Mini Cooper

La BMW ha annunciato che al salone dell'auto di Los Angeles di novembre presentera' una nuova versione della Mini, alimentata da un motore elettrico.
Da 0 a 100 km/h in 8,5 secondi, velocita' massima di 152 km/h e un'autonomia delle batterie di circa 200 km.
(Fonte: Motorionline.com)

Fonte imm


12 mesi prima dell'inizio della crisi del petrolio? Tocca preparare la transizione!!!

Fiato sul collo

Qui a Alcatraz è appena finito il primo convegno italiano sulla TRANSIZIONE. E' stato molto interessante.
L'idea è semplice: siamo in una grande crisi finanziaria e energetica. Il petrolio che resta nei giacimenti è sempre di meno, sempre più sporco, sempre più in profondità, quindi più caro da estrarre e raffinare. Fra poco (dire esattamente quanto in realtà è difficile, c'è chi dice un anno...) entreremo in una fase di verticalizzazione del costo del carburante e dell'energia elettrica e quindi la nostra società entrerà in una fase ben più grave di crisi.
Il Movimento delle città in transizione (TRANSITION) è NATO IN INGHILTERRA SOLO 2 ANNI FA, e già coinvolge alcune centinaia di città in Irlanda, Canada, Usa, Cile, Australia. Il movimento non è un partito e definisce se stesso come una scatola di strumenti. Si tratta sostanzialmente di un sistema per formare tecnici capaci di organizzare nella loro realtà (quartiere o cittadina) tutte quelle misure che possono ridurre i danni di un brusco cambiamento energetico. Danni che potrebbero essere enormi se non ci si organizza per tempo. Il movimento della transizione è un'organizzazione politica di tipo completamente nuovo, almeno su vasta scala. Si tratta di persone che si scambiano esperienze pratiche, Ogniuno può avere nuove idee che vengono assorbite dalla rete e riproposte nella formazione di nuovi Militanti-tecnici della transizione.
Questo aspetto tecnico è essenziale perché non si tratta di andare a convincere le persone di un'idea ma organizzare in pratica tantissime attività CONCRETE (vedi appendice).

Il convegno ha quindi seguito la via della concretezza, si è iniziato a vedere in dettaglio quali sono i problemi, quali i metodi più efficaci, sperimentati, per aiutare una comunità a intraprendere il percorso della transizione. Si è parlato di monete alternative, energia, orticoltura, permacultura, comunicazione, modelli organizzativi, gruppi di acquisto, autocostruzione di case ecologiche.
Mi è piaciuto molto il fatto che gli inglesi ritengono centrale la socializzazione, il gioco, l'amore e il benessere. L'aspetto emotivo e la socialità sono considerati altrettanto importanti delle questioni energetiche o finanziarie... Inoltre l'organizzazione, essendo una rete che affronta questioni pratiche che coinvolgono molti, non prevede nessun tipo di leader o di struttura piramidale. Non esiste neppure una linea politica centralizzata o passaggi obbligatori. Il centro del metodo di lavoro proposto sta nell'inventare in ogni posto modalità che si adattino perfettamente alla situazione particolare, quindi non vi è nulla che viene esportato in modo meccanico. Inoltre il metodo proposto si basa sull'obiettivo di coinvolgere le persone a inventarsi nuove maniere per stare bene consumando il minimo. Non si chiede alle persone di votare una mozione ma di fare, casa per casa, il meglio che viene in mente cercando di imparare dagli altri e insegnare agli altri.
Il movimento della transizione in realtà è un incubatore, un propulsore iniziale che lavora per essere sostituito dalle persone che fanno parte dei gruppi locali e che comprano, vendono, producono e consumano cercando di spostare la loro economia personale sempre più verso l'energia verde.
Si tratta di un processo talmente complesso e differenziato casa per casa, e talmente affidato alla fantasia che. nessuna organizzazione può pensare di controllarlo, ingabbiarlo o anche semplicemente metterci la bandiera sopra.
Il movimento della transizione è quindi un facilitatore di un processo oggi indispensabile: lasciare il petrolio. Il movimento cerca di rendere più efficiente questa transizione offrendo strumenti, informazioni, formazione e raccogliendo e ridistribuendo notizie su nuove idee che da qualche parte hanno funzionato e che altrove potrebbero essere riutilizzate o diventare punto di partenza mentale per idee ulteriormente nuove da sperimentare.
Questa concezione è talmente forte nell'impianto ideologico del gruppo fondatore inglese, che è stata inserita nel decalogo dei principi operativi basilari laddove si dice che una volta partito il processo i militanti devono saper LASCIAR CORRERE accettando che la fantasia popolare prenda strade diverse da quelle che essi avevano previsto. Il processo della transizione è efficiente al massimo grado quando sa coinvolgere veramente una gran parte degli abitanti di una cittadina e quando questo succede veramente la gente ti stupisce perchè il popolo ha una fantasia enorme. Potere della socializzazione.
Affascinante anche il sistema di discussione e gli esperimenti sulla comunicazione all'interno di un gruppo e sui processi decisionali che fanno parte del trainig di formazione per chi vuole impiantare un esperimento a casa propria con i suoi vicini. Molto innovativi: sposano le più moderne metodologie della psicologia e della motivazione aziendale a pratiche new age. Assolutamente nuovo! Tanto per fare un esempio i manuali per gli attivisti prevedono una parte che classifica le reazioni psicologiche di fronte alle proposte e individua precise strategie comunicative da utilizzare per comunicare con persone che hanno diversi livelli di consapevolezza. In pratica nelle esperienze sul campo si è ad esempio lavorato molto sui bambini delle scuole coinvolgendoli in giochi che li portavano poi a porre dei problemi ai genitori.
Oppre si coinvolgono gli anziani chiedendo loro di insegnare ai giovani come si faceva quando certi materiali e certi prodotti non c'erano. Altra grande attenzione si pone alla formazione di artigiani capaci di riparare elettrodomestici o di produrre su piccola scala beni essenziali per la comunità.

Il convegno si è chiuso con la decisione di fondare un'associazione italiana gemellata con quella internazionale.
AUGURI!!!

Segue articolo sulla transizione.

NOTA: E' STATO SPOSTATO A BOLOGNA IL CORSO SULLA TRANSIZIONE del 17-19. Questo seminario ha l'obiettivo di formare dal punto di vista pratico Operatori della Transizione. Riservato a sole 22 persone. Il corso si terrà in italiano con l'intervento di esperti inglesi. Per saperne di più: http://ioelatransizione.wordpress.com

Ecco il movimento dei comuni che si danno strumenti concreti per affrontare l’emergenza.

IL MOVIMENTO DELLA TRANSIZIONE.
E’ partita dall’Inghilterra l’esperienza concreta della creazione di nuove forme di economia locale.
Un movimento che si pone innanzi tutto il problema di organizzare l’autodifesa economica, energetica e alimentare contro la crisi del sistema petrolio.
E’ necessario che anche in Italia il Movimento metta al primo posto la TRANSIZIONE dal sistema del petrolio al sistema del buon senso. In diversi Paesi industrializzati in molti hanno gia' fatto questa scelta. Centinaia di piccoli comuni stanno gia' convertendo la loro economia. In Italia si parla soprattutto di organizzare cortei.

Perche' abbiamo bisogno subito di un movimento che organizzi la transizione.
Un anno fa il petrolio stava a 70 dollari al barile, oggi il prezzo del petrolio si aggira intorno ai 140 dollari: e' raddoppiato. Le derrate alimentari sono aumentate del 12-14%.
Sul mercato dei future gia' si scommette sul prezzo del petrolio a 200 dollari a barile entro la fine del 2008. e' importante comprendere che la nostra economia, il nostro stesso sistema sociale, non può reggere un prezzo del petrolio a 140 dollari e tantomeno a 200 dollari al barile. L’effetto di questo aumento del petrolio non si e' ancora visto perche' il mondo e' pieno di merci prodotte quando il petrolio era a 18, a 30, a 70 dollari al barile.
PER LEGGERE TUTTO CLICCA "LEGGI TUTTO" QUI SOTTO SCRITTO IN ROSSO

Se a questi fatti aggiungiamo la crisi finanziaria e l’aumento dell’inquinamento e del consumo di petrolio in Cina, India, Indonesia e altri paesi emergenti nei prossimi mesi, abbiamo un quadro esplosivo. La crisi economica che, salvo miracoli, dovremo affrontare entro l’inizio del 2009 rischia di mettere in ginocchio l’economia e di colpire brutalmente i lavoratori.
Ascolto il Letta di sinistra su La7 che parla della crisi imminente e non dice nulla di praticamente utile: l’inflazione concordata, sulla quale si muoveranno gli adeguamenti all’inflazione degli stipendi e' troppo bassa rispetto all’inflazione reale. Parole sante ma affrontiamo un’inondazione con una racchetta da tennis e un secchiello.
In Inghilterra invece e' nato un movimento che cerca di combinare qualche cosa di concreto per ammonticchiare sacchetti di sabbia cosi' da rafforzare gli argini dell’economia del popolo contro l’inondazione. L’obiettivo dichiarato e' quello di creare un ammortizzatore contro una crisi che potrebbe essere violenta come quella del 1929.

Che cosa realizza in concreto il Movimento della TRANSIZIONE.
L’idea essenziale da cui parte questo movimento e' che le comunita' locali hanno una grande potenzialita' di cambiamento: e' possibile razionalizzando le economie locali in modo da creare benessere.
Questo movimento non ha nella sua agenda l’organizzazione di proteste di piazza, ne' lo sviluppo di una semplice mobilitazione di opinione. Questo movimento ORGANIZZA LA TRANSIZIONE DI PICCOLE COMUNITA’ su scala comunale o di quartiere. E la cosa incredibile e' che dopo appena due anni dall’inizio del Movimento sono gia' centinaia le comunita' che hanno iniziato la loro TRANSIZIONE.
La strategia della transizione si basa su 5 linee di azione che ogni singola comunita' mette in pratica adattandole alla sua particolare situazione (che mille fiori fioriscano!).

1- La rilocalizzazione delle risorse fondamentali della comunita' (cibo, energia, edilizia, sanita', oggetti d’uso primario).
Si tratta di analizzare le ricchezze della propria comunita' e costruire un piano di transizione che miri al massimo dell’autonomia. Ad esempio a Totnes, ridente citta' del sud ovest dell’Inghilterra, sull’estuario del Dart, dove da decenni si sono piazzate alcune comunita' ecologiste, si e' riusciti a coinvolgere buona parte della popolazione in un’impresa colossale. Si sono sviluppati orti familiari su terreni pubblici e privati, sono stati piantati un gran numero di alberi fruttiferi (noci, castagni) nei parchi pubblici e nei viali, i balconi delle case sono diventati orti pensili, si sono sviluppate fattorie collettive nelle campagne intorno alla citta', i contadini, gli artigiani e le piccole imprese sono state incoraggiate a produrre tenendo conto dei consumi locali più che dell’esportazione. Oggi circa il 60% del cibo che si consuma in citta' e' ormai prodotto localmente. E contadini, artigiani e imprenditori si sono resi conto di quanto sia vantaggioso sviluppare prodotti che possono essere venduti direttamente sul posto senza dover essere gravati dei costi dei sistemi di distribuzione e trasporto a lungo raggio. Si passa direttamente dal produttore al consumatore saltando gli intermediari e smettendo di bruciare carburanti fossili.
La rilocalizzazione prevede poi di intraprendere una serie di iniziative che valorizzino la ricchezza di merci e di prodotti sul territorio. Le nostre comunita' sono piene di ricchezze lasciate ammuffire. La semplice organizzazione di mercati dell’usato e del baratto permette di reperire quantita' enormi di tutti i beni primari. Abbiamo vestiti, forchette, frullatori, scarpe, mobili, lenzuola, pentole e cacciaviti sufficienti per i nostri bisogni per i prossimi 100 anni almeno. Per decenni la societa' dei consumi ci ha indotto a comprare il superfluo e ad ammassarlo in armadi, cantine e soffitte. Tiriamoli fuori.
Analogo effetto di EMERSIONE DELLA RICCHEZZA lo avrebbe l’organizzazione di piccole imprese che si dedichino alla riparazione in loco degli elettrodomestici e al riciclo di moltissime merci che attualmente ci limitiamo a buttare via, magari solo perche' hanno un graffio. Chi come me e' appassionato a fare il giro dei cassonetti e a caricarsi in macchina poltrone e tavolini, ha idea del ben di Dio che la gente butta via insensatamente.
Rilocalizzare la produzione e' un’azione essenziale nel processo di transizione dall’economia del petrolio all’economia verde. Solo se i beni di prima necessita' saranno disponibili abbondantemente sul territorio eviteremo che la popolazione possa risentire oltremodo della crisi.

2- La ricostruzione di un florido sistema economico locale (chi gode dei soldi che guadagni?)
La ricchezza delle comunita' si misura con due criteri: quanti beni autoproduce e come gestisce la propria ricchezza finanziaria.
Consociazione degli acquisti.
Innanzi tutto la semplice consociazione degli acquisti di beni e servizi può incrementare la ricchezza dei cittadini. Comprare tutti insieme cibo e beni essenziali vuol dire risparmiare. Comprare collettivamente auto vuol dire poi poter scegliere di organizzare a livello locale la conversione di auto a benzina in auto elettriche o alimentate dal gas prodotto localmente con biodigestori o gassificatori di scarti vegetali secchi. Comprare insieme telefonia può portare a creare reti wimax locali…
Investire localmente!
Una quota enorme del risparmio delle famiglie e degli utili delle imprese locali viene oggi investito in titoli di stato, fondi investimento o azioni di imprese lontane centinaia o migliaia di chilometri dal luogo dove viviamo.
La prima azione su questo fronte e' quella di utilizzare il denaro degli abitanti di un comune per arricchire il luogo dove vivono. Investiamo i soldi qui, dove vediamo che uso ne viene fatto e possiamo essere più sicuri di non cadere nella rete dei furbi.
Ad esempio, possiamo creare un sistema nel quale i risparmi dei cittadini vadano a finanziare la costruzione o l’acquisto di case che verranno riscattate dagli inquilini tramite una rata di poco superiore a quella di un semplice affitto. In questo modo i nostri soldi sappiamo esattamente dove sono e a cosa servono. E aiutando tutti i miei concittadini ad avere una casa di proprieta' do una mano a rendere più florida la mia comunita', più sicure le economie familiari, meno probabile l’esplodere della violenza legata alla disperazione economica.
Oppure posso investire nello sviluppo di una rete di impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili che renda autosufficiente il territorio. E ancora posso investire nel miglioramento delle case dal punto di vista del risparmio energetico: isolamento dei tetti, tripli vetri, muri coibentati. Oppure posso ottenere di far risparmiare a tutti somme enormi con il teleriscaldamento (ogni abitazione ha un contatore del calore consumato e paga solo quello). E ancora, consociando i consumi e la produzione di elettricita', posso creare un sistema nel quale ogni famiglia possa vedere quanto costa l’energia elettrica nelle varie ore del giorno sul mercato nazionale. In questo modo posso vendere l’energia autoprodotta nelle ore nelle quali costa di più e consumarla quando vale di meno. E posso anche dotare le singole case di elettrodomestici intelligenti che entrano in funzione quando l’energia costa meno (la lavapiatti si mette a lavorare di notte per conto suo, dopo aver controllato le quotazioni di mercato).
Un altro aspetto essenziale della creazione di economie locali solide e' la creazione di monete locali.
Le monete locali permettono di creare meccanismi di doppio prezzo: se spendi denaro locale hai uno sconto sulle merci.
Il sistema del denaro locale può inoltre agire in sinergia con il sistema delle Banche del Tempo, grazie alle quali si può pagare un bene o un servizio tramite ore lavoro che diventano moneta locale che compra altre ore di lavoro. Cosi' il pasticcere paga le lezioni di matematica per il figlio realizzando una torta per una persona che dipinge la casa di una persona che ripara la lavatrice al professore di matematica.
La potenzialita' delle banche del tempo e' stata ampiamente dimostrata durante la crisi economica argentina. Milioni di persone organizzarono la loro economia su queste basi.

3- La riqualificazione delle persone (quante cose sai fare che sono utili alla tua comunita'?)
Si tratta di realizzare un’analisi dei bisogni della comunita' che potrebbero essere soddisfatti in modo autonomo e vedere in quali settori converrebbe avere più artigiani e professionisti. Quindi bisogna organizzare la formazione di queste professionalita' riqualificando disoccupati e persone che al momento sono costrette ad andare a cercare lavoro altrove.
Una seconda iniziativa dovrebbe incentrarsi sulla valutazione di quali merci e servizi potrebbero essere prodotti localmente ed esportati nelle immediate vicinanze. Nel caso dei servizi che possono essere offerti via internet questo fattore della distanza diventa irrilevante. Sollecitare e sostenere la creativita' della gente in questa direzione potrebbe essere una fonte di ricchezza e solidita' per la comunita'. Oggi in Italia molti servizi non esistono proprio. Ad esempio, sarebbe utile per tutti se esistessero, come accade nei paesi anglofoni, imprese che forniscono informazioni di tutti i tipi a pagamento. Potrebbero poi nascere societa' che offrano un servizio di assistenza legale, finanziaria, edilizia, culinaria, scolastica e valutazioni sulla qualita' dei prodotti e i loro prezzi. In Italia esistono associazioni benemerite come Altro Consumo che informano sulla qualita' dei prodotti ma non esiste un numero di telefono al quale posso chiamare mentre sto comprando un cellulare per avere consigli immediati senza dovermi andare a studiare tutto in rete (c’e' un problema di interfaccia utente-servizio).
Ci sono decine di professioni che oggi si possono esercitare sul web: grafico, web master, correttore di bozze, insegnante, psicologo, scrittore commerciale, ricercatore, segretario. Ma intraprendere queste attivita' non e' possibile per i molti italiani che non hanno dimestichezza con la rete. Costituire portali dei Comuni che aiutano i cittadini a proporre in rete le proprie competenze professionali potrebbe sviluppare la soddisfazione di molti e la solidita' economica della comunita'.
Si tratta solo di piccoli esempi di quel che si potrebbe fare nel settore del telelavoro che oggi nel mondo impegna milioni di persone mentre in Italia e' solo agli albori.

4- La riduzione del fabbisogno energetico e l’uso attento delle risorse.
Razionalizzare la produzione e il riciclaggio dei rifiuti. Ad esempio, organizzando che nei negozi siano disponibili prodotti sfusi e alla spina.
La gestione razionale dell’immondizia e' in molte citta', anche grandi, una fonte di guadagno. Alimenta imprese che si dedicano al riciclaggio e permette di produrre energia elettrica e calore dal gas.  Questa soluzione sfrutta l’esistenza di meravigliosi batteri che si mangiano con volutta' il pattume biologico e gli escrementi umani e animali all’interno di grandi silos. I batteri dopo aver mangiato scoreggiano in modo selvaggio e le loro scoregge, adeguatamente filtrate, diventano gas combustibile che alimenta generatori di corrente. Il calore che viene prodotto in questo processo serve poi per alimentare sistemi di teleriscaldamento. Esistono ormai migliaia di digestori di biogas realizzati in tutto il mondo. In Italia pochissimi.
Razionalizzazione dei consumi energetici: organizzare il risparmio energetico casa per casa (abbiamo gia' accennato all’autoproduzione di energia e all’isolamento termico) e' una fonte enorme di denaro risparmiato e migliora la qualita' della vita e dell’aria. E da' un maggiore confort: ad esempio, siamo abituati ad aprire l’acqua calda per farci la doccia e poi dobbiamo brigare per aprire al punto giusto anche la fredda per evitare di scottarci perche' i sistemi domestici di produzione di acqua calda alimentati a gas o elettricita' non permettono una regolazione efficiente della temperatura dell’acqua in uscita. I sistemi di teleriscaldamento e di produzione di acqua calda con pannelli solari termici invece permettono di avere acqua calda esattamente alla temperatura che si preferisce.
Un altro settore riguarda la costruzione di servizi di condivisione e consociazione. Mille famiglie che oggi possiedono mille lavatrici potrebbero risparmiare un pozzo di soldi creando centri dove si può lavare, asciugare e stirare collettivamente. Otterrebbero tecnologie più efficienti e veloci a costi dimezzati. Vestiti e biancheria più pulita a minor prezzo e più rapidamente. In tutto il nord Europa la maggioranza delle famiglie usa da decenni lavanderie di caseggiato o di strada.
Ma affrontare la programmazione ecologica del territorio di una comunita' permette anche un’analisi dettagliata delle risorse disponibili, delle aree da bonificare, delle zone da convertire a bosco, a culture alimentari ed energetiche (biomasse) in modo che i cittadini ottengano un ambiente migliore dal punto di vista della salute, del benessere, dello svago e dell’autosufficienza.

5- Ma l’effetto combinato di tutte queste iniziative e di altre che la fantasia popolare sapra' elaborare, va oltre i singoli risultati. Mettere in pratica queste misure sociali ed economiche non crea solo benessere. Innesca anche una rivoluzione culturale. Come dice Cristiano Bottone, uno degli alfieri del movimento della transizione in Italia, quello che cerchiamo e': “Una rivoluzione che nasce dal basso, un percorso in cui la comunita' individua e attua le soluzioni che ritiene più efficaci e progetta il proprio futuro partendo da piccoli gruppi di cittadini”.

Costruiamo in Italia il movimento della Transizione!
L’Italia, che verra' colpita da una crisi economica ancor più grave che altrove grazie al dominio di una casta di politici irresponsabili, ha urgente bisogno che si sviluppi un movimento di comunita' che inizino a realizzare un percorso di transizione verso l’economia verde.
L’organizzazione di un simile movimento pone problemi ben differenti dall’organizzazione di un comitato locale di difesa dell’ambiente o per l’organizzazione di attivita' politiche o culturali.
La cosa che mi piace in particolare del Movimento per la Transizione e' che gli inglesi lo hanno organizzato come una vera e propria impresa che forma quadri in grado di replicare le esperienze consolidate e idearne altre. La formazione tecnica e' indispensabile per poter affrontare i problemi complessi che i 5 punti del programma della Transizione prevedono. Rendere più autosufficiente, razionale, solidale ed efficiente una comunita' non e' una questione che si affronta con le tradizionali chiacchiere da sede politica.
Bisogna avere capacita' di comunicare, organizzare, progettare strutture economiche che poi stiano in piedi.
Vogliamo quindi muoverci in due direzioni: un convegno nazionale che permetta l’incontro di tutti coloro che in Italia si stanno interessando alla Transizione e un primo corso per OPERATORI DELLA TRANSIZIONE.

Convegno a Alcatraz (26-28 settembre). In questo convegno vorremmo confrontarci con le comunita' locali che hanno gia' intrapreso percorsi analoghi (comuni Virtuosi, gruppi di gestione di monete locali, gruppi di acquisto, Gas, eccetera) e con singoli che vogliono dar vita a esperienze simili.

Si trattera' non di un semplice dibattito ma di un incontro di formazione nel quale i singoli gruppi porteranno l’esperienza pratica realizzata fornendo le chiavi tecniche per replicarla.

Dal venerdi' alle ore 21,30 alla domenica alle ore 16. Il costo e' di euro 250 in sistemazione base (camera a più letti).

Corso per Operatori della Transizione
Il 17/18/19 ottobre stiamo invece organizzando il primo Training per la Transizione in territorio italiano. Un corso riservato a sole 22 persone. Il corso verra' tenuto da formatori provenienti dal Transition Network e sara' in lingua italiana. Lo scopo e' di formare dal punto di vista tecnico e organizzativo coloro che hanno intenzione di dar vita a iniziative locali di Transizione. >PER APPROFONDIRE:

Visita il blog di Cristiano Bottone sulla Transizione
http://ioelatransizione.wordpress.com/

Video sulla transizione
http://ioelatransizione.wordpress.com/filmati/

Cos’e' la transizione
http://ioelatransizione.wordpress.com/cose-la-transizione/

Cacao Settimanale at 30 Lug 2008
http://www.jacopofo.com/movimento-della-transizione