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Cos'hai da fare di meglio che scrivere un romanzo con me?

Laboratorio collettivo sui Seminole: ad Alcatraz, dall'11 al 14 novembre 2010. Per maggiori informazioni clicca qui

Seconda diretta (è divisa in due filmati)

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Prima web diretta dalla Florida con Vania e Claudia

 

Jacopo Fo spiega il perché di questo viaggio alla scoperta dei Seminole

 

 

Ho quasi 55 anni e ho 10 grandi romanzi storici da scrivere.
Storie grandiose di persone incredibili che si sono rifiutate di accettare una realta' ingiusta e hanno vinto.
Voglio raccontare gli amori di questa gente, la passione e come siano nate le idee che li hanno portati a vincere.
Voglio scrivere dei grandi mattoni da 600 pagine, di quelli che ti tengono incollati alle pagine. Voglio che migliaia di persone sappiano un pezzo di storia che nessun film di Hollywood ha mai raccontato.
Mi sono fatto due conti, ho da scrivere 6000 pagine.
E mi ha preso la paura di non riuscirci.
Allora ho pensato che sarebbe divertente scrivere un romanzo in gruppo.
Ci sono gia' state esperienze simili e hanno funzionato.
Ti interessa?

Non so come si puo' fare.
Iniziamo con un esperimento.
Ho scritto il trattamento della storia, la struttura. 
Discutiamone.
Come la impostereste la storia?
C'e' qualcuno che e' ferratissimo nelle ricerche? Chi adora scrivere storie d'amore? Un africanista che sa tutto della deportazione degli schiavi?
Vediamo se viene fuori un modo di collaborare. Poi, definita la storia piu' dettagliatamente, iniziamo a scrivere i capitoli. Ognuno ne scrive uno. Poi li discutiamo, li riscriviamo e li ridiscutiamo fino a che viene fuori qualche cosa di buono.

Disegni foto, video, racconto orale.

Allora la prima storia e' questa.

Africa. 1785. Un villaggio di neri matriarcali. Stanno preparando la festa piu' importante dell'anno. Una ragazza dopo alcuni giochi di corteggiamento si apparta con un giovane e fanno l'amore. (come si chiama una ragazza africana di una tribu' matriarcale africana? In Africa in che area vivevano?)
Arrivano gli schiavisti (chi sono?) che ne catturano molti, li deportano in Virginia.
La ragazza viene anche lei fatta schiava. Lei e' una apprendista sciamana, arriva in America e da alla luce un bimbo, John Horse.
(vedi http://en.wikipedia.org/wiki/Black_Seminoles

e il sito dedicato http://www.johnhorse.com/trail/01/c/14.htm)

Nella terra Seminole si formano delle comunita' di neri fuggiti allo schiavismo. John Horse e la sua famiglia fuggono da una piantagione e vanno a vivere in uno di questi villaggi.
Scoppia la prima guerra contro gli schiavi fuggiti e i Seminole, con il massacro di centinaia di marrones (Schiavi fuggiti), asserragliati in un fortino. Jonh Horse e' ancora un ragazzo...

John Horse diventa famoso per il modo nel quale prende in giro i bianchi. Ad esempio riesce a vendere al colonnello Brooke 30 volte due tartarughe d'acqua, rubandogliele ogni notte per rifilargliele il giorno dopo. (Trovare altre storie di John Horse, era uno che si divertiva a fare scherzi che sono diventati leggendari, e' una specie di Pulcinella Guerriero).
E' una specie di Pasquino, i suoi lazzi entusiasmano i neri e gli indiani.

Jonh Horse diventa poi un allevatore, si sposa, possiede 90 bovini e un pezzo di terra. E' un benestante fino a quando gli europei dichiarano guerra un'altra volta alle comunita' libere di marrones (schiavi neri fuggitivi). 

Poi diventa uno dei capi del consorzio di tribu' nere e indiane che si uniscono nella nazione Seminole (precisare il rapporto).
Horse, quando la Seconda Guerra Seminole e' ormai imminente gira per la Florida e grazie alla sua notorieta' contribuisce molto a reclutare 300 schiavi che fuggono dalle piantagioni e si uniscono ai ribelli.
In battaglia continua a comportarsi come un pazzo esponendosi a grandi rischi (cercare racconti).

Storia d'amore.
Chi e' la moglie? Dove si conoscono? Con che rito si sposano?
Che succede nel loro rapporto?
Hanno figli?

Altre storie collaterali.
Oceola e' un mix tra indiani, irlandesi, neri e vari meticci.
Sua moglie e' una nera che viene rapita dai bianchi.
(che fine fa? Lui riesce a liberarla?)
Famoso il suo gesto di piantare un coltello sul foglio del trattato di deportazione proposto dal governo dei bianchi durante la Seconda Guerra Seminole.

All'inizio della Seconda Guerra Seminole Oceola vendica il rapimento di sua moglie uccidendo il responsabile insieme ad altri europei.

Battaglia
All'inizio della Seconda Guerra Seminole fanno fuori 102 soldati, un'intera compagnia, probabilmente attirati in una trappola.
Ma la guida indiana anche decenni dopo i fatti, continuava a negare di essere stato d'accordo con i Seminole... Ma alcuni osservano che fu molto rapido a buttarsi per terra quando dalla boscaglia parti' la prima scarica dei fucilieri ribelli.

Appendice
Articoli sui Seminole pubblicati sul blog
http://www.jacopofo.com/obama-neri-storia-censurata-matriarcato-tribunali-perdono

http://www.jacopofo.com/storie-jacopo-fo-seminole-indiani-non-si%20arresero-ora-ricchi

Jacopo Fo

 

Perche' raccontare dei Seminole

 La guerra durò a più riprese per quasi 50 anni e costò 40 milioni di dollari di allora, una cifra enorme. Eserciti di 5.000, 10.000 e più soldati furono mandati contro gli indiani. Ma tornarono malmessi. Non c’era verso di stanarli.

In questa guerra c’è una storia che ci dice molto sul modo di essere e di combattere di questa gente.

John Horse, Giovanni Cavallo, è un nero, fuggito da una piantagione, che si mette a allevare il bestiame costruendo una fazenda in terra Seminole.

Ma diventa famoso perché è un burlone, una specie di furbo Arlecchino che diventa famoso perché riesce a vendere a un generale bianco, di nome Brooke, due tararughe per 30 volte, sempre le stesse. Gliele vendeva al mattino e gliele rubava di notte.

E c’è da sospettare che fosse lui stesso ad iniziare a diffondere le sue gesta raccontandole nei raduni che si tenevano nei giorni di festa. Una specie di giullare. Raccontare quelle storie era un modo per dimostrare che i bianchi non erano invincibili.

E qui capiamo che la forza dei Seminole viene ancora una volta dal loro particolare senso della vita. Infatti danno credito a questo buffone anche in tempo di guerra e lui diventa oltre che capo militare consigliere fidato di Osheola. Ed è lui a essere determinante per la resistenza quando va di nascosto dentro le piantagioni e sfrutta la sua notorietà per convincere 300 schiavi a rivoltarsi e prendere le armi contro i bianchi.

E proprio nel fuoco della battaglia questo personaggio mostra la sua grandiosa estraneità a tutti i codici militareschi patriarcali, forse perché anche lui ha il sangue di una tribù nera che adora la Dea Madre e la libertà di spirito.

Ha portato i suoi 300 schiavi ribelli a combattere ma questi sono terrorizzati. Allora lui esce dal suo riparo e mentre i bianchi gli sparano addosso impreca e urla oscenità e deride i bianchi che non riescono a colpirlo. Immaginati la scena. Lui che saltella e mostra il culo, i bianchi furenti che prendono la mira e sparano, e lui che insulta i suoi: bastardi, vigliacchi, il vostro padrone ha coperto vostra madre, è il sangue bianco che avete nel cuore che vi rende dei cacasotto, piagniucolate invece di combattere!

E quelli ad un certo punto si incazzano e non soppportano più gli sberleffi e gli insulti triviali di quel matto che saltella e fa capriole mentre i bianchi gli sparano a più non posso. E si alzano in piedi, lasciano i ripari, si buttano a sparare anche loro e attaccano. E i bianchi scappano. E continueranno a scappare.

Vanno in guerra senza bandiere i Seminole, perché non ne hanno, e senza disciplina militaresca, senza inni, senza fanfare. Ma si dedicano religiosamente a imparare a sparare. Le cronache delle battaglie ci dicono che sono dei campioni di tiro al bersaglio di livello internazionale. Praticamente tutti. Stanno in cima agli alberi più alti, acquattati nelle paludi e fanno centro da una distanza dalla quale gli europei non riescono a colpirli.

Un colpo un morto. E questo terrorizza i soldati bianchi perché non sono capaci di avvicinare i Seminole. Abbastanza da sparargli addosso. Muoiono prima.  

 

Poi però i bianchi riescono a portare a segno un tranello. Chiedono una tregua, aprono delle trattative e poi catturano più di un migliaio di Seminole, li deportano a grande distanza, dividendoli in due riserve. Durante il viaggio ai Seminole vengono dati poco cibo, poche coperte, e muoiono a centinaia.

La fame e le malattie mietono vittime anche tra quelli restati asserragliati nelle paludi. Altri indiani e schiavi ribelli arrivano ma ora sono solo cinquecento. Alla fine degli anni sessanta dell’800 resistono solo 150  guerrieri. Ma ancora resistono.

E ancora sono lì, nel 1900, sopravvivono su terre marginali, ridotti all’ombra di quello che erano. E gli Stati Uniti, non considerandoli più un pericolo firmano con la nazione Seminole un trattato di pace. 

 

Passano altri decenni di povertà e disperazione. Poi, negli anni trenta una ragazzina, Betty Mae Tiger,  vede una coetanea nera leggere un fumetto e le chiede cosa stia guardando e lei le spiega che quei piccoli segni neri nei cerchi bianchi sono parole che raccontano una storia.

Betty resta affascinata dalla scoperta e chiede alla mamma di portarla a scuola. Ma nella scuola per neri non accettano gli indiani. C’è la segregazione razziale. I nativi americani sono in fondo alla scala etnica. 

Ma Betty Mae Tiger non è una ragazza qualsiasi. Sua madre e sua nonna sono sciamane, e sua madre si è unita a un bianco. I costumi dei Seminole in più di un secolo sono cambiati. I meticci non sono più considerati una ricchezza, sono diventati un disonore. Figli bastardi. La piccola Tiger conosce il disprezzo della sua stessa gente. Ma è pur sempre figlia di una donna forte, una donna che parla con le potenze della natura. E la madre acconsenta che lei parta, con suo cugino, di poco più grande, e attraversi l’America per andare in un collegio per indiani. E lì studia, fino a diventare infermiera. E quando torna alla sua terra è una donna fatta. Inizia a lavorare per migliorare le condizioni igieniche del suo popolo e per organizzare cure mediche moderne. E si scontra con i tradizionalisti che chiedono: “Ma cosa vuole questa bastarda figlia di un bianco?”

Ma lei insiste. E lavora anche per la creazione di un governo Seminole, per la rinascita della nazione che non è mai stata sconfitta e che ora sopravvive a stento tra alcolismo e disperazione. E così nasce il moderno Governo Seminole.

Dopo qualche anno diventa lei stessa capo del governo e si impegna per sviluppare l’agricoltura, il turismo e l’artigianato. I Seminole sanno ancora combattere con i coccodrilli a mani nude e questo attira molti turisti che comprano coperte, vasi, tamburi, archi e frecce.

Poi Betty Mae Tiger diventa la protettrice di un bambino. Un altro bastardo figlio di un bianco. Lo fa studiare, lo cresce. Poi James E. Billie parte per la guerra del Vietnam, dove diventa membro di un gruppo di guastatori Seminole, truppe speciali, bravi a strisciare nelle paludi come hanno fatto i loro nonni e i loro bisnonni.

Quando questi soldati ritornano dalla guerra trovano che le loro paludi sono utilizzati dai trafficanti di droga per far arrivare sulle barche e su piccoli aerei gli stupefacenti, sotto la protezione di uomini che imbracciano ogni tipo di armi. E trova molti tossicomani nella tribù. 

James E. Billie riorganizza un gruppo di guastatori, tutti reduci del Vietnam. Di notte attaccano i narcotrafficanti, gli tolgono armi, motoscafi veloci, aerei e fuoristrada blindati e creano una specie di armata Seminole che fa la guardia al loro territorio. E i narcos non si fanno più vedere. Hanno vinto anche quelli.

Ma c’è qualche cosa che non va agli Stati Uniti d’America. Quegli indiani con i mezzi sequestrati ai narcos… Se li vogliono tenere… E’ contro la legge… E le armi che hanno? Sono illegali, ce le devono dare. 

Ma i Seminole a questo punto hanno un avvocato.

E vanno a leggersi quello che c’è scritto nel trattato di pace tra gli USA e la Nazione Seminole. E scoprono che i bianchi, non considerandoli molto, hanno concesso loro, generosamente, di chiamarli Nazione. 

Il loro trattato di pace è diverso da quelli con gli altri indiani che erano stati sconfitti.

Loro firmano la pace con le armi in mano e viene riconosciuta loro la dignità di popoli non vinto. Hanno resistito.

E così inizia una causa legale: il popolo degli Stati Uniti contro il popolo Seminole. E alla fine i Seminole vincono ancora.

E a quel punto capiscono, colpo di genio, che hanno un modo per sfuggire finalmente alla miseria. E iniziano ad aprire Casinò sui loro territori anche se in quegli stati i Casinò sono vietati loro possono farlo, perché sono una nazione indipendente.

E questo inizia a portare loro una montagna di denaro.

Ora non sono più poveri derelitti. Il gioco d’azzardo gli permette di continuare la loro guerra con altri mezzi. Il black jack al posto dei fucili.

Ora lo stato seminole sta fiorendo, la fame è solo un ricordo e tutti i figli dei Seminole hanno la scuola pagata fino alla laurea.

I Seminole sono la duttilità che vince.

Aug!

 

 

libro o non libro? (io mi libro, tu ti libri, ...)

Ma sai che ci ho pensato... mi piaceva tanto l'idea del romanzo collettivo {a parte la paura di non esser scuro di riuscire a vincere la pigrizia e trovare il tempo per farlo :)} pero' sono un romanticone e mi piacciono le storie a lieto fine, e la fine dei Seminole, che aprono tanti bei casinò e tirano su tanti bei soldini per finanziare servizi sociali, istruzione ecc. ecc., non mi pare proprio tanto lieta.
Eh si, perché è di nuovo l'ennesimo caso (una serie infinita nella storia dell'umanità) in cui qualcuno "vince" alle spese di qualcun'altro. I Seminole ci possono stare simpatici, per tutto quello che hanno passato e per come si sono comportati, però alla fine anche loro diventano sfruttatori. Sfruttatori dei più deboli, non in termini di forza delle armi ma di forza di spirito. Quante persone si sono rovinate la vita, distrutto famiglie, abbandonato figli o addirittura commesso delitti e suicidi a causa del gioco d'azzardo? Io sono un homo ludens, il gioco mi piace in tutte le sue forme, ma quella è più una patologia ossessiva che un gioco: per giocare bisogna sapere a che gioco si sta davvero giocando, e poi scegliere volontariamente di farlo; non esserne schiavi ma "mantenere il controllo".
A me piace quel tipo di lieto fine in cui entrambe le parti vincono. Non quella in cui "i buoni" schiacciano "i cattivi". Si è visto che spesso la stessa storia la si può vedere sia da un lato che dall'altro, e c'è sempre un fondo di ragione, e ci si può sempre immedesimare nel "buono" di ogni fazione. E di solito, come diceva Brecht, in ognuna delle fazioni chi vince sono pochi e chi ci rimette sono tanti.
L'idea davvero geniale è quella che fa si che entrambi i contendenti alla fine vivano bene. In cui il conflitto si dissolva e si trasformi in qualcosa di nuovo, in una cooperazione che porta benessere a entrambi. Una situazione win-win, come dicono gli ammericani con due emme. Evviva la duttilità, ma se va a braccetto con la fratellanza, tra tutte le donne e tutti gli uomini, non solo quelli della propria parte.
Finito lo sproloquio :o) ...quello che volevo dire è che alla fin fine però l'idea mi piace, e conoscendoti e conoscendovi so che poi ne verrà fuori qualcosa di bello e di convincente, ma il weekend del 13-14 novembre sarò all'estero per lavoro... Magari ci sarà un secondo weekend di scrittura collettiva?

p.s.
ogni volta che leggo Seminole mi viene in mente "semolino"... è grave dotto'?

seminole - semolino - seminale - "semino le" - "se mi, no le!"

Salve!
anche io ho avvertito all'inizio il tuo disagio (con l'aggiunta del fatto che il loro modo di combattere alle volte lascia allibiti, come sparare alle spalle... e ancora sto cercando dati su un "eccidio" di donne e bambini e una compagnia teatrale)... ma la storia è indubbiamente una di quelle da raccontare... se non altro per sfatare il mito del "selvaggio" sempre sconfitto e addirittura arrendevole e segnato dal "destino" ad essere soggiogato! (leggesi post e libri di Jacopo e collaboratori)

all'inizio ero più propenso a cercare dati sulle tribù afroamazzoniche che si sono tenute separate nascoste e libere per secoli dalla "arroganza" del sistema politicoeconomico distruttivo degli eurocoloni...

però è da notare anche che... il "popolo" seminole ha la proprietà dei casinò!... la richezza viene ridistribuita a tutti i seminole... e questa è "frattellanza" (parola che ricordando Caino Abele, Romolo e Remo, e la ghigliottina della rivoluzione francese, non amo molto).

questo non cancella le mie difficoltà. come "pacifista bonomiano" sapere che Zoancavalo arringa gli schiavi perchè combattano contro l'esercito statunitense, mi irrita perchè istiga alla guerra! Ma raccontare una storia è raccontare una storia! cercando di essere obiettivi e con i piedi per terra... forse anch'io smetterei di essere "fratellonzopacifista" se sapessi che per secoli hanno cercato di annientare i miei simili...

nel frattempo leggo le vicende seminole e mi viene voglia di dedicarle agli israelo palestinesi... magari si comprano casinò e pozzi di petrolio e diventano ricchi e pacifici!...

insomma accendiamo un falò e raccontiamo questa storia!

Se mino le / semi no l'è!

Si hai ragione, ma quello che mi crea un senso di repulsione non è l'uso della forza quando sono stati aggrediti e invasi; non dico si debba stare inermi a farsi massacrare: una lotta di Resistenza la capisco eccome.
E' la soluzione 'pacifica' finale che mi disturba, perché è una soluzione intrinsecamente "di parte", "di fazione". "Noi" che siamo "di qua" siamo uniti da fratellanza (nel senso buono) e ci aiutiamo a vicenda e ci vogliamo bene, gli "altri", che non sono dei nostri, si rovinino pure coi nostri Casinò e vadano in malora, purché ci portino tanti soldi...
Superato il momento della violenza, in cui per sopravvivere devo sparare, dovrebbe venire il tempo in cui capisco che è meschino continuare per sempre a serbare rancore, ciecamente; il tempo in cui devo capire che il bene da perseguire è quello comune, che i figli dei figli di chi ha ucciso possono essere miei fratelli.
E il parallelo che mi sorge adesso in mente credo sia ovvio :)

Grazie,
ciao

seeeeeeee ... Minoli

rieccomi...
prima di tutto di scrivo subito... che nonostante l'interesse del dibattito, mi chiedo se non sia opportuno trovare altra sede per scrivere... giusto per non "intasare" (cosa che mi capita spesso di fare per desiderio d'espressione) il luogo "preposto" alla "stesura" del libro in questione...

secondo di tutto tempo fa si diceva "sono disposto a morire affinché tu possa esprimere le tue idee" come massimo elemento del valore democratico, che non condanna a priori le espressioni delle idee, ma difende la pluralità... a me piace pensare e dire "sono disposto a vivere affinché tu possa espremere le tue idee"!... cosa centra?... diciamo che l'argomento è il rispetto della libertà altrui

terzo di tutto non tutti quelli che giocano "hanno una malattia", non tutti quelli che fumano si drogano, non tutti quelli che bevono sono alcolizzati... e nessuna di queste cose è un vizio... ma possono diventare una malattia...

quarto di tutto ... a dire il vero non conosco ancora bene la realtà dei Seminole... e non me la sento di affermare che abbiano fatto tutte scelte giuste...

quinto di tutto ... non solo vivo per rispettare le loro idee, ma mi chiedo se loro non facciano lo stesso... vivono rispettando anche le idee degli Stati Uniti d'America che li "circondano"...

sesto di tutto.. questa mattina quando mi sono svegliato avevo delle idee chiare, ora sono confuse... mi era giunta anche l'immagina della famiglia... è difficile giudicare il modo di vivere delle famiglie altrui, ma una famiglia "felice" non può considerarsi già di per se una "felicità" per la comunità?... e rispettare il "modus" di vivere delle famiglie altrui non sempre è facile, sopratutto quando hai l'impressione che non sia tutto un bene... allarghiamo le famiglie al clan, il clan alle tribù, le tribù agli stati... (che poi tribù e stato forse si dovrebbe cominciare a ritenerli sinonimi...)

settimo... sono sempre più confuso... ovviamente ho bisogno di un caffè... e non mi ricordo cos'altro hai scritto... ma ho pochi attimi prima di iniziare a lavorare... ola! (ma quanto ho scritto!!!!)

tutto chiaro vero?

Jacopo:ho provato

a scrivere qun pezzo sulla cattura in Africa della madre di John Horse cercando di procedere più per azioni che per concetti...questo è il primo risultato,non so se ci sono riuscita...però scrivere mi rilassa tanto ;)
Kai e Kamau continuavano a vedersi e a far l’amore. Kai era felice:era una donna,una donna che amava ed era riamata a sua volta. Portò il dorso della mano destra sulla fronte,il sole era alto e caldo ed il lavoro nei campi iniziava a diventare pesante per lei;si fermò,posò la zappa e si diresse verso l’otre pieno d’acqua,lo prese,si accovacciò,bevve a piccoli sorsi e si riposò. La sua mente iniziò a vagare,con la mano sinistra si accarezzò il ventre rigonfio,chiedendosi come sarebbe stato il suo bambino. Poi un suono,forte,secco;il tamburo,si era il tamburo del villaggio,quello che veniva usato per annunciare il pericolo;si alzò in fretta Kai,iniziando a correre verso il villaggio,velocemente,entrambe le mani appoggiate sul ventre “Ti proteggo io bambino mio,non preoccuparti”. C’era agitazione,alcune donne prendevano i bambini e li portavano nelle capanne,i guerrieri si preparavano. In mezzo alla gente scorse Zama che le andava incontro. Preoccupata. Alcuni uomini erano tornati dalla caccia ed avevano visto una guarnigione militare che avanzava verso il villaggio. Gli anziani si erano riuniti nella capanna grande,quella centrale,dovevano decidere come affrontare il pericolo,i guerrieri erano pronti a partire;Kai si avvicinò a Kamau,anche lui era un guerriero,il “suo” guerriero,doveva andare con gli altri,lo guardò soltanto senza dire nulla. Gli anziani uscirono dalla capanna:uno di loro battè tre colpi a terra con un bastone,tutti si radunarono intorno a lui e ascoltarono in silenzio,la decisione era stata presa: i guerrieri sarebbero partiti subito per cercare di fermare i soldati e le donne al villaggio avrebbero provveduto a difendere i loro bambini,semmai ce ne fosse stato bisogno. Ka i guardò i guerrieri allontanarsi,aveva una strana sensazione,guardò Kamau come se dovessi vederlo per l’ultima volta.
Andò da Zama;anche lei era preoccupata,pensò Kai,ma entrambe dovevano contribuire a difendere il villaggio insieme alle altre donne e a non far percepire l’ansia ai bambini.
I giorni passavano e dei guerrieri nessuna notizia,Kai sperava ogni girono di veder tornare Kamau, niente … .ma quella mattina,vedendo arrivare il ragazzo,troppo giovane per essere guerriero,ma perfetto come sentinella,sentì il cuore spaccarsi;non aveva ancora parlato il ragazzo,stava riprendendo fiato a causa della lunga corsa fatta fino al villaggio;Kai si avvicinò:una giovane donna con un bambino caricato a cavalcioni sull’anca destra stava porgendo al ragazzo una ciotola con dell’acqua,mandò giù dei lunghi sorsi,poi,allarmato,disse:”Li ho visti,ho visto i soldati,stanno arrivando al villaggio,sono molti!” Kai capì subito,come del resto tutti al villaggio,che i guerrieri non ce l’avevano fatta. Soffriva. Zama guardò Kai,occhi negli occhi,leggeva il suo dolore e la sua angoscia: Kamau non sarebbe tornato! Kai sentì una mano accarezzarle lentamente la testa,come quando era piccola:”So che stai soffrendo Kai,ma devi pensare a salvare te e il tuo bambino”. In fretta si,bisognava fare in fretta,lasciare il villaggio e nascondersi nella fitta vegetazione; Kai, prese un’otre d’acqua,il suo coltello,delle pelli,erbe essiccate,radici che le sarebbero servite se nel frattempo fossero iniziate le doglie. Radunò le sue cose mentre Zama la chiamava:”Dobbiamo andare Kai,si stanno avvicinando!”
Iniziarono a correre nella foresta,muovendosi silentemente,anche gli altri abitanti del villaggio stavano scappando. Camminarono per diverse miglia,poi Zama vide che Kai era stanca:”riposiamoci,qui dovremmo essere al sicuro”. Kai si lasciò cadere a terra;si aveva bisogno di riposare;Zama le passò l’acqua,Kai ne bevve pochi sorsi;cercò di alzarsi,dovevano riprendere il cammino se non volevano essere raggiunte,ma era stanca,troppo per poter proseguire. “Dormi” le disse Zama, “faccio io la guardia”.Kai si distese;stanca lo era,ma la sua mente vagava tra mille pensieri:pensò a Kamau,alla prima volta che si erano incontrati,alla prima volta in cui avevano fatto l’amore,al momento in cui aveva scoperto che sarebbe diventata presto madre; Kamau chissà dov’era e se era ancora vivo!La stanchezza ebbe il sopravvento,chiuse gli occhi.
Il fruscio che sentì mise Kai in allerta,c’era qualcuno,si era sicura,qualcuno si stava avvicinando. Voci. Uomini. Cinque,sei forse.Vicini. Ancora di più. Eccoli,soldati!Cercò Zama,si guardò intorno … no,lei non c’era,le era accaduto qualcosa,non l’avrebbe mai lasciata lì sola. Non poteva,non poteva chiamarla rischiando di farsi individuare dai soldati. Avrebbe voluto correre via,ma non poteva,avrebbero sentito i suoi passi. Cercò riparo presso alcuni cespugli dalle larghe foglie,sperando che i soldati non la vedessero. Ma loro erano a caccia:scrutavano,battevano i fucili a terra,strusciavano le baionette contro i cespugli e…aspettavano,come il predatore aspetta la sua preda. Kai li osservava dal suo nascondiglio e con le mani si carezzava il grembo,ad un tratto una voce,familiare: -si! Zama! Sei viva!Sei viva!- anche il bambino scalciò nella pancia di Kai,che cercò di sistemarsi in modo da poter vedere meglio,era buio,strinse gli occhi,focalizzò le figure:Zama era viva,ma era stata catturata!
Passi. Qualcuno si sta avvicinando al suo nascondiglio,forse però,se non avesse urlato,se non si fosse mossa..forse non si sarebbero accorti di lei. La baionetta del fucile del soldato scandaglia minacciosa il cespuglio. Silenzio. Zitta. Calma. Immobile. Passi,ancora;si allontanano stavolta. Bene. Nulla,più nulla “Devo andarmene da qui e alla svelta!”.
Un colpo,sordo ed improvviso. Un urlo,come di una preda ferita,abbattuta. Un altro urlo,quello di Kai stavolta;aveva visto il corpo di Zama cadere a terra sotto il colpo di fucile,”NOOOO,perché!!!” Non si accorse Kai di aver urlato,di aver gridato la sua disperazione;in un attimo i soldati la fecero prigioniera. La costrinsero a camminare per miglia e miglia ,trascinandola per i polsi,era frastornata,aveva nella mente l’immagine del corpo senza vita di Zama.
Quanto avevano camminato e dov’erano? Non sapeva darsi una risposta era stanca,aveva sete. Aveva tentato di chiedere dell’acqua ai soldati indicando un’otre;ma loro,pur avendola capita,ne era certa,avevano fatto finta di nulla;anzi l’uomo che la trascinava per i polsi le aveva dato un violento strattone per farla camminare più svelta.
Aveva camminato per tutta la notte,trascinata dai soldati che parlavano tra di loro. Era quasi l’alba quando i soldati si fermarono,Kai stremata,si guardò intorno:tende,armi accantonate da una parte,munizioni …l’avevano portata al loro accampamento. Vide altri uomini. Soldati che portavano altre persone del suo villaggio:donne,bambini,anziani. Erano stati catturati…….
Ciao a tutti,buon fine settimana ;)
Dani

Bene brava!

La narrazione funziona. Credo che tu abbia centrato il bersaglio. C'è un po' di incertezza nell'attacco. "Kai e Kamau continuavano a vedersi e a far l’amore. Kai era felice:era una donna,una donna che amava ed era riamata a sua volta." Inizierei con una serie di sensazioni o con una descrizione di che cosa si vede dal punto di vista di Kai che sta lavorando nel campo. In effetti questo potrebbe essere l'inizio di tutto il racconto. Senza perderci in descrizioni dell'Africa. Il materiale scritto fin'ora potrebbe essere usato poi per flash bak. Ho pensato anche che potremmo procedere a salti nella prima parte della storia fino a quando John Cavallo inizia il suo comizio nella piantagione, di notte, di fronte a un gruppo di schiavi, per convincerli a scappare e a unirsi ai Black Seminole... Per adesso mi fermo qui.... baci!!!!

Grazie

Grazie Jacopo,rivedo l'attacco e,nel mio piccolo,continuo seguendo i tuoi consigli.
Grazie. :)

scusate mi era uscito un

scusate mi era uscito un doppio post ;)

ciao ragazzi

ciao ragazzi..in bocca al lupo per il vostro lavoro, sta venendo davvero bene!

Vania e Claudia partono per intervistare i seminole!!!!

Verso il 20 settembre prenderanno l'aereo, stanno preparando appuntamenti e domande, e gireranno un video (2 telecamere hd e microfono direzionale). Avete consigli, osservazioni, indirizzi, dritte, contatti, domande da fare ai Seminole? (Ovviamente cercheranno di relazionarci via Lifestreeam dagli USA e sarà quindi possibile seguire la loro avventura e collaborare a distanza....) Il girato servirà anche per realizzare il DVD collettivo sui Seminole, con Dario Franca, Stefano Benni

Inviate speciali

oggi le nostre inviate speciali hanno incominciato il viaggio che le porterà a noi cariche di esperienza incontri e "risposte"...

che lo spirito dell'aquila sorregga il loro passi fra le nuvole
e che lo spirito di Alcatraz sorrega il cammino della loro ricerca

ma quanto sono speciali queste inviate... TAAAAAAAAAANTOOOOOOO!

(e speriamo che questa volta il messaggio si registri... è già la terza volta che ci provo... ma quanto sono ... tantoooo)

ci fanno la festa...

Salve!
forse lo sapevate... ed è tutto organizzato apposta... però per sicurezza vi invio info:

September 24-25, 2010
Indian Day Celebration at the Seminole Okalee Indian Village
http://www.semtribe.com/Calendar/

pro posta...

Salve!
... Riflettevo ieri notte, (guardando il soffitto che miracolosamente continua a restare sospeso in virtù delle leggi dell'architettonica...)... che ogni progetto ha bisogno anche di "fondi" per proseguire e allargarsi e crescere e fiorire e portare i suoi frutti...
ad esempio siamo in procinto di inviare due nostri "emissari" (e che emissarie!!! - è evidente che facciamo sempre del meglio!) presso l'ignaro popolo Seminole (o se non altro lì attorno)... ma chi supporta le spese?
idea... creiamo un fondo "prestiti"... a seconda delle nostre possibilità e tempistiche inviamo delle quote e le raccogliamo... quando il progetto andrà in porto (perchè andrà in porto anche se non sembra una nave)... si provvederà a restituire i prestiti... in questo modo potremmo supportare meglio le spese... e si potrebbe permettere anche a chi "crede non saper" o non vuole, nè scrivere, nè ricercare, nè recitare, nè disegnare etc... però vuole supportare il progetto... ne ha l'occasione... sia con prestiti che con "donazioni"... non diamo limiti alla generosità!
ola

Secondo me si potrebbe

Secondo me si potrebbe fare......

direi...

Salve!
in pochi attimi ho visto il blog riempirsi di belle notizie...
e la prima cosa che mi viene da pensare...
Vania Claudia... "individuate qualcuno da ospitare l'11 e 14 novembre"... un progetto così non po' esulare dalla presenza fisica "seminole"

Vania Caludia ... portate a casa un tipico copricapo "seminole" quelli che si vedono in quasi tutte le stampe... o cercate di capire in cosa consiste esattamente (sembra un turbante piumato)...

Vania... tu come presidentessassai porta i doni dei ministri al popolo Seminole... e invitali ad un gemellaggio... (se i cittadini alcatraziani sono concordi con l'idea)

Vania Claudia ... in bocca all'Aliigatore!

p.s. poi magari cerco di elaborare quesiti e domande...
una subito... "loro si riconosco 'discendenti' dei Calusa?"

p.p.s. procuratevi un libro di storia che usano gli studenti seminole, e un dizionario della loro lingua...

p.p.p.s. una foto autografata di miss Seminole? (se poi invitate lei ad Alcatraz... per mero motivo scentifico... a conferma dell'affermazione dei primi contatti europei che dicevano le donne bellissime... dobbiamo appurare!)

Riassunto storia Calusa Seminole e incontro a Alcatraz 11-14 nov

  

Carissimi,

parlando con Dario Fo e Franca Rame è venuta fuori l’idea di raccontare la storia censurata dei Seminole, utilizzando contemporaneamente pezzi recitati, canzoni, danza, disegni. Vorremmo realizzare un lavoro collettivo, utilizzando materiali preparati individualmente o realizzati coralmente magari improvvisando racconti e canzoni tutti insieme.

Vorremmo realizzare un lavoro preliminare via internet, raccogliendo notizie e preparando i testi, i costumi, le scenografie e le immagini.

Ci incontreremo poi a Alcatraz l’11-14 novembre lavoreremo assieme e registreremo tutto il racconto, ripercorrendo i momenti della storia seminole: un evento verrà raccontato con una canzone, un altro con un pezzo teatrale o un cartone animato.

 

Oltre al gruppo di lavoro formato da professionisti ci sarà un secondo laboratorio formato da appassionati che potrà fornire idee e contenuti.

 

Sarà possibile partecipare a questo evento anche via internet, già da alcuni mesi ad esempio funziona un gruppo di scrittura creativa che ha realizzato un primo studio sulla storia seminole.

Durante i 4 giorni dell’incontro realizzeremo anche una diretta televisiva via web con alcuni collegamenti, quindi chi non può intervenire potrà collaborate a distanza.

 

I materiali prodotti ad Alcatraz e quelli raccolti via internet andranno poi a formare un dvd e un libro che diffonderemo in rete e nelle edicole. I guadagni dell’operazione verranno suddivisi tra chi ha partecipato all’impresa sulla base dei minuti di video e delle pagine di testo o immagini realizzate.

 

Perché vogliamo raccontare la storia dei Seminole

I film di Holliwood raccontano solo le storie degli indiani sconfitti. Non un solo film è stato realizzato per raccontare dell’unica tribù di nativi americani che non furono mai sconfitti, una grande pagina di storia censurata.

In questo momento di grande depressione psicologica e delusione del movimento progressista ci sembra importante raccontare una storia positiva di resistenza con un lieto fine imprevedibile: la grande rivalsa dei seminole avvenuta negli ultimi 40 anni.

Di seguito vi forniamo un primo sunto delle ricerche fin’ora effettuate. A metà settembre una nostra troupe andrà in Usa a intervistare alcuni esponenti della nazione Seminole per raccogliere altre informazioni. Anche questi materiali faranno parte del dvd.

 

Spero che questo progetto riscuota il vostro interesse

Grazie e a presto

 

Imad Zebala

Nando Citarella

Jacopo Fo

 

I Calusa, gli antenati dei Seminole, gli unici indios che nel 1.500 sbaragliarono gli spagnoli

 

I Calusa erano un popolo con caratteri matriarcali. Abitavano in grandissime case di tronchi che potevano contenere anche mille persone, indossavano calzoni e camice, avevano una medicina sviluppata e conoscevano l’algebra.

Come gli eschimesi e i babilonesi praticavano l’ospitalita' sessuale, convinti che lo straniero portasse sangue nuovo alla loro nazione. Cosi' mentre gli Apaches fecero schiavi i primi bianchi che catturarono, trattandoli bestialmente, i Calusa accolsero a braccia aperte alcuni naufraghi (vedi la storia di Joan Padan e Naufragi, di Álvar Nuñez Cabeza de Vaca ) e chiesero loro se per favore potevano far l’amore con tutte le donne del loro popolo.


Donne che tutti gli europei che arrivano da quelle parti descrivono come bellissime, pulite, vivevano all’aria aperta avevano corpi potenti e amavano far l’amore. Niente a che vedere con le donne europee che si lavavano una volta all’anno, spesso mangiavano male, avevano denti guasti, vivevano in citta' coperte di immondizia ed escrementi e odiavano il loro corpo. 

Cosi' i naufraghi europei si innamorarono di quel popolo e raccontarono che sarebbero arrivati i soldati e li avrebbero massacrati tutti,  spiegarono cos’erano i fucili e come si potevano domare i cavalli.
Cosi', quando sbarcarono i primi spagnoli, i Calusa li accolsero pronti a combattere. Impararono a usare i fucili e i cavalli. E distrussero le successive spedizioni militari. E per questo il re di Spagna intorno al 1630 promulgò l’ordine di interrompere le spedizioni contro la Florida.

 

Questa popolazione resiste per 200 anni ai tentativi di colonizzazione ma non possono nulla contro le epidemie diffuse dai bianchi, la popolazione si riduce da 10 mila individui a qualche centinaio. Altri gruppi etnici confinanti con i Calusa ma di cultura patriarcale vengono completamente cancellati dalle epidemie e dagli scontri con i bianchi. Ad esempio gli Apalachees e i Timucua.

Ma i Calusa contemporaneamente accolgono gruppi di indiani (in particolare Creek) in fuga dalle aree controllate dagli europei, e si mischiano con loro, dando origine alla tribù Seminole che significa “uomini dispersi” o “uomini selvatici”.

 

I Seminole resistono

Agli inizi del 1800 il territorio Seminole è ancora libero anche se ormai circondato dalle colonie dei bianchi.

Ma si è sviluppato anche un fenomeno unico: molto schiavi neri hanno capito che i Seminole erano molto ospitali e iniziano a trovare rifugio presso di loro. Arrivano addirittura a creare villaggi di neri all’interno del territorio libero e la popolazione nera raggiunge gli 800 individui.

 

Uno di questi schiavi fuggiti è John Horse. Con la sua famiglia scappa da una piantagione e entra a far parte della nazione Seminole, è un marrones, un nero che vive con gli indiani.

John Horse diventa famoso per il modo nel quale prende in giro i bianchi. Ad esempio riesce a vendere al colonnello Brooke 30 volte due tartarughe d'acqua, rubandogliele ogni notte per rifilargliele il giorno dopo.
E' una specie di Pasquino, i suoi lazzi entusiasmano i neri e gli indiani.

Jonh Horse è anche un abile allevatore, si sposa, possiede 90 bovini e un pezzo di terra. E' un benestante fino a quando gli europei dichiarano guerra alle comunita' libere di marrones e ai Seminole.

Diventa uno dei capi del consorzio di tribu' nere e indiane.
Quando la Seconda Guerra Seminole e' ormai imminente gira per la Florida e grazie alla sua notorieta' e alla sua capacità di parlare riesce a reclutare 300 schiavi che fuggono dalle piantagioni e si uniscono ai ribelli.

Durante il primo scontro questa compagnia di neri non dà prova di grande coraggio, allora Jonh Horse esce allo scoperto, sotto il fuoco dei fucili dei bianchi e inizia a arringare gli schiavi, e al contempo fa il buffone per incoraggiarli. Alla fine riesce a smuoverli e a vincere così lo scontro. Il numero dei neri combattenti raggiunge le 500 unità.

 

I Seminole combattono tre di guerre contro i bianchi e gruppi di indiani loro alleati dal 1816 (Prima Guerra Seminole) al 1858 (Terza Guerra Seminole).

Queste guerre impegneranno eserciti di migliaia di uomini, costeranno agli europei 40 milioni di dollari (allora una cifra spaventosa) e non riuscirono mai a sconfiggere la resistenza.

Alla fine ci saranno ancora 500 seminole e marrones asserragliati nelle paludi.

 

Indiani straordinari, i Seminole: si appollaiavano in cima ad alberi altissimi e sparavano sugli invasori con una mira spaventosa.
Gli europei massacrarono le donne e i bambini, imbrogliarono, deportarono ma non riuscirono mai a vincerli.

Una delle pagine più nere della storia americana fu la deportazione di forse 3.000 seminole in Oklaoma. Circa 2.000 morirono lungo il cammino di fame e freddo.

Avevano avuto capi indiani Neri, Creek e persino uno Svedese.
All’inizio del 1900, gli Stati Uniti d’America firmarono un trattato di pace con la Nazione Seminole riconoscendone la sovranita'  sulle terre che avevano difeso e sulle riserve nelle quali erano stati deportati.
 

Seguirono decenni di povertà temperata soltanto da un inizio di turismo nelle terre seminole a partire dal 1920.

 

La riscossa seminole

Betty Mae Tiger nacque nel 1923 nel territorio seminole della Florida da una famiglia particolare: il padre era un bianco e madre una Seminole, sciamana, come la nonna. Per lungo tempo Mae visse in estrema poverta' e soffri' la fame. A 14 anni non parlava l’inglese ed era analfabeta.
Un giorno un'amica le mostro' una storia a fumetti e le spiego' che quei segni neri, piccolissimi, erano la voce dei disegni che raccontavano una storia. Mae ne fu affascinata e prego' insistentemente sua madre perche' la mandasse a scuola. Ma non c’erano scuole indiane. A quei tempi c’erano scuole per bianchi e scuole per neri. E una donna di colore che lavorava con la madre nei campi suggeri' di iscrivere Mae nella stessa scuola di sua figlia. Ma quando Mae si presenta li' non la lasciano entrare perche' non e' nera.
Alla fine scopre che in effetti una scuola per indiani esiste, e' lontanissima, ma e' possibile ottenere una borsa di studio. Parte con il fratello e un cugino, torna a casa solo durante le vacanze.

A quei tempi la comunita' seminole viveva senza prospettive e senza speranze. Un’economia di sussistenza esclusivamente agricola, poco turismo e artigianato. Ignoranza, malattie, alcolismo. Un popolo piegato. Una strana tribu', i Seminole: sono in miseria, ma sono anche gli unici nativi americani che non sono mai stati sconfitti.

 


Mae Tiger ha la stessa determinazione dei suo antenati materni. In pochi anni completa le scuole superiori, e diventa infermiera, torna dal suo popolo e inizia a curare le persone. 
Si sposa con un uomo dal quale prende il cognome Tiger, ma lui e' un reduce della seconda guerra mondiale che non riesce a reinserirsi. Gli incubi lo distruggono. Per vivere lotta con i coccodrilli per i pochi turisti che visitano la riserva. Un giorno e' troppo ubriaco per esibirsi e Mae lo sostituisce. Lei e' del clan del serpente e sa come addormentarli.
Mae ha un figlio e lavora per la rinascita del popolo seminole.
Collabora a creare un governo, ed e' determinante nel riunire piu' di 20 tribu' in un’unica Unione delle Tribu' del Sud e dell’Est (USET). Nel 1957 e' membro del neonato governo.
Quando si insedia, nelle casse dello stato ci sono 35 dollari. 
Il governo si riunisce sotto un albero quando c’e' il sole, in un camper quando piove.

Nel 1967 viene eletta capo della sua nazione.
Quando nel 1971 lascia la politica perche' ammalata, la nazione Seminole ha scuole, servizi sanitari, una vita sociale, un’agricoltura efficiente.
Alla guida della nazione seminole le succede James E. Billie, un reduce della guerra del Vietnam.  Anche lui come Mae e' un meticcio, figlio di un padre irlandese sparito nel nulla:  l’odio verso i bianchi aveva fatto dimenticare i costumi dell’ospitalita' sessuale e uno sciamano aveva consigliato alla madre di uccidere il piccolo James. Fu proprio Mae Tiger a salvarlo.
James Billie cresce in modo selvatico in mezzo alle paludi. Butta le scarpe in un canale per non andare a scuola. Ma Mae gliene compera un altro paio e lo convince a studiare.
Poi James Billie finisce in Vietnam, dove viene utilizzato in missioni dietro le linee nemiche per la sua dimestichezza con le paludi. E’ uno tosto che uccide a mani nude.
Quando torna a casa non riesce piu' a sopportare la miseria del suo popolo.
Un giorno incontra una tigre e la uccide con un colpo di fucile, poi la mangia con gli amici. Prende questo evento come un segno, e' convinto che la sua vita cambiera'. Viene processato da un tribunale di bianchi perche' il felino e' una specie protetta ma lui vince il processo dimostrando che uccidere la tigre fa parte della sua religione.
James Billie inizia a fare politica fino a diventare capo della nazione Seminole, appunto, nel 1971. Indirizza tutti i propri sforzi per trovare il modo di far rinascere l’economia, inizialmente, in particolare, attraverso lo sviluppo del turismo e l’artigianato: anche a lui capita di lottare con un coccodrillo per il divertimento dei turisti.
Poi un bel mattino prende in mano il vecchio trattato con il quale gli Usa riconoscono la nazione seminole e scopre che i bianchi, nella loro infinita presunzione, hanno fatto un errore madornale. Non hanno mai pensato che quegli indiani avrebbero potuto evolversi. E hanno riconosciuto ai Seminole lo status di nazione.
Billie capisce che questo vuol dire che i territori Seminole, 6 riserve, non devono sottostare alle leggi statunitensi.
Quindi fa due cose: apre una sala bingo e forma una polizia tribale armata fino ai denti. E attacca gli spacciatori di droga che atterrano nei territori indiani con aerei ed elicotteri e vendono cocaina ai giovani. La polizia seminole, composta da un gruppo di reduci, sequestra ai trafficanti un aereo e un elicottero. Cosi' la nazione Seminole ha anche l’aviazione. Lo stato della Florida tenta di chiudere il bingo e di sciogliere la polizia tribale. Ma le tigri delle paludi vincono la causa legale. Nel giro di pochi anni aprono 6 bingo, e investono i guadagni in case, scuole, strade.
Oggi i Seminole controllano uno dei piu' grandi gruppi americani di gioco d’azzardo. Un bel pezzo di Las Vegas e' loro. Ogni nuovo nato ha un sussidio mensile che gli garantisce di potersi laureare. 

Oggi Mae dirige il Seminole Times e scrive le storie della tradizione del suo popolo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

io ci sarò!!!!! Non vedo

io ci sarò!!!!! Non vedo l'ora!!!!

ma allora...

allora devo fare di tutto per esserci anch'io... per conoscere la famosissima daniela76 (noto cyborg scrittore e ricercatore, serie daniela numero 76).

Sarà bellissimo conoscersi di

Sarà bellissimo conoscersi di persona ;)!!!!!

John Horse.....

John Horse,anche detto Juan Caballo,nacque a Micanopy nella Florida spagnola.Suo padre era un Seminole di nome Charlie Cowaya(o Coheia),cognome derivante da una distorsione Seminole dello spagnolo “caballo”.
John aveva una sorella di nome Juana (o Wannah,o Warner-in alcune fonti-) .
L’anno in cui John Horse nacque,il 1812,scoppiò la guerra tra Stati Uniti e gran Bretagna;egli viveva con molta probabilità in una delle città site lungo il fiume Suwanee(che scorre a sud della Georgia e a nord della Florida) sotto la giurisdizione del gruppo Alachua.
Il generale Thomas Sidney Jesup (16 dicembre 1788 - 10 giugno 1860) ,durante la 2° guerra Seminole,promise la liberazione dalla condizione di schiavitù a coloro che avessero smesso di combattere e avessero accettato la ricollocazione nei territori destinati ai Nativi.
Nel 1843 nei territori indiani dell’Oklaoma, i Seminole esiliati votarono John Horse come loro guida.
La prima guerra Seminole ci fu durante l’infanzia di John Horse (1817-1818),la seconda iniziata alla fine di dicembre 1837,contro l’armata del generale Zachary Taylor(che nel 1848,presentandosi nel partito dei Whig,battè Lewis Cass e divenne il 12° presidente degli Stati Uniti ),terminò nel 1842.
Nel 1838 John Horse,in seguito alla morte della sua prima moglie (donna Seminole,figlia di Capo Holatoochee),si arrese alle truppe statunitensi e venne imbarcato,insieme ad altri Seminole,da Tampa Bay a New Orleans,per esser poi trasferito nei territori indiani,secondo i piani della ricollocazione dei Nativi Americani dai territori a est del fiume Missisipi a quelli posti nella parte ovest del fiume stesso (il così detto “indian removal” era stato voluto dal presidente Andrew Jackson con una legge emanata il 26 maggio del 1830).Arrivato in Oklaoma,John Horse accettò di fare da interprete all’esercito americano.
Le terre in cui erano stati ricollocati i Black Seminole erano,però,già occupate dai Creek ;questo creò tensioni tra i 2 gruppi e i Creek cercarono di rapire molti Black Seminole per ridurli in schiavitù;riuscirono a rapire Dembo Factor,un veterano di guerra.
Coacoochee,capo Seminole noto agli americani como “gatto selvatico”e ai messicani come “gato del monte”,si oppose,insieme a Horse, alla vendita di Dembo come schiavo che venne recuperato dall’esercito e fatto tornare presso i Seminole.
John Horse si recò a Washington per cercare un accordo col generale Jesup,in modo da poter separare le terre Seminole da quelle Creek. Jesup concesse Fort Gibson ai Seminole.Mentre John Horse era a Washington,però,un atto governativo avente forza di legge voluto dal consulente governativo John Y. Mason stabilì che era legale catturare i Black Seminole e venderli come schiavi;questo significava che 280 Black Seminole,inclusi i membri della famiglia di John Horse,potevano essere venduti come beni mobili ai bianchi.
Tornati al territorio indiano,John Horse e Coacoochee condussero un gruppo di Seminole da Fort Gibson a Wewoka (Oklaoma) e pensarono di costruire un’alleanza con i Nativi della pianura,quelli dell’est e gli schiavi fuggitivi.I 2 attesero finchè l’agente indiano Marcellus Duval terminò le sue mansioni e tornò a Washington,poi condussero la loro gente attraverso i Texas e,passando per il Rio Grande,arrivarono a Coahuila (Messico) dove la schiavitù era stata abolita;il 12 luglio 1850 si presentarono al comandante messicano a Piedras Negras.
Horse assicurò la terra in Messico ai migranti e dopo la guerra civile tornò nell’ovest,con un gruppo di Seminole e lavorò come scout per l’esercito americano.Dopo alcuni anni tornò in Messico;egli morì sulla strada per Mexico City,mentre cercava di guadagnare più terre e diritti per il suo popolo nel Messico del nord.

Ciao a tutti,spero abbiate trascorso un piacevole ferragosto ;-)!!!!

E se invece...

...
E se invece di un libro sui seminole... elaborassimo un canovaccio, un testo... per uno spettacolo "orale"... pensate... le persone nn dovrebbero nemmeno far la fatica di leggere...

Così è un "e se"... di quelli che mi prendono poco prima di andare a letto... o durante la noia del lavoro... o mentre aspetto il treno, il bus, un passaggio... è un "e se".

alla prossima

e se... rial tv

salve!

ho "raccattato" l'info di un film
Seminole (1953) diretto da Budd Boetticher
(il dato non mi dice niente)... ma sarebbe interessante trovare il film... per vedere come vengono rappresentati i Seminole (che temo che si distingueranno dai soliti pellerossa dal fatto che portano un cartello con su scritto "seminole")... se si decidesse di fare uno spettacolo sarebbe una buon "magma" su cui lavorare... o si fa vedere il film commentandolo...e poi si ripropone una versione riveduta e corretta...

e via cerco ancora... le paludi di internet non mi fermeranno... il mio datore di lavoro dietro di me... magari si...
ola
p.s. comunque c'è chi fa pausa caffè... chi pausa sigaretta e chi pausa Seminole et varie

m'è scappato un altro "e se"

e se...

realizzassimo un storia a fumetti... magari poi diventa un film... un gioco in scatola... un gioco in rete... un format televisivo "diventa anche tu seminole!"... "la cappanna del Grande Seminole"...

ok ... ok... torno a lavoro!

Come vedi andiamo proprio in questa direzione

Ottime proposte!
L'incontro dell'11-14 novembre ha proprio lo scopo di creare un prodotto che unisca teatro, musica, fumetti, pittura eccetera...

musica, danza... e cibo

11 - 14 novembre... ora lo segno nel calendario...

e rilancio... secondo me è da ricercare anche la danza e la musica seminole... e... i sapori... sarebbe interessante inviare una delle cuoche di alcatraz a "sondare" i sapori... o invitare una cuoca seminole per farli gustare... come ho sentito dire da te (Jacopo) la cucina è un'arte "speciale"... i quadri e le sculture restano, i suoni e le immagini si registrano... ma gli odori e i sapori... quelli sono un'arte del vivere del presente! (ok non lo hai detto proprio così, ma insomma..)

Anomalia

A me piacciono un sacco questi "e se" che ti scappano.....

daniela76.... e se

daniela76.... e se mi dicessi qual'è quello che ti piace di più... e se ne aggiungessi di tuoi... e se realizzassimo una specie di "colonna traiana / o antonina", prendendo un palo e scolpendo la storia dei seminole!!! non sarebbe follemente alcatraziano?... un totem "enciclopedico"... e se...(ti piacciono ancora?)...

Una domanda che mi "frulla"

Una domanda che mi "frulla" in testa,ma che non sono riuscita a soddisfare è quella sulla parte spirituale dei Seminole...cioè proprio nella pratica di eventuali riti,anche riti funebri(ok so che la cosa è appena un tantino macabra),iniziazioni;e se fosse possibile conoscere di più sulle loro feste,sapere se avessero o meno un particolare abbigliamento da battaglia,conoscere eventuali strategie tipiche di attacco.(se ce ne erano)
Poi sarebbe interessante riuscire a sapere qualcosa di più sui loro nomi....
Per ora ciao meravigliosa Vania e ciao a tutti:)
P.S. scusate,volevo rispondere sotto il post di Vania;ma dato che il mio livello di "rincoglionimento" cresce in misura esponenziale nel mese di agosto,raggiungendo livelli preoccupanti,ho sbagliato :)))

cercare...

Salve!
ho trovato questa cosa interessante:
http://www.gutenberg.org/files/19155/19155-h/19155-h.htm

magari poi la vostra più ampia conoscenza dell'inglese ne saprà trarre massimo giovamento

ho l'impressione che voi lo avevate già trovato!

Anomalia

se non ti dispiace mi "traducicchio" immediatamente la tua scoperta eppoi la posto tradotta,mi pare ci siano notizie interessanti ;)

saper

lo sapevo che non avresti resistito!

Devo ammettere che per esser

Devo ammettere che per esser 2 persone che non si conoscono....tu inizi a conoscermi piuttosto bene!!!! :D

Traduzione del I° capitolo dell'e-book trovato da Anomalia

Si tratta della 5° relazione annuale del dipartimento di etnologia dell'istituto Smithsonian,anno 1883/84.
Florida,1 ottobre 1880.
Ci sono un gruppo di Nativi,conosciuti come Seminole,sono 208(112 maschi e 96 femmine) formano 37 nuclei familiari e sono divisi in diversi accampamenti:The Big Cypress Swamp, Miami River,Fish Eating Creek, Cow Creek e Cat Fish Lake.I primi nella contea di Monroe,chiamata il "giardino del diavolo",sulla sponda nord-ovest della palude del Grande Cipresso,a 15/20 miglia sud-est del lago Okeechobee;i secondi nella contea di Dade,sul piccolo fiume Miami,non lontano dalla baia di Biscayne e 10 miglia a nord dal luogo dove doveva essere Fort Dallas durante la grande guerra Seminole;i terzi nella contea di Manatee,a circa 5 miglia dall'insenatura ovest del lago Okeechobee;i quarti nella contea di Brevard,lungo il ruscello che scorre verso sud a circa 15 miglia a nord-est dell'entrata del fiume Kissimee nel lago Okeechobee;gli ultimi sul piccolo lago nella contea di Polk,a metà strada tra il lago Pierce e Rosalie,in direzione della sorgente del fiume Kissimee.
Caratteristiche fisiche maschili
alti intorno ai 6 piedi,scuri di carnagione,fronte ampia e marcata,viso squadrato,hanno portamento fiero,occhi neri molto espressivi,naso leggermente aquilino,labbra non molto piene,ma sensuali,denti dritti.- l’autore dice che 2 guerrieri gli hanno permesso di manipolare i loro muscoli per saggiarne la consistenza e quello che egli ha notato è stato soprattutto la muscolatura degli arti inferiori,anche se il loro intero corpo era molto muscoloso ;ha notato anche la forza dei loro piedi e l’ha attribuita al fatto che percorressero molta strada a piedi nudi;l’autore dice di aver visto il figlio di Ko-i-ha-tco’, Tin-fai-yai-ki, un ragazzo alto e snello dsi non più di 12 anni,imbracciare un pesante fucile “kentucky” e seguire suo padre passo dopo passo x 1 giorno di caccia.Egli riapparve al tramonto trasportando,oltre al suo fucile,anche un cervo di circa 50 libbre.
Caratteristiche fisiche femminili
Le donne sono ben proporzionate e di bell’aspetto,sebbene alcune di loro siano al di sotto dell’altezza media delle donne.I loro lineamenti sono particolarmente gradevoli ed il loro corpo sembra esser strutturato x reggere la fatica fisica.Per bellezza,grazia ed avvenenza,l’autore sostiene che le donne Seminole sono le migliori tra i Nativi americani.
Vestiti
Hanno un abbigliamento semplice,ampio e comodo. Gli abiti son fatti principalmente di cotone,calicò,percalle e flanella. Usano anche altri indumenti di pelle di cervo o altri animali.Presso gli empori dei bianchi acquistano sciarpe di cotone dai colori brillanti,scialli di lana,mantelli di lana leggere e,ultimamente,anche se ancora di rado indossavano pantaloni di pelle e scarpe.
Abbigliamento maschile: l’abbigliamento giornaliero e da “casa” di un guerriero Seminole consisteva in una lunga camicia di cotone di colore non sgargiante spesso a righe,una sciarpa,un turbante,raramente mocassini. La camicia è lunga fino alle ginocchia e chiusa da bottoni;anche sui polsini c’erano bottoni che chiudevano le ampie maniche. L’indumento è aperto dal basso x pochi pollici;una cintura di cuoio o pelle stringe la cintola degli uomini;a questa sono attaccati 1 o più marsupi nei quali vengono portati proiettili,coltelli tascabili,pezzi di silice e piccoli pezzi di carta.Alla cintura vengono appesi anche 1 o più coltelli da caccia,ognuno della lunghezza di almeno 10 pollici.L’autore dice di aver proposto ai Seminole di fare delle tasche sulle loro camicie,così da poterle usare al posto dei marsupi;ma loro mostrarono poco interesse x la sua proposta.Il turbante è fatto di 1 o più piccoli scialli di lana che hanno disegni e colori simili a quelli dei clan scozzesi. Vengono avvolti intorno alla testa che,però,nella parte superiore resta scoperta;il turbante è piegato ed assicurato abilmente in testa senza l’ausilio di spille.Quando il turbante è sistemato sembra una sezione di un cilindro sulla testa di un uomo. Le pieghe dei turbanti vengono usate anche come tasche.A caccia vanno a capo scoperto.I mocassini erano fatti di pelle ed erano gialli o rosso scuro.
Abbigliamento femminile: consiste in una camicetta abbottonata chiusa con dei polsini,lo scollo è spesso ampio e senza bottoni,per esser facilmente infilato dalla testa;la gonna lunga fino ai piedi e spesso fino a terra è fatta con calicò o percalle di colore scuro. L sottogonna è legata saldamente in vita.L’autore riferisce che non ha visto donne calzare mocassini;le donne non hanno copricapo e per difendersi dal freddo usano uno scialle di cotone sulle spalle.Le bambine di 7/10 anni sono vestite solo con la sottogonna e i ragazzi della stessa età portano solo la camicia.I bambini piccoli sono,di regola,nudi e coperti solo quando molto freddo.
Ornamenti personali:Gli uomini tagliano i loro capelli eccezion fatta x una striscia di un pollice circa da tempia a tempia ed una perpendicolare lungo tutto il cuoi capelluto,pettinata generalmente in 2 code.
Le donne raccolgono i loro capelli in una maniera piuttosto simile a quella delle donne bianche;sono raccolti spesso in un’acconciatura a forma di cono abbastanza allungato,alla cui estremità è messo spesso un nastro;tra le giovani ragazze c’è l’uso di intrecciare i capelli e fermarli con un nastro.
Ornamento degli abiti: gli abiti di uomini e donne hanno di solito pochi ornamenti. Trecce e strisce di vari colori sono lavorate sugli indumenti,con buon gusto. La parte superiore della camicia delle donne è solitamente ricamata con trecce gialle,rosse e marroni;a volte queste trecce si estendono da lato a lato.
Occasionalmente una piccola mantella viene attaccata alla camicia,anch’essa è adornata da trecce.Lo stesso materiale usato per ornare la camicetta è spesso usato per ornare anche la gonna;le donne ricamano dei rombi o dei quadrati nella parte inferiore delle gonne. L’autore riferisce di non aver visto decorazioni curvilinee,sono tutte diritte o ad angolo.
Uso delle perline: Presso le donne Seminole sembra molto importante adornare il collo con molte collane di perline;hanno particolare predilezione x le perline in vetro tagliato della lunghezza di un quarto di pollice o poco più,solitamente di colore blu scuro (il costo a Miami è di $ 1.75 alla libbra).L’autore riferisce di un particolare che ha notato nell’accampamento della palude del Grande Cipresso,dove una donna aveva talmente tante collane di perline da impedirle di tenere il collo dritto,egli dice di averne contate almeno 200,riempivano lo spazio sotto il suo mento e coprivano il collo fino alle orecchie.
Dischi d’argento: altro ornamento portato dalle donne sulle camicette,insieme alle perline è il disco d’argento;10 o più di questi dischi sono portati da ogni donna. Questo ornamenti sono fatti dagli uomini con i quarti di dollaro e i 50 centesimi:i pezzi di moneta sono martellati abbastanza finemente,reso concavi,forati e ornati da scanalature lungo la circonferenza. I dischi fatti con il mezzo dollaro vengono detti “scudo da seno” ,sono sospesi uno su ogni seno,tra i dischi sono spesso inseriti altri ornamenti.
Orecchini: Le donne hanno spesso da 1 a 10 fori sull’orecchio;tali fori sono spesso riempiti con dei pezzetti di legno di palmetto di 1/5 di pollice di lunghezza e del diametro del perno. A parte i fori alle orecchie gli Indiani della Florida non sono soliti mutilare il loro corpo x scopo di abbellimento;non forano labbra e naso,non sono soliti dipingere i loro corpi eccezion fatta per la festa annuale de “mais verde” e per il viso dei loro morti.
Anelli: non sono molto comuni,quelli che ci sono vengono fatti in argento ed hanno buona manifattura. L’autore riferisce che non ci sono ornamenti d’oro e le monete d’oro non sono considerate di grande valore,il metallo prezioso è l’argento.
Ornamenti maschili: sono fatti a mezzaluna,sono sospesi al collo da una corda inserita nelle due cuspidi della mezzaluna;gli uomini usano anche dei bracciali come ornamento,sempre fatti d’argento e legati al polso da una corda passante tra i fori alla fine del metallo. Cintura e turbante sono spesso ornate con oggetti in argento lavorato. Questi ornamenti non vengono indossati ogni giorno,ma in occasioni di festa o quando si recano nei negozi.
ME-LE: l’autore dice che un disegno del luogotenente Brown,della caserma di Saint Francis,Florida,gli permette di mostrare com’era l’abbigliamento della festa di Me-Le,un giovane mezzo-sangue figlio del Seminole Ho-laq-to-mik-ko e di una donna di colore adottata dalla tribù quando era bambina. Me-Le indossava un paio di pantaloni di flanella rossa non così lunghi da coprirgli le cosce,i suoi ornamenti erano:collane d’argento a mezzaluna,bracciali,una fibbia in argento sulla cintura e un ornamento sul turbante.
Caratteristiche psicologiche
Sono persone coraggiose,indipendenti,fieri,comunicativi;non mancano di senso dell’umorismo;sono affettuosi nel loro rapporti sociali e domestici. L’autore riporta l’esempio di Täl-la-häs-ke ,padre di 6 ragazzi di età compresa tra i 4 e i 18 anni,sua moglie è morta ed egli fa da madre e da padre ai suoi figli. I Seminole sono persone schiette,la falsa cortesia non è loro caratteristica.
Abilità intellettuali:nei loro rapporti con gli altri sono loquaci,attivi e dimostrano un’intelligenza pronta.

ok....io continuo con la traduzione degli altri capitoli(non so se si è capito:a me piace tanto tradurre!)mi pare ci siano parecchie info utili,grande Anomalia! ;)

Traduzione del II capitolo

Ho appena finito la traduzione del 2° capitolo...Anomalia: ma sai che secondo me hai trovato un vero tesoro di informazioni?
CAPITOLO II
La società Seminole
La loro struttura societaria è essenzialmente matriarcale e richiama quella dei Creek.
La famiglia Seminole
È formata dal marito,una o più mogli e i loro figli.
Il corteggiamento:un giovane guerriero sui 20 anni,vedendo una fanciulla di 16 anni circa,può desiderare di corteggiarla;il ragazzo chiama i suoi parenti a consiglio e li informa sul fatto;se non ci sono impedimenti i parenti decidono chi tra loro si recherà dalla famiglia della ragazza a chiederla in moglie x conto del proprio parente.I parenti della ragazza decidono se approvare o meno la richiesta,se approvano chiedono alla potenziale sposa quali sono le sue disposizioni di animo verso il richiedente. Se anche lei è disposta la notizia del consenso è trasmessa anche ai parenti del ragazzo. Le parenti dello sposo portano a casa della madre della ragazza una coperta o un ampio pezzo di stoffa di cotone ed un giaciglio;ina altre parole allestiscono un nuovo letto.
Il matrimonio: è fatto con una cerimonia molto informale che consiste nell’andata dello sposo al tramonto del giorno designato,presso la casa della suocera,dover lui viene ricevuto dalla sposa;da questo momento sono marito e moglie. Il giorno dopo la neo-coppia fa la sua apparizione insieme e da allora sono riconosciuti come sposati. Dopo il matrimonio e spesso x un lungo periodo,la nuova coppia resta a casa della suocera. Dopo la nascita dei figli ,generalmente gli sposi costruiscono la loro casa,nello stesso accampamento dei genitori della moglie o altrove,ma mai presso quello dei genitori del marito.
Il divorzio: Il marito non più in accordo con sua moglie,la lascia e ritorna dalla sua famiglia.
Nascita dei figli:la donna in attesa di un figlio sceglie un posto non lontano dalla casa della sua famiglia per farlo nascere e lì,con alcune amiche, costruisce un piccolo alloggio coperto sopra e ai lati con larghe foglie di palmetto. la donna,con alcune donne anziane,quando è giunto il tempo della nascita si reca in questo posto isolato;lì nella posizione accovacciata,tenendosi con le braccia ad un saldo bastone,spinge per dare alla luce il suo bambino. Se non sorgono complicazioni la neo-mamma torna a casa col piccolo dopo 4 giorni dalla nascita.
Infanzia: i bambini non vengono fasciati immobili,ma hanno il libero uso del proprio corpo,sono tenuti nudi sull’amaca o sulla pelle di cervo. Le madri Seminole non hanno l’abitudine di calmare i loro bimbi con canti ma,riferisce l’autore,a volte ha udito un ritornello monotono canticchiato dalle mamme o dalle nonne accovacciate accanto all’amaca oscillante. L’amaca segue il ritmo lento della canzone. Quando non ci sono sorelle o nonne a guardare il bimbo,la madre deve portarlo con se,allora lo carica a cavalcioni sulla sua anca e lo sostiene x evitare che cada. Se ha bisogno di avere entrambe le braccia libere,mette il bimbo in un pezzo di stoffa di cotone e se lo carica sulla schiena. Questo metodo è di solito,molto gradito ai piccoli;l’autore riferisce di aver visto un bimbo portato così dalla mamma,che mostrava particolare allegria,sgambettava e giocava a tirare i fili delle collane di perline della madre.
Fanciullezza: Quando hanno acquisito forza a sufficienza possono iniziare a dare una mano in casa(dai 4 anni in su): girare la zuppa mentre cuoce,aiutare ad impastare il pane,lavare la radice “Koonti” e sminuzzarla,controllare e ravvivare il fuoco;loro hanno sufficiente tempo anche x giocare con gli altri bambini.
CASE SEMINOLE - I-FUL-LO-HA-TCO’S HOUSE –
I Seminole non sono nomadi,hanno fissa dimora e i loro accampamenti sono ben distinti in distretti. Le loro abitazioni sono realizzate quasi completamente,anche se non del tutto,con materiali ricavati dall’albero del palmetto,si tratta di una piattaforma rialzata da terra di circa 3 piedi,col tetto (di non più di 12 piedi di altezza all’apice e 7 nella parte discendente) ricoperto di paglia di palmetto. La struttura è sostenuta da 8 tronchi di palmetto sistemati in verticale;la piattaforma è composta da tronchi di palmetto spaccati e sistemati trasversalmente. La paglia della copertura è lavorata in maniera più fitta all’interno,sopra le foglie vengono sistemati dei tronchi di palmetto che hanno il compito di rendere solida la struttura e “bloccare” il tetto di foglie;tale copertura è fatta in modo da offrire riparo sia dalla pioggia che dal vento,solo gli uragani possono strapparla,ma questo è infrequente nel sud della Florida. Le case Seminole sono aperte sui lati e senza stanze,c’è uno spazio che viene ricavato dal margine inferiore del tetto e che serve ad accumulare riserve di cibo. Il giardino,di forma ellittica,dal diametro lungo circa 25 piedi. In apparenza non c’è privacy in queste abitazioni,l’unica concessione è stendere su una struttura una coperta di forma squadrata o oblunga quando si dorme:questa assolve a 2 funzioni,garantisce una certa privacy e difende da moscerini e Mosquitos. Accanto alla casa permanete dei Seminole si trova anche un alloggio da usare in caso di necessità. I Seminole stanziati vicino a Cat Fish Lake,hanno dovuto adottare un altro tipo di abitazione perché le loro provviste di patate dolci sono state mangiate dagli animali,quindi le loro abitazioni sono state interamente coperte di foglie di palmetto anche sui lati e somigliano molto più a capannoni o tende;adiacente ad ognuna di queste case si trova una piccola e alta piattaforma coperta di foglie su cui vengono messi:cibo,vestiti,utensili.
VITA DI CASA
I Seminole vivono di pesca,caccia e agricoltura;tutti in famiglia si danno da fare:le donne non solo si prendono cura dei figli,si occupano della preparazione del cibo e del buon andamento della casa,fanno anche le braccianti nei loro campi;sia il marito che la moglie sono coltivatori e proprietari terrieri. Può capitare di trovare uomini intenti a cucinare e donne che si occupano di bestiame e cavalli. Gli uomini cacciano,le donne pescano;sia gli uomini che le donne sono in grado di cucire,raffinare farina,estrarre zucchero di canna e bollire sciroppo,spaccare legna e trasportarla,trasportare acqua.
CIBO
Viene consumata carne di:cervo,opossum,coniglio,a volte scoiattolo, orso,pollo selvatico,anatra,tacchino. Consumano diversi tipi di pesce,specialmente trota;mentre sulla costa catturano tartarughe acquatiche ed ostriche. Hanno a disposizione una notevole quantità di verdura (melone,zucca,patate dolci,arachidi),radici e frutta;coltivano granturco da cui poi ricavano la farina. Abbonda il koonti,simile alla patata selvatica,è un piccolo tubero che cresce in zone buie e paludose.I frutti sono:banane,arance(dolci e non),lime,guava,ananas,noce di cocco e prugne.
FOCOLARE
È il fulcro della vita sociale Seminole,lì si prepara il cibo durante il giorno e lì si intrattengono rapporti familiari e sociali. I ceppi usati per fare il fuoco sono considerevolmente lunghi e vengono disposti come i raggi di un cerchio,vengono spinti verso l’interno finchè non si consumano. Intorno al fuoco si siedono spesso i membri della famiglia a volte usano una specie di cuscino,specie gli anziani e le donne che intendono appisolarsi un po’ nel pomeriggio.
MODO DI MANGIARE
Non usano sedersi attorno ad un tavolo con piatti e sedie;il bollitore di discrete dimensioni che contiene lo stufato di carne e verdura è il centro attorno al quale si raduna la famiglia x mangiare. Il bollitore è appoggiato a terra accanto al fuoco ed ognuno estrae dal bollitore,con le proprie dita o col proprio coltello,un pezzo di carne o di osso con carne attaccata e lo mangia con le mani. Sebbene i Seminole consumino i pasti con una certa regolarità,sono soliti mangiare essenzialmente quando hanno fame e questo accade soprattutto quando la caccia è stata particolarmente buona e ci sono pietanze invitanti;allora durante il giorno,mangiano ogni qual volta hanno fame prendendo un pezzo di carne in una mano e un po’ di koonti o altro pane nell’altra. Non è raro che si alzino di notte per mangiare un pezzo di arrosto.
DIVERTIMENTO
Una famiglia Seminole nella propria casa non solo lavora,dorme,mangia,passa anche il tempo divertendosi. Le bambine hanno bambole fatte di pezzi di stoffa,costruiscono case per le loro bambole. I bambini hanno piccoli archi con frecce,vanno nella boscaglia a caccia di piccoli uccelli. Giocano a nascondino, saltano alla corda(nel gioco da loro detto:”il salto della rana”) ,imbracciano uno stecco e fanno “come se” fosse un fucile;con dei tuberi di circa un pollice e un tipo di erba detta “erba del cervo” fabbricano delle trottole . Ad un’attenta analisi i rapporti familiari sembrano essere molto equilibrati,i membri della famiglia vivono in allegra armonia ed hanno un buon grado di confidenza gli uni con gli altri.
L’autore riporta la distinzione delle famiglie di appartenenza dei 208 Seminole allora presenti sul territorio con relativi nomi dei clan;ha individuato,inoltre,il termine usato per definire la gens: “Po-ha-po-hûm-ko-sin” . Dall’analisi delle dinamiche relazionali dei clan l’autore ha dedotto che: i figli appartenevano alla madre e fin dalla nascita entravano a far parte del suo clan,un uomo poteva non sposare una donna del suo stesso clan,vigeva spesso la “duogamia” ,ma ogni moglie restava comunque legata al proprio clan di origine.Viene riferito anche di una particolare istituzione detta “fellowhood” in cui 2 uomini facevano il patto di essere amici x la vita,molto più che fratelli,confidenti senza riserve e giuravano di difendersi a vicenda da eventuali pericoli.
NOME DELLA TRIBù
L’autore dice di aver avuto difficoltà nell’individuare il nome con cui i Seminole designavano loro stessi;il nome Seminole non era loro gradito perché significava “vagabondo”; a Miami e presso la Big Cypress Swamp i Nativi chiamavano loro stessi: “Kän-yuk-sa Is-ti-tca-ti” ,che significa uomini rossi della Florida;nei campi del nord usavano il nome di “Tallahassee Indians.”
Chiedo venia fin da ora se nel testo c'è qualche errore di battitura ;)

TRADUZIONE DEL III CAPITOLO

CAPITOLO III
ATTIVITà DEI SEMINOLE
Agricoltura: ad ogni famiglia appartiene una quantità di terreno che si estende da 1 a 4 acri,utilizzano delle comuni zappe per lavorare il terreno;il suolo è interamente privo di pietre;è morbido,scuro e fertile,non sono soliti tenere troppe provviste,ma non hanno una stagione del tutto improduttiva;quindi questa cosa non porta conseguenze.
MAIS:è il primo prodotto della loro agricoltura,diventa commestibile tra maggio e giugno(mesi in cui ne vengono consumate grandi quantità),dal mais si ricava anche una farina particolare con cui si pùuò anche fare una torta che l’autore riferisce come molto buona. Il mais è usato anche x la “Green Corn Dance”.
ZUCCHERO DI CANNA: ne ricavano uno sciroppo,le loro coltivazioni vantano le piante più larghe che l’autore abbia mai visto;2 pollici o più di diametro e 17 piedi o più in lunghezza,per ottenere lo sciroppo sono stati costruiti 2 mulini rudimentali,il succo viene messo in recipienti di ferro o stagno viene infine bollito nei bollitori finchè non raggiunge la giusta consistenza. Una volta inscatolato lo sciroppo viene spesso venduto ai bianchi che lo vendono a loro volta nei loro negozi. L’autore riferisce di aver assaggiato le patate dolci bollite ed intinte nello sciroppo,ha riscontrato un sapore simile a quello delle castagne bollite.I mulini che i Seminole utilizzano x lo zucchero di canna sono una rude imitazione delle macchine che hanno visto presso i bianchi:i cilindri sono fatti di quercia e gli ingranaggi di legno.

LA CACCIA
Il sud della Florida abbonda di cacciagione.L’arma preferita è il fucile;arco e frecce sono usati più dai ragazzi giovani,i fucili sono quasi tutti dei “Kentucky” - metà del 18° secolo- (da “appassionata” di armi da fuoco e tiro al bersaglio aggiungo alcuni particolari sul fucile in questione:sviluppato da tedeschi immigrati in Pennsylvania,ottenuto da alcune modifiche del fucile “Jaeger” di fabbricazione tedesca, deve il suo nome all’abilità con cui lo usarono i fucilieri del Kentucky nella guerra del 1812;in mano a tiratori esperti, poteva centrare un bersaglio della grandezza di una testa umana da una distanza di 200 iarde,fucile ad avancarica,un solo colpo,canna lunga; sistema di accensione dotato di “flintlock”:le lamine del cane stringono un pezzo di selce o pirite che,abbassandosi,struscia su una lamina metallica provocando scintille che accendono la polvere contenuta nello scodellino sottostante comunicante con la canna,provocando,così,lo sparo).Questo fucile incontra il favore dei Seminole anche se paragonato ad armi con cartucce fisse(tipo la doppietta).
Metodi di caccia: cacciano a piedi,sono in grado di avvicinare un cervo a meno di 6 iarde da loro e cacciarlo mentre questo sta mangiando,si muovono lateralmente all’animale e riescono a non farsi vedere confondendosi tra gli alberi. Cacciano i tacchino semplicemente imitandone il verso;sono soliti lasciar cacciare ai bambini piccoli uccelli. La lontra viene cacciata sia col fucile che con arco e frecce e,recentemente (dice l’autore) con trappole.
LA PESCA
Vengono usati amo e lenza,ma è anche comune veder pescare con arco e frecce.
APPROVVIGGIONAMENTO
Possiedono circa 50 capi di bestiame,migliaia di suini e forse 500 polli. A Cat Fish Lake sembra essersi sviluppato un inusuale interesse x i cavalli.
KOONTI
È una radice contenente una gran percentuale di amido;è stato detto che il rendimento di amido equivale alle migliori piante di maranta delle Bermuda.Si ottiene una farina da questa radice. I bianchi chiamano il koonti:”la radice da pane indiano” e di recente è divenuto merce di scambio. L’autore dice di aver mangiato un budino di koonti a Miami servito con latte e gelatina di guava,riferisce che era delizioso. Descrive il processo usato ad Horse Creek per ottenere la farina:La radice viene raccolta,lavata dalla terra che resta dopo il raccolto,sistemata nel “koonti log” – un grande tronco di pino in cui venivano praticati del fori larghi circa 9 pollici nella parte superiore che procedevano inclinati verso il basso e terminavano a punta, piuttosto profondi,per ognuno di questi foro c’era un pestello fatto di legno duro con cui le donne o i bambini riducevano in farina la radice di koonti - il primo passo verso la realizzazione della farina prevedeva che la radice venisse tagliata in pezzi e “battuta a pestello” in modo da ottenere una specie di polpa;che veniva messa su di una piccola piattaforma(ogni lavoratore ne aveva una),quando la quantità di polpa era sufficiente veniva messa in un recipiente di corteccia con dell’acqua. Veniva creata una struttura formata da un panno (sopra) e una pelle di cervo (sotto) sostenute da 4 paletti,la polpa lavata veniva stesa sul panno superiore in tal modo l’amido drenava nella pelle sottostante. Dopo alcuni giorni che il sedimento iniziava a fermentare era messo su foglie di palmetto essiccate. Una volta essiccata la farina,di colore giallastro,era pronta all’uso. L’autore dice che il pane di farina di koonti era di colore arancione chiaro,insipido,ma non sgradevole al gusto.
MANIFATTURA
Utensili: I recipienti e gli utensili di ferro e stagno hanno sostituito quelli in pietra;il loro termine per indicare la pietra “Tcat – to” è usato anche x il ferro. Acquistano asce,coltelli da caccia,zappe e coltelli della larghezza di 2 piedi,per uso domestico (ad es. per tagliare la carne).
Armi: arco e frecce continuano ad essere usati,ma non più per la guerra e perlopiù dai ragazzi nella caccia. L’arco è fatto di un pezzo unico di gelso o altro legno elastico,lungo da 4 a 6 piedi,l’archetto è fatto con cuoio di cervo ritorto,le frecce fatte di legno duro hanno lunghezza variabile da 2 a 4 piedi,hanno conficcata in punta una lamina di ferro tagliente. L’abilità dei ragazzi nell’uso di arco e frecce è notevole. Sembra essere usuale che ogni maschio della tribù dai 12 anni in su abbia un fucile.
Le ceste: non sono propriamente dei tessitori,quel poco che serve loro x gli abiti lo prendono spesso agli empori;fabbricano da soli ceste e setacci x uso domestico.
Uso del palmetto: dai tronchi della pianta ricavano il pavimento delle loro abitazioni,dalle sue foglie la copertura resistente all’acqua x i loro tetti,la protezione dall’umidità per i loro giacigli;la corteccia e la fibra resistente presente in mezzo alle foglie fornisce loro il materiale con cui fanno le corde e spaghi molto forti con cui,all’occorrenza,intrecciano stoffa x realizzare vestiti;la parte nuova che cresce nella zona alta della pianta è tenera,nutriente e gradevole al gusto e può esser consumata cruda o cotta,il sapore è simile alla castagna e la consistenza risulta croccante come un gambo di sedano.
Mortai e pestelli: i mortai e i pestelli fatti artigianalmente non sono ancora stati sostituiti da quelli acquistati nei negozi;in quanto continuano a rimanere i migliori x macinare il mais. Il mortaio è fatto di un troco di legno di quercia vivo di circa 2 piedi di lunghezza e 15 o 20 pollici di diametro;una delle estremità del tronco viene scavata profondamente,in questa cavità viene messo il mais che poi viene macinato col pestello fino ad esser ridotto in farina.
Fabbricazione della canoa: la canoa è il loro principale mezzo di trasporto;gli accampamenti sono spesso situati in luoghi semi-disabitati e raggiungibili solo via acqua,le canoe sono fatte con tronchi di cipresso.
Fuoco: il fuoco viene accesso con comuni fiammiferi (ma-tci) o con metallo e pietra focaia ridotti in polvere e carta. L’autore dice che Tom Tiger gli ha mostrato come accende il fuoco quando è fuori casa:prende tra pollice e indice della sua mano sinistra un po’ di carta;piega la carta e ci versa dentro un po’ di polvere da sparo. Con la pietra focaia urta un po’ di metallo e,nel contempo,con un rapido movimento ascendente della mano sinistra,dà fuoco alla carta contenete la polvere;poi sistema il fuoco così ottenuto su trucioli di pino che aveva precedentemente sistemato.
Lavorazione della pelle: usano e vendono la pelle essiccata senza il pelo dell’animale,la pelle di daino è di color giallo chiaro,molto soffice e robusta;ci sono anche pelli rosso scure,che sono state evidentemente affumicate. La pelle viene tirata ed essiccata usando un semplice telaio.
ARTE ORNAMENTALE
Oltre agli ornamenti che usano su abiti e ai gioielli non c’è molto altro:case,attrezzi,utensili,canoe,armi sono tutti senza intagli o disegni. L’autore dice di aver notato solo un intaglio su un albero di pino a Myers che raffigurava in modo primitivo una testa di toro;la cronaca locale riporta che questa “marcatura degli alberi” è iniziata quando i bianchi iniziarono a portare il loro bestiame a sud del fiume Caloosahatchie. L’unico dipinto che l’0autore ha visto era una primitiva raffigurazione di un uomo sul manico di un pestello usato ad Horse Creek x la lavorazione della radice koonti;una ragazza lo aveva realizzato x proprio divertimento e svago.
MUSICA
La musica è poco in uso;non hanno molte canzoni ed alcune dei loro avi sono state dimenticate;hanno i canti x la festa del mais verde,alcune ninnananne.
RELIGIONE
L’autore dice di sentire l’influenza del cristianesimo;infatti riferisce che,parlando con Ko-nip-ha-tco,questi gli ha detto che la radice koonti è considerata un dono del Grande Spirito,che Gesù,scendendo sulla terra,ha dato agli uomini rossi;in riferimento a questo l’autore ricorda che nel 17° secolo gli spagnoli hanno condotto delle energiche campagne di evangelizzazione nel sud della Florida.L’interprete riferisce all’autore che i Seminole credono nel Grande Spirito,chiamato His-a-kit-a-mis-i,questa parola signifca “colui che dà il respiro” (la parola Seminole x respiro è: His-a-kit-a.).Il luogo dive i Seminole vanno dopo la morte è chiamato: “Po-ya-fi-tsa” e i morti sono detti: “Pi-ya-fits-ul-ki” (il popolo di Po-ya-fi-tsa),questa è la parola più vicina x significato alle nostre “anima” e “spirito”.
USI FUNERARI
L’autore riporta la descrizione della morte e della sepoltura di un bambino. La preparazione della sepoltura ha inizio subito dopo la morte:il corpo viene rivestito con una camicia nuova e vengono messi 2 fazzoletti,uno intorno al collo e uno intorno alla testa;vengono dipinti un punto di colore rosso sulla guancia destra e uno nero sulla guancia sinistra. Il corpo viene sistemato a faccia in su,nella mano sinistra vengono messi un po’ di legno bruciato e un piccolo arco della lunghezza di 12 pollici;la mano giace naturalmente lungo la linea centrale del corpo. Nella mano destra è sistemata una freccia leggermente tesa. Durante questa preparazione le donne si scompigliano i capelli emettendo un forte lamento;gli uomini,una volta individuato il luogo della sepoltura,scavano una fossa nel seguente modo:2 legni di palmetto della giusta dimensione vengono divisi,i 4 pezzi ottenuti vengono saldamente fissati alle estremità seguendo la forma di una scatola oblunga che si sviluppa da oriente ad occidente. Al suolo viene messo una coltre,2 uomini,all’alba,trasportano il corpo dal campo al luogo della sepoltura,legandolo ad un lungo palo da sotto le cosce e dietro il collo. I parenti seguono il corpo,nella tomba detta To-hŏp-ki” (forte o palizzata) il corpo,avvolto con cura in una coperta, viene adagiato con i piedi a oriente. Sopra vengono poi sistemate delle foglie di palmetto e il tutto viene chiuso da una copertura di tronchi;al di sopra viene costruito un tetto,usando bastoni piantati a X nel terreno eppoi coperti da foglie di palmetto. I portatori del corpo accendono poi un grande fuoco alle estremità della tomba,dopo questa cerimonia tutti tornano al campo. Durante quel giorno e per i successivi 3,i parenti restano a casa e non lavorano. I fuochi alle estremità della tomba sono ravvivati al tramonto da coloro che li avevano accesi e x la notte vengono sventolate delle torce,affinchè il “cattivo uccello della notte” non possa raggiungere il morto nella sua tomba. Il ravvivamento del fuoco e l’oscillazione delle torce sono ripetuti x 3 giorni;il 4° giorno il fuoco viene lasciato spegnere,si dice che ora il morto “è andato”,il lutto cessa e i familiari riprendono le loro attività abituali. L’autore riferisce la propria interpretazione della cerimonia funebre: i Seminole credono che il morto resti nella tomba solo x 4 giorni,il fuoco alla testa e ai piedi e l’agitamento delle torce deve servire a proteggerlo dagli “uccelli diavolo” che vogliono fargli del male;i suoi piedi sono posizionati ad oriente in modo che egli si trovi dritto sul sentiero del cielo,che comincia nel luogo dove nasce il sole;per questo se venisse messo con i piedi in un’altra direzione non saprebbe quale sentiero prendere e vagherebbe sperduto nell’oscurità. Il defunto ha con sé arco e frecce per potersi procurare cibo lungo la strada;il pezzo di legno bruciato nella sua mano sinistra lo protegge dagli uccelli cattivi,mentre lui compie il suo viaggio verso il cielo;questo “uccelli demoni” sono detti Ta-lak-i-çlak-o. Alla fine delle quattro lune i parenti si recano alla tomba e tagliano l’erba cresciuta troppo. Una vedova lascia i suoi capelli arruffati x le prime 12 lune della sua vedovanza.
DANZA DEL MAIS VERDE
15 giorni prima della festa l’uomo medicina annuncia quando inizieranno i festeggiamenti,vengono piantati dei piccoli bastoni che rappresentano il numero dei giorni che separano dalla festa,ogni giorno viene tolto un bastoncino. La prima sera della festa viene bevuta una bevanda scura “Pa-sa-is-kit-a” dall’odore e dal sapore nauseante,è probabilmente una mistura simile a quella usata dai Creek per una cerimonia dello stesso genere. La bevanda ha proprietà emetiche e purgative,chi la beve vomita; viene cantata la “Medicine Song”,l’autore riferisce che il suo interlocutore si è rifiutato di cantarla per lui,in quanto nessuno può cantarla fuori dalla festa del mais verde,almenochè non sia un uomo medicina,senza avere danno. La notte,dopo che la bevanda scura ha fatto effetto,dormono;il mattino successivo mangiano il mais verde,segue un giorno di digiuno,poi un giorno di grande banchetto “Hom-pi-ta-çlak-o” in cui si mangia tutto il tempo “Hom-pis-yak-i-ta.”
MEDICINA
Sono soliti usare erbe per curarsi,l’autore dice che non sa quale tipo di incantesimo o stregoneria usino contro le malattie;Me-le gli ha riferito che conosceva una pianta le cui foglie erano in grado di curare il morso del crotalo e un’altra che funzionava da antidoto contro il veleno dell’edera.

VALUTA
L’unità adottata dai Seminole dell’accampamento di Big Cypress Swamp sono i 25 centesimi che loro chiamano “Kan-cat-ka-hum-kin”(letteralmente:una chiazza sulla terra);nei negozi di Miami i singoli Seminole commerciavano chiedendo in cambio ciò di cui necessitavano,si trattava perciò di una contrattazione “singola”. La loro parola x indicare il denaro è “Tcat-to Ko-na-wa” : “Ko-na-wa” significa perline e “Tcat-to” è usato x indicare ferro o metallo in genere,ma anche pietra (forse era quest’ultimo il significato originario del termine),quindi: “Tcat-to Ko-na-wa” ,perline di pietra,ossia moneta primitiva. Aggiungendo la parola “Hat-ki”,cioè bianco,ci si riferisce all’argento;mentre aggiungendo “La-ni” (giallo) ci si riferisce all’oro.Per i dollari in banconota usavano le parole: “Nak-ho-tsi Tcat-to Ko-na-wa,”letteralmente:carta,pietra,perline.
DIVISIONE DEL TEMPO
Un anno è diviso in 12 mesi i cui nomi sono:
1. Çla-fŭts-u-tsi, PICCOLO INVERNO
2. Ho-ta-li-ha-si, VENTO DI LUNA
3. Ho-ta-li-ha-si-çlak-o, GRANDE VENTO DI LUNA
4. Ki-ha-su-tsi, PICCOLA LUNA DI GELSO
5. Ki-ha-si-çlat-o, GRANDE LUNA DI GELSO
6. Ka-too-ha-si.
7. Hai-yu-tsi.
8. Hai-yu-tsi-çlak-o.
9. O-ta-wŭs-ku-tsi.
10. O-ta-wŭs-ka-çlak-o.
11. I-ho-li.
12. Çla-fo-çlak-o GRANDE INVERNO
L’autore dice di non essere sicuro della pronuncia delle sue parole Seminole,ma riproduce i fonemi come può.Il mese sembra essere diviso in giorni,i giorni sono divisi in momenti indicati dalla posizione del sole nel cielo.
NUMERAZIONE: è la stessa riportata in Seminole news,in più viene indicato il modo usato da un anziano Seminole x contare con le dita,ma è spiegato con un intreccio di dita pazzesco che dovrebbe essere all’incirca così:contavano iniziando a “indicare” i numeri sulla mano sinistra e indicando di volta in volta le dita della mano sinistra alternativamente con il pollice e l’indice della mano destra,se la mano sinistra non bastava usavano la destra.
SENSO DEL COLORE
Per il nero e il bianco esistono termini atti ad indicarli,il marrone viene indicato come “giallo scuro”,il grigio come”bianco-nero”,col blu indicano anche altre sfumature di colori che vanno dal viola al verde;così come il rosso indica una gamma di coloro dallo scarlatto al rosa;il giallo indica colori che vanno dall’arancione scuro al giallo chiaro.
EDUCAZIONE
L’autore dice che il reverendo Frost ha cercato di impiantare una scuola a Myers con scarso successo.
SCHIAVITù
Da quanto riferito nella tabella della popolazione,nella tribù c’erano 3 persone di colore e 7 mezzo-sangue,che sul documento risultano schiavi dei Seminole;in realtà l’autore dice di non avere trovato alcun riscontro a questa dichiarazione,una donna di colore è sposata con un Indiano e le altre 2 vivono nello stesso modo delle altre donne Seminole;sembra piuttosto che offrano un posto dove stare agli schiavi fuggiaschi che,via via,diventano membri della tribù.
SALUTE
Hanno buone condizioni di salute,ci sono stati solo 4 decessi nel periodo esaminato dall’autore: un’anziana donna dell’accampamento di Fish Eating Creek , O-pa-ka;la moglie di Tal-la-has-ke (nell’accampamento di Cat Fish Lake),la sorella di Tal-la-has-ke e un bambino nell’accampamento di Cow Creek.L’autore è stato informato che 2 anni prima ci fu una forte mortalità tra i bambini a causa di un’epidemia sviluppatasi nei campi del nord.

Come al solito mi scuso nel caso in cui fossero presenti errori di battitura,mi sono permessa di postare in aggiunta una piccola ricerca sul tipo di fucile più usato tra i Seminole.

Traduzione del IV capitolo

TERRITORIO DEI SEMINOLE
NATURA
Il sud della Florida ha un clima subtropicale,da un punto di vista topografico è prevalentemente pianeggiante con piccoli promontori o depressioni naturali. L’autore dice che spesso nel mese di febbraio il sole è talmente caldo da rendere superflui gli abiti;gli alberi di pino non sono così fitti da fare una buona ombra,questa mancanza di ombra è riferita proprio come una caratteristica del paesaggio del sud della Florida che è a volte intervallato da paludi e stagni;nelle vicinanze si notano dei cipressi che circondano le paludi quasi in circolo. Lo stagno risulta diverso dalla palude solo x l’assenza di alberi. Il viaggio a cui l’autore fa riferimento è quello che lo ha portato da Myers a Big Cypress Swamp; il 3° giorno di viaggio,a circa 30 /40 miglia da Myers, lo scenario del territorio cambia:si passa dalla terra dei pini a quella delle praterie:ci sono larghe distese di erba e palmetto,intervallate da piccole zone di alberi di pino o paludi con cipressi. Riferisce di aver incontrato un torrente chiamato Ak-ho-lo-wa-koo-tci,il cui scorrere era talmente lento da poter essere oltrepassato a guado senza difficoltà. La descrizione in questione si riferisce alla parte della Florida a sud del fiume Caloosahatchee;è in queste praterie d’acqua delle Everglades che si trovano molti degli accampamenti dei Seminole;terra relativamente secca,invece,si estende dal centro-nord della Florida ossia dalla foce del fiume Kissimee fino a Cat Fish Lake. Eccetto questo particolare la topografia di tutto il territorio indiano della Florida è essenzialmente la stessa di quella vista da Myers a Big Cypress Swamp. L’autore dice che sebbene fosse pieno inverno quando ha visitato i Seminole,il clima era quello di mezza estate,gli alberi erano pieni di foglie,fiori e frutti.
UOMO
Le loro stesse battaglie e quelle dei loro avi hanno conservato in loro coraggio e fierezza;l’autore dice ,però,che presto o tardi dovranno scendere a compromessi con l’uomo bianco,altrimenti soccomberanno nel tentativo di contrastare i bianchi. Per più di 300 anni Europei e Indiani sono stati faccia a faccia senza mai essere davvero amici tra loro e tra il 17° e 18° secolo la Florida fu teatro di guerre tra loro. Spagnoli,francesi,inglesi,poi ancora spagnoli tennero il territorio a turno,poi dice l’autore,che 6 anni prima la Spagna consegnò all’Unione Americana i territori con le relative popolazioni;con cui il governo,non riuscendo a sottometterle, non ha neanche mai trovato un accordo. In quegli anni,tuttavia,alcuni bianchi hanno tentato una convivenza pacifica con gli uomini rossi (soprattutto x ragioni di baratto) ,in particolar modo quelli che vivevano nei pressi di: Myers, Miami, Bartow, Fort Meade, and Tampa.
L’autore teme che in futuro lo spostamento dei bianchi verso la Florida e il tentativo di drenare le Everglades e il lago Okeechobee provocheranno molti problemi tra le 2 popolazioni;egli auspica che venga seguita una politica atta a riconoscere giustizia ai Seminole,in modo da averli non come nemici bensì come alleati. Tra i Seminole,dice,alcuni giovani dimostrano la volontà di voler abbattere la barriera tra loro e i bianchi.L’autore ritiene possibile, in un allora prox futuro,la nascita dell’amicizia tra bianchi e Seminole,dimenticando un tragico passato a favore di un pacifico e prospero futuro.
Metto un’appendice con le corrispondenze delle unità di misura citate;non conoscendole a fondo,ho preferito andarmele a cercare per rendermi conto meglio ed avere uno schema a portata di mano:

Miglio degli Stati Uniti d’America = 1,809347 km
1 pollice é 2,54 cm (cioè 1/12 di piede)
1 piede americano =0,30480061 ;è maggiore di quello internazionale di circa 610 nanometri (il piede internazionale è 30,48 cm)
1 libbra = 453,59237 g(ossia 16 once)
P.S. Sono sempre più convinta che Anomalia abbia trovato un tesoro di info!!!!

dì... tà

la modalità di conteggio dei Seminole mi affascina... ricordo che in alcuni "portuari" (o diari di navigazione) esposti tempo fa al museo Correr di Venezia (forse dell'archivio della biblioteca marciana) riportavano delle particolari modalità di conteggio "marinare" utilizzando non tanto e solo le dita, ma le "falangi"... in oltre presso diversi popoli le metodologie di conteggio sono "caratterizzanti" e possono essere "segnali" di contaminazione o origine di un popolo...
(per una pallida idea... provate a vedere
http://www.scienzagiovane.unibo.it/numeri/4-far-di-conto.html)

fun... era... lì

ma non sei felice di aver avuto una prziale risposta ai tuoi quesiti "macabri" sui riti funebri?

... certo che ... "cusiosità" macabre e appassionata d'armi... e poi vi chiamano "sesso debole"!!????

p.s. e non scusarti più degli "eventuali errori"... altrimenti io devo scusarmi ogni volta delle idiozie che scrivo... il che non sarebbe male... ma hai idea di quante parole non necessarie riempirebbero il blog?... guarda che lo faccio sai...

p.p.s. GRAZIE! stai facendo un lavoro mirabile

Si Si...eccome,ma ora.....

Sono stata felicissima che le mie macabre curiosità siano in parte state soddisfatte...è stato una bella sorpresa trovare risposta proprio a questi quesiti!!!!
Ora però ho un altro dubbio che mi attanaglia il neurone:chissà quale era il significato dei 2 puntini (nero e rosso) che disegnavano sulle guance dei loro defunti......Ok lo so,lo so......sono una "palla al piede" ...è solo che il mono-neurone con l'avvento della stagione più fresca riprende parte delle sue funzioni e si fa qualche domanda ;))))

pezzi pazzi

un po' di convusione ci vule ogni tanto:

Aloe: Gli indiani Seminole della Florida credevano al suo potere di ringiovanimento: essi affermavano che la “Fontana della Giovinezza”, cercata invano dall’esploratore Ponce de Leon, sgorgasse da una polla immersa tra le piante d’aloe.
fonte: http://www.aloemimina.net/nuova_pagina_3.htm

Per gli indiani Seminole, i denti e gli artigli triturati dell'orso avrebbero prevenuto e curato le infezioni intestinali del bestiame
fonte: http://www.astercenter.net/ILLUPO.htm

The Creek and Seminole buried their dead in a circular pit in a sitting position [3 years ago]
fonte: http://answers.yahoo.com/question/index?qid=20080205060552AAVAVWm

Some traditions date way back in time
Johnson recalled that growing up, he knew of another traditional burial practice dating back even further.
"In the old time, Navajos weren't buried in the ground — they were buried in a tree," he said. "Back then they'd let spirits go by having nature take its course ... I had a relative buried in a tree, but that tree was always off limits."
For the Florida Seminoles, the nature of their swamplands made above-ground burials a practical choice, according to Neal Bowers, a cultural adviser with the tribe's Historic Preservation Office in Clewiston, Fla.
"There weren't too many places to dig — the swamp and the land determined the pathways we took as far as some of our practices," he said. "It was more practical to lay a person down above the ground ... because in the old times without cars, sometimes families were not able to reach a medicine man until weeks later who could perform the finishing ritual."
Seminole traditions differ from family to family
Bowers stressed that traditions varied from family to family, and there's no one thing all Seminoles did when someone passed.
But he did say that one old tradition from before assimilation was for the family to lay the deceased out in his chickee — an open-sided, thatched-roof housed made out of cypress poles and palm fronds — and then abandon that camp.
Another tradition still sometimes practiced today is for the survivors of a loved one to collect the deceased's belongings and throw them out into the swamp.
"In some families they'll pass things down — they'll say this was grandma's dress, this was grandpa's gun. We don't do that," Bowers said.
"I was taught when my loved one passes, I help them in their journey to the other side ... if I'm holding on to their objects, I'm holding them back," he said.
fonte: http://www.reznetnews.org/article/indian-burial-customs-vary-widely-23930

postit

toccata e fuga...

oltre ai Calusa in Florida vi erano altre popolazioni pre-seminole: Pensacola, Apalachee, Guale, Timucua, Potano, Ocale, Tocobaga, Mayaimi, Ais, Jeaga, Tequesta, Matecumbe
cfr.: http://www.floridalosttribes.com/tmap.htm

utili anche le informazioni del viaggio di de Soto
cfr: http://it.wikipedia.org/wiki/Lista_dei_luoghi_e_dei_popoli_visitati_dall...

ri - postit... glio

ho trovato questo sito... sulla lingua seminole
http://www.worldlingo.com/ma/enwiki/it/Seminole_language

nomi... ma ti...

salve!
Una richiesta di chiarifcazione sul nome: “Kän-yuk-sa Is-ti-tca-ti,”
Nella relazione etnografica è scritto: «It is composed of I-kan-a, “ground,” and I-yuk-sa, “point” or “tip,” i.e., point of ground, or peninsula.»

Quindi il nome:
È composto da I-Kan-a “ground” (basso)
[“KAN-yuk-sa Is-ti-tca-ti,”]
e I-yuk-sa “point” (punta) or “tip” (punta)
[“Kän-YUK-SU Is-ti-tca-ti,”]

Traslato: Point of ground (punta del basso) o “penisola”

Dall’appunto dei nomi dei colori di Daniela (Altre notizie sui Seminole) trovo che
Muskogean: Kitisci:ROSSO
Creek: cate: ROSSO
[“Kän-yuk-sa Is-ti-TCA-TI,”]

quindi: “uomini rossi della penisola”

interessante che si definiscono “uomini rossi”… non solo uomini…

a proposito del nome Tallahassee (nei campi del nord usavano il nome di “Tallahassee Indians.”)
In wikipedia alla voce “Tallahassee” capitale della Florida è riportato: “Il toponimo “Tallahassee” è una parola degli indiani Muskogee spesso tradotta come “vecchi campi” o “vecchia città”. Ciò potrebbe derivare dagli indiani Creek (più tardi chiamati Seminole) che migrarono in questa regione nel XVIII secolo”

- notare la confusione creata da “Creek più tardi chiamati Seminole”… come se avessero solo cambiato nome…

alle volte sono pignolo...

Non è una questione di

Non è una questione di pignoleria,secondo me l'argomento ci sta prendendo talmente tanto che vorremmo sapere di tutto e di più;spero che questi nostri "nodi" potranno essere sciolti dalle nostre fantastiche inviate,sentire la verità dalla fonte sarà importantissimo...in effetti su questa cosa del nome sto cercando anche io altre notizie chiarificatrici x tentare di sbrogliare la matassa....spero di approdare da qualche parte!!! Intanto credo che le notizie che hai trovato siano molto interessanti!
Tra l'altro mi chiedo come mai alla fine si sia venuta a creare una tale confusione tra i due popoli;pensavo al fatto che tra Creek e Seminole non correva buon sangue per via dell'occupazione dei Seminole designata dal governo nel corso dell"indian removal" su territori che erano già abitati dai Creek,su alcune fonti ho trovato che addirittura ci furono rapimenti(a volte solo tentati,altre riusciti) di Seminole da parte di Creek,con tanto di riduzione in schiavitù.....ok,diciamo che forse mi son risposta da sola....eccola qui la confusione...ok..io e il mio neurone che soffre di solitudine ci mettiamo buoni buoni .....:)))))

info

fammi capire... tu traduci un libro e dai del "grande" a me?... ma allora tu sei "immensa"!... (leggendo mi domandavo come risulterebbe una relazione "etnografica" degli italiani)...

O mamma....ci hai fatto

O mamma....ci hai fatto pensare anche me,chissà che impressione daremmo?!?

SI ACCETTANO DOMANDE

Carissimi!
Ora che siete tutti in ferie sicuramente avrete un sacco di tempo per scrivere e creare...
Io intanto sto entrando in contatto con dei grandissimi, grassissimi e americanissimi luminari esperti nel campo storico-seminole... Cosa gli vogliamo chiedere?
Che pezzi ci mancano?
Io inizierei con:
-Di che cavolo di tribu'era Jhon Horse?
-anneddoti culturali?
etc.etc.
baci baci

alle volte sono di una noia...

Per quanto riguarda le interviste secondo me sono da orientare gli obiettivi e poi seguire l’istinto.
Orientare gli obiettivi aiuta nella scelta di cosa fare.
Ad esempio immaginiamo di essere noi i Seminole e di voler conoscere la cultura italica… il primo input sarebbe quello di ascoltare direttamente la popolazione… ma in tal caso il contatto deve essere diretto, e prolungato, facendo attenzione di cogliere anche le cose apparentemente insignificanti, che poi possono avere invece un valore storico antropologico, come ad esempio la modalità con cui si da la precedenza negli ingressi.
Altro percorso è quello di contattare gli esperti, uno storico, un antropologo, un politico, un cultore dell’arte, un cantafavole… ognuna di queste figure darà una lettura diversa della storia e delle vicende del popolo… immaginate la differenza di impressione che potrebbe avere un intervistatore Seminole che incontra prima Dario Fo e Jacopo Fo discorrendo di cultura e di storia italiana, e fa successivamente un’intervista all’attuale ministro dell’istruzione.
Ecco perché è importante avere qualche idea di chi si va ad intervistare (anche un pregiudizio, ma che sia conscio), ecco perché le grandi interviste sono precedute da grande preparazione (come insegnava la Fallacci), ma abbisognano di grande istinto “di pancia”.
Forse dovremmo decidere di orientare questa prima “spedizione” con un obiettivo circoscritto, come raccogliere “il più possibile su John Horse e la sua famiglia".
Ma poi riflettendoci... a cosa serve pensare e scrivere tutto questo sapendo che siamo nelle buone mani e sinapsi di Vania. Già mi frullo all'idea del matriale che sarà riportato!

do... Mande... Semino... le ... pro... poste (elettroniche)

Salve!
si lo so ... sono un po' assente... e non sono in ferie (per ora)... di domande ne ho una caterba alcune vertono a consolidare i dati già in possesso altre a individuare nuovi input...
1 domanda: "mi date i contatti per incontrare gli anziani dei Seminole?"
2 domanda: "mi dite tutto quello che sapete sui seminole"
3 domanda: "mi sapete fornire un bibliografia cartografica e ambientale dell'area dei seminole e del periodo fra il 1600 e i nostri giorni?"
4 domanda: la storia della tartarga... qualcuno me la racconta?... io l'ho immaginata così... cosa c'è di non seminole?
5 domanda: queste sono le parti che abbiamo scritto... dov'è che si vede proprio che siamo italiani e non seminole?
6 domanda: seminole è una "storpiatura" loro come preferiscono essere chiamati?
7 è possibile avere indizzi sui "contributi" afro nella cultura seminole, e con quelli ricostruire una zona di origine dei medesimi?
8 il caffè lo gradite? espresso o ameriano?... latte?
9 conoscete dei contatti per essere ospiti presso una delle tribù seminole per qualche tempo
10 siete stanchi o posso proseguire con le domande?
...
ola... devo andar a lavorar... yo yo yo... adiamo a lavorar...