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La formazione militare delle ragazze. Nera. Ma quanto nera?

Capitolo 7

La notte era nera.
Come un sotterraneo senza luce.
Oppure come il buco del culo di un babbuino cieco.
La mia anima era in subbuglio.
Dentro la base segreta di una misteriosa congregazione di visionari, la Fortezza, mi avevano dato una stanza piccola e spoglia, con un letto di legno e un copriletto azzurro.
Mi ero addormentato subito perché ne avevo bisogno.
E sapevo come fare ad addormentarmi comunque.
Grazie a un antichissimo trucco cinese: muovi il collo lentamente, molto lentamente, un movimento di qualche millimetro.
E ti addormenti come un sasso che scivola nello stagno a causa dell’argilla scivolosa e della riva scoscesa.

Poi però mi ero svegliato nella notte.
Nel buio nero ero restato a lungo con gli occhi spalancati e la mente scioccata, prima di rendermi conto di essere sveglio.

La mia mente pensava senza che io fossi costretto a partecipare ai pensieri.
Pensavo a mia insaputa.
Ordini di pensieri diversi. Simultanei sovrapposti. Come se fossi dotato di due cervelli che lavoravano indipendentemente dal mio.
Da una parte valutavo i fatti, i fatti nudi e crudi.
Avevo sognato una ragazza che chiedeva aiuto per via di una città assediata.
Avevo trovato un sito internet che si rivolgeva a me chiamandomi per nome.

Avevo ricevuto una telefonata che mi diceva di fuggire.
Ero scappato.
La polizia aveva fatto irruzione in casa mia.
Una ragazza mi aveva raccolto facendomi salire sul suo scooter.
Nella casa dove mi aveva portato la ragazza, Miriam, avevo trovato dei libri con copertine che non corrispondevano al testo contenuto.
Avevo fatto l’amore con una donna sconosciuta (Ester) convinto che fosse un’altra donna (Miriam). E poi avevo scoperto che erano sorelle e che le sorelle in realtà erano 3.
Avevo trovato un uomo morto (che poi si era saputo che non era un cadavere ma un manichino).
Avevo visto una copia di me stesso.
Ero finito in mezzo a una sparatoria.
Ora mi trovavo nella sede centrale di una setta segreta.
Mi era stato spiegato che ero finito in tutta questa storia perché avevo pubblicato un articolo sul mio blog che parlava di bufale matematiche, articolo che non era stato capito e scambiato invece per una sorta di rivelazione algoritmica capace addirittura di prevedere l’andamento dei mercati finanziari mondiali.

 

Analizzai ogni elemento. Cercai relazioni, spiegazioni, assonanze.
E non riuscii a capire proprio niente.
Tutto era assolutamente completamente privo di senso.
Eppure mi era successo.
E questo lo pensavo con una parte del mio cervello.
Contemporaneamente, un altro settore della mia mente, si chiedeva insistentemente che fine avesse fatto Ester e quale delle tre sorelle fosse la donna della mia vita.
E questo pensiero, insistente, evanescente, mi saltava fuori per i fatti suoi esattamente come succede quando ti accorgi di essere innamorato.
Lì per lì non ci pensi. Ma ti arriva un’immagine in testa di quella ragazza. Poi pensi ad altro. E poi torna quell’immagine, sempre la stessa… Uno sguardo, un sorriso… Magari c’è anche una parola con quel particolare tono di voce. O la velocità di un gesto che nella tua memoria rivela un retrogusto stupefacente.
E dopo un po’ che continua ad arrivarti questa immagine in testa ti viene anche una domanda: “Ma perché continuo a pensare a questa donna?”
Poi ti arriva il sospetto: “Non è che sono innamorato?”
E poi ti rendi conto che è proprio successo. A tua insaputa il cuore ha valutato, misurato, confrontato, analizzato odori, distanze genetiche, triangolazioni astrali, destini, appartenenze a clan alchemici, causalità quantitative, risonanze energetiche, echi, ricordi, memorie, coincidenze, brusii.
Stava succedendo proprio così. Solo che nel casino di quelle 48 ore (più o meno) doveva essere successo qualche cosa di sbagliato, qualche dente degli ingranaggi della mente era saltato e io mi ero invaghito di ben tre ragazze contemporaneamente, per di più sorelle (che è una delle 5 cose che non devi fare MAI in questo settore della galassia. Informati, sta in cima alla classifica. C’è scritto tre volte no con il punto esclamativo).
E per di più era come se avessi fatto già l’amore con tutte e tre e fossi assolutamente convinto di poterle amare in blocco.
In questo livello della mia mente avevo quindi aperto una serie di linee di pensiero.
Le amavo veramente?
Loro mi amavano?
Loro si prendevano solo gioco di me?
Era possibile amare 3 donne e convivere con loro contemporaneamente per tutta la vita?
Amare sessualmente 3 donne contemporaneamente può far male alla salute e/o contaminare l’anima?
Una volta avevo fatto l’amore con due ragazze.
Il mattino dopo mi ero sentito strano. Come se avessi preso una scossa elettrica molto forte. Sentivo una vibrazione malsana nel ventre.
Forse era il senso di colpa per aver violato i confini della nazione morale.
Forse è proprio che c’è troppa elettricità se si fa sesso in più di 2. Si rischia il corto circuito per sovraccarico.
Mi chiesi come mai non esistevano manuali tipo: “Come fare sesso con 3 donne e campare 100 anni”.
Non sono questi i temi che affascinano il grande pubblico.
Decisi che avrei scritto io quel libro.
Avrebbe venduto milioni di copie.
Erano grossomodo le 3 e 30 quando accesi la luce del comodino, un piccolo abatjour in finto legno con vezzosa schermatura di seta stampata con disegni cinesi di uccellini appollaiati su rami che spuntano sopra un mare di nebbia.
Appoggiai i piedi sul pavimento freddo di cemento grezzo rifinito con resina vegetale.
Mi presi la testa fra le mani. Decisi di farmi un giro.
Presi i pantaloni che avevo buttato su una sedia e una monetina rotolò fuori dalla tasca finendo sotto al letto.
Il suono della monetina che rimbalzava sul pavimento mi sembrò perfetto.
Mi chinai a raccoglierla, inginocchiandomi per terra. E sotto il letto vidi un libro. Lo presi.
Si intitolava: “Microcosmo” di Margulis.
Un libro che avevo letto.
Parlava di mitocondri, esseri che vivono in simbiosi dentro ognuna delle nostre cellule. Una scoperta inquietante fatta negli anni ‘80.
Ci sono due modi di vedere la questione. La cellula nasce da due micro-proto-organismi che si alleano coabitando uno nell’altro, quindi la base della vita è una meravigliosa cooperazione.
Oppure siamo posseduti da entità extracomunitarie che ci hanno colonizzato 2 miliardi di anni fa e sono ancora lì, in ogni nostra cellula a rompere i coglioni.
E per inciso il mitocondrio, non essendo propriamente una forma vivente, continua a replicare sé stesso scindendosi in due da prima che esistesse la prima cellula vivente. Quindi è lo stesso individuo uguale identico che abita le cellule viventi del pianeta terra.
E tutto quello che vedi, mangia, prende il sole e respira su questo pianeta c’ha dentro un mitocondrio in ogni cellula. Che poi sarebbe la parte della cellula che trasforma lo zucchero in energia… Quindi non l’ultima stronzata superflua.
Insomma, a fartela breve potresti vedere tutte le forme viventi semplicemente come mezzi di trasporto del mitocondrio. Che siccome voleva correre, volare, scoreggiare e fare sesso si è costruito un suo universo cellulare e ne ha diretto l’evoluzione, per potersi permettere nuove esperienze.
Che poi è la teoria di Guerre Stellari. Che molti l’hanno considerato solo una serie di film scemi.
Ma nella prima parte, che è uscita come quinto film (e già questo non è normale) ci sono 8 secondi in cui il maestro Jedi spiega all’allievo che La Forza permea ogni cosa perché sono i Mitocondri a contenerla, perché loro sono connessi intimamente con l’energia creatrice.
Questo dice, più o meno.
E pensa se davvero tutta la serie di Guerre Stellari fosse soltanto e unicamente uno strumento concepito dai mitocondri per comunicare all’umanità il senso della nostra esistenza.
Ma tutto questo ragionamento non riusciva a scalfire minimamente l’interrogativo primario: “Riuscirò a fare sesso con le tre sorelle contemporaneamente?”

Presi il libro da sotto il letto.
E prima che potessi chiedermelo mi resi conto che le pagine all’interno del libro non corrispondevano. Non parlava di mitocondri.
Ero capitato su un’altra edizione camaleontica de “L’Educazione Militare delle Ragazze”.
Mi parve troppo.
Mi parve un modo grossolano per farmi intendere che ero al centro di un qualche complotto.
Qualcuno aveva lasciato il libro apposta sperando che l’avrei trovato. Ma a che scopo?
Vidi che una pagina era segnata con un angolo ripiegato.
Iniziai a leggere:
“Una giovine che abbia ricevuto un’educazione militare onorevole seguirà il Codice d’Onore naturalmente.
Essa infatti avrà inteso che per la mente umana non vi è modo di separare il vero dal falso.
Non siamo capaci di renderci pienamente conto della nostra situazione. E spesso molti particolari della realtà ci sfuggono e siamo portati a costruire spiegazioni per quel che accade che sono completamente sbagliate.
Nel Medioevo c’era chi credeva che la sporcizia e gli stracci generassero spontaneamente topi così come l’acqua che bolle produce vapore.
Possiamo ridere di questi ignoranti ma ugualmente saremo portati a fraintendere facilmente eventi dei quali abbiamo una visione solo parziale.
Per questo una ragazza ben educata seguirà fedelmente i disegni della danza rispettando divieti scaramantici e interdizioni.
Nella notte dei tempi non vi erano strade segnate, né indicazioni che potessero aiutare i viaggiatori a seguire un percorso.
Poi gli umani inventarono ogni sorta di segnale e tracciato allo scopo di non perdersi più.
Arrivarono a tratteggiare il pavimento delle strade e lasciare luci accese tutta la notte perché i viaggiatori notturni non si perdessero.
Così il Popolo durante i millenni ha scoperto e classificato i segnali che permettono di trovare la strada nella trama della vita.
Alcuni considerano la conoscenza e il rispetto dei segnali come sciocche superstizioni. Non capiscono che si tratta di indizi.
Un gatto nero segnala una zona morta del tempo. Per questo bisogna fermarsi e aspettare. Chi proseguisse sulla strada che il gatto nero ha attraversato non andrebbe in contro a nessuna SFORTUNA. Bensì si esporrebbe al percorrere una tangenziale che non porta da nessuna parte.
Ed è altrimenti importante considerare che ci sono soltanto 12 tribù più una detta la Tribù Perduta. E vi sono 64 tipi umani in ogni tribù.
E se incontri un uomo calvo questo ti dice che è l’ora organizzativa. E se incontri la donna rossa sarai preda della parte selvaggia dei tuoi sentimenti.
Così le Ragazze che hanno ricevuto in dono una buona Educazione Militare, seguiranno i segnali che il grande frattale dispone sulla loro strada come consiglio. Non perché temano ritorsioni della sorte se non lo facessero ma perché ben sanno quanto è facile perdersi e vivere la vita di un altro seguendo una strada che non è la tua.
Quando una giovane segue la sua via, raccoglie cibo nei suoi territori ancestrali e beve dalle sue fonti, avrà in sé la forza di mille bufali che mettono in fuga i leoni.

Vi è forse qualche cosa di più importante del seguire la propria passione, la propria inclinazione, il proprio desiderio, il proprio piacere e la propria natura?
Nessun piacere ti soddisferà fino in fondo se non è fatto della tua stessa sostanza.
Tu risuoni a causa di vibrazioni che hanno una precisa intensità. Tonalità, nota musicale.
Quelle sono la tua ristorazione e la fonte del tuo equilibrio e della tua saggezza.
Laddove la tua musica non traccia la strada la tua anima si smarrisce.”

Mi misi a riflettere su quale potesse essere il significato di queste parole rispetto alla mia vita e decisi che non c’entravano un cazzo. Assolutamente un cazzo.
Se qualcuno aveva avuto la pensata di comunicarmi qualche cosa lasciando in giro copie di questo manuale aveva commesso un errore.
Mi aveva spedito un messaggio in una lingua completamente incomprensibile.
Pensai: ti mandano un messaggio che annuncia la tua morte e ti spiega come evitarla. Ma è scritto in cinese e il tempo necessario per trovare il modo di tradurre il messaggio è superiore al tempo entro il quale dovresti fare quel che serve per evitare di morire.
Quindi, l’unico senso del messaggio è dirti che devi morire, che ci sarebbe un modo di evitarlo ma che tu non hai il tempo sufficiente per riuscire a scoprire cosa fare per non morire.
Cioè, sei in presenza del messaggio di uno stronzo che vuol solo scassarti le palle in punto di morte.
Tutto questo concatenarsi delirante di pensieri mi aveva portato a uno stato di nevrastenia. Sentivo una sottile sensazione elettrica alle ginocchia. Come quando a scuola stava per suonare la campanella e io non vedevo l’ora di alzarmi e muovere le gambe e il cervello fuori dall’ossessiva tiritera della nozioni scolastiche.
Una sensazione che tutti conoscono ma che non ha nome.
Mi alzai. Mi infilai le scarpe e il maglione.
Decisi di andare a vedere se c’era in giro qualcuno. Forse là dentro le attività non si fermavano mai, le squadre di analisti si alternavano di fronte ai computer giorno e notte per non perdere mai di vista l’andamento numerico del mondo. O qualche cosa del genere.
Mi resi conto che la mole delle informazioni che mi mancavano era esorbitante.
Uscii in corridoio cercando di non fare rumore per non disturbare chi riusciva a dormire.
Era un corridoio grigio, con una luce fredda e secca che tagliava gli spazi in luci e ombre. Un corridoio lunghissimo che a tratti curvava. Eravamo parecchi metri sotto terra ma l’aria era fresca e gradevole. Dopo una svolta vidi in fondo una figura umana che camminava lentamente verso di me. Dopo qualche passo distinsi che si trattava di una donna. Le zone di luce e di ombra sul suo viso e sui suoi abiti creavano territori marcatamente distinti.
Poi mi resi conto che era Ester. La terza sorella. Quella che si era infilata nel mio letto e mi aveva amato a mia insaputa.
Insaputa che fosse lei. Perché che avevamo fatto l’amore me n’ero accorto.
Ci misi un attimo a riconoscere i suoi lineamenti. Sia per la luce sia perché anche se l’avevo pensata molto l’avevo realmente vista con un minimo di illuminazione, per poco.
“Ciao” le dissi. Come se fosse normale incontrarsi alle 4 di mattina, in un corridoio sotterraneo della base segreta di una setta misterica che non si capisce bene chiccazzo sono.
“Ciao.” Mi disse lei. Come se fosse normale avere le labbra di una gradazione di rosa che non si vende da nessuna parte.
E dietro le labbra un portale di perle.
Che volendo potrebbero anche schiudersi aprendosi sopra un universo scivoloso e bollente capace di sconvolgere la mente del più coraggioso dei guerrieri Uz.
Che per inciso gli Uz sono una delle dodici tribù, questo lo so per certo, ma sarebbe troppo complicato spiegare come l’ho saputo.

Lei mi guardò per una cosa come 12 secondi. Che detto così parrebbe poco. Ma in pratica dodici secondi sono la bellezza di 12 mila istanti uno dopo l’altro. Ma siccome l’Universo, oggettivamente, è dotato di un tempo di sospensione tra un istante e quello successivo, allora accade che tu sei lì e ti dici: “Mi sta guardando. I suoi occhi sono abissi di salgemma infuocata e baratri di rosolio fresco. Cavolo. E’ già almeno da un istante che i suoi occhi sono dentro i miei e viceversa, grazie al noto sistema dei neuroni a specchio. E ho proprio la sensazione che continuerà a guardarmi per tutto questo istante. Forse dovrei dire qualche cosa? Oppure me ne frego e mi godo questo istante e poi vediamo l’istante successivo. Ecco, questo istante sta per finire, lo sento dal frastuono della clessidra del mondo, che è giunta agli ultimi granelli. Ora verrà il nulla assoluto prima che la concatenazione delle ruote del cosmo produca l’esistenza del rimbalzo del nulla dando vita a un successivo istante.
Cazzo.
E questo per dodicimila volte di seguito.
E poi dicono che la vita è breve! Stronzi ingrati.

Insomma, fu uno sguardo intenso che soggettivamente durò parecchio. Quando lei sbatté le palpebre il contabile esistenziale che vive dentro di me disse: “Ok, si può morire anche adesso, abbiamo vissuto abbastanza.”
Poi lei sbattè le palpebre e io percepii una perturbazione della Forza.
Quindi lei mi disse: “Mi fai proprio sangue, non ci posso fare niente.”
Fece un movimento con la testa come a dire: “L’Universo faccia come crede…” E poi mi baciò.
Non so se vi è mai capitato di incontrare un treno con 40 vagoni agganciati carichi di container contenenti solo sbarre di piombo. Incontrarlo nel senso longitudinale che ti viene addosso.
Cioè una cosa traumatica.
Io uguale.
Esco dalla mia stanza e vengo investito da una roba fisica, molto fisica, che mi si stampa sulle labbra in forma di femmina archetipo e ti sbatte letteralmente contro il muro. Inizialmente. Perché a circa dodici passi da lì c’è la porta della sua stanza e di lì in poi diventa, chiusa la porta, un luogo di perdizione sibaritica.
Che i sibariti erano gente che ci sapeva fare.

Dopo, molto dopo.
Lei mi guarda e mi chiede: “Ma cosa cavolo hai pubblicato sul tuo blog che ci sono duemila persone che ti vogliono assolutamente morto?”
Avrei preferito che lei mi chiedesse qualche cos’altro.

(Metamessaggio per i lettori di questo romanzo.
Ho accettato questa sfida che nessuno mi aveva proposto. Ho fatto apparentemente tutto da solo.
Quindi da 7 settimane sto scrivendo questo racconto con l’unico sostegno dei messaggi di 4 lettori (che Dio li benedica, almeno quattro lettori ci sono e questo è sufficiente.)
Ma sospetto che ce ne sia un quinto, di lettore, che non si è manifestato.
Ora vorrei dire a questo lettore che non può più restare indifferente. Se hai letto i sette capitoli puoi a questo punto renderti conto che sto attraversando un deserto letterario sotto il sole cocente, con la borraccia dell’acqua vuota e 200 predoni alle calcagna e che sta a te decidere se agire o non agire ma comunque anche l’inazione è una scelta che avrà le sue conseguenze. Non solo su di me e su questo racconto ma pure sulla tua vita personale. E’ una questione di mitocondri e di tribù, di guerre segrete che durano da millenni e di linee tracciate sull’asfalto delle strade. Una vota che sai la verità la verità diventa un attrattore dentro la tua vita.
Secondo me accettare di essere coinvolti è di buon auspicio. Non è scaramanzia è scienza.)

 

INDICE CAPITOLI

Capitolo 1 Ottima marmellata d’arance

Capitolo 2 Ragazze educate

Capitolo 3 Una situazione complessa

Capitolo 4 Agguati mentali

Capitolo 5 Eventi indecifrabili

Capitolo 6 La Fratellanza

Capitolo 7 Nera. Ma quanto nera?

Capitolo 8 Il tripudio della confusione

Capitolo 9 La Fortezza

Capitolo 10 Scatole dentro scatole dentro scatole

Capitolo 11 La Polizia Alchemica

Capitolo 12 Fisso il pensiero fisso

Capitolo 13 clicca qui

Capitolo 14 clicca qui

Capitolo 15 clicca qui

Capitolo 16 Pinin

Capitolo 17 Fine