fatto quotidiano

La disoccupazione fa ridere?

Ai disoccupati conviene ridere o piangere? Oppure lottare? Ma chi lotta con la faccia seria, vince?
Il mio ultimo post sulla risata ha fatto incavolare parecchie persone. Il ridere è ancora visto da molti progressisti come una perdita di tempo: la lotta deve essere dura e si vince facendo la faccia scura. Di fronte ai drammi bisogna fare le persone serie!
Io credo invece che il comico, la satira, il ridere, siano uno strumento essenziale per il nostro benessere mentale e per affrontare le difficoltà. Mi ricordo la storia di un partigiano raccolta da mio padre e messa in scena in Vorrei morire anche stasera se dovessi pensare che non è servito a niente! Inseguiti dai fascisti, alcuni compagni si nascondono in una cisterna di liquami, e discutono su cosa fare per salvarsi, immersi nella merda fino al collo. E ci trovano qualche cosa da ridere, anche se rischiano di crepare da lì a poco.

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Lo zen e l’arte di non far fallire lo Stato!

La mancanza d’amore ha provocato il crack finanziario? La crisi economica è un effetto collaterale della tristezza sentimentale dei popoli?
Nonostante tutti gli scandali e tutti gli abomini che saltano fuori quotidianamente, un grande numero di italiani continua a essere complice di questo sistema di corruttele e favori. Questa gente persiste nel sostenere il governo di B. e la Casta e sono evidentemente ancora abbastanza numerosi e decisi da rendere possibile la sopravvivenza di un sistema obsoleto e putrido.

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Ecco il default Italia

E adesso goditi la diretta. C’è solo un’ultima speranza: tagliare lo spreco. Subito. Ti prego scendi in piazza!
I mercati non credono che l’Italia ce la possa fare a evitare l’impatto. E vogliono interessi più alti per i soldi che ci prestano. Il risultato è che fra pochi giorni gli interessi potrebbero costarci il doppio di quel che pagavamo 7 mesi fa. Semplicemente questo significa il crollo del sistema Italia.
Da tempo siamo in tanti a ripeterlo. Ce lo dicono gli economisti, l’Unione Europea, milioni di cittadini lo hanno urlato in piazza: la Casta deve rassegnarsi a tagliare lo spreco e i privilegi della politica.

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Le Province, suicidio del Pd

Sono scandalizzato e furioso. E spero in un’insurrezione della base del Pd. Quel che è successo è assurdo e grottesco.
Il dietrofront di Silvio Banderuola, sul comma che avrebbe evitato a Mediaset di pagare 750 milioni di euro di danni per lo scippo della Mondadori, ha oscurato un evento che oserei definire epocale. Il Pd ha fatto una scelta masochista che spero avrà conseguenze catastrofiche sull’attuale dirigenza. In sostanza c’è stata alla Camera una votazione sull’abolizione delle Province con il seguente risultato: voti contrari: 225, cioè quasi tutto il Pdl e la Lega. Favorevoli: 83 tra Idv, Terzo Polo e qualche cane sciolto. Astenuti: 240, praticamente il Pd intero. A causa di numerose assenze e qualche defezione il governo, invece di raccogliere i 317 voti che gli hanno dato la fiducia il 21 giugno (con 293 voti contrari), ne ha raccolti solo 225.

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Ma quanto mi rubi? (Sprechi di Stato)

Uno Stato che si fa rubare più di 565 miliardi di euro all’anno non è in crisi: è una nazione di deficienti! Con un improbo sforzo aritmetico, ho cercato di mettere insieme il dato complessivo di quanto ci costa il malgoverno della Casta. 
Ho cercato anche di separare in modo razionale le voci di questo bilancio della vergogna. 
Ecco i risultati dello spreco di Stato:

Evasione fiscale: 120 miliardi di euro l’anno; 
3 milioni di lavoratori in nero: più di 50 miliardi.
La corruzione di politici e funzionari pubblici ci costa 60 miliardi.

C’è poi la voce sprechi: se accorpiamo i Comuni con meno di 5.000 abitanti, sciogliamo province e Comunità Montane, razionalizziamo i consumi energetici, rendiamo più efficiente l’amministrazione pubblica (ad esempio, con l’adozione di software open source e con prezzari unificati per gli acquisti e gli appalti), semplifichiamo la burocrazia, dimezziamo il numero dei parlamentari, abbassiamo i loro stipendi e vitalizi, diminuiamo del 90% le auto blu, aboliamo il finanziamento ai partiti e ai giornali, riduciamo le regalie alla Chiesa Cattolica, smettiamo di andare a sparare all’estero, non compriamo altri cacciabombardieri e annulliamo le grandi opere inutili, possiamo ipotizzare di mettere insieme almeno altri 50 miliardi (stima molto prudenziale).
E siamo a più di 280 miliardi sperperati dallo Stato italiano ogni anno.

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Vietare le droghe funziona?

Ti ricordi quando l’Olanda liberalizzò il consumo della canapa? Doveva succedere l’Apocalisse della droga. Ma non è andata così. Invece la legge Giovanardi ha fatto aumentare del 20% il consumo di cocaina e del 15% quello di cannabis.
Su questo argomento – permettetemi una piccola pubblicità – ho realizzato un libro, insieme a Nina Karen: L’erba del diavolo (Flaccovio editore), dove abbiamo raccolto una serie di dati e di statistiche che dovrebbero quantomeno stupire. Scorrendo i numeri scopriamo che siamo di fronte a un problema di fede. E un’idea del mondo e di Dio. La questione parte dal fatto indiscutibile che Dio punisce i peccatori. Ma i peccatori non hanno per questo smesso di peccare…

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5 domande alla sinistra

Abbiamo vinto i referendum e Berlusconi è alla frutta… Ma ora dobbiamo dire dove li troviamo 40 miliardi di euro in 2 anni, che non sono noccioline…

Carissimi vincitori dei referendum, popolo festante che danzi sul declino berluschino, mi dispiace rompere i santissimi come un’obsoleta maestrina dalla penna rossa, ma qui mi sembra che stiamo scantonando dal nostro più urgente dovere cosmico.

Ho fatto una ricerca sul web e ho ascoltato parecchi dibattiti televisivi aspettandomi che qualche intellettuale progressista mi dicesse dove li troviamo questi soldi indispensabili per evitare il crac finanziario.

Le risposte che ho trovato sono veramente poche e molto grossolane e parziali.

Proprio perché il governo agonizza dobbiamo finalmente smetterla di limitarci a dire cosa non va nell’uomo che ha fottuto un’intera nazione bungando la Costituzione Repubblicana. Gli italiani hanno già dimostrato nelle urne che hanno capito.

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Abbiamo vinto!

Abbiamo vinto!” Gridano milioni di pagine Facebook.
“Abbiamo vinto!” Ululano i bergamaschi che fanno gli hippy sugli Appennini…
“Abbiamo vinto!” Barriscono a Trento trentatrè trentini.
“Abbiamo vinto!” Bisbigliano i fidanzati appoggiati alla balaustra dei balconi del cielo, mentre si danno morbidi baci innamorati.

Urlano i romagnoli, nitriscono i piemontesi insieme agli italo-senegalesi, ruggiscono i lombardi-marocchini, muggiscono i senesi, per non parlare dei genovesi che stanno danzando da quando, domenica sera, si è saputo che eravamo al 41%… (cuore sgomento!)
Superato lo spavento, di aver vinto ancora, ballano la tarantella i pugliesi mentre mangiano paella in onore dei ribelli di Barcellona.
E cantano i volontari napoletani, suonando il mandolino, mentre puliscono Capodichino con paletta e scopettino.
Cantano odi al Signore, da Chianciano a Singapore (gli italiani all’estero, una volta tanto, non si devono vergognare e fingere di essere francesi parlando con i cinesi…).

 

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Amo Grillo fisicamente!

Amo anche mia moglie fisicamente. Anche se a volte non sono d’accordo con lei.
Anche con Beppe a volte non sono d’accordo, ma meno che con mia moglie.
E visto che nonostante questo, con mia moglie ci faccio persino l’amore, perché non dovrei amare anche Grillo?

In questo momento molti sono furenti con Beppe perché ha criticato Pisapia dicendo che non cambierà nulla e che è un uomo dell’inciucio.
Io non la penso uguale: penso che Pisapia sia una grande possibilità per il cambiamento e l’ho sostenuto con tutte le mie forze.
Penso che il Pisapia che si è presentato alle elezioni sia diverso dal Pisapia che ha vinto. Quando si è presentato Pisapia credo sapesse che aveva solo una possibilità su 100 milioni di vincere veramente…
Ma credo che la vittoria stia provocando in lui una mutazione chimica. Credo che la tentazione di cambiare veramente Milano stia esplodendo in lui e credo che ci siano delle grandi probabilità che decida di pazziare e di incarnare veramente il grande sogno di nuovo e di giusto che ha animato i suoi elettori. Se lo farà passerà alla storia, sennò sarà solo uno dei tanti che sono stati divorati dalla Casta.
Ma capisco Grillo perché il suo pessimismo non è campato in aria, ad essere pessimisti si sbaglia poco.
E rispetto doppiamente Grillo perché sapeva benissimo che si sarebbe trovato contro molti dei suoi sostenitori…
Tirar fuori opinioni facili è sempre meglio.
Ma Beppe è uno vero e preferisce annegare da solo che fare scelte di interesse.

Io credo che il drammatico problema dei progressisti italiani sia il monoteismo, padre di tutte le guerre.
Abbiamo un riflesso condizionato che ci induce sempre a cercare il grande leader PERFETTO.
Possiamo avere un solo Dio. E se uno non è Dio allora è il Diavolo.
Altre culture, come quella egizia, ragionavano in modo diverso: ad esempio, davano diverse spiegazioni del fatto che il sole attraversasse il cielo. Lo spiegavano con un carro trainato da cavalli, con la storia di un innamorato che seguiva la sua amante (la Luna) e come una questione di corpi celesti.
E tutte queste ragioni non si escludevano, concorrevano ugualmente a testimoniare il fatto che il sole attraversa il cielo.
Poi è arrivato il monoteismo, il dogma che pretende che chi è eretico venga bruciato sul rogo: la verità è una. Balle....

continua sul Fatto:

http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/06/03/amo-grillo-fisicamente/115518/

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Alberto Magarelli

Le mezze stagioni non esistono più, perché a Beppe Grillo non piace lasciare le cose a metà.

Barbara Pivetta

Quando Grillo pensa, disturba tutte le frequenze Mediaset!


La crisi che non c’è

Si ostinano a parlare di crisi economica ma si dovrebbe parlare di idiozia politica. Abbiamo radunato decine di ricercatori, docenti universitari, associazioni, imprenditori, intellettuali e artisti per dimostrare che ci raccontano bugie grosse come case. Da ieri è in corso la seconda edizione di Ecoshow, un incontro su web tv che cerca di fare il punto sulle ecotecnologie e gli eco-comportamenti in Italia e nel mondo. Quello che stiamo dimostrando è che se si volesse il rilancio economico del nostro paese potrebbe partire domani mattina.

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