fatto quotidiano

Solo B. ci può salvare!

Gli ultimi sondaggi d’opinione ci dicono che solo 1 italiano su 10 è convinto che le cene a casa di B. siano state una roba da educande.
Ma 3 italiani e mezzo su 10 sono convinti che anche se ha fatto il porcello è meglio di tutti gli altri e deve continuare a governare.
Ho avuto occasione di sentire il parere di alcuni di questi sostenitori a oltranza del Ciclope di Arcore…
Un’anziana signora mi guarda negli occhi con uno sguardo di commiserazione e mi dice: “Gli uomini sono tutti uguali. Sono dei maiali. Tutti! Io sono vecchia, li conosco bene! Cosa crede che facciano gli altri?”
E c’è quello con lo sguardo vispo che asserisce: “Almeno gli piacciono le donne, quelli di sinistra vanno a trans!”
C’è poi il ragazzo simpatico che mi colpisce di sorpresa con un: “Ma insomma: è scivolato sulla buccia di banana delle ragazze, ma dimmi una sola cosa sbagliata che ha fatto Berlusconi” (devo ammettere che di fronte a una simile affermazione ho subìto un minuto di vuoto mentale misto a panico, non mi veniva in mente niente da dire, solo vertigine e sgomento).

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La sinistra del no a tutto ci porta al disastro

Mi è piaciuto molto il discorso di Saviano a Milano, alla manifestazione per le dimissioni del governo. Ha detto che bisogna iniziare a pensare a un mondo diverso, non solo ad andare contro B…
Provo a spiegarmi con un esempio. La situazione italiana è tragica non solo perché ci stanno B. e la corruzione, ma anche perché c’è un sistema burocratico asfissiante, che secondo i dati ufficiali costa ogni anno 15 miliardi di euro buttati al cesso in carte bollate. Ma si tratta di una valutazione faziosa, che non tiene conto del fatto che in Italia impieghi anni per avere l’autorizzazione a fare qualche cosa. Ogni anno sprechiamo miliardi di euro in attività strozzate sul nascere dalla burocrazia.
Vuoi produrre cento bottiglie di liquore? E’ reato. Vuoi fare le marmellate? E’ reato. E perché non lo sia devi sobbarcarti dei viaggi nella follia trasformata in regolamento. E attenzione, tutte queste regole non servono per garantire la qualità delle marmellate. Posso liberamente produrre delle marmellate che sono tutte zucchero, frutta congelata, coloranti, anticrittogamici, diserbanti, insaporenti, conservanti. E’ legale. Ma devi farlo seguendo i regolamenti. Ed è chiaro che in meccanismi simili i corrotti ci sguazzano. La logica in altri paesi è rovesciata: non ti chiedo nessuna pratica burocratica, ma se fai una schifezza te la faccio pagare cara. In Italia ti mettono i bastoni tra le ruote prima, poi se fai schifezze ci mettono 10 anni a condannarti e te la cavi con due condoni e una multa. E di questo stato di cose ha parte della responsabilità una certa cultura autoritaria di sinistra.

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Fiat può aumentare gli stipendi a costo zero

Quest’estate c’è stata una giornata di caldo torrido in Germania e l’amministratore delegato di Volkswagen, Wolfgang Rasper, ha fatto arrivare un camioncino che ha distribuito gelati agli operai, all’uscita dallo stabilimento. Rasper ha spiegato questo gesto dicendo: “Vogliamo fermamente ottenere che le persone migliori lavorino qui. E vogliamo rendere il loro lavoro e la loro vita più piacevole. In questo modo li ricambiamo del duro lavoro che svolgono.”

Caro Marchionne, non mi ti immagino a preoccuparti perché i tuoi operai sono accaldati… E lasciami dire che è un errore. A volte un gesto premuroso costa poco e ha grandi effetti. Ma non è solo una questione di forma, gli operai tedeschi ricevono uno stipendio parecchio più alto di quelli italiani: un semplice addetto alla catena di montaggio (Volkswagen) porta a casa uno stipendio base di 2.756 euro lordi, pari a 19 euro all’ora sulla base di una settimana di 33 ore. Gli straordinari notturni comportano una maggiorazione del 45% mentre quelli pomeridiani del 30%. Un addetto alla manutenzione dei macchinari, anche qui remunerazione base, guadagna 3.300-3.500 euro al mese. Ma lo stipendio più alto non è l’unico vantaggio per i lavoratori tedeschi.

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Ilda Boccassini è la miglior alleata di B.

Secondo i sondaggi di opinione, B. sta ancora sul 30%, c’è addirittura un lieve aumento dei consensi, forse mezzo punto percentuale… Non c’è stato il crollo che ci si aspettava dopo gli scandali. ORRORE! Il Pd sta sul 24-25 moribondo stabile. Vendola è l’unico che a sinistra cresce un po’: al 7%. Come è possibile?
In Svezia un politico si è dovuto dimettere perché ha comprato un Toblerone con la carta di credito di servizio: appropriazione indebita. Un altro è stato silurato per aver pagato per 2 giorni in nero una baby sitter…
In Italia il fatto che B. usasse le auto della sua scorta per far riaccompagnare a casa le sue ospiti è stato considerato un fatto secondario (solo i poliziotti si sono incavolati come bisce per l’umiliazione professionale)…
B. ha ancora il sostegno di milioni di persone! Il mondo ci guarda attonito. Siamo noi i marziani.
Ho passato lunghe ore a meditare sul perché di questa fantascientifica situazione. Poi un messaggio di Johnnysi Nysi, sulla mia pagina Facebook, mi ha svelato l’arcano: gli italiani vivono per il gossip.
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Caro Marchionne, dai più potere agli operai

Il gruppo Semco in Brasile ha fatto i miliardi ascoltando gli operai. Lo sapevi?

Questa strana azienda sta riscuotendo grandi successi economici. Si tratta di uno dei maggiori gruppi industriali del paese, inizialmente era una ditta del settore acciaio, un’industria vera, insomma, non quelle imprese creative sul web. Era un’azienda di successo ma gli utili si sono verticalizzati quando Ricardo Semler ha preso la direzione della società.

Quello che ha fatto è una rivoluzione strutturale del sistema azienda. Una rivoluzione che parte dall’idea che i lavoratori hanno una grande capacità di responsabilità, che dimostrano nella vita privata, ad esempio dedicandosi ai loro figli. In azienda questi adulti vengono trattati come bambini, sottoposti a controlli asfissianti (e costosi per l’azienda) e a regole costrittive, non vengono interpellati sulle scelte strategiche.

La rivoluzione di Ricardo Semler è cominciata cambiando radicalmente l’immagine che i dipendenti avevano della società, con un’unica mossa: rompere la suddivisione rigida del tempo. Ha permesso ai reparti di gestire in modo flessibile il tempo lavoro: non ci sono più obblighi di orario. Basta mettersi d’accordo con i colleghi: puoi entrare in fabbrica a qualunque ora. I dipendenti decidono persino se il prossimo mese vogliono lavorare di meno e guadagnare di meno, oppure se vogliono più lavoro e più soldi.

Poi Semler ha demolito i simboli del potere aziendale. Ad esempio ha deciso che i manager non avrebbero più avuto una segretaria: le fotocopie se le fanno da soli (e si è scoperto che così si risparmia molta carta perché i manager non hanno voglia di fare fotocopie…).

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Caro Marchionne, ecco 100 milioni di euro…

Ora che avete vinto il referendum, con soli 9 voti di scarto nei reparti operai, sicuramente vi state chiedendo che fare, visto che governare una fabbrica con il pugno di ferro non conviene neanche a voi. Si sa che l’operaio rende meglio se non è incavolato nero… E allora mi permetto di avanzare alcune proposte che potrebbero migliorare sostanzialmente le condizioni economiche e di vita dei dipendenti Fiat a costo zero. Anzi la Fiat ci guadagnerebbe. Non voglio proporre fantasie ma esperienze già realizzate da altri gruppi industriali. Si tratta di adottare una visione diversa del sistema Fiat e delle opportunità che offre.
La prima cosa che salta a gli occhi guardando da un elicottero i vostri stabilimenti e quelli di Volkswagen è che in Germania hanno completamente coperto le fabbriche di panelli solari fotovoltaici.
Presso lo stabilimento Volkswagen di Emden è stata inoltre montata una delle turbine eoliche più grandi del mondo, la E-126, che come dice il nome è alta 126 metri, con una capacità nominale di 6000 chilowattora e un rendimento annuo di 20 milioni di chilowattora. Volkswagen ha poi ridotto notevolmente in tutti i settori i consumi energetici, ad esempio sostituendo 52 mila fax, stampanti, fotocopiatrici, con 17.500 dispositivi multifunzione ottenendo un risparmio dell’86% dell’energia elettrica rispetto ai consumi del 2005. Sono arrivati a piantare alberi per produrre biomasse.
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Il Papa e l’educazione sessuale

Non ha detto che educare al sesso è sbagliato, ma che è necessario che si educhi anche all’amore. E’ giusto! Mi dà fastidio quando per attaccare un avversario si storpiano le sue parole. Non è utile. Come si può negare che per un adolescente sia essenziale capire il miracolo dell’amore nel suo complesso e non solo la meccanica dell’unione fisica? Ed è indiscutibile che la mancanza di un’educazione sentimentale provochi consumismo sessuale a vagoni.
Le feste di B. sono piene di ragazze eticamente distrutte e sprovviste di una cultura amorosa. Le tv di B. ci inondano di messaggi di mercificazione sessuale, di consumismo erotico parossistico. Tutta roba che (concordo con il Papa) fa male all’anima e allontana il godimento estatico dell’unione spirituale e amorosa.
A questo punto mi viene la curiosità di andare a vedere come sia un manuale di educazione sessuale cattolico, in linea con i dettami della Chiesa. Ma non trovo nulla. Né in rete, né alla Libreria Paolina, e la suora che funge da commessa mi dice che non ce ne sono. Ma come? Insisto e alla fine troviamo un vero manuale di educazione sessuale cattolico, edito dalla San Paolo: Amarsi corpo e anima di Ferdinando Bombelli. Sicuramente un bel testo pieno di consigli positivi sull’amore, ma sul sesso si dice veramente poco.
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Quale punizione per i terroristi?

Mia madre fu rapita, seviziata con tagli di lamette e sigarette spente sul corpo e violentata da un gruppo di fascisti armati. Oggi sappiamo chi erano questi criminali, ma non verranno mai puniti grazie alla prescrizione.
Sinceramente non mi interessa il fatto che non scontino nessuna pena per quello che hanno fatto. Non è una questione di perdono. Io non perdono proprio niente. Ma credo che la punizione sia compito di Dio o, se preferite, delle leggi di natura. E sono certo che gente di quel genere ha vissuto perdendo la cosa più preziosa: la possibilità di essere sensibili alla vita e all’amore. Chi si macchia di crimini orrendi per riuscirci deve uccidere la sensibilità al dolore altrui, ma così perde anche la capacità di provare empatia per altri esseri umani. Cosa può esserci di peggio che vivere afflitti dalla sordità emotiva?

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La Casa del Popolo torni al popolo

Caro compagno Ferrero,
Siamo entrambi comunisti di vecchia data e spero si condivida l’impianto di fondo del nostro modo di essere e di pensare. Ti scrivo quindi per sottoporti una questione, della quale suppongo tu non sappia assolutamente nulla e che credo non sia dovuta a nient’altro che a meccanismi semiautomatici connaturati con organizzazioni complesse come un partito. Una questione che si potrebbe giudicare piccola senonché ci vanno di mezzo delle persone…
Vado al sodo. Trentun anni fa mi sono trasferito a vivere a pochi chilometri da Casa del Diavolo, ridente paese della Cintura Rossa a nord di Perugia. Una catena di paesi nati sull’antica strada romana che si sono sviluppati negli anni ’50 con i mezzadri che abbandonavano i latifondi dove si faceva la fame. Gente dura, 80% comunisti. C’era la Casa del Popolo e il c’era il Mulino Popolare.

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Salviamo Rimini

E’ da quando ero piccolo che vado in vacanza sulla riviera romagnola e da allora sento dire che un grande problema del turismo è la ferrovia, che passa troppo vicino alla costa, disturba il sonno dei vacanzieri e spacca in due le città balneari provocando enormi rallentamenti al traffico. Bisognava farne un’altra, più all’interno, liberando così immensi territori turistici.
E’ un problema che scende giù con la ferrovia costiera fino a Bari. Anche lì la città è spaccata e già, mi ricordo, trent’anni fa, sentii dire che era urgente spostare i binari per liberare il traffico dal cappio dei binari.
Nel frattempo milioni di tonnellate di carburante sono stati sprecati negli ingorghi, una montagna di denaro che ci avrebbe ripagato 100 volte della spesa per spostare la ferrovia.
Ora a Rimini e Riccione si è deciso di mettere un chiodo definitivo a questa idea di trasloco ferroviario.
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