fatto quotidiano

Comuni che tagliano le spese triplicandole

Alle porte di Bologna la Rossa, 9 comuni rossi hanno deciso che possono fare a meno dell’assistenza ai disabili e ai minori a rischio.
Quel che avviene oggi a Casalecchio e dintorni è la fotocopia di operazioni simili in molti comuni (di sinistra e di destra)… si privatizza per risparmiare e si chiudono i servizi. Trovo che questa sia una scelta sbagliata, che aumenterà i costi invece di diminuirli, e cerco ora di dimostrarlo facendo qualche conto.
Il problema di questi sindaci è tagliare 1 milione e settecentomila euro all’anno. Cosa fanno?
Innanzi tutto spendono più soldi.

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Siamo un grande popolo!

Gli stranieri ci deridono perché sono invidiosi! (Italians do it better! Gli italiani lo fanno meglio!)
Ci ho un rigurgito patriottico. Tutta colpa di Benigni. E mi permetto di osservare che l’Italia sta attraversando un momento grandioso dal punto di vista della satira. Luca e Paolo a Sanremo, Grillo, Hendel, Luciana Littizzetto, Paola Cortellesi, i Guzzanti, Daniele Luttazzi, Paolo Rossi, Albanese, Crozza, la Dandini, Vergassola, Benni, Vauro, Staino e anche Travaglio che si è messo a recitare i suoi pezzi forsennati… stanno dando tutti il meglio di sé. Non esiste un solo paese al mondo che possa vantare un’armata di comici irriverenti paragonabile a quella italica.
Ma dove può succedere che due comici come Dario Fo e Franca Rame, tanto per restare in famiglia, riescano a mandare in onda un’intera commedia senza audio? Vi ricordate Atlantide tv? Un’ora e 45 minuti di film muto su un canale Sky a causa delle minacce di Dell’Utri… I giornali di mezza Europa restarono a bocca aperta. Sono livelli poetici della satira surrealista che gli stranieri non riescono neanche a immaginare. È che noi italiani siamo veramente diversi. Siamo esagerati in tutto, a partire dall’arte. Ha ragione Benigni quando dice che noi italiani abbiamo lastricato i musei del mondo con i chilometri di opere d’arte che ci hanno depredato.
L’Italia è un paese dove si incrociano strane correnti…

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Uccidere i dittatori non serve!

In Egitto e Tunisia sono crollati due despoti, altri stanno vacillando in tutto il mondo arabo. E’ una buona notizia. Ed è incredibile che siano stati dimostranti disarmati a vincere contro le truppe criminali dei dittatori. Difficile non tornare con la memoria all’evaporare dell’Impero russo.
C’era grande fermento in Germania Est e un alto papavero del regime, un po’ sbadato, si mise a magnificare in tv la libertà dei cittadini dell’Est e pronunciò un’affermazione ambigua che poteva significare che si poteva attraversare il Muro di Berlino. Bastò quella frase per far ribollire le fantasie e migliaia di persone si catapultarono a vedere se era vero che si poteva attraversare il muro. Non era vero vero, ma tutta quella massa di gente si fece prendere dall’esaltazione. Allora un ragazzo si arrampicò sul muro.

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L’uomo che fece incazzare Berlusconi

Tutti i tribunali gli hanno dato ragione ma le sentenze restano inapplicate. Com’è possibile? Lo Stato italiano e l’Unione Europea non applicano le loro stesse leggi e non rispettano le loro stesse decisioni. Vergogna!
Nel 1999 D’Alema era al governo e si decise di regolamentare le frequenze televisive. Un bel concorso, ferrei criteri di idoneità… Ma a questa gara d’assegnazione appare improvvisamente un tipo strano, si chiama Francesco Di Stefano e presenta una pila enorme di documenti e fidejussioni miliardarie necessarie per ottenere le reti televisive. E vince la gara d’appalto! Si scopre invece che Rete4 non ha la documentazione in regola e la sua domanda deve essere bocciata. Quindi Di Stefano dovrebbe cominciare a trasmettere con la sua Europa 7 e Rete 4 chiudere.Ma non succede.
Come è possibile? Come è possibile che uno Stato Costituzionale non rispetti il risultato di una gara da esso stesso istituita? Lo chiedo a Di Stefano, che mi spiega che gli uomini di D’Alema e di Bertinotti in commissione votano contro Europa 7. E nessuno fiata. Siamo di fronte a un fatto gravissimo: lo Stato non rispetta le leggi. Ma non ci sono reazioni da parte dei media: silenzio di tomba.
Però Di Stefano è un tipo cocciuto.

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Solo B. ci può salvare!

Gli ultimi sondaggi d’opinione ci dicono che solo 1 italiano su 10 è convinto che le cene a casa di B. siano state una roba da educande.
Ma 3 italiani e mezzo su 10 sono convinti che anche se ha fatto il porcello è meglio di tutti gli altri e deve continuare a governare.
Ho avuto occasione di sentire il parere di alcuni di questi sostenitori a oltranza del Ciclope di Arcore…
Un’anziana signora mi guarda negli occhi con uno sguardo di commiserazione e mi dice: “Gli uomini sono tutti uguali. Sono dei maiali. Tutti! Io sono vecchia, li conosco bene! Cosa crede che facciano gli altri?”
E c’è quello con lo sguardo vispo che asserisce: “Almeno gli piacciono le donne, quelli di sinistra vanno a trans!”
C’è poi il ragazzo simpatico che mi colpisce di sorpresa con un: “Ma insomma: è scivolato sulla buccia di banana delle ragazze, ma dimmi una sola cosa sbagliata che ha fatto Berlusconi” (devo ammettere che di fronte a una simile affermazione ho subìto un minuto di vuoto mentale misto a panico, non mi veniva in mente niente da dire, solo vertigine e sgomento).

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La sinistra del no a tutto ci porta al disastro

Mi è piaciuto molto il discorso di Saviano a Milano, alla manifestazione per le dimissioni del governo. Ha detto che bisogna iniziare a pensare a un mondo diverso, non solo ad andare contro B…
Provo a spiegarmi con un esempio. La situazione italiana è tragica non solo perché ci stanno B. e la corruzione, ma anche perché c’è un sistema burocratico asfissiante, che secondo i dati ufficiali costa ogni anno 15 miliardi di euro buttati al cesso in carte bollate. Ma si tratta di una valutazione faziosa, che non tiene conto del fatto che in Italia impieghi anni per avere l’autorizzazione a fare qualche cosa. Ogni anno sprechiamo miliardi di euro in attività strozzate sul nascere dalla burocrazia.
Vuoi produrre cento bottiglie di liquore? E’ reato. Vuoi fare le marmellate? E’ reato. E perché non lo sia devi sobbarcarti dei viaggi nella follia trasformata in regolamento. E attenzione, tutte queste regole non servono per garantire la qualità delle marmellate. Posso liberamente produrre delle marmellate che sono tutte zucchero, frutta congelata, coloranti, anticrittogamici, diserbanti, insaporenti, conservanti. E’ legale. Ma devi farlo seguendo i regolamenti. Ed è chiaro che in meccanismi simili i corrotti ci sguazzano. La logica in altri paesi è rovesciata: non ti chiedo nessuna pratica burocratica, ma se fai una schifezza te la faccio pagare cara. In Italia ti mettono i bastoni tra le ruote prima, poi se fai schifezze ci mettono 10 anni a condannarti e te la cavi con due condoni e una multa. E di questo stato di cose ha parte della responsabilità una certa cultura autoritaria di sinistra.

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Fiat può aumentare gli stipendi a costo zero

Quest’estate c’è stata una giornata di caldo torrido in Germania e l’amministratore delegato di Volkswagen, Wolfgang Rasper, ha fatto arrivare un camioncino che ha distribuito gelati agli operai, all’uscita dallo stabilimento. Rasper ha spiegato questo gesto dicendo: “Vogliamo fermamente ottenere che le persone migliori lavorino qui. E vogliamo rendere il loro lavoro e la loro vita più piacevole. In questo modo li ricambiamo del duro lavoro che svolgono.”

Caro Marchionne, non mi ti immagino a preoccuparti perché i tuoi operai sono accaldati… E lasciami dire che è un errore. A volte un gesto premuroso costa poco e ha grandi effetti. Ma non è solo una questione di forma, gli operai tedeschi ricevono uno stipendio parecchio più alto di quelli italiani: un semplice addetto alla catena di montaggio (Volkswagen) porta a casa uno stipendio base di 2.756 euro lordi, pari a 19 euro all’ora sulla base di una settimana di 33 ore. Gli straordinari notturni comportano una maggiorazione del 45% mentre quelli pomeridiani del 30%. Un addetto alla manutenzione dei macchinari, anche qui remunerazione base, guadagna 3.300-3.500 euro al mese. Ma lo stipendio più alto non è l’unico vantaggio per i lavoratori tedeschi.

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Ilda Boccassini è la miglior alleata di B.

Secondo i sondaggi di opinione, B. sta ancora sul 30%, c’è addirittura un lieve aumento dei consensi, forse mezzo punto percentuale… Non c’è stato il crollo che ci si aspettava dopo gli scandali. ORRORE! Il Pd sta sul 24-25 moribondo stabile. Vendola è l’unico che a sinistra cresce un po’: al 7%. Come è possibile?
In Svezia un politico si è dovuto dimettere perché ha comprato un Toblerone con la carta di credito di servizio: appropriazione indebita. Un altro è stato silurato per aver pagato per 2 giorni in nero una baby sitter…
In Italia il fatto che B. usasse le auto della sua scorta per far riaccompagnare a casa le sue ospiti è stato considerato un fatto secondario (solo i poliziotti si sono incavolati come bisce per l’umiliazione professionale)…
B. ha ancora il sostegno di milioni di persone! Il mondo ci guarda attonito. Siamo noi i marziani.
Ho passato lunghe ore a meditare sul perché di questa fantascientifica situazione. Poi un messaggio di Johnnysi Nysi, sulla mia pagina Facebook, mi ha svelato l’arcano: gli italiani vivono per il gossip.
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Caro Marchionne, dai più potere agli operai

Il gruppo Semco in Brasile ha fatto i miliardi ascoltando gli operai. Lo sapevi?

Questa strana azienda sta riscuotendo grandi successi economici. Si tratta di uno dei maggiori gruppi industriali del paese, inizialmente era una ditta del settore acciaio, un’industria vera, insomma, non quelle imprese creative sul web. Era un’azienda di successo ma gli utili si sono verticalizzati quando Ricardo Semler ha preso la direzione della società.

Quello che ha fatto è una rivoluzione strutturale del sistema azienda. Una rivoluzione che parte dall’idea che i lavoratori hanno una grande capacità di responsabilità, che dimostrano nella vita privata, ad esempio dedicandosi ai loro figli. In azienda questi adulti vengono trattati come bambini, sottoposti a controlli asfissianti (e costosi per l’azienda) e a regole costrittive, non vengono interpellati sulle scelte strategiche.

La rivoluzione di Ricardo Semler è cominciata cambiando radicalmente l’immagine che i dipendenti avevano della società, con un’unica mossa: rompere la suddivisione rigida del tempo. Ha permesso ai reparti di gestire in modo flessibile il tempo lavoro: non ci sono più obblighi di orario. Basta mettersi d’accordo con i colleghi: puoi entrare in fabbrica a qualunque ora. I dipendenti decidono persino se il prossimo mese vogliono lavorare di meno e guadagnare di meno, oppure se vogliono più lavoro e più soldi.

Poi Semler ha demolito i simboli del potere aziendale. Ad esempio ha deciso che i manager non avrebbero più avuto una segretaria: le fotocopie se le fanno da soli (e si è scoperto che così si risparmia molta carta perché i manager non hanno voglia di fare fotocopie…).

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Caro Marchionne, ecco 100 milioni di euro…

Ora che avete vinto il referendum, con soli 9 voti di scarto nei reparti operai, sicuramente vi state chiedendo che fare, visto che governare una fabbrica con il pugno di ferro non conviene neanche a voi. Si sa che l’operaio rende meglio se non è incavolato nero… E allora mi permetto di avanzare alcune proposte che potrebbero migliorare sostanzialmente le condizioni economiche e di vita dei dipendenti Fiat a costo zero. Anzi la Fiat ci guadagnerebbe. Non voglio proporre fantasie ma esperienze già realizzate da altri gruppi industriali. Si tratta di adottare una visione diversa del sistema Fiat e delle opportunità che offre.
La prima cosa che salta a gli occhi guardando da un elicottero i vostri stabilimenti e quelli di Volkswagen è che in Germania hanno completamente coperto le fabbriche di panelli solari fotovoltaici.
Presso lo stabilimento Volkswagen di Emden è stata inoltre montata una delle turbine eoliche più grandi del mondo, la E-126, che come dice il nome è alta 126 metri, con una capacità nominale di 6000 chilowattora e un rendimento annuo di 20 milioni di chilowattora. Volkswagen ha poi ridotto notevolmente in tutti i settori i consumi energetici, ad esempio sostituendo 52 mila fax, stampanti, fotocopiatrici, con 17.500 dispositivi multifunzione ottenendo un risparmio dell’86% dell’energia elettrica rispetto ai consumi del 2005. Sono arrivati a piantare alberi per produrre biomasse.
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