Droga!!!

www.unodc.org pubblica i dati sulla diffusione della droga. L’1% della popolazione mondiale (40 milioni di persone) fanno uso di droghe pesanti. 160 milioni fanno uso di cannabis (li hanno contati tutti? Anche i marocchini e gli afgani?). Il giro d’affari è stimato in 321 miliardi di dollari. Con un incremento nel 2004 del 7,5%. I consumatori di oppiacei sono 15,9 milioni. Recentemente si è stimato anche che il maggior produttore di oppio del mondo è diventato l’Afganistan (c’è chi parla dell’80% della produzione mondiale), mentre è crollata la produzione del Triangolo d’Oro indocinese. Non vorrei essere petulante ma l’avevamo detto ancor prima dell’invasione afgana che uno dei due obiettivi della guerra era mettere sotto il controllo della mafia Usa il traffico, facendo fuori la mafia cinese. E bravo Bush the pusher. Per la regina Elisabetta invece lo spaccio degli oppiacei non è una novità. Nel 1800 le navi di sua maestà britannica attaccarono due volte la Cina cannoneggiando le città e facendo strage di civili, per imporre il diritto di vendere oppio (l’imperatore aveva osato vietare la vendita della droga sul territorio cinese, lo spudorato!!!!).


Ricchi intelligenti?

Mi sono sempre chiesto perché la classe di lusso negli aerei sia posta davanti. E’ risaputo che la punta dell’aereo è il posto meno sicuro in caso di incidente aereo. La zona dove si hanno più probilità di sopravvivere è posta immediatamente dietro le ali (che fanno da protezione). Quindi i ricchi pagano biglietti doppi per avere più probabilità di morire.
L’ultimo numero di Economy (il settimanale mondadori che non aveva previsto il crollo di Enron, Argentina, Cirio e Parmalat) ci pone di fronte ora all’ultimo grido dell’idiozia migliardaria: le lenzuola di cashmere, proposte, mentre milioni di persone muoiono di fame, dall’azienda Manrico (una cazzata la faccio cento le dico) a 3500 euro al paio, in 60 tonalità (dal beige diarrea al giallo itterizia).
Perché è idiota dormire nel casmere?
Perché il pelo animale è 3500 volte più irritante, trattiene 3500 volte più impurità e permette una circolazione dell’aria 3500 volte inferiore del cotone. Pagare qualche cosa che è 3500 volte peggiore a 3500 volte di più però è molto trendy, soprattutto se hai fatto i soldi sgozzando i bambini e non ragioni (al mercato delle pezze americane di Formia ti compri un paio di lenzuola a un euro o poco più).
Un’idea assurda perciò. Ma come potranno resistere i dissoluti affamatori del pianeta all’idea di poter spendere tre mesi di stipendio di un operaio specializzato per farsi una dormita?
Quando Dio si seglierà dal suo sonno millenario se li mangerà a otto per volta.
(Ps: propongo che l’azienda Manrico e tutti gli acquirenti di dette lenzuola vengano incriminati per istigazione al terrorismo e crudeltà mentale.)


Studiare l’Argentina per capire come prepararsi all’imminente crollo economico italiano.

Studiare l’Argentina per capire come prepararsi all’imminente crollo economico italiano.

Chi sostiene ancora che il commercio equo, le banche del tempo, il baratto, i gruppi d’acquisto e l’autoimpresa siano manie da radicalshick dovrebbe ricredersi (o bruciare all’inferno per l’eternità).
Il popolo argentino sta sopravvivendo a una crisi che ha azzerato l’economia e fatto chiudere le banche e centinaia di aziende seguendo la via dell’azione economica diretta e alternativa.
Il numero 597 di Internazionale pubblica un’inchiesta di Pàgina 21 che descrive l’esplodere di migliaia di iniziative che danno i mezzi per vivere e migliorano la qualità della vita di milioni di argentini che hanno scelto di creare un circolo virtuoso dando un significato etico ai loro consumi. Hanno capito che pur nella loro situazione di povertà è necessario chiedersi COME una merce è stata prodotta, quindi non chiedono solo un prezzo basso ma un alto contenuto sociale. E’ la nuova idea della solidarietà come via per sopravvivere al disastro. L’idea dell’economia della reciprocità etica: tu sostieni la mia dignità con i tuoi consumi, io sostengo la tua dignità con i miei consumi. A questa realtà fatta di centinaia di negozi e mercati autogestiti si affianca la macchina degli scambi senza circolazione di denaro tra produttori che si autogestiscono formando gruppi di produzione (molte fabbriche sono state occupate e rimesse in attività dopo il loro fallimento).
E questo è il dato nuovo che si affianca agli ormai consolidati mercati in piazza dove si scambia tutto sul modello delle Banche del Tempo. Una torta contro due ore di ripetizione di inglese, contro un taglio di capelli, contro un vestito, contro quattro chili di carote…Un commercio circolare nel quale il baratto non è tra due persone ma tra cento o mille. E poi ci sono i negozi del commercio Equo e Solidale: 3 mila in europa, 20 mila negli Stati Uniti (!!!), con un fatturato annuo di 200 milioni di euro, 34 milioni solo di caffè.


Colpaccio leghista a Repubblica

Oggi, 11 luglio, La Repubblica contiene un capolavoro di disinformazione forcaiola.
Titolo: “E la gip che assolse gli estremisti difende l’immigrato senza biglietto” occhiello “Milano, la Farleo ha visto gli agenti circondare uno straniero ed è intervenuta. Protesta la Lega”.
Cosa vuol dire questo? Che c’è una giudice che difende un extracomunitario che pretende di non pagare il biglietto del metrò come qualunque altro cittadino onesto. E questa giudice Forleo è già famosa per aver assolto dei terroristi.
Peccato che leggendo l’articolo si scopra che le cose stanno in ben altra maniera.
Un extracomunitario che non aveva pagato il biglietto fugge dal metrò e in strada non viene “circondato” dagli agenti ma sbattuto al suolo e gli “veniva riservato un trattamento intollerabile”.
Quindi la giudice Forleo, passando di lì e vedendo questo comportamento illegale ha protestato. Lei NON discuteva sulla colpa dell’uomo, che per altro non conosceva (il tutto non si è svolto nel metrò ma in una strada del centro) ma sulla modalità violenta dell’arresto. A questo punto gli autori dell’articolo, Luca Fazzo e Oriana Liso, (che in un quotidiano NON scrivono i titoli), dovrebbero protestare con la direzione di Repubblica e chiedere la testa del titolista.
La questione è molto grave: infatti i titoli sono letti dal 90% dei lettori, gli articoli dal 10% (do’ dei numeri solo per rendere l’idea). Quindi sono i titoli a fare un giornale non gli articoli. Posso ottenere un quotidiano di destra con contenuti di centro sinistra. C’è una quinta colonna della Lega che controlla La Repubblica?
Protestate con la redazione, chiedete l’intervento del sindacato giornalisti, della commissione di vigilanza, dell’aviazione. Fate qualche cosa!


Antiterroristi dei miei coglioni.

Scusate il titolo ma schiumo di rabbia quando sento i servizi e leggo gli articoli sul terrorismo.
Davanti ai morti la decenza suggerirebbe di non mentire così spudoratamente.
Ma questi sono sprovvisti di anima, figuriamoci il resto.
Il terrorismo esiste, è un fatto, le bombe di Londra NON sono propaganda ecologista. Sono vere. Ma nessuno sembra prendere in considerazione la necessità di difendersi.
A meno che non consideriate “misure di sicurezza” quel che si stà facendo!!!
Se volete sapere come funziona un sistema di sicurezza minimo, fatevi un giro in Israele. In aereoporto si arriva 3 ore prima, tutto viene controllato minuziosamente, i passeggeri perquisiti (tocca spogliarsi) e interrogati da personale specializzato a cogliere i segnali corporei dello stress.
Così si può pensare di ridurre i rischi in modo efficente. Tant’è che da anni nessuno riesce a dirottare un aereo in Israele.
Non siamo stati i soli a dimostrare che i controlli italiani sono ridicoli, io andai in aereo in Finlandia con un’aggeggio che assomigliava a bomba ananas nel bagaglio a mano (ne parlammo su Cacao).
Ma anche in Israele che i controlli israeliani veri si fanno solo negli aereoporti, tant’è che anche lì i camikaze fanno saltare auto e discoteche.
Allora se volete la sicurezza tocca estendere il sistema israeliano a tutti i luoghi pubblici. Impossibile? No, ma richiederebbe una modificazione totale degli stili di vita.
E la regina d’Inghilterra, insieme a migliaia di altri tromboni, ci hanno ripetuto a morte che “il terrorismo non cambierà il nostro stile di vita”. In italiano questo si può tradurre con “il terrorismo miete annualmente meno vittime dell’inquinamento, della criminalità o degli incidenti d’auto: quindi non ce ne frega niente.
La storia dei livelli di allarme (rosso, giallo, blù e color vomito), la storia dei cani poliziotto (qualche centinaio al massimo, ne servirebbero 500 mila), dei controlli eccetera è solo una presa per il culo, un tranquillante. Danno per scontato che qualche centinaio di pendolari verrà massacrato e pensano di essere al sicuro nelle loro auto blindate, nelle loro ville corrazzate e nei loro locali esclusivi dove un arabo può entrare solo se è una fotomodella da 10 mila dollari a sfilata.
Cinismo.
Riprova di questo discorso: all’indomani dell’11 settembre molti dirigenti dell’antiterrorismo e dei servizi segreti di tutto il mondo dissero che il primo passo per colpire il terrorismo era l’abolizione del segreto bancario e dei paradisi fiscali. Cioè dei due mezzi che avevano permesso alla finanza criminale di guadagnare miliardi di dollari speculando sugli attentati ancor prima che venissero realizzati. Vi ricordate il misterioso crollo delle assicurazioni e delle linee aeree colpite dal massacro due giorni prima dell’11 settembre?
Attenzione: a chiedere l’abolizione del segreto bancario e dei paradisi fiscali non erano poveri estremisti drogati come me ma eminenti uomini della destra repubblicana Usa.
L’hai vista tu l’abolizione dei paradisi fiscali?
Allora NON parlatemi di misure di sicurezza. NON state realizzando neppure gli interventi possibili in modo immediato.
Preferite che migliaia di persone crepino piuttosto che rinunciare alla comodità delle Isole Cayman. Vergognatevi!
E si vergognino i giornalisti che riportano il varo delle patetiche finzioni sul controllo del territorio come se avessero un benchè minimo senso.
Stiamo offrendo al terrorismo il ventre scoperto dell’occidente mentre gli speculatori e i furbi ci tengono bloccate le mani.