Strage infinita

I giornali pubblicano le facce degli italiani ammazzati in Egitto. Mi chiedo quanti provino una vera emozione davanti a questi ennesimi morti. Se ci fosse vero dolore forse si farebbe qualche cosa.
Invece la reazione dominante è una rabbia da tifoseria calcistica. Intimamente legata allo spirito dei turisti che si fanno fotografare davanti alle rovine dell’hotel esploso.
Dopo l’ultimo orrendo attentato in Egitto ho avuto la sensazione di un salto di qualità nella percezione dell’orrore da parte “della gente”.
Al bar di Casa del Diavolo, strordinario osservatorio sociale, una signora diceva con particolare rabbia e intensità: “Non se ne può più di questi assassini”.
La gente inizia a sentirsi minacciata: “Adesso toccherà a noi italiani!”
Ma la rabbia è tutta contro i terroristi islamici. Il modello percepito di quel che è successo è molto semplice: tutto è iniziato con l’11 settembre, i terroristi sono pazzi assassini che vogliono distruggerci perché hanno quella religione lì.
La signora non ha neppure il sospetto che ci sia qualche cosa che l’Occidente ha fatto per provocare il terrorismo, come ad esempio finanziare Bin Laden per anni, fornirgli armi, fiumi di denaro, istruttori che insegnassero ai suoi uomini come costruire bombe … ecc. La signora non sa niente di quello che è successo prima.

E chiunque cerchi di mostrarle un altro aspetto della realtà è un alleato dei terroristi. Sempre la stessa solfa: “Parli come Bin Laden.”
Non vogliono capire, non vogliono vedere, sono ignoranti come capre.
Non sanno niente degli orrori perpetrati negli ultimi centocinquant’anni in Egitto, Pakistan, Afghanistan, e neanche sanno che noi italiani abbiamo sterminato con i gas e le bombe centinaia di migliaia di Somali, Eritrei e Libici. Non si ricordano delle nostre truppe che in Somalia, pochi anni fa, sotto le bandiere dell’Onu, stupravano le donne musulmane e torturavano con la corrente elettrica. Nessuno ricorda che Ilaria Alpi fu ammazzata dopo aver denunciato il sequestro delle donne somale tenute prigioniere dalle nostre truppe per essere “utilizzate” a turno negli stupri di gruppo…Chi era Ilaria Alpi? E chi si ricorda delle migliaia di bambini nati deformi a causa dei proiettili all’uranio impoverito usati in Iraq, Somalia, Jugoslavia…Ma cosa volete che ne sappia la gente…

E’ scioccante quest’assenza di dubbi e ragionamenti. Spaventosa questa intelligenza da mandria di buoi che fuggono da un’incendio.
Nessuno sa cosa è successo prima, nessuno sa delle rapine continue, delle violenze mostruose, delle stragi infinite compiute dall’Occidente nei paesi arabi, nessuno si ricorda di quando Saddam, i Talebani e Bin Laden erano fedeli servitori degli Usa. Nessuno sa niente dei fascismi arabi tutt’ora protetti dall’Occidente e dei loro crimini quotidiani. Irrilevante la rapina del petrolio comprato per decenni a prezzi ridicoli… Dei guadagni immensi usati per finanziare oligarchie di corrotti locali dediti ad ogni sorta di eccesso.
“Parli come Bin Laden!”
Non sono capaci di dire altro.
Quel che puoi raccontare è talmente lontano da Bruno Vespa e il Grande Fratello che non possono credere che sia vero.
Non sanno neanche che avevamo ragione quando prevedevamo che la guerra non sarebbe stata vinta né in Afganistan né in Iraq e che il terrorismo avrebbe triplicato le sue forze grazie agli assurdi massacri di civili.
E chi lo sa che la truppe italiane hanno ammazzato per errore 22 persone ai posti di blocco in Iraq?
Niente. Encefalogramma piatto, memoria zero.
E non si rendono conto neanche dell’orrore al quale stiamo andando incontro. Credono veramente che “il nostro stile di vita non cambierà”.
Poveri disinformati portati al macello…
Almeno noi, quando salteremo in aria, sapremo esattamente perché è successo.
Ma forse non è una grande soddisfazione neanche questa.


Bionda procace e criminale. Assolvetela.

http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2005/07_Luglio/20/debra.shtml


Tampa, Stati Uniti. Debra Lafave, 24 anni, insegnante di scuola media inferiore, bellissima, rischia parecchi anni di carcere per aver fatto sesso con un suo allievo quattordicenne.
Ora mi chiedo se in questo caso ci sia stata violenza. Cioè il ragazzo era consenziente. Molto consenziente. E probabilmente ha toccato il settimo cielo e oltre...
Ora io so che non è politically correct (ocomecavolosiscrive) però, insomma...
In certi casi si dovrebbe fare uno strappo alla regola.


Il signor Di Stefano non fa dormire Berlusconi


Il signor Di Stefano.
Francesco di Stefano.
Quello che non fa dormire Berlusconi.

Per chi non sapesse niente di Di Stefano e la sua battaglia solitaria contro Berlusconi e D’Alema rimando alla lettura dei link che fornisco qui sotto. In due parole questo signore è stato scippato del diritto, acquisito vincendo un regolare concorso di Stato, di avere due tv nazionali. Mentre Silvio, che non ne aveva diritto, si è tenuto le frequenze di Rete 4. Una storia vergognosa.
Ma l’aspetto di cui voglio parlare qui è un altro.
Trovo molto interessante la strategia seguita da DI Stefano che, con pazienza incrollabile e enorme dispendio di mezzi ha seguito le vie legali per 6 anni arrivando oggi a far mettere sotto processo, dall’Unione Europea, il sistema televisivo italiano. E questo dopo che tutti i livelli della magistratura italiana gli hanno dato ragione. Sentenze che sono restate lettera morta.
Per il mio modo si pensare è curioso che Di Stefano abbia difeso il diritto a trasmettere di Europa 7 senza mai intraprendere azioni di protesta plateali. Ne ho discusso con lui un paio di volte ma lui ha sempre preferito questa via silenziosa e ufficiale fatta di carte bollate. Io sinceramente se ero in Di Stefano avrei affiancato alla via legale sit in, incatenamenti, spogliarelli e danze tribali davanti al parlamento. Lui no.
E a questo punto, visto che ha ottenuto di portare l’alleanza trasversale che lo ha fregato sul banco degli accusati del tribunale europeo inizio a pensare che non avesse tutti i torti.
Sulla sua storia storia si potrebbe costruire un elogio della strategia della lentezza nella lotta al sopruso.
E ora è molto probabile che vinca anche a livello europeo e otteenga un risarcimento tra gli 800 milioni e i 3 miliardi di euro.
Una cifretta che anche a Berlusconi può dare fastidio, sia che debba pagarne una parte di tasca sua, sia che debba farlo come capo del governo.
E magari DI Stefano otterrà anche le sue due frequenze.
Vedremo. Nel frattempo non posso che brindare alla sua salute.
E complimentarmi per l’efficienza del suo modo di pensare.

Tutta la storia dall’inizio

http://www.alcatraz.it/redazione/news/show_news_p.php3?NewsID=1778

Altre informazioni
http://www.alcatraz.it/redazione/news/show_news_p.php3?NewsID=2342


I colpevoli non solo i malvagi capitalisti!

I colpevoli non solo i malvagi capitalisti!
(Chi impedisce al mondo di progredire?)

Non credo di essere mai stato molto ottimista sulla situazione politica italiana.
Quando a sette anni la mafia manda alla tua famiglia una piccola bara con il tuo nome sopra e una lettera scritta col sangue con la descrizione di come ti strapperanno gli occhi prima di ucciderti non sei mai molto ottimista sul mondo. In particolare se minacciano di ammazzarti solo perché i tuoi genitori hanno detto in tv che la mafia ESISTE. E per questo poi vengono cacciati dalla tv per 18 anni. La situazione peggiora quando a 17 anni una banda di carabinieri deviati ti rapisce la madre. Se poi vedi con i tuoi occhi che effetto fa un candelotto in pieno petto, e sei a un metro dal punto dove il ferito sta morendo e poi sparacchiano a un po’ dei tuoi migliori amici non ti fai molte illusioni sul mondo.
Eppure nei decenni successivi il mio giudizio sul mondo ha continuato a peggiorare.
Cioè resto convinto dell’idea marxista che l’umanità stia, lentamente, migliorando (vedi www.jacopofo.it link a Pessimismo cosmico e gnocca globale) ma noto sempre di più che il male del pianeta non dipende solo da un gruppo di malvagi senz’anima.
((E il primo concetto, così faticoso da dire l’ho detto.))

Gli ultimi sette anni sono stati per me un’assillante percorso di verifica del fatto che, aimé, il gruppo di malvagi è nei fatti sostenuto da un’ampia schiera di complici, fanchieggiatori, omertosi e oppositori immaginari che in realtà sostengono ogni sorta di obrobri in virtù di una filosofia bislacca e interessata.
Quel che i fatti mi hanno mostrato in modo incontrovertibile è che “il Sistema” è sostenuto dagli oppositori e che le vittime sono generalmente complici dei coro carnefici.
La protervia dell’arretrato, bolso potere italiano non vive grazie alla forza militare ma si avvale di una diffusa rete di consenso. Milioni di italiani vivono grazie alle briciole della corruzione di uno stato degenerato.
Sono 4 milioni, secondo la Finanza, gli evasori totali o quasi, milioni i lavoratori abusivi, i piccoli imprenditori che ingrassano nelle irregolarità amministrative, nei sub appalti pelosi e traggono vantaggi dall’inefficenza.
Ricercatori universitari che conducono ricerche sull’aria fritta, organizzatori e docenti di corsi di formazione completamente inutili, detentori di pensioni finte, sussidi gonfiati, titoli di studio inesistenti, doppi lavori, lavori in nero. Tutta questa gente sarebbe rovinata se lo stato iniziasse improvvisamente a funzionare.
Perché la giustizia non funziona? Perché troppi italiani sarebbero danneggiati se succedesse.
E intorno a questo zoccolo duro di cacche di cane marcio c’è la gran massa di quelli che hanno paura. Paura che un sistema che funzioni li danneggi costringendoli a lavorare di più, paura del nuovo, del diverso. Mentalmente incancreniti su una vita insipida e faticata hanno il terrore che qualche cosa gli tolga il conosciuto gettandoli nell’orrido del nuovo.
In questi sette anni abbiamo lavorato su un unico punto, semplice e indiscutibile: è possibile risparmiare energia e così avere soldi a disposizione e contemporaneamente diminuire il numero di morti per inquinamento.
Ho parlato con centinaia di persone di sinistra: sindaci, politici, manager, giornalisti, dirigenti di associazioni e cooperative. Chiedevo semplicemente che utilizzassero sistemi di risparmio, guadagnassero denaro applicando o diffondendo nuove tecnologie ecologiche o semplicemente ci aiutassero a farne conosciere l’esistenza. I risultati si sono certamente ottenuti perché abbiamo trovato persone straordinarie che si sono battute come leoni. Padova sta tagliando il 50% dei consumi energetici della città (vedi l’inizio di questo forum) la Regione Emilia Romagna ha adottato i riduttori del flusso dell’acqua dei rubinetti (vedi articolo precedente), ottomila famiglie hanno comprato su www.commercioetico.it qualcuna delle nostre proposte e 1500 pazzi hanno tirato fuori 27 euro o più per permetterci di tenere aperti i nostri siti web e Cacao e continuare a rompere le palle a tutti.
Ma questi risultati si sono ottenuti andando a cercare le persone disponibili con il lanternino, la maggioranza di coloro che siamo riusciti a contattare ha rifiutato tutte le proposte. Gli ottomila fanatici che si sono comrpati una lampadina ecologica o un pannello isolante per i caloriferi sono il frutto di un milione di persone che sono entrate nei nostri siti a dare un’occhiata. Siamo all’8 per mille, che poi sarebbe meno dell’1 per cento.
Ora capite che è scioccante dover contattare 100 sindaci e assessori all’ambiente prima di trovare uno Zanonato e un Bicciato che desiderano rivoluzionare Padova o un Zanichelli per Bologna?

Sostanzialmente in Italia un terzo degli abitanti è agnostico, un terzo di destra, un terzo progressista. Togliete venti milioni di minorenni e vi restano 38 milioni di individui di cui poco più di 12 milioni e mezzo di progressisti. Di questi solo l’1% scarso ha voglia di fare qualche cosa.
125 mila persone che sono quelli che tengono vive associazioni molto particolari, imprese etiche, banche etiche, commercio solidale, gruppi di acquisto, boicottaggio degli acquisti delle multinazionali del dolore, banche del tempo ecc…
In più questi 125 mila pazzi sono stanchi, confusi, delusi, spaventati. Per la maggioranza sono persone che si scornano contro gli orrori del mondo da decenni. A volte parecchi decenni. E questa malerba, resistente a tutto sta guardando quel che succede e che aveva previsto con la lungimiranza della pratica: la guerra in Iraq sta tracimando verso una vera terza guerra mondiale degli opposti terrorismi, la società sta sgretolandosi con l’esplosione del consumo di ansiolitici, sonniferi, droghe pesanti, alcool, sparatorie di vecchi e innamorati che mirano ai passanti, mamme che ammazzano di botte i figli (è un’epidemia) stupratori, truffatori (un’altra epidemia) aziende illusionistiche quotate in borsa che crollano fragorosamente, criminali di ogni tipo che accumulano fortune indicibili e decidono di comprarsi uno stato o almeno un partito politico.
E come ho detto, milioni di complici di mezza tacca, piccoli evasori fiscali-imprenditori nullateneti orfani della partita iva, imboscati professionali, corridori paralitici e ciechi da strapazzo.
E’ una visione apocalittica quella che mi si staglia davanti agli agli occhi. E solo allenando le lenti della storia riesco a scorgere la possibilità che questa crisi, mentre sta azzannando la qualità della vita dei popoli, stia anche allenando gli anticorpi che potrebbero fermare la fine dell’Umanità.
Perché è questo di cui stiamo discutendo.
Ma la frase fa sorridere: “La fine dell’Umanità.”
Eppure E’ QUESTO che sostengono gli studi ecologisti da anni, confortati ora dal parere del Pentagono (vedi articolo su questo Blog). Ma il pensiero del cataclisma totale, l’avvento dell’Apocalisse energetica o quantomeno del Medio Evo prossimo venturo continuano a far sorridere i più.
Non si percepisce l’immanenza reale e concreta dell’impatto.
Questo mi getta nell’angoscia e mi spinge a buttarmi in nuovi tentativi come questo blog. La sensazione è quella di vedere un’immensa mandria di bovini che marciano verso il baratro. Se ti metti di mezzo e cerchi di fermarli ti travolgono. Ma come si fa a stare ai margini del flusso suicida a urlare sperimentando continuamente la sordità collettiva?
Ed è proprio misurando con l’azione il muro di censura che protegge la mandria impazzita che viene lo sconforto e si è presi dall’isterismo.
Da un mese continuo a rompere i coglioni alle redazioni dei maggiori quotidiani e settimanali italiani cercando semplicemente di far uscire sulla stampa la notizia (credo notevole) del risparmio ottenuto a Padova e in Emilia Romagna. Parlo con schiere di giornalisti, caporedattori, vicedirettori che si mostrano entusiasti (“E’ un vero scoop!!! Ma perché nessuno ha pubbblicato la notizia? Incredibile! Cosa sta succedendo al giornalismo italiano?”). Ma poi gli articoli si impantanano, le interviste languiscono, le inchieste si perdono.
Altri morti, altre bombe, altri scandali dal sapore più immediato, questioni di famiglia, l’amante che s’incazza, i figli bocciati, la nonna malata, sono sempre più importanti di un successo nel campo del risparmio energetico.

L’esperienza straziante dell’uccisione di Emilio Albanese mi ha messo di fronte, ancora una volta, all’ignavio disinteresse dei potenti di una città che affonda nel sangue, nella corruzione e nell’inefficenza.
Si nega addirittura che l’emergenza criminalità esista in questa città martire della bassezza umana dove vengono compiuti tanti crimini quanti a Milano, Roma e Torino messe assieme.
L’altra sera guardando l’eroico documentario di Ruotolo sull’immondizia (vedi in questo blog) ho sentito ancora una volta bruciante il divario tra quello che si potrebbe fare (e si fa a Treviso o in Germania) e quello che accade a Milano o Napoli e in gran parte d’Italia. E dopo una simile spietata denuncia di Ruotolo, che ha rovesciato il bidone delle truffe a catena sul terzo canale Rai, NON E’ SUCCESSO NIENTE!!!
Era una trasmissione da dimissioni immediate, da denunce, da popolo che furente assedia i Palazzi.
Addirittura si dimostrava una diffusione della diossina molto più alta di quella di Seveso in una valle Campana. Il giorno dopo ci dovevano essere i cammion bianchi con gli omini con le tute anti gas che sgombaravano la popolazione…
NIENTE!!!
Li lasciano morire. Si lasciano morire. Perché loro lo sanno. Vedono le pecore che ha mostrato Ruotolo che perdono il pelo, hanno il corpo piagato. Ne sono morte 1200 in un branco di duemila. E la gente guarda e continua a stare lì a morire, guardando quanto è bello il Grande Fratello. Perché anche se glielo dice la televisione che stanno morendo non ci credono. “Se fosse veramente vero lo Stato interverrebbe!!!”.
Poveri illusi. Che orrore vedere intervistate quelle persone. Sono loro che mostrano le analisi a Ruotolo: “Vede cosa c’è scritto qui? C’è più diossina che a Seveso.”
Mi sembrava di essere tornato bambino quando guardavo i film dell’orrore. E il buono non vedeva che dietro di lui il mostro aveva alzato l’ascia per tagliarlo in due. E tu urlavi: SCAPPA!
E vedi questi contadini che leggono le analisi ma non si rendono conto che li stanno VERAMENTE ammazzando.
Se gli sparassero addosso scapperebbero. La diossina è solo un poco più lenta dei proiettili e loro stanno fermi.
Come si fa?
Cosa possiamo fare per fermare subito l’orrore di questa carneficina planetaria che viene consumata da Napoli a Bagdad, alle bidonville piene di bambini affamati e violentati, all’orrore diffuso a piene mani sulla terra da una specie degenerata dal dolore.
Ellena, un’amica del forum della Città Segreta, mi ha scritto che devo piantarla di considerarmi responsabile per i mali del mondo e devo iniziare a accettare le cose così come sono, coltivando la speranza e l’azione ma senza farmi travolgere dalla rabbia.
Ha ragione. E cerco di trovare il punto nel quale il mio essere oppositore ansioso e astioso mi rende alleato inconsio dello spirito del tempo che ci porta al macello.
Certamente devo fare ancora molta strada e capire molto prima di trovare il modo giusto di connettermi a quei pochi che vogliono veramente andare altrove e sono disposti a impegnarsi per riuscirci.
Razionalmente capisco che la mia ansia provoca paura e altra ansia e rende più difficile la comunicazione e la condivisione. E non può essere una scusa il dire semplicemente che sto male. MALE MALE. Ogni giorno a vedere quello che succede e la mia incapacità di oppormi.
Bisogna essere zen. Molto più zen di quello che riesco a essere…
Ma comunque resta l’urgenza di trovare un’intesa, un contatto una condivisione, almeno con quei 125 mila (ipotetici) oppositori concreti. E forse solo insieme agli altri potremo stemperare la rabbia e la paura sublimandola in qualche cosa di meglio.
Si penso sia questo il punto: incontrare quelli che come me stanno smadonnando e a volte litigando, ma continuano a tentare di capire il modo per dar vita al nuovo inizio (quello scatto della storia nel quale percepisci che una nuova via è stata tracciata e compresa e finalmente si inizia a percorrerla collettivamente).
Perché questo ancora ci manca: la condivisione di un progetto oltre che di una filosofia generale.
Si perché la filosofia generale c’è, l’abbiamo letta a milioni sulle pagine del libro “Lo zen e l’arte della manutenzione della motocicletta”. E i più tosti si sono letti anche “Lila”. Ma la filososfia non basta, qui serve un progetto condiviso.
Un progetto che si sta ancora elamborando in mille esperienze isolate.
Un progetto che contiene un modo “Linux” di organizzarsi senza capi e cooperare. Una filosofia del cambiamento improntata sulla logica del microcredito (“Il banchiere dei poveri” Yunus, Feltrinelli, GRANDE!).
Ancora riesco a mantenere salda la fede sul fatto che ce la faremo. Riusciremo a parlarci, a superare le logiche centrifughe e la paura di trovarci con le mani legate dai soliti animali da apparato, autoritari, ottusi e burocratici.
Certo faccio fatica a estraniarmi dall’immagine che il crollo della civiltà del dolore proietta esaltandosi nella minaccia suicida della fine del mondo.
Ma amiche, amici, vi prego, diamoci una mossa! Qui non stiamo giocando a racchettoni. Fermare la corrente del delirio delle anime malate di effimero richiederà una forza bestiale anche se abbiamo dalla nostra parte il maglio del ridere e del gioco.
Abbiamo bisogno di molta più intelligenza e amore di quanto se ne abbia a disposizione se vogliamo riuscire a massificare l’emozione del sogno di un mondo migliore e trasformarla in strategia collettiva.
Abbiamo bisogno di cambiare, a partire da noi, subito.
Prego Dio che ci dia la forza di farlo.
E non è facile quando non hai la più pallida idea di dove sia il tuo Dio in questo momento.

PS
Su questo argomento ho pubblicato 2 articoli su blog (vedi categoria "ribellione spirituale") e su cacao trovi

"Se l'opposizione pacifista e' cosi' stupida perche' il Pentagono dovrebbe essere intelligente?"
(A proposito dell'Intelligenza, di Linux e della fine del mondo)

http://www.alcatraz.it/redazione/news/show_news_p.php3?NewsID=2428 (dopo le filastrocche)

e http://www.alcatraz.it/redazione/news/show_news_p.php3?NewsID=2304

(Racconto di Lulù Lafittes sull'idea di un Social Network (con appendice sul gioco-esperimento della Città Segreta)


L’Emila Romagna adotta i riduttori di flusso dell'acqua

L’Emila Romagna adotta i riduttori di flusso dell’acqua dei rubinetti dopo il successo dell’esperimento di Bagnacavallo.

Cosa sono i riduttori del flusso dell’acqua dei rubinetti?

Si tratta di piccole capsule di resina polarizzata, che non permette al calcaree di attaccare. Vengono infilate alla fine del rubinetto, svitando la guarnizione e mettendole al posto dei normali “spaccagetto”, quelle retine che ci sono in quasi tutti i rubinetti. E’ un’operazione che richiede un minuto e che permette di tagliare del 50% il consumo di acqua ottenendo però un getto altrettanto forte. Sostanzialmente mischiano aria e acqua e rendono più veloce e vorticoso il getto.
Lega Ambiente Turismo, presieduta da Luigi Rambelli, ha sperimentato questo aggeggio in centinaia di alberghi verificandone l’efficienza.
Cinque anni fa questi riduttori venivano venduti a 11 euro e a 19 euro il modello per doccia. Noi siamo riusciti a comprarne migliaia e a portare il prezzo al minuto a 1,80 euro il modello per rubinetto e a 8,00 euro il modello per doccia www.commercioetico.it . Insieme a Lega Ambiente Turismo, la regione Emilia Romagna e Era (azienda energetica) siamo riusciti a organizzare la distribuzione di un kit a 2300 famiglie di Bagnacavallo. Questo esperimento è stato monitorato dall’Università di Parma per un anno e mezzo, raffrontando le letture dei contatori con i dati di un altro paese dove non è stato messo in atto nessun intervento.
Il risultato è che si è ottenuto un risparmio del 10% secco dei consumi, con punte al 25% (l’acqua di rubinetti e docce incide per circa il 40% sui consumi domestici e, evidentemente non tutti hanno montato i riduttori).
Abbiamo così verificato gli effetti che avrebbe sui consumi globali una distribuzione di massa di questi piccoli elementi. Proiettando questo dato su tutta la regione otterremmo un risparmio annuo di 40 milioni di metri cubi di acqua, cioè il doppio della nuova diga progettata dalla regione.
Parallelamente al lavoro sui riduttori abbiamo trovato una serie di altri piccoli ritrovati ecologici e siamo riusciti a commercializzarli a prezzi etici.

Con meno di 8 euro è poi possibile comprare dei pannelli isolanti da infilare dietro i caloriferi. Questi pannelli sono formati da un sanwich di materiale isolante e alluminio e impediscono al calore del radiatore di disperdersi nel muro (e fuori dalla casa) procurando un risparmio intorno al 10% dei consumi del riscaldamento. I pannelli vengono consegnati a domicilio, tagliati a misura e, essendo flessibili si possono infilare dietro il calorifero senza smontarlo. Due asole permettono di agganciarli alle staffe che reggono il radiatore.

Sul mercato ci sono molti modelli di lampadine a basso consumo ma la durata di queste lampadine supera difficilmente le 7 mila ore. Esistono però lampadine della Osram che curano 15 mila ore ma vengono distribuite molto poco. Il motivo è semplice: se non sono moltissimi i consumatori che hanno capito i vantaggi delle lampadine a basso consumo sono pochissimi quelli che sanno che la differenza tra i vari modelli è proprio la durata. Siamo così riusciti a distribuire le prime centinaia di lampadine che durano 15 mila ore e fanno risparmiare l’80% dell’energia elettrica al prezzo inarrivabile di 12,50 euro l’una.
Sostituendo una lampadina tradizionale con una di questo tipo una famiglia ottiene un risparmio di 150 euro (per ogni luce sostituita, dato ottenuto sommando il risparmio di corrente e quello dell’acquisto di lampadine).
Infine siamo riusciti a trovare un filtro, di grande efficienza e a norma con tutte le disposizioni igieniche, che permette di togliere dall’acqua potabile i residui del cloro e eventuali impurità raccolte lungo le tubature. In questo modo si ottiene un’acqua pura, dal sapore ottimo a un costo decisamente inferiore a quello dell’acqua minerale.
Ma si ottiene anche un’acqua decisamente migliore di quella acquistata generalmente in bottiglia.
Infatti le acque potabili erogate dai comuni devono raggiungere parametri chimici superiori a quelli richiesti per le acque minerali in bottiglia. Quindi l’acqua del comune è migliore dell’acqua minerale (eccetto alcune acque particolari che hanno peraltro prezzi molto alti).
Quindi adottando questi filtri si ottiene un risparmio, un’acqua migliore e si evita l’impatto ambientale disastroso di milioni di bottiglie che viaggiano per il mondo e poi, diventati rifiuti vanno smaltite. Il prezzo che siamo riusciti a ottenere per questo filtro è di 210,00 euro, più di 5 volte di meno dei filtri a osmosi inversa. Ed è da notare che questi filtri a osmosi oltre che carissimi non sono salubri perché tolgono all’acqua ogni valore nutritivo eliminando sali minerali e micro elementi indispensabili all’organismo umano.
Una famiglia di 4 persone che adottasse questo nostro filtro avrebbe un risparmio di 40 euro il primo anno e 250 euro gli anni successivi. Inoltre per ogni filtro acquistato www.commercioetico.it devolve 10 euro a un progetto per la creazione di pozzi in Burghina Faso che stiamo seguendo direttamente sul posto.
E’ chiaro che se queste tecnologie ecologiche fossero adottate da milioni di consumatori otterremmo un enorme risparmio di petrolio, acqua, elettricità e inquinamento. Inoltre una famiglia media risparmierebbe 400 euro all’anno (vedi www.commercioetico.it).
Ma far comprendere questa logica è un processo, come sai, lungo e difficile.

Jacopo Fo


Malformi a Gela. Dopo anni finalmente i giornali ne parlano.

Gela, città inquinata in modo spaventoso, è ormai riconosciuta come la città dove nascono più bambini deformi.
Sono più di dieci anni che alcuni medici coraggiosi tentano di far conoscere questo orrore. Ne parlammo anche noi su Cacao (allora cartaceo) ma nessun giornale importante riprese la notizia.
Ora, da qualche mese, la storia è venuta fuori. Oggi Repubblica dedica al fatto una pagina intera.
Nessuno spiegherà perché per più di dieci anni i quotidiani si siano rifiutati di parlarne nonostante il fatto fosse indiscutibilmente dimostrato dalle statistiche della Asl.
E questo lo chiamano giornalismo.
Vergogna!

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