Vacanze estive alla Libera Università di Alcatraz

Ricchi intelligenti?

Mi sono sempre chiesto perché la classe di lusso negli aerei sia posta davanti. E’ risaputo che la punta dell’aereo è il posto meno sicuro in caso di incidente aereo. La zona dove si hanno più probilità di sopravvivere è posta immediatamente dietro le ali (che fanno da protezione). Quindi i ricchi pagano biglietti doppi per avere più probabilità di morire.
L’ultimo numero di Economy (il settimanale mondadori che non aveva previsto il crollo di Enron, Argentina, Cirio e Parmalat) ci pone di fronte ora all’ultimo grido dell’idiozia migliardaria: le lenzuola di cashmere, proposte, mentre milioni di persone muoiono di fame, dall’azienda Manrico (una cazzata la faccio cento le dico) a 3500 euro al paio, in 60 tonalità (dal beige diarrea al giallo itterizia).
Perché è idiota dormire nel casmere?
Perché il pelo animale è 3500 volte più irritante, trattiene 3500 volte più impurità e permette una circolazione dell’aria 3500 volte inferiore del cotone. Pagare qualche cosa che è 3500 volte peggiore a 3500 volte di più però è molto trendy, soprattutto se hai fatto i soldi sgozzando i bambini e non ragioni (al mercato delle pezze americane di Formia ti compri un paio di lenzuola a un euro o poco più).
Un’idea assurda perciò. Ma come potranno resistere i dissoluti affamatori del pianeta all’idea di poter spendere tre mesi di stipendio di un operaio specializzato per farsi una dormita?
Quando Dio si seglierà dal suo sonno millenario se li mangerà a otto per volta.
(Ps: propongo che l’azienda Manrico e tutti gli acquirenti di dette lenzuola vengano incriminati per istigazione al terrorismo e crudeltà mentale.)


Studiare l’Argentina per capire come prepararsi all’imminente crollo economico italiano.

Studiare l’Argentina per capire come prepararsi all’imminente crollo economico italiano.

Chi sostiene ancora che il commercio equo, le banche del tempo, il baratto, i gruppi d’acquisto e l’autoimpresa siano manie da radicalshick dovrebbe ricredersi (o bruciare all’inferno per l’eternità).
Il popolo argentino sta sopravvivendo a una crisi che ha azzerato l’economia e fatto chiudere le banche e centinaia di aziende seguendo la via dell’azione economica diretta e alternativa.
Il numero 597 di Internazionale pubblica un’inchiesta di Pàgina 21 che descrive l’esplodere di migliaia di iniziative che danno i mezzi per vivere e migliorano la qualità della vita di milioni di argentini che hanno scelto di creare un circolo virtuoso dando un significato etico ai loro consumi. Hanno capito che pur nella loro situazione di povertà è necessario chiedersi COME una merce è stata prodotta, quindi non chiedono solo un prezzo basso ma un alto contenuto sociale. E’ la nuova idea della solidarietà come via per sopravvivere al disastro. L’idea dell’economia della reciprocità etica: tu sostieni la mia dignità con i tuoi consumi, io sostengo la tua dignità con i miei consumi. A questa realtà fatta di centinaia di negozi e mercati autogestiti si affianca la macchina degli scambi senza circolazione di denaro tra produttori che si autogestiscono formando gruppi di produzione (molte fabbriche sono state occupate e rimesse in attività dopo il loro fallimento).
E questo è il dato nuovo che si affianca agli ormai consolidati mercati in piazza dove si scambia tutto sul modello delle Banche del Tempo. Una torta contro due ore di ripetizione di inglese, contro un taglio di capelli, contro un vestito, contro quattro chili di carote…Un commercio circolare nel quale il baratto non è tra due persone ma tra cento o mille. E poi ci sono i negozi del commercio Equo e Solidale: 3 mila in europa, 20 mila negli Stati Uniti (!!!), con un fatturato annuo di 200 milioni di euro, 34 milioni solo di caffè.


Colpaccio leghista a Repubblica

Oggi, 11 luglio, La Repubblica contiene un capolavoro di disinformazione forcaiola.
Titolo: “E la gip che assolse gli estremisti difende l’immigrato senza biglietto” occhiello “Milano, la Farleo ha visto gli agenti circondare uno straniero ed è intervenuta. Protesta la Lega”.
Cosa vuol dire questo? Che c’è una giudice che difende un extracomunitario che pretende di non pagare il biglietto del metrò come qualunque altro cittadino onesto. E questa giudice Forleo è già famosa per aver assolto dei terroristi.
Peccato che leggendo l’articolo si scopra che le cose stanno in ben altra maniera.
Un extracomunitario che non aveva pagato il biglietto fugge dal metrò e in strada non viene “circondato” dagli agenti ma sbattuto al suolo e gli “veniva riservato un trattamento intollerabile”.
Quindi la giudice Forleo, passando di lì e vedendo questo comportamento illegale ha protestato. Lei NON discuteva sulla colpa dell’uomo, che per altro non conosceva (il tutto non si è svolto nel metrò ma in una strada del centro) ma sulla modalità violenta dell’arresto. A questo punto gli autori dell’articolo, Luca Fazzo e Oriana Liso, (che in un quotidiano NON scrivono i titoli), dovrebbero protestare con la direzione di Repubblica e chiedere la testa del titolista.
La questione è molto grave: infatti i titoli sono letti dal 90% dei lettori, gli articoli dal 10% (do’ dei numeri solo per rendere l’idea). Quindi sono i titoli a fare un giornale non gli articoli. Posso ottenere un quotidiano di destra con contenuti di centro sinistra. C’è una quinta colonna della Lega che controlla La Repubblica?
Protestate con la redazione, chiedete l’intervento del sindacato giornalisti, della commissione di vigilanza, dell’aviazione. Fate qualche cosa!


Antiterroristi dei miei coglioni.

Scusate il titolo ma schiumo di rabbia quando sento i servizi e leggo gli articoli sul terrorismo.
Davanti ai morti la decenza suggerirebbe di non mentire così spudoratamente.
Ma questi sono sprovvisti di anima, figuriamoci il resto.
Il terrorismo esiste, è un fatto, le bombe di Londra NON sono propaganda ecologista. Sono vere. Ma nessuno sembra prendere in considerazione la necessità di difendersi.
A meno che non consideriate “misure di sicurezza” quel che si stà facendo!!!
Se volete sapere come funziona un sistema di sicurezza minimo, fatevi un giro in Israele. In aereoporto si arriva 3 ore prima, tutto viene controllato minuziosamente, i passeggeri perquisiti (tocca spogliarsi) e interrogati da personale specializzato a cogliere i segnali corporei dello stress.
Così si può pensare di ridurre i rischi in modo efficente. Tant’è che da anni nessuno riesce a dirottare un aereo in Israele.
Non siamo stati i soli a dimostrare che i controlli italiani sono ridicoli, io andai in aereo in Finlandia con un’aggeggio che assomigliava a bomba ananas nel bagaglio a mano (ne parlammo su Cacao).
Ma anche in Israele che i controlli israeliani veri si fanno solo negli aereoporti, tant’è che anche lì i camikaze fanno saltare auto e discoteche.
Allora se volete la sicurezza tocca estendere il sistema israeliano a tutti i luoghi pubblici. Impossibile? No, ma richiederebbe una modificazione totale degli stili di vita.
E la regina d’Inghilterra, insieme a migliaia di altri tromboni, ci hanno ripetuto a morte che “il terrorismo non cambierà il nostro stile di vita”. In italiano questo si può tradurre con “il terrorismo miete annualmente meno vittime dell’inquinamento, della criminalità o degli incidenti d’auto: quindi non ce ne frega niente.
La storia dei livelli di allarme (rosso, giallo, blù e color vomito), la storia dei cani poliziotto (qualche centinaio al massimo, ne servirebbero 500 mila), dei controlli eccetera è solo una presa per il culo, un tranquillante. Danno per scontato che qualche centinaio di pendolari verrà massacrato e pensano di essere al sicuro nelle loro auto blindate, nelle loro ville corrazzate e nei loro locali esclusivi dove un arabo può entrare solo se è una fotomodella da 10 mila dollari a sfilata.
Cinismo.
Riprova di questo discorso: all’indomani dell’11 settembre molti dirigenti dell’antiterrorismo e dei servizi segreti di tutto il mondo dissero che il primo passo per colpire il terrorismo era l’abolizione del segreto bancario e dei paradisi fiscali. Cioè dei due mezzi che avevano permesso alla finanza criminale di guadagnare miliardi di dollari speculando sugli attentati ancor prima che venissero realizzati. Vi ricordate il misterioso crollo delle assicurazioni e delle linee aeree colpite dal massacro due giorni prima dell’11 settembre?
Attenzione: a chiedere l’abolizione del segreto bancario e dei paradisi fiscali non erano poveri estremisti drogati come me ma eminenti uomini della destra repubblicana Usa.
L’hai vista tu l’abolizione dei paradisi fiscali?
Allora NON parlatemi di misure di sicurezza. NON state realizzando neppure gli interventi possibili in modo immediato.
Preferite che migliaia di persone crepino piuttosto che rinunciare alla comodità delle Isole Cayman. Vergognatevi!
E si vergognino i giornalisti che riportano il varo delle patetiche finzioni sul controllo del territorio come se avessero un benchè minimo senso.
Stiamo offrendo al terrorismo il ventre scoperto dell’occidente mentre gli speculatori e i furbi ci tengono bloccate le mani.


Il nemico da battere è il pensiero lineare

Va beh, come titolo non è un gran che.
Faccio un esempio: chi impedisce alle nuove tecnologie ecologiche di imporsi sul mercato.
La prima risposta è: le multinazionali del dolore e le loro lobby petrolifere.
Indiscutibile ma solo parzialmente vero.
L’ultimo numero di Quattroruote pubblica una foto di auto ecologiche nuove impilate una sull’altra e destinate alla demolizione. Si tratta della EV1 della General Motors, ricaricabile in 4 ore, da zero a 100 kmh in 8 secondi, 136 cavalli. Quattroruote la definisce la miglior auto elettrica mai prodotta in serie.
Ne sono stati prodotti 1100 esemplari in gran parte restati invenduti. Questo tentativo è costato alla General Motors 400 milioni di dollari di perdite secche.
Storia analoga per la Audi A2, super ecologica, extralusso, in alluminio, 100 km con 3 litri di gasolio, costo 22 mila euro, viene ora ritirata dal mercato.
La questione è che anche quando le multinazionali decisono di produrre l’auto dei nostri sogni poi pochissimi la comprano.
Ed ecco che torniamo al discorso dell’articolo precedente: la situazione attuale del mondo è sostenuta da grandi interessi ma a loro volta questi grandi interessi hanno radici nella cultura della gente.
Non sono vincenti perché sono potenti, sono vincenti perché sono “l’espressione” delle scelte di milioni di singoli e di cio che vogliono consumare.
Bush ha vinto le elezioni nonostante tutto.
La maggioranza degli statunitensi che votano vogliono Bush.
Ma anche chi ha votato democratico, anche chi non ha votato e anche la maggioranza dei pacifisti scelgono quotidianamente di comprare i prodotti che sostengono l’inquinamento e la guerra.
La maggioranza dei pacifisti vuole un’auto che sgondi il muro del suono e che sia rivestita di pelle di bambino, possibilmente nero.
Allora la nostra il centro della nostra battaglia è il nostro modo di vivere.
E non ha senso neanche condurre una battaglia politica criticando la filosofia esistenziale delle masse dei consumatori.
Sarebbero parole al vento.
L’unica azione vincente è riuscire a inventare pezzetti di vita migliore e viverseli. La gente si interessa alle idee nuove solo quando vede che messe in pratica funzionano più delle vecchie.

E’ una grande questione che si può riassumere così in poche righe.
Se ti interessa approfondire il discorso riporto qui un testo pubblicato su questo blog (tanto la carta sul web è gratis).

Capitolo ottavo
L'uomo che i rapinatori adoravano
 
E' chiaro che capire come disinnescare questi meccanismi distruttivi sarebbe una notevole scoperta, capace di migliorare la vita di chiunque, visto che tutti più o meno tendiamo a mettere in scena certi drammi più e più volte nella nostra vita. E in quest'arte del ripetere le esperienze negative siamo dei veri maestri disposti, per riuscirci, a qualunque sacrificio. 
Waslawich, grande precursore di questo tipo di ricerca comportamentale, si imbatté in un uomo che aveva subito più di 70 rapine. Un numero effettivamente enorme: alla maggioranza delle persone non capita mai di subire una rapina. Alcuni molto sfortunati vengono rapinati 3, 4 o 5 volte. Subire dieci rapine è un fatto eccezionale... Ma 70 rapine è un numero esagerato.
Sembra addirittura impossibile incontrare 70 rapinatori, in una sola vita, e tutti in luoghi dove sia pensabile eseguire una rapina...
La domanda che si è posto Waslawich osservando questo super depredato è stata: come fa a farsi rapinare così tanto?
Quali gesti compie? Che modo di camminare usa per indurre in ogni rapinatore che gli passa nel raggio di 100 metri l'irresistibile impulso a rapinarlo? 
E se quest'uomo cambia il modo di vedere se stesso, smette di essere rapinato costantemente? Esiste qualche cosa di impalpabile che emana da ognuno e determina le reazioni altrui?
Kate Miner, una miliardaria americana, ha risposto in parte a questa domanda con un esperimento sociale di grandi proporzioni che ha coinvolto migliaia di donne che vivevano per strada dormendo sui marciapiedi riparate da cenci e cartoni. Questa donna aveva guadagnato miliardi gestendo una catena di boutique d'alta moda ed era convinta che un abito firmato può fare miracoli.
Comprò un mega camper con rimorchio a due piani, lo attrezzò come un beauty center e iniziò a girare gli Usa. Con l'aiuto di un gruppo di femministe e di psicologhe avvicina le barbone, le porta nel super camper, offre loro un rapido restyling: pedicure, manicure, coiffeur, massaggio, trucco. Fa loro indossare abiti lussuosi, corredati da accessori di gran classe. Le mette di fronte a uno specchio e si complimenta con loro per la metamorfosi che hanno compiuto, da cumulo di croste e stracci a donna elegante. A questo punto le ex barbone vanno a un colloquio per trovare lavoro e a un incontro per affittare un appartamento. 
E riescono a ottenere entrambe le cose: una casa e un lavoro. Miracolo? No: potere delle apparenze.
Il grande cambiamento si compie in 24 ore grazie a un vestito nuovo e a un po' di attenzioni e incoraggiamenti.
Per una persona che non si considera nulla, assaporare la soddisfazione provocata da una serie di piccole gratificazioni è un'esperienza sconvolgente in grado di ribaltare il punto di vista sulle proprie capacità e quindi moltiplicarle per 100.
In questo modo sono uscite dalla miseria più disperata 5.000 donne.
E la cosa straordinaria è che solo 3 donne su 100 scappano con addosso i vestiti e i gioielli che ricevono in prestito. 
Cambiare il loro aspetto è sufficiente per modificare l'idea che esse hanno di sé e la loro scala di valori, rendendole improvvisamente capaci di affrontare nuovamente con successo le difficoltà di una vita normale.
Ovviamente poi è necessario che queste donne vengano seguite, che venga offerta loro la possibilità di condividere le nuove esperienze con altre donne che stanno percorrendo lo stesso difficile percorso. Ma il salto quantico essenziale avviene in modo fulmineo cambiando la loro immagine interiore.
Questo approccio è stato sperimentato nei contesti più diversi e ha mostrato la capacità di creare cambiamenti enormi e istantanei anche rispetto a problemi sociali drammaticamente complessi come il livello di criminalità in una grande città.
C'è una storia che può chiarire quello che cerco di dire meglio di molti discorsi. Pare inventata ma è assolutamente vera.
(da Napoli nel sangue)
Come far crollare il numero dei crimini in 7 giorni
 
Il professor Antanas Mockus, di origine lituana, insegnante di matematica e filosofia, stava tenendo una lezione nell'aula magna dell'Università di Bogotà a un pubblico distratto di studenti, figli di una città dove agli incroci ci si sparava addosso per stabilire chi avesse la precedenza.
Il professore decise che voleva assolutamente farsi ascoltare.
Era convinto di avere cose importanti da dire.
Quindi salì in piedi sulla cattedra, si calò i calzoni e le mutande e mostrò il sedere agli studenti che ammutolirono.
Il professore concluse la sua lezione e lasciò l'aula magna. Gli studenti erano ancora paralizzati a bocca aperta. Il professore venne espulso dall'università per comportamento disdicevole.
E lui disse: Ma allora non vi interessa veramente insegnare a tutti i costi, volete farlo solo se potete contemporaneamente conservare la ritualità inutile che vi dà autorità...
Poi si arrabbiò e decise di presentarsi alle elezioni con un partito dal nome assurdo: Partito visionario.
Vinse le elezioni.
Il suo programma di governo mirò innanzitutto a dare ai cittadini la sensazione che qualche cosa stesse cambiando. Bisognava far diminuire la criminalità che aveva proporzioni spaventose: nel corso del 1997 a Bogotá si registrano 4.500 omicidi, più di 12 morti al giorno, a fronte di una popolazione di poco più di 5 milioni di persone. È fra le città più pericolose del mondo. 
Ma come fare? 
Antanas Mockus iniziò da un problema secondario, contiguo a quello della criminalità, di grande visibilità e relativamente semplice da affrontare con una terapia d'urto. La questione del traffico. E di questa questione secondaria affrontò la parte più semplice e visibile: i semafori.
Nessuno si fermava ai semafori. L'idea fu che il rispetto delle segnalazioni semaforiche sarebbe stato un micro shock positivo per la città. Si decise per un'azione molto comunicativa.
Il sindaco agì in modo inaspettato e stupefacente.
Vennero ingaggiati mille clown e una bella mattina gli automobilisti di Bogotà trovarono i semafori presidiati da gruppi di clown che piangevano a spruzzo se non ci si fermava col rosso e invece danzavano e offrivano fiori se si rispettavano le precedenze.
Contemporaneamente vennero distribuiti centinaia di migliaia di cartoncini con disegnato sopra il pugno con il pollice in alto nel gesto di OK!
Lo stesso cartoncino rovesciato, pollice verso, significa ovviamente disapprovazione.
Ai semafori si vedevano i clown utilizzare questi cartoncini per approvare o disapprovare il comportamento degli automobilisti. 
E molti iniziarono a imitarli. E ben presto si scoprì che i bogotesi temevano più le prese in giro dei clown e degli altri automobilisti delle multe dei vigili.
Il traffico iniziò a regolarizzarsi e nel giro di una settimana crollò il numero degli omicidi. 
Intanto vennero prese misure strutturali, si raddoppiò il numero dei mezzi pubblici e vennero escogitati sistemi efficienti di sostegno alle famiglie povere, dando loro la possibilità di costruirsi case decenti sui terreni pubblici e trasformando la raccolta dell'immondizia in una risorsa per i più poveri: cibo, medicine e libri in cambio di rifiuti suddivisi. Così la macchina inefficiente di raccolta dell'immondizia, grazie a sistemi di riciclo e di valorizzazione, fornì lavoro per migliaia di persone attraverso una micro-organizzazione del servizio. E la città iniziò a essere pulita. E via di questo passo, semplificando la burocrazia e razionalizzando il sistema.
Tra i provvedimenti presi per cambiare l'immagine della città nella mente dei cittadini c'è l'invenzione della Notte delle donne. È la notte del venerdì, ogni settimana: agli uomini è addirittura vietato farsi vedere per strada (salvo specifiche ovvie deroghe), la città, in quella sera, appartiene solo alle donne. Non basta: viene istituita anche la Notte dell'aranciata, una sera alla settimana in cui è vietato bere alcolici. Radicali sono poi state le riforme sul territorio: grazie al POT (Plan de Ordenamiento Territorial), un progetto di riqualificazione delle zone degradate della città, vengono costruiti nuovi parchi verdi - al punto che la superficie di verde pubblico della città si è moltiplicata di ben 4,5 volte in soli cinque anni, dal 1997 al 2002 - viene inoltre sistemata la rete idrica e sono recuperati alcuni fiumi e canali della zona, abbandonati a se stessi. Un occhio alla cultura: si costruiscono 4 grandi biblioteche e 16 più piccole, e nei quartieri periferici della città trovano spazio
52 nuove scuole. Grazie al Plan Maestro de CicloRuta nel giro di una decina d'anni viene realizzato un sistema di piste ciclabili e pedonali di 297 km che attraversa la maggior parte del tessuto urbano. È la rete ciclabile più grande dell'America Latina e nei prossimi dieci anni ne è previsto un ampliamento per ulteriori 300 km. 
Campagne pubblicitarie promuovono ovviamente l'uso della bicicletta e ogni giorno aumentano le persone che la utilizzano per gli spostamenti. Dal 2000 al 2003 si è passati dall'1 al 4% della popolazione. 
Sempre a proposito di spostamenti all'interno del tessuto cittadino va menzionato anche il Sistema Integrato di Trasporto di Massa TransMilenio. Si tratta di un sistema che integra due diverse tipologie di autobus: uno ad alta capacità, che collega le
zone centrali della città e viaggia su corsie preferenziali e uno a bassa capacità che collega i quartieri periferici. Entro il 2015 la rete TransMilenio avrà una lunghezza di 388 km e coprirà l'80% della superficie della città. A 5 anni dall'inaugurazione del servizio, e con soli 60 km in funzione, i primi risultati sono sorprendenti. Già ora il risparmio in termini di tempo impiegato dai cittadini negli spostamenti raggiunge il 25% e il processo innesca tutta una serie di reazioni a catena: aumentano gli spostamenti, l'economia della città, il benessere degli abitanti. Fino a qualche anno fa molti residenti al nord non si sognavano nemmeno di recarsi nella zona sud della loro città. Oggi si tratta di un tragitto che si può fare in breve tempo, spendendo poco e in tutta sicurezza. 
L'aver cambiato volto alla città ha infatti avuto un effetto fondamentale: la diminuzione della criminalità. Il bilancio del governo di Mockus, anche sul fronte della lotta al crimine è strabiliante: tra il '97 e il 2002 da gli omicidi passano da 4.500 a 2.000.
Molto resta ancora da fare a Bogotà, ad esempio il 50% della popolazione resta sotto il limite di povertà, ma indiscutibilmente la qualità della vita e le opportunità offerte ai cittadini hanno fatto balzi strepitosi.
Riassumendo: nelle situazioni nelle quali il risultato di un'azione è chiaro, è sensato occuparsi solo di agire: quando un uomo sta annegando, se non lo tiri fuori dall'acqua muore.
Ma quando ci troviamo di fronte a problemi che non sottintendono un modo semplice e obbligato di reagire allora è il caso di chiederci: qui è meglio affrontare il cuore del problema o agire sul contesto?
E chiaramente chi non si pone mai questa domanda incontrerà sicuramente una dose extra di grossi problemi esistenziali.
Se vuoi vivere a lungo puoi prendere molte medicine oppure smetterla di incazzarti. 
Puoi anche smettere di incazzarti e prendere molte medicine. In nessun caso ti conviene continuare a dare giù di testa odiando il mondo.
E' un atteggiamento conflittuale.
Ti buca lo stomaco con la stessa efficienza di un colpo di pistola.
L'unica differenza è che l'atteggiamento conflittuale ti fa un foro nella pancia in modo più lento e doloroso.
Per approfondire ulteriormente
Vedi
http://www.jacopofo.com/rivoluzione-pigra