forza

Hai una missione da compiere: alzati e combatti.

Quando sai cosa vuoi fare e hai capito tutto su come si fa, poi ti serve la voglia di farlo.

(Forse questo è un titolo troppo militaresco. Ma se Dio mi voleva più pacifico non doveva farmi nascere in questo posto, in questo secolo.)

Di cosa stiamo parlando?
Della FORZA (della serie “Che la forza sia con te”).
Della forza che ti tira giù dal letto, ti fa mollare la depressione, ricominciare, scommettere sulla bellezza del mondo.
Cosa siamo qui a fare?
Che scopo ha tutto questo?
Non lo so.
Ma di una cosa possiamo essere sicuri: la vita poteva benissimo non esistere. Assolutamente improbabile che più di 100 complessi agglomerati molecolari si trovassero nello stesso posto e creassero insieme la prima cellula.
E per centinaia di milioni di anni le cellule monosessuate si sono moltiplicate per scissione. Non esistevano maschi e femmine. E funzionava benissimo. Ma quando le cellule monosessuate hanno occupato tutto lo spazio occupabile e compiuto tutti i movimenti possibili allora si sono evolute inventando la riproduzione sessuata. Ed era una cosa assolutamente improbabile. Pensa quanto è difficile trovare l’anima gemella. E poi pensa quanto dev’essere stato difficile farsi un pisello e trovare una che si fosse costruita una passera corrispondente… Impossibile!
E quando nel mare le creature hanno compiuto tutti i movimenti possibili hanno invaso il cielo e la terra.
E quando tutti gli animali possibili hanno compiuto tutti i movimenti possibili sono arrivati gli umani capaci di raccontare e dipingere e ballare danze stupefacenti.
E quando tutti i balli sono stati ballati abbiamo inventato un universo digitale per poter fare tutto quello che non è possibile fare nel mondo reale.
E quante volte l’umanità è stata sul punto di sparire… Gli scienziati hanno dimostrato che siamo tutti discendenti da 5 sole donne, nere. Non che non ce ne siano state altre, ma le loro discendenze si sono estinte, sterminate dai colli di bottiglia della storia. Chissà quante volte fu molto probabile l’estinzione.
Se c’è una cosa che non possiamo non vedere è che la storia avanza per balzi impossibili e preferisce l’impossibile alla ripetizione del banale.
Esiste una legge che impone l’evoluzione. Una legge assoluta che permea tutto e rende l’impossibile una realtà quotidiana.
E questo fa sì che la storia dell’umanità abbia mille volte superato le barriere dell’improbabile.
Mille volte gli umani hanno scommesso tutto sullo spessore di un capello.
Quando i russi decisero di farla finita con i Cavalieri Teutonici si schierarono senza armi lungo la riva di un lago ghiacciato. I Cavalieri Teutonici caricarono e loro fuggirono sulla lastra di ghiaccio.
Essendo leggeri passarono. Quando arrivarono i cavalieri coperti di armature in sella ai loro cavalli giganteschi il ghiaccio si spezzò. E i Cavalieri Teutonici si estinsero.
Ma quando i russi decisero quel piano azzardato scommisero sulle temperature di quell’inizio di primavera. Una follia. Sarebbero bastati un paio di giorni di freddo tardivo, per rendere il ghiaccio più spesso e resistente e per trasformare quella vittoria in massacro.
E che probabilità avevano i lombardi di fermare l’imperatore Barbarossa, Abebe Bikila di vincere la maratona senza scarpe, Fleming di scoprire la penicillina?
Come è possibile che i Seminole abbiano resistito per 500 anni alla colonizzazione?
Come è possibile che tu abbia incontrato proprio quella persona per la quale hai sentito un sentimento d’amore illimitato?
E' la legge che governa l’universo: esaurite le possibilità possibili resta solo l’impossibile. E a quel punto l’impossibile è più sicuro di un carro armato tedesco.
Una notte Obama si è svegliato in preda a un’intuizione violenta e si è messo a pensare. Poi ha svegliato sua moglie e le ha detto: “Posso diventare presidente!”
E lei gli ha detto: “Tu sei pazzo!” E aveva tutte le ragioni.
Il giorno dopo gli ha detto: “Fallo!”
E lui lo ha fatto. E diciamocelo: non aveva nessuna possibilità. Ma poi, poco prima delle primarie che dovevano scegliere Obama o Hillary Clinton, è crollato il mercato internazionale. E gli americani decisero che avrebbero votato la cosa più lontana possibile da Bush. E Obama era quello più diverso possibile: è nero.
Salta agli occhi che è diverso.

La nostra storia dovrebbe darci una grande fiducia e una voglia inesauribile di sfidare il futuro.
Il mondo sarebbe migliore.
Ma serve un bel colpo di reni.
La gente innanzi tutto, soffre per questo.
Una scarsa fiducia nell’impossibile.
Ti racconto una storia vera.
Una star dell'hip hop internazionale durante una chat riceve il messaggio di una donna che gli dice: “Sono sola, non ho più né amici né parenti, ho un mese di vita, la tua musica è l’unica mia consolazione.” Questo musicista famosissimo si commuove, prende l’aereo e va da lei. E le dice: “Vieni con me, pago un medico e le medicine, sarai assistita… Vivrai quel che ti resta da vivere con me e gli altri musicisti, ascoltando la musica che ami…”
Ma lei risponde di no. Dice: “Non posso, sarebbe troppo pericoloso.”
Questa paura di cambiare, questa sfiducia nella possibilità dell’impossibile uccide. Malamente.

E se non ti viene in mente niente da fare per te allora puoi fare qualche cosa per questo mondo. E' pieno di bambini che hanno bisogno della tua lotta per sopravvivere.
C’è un mondo migliore da costruire e c’è un mucchio di cose impossibili da fare subito.
Quindi, se il mondo ama l’impossibile ti conviene capire che non c’è di peggio che morire rendendosi conto che potevi fare di tutto e non ci hai provato!
E’ quello l’inferno. E ci sono dei diavoli carogne che ti buttano tutti i giorni giù da un grattacielo sopra un’istrice di pali di ferro roventi.

Quindi alzati e combatti. Se non fai niente rischi troppo.
Siamo cercatori di impossibile. Siamo su questo mondo per questo.

 

INDICE DEGLI ARTICOLI PRECEDENTI (in ordine di lettura)

1 - Lo zen e l'arte di vincere

2 - Non esiste un modo certo per avere successo. Esiste però un modo certo per mandare tutto a scatafascio.

3 - Come fallire in maniera pazzesca

4 - Reprimere i desideri fa male, molto male

5 - Le vie della perfezione sono finite

6 - Il senso della realtà. Agire con passione, agire con metodo!

7 - Non ho potuto arrivare in orario perché c’è stato uno tsunami.

8 - Lo spirito di sacrificio o lo spirito del gioco?

9 - Che la grande Illuminazione sia con te

10 - Come fallire per troppo successo

11 - I salti logici uccidono più dell'Aviazione americana

12 - Hai una missione da compiere: alzati e combatti


Lo spirito di sacrificio o lo spirito del gioco?

Kendo

Premessa per le gentili lettrici:
care ragazze, l’inizio di questo articolo è per voi, probabilmente, un po’ ostico. Si parla di bastonate e arti marziali. Ma solo per poche righe e per riuscire a spiegare un concetto essenziale anche nella cura dei bambini e nella coltivazione dei fiori.
Non riesco a esprimerlo altrimenti perché l’ho appreso in un periodo durante il quale mi dedicavo a prendere un sacco di botte con l’intento di fare un po’ di chiarezza nella mia vita. E non sostengo certamente di aver seguito la via migliore. Ma tant’è… ognuno è figlio della strada che ha fatto e solo quella conosce…
Quindi, se potete, dolci fanciulle, resistete alle prime righe… E non impressionatevi… noi maschi siamo fatti così. Entro certi limiti un dolore lancinante non è un grosso problema se poi speri di ottenere i favori di una donna.
 
I giapponesi hanno una parola, Zanshin, che significa “spirito di sacrificio”.
I maestri di arti marziali dicono che per ottenere il successo l’essere umano deve mettere tutta la sua energia e la sua presenza mentale nell’azione.
Quando apprendevo dal grande Maestro Mario Bottoni l’arte del Kendo, la spada giapponese, egli mi insegnò che l’attacco non deve mai avere termine fino a che c’è un nemico di fronte a te. E per insegnarci questo, Bottoni ci massacrava di mazzate. Cosa che mi portò ben presto ad abbandonare quest’arte marziale, essendo io un pusillanime.
Comunque mi è stato utile imparare a restare fermo mentre il Maestro mi picchiava. Cosa particolarmente dolorosa quando si continua a colpirti sui lividi contratti nei giorni precedenti. Praticamente stai lì e piangi dal dolore. Poi devi ringraziare il Maestro perché ti ha mostrato i tuoi limiti.
E non piangevo solo io ma anche il resto della classe, composta da una decina di giovani coraggiosi e dotati di corporature imponenti (io sono sempre stato un po’ mingherlino…).
Bottoni mi ha insegnato parecchie cose, ad esempio che è uno sforzo inutile tentare di tenere gli occhi aperti mentre ti colpiscono in testa. Meglio chiuderli nel momento dell’impatto e poi essere veloci a riaprirli. Questo perché quando ti arriva una saracca boia comunque ti si annebbia la vista, quindi avere gli occhi aperti non dà nessun vantaggio. Invece se chiudi gli occhi assorbi meglio il colpo e la vista si disappanna più velocemente. E mi ha anche insegnato che dopo una ventina di bastonate tendi a scoprire un’energia pazzesca dentro di te.
Bottoni, usando un numero minimo di parole, mi fece capire che se il tuo obiettivo è arrivare sull’avversario e colpirlo, il tuo colpo sarà debole e impreciso. Se invece non concepisci l’interruzione dell’azione prima di aver annientato l’avversario il tuo colpo raggiungerà il massimo della potenza.
Cioè, quello che pensi, l’obiettivo che ti muove, è più importante della perfezione stilistica e di qualunque altra qualità.
Per vincere devi usare il Chi (l’energia/emozione) e devi essere centrato sulla tua Harà (centro vitale posto tre dita sotto l’ombelico/mente animale) ma ciò che ti conduce alla vittoria è lo Zanshin, la capacità di sentire la tua azione come una sequenza unica di azioni nelle quali manifesti senza interruzione tutta la tua determinazione, costi quel che costi. Vivere o morire è secondario. L’importante è che fino a che tu sei vivo combatti.
Questa visione dell’azione risente fortemente della cultura guerriera giapponese, la cultura patriarcale degli allevatori nomadi che conquistarono il Giappone assoggettando la civiltà matriarcale. Una cultura autoritaria che si scontrò con contadini capaci di combattere a mani nude (karate significa “mano vuota”)…
Sospetto che i samurai, campioni dell’aristocrazia guerriera, non inventarono niente, codificarono le tecniche di combattimento delle popolazioni che sconfissero grazie alla superiorità tecnica delle loro spade e dei loro archi.
E quindi possiamo sospettare che tradussero i concetti essenziali adattandoli al loro modello mentale improntato sulla violenza e sullo schiavismo.
Sospetto quindi che originariamente lo Zanshin non fosse inteso come “spirito di sacrificio” ma più semplicemente come “azione ininterrotta”.
Riportato in questi termini questo elemento essenziale per sviluppare tutta la propria forza, perde i connotati guerrieri e può essere applicato per descrivere anche il gioco di un bambino, le effusioni tra amanti, l’abbraccio a una persona cara che non vedi da tempo.
Io credo che dalle arti marziali possiamo imparare molto ma al di fuori della pratica della guerra esse esprimono un approccio debole alle questioni della vita. Generalmente le arti marziali non indicano in modo sufficientemente nitido la centralità dell’amore nella vita. Anche perché picchiarsi e amarsi contemporaneamente è un po’ difficile.
La potenza più grande in questo universo non è l’azione ininterrotta del guerriero ma la continuità ininterrotta della capacità di amare.
Come abbiamo detto nei capitoli precedenti il primo scopo della vita è scoprire quale è la tua missione, cosa vuoi fare veramente e quindi CHI SEI.
Riuscirci è la prima e la più importante delle vittorie.
Scoprire quali talenti Dio o chi per lui, ti ha regalato. E scoprire l’immenso piacere e senso di compiutezza che dà sapere cosa vuoi veramente fare del tempo che trascorrerai su questo incredibile pianeta, avendo a disposizione un corpo che ti consente di sentire il mondo e gli altri esseri umani.
Quando decidi di impegnarti in qualche cosa che vale la pena DEVI poi sapere che tanto più sarai DENTRO quello che stai facendo, tanto più sarà probabile (non certo) raggiungere il tuo obiettivo.
Hai grande capacità di accedere a questo stato di presenza emotiva e compenetrazione, l’hai sperimentato per anni, nella prima infanzia, quando giocavi in modo incrollabile, assoluto, totale e pieno d’amore.
Grande potenza.
La madre con il bambino in braccio è capace di compiere prodigi di forza, velocità e intelligenza perché nella sua mente non vi è posto per null’altro che il suo amore illimitato per la sua creatura.
E l’uomo che deve difendere la propria donna e i propri figli non è capace di concepire nessuna limitazione alla sua azione.
A volte si perde comunque, ma questa è un’altra storia. E ci sono certo anche padri e madri snaturati, ma sono appunto persone che hanno smarrito la loro natura e ogni limpidezza nella visione di sé.
Per fare quel che desideri non hai bisogno di nessuna scuola, nessun potere, nessun mezzo.
Ti basti abbondantemente, perché l’amore per quel che desideri è l’essenza. Inizi subito a seguire la tua strada, mentre cammini avrai tempo per imparare e trovare.
E se cadi per terra e sbatti il tuo nobile deretano non te ne curare, cerca di capire dove sta l’errore e rialzati. Non interrompere l’azione.
Non guardare alle singole battaglie, sono secondarie.
E’ la sequenza che devi vedere, essa si dipana senza interruzione nel futuro.

A volte scopriamo che per dar valore alla nostra vita, per seguire l’impulso amoroso, dobbiamo porci di fronte a obiettivi di dimensioni colossali.
Come ad esempio dare un mondo migliore ai nostri figli.
Quando ti succede sei un po’ nella merda perché cambiare il mondo non è facile.
Spero di non avvilire la tua autostima sostenendo che è difficile riuscirci in poco tempo.
Qui il discorso dell’azione ininterrotta diventa essenziale: non riuscirai a creare un mondo perfetto ma potrai ottenere via via tanti piccoli risultati e goderne la soddisfazione.
Mi fa incazzare la gente che dice che oggi stiamo peggio di 40 anni fa. Non hanno memoria.
Non si ricordano che i politici rubavano uguale ma non andava mai in galera nessuno, neanche per un giorno, la pedofilia era in fondo tollerata, lo stupro era un reato contro la morale e non contro la persona e se facevi un matrimonio sbagliato non potevi divorziare.
Abbiamo lottato contro quel mondo, e abbiamo perso quasi tutte le battaglie ma abbiamo continuato a lottare e siamo riusciti effettivamente a erodere il sistema, costringendolo a evolversi.
Abbiamo cambiato la scuola, i rapporti tra maschi e femmine, il nostro modo di trascorrere il tempo libero e di concepire l’amicizia, il nostro modo di mangiare e di intendere l’arte e la natura e milioni di persone sono riuscite a costruirsi anche un modo diverso e indipendente di lavorare. Il nostro modo di vedere il mondo è cambiato. Noi siamo persone di tipo completamente nuovo, sentiamo e viviamo in modo nuovo.
Ci sono ancora molti, terribili problemi.
Non abbiamo ancora finito.
Ma il mondo migliora grazie a milioni di uomini e donne che si alzano ogni mattina e nonostante tutto continuano a impegnarsi per migliorare la loro vita e quella dei loro figli.
E nessuna forza al mondo è capace di fermarli, di scalfire la loro incrollabile determinazione.
E continuano a impegnarsi e ad avere passione, incuranti delle offerte oscene del Sistema del Dolore, continuano ad essere fedeli alla loro via, quando si vince e quando si perde.
Eravamo schiavi nelle società feudali, oggi siamo, bene o male, cittadini e i nostri figli vivranno in una società giusta.
I potenti salgono alla ribalta e poi precipitano. Noi continuiamo a costruire il meglio, incessantemente.
Metti questa energia dentro i tuoi sogni. Guarda la tua storia allargando la prospettiva. Tu fai parte di un popolo, tu fai parte di un universo, tu possiedi doni incommensurabili, devi solo rendertene conto. Scoprire i tuoi talenti sarà il primo grande successo. La prima vittoria contro i samurai della mente.

 

INDICE DEGLI ARTICOLI PRECEDENTI (in ordine di lettura)

1 - Lo zen e l'arte di vincere

2 - Non esiste un modo certo per avere successo. Esiste però un modo certo per mandare tutto a scatafascio.

3 - Come fallire in maniera pazzesca

4 - Reprimere i desideri fa male, molto male

5 - Le vie della perfezione sono finite

6 - Il senso della realtà. Agire con passione, agire con metodo!

7 - Non ho potuto arrivare in orario perché c’è stato uno tsunami.

8 - Lo spirito di sacrificio o lo spirito del gioco?


Le vie della perfezione sono finite

Scendendo nelle minuzie pratiche chiedo: esiste un metodo di lavoro che consenta di avere successo in quel che si fa?
Molti ti diranno che tanto più ti impegni tanto più otterrai buoni risultati.
Ho già detto che il successo dipende dalla passione che ci metto.
Ma sto parlando del tipo di passione che un bambino mette nel giocare. E’ una passione senza ansia che non mira a un risultato ma al semplice piacere di giocare. L’obiettivo e il mezzo per raggiungerlo sono la stessa cosa. Il mio obiettivo è giocare e mi basta giocare per raggiungerlo.
A volte gli adulti, presi dalla paura di mancare il bersaglio, si fanno catturare dall’ansia di perfezione.
Il perfezionismo è nemico del successo tanto quanto lo è la mancanza di passione.
Sono due errori speculari.
Un dipinto che sia perfetto in ogni sua parte è fastidioso. L’occhio non riesce a trovarvi un centro.
Nel quadro deve esserci un punto perfetto ma il resto tutt’intorno deve essere un po’ meno perfetto, potremmo dire che deve essere un po’ sfocato così che l’occhio si concentra sull’essenziale del quadro.
Tutto lo sforzo è indirizzato nel portare al massimo livello la parte più importante, il resto è più abbozzato…
Credo che tutti prima o poi debbano fare i conti con l’eccesso di perfezione.
Soprattutto chi ha a che fare con il grande pubblico…
Mike Bongiorno faceva apposta degli strafalcioni parlando, perché temeva di risultare antipatico con il suo italiano perfetto.
Quando ero un ragazzo avevo gravi difficoltà a corteggiare le ragazze. Ero proprio imbranato.
Mi prendeva un’ansia pazzesca di essere rifiutato e le ragazze si scocciavano e poi non volevano baciarmi.
Sperimentai un salto di qualità quando decisi di affrontare il problema in modo radicale.
Quando invitavo una ragazza a uscire con me le dicevo subito che la desideravo in maniera pazzesca.
Poi, quando uscivamo insieme non ci provavo.
Me la prendevo comoda, tanto la cosa più difficile (dichiararsi) l’avevo già fatta.
Corteggiare una ragazza apertamente e poi non cercare di baciarla può sembrare un modo molto imperfetto di agire.  Ma è estremamente efficiente. Spesso era lei a baciarmi e così io non dovevo superare l’attimo di terrore che mi pigliava quando ero in procinto di provare io per primo a baciarla.
Quando dobbiamo fare qualche cosa di difficile è meglio rendersi conto che la paura di fallire è un nemico paralizzante e che trovare un sistema per narcotizzare il panico è meglio.

Posso forse rendere più chiaro il discorso facendo un esempio che apparentemente non c'entra nulla.

Karateca mattoni

Se osservi la foto qui sopra puoi vedere un fenomeno apparentemente assurdo.
I primi mattoni sono spezzati, quelli in mezzo sono sani, gli ultimi sotto sono sbriciolati.
Cosa li ha rotti?
I primi mattoni vengono spezzati dalla forza in chilogrammi dell’impatto. Ma la potenza dell’impatto non è ancora arrivata agli ultimi mattoni.
Quello che li rompe non sono i chilogrammi di forza ma la VIBRAZIONE.
Ben lo sanno gli ingegneri che la vibrazione è potentissima.
Agli inizi del 1900 un battaglione di soldati attraversò un ponte di cemento armato battendo il passo e il ponte si sbriciolò facendo finire tutti in acqua.
Da quel giorno tutti i manuali militari avvertono che non si deve marciare al passo sui ponti di cemento armato e gli ingegneri progettano i ponti creando arcate leggermente irregolari per impedire che vadano “in risonanza” e crollino.
La vibrazione e la forza in chili sono due cose diverse.
I cantanti d’opera seducono le ragazze mostrando che sanno far scoppiare un bicchiere di cristallo con un DO (e le fanciulle si scaldano immaginando cosa potrebbe fare il cantante, alle loro zone intime, senza neanche toccarle).
Attenzione: non è la potenza del suono, i decibel, che fa scoppiare il bicchiere. Un RE, per quanto forte, non farà mai scoppiare un bicchiere.
Il bicchiere scoppia se il suono è esattamente su una precisa frequenza d’onda.
Quando negli anni settanta arrivarono in Italia i film di kung fu, ogni volta che c’era una prima si riempivano i pronto soccorso di ragazzotti con la mano fratturata perché avevano provato a rompere un mattone con un pugno.
Non sapevano che non si può rompere un mattone con la forza: il mattone è indiscutibilmente più duro della mano, quindi se lo colpisci con tutte le tue forze ti fratturi.
Per rompere il mattone il pugno va sferrato con una forza moderata, l’abilità è dare al colpo la giusta vibrazione.
Questo effetto si ottiene utilizzando la muscolatura profonda che è estremamente veloce (vedi “Yoga demenziale, il manuale definitivo della rivoluzione pigra” oppure vedi il video qui a partire da 38,53 minuti.)

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Mio padre, pur essendo un attore, nella vita privata parla poco, se non delle ricerche che sta conducendo.
Mi ha fatto una sola lezione di recitazione, poco prima che debuttassi per la prima volta in un teatro vero.
Erano anni che recitavo da professionista ma sempre in spazi non convenzionali, quindi per me era un momento importante.
Stavo preparandomi ad andare in scena e lui venne in camerino e mi disse: “Ricordati che hai degli amici in platea. Io le migliori serate le ho fatte quando magari ero un po’ stanco, meno concentrato del solito sul risultato. E la cosa migliore, prima di fare uno spettacolo, è farsi una passeggiata intorno al teatro e lasciar andare la tensione.”
Fine del corso, non è durato più di due minuti ed era tutto quello che mio padre aveva da dirmi sul modo per riuscire a recitare al meglio.

Quando vogliamo realizzare un progetto, raggiungere un obiettivo, è essenziale la forza della nostra determinazione, la purezza della passione che ci mettiamo dentro. Ma è anche essenziale imparare a calibrare la forza. E capire che la vibrazione giusta, lo spirito giusto nell’azione è dal punto di vista pratico altrettanto importante della passione. E’ il SENSO DELLA MISURA, la sintesi che facciamo mettendo insieme la forza dei desideri e la delicatezza delle azioni. La velocità è essenziale ma bisogna correre “in scioltezza”.
Esiste la contrazione ed esiste il rilassamento ma esiste anche un terzo polo: la DETENSIONE che è uno stato di fluidità non contratta che dà il massimo di velocità e eleganza al movimento.
Per questo saper ridere è così importante, ci aiuta a non prenderci sul serio anche quando compiamo imprese eroiche e ci permette di purificare l’intenzione dall’attaccamento eccessivo al risultato.
E solo usando uno spirito comico puoi accettare l’affermazione che ho appena espresso, in quanto contiene un’evidente contraddizione interna: è impossibile mettere tutta la propria energia e tutto il proprio desiderio in un’azione e contemporaneamente esercitare il distacco dal risultato.
Non ha senso, eppure (misteri dell’universo) è un’affermazione perfettamente esatta: funziona così, non prendetevela con me, è Dio che ha creato un universo schizofrenico.
Non si può capire ma si può fare, magari usando piccoli trucchetti mentali: voglio vincere ma so anche che se non vinco va bene lo stesso, perché il tentare con tutta la propria capacità, fino in fondo, è un’esperienza che mi dà una meravigliosa sensazione di interezza e di fusione con il mondo che mi circonda. E questa è una sensazione di tipo superiore, estatico che vale da sola più della gioia di vincere.
Per questo quando il samurai estrae la spada sai già se vincerà o perderà.
Vince chi desidera soprattutto sperimentare lo stato mentale della battaglia totale ben sapendo che potrà anche morire ma non potrà smettere di combattere per vivere compiutamente se stesso. Celebrare la vita vivendola pienamente a prescindere dalla vittoria o dalla sconfitta. Comunque alla fine tutti muoiono, quindi nella vita vince realmente la persona che si è manifestata pienamente. Che ha esplorato fino in fondo le possibilità dell’esistere, godendone appieno e fregandosene (relativamente) dell’esito della battaglia.
Vincere, comunque, è meglio.
L’obiettivo e il mezzo per raggiungerlo sono la stessa cosa. Il mio obiettivo è giocare e mi basta giocare per raggiungerlo.

 

INDICE DEGLI ARTICOLI PRECEDENTI (in ordine di lettura)

1 - Lo zen e l'arte di vincere

2 - Non esiste un modo certo per avere successo. Esiste però un modo certo per mandare tutto a scatafascio.

3 - Come fallire in maniera pazzesca

4 - Reprimere i desideri fa male, molto male

5 - Le vie della perfezione sono finite

6 - Il senso della realtà. Agire con passione, agire con metodo!

7 - Non ho potuto arrivare in orario perché c’è stato uno tsunami.

8 - Lo spirito di sacrificio o lo spirito del gioco?

 


Chi e' Tatyana???

Guardate questo video, non c'e' trucco non c'e' inganno. Lei e' Tatyana Kozhevnikova, 42enne russa, nel Guinness dei Primati per la vagina piu' forte del mondo.
E' l'unica che riesce a sollevare 14 kg di peso con la sola forza dei muscoletti vaginali.
Siccome le fortune vanno condivise Tatyana tiene corsi e lezioni private di ginnastica pelvica.
Per fare i miracoli bastano 5 minuti di esercizio al giorno.