Per vincere tocca essere cattivi?

Molti vi risponderanno che sono i buoni a vincere.
Ma non è vero.
I buoni non soffrono di rimorsi, sono in pace con se stessi e fanno una vita mediamente migliore, con rapporti umani e amorosi molto più profondi e di valore. Hanno anche una maggiore sensibilità ed empatia e vivono la vita con un’intensità molto più grande. I cattivi per essere cattivi devono abbassare il loro livello di empatia e sensibilità, sennò non potrebbero fregarsene del male che compiono.
Ma così facendo diventano meno sensibili alla vita, vivono con minor intensità ogni secondo. Sono sordi.
Possiamo dunque dire che dal punto di vista globale, della qualità della vita, i cattivi perdono sempre.
Ma se invece vogliamo considerare i traguardi della vita materiale dobbiamo ammettere che essere cattivi dà dei vantaggi immediati notevoli.
E se guardiamo ai grandi personaggi del passato possiamo vedere chiaramente che, quantomeno, essere un po’ stronzi aiuta.
Se uno pensa, ad esempio, all’osannato Steve Job, il creatore di Apple, non si può dire che fosse una persona gradevole. Era un colossale ladro di idee che rubò icone e mouse alla Xerox. Era un isterico, scortese, pretendeva che i suoi ricercatori lavorassero come muli…
Forse non era proprio cattivo ma neanche un buono.

Ho conosciuto molti grandissimi professionisti e ho sempre scorto in loro la capacità di fottersene delle buone maniere. E se non sono un po’ stronzi sono almeno completamente incoscienti…
E da bambini erano dei teppisti incapaci di rispettare le regole e sprovvisti di buon senso. Mio padre, insieme a suo fratello, legò sua sorella piccolina a un palo, accumulò delle fascine e cercò di bruciarla viva. Un’altra volta si buttarono dal balcone aggrappati a due ombrelli. Non soddisfatti cercarono di attraversare il lago Maggiore a bordo di una tinozza che affondò a 30 metri dalla riva. Insomma, non era un bravo bambino. E con la stessa incoscienza sfidò la Rai, il Vaticano, il Pci…
Peraltro è una brava persona… Ma è meglio che sul lavoro gli diate retta…

Credo che un elemento essenziale per avere successo sia l’essere liberi dalle regole.
Quello che frega quelli troppo buoni è che quando fanno un progetto si sentono obbligati a rispettare tutta una serie di regole morali e di consuetudini che alla fine impoveriscono la loro visione.
E’ evidente che è possibile essere buoni e fregarsene delle regole e delle convenzioni. Ma statisticamente è più probabile che la mente di una persona buona sia limitata dal senso del dovere e della disciplina. Che per l’appunto sono due qualità abbastanza buone.
Chi ha successo invece, generalmente non è disciplinato, è ossessivo.
Ora la domanda è: una persona gentile, educata, rispettosa, buona e ligia al dovere, può essere anche una persona di successo?
Io credo che potenzialmente queste persone potrebbero battere in tutti i campi i malvagi.
Ma credo che per riuscirci sia importante capire che il successo è alla fin fine una questione di potenza energetica, potenza di intenti, libertà progettuale, visione della realtà libera da condizionamenti e preconcetti.
Quindi, si può anche non essere indisciplinati o egoisti o malvagi ma bisogna capire che è indispensabile essere liberi mentalmente.
Credo che un esercizio che potrebbe essere molto utile è quello di affrontare la realizzazione dei propri desideri smettendo per un paio d’ore di essere delle brave persone.
Soprattutto nella fase iniziale della progettazione abbiamo bisogno di procedere senza alcuna regola.
In pratica, ti metti lì e ti immedesimi nella versione della tua persona egoista, schizoide, aggressiva, imbrogliona e mentitrice, spietata, vendicativa eccetera.
Quando hai deciso quali sono i tuoi interessi più sordidi, le tue aspirazioni più basse, le tue pulsioni più selvagge e quando hai realizzato un piano ambizioso, vanaglorioso, esaltante e moralmente inaccettabile ci dormi sopra.
Il giorno dopo riprendi quel progetto elaborato dalla parte più malvagia di te e inizi a togliere tutti i reati e le azioni vergognose cercando di sostituirle con qualche cosa di più accettabile per la tua anima pia.
Poi, quando passi all’azione devi tirar fuori quell’energia ossessiva che ti animava quando facevi finta di essere stronzissiamente determinato e usarla a fin di bene.
Se i buoni vogliono essere gentili e vincenti devono giocare a fare gli stronzi. Solo per finta.

PS
Ovviamente ho un po’ esagerato questo gioco dei cattivi che vincono. Ma l’essenza di quel che ho scritto è vera.
E io mi sforzo di essere un grande egoista, narcisista, perfezionista ossessivo e prepotente. Almeno una volta l’anno.

 

INDICE DEGLI ARTICOLI PRECEDENTI (in ordine di lettura)

1 - Lo zen e l'arte di vincere

2 - Non esiste un modo certo per avere successo. Esiste però un modo certo per mandare tutto a scatafascio.

3 - Come fallire in maniera pazzesca

4 - Reprimere i desideri fa male, molto male

5 - Le vie della perfezione sono finite

6 - Il senso della realtà. Agire con passione, agire con metodo!

7 - Non ho potuto arrivare in orario perché c’è stato uno tsunami.

8 - Lo spirito di sacrificio o lo spirito del gioco?

9 - Che la grande Illuminazione sia con te

10 - Come fallire per troppo successo

11 - I salti logici uccidono più dell'Aviazione americana

12 - Hai una missione da compiere: alzati e combatti

13 - Per vincere tocca essere cattivi?