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Jacopo Fo - Diventare Dio in 10 mosse

Signore e Signori,
dedichiamo questo numero di Cacao a un libro di Jacopo che ci e' particolarmente caro: "Diventare Dio in 10 mosse": un compendio di tutto quello che negli ultimi vent'anni abbiamo sperimentato con centinaia di persone ad Alcatraz durante i corsi di yoga demenziale.
Fra pochi giorni, udite udite, grandi novita' anche nella newsletter... ma non vi anticipiamo niente... sappiate solo che abbiamo intenzione di continuare a farvi ridere, anche con il corpo, galvanizzando l'autostima e solleticando le cellule una ad una, roba da gente tosta...

SE AVETE UN CORPO FATECI QUALCOSA

A proposito del corpo, del sonno e del movimento
Il mondo e' pieno di gente che garantisce di essere Dio o comunque un suo stretto parente. Ci sono santoni, guru, guaritori che sono abilissimi a prendere in giro le persone.
Questi furbi sfruttano la paura e l'ignoranza.
Sono persone pericolose per se' stessi e gli altri.
Ma dietro la moda delle discipline mistiche c'e' il bisogno di un rapporto piu' profondo con se' stessi.
Una domanda alla quale la cultura occidentale non riesce a rispondere.
Vivendo, si deve affrontare il problema di avere un corpo, delle sensazioni e una testa che ragiona accucciata nella scatola cranica. Vivere fingendo di non avere un corpo e' una cosa stupida almeno quanto credere che qualcuno possa farti un miracolo in cambio di una modica quantita' di denaro.
Perche' i gatti saltano cosi' in alto? Perche' le formiche riescono a sollevare 16 volte il loro peso? Perche' noi invece siamo cosi' imbranati?
Gli esseri umani usano una grossa parte della loro energia per pensare. Ragionare e' una cosa che l'uomo ha iniziato a fare da poche centinaia di migliaia d'anni. Non e' stato semplice riuscire a usare il cervello per pensare e abbiamo ancora qualche problema.
Tuttora l'attivita' mentale ci appare ben poco sperimentata se la paragoniamo ad altre funzioni umane, come la digestione o la respirazione che hanno alle spalle milioni di anni di rodaggio.
Ogni individuo rivive lo sviluppo della mente, dal livello ameba a quello umano, passando per il serpente e la scimmia, nei primi anni di vita. Ognuno di noi, partendo da zero, deve imparare il linguaggio e i costumi umani: inibire alcuni comportamenti istintivi e concentrare molte energie nello sforzo di apprendere informazioni e atteggiamenti evoluti.
Questa fatica, unita alla violenza della vita civilizzata e alle costrizioni morali, genera una grossa contraddizione psicologica, nella quale l'istinto si scontra con la razionalita'.
Istintivamente dovremmo annusare le aree genitali di ogni essere umano che incontriamo. Inoltre dovremmo esibirci in complicati rituali sociali di saluto, come prescrive il nostro dna.
Andare da casa alla fermata dell'autobus richiederebbe ore.
Tale contrasto di forze e di desideri costa agli individui una grossa dispersione di energia.
Per eseguire il lavoro mentale il cervello trascura di occuparsi fino in fondo di muscoli e organi. Nel corpo si creano aree mal rifornite di energia, zone dimenticate o sottoposte a superlavoro.
Poi ti trovi un po' ingobbito li', una ruchetta la'...
Il processo di civilizzazione, inoltre, comporta l'inibizione di alcuni istinti primari. Questo produce squilibri e blocchi emotivi che si riflettono specularmente dalla mente al corpo.
Ad esempio facciamo poco sesso e poi diventiamo leggermente isterici. E muscolarmente contratti.
E a tutto questo bordello lievita via via a causa delle sofferenze, dei disagi, le incomprensioni, gli abbandoni che subiamo dalla nascita in poi.
Cosi' tra l'enorme fatica di pensare, il blocco dell'istinto e il dolore emotivo, si crea una situazione che ostacola il pieno sviluppo della nostra personalita'. Tecnicamente ci sentiamo delle merde.
Da un certo punto di vista potremmo classificare tutte le discipline psicofisiche orientali e occidentali, come tentativi di rendere meno traumatica questa situazione.

Visita guidata al corpo
Il primo, indispensabile passo per migliorare il proprio stato psicofisico e': fare attenzione alle proprie sensazioni.
In realta' passiamo poco tempo ad ascoltare le nostre percezioni fisiche. Molta gente e' talmente distratta che si accorge di stare male solo quando sta malissimo.
Ora, se provi ad ascoltare con calma le tue sensazioni, otterrai il risultato immediato di spegnere la tua mente razionale e entrare in un particolare stato di coscienza nel quale aumenta la capacita' di sentire il tuo corpo.
Questo e' molto importante: ogni volta che sei in ansia, stai male, sei pessimista, in depressione, ti e' successo un guaio, hai come tutti la tendenza a affondare nella palude bitumosa del pensare e ripensare alle tue disgrazie. E piu' pensi al disastro che ti ha travolto e piu' stai male e piu' le tue idee sulla situazione peggiorano. La mente entra in paranoia, smette di essere uno strumento affidabile per valutare la realta' e tu sei nella cacca. Ascoltare le sensazioni ti permette di interrompere il circolo vizioso della depressione. E ti permette di far fronte ai grandi dolori riaffermando la centralita' della vita. Senti le sensazioni, stai vivendo. Questo e' importante. E come vedremo solo questo puo' dare una misura accettabile al dolore.
Recuperare l'attenzione a noi stessi, ai segnali del proprio fisico, e' una cosa fondamentale per sapere quali sono le nostre aspirazioni profonde, le nostre esigenze e quali cose ci fanno piacere.
Seguire i segnali delle sensazioni, fidarci di cio' che il corpo sente, e' essenziale.
Dev'essere il corpo a segnalare che cosa e' buono, che cosa e' eccessivo, che cosa e' sgradevole, non puo' essere solo la razionalita' a decidere di che cosa il corpo ha bisogno. Quindi per prima cosa ascoltati.
Dopo che avrai stabilito un primo livello di attenzione potrai passare alla seconda mossa che e' rilassarti.
Lascia andare i muscoli, rilascia i blocchi, trova una posizione comoda e adagiati; unendo l'attenzione alle sensazioni, al rilassamento, si sperimenta quasi subito un ulteriore aumento delle percezioni e ci si accorge che, senza saperlo, teniamo contratti alcuni muscoli e che altri invece non riusciamo proprio a rilassarli.

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I pazzi della storia: Erzsebet Bathory

Cari amici,
sempre per la serie "Un libro per l'estate" vi ripresentiamo oggi un testo che ha riscosso notevole successo tra i nostri lettori e che dimostra, qualora ce ne fosse necessita', che i potenti, qualche volta, hanno alcune rotelle fuori posto.
Alejandra Vallejo-Nagera, una stimata e riconosciuta specialista di psicologia applicata al mondo della comunicazione, ha scritto questo libro "I pazzi della storia" applicando lo studio della psicologia alla storia. Ne esce un quadro disarmante: Rasputin, Messalina, Pietro il Grande erano dei pazzi scatenati?
Pare proprio di si' ma non immaginereste mai quanto...
Buona lettura.

Erzsebet Bathori (1560-1614)

L'unico ritratto di Elisabeth (Erzsebet) Bathoru giunto sino a noi restituisce all'osservatore l'immagine di una donna repressa, bacchettona; il suo volto dallo sguardo senza anelito pare appartenere a una creatura remissiva, che non osa nemmeno possedere aspirazioni personali perche' sa di essere, in fin dei conti, schiava degli altri.
A volte, pero', le apparenze nascondono una verita' straordinariamente oscura e segreta. Quella di Erzsebet, poi, e' raccapricciante e sordida, diametralmente opposta al perbenismo che emana dal suo ritratto. Tale verita', ciononostante, resta nascosta a lungo, sino a che, poco dopo l'inizio del XVII secolo, quando Erzsebet e' gia' in la' con gli anni, appaiono cadaveri ancora freschi di venti ragazze selvaggiamente mutilate nei dintorni del castello di Csejthe (sulle pendici dei monti Carpazi), dove la nostra protagonista dimora.
...
Le martiri hanno caratteristiche comuni, tutte sono donne sotto i diciotto anni, bionde, alte, nubili
...
Lo spaventoso ritrovamento da' vita a un ciclone di voci che raggiunge Vienna e si abbatte sull'Ungheria, dove, a poco a poco, vengono alla luce nuovi cadaveri con segni di tortura simili, Il popolo trema e i nobili riescono a mala pena a credere a cio' che sentono. I dardi dello scandalo puntano nientemeno che alla famosa contessa Erzsebet Bathory.
All'epoca Erzsebet e' una rispettabile signora, prossima al mezzo secolo, appartenente a una delle famiglie piu' opulente d'Ungheria, nipote del re di Polonia per parte di madre e del principe di Transilvania per parte paterna.
Oltre a essere conosciuta per i suoi importanti ascendenti, sono famosi anche il suo carattere severo e le sue cefalee
...
Le inservienti e le dame di compagnia temono le emicranie di Erzsebet come la peste. Quando ne soffre, la malata diventa del tutto isterica, morde e strappa i capelli a chiunque, coraggiosamente, le si avvicina; la servitu' afferma di sentirla urlare per ore intere. Queste emicranie favoriscono, inoltre, la sua devozione nei confronti dei talismani. Esorcismi,  pozioni di mandragora e belladonna, erbe dalle proprieta' allucinogene che in quell'epoca vengono adoperate dalle partorienti o dai feriti di guerra per mitigare il dolore.
Erzsbet diventa dipendente da queste e altre droghe; l'interesse per i poteri occulti, i distillati e gli esperimenti con erbe velenose e' tanto forte in questo periodo da arrivare a piegare ai suoi incanti addirittura lo stesso Imperatore Rodolfo II, che a tal fine fa costruire nelle sue abitazioni private un laboratorio in cui trascorre giorni e notti.

Continua... Erzsebet Bathory e' considerata la piu' famosa assassina seriale, a lei si ispira la leggenda di Dracula...

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I 101 più importanti personaggi… che non sono mai vissuti

Riprendiamo questa settimana un altro libro che ci ha molto divertito: “i 101 più importanti personaggi… che non sono mai vissuti” di Alan Lazar, Dan Karlan e Jeremy Salter.
Creature, mitologiche, invenzioni letterarie o pubblicitarie che tre ricercatori americani hanno catalogato e classificato.
Il mito, avvertono gli antropologi, è qualcosa che non è mai esistito ma che esisterà per sempre.
Buona lettura e buon divertimento.

 

Il Capitano Kirk e il signor Spock – Star Trek

James T Kirk, il capitano della nave spaziale Enterprise, è lo stratega militare più brillante del XXIII secolo. Un leader, un risolutore, un eroe che ci preannuncia gli anni d’oro del futuro.
Kirk è il perno attorno al quale ruota Star Trek, la prima serie televisiva  di fantascienza degna di nota e trasmessa nella fascia oraria di massimo ascolto. E’ stato il nostro primo incontro con una fantascienza diversa dalle battaglie con esseri amorfi e striscianti, dischi volanti o ragni giganti provenienti da Marte.
Il creatore di Star Trek, Gene Roddenberry, ha immaginato l’espansione della cultura americana a partire dal 2251. La serie dipinge la Terra come un luogo pacifico la cui civiltà, forte e prospera, ha raggiunto le stelle. L’influenza di questo telefilm fu tale che un prototipo di Shuttle statunitense fu chiamato con lo stesso nome della nave spaziale di Kirk: Enterprise.
L’ottimismo che Star Trek instillava era la panacea perfetta per i timori dell’epoca, il 1967, un momento topico della Guerra Fredda in cui tutti avevamo in mente presagi di distruzione e il Dottor Stranamore. L’universo di Roddenberry era costruito su una sola intuizione: quel è l’unica possibilità di sopravvivenza nell’era nucleare? Imparare ad ammirare le differenze tra le culture e tra le persone. La semplice tolleranza non basta . Dispersi tra le stelle, se agissimo come selvaggi verremmo trattati come tali.
Star Trek offriva uno spazio sconfinato a un popolo che era appena uscito dai confini nazionali. La prima serie e quelle che seguirono narravano la storia futura della Terra, in un periodo compreso tra il 2150 e il 2400, quando la morale di stampo americano avrebbe dominato buona parte della galassia. Si inseriva nelle mitologie americane del west e della frontiera e ha ispirato la promozione di veri e propri programmi spaziali.
La serie originale durò solo tre stagioni, dal 1967 al 1969, ma diede origine a quattro serie ben più lunghe e a 10 film. Per quasi 40 anni alcune parti del mondo “Trek” sono state riprodotte in numerosi film, cartoni animati, serie televisive, e repliche. Impressionante.
Decenni prima che l’America si distaccasse dalla  identità puramente WASP (Bianca, anglosassone e protestante), la serie proponeva un modello di società multietnica.
Il compagni di esplorazioni di Kirk era il suo secondo in comando, il signor Spock: un ufficiale metodico dal sangue verde e con orecchie a punta. Spock è stato il primo alieno televisivo accettato come creatura indipendente e importante. Con la sua indole razionale, logica e priva di emotività quanto un’enciclopedia, Spock era un eccezionale contraltare alle nostre credenze irrazionali. Egli proveniva dal pianeta Vulcano e nella narrazione scenica aveva tre funzioni: era il punto di vista esterno, era l’approccio tecnologico parlante e un amico fedele.
Nonostante Spock sia un personaggio meraviglioso, è sempre il capitano colui che prende le decisioni, ed è la sua modalità di approccio agli eventi che fa da perno alla serie.
Star Trek ha utilizzato e modificato alcune vicende mitologiche in episodi quali “Dominati da Apollo” e “La Mela”, ma molte delle imprese di Kirk erano solo una sorta di favole morali che si svolgevano in luoghi molto lontani. Rod Serling, ideatore della serie televisiva “Ai confini della realtà” aveva escogitato questo espediente per aggirare l’opprimente censura degli anni Cinquanta. Jim Kirk diede il primo bacio interrazziale in prima serata, in un’epoca in cui anche la semplice amicizia tra bianchi e neri era una rarità. Mentre era considerato offensivo anche solo mostrare un bianco e un nero che lavoravano insieme, Kirk comandava una squadra composta da creature di diverse razze, nazionalità, genere e specie. Era un leader carismatico e il suo equipaggio gli era più che leale; a lui era legato da una sincera e duratura amicizia.
Kirk operava in base alla Prima Direttiva della Costituzione Intergalattica, una dottrina di non ingerenza nel naturale sviluppo delle culture primitive. In un episodio “Guerra Privata”, egli scopre che durante la sua assenza qualcuno ha insegnato agli abitanti l’uso delle armi da fuoco: antiquati ma micidiali fucili. Il capitano si impegna a riportare le cose al loro corso naturale. Questo mentre, nel mondo reale, gli Stati Uniti erano impegnati a fornire armi sofisticate a gruppi tribali in Cambogia e Vietnam (e molto dopo in Afghanistan).
Nel telefilm c’erano tanti personaggi memorabili, ma Kirk e Spock sono stati senza dubbio i più influenti. La forza morale e la capacità intuitiva di Kirk, unite alla tecnologia di cui disponeva, sono le basi da cui prende spunto la saga di Guerre Stellari. Quando Kirk si trova sopraffatto militarmente, usa l’inganno e la furbizia per salvare la situazione. Quando si trova in inferiorità numerica, inventa un gioco talmente complesso da distrarre i suoi nemici. Le sue avventure dimostrano che esistono ancora frontiere, nuove sfide e impensabili possibilità. Lui salva la sua nave, la sua squadra, la sua cultura – quella americana – nel futuro.

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Tre Tazze di Te', di Greg Mortenson e David Oliver Relin

Carissimi,
vi abbiamo gia' parlato di questo libro verso la fine dell'anno scorso.
E' piaciuto tanto a tutti e la prima edizione e' andata esaurita molto velocemente. Ora Nuovi Mondi Media ce ne ha inviate alcune copie e allora siamo contenti di riparlarvi di Tre Tazze di Te', di Greg Mortenson e David Oliver Relin
E' la storia di un alpinista che voleva andare sul K2 per portare in vetta un braccialetto della sorellina morta. Ma non ci e' mai arrivato, a soli 600 metri dalla cima Greg si sente male e viene soccorso da un capotribu' Balti e portato al villaggio di Korphe, in Pakistan.
Li' passa qualche giorno per riprendersi e vede che i bambini del villaggio non hanno una scuola, perche' mancano i soldi per pagare l'insegnante e manca anche la scuola.
E allora, quale miglior modo per ricordare la sorellina tanto amata che costruire una scuola per i bambini di Khorpe?
E poi un'altra e un'altra ancora... fino ad arrivare a 58. Perche' anche cosi' si puo' sconfiggere il terrorismo... una scuola alla volta.
Riportiamo qui di seguito l'intervista che la giornalista del Venerdi', Lara Crino', ha raccolto da Greg Mortenson.
Se volete, leggete questo libro: e' un inno alla speranza e un gran racconto...

L'americano che manda a scuola le figlie dei talebani
di Lara Crino'

Nel settembre 1993, l'alpinista americano Greg Mortenson si trovava a soli 600 metri dalla vetta del K2, nel Karakoram pakistano, quando fu costretto a ridiscendere a valle. Durante la discesa incontro' un paese non segnato sulle mappe, Korphe. Disidratato e smagrito, fu accolto nella casa del capo villaggio. A Korphe vide i bambini che studiavano all'aperto, nel vento gelido, tracciando le addizioni per terra. Negli Stati Uniti, Mortenson lavorava saltuariamente come infermiere. Non aveva denaro, in certi periodi dormiva in macchina. Tuttavia, decise che avrebbe costruito una scuola a Korphe e poi nei villaggi vicini. La storia di come ci sia riuscito, fondando 58 scuole tra il Pakistan e l'Afghanistan e garantendo l'istruzione a 24mila bambini e bambine, e' al centro della sua autobiografia Tre tazze di te', scritta con il giornalista David O. Relin, bestseller negli Usa e ora edita da Nuovi Mondi Media. In Italia ha appena ricevuto il Giglio d'oro del comune di Firenze.
Mortenson ci ha incontrato a Roma, prima di ripartire per il Pakistan. Questo gigante dai modi gentili, rispettato dai capi tribu' di una delle zone piu' pericolose al mondo, narra il suo singolare american dream: portare i libri dove il governo Usa semina bombe.

Come decise di costruire una scuola?

Volevo scalare il K2 per onorare la memoria di mia sorella Christa, morta a 23 anni. Quando arrivai a Korphe, deluso, scoprii c'era un modo piu' sensato di onorarla: dare istruzione ai bambini di quel villaggio.

In Tre tazze di te' scrive di essere cresciuto in Tanzania, dove i suoi genitori insegnavano. Ha seguito il loro esempio?
Essere bambino nell'Africa post coloniale degli anni Sessanta e' stato un paradiso. Poi, da adolescente, al rientro negli Stati Uniti, sono stato contagiato dalla mania del controllo, dall'ossessione del risultato. In Pakistan ho riscoperto l'intuizione, la pazienza della mia infanzia africana.

Dove ha trovato i fondi per il progetto di Korphe?
Quando tornai in California, nel 1993, mandai piu' di 500 lettere a personaggi famosi, ma nessuno rispose. Poi uno dei pionieri di Silicon Valley, il miliardario svizzero Jean Hoerny, lesse di me su una rivista. Aveva fatto trekking sul Karakoram, conosceva la poverta' dei balti. Mi chiamo' e mi disse: "Se prometti di non berteli in Messico, ti mando i 12mila dollari che ti servono". Cosi' ho creato la scuola a Korphe. Morendo, Hoerny ha lasciato un milione di dollari affinche' creassi una fondazione e costruissi altre scuole.

Le attivita' crescono?

Il budget attuale e' di 800mila dollari l'anno, con molti donatori privati che ci finanziano a seconda delle loro capacita' economiche. A maggio 2007 tornero' qui, voglio far conoscere il Central Asian Institute nel vostro Paese. Intanto ho gia' creato una versione italiana (www.tretazzedite.it) del sito (www.ikat.org).

In questi anni non tutto e' filato liscio. E' stato sequestrato, contro di lei c'e' stata una fatwa
Fui sequestrato anni fa, per 8 giorni. Mi ero spinto da solo in una zona wazira al confine tra Pakistan e Afghanistan; i capi locali volevano capire chi ero, poi mi rilasciarono. La fatwa e' stata emessa da un mullah sciita a cui non piace che le bambine vadano a scuola. Ma gli altri imam del Pakistan settentrionale hanno scritto a Qom, la citta' santa iraniana, per un parere. Il responso e' stato che il Corano non vieta l'istruzione delle ragazze: la fatwa e' stata ritirata, ho la loro benedizione. Ho avuto un processo regolare, al contrario dei prigionieri talebani nel carcere di Guantanamo.

Lei parla di tolleranza, rispetto. Cosa non sopporta dell'integralismo islamico?
L'integralismo ha a che fare con l'ignoranza piu' che con l'Islam. La violenza sulle donne, il razzismo e l'odio per me sono insopportabili. Ma non solo in Pakistan, anche negli Usa.

Che rapporti ha con il governo americano?
Il Central Asian Institute vuole restare autonomo dal governo. Il Pentagono mi ha offerto milioni di dollari per fondare scuole in aree 'strategiche' per il controllo militare, ma ho detto no. Sa quanto costa l'istruzione di un bambino in Asia Centrale? Circa dollaro al mese. E a quanto ammonta la spesa militare Usa in Afghanistan nel 2005? 14 miliardi di dollari.

Qual e' stato l'errore piu' grave della presidenza Bush in Afghanistan?

Svilire l'ONU. Nella mentalita' dei capi locali, l'ONU e' una sorta di super-consiglio tribale cui si puo' dare ascolto. Agire fuori dall'egida Onu ha delegittimato Bush. Nessun leader ha il coraggio di dire: ho sbagliato, scusate. E invece sarebbe l'unico passo da compiere. E lo dico da patriota. Sono stato nell'esercito per anni.

Il suo impegno e' cambiato dopo l'11 settembre?
Non molto. La gente in Asia non mi associa con gli Stati Uniti, ma con cio' che faccio.

Come si rapporta ai governi locali?
Le mie scuole hanno lo stesso programma delle scuole governative pakistane o afgane: un insegnamento islamico, ma moderato. Con una sola clausola: ogni anno ci deve essere un incremento del 10% della quota femminile.

Perche' e' importante istruire le bambine?
Come si riduce la mortalita' infantile, come si promuove la democrazia, come si sconfigge il terrorismo? La risposta e' questa: con l'educazione delle donne. Se legge economisti come Amayrta Sen, Jeffrey Sachs, o Yunus scoprira' che dicono la stessa cosa: educare una donna e' educare un'intera comunita'.
Come immagina il futuro?
Se arrivi da ospite in un villaggio dopo l'offerta di tre tazze di te' puoi considerarti parte della loro famiglia. Ecco, io credo all'idea di un'unica famiglia umana nonostante le differenze.

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Gloria nell'alto dei cieli

Cari amici,
riprendiamo un libro che stiamo amando molto e di cui vi abbiamo gia' scritto un paio di settimane fa: "La pronoia e' l'antidoto alla paranoia" di Rob Brezsny (il mitico astrologo di Internazionale).
Questa volta vi riportiamo un capitolo tratto dall'inizio del libro e vi auguriamo che dopo la lettura di questo brano abbiate un fine settimana luminoso.

Gloria nell'alto dei cieli

Fin dal momento in cui ti svegli, migliaia di cose vanno per il verso giusto. Per qualche strana magia di cui non ti rendi pienamente conto, respiri ancora e il tuo cuore continua a battere anche se sei rimasto incosciente per ore. Proprio come prima di andare a dormire, l'aria che respiri e' composta di elementi che soddisfano esattamente le tue necessita'.
Ci vedi! La luce multicolore arriva ai tuoi occhi, registrata da nervi che hanno richiesto milioni di anni per essere perfezionati. Questo dono affascinante ti e' concesso da una sfera infuocato di grandezza inimmaginabile, il sole, che attraverso continue esplosioni nucleari si trasforma in luce, calore ed energia.
Lo sapevi che il sole si trova a una distanza perfetta? Se fosse piu' vicino friggeresti, se fosse leggermente piu' lontano moriresti congelato. Ma lui ci regala ancora un'altra benedizione: ogni giorno sorge su una linea dell'orizzonte a oriente, in perfetto orario, e lo fa da molto tempo prima che tu nascessi.
A proposito, ti ricordi il momento in cui sei venuto al mondo? E' stato un miracolo difficile, frutto del duro lavoro di molte persone. Un altro miracolo e' il fatto che da quel momento in poi hai continuato a crescere, grazie a milioni di cellule che nascono dentro di te per sostituire quelle vecchie. E tutto questo accade anche se non te ne accorgi.
Anche oggi ti sei svegliato nella tua cuccia a temperatura controllata. Hai una casa! Il letto e il cuscino sono morbidi, le coperte ti tengono al caldo. La corrente elettrica c'e', come sempre. In qualche modo che intuisci appena, da qualche parte un'enorme centrale sta trasformando il combustibile in energia elettrica, che poi arriva fino a te attraverso cavi quasi invisibili nell'esatta quantita' di cui hai bisogno. E tu, per controllarne il flusso, devi solo sfiorare l'interruttore con un dito.
Cammini! Le tue gambe funzionano a meraviglia, Il cuore mette in circolo il sangue per dare energia ai muscoli dei piedi, dei polpacci e delle cosce, e quando il sangue e' stanco torna verso il cuore per ritrovare freschezza e vigore. Questo miracolo si ripete in ogni istante della tua vita.
Forse la tua casa non e' una reggia ma e' comoda e spaziosa in confronto a quelle del passato. Il pavimento non e' sconnesso, le porte e le finestre si aprono senza sforzi ne' cigolii. Quali individui geniali hanno costruito questo santuario? Dove hanno imparato quest'arte?
Nel bagno lo scarico funziona perfettamente, proprio come gli altri accessori. Hai a disposizione saponi, creme, rasoi, forbicine e tutto il necessario per lavarsi i denti: tante cose utili alla tua igiene personale, che migliorano il tuo aspetto fisico. Sai per certo che alcuni ignoti scienziati hanno testato questo oggetti per far si' che tu li usassi in assoluta sicurezza.
E' straordinario che l'acqua di cui hai cosi' bisogno sgorghi dal rubinetto sempre nella quantita' e alla temperatura che preferisci, e' limpida e pura: sai che non contiene parassiti. Da qualche parte, qualcuno sta lavorando perche' queste meraviglie ti siano sempre garantite.
Guarda le tue mani: sono delle creazioni stupefacenti, che ti permettono di compiere mille azioni diverse con forza e grazia infinita. Le tue mani assaporano il piacere di toccare migliaia di consistenze differenti e, oltretutto, sono belle da vedere.
L'armadio e' pieno di vestiti che ti piace indossare. Chi ha raccolto il materiale per tessere le stoffe? Chi gli ha dato quei colori, chi li ha cuciti per te?
In cucina ti aspettano cibi appetitosi e ben confezionati. Persone che non conosci hanno lavorato duramente per coltivarli, lavorarli e farli arrivare nel negozio in cui li hai comprati. Nella storia del mondo, il palato non ha mai avuto un tale imbarazzo della scelta.
I tuoi elettrodomestici funzionano in maniera impeccabile. Sono alimentati dalla corrente elettrica, che potrebbe fulminarti all'istante, ma tu non avverti mai un senso di pericolo quando li tocchi. Perche'? La fiducia che riponi nelle persone che hanno costruito queste macchine e' a dir poco commovente.
E' come se ci fosse una benevola cospirazione di ignoti che crea instancabilmente centinaia di cose che ti servono e ti piacciono.
Ma c'e' di piu'. La gravita' agisce sempre allo stesso modo, esercitando su di te una forza ne' eccessiva, ne' troppo debole. Da dove nasce questa meraviglia? Per quale motivo? In realta' non e' importante saperlo: la forza di gravita' continuera' a comportarsi con efficienza anche se tu non ne capirai il perche'.
Nel frattempo, miliardi di altri elementi che compongono il miracoloso disegno della natura si esprimono alla perfezione: le piante crescono, i fiumi scorrono, le nuvole si rincorrono, i venti soffiano e gli animali si riproducono. Il clima e' un'affascinante combinazione di variabili che non si ripetono mai. Anche se non te ne rendi conto, ogni giorno assapori le mutevoli sensazioni della luce e della temperatura che giocano con il tuo corpo.
Ma c'e' di piu'. Puoi sentire odori e sapori che ti piacciono. Puoi pensare! Ti e' stato concesso lo straordinario dono della consapevolezza. Provi sentimenti! Ti rendi conto di quanto e' sorprendente questa misteriosa facolta'? E non dimenticare che puoi visualizzare un'infinita' di immagini, anche quelle che non esistono nella realta'. Da dove viene questo talento magico?
Grazie a un'incredibile serie di coincidenze, o forse per un grandioso progetto divino, e' nato il linguaggio. Nell'arco dei secoli milioni di persone hanno contribuito a dar forma a un sistema di comunicazione che tu potessi capire. La parola, pronunciata o scritta, ti da' piacere e un incredibile senso di potere.
Vuoi andare in un posto lontano? Puoi usare l'automobile, l'aereo, l'autobus, il treno, la metropolitana, la nave l'elicottero o la bicicletta, e sai che tutti questi mezzi di trasporto funzionano a dovere. Sono stati perfezionati da centinaia di persone morte da tempo, e molte altre tuttora vive e vegete si impegnano perche' ti siano sempre d'aiuto. Forse sei uno dei milioni di individui che possiede un'automobile: e' la brillante invenzione di esperti progettisti. Altri lavoratori specializzati impiegano ore per estrarre il petrolio dalla terra e dal mare e trasformarlo nel carburante che alimentera' la tua macchina. Le strade sono praticabili, chi le ha lastricate per te? I ponti che attraversi sono grandiose opere di ingegneria. Ti rendi conto quant'e' stato difficile costruirli?
Sai bene che in futuro il progressivo esaurimento delle riserve petrolifere e il surriscaldamento del pianeta imporranno limitazioni all'uso di automobili, aeroplani e altri mezzi di trasporto. Ma sai anche che tante persone intelligenti e piene di idee stanno cercando di sviluppare fonti di energia alternative per difendere l'ambiente.
E rispetto alla lentezza con cui le civilta' del passato hanno capito i loro problemi, quella in cui vivi tu si sta muovendo velocemente per affrontare le difficolta' generate dalla tecnologia.
Mentre sei in viaggio puoi ascoltare la musica. Forse hai un lettore MP3, un'invenzione fantastica che ti permette di ascoltare centinaia di canzoni. Forse invece hai una radio. Attraverso un processo misterioso, i suoni e le voci lontane si trasformano in onde invisibili che, rimbalzando nella ionosfera, si tuffano nella tua piccola autoradio per tradursi nella musica e nelle voci che ami.
Facciamo finta che siano le nove e trenta del mattino: sei sveglio da due ore e un sacco di cose sono gia' andate per il verso giusto. Ma se per caso tre di queste non hanno fatto il loro dovere - il tostapane si e' rotto, l'acqua della doccia non era abbastanza calda, c'era una macchia proprio sui pantaloni che ti volevi mettere - potresti pensare che oggi tutto vada storto e che l'universo ti abbia voltato le spalle. Ma la verita' e' che la stragrande maggioranza delle cose funziona con meravigliosa efficienza. Saresti un ingenuo se pensassi che la vita non e' altro che una specie di condanna.


Libri: HABEMUS PAPAM - di DAVID A. YALLOP

Si parla molto in questi giorni di preti pedofili, sembra che Santoro abbia comperato un filmato scioccante dalla Bbc che parla del fenomeno in Irlanda e la questione sta scatenando polemiche a non finire sull'attendibilita' del documentario e di tutto lo scandalo in generale.
Quello che piu' sconvolge l'opinione pubblica e' la copertura dei colpevoli da parte del Vaticano. Copertura che ha radici lontane e che ha mostrato le prime crepe quando nel 1983, dopo 24 anni di discussione, fu pubblicato l'attuale Codice di Diritto Canonico: tra i molti cambiamenti rispetto al codice precedente del 1917, vi era la rimozione dell'articolo 119 che riguardava la gestione in proprio, da parte della Chiesa cattolica di Roma, dell'amministrazione della giustizia, a meno che i tribunali civili non avessero ottenuto un permesso speciale.
Dopo due anni dall'abrogazione di questo codice, e quindi del permesso speciale, il vaso di Pandora era stato scoperchiato.
Nel giro di 10 anni il prezzo pagato dal Vaticano per gli abusi sessuali e' diventato devastante da tutti i punti di vista. Soltanto negli Stati Uniti, a partire dal caso Gauthe scoppiato negli anni '80, supera il miliardo di dollari in spese giudiziarie e risarcimenti alle vittime.
 
Qual era la modalita' della Santa Sede per quanto riguarda gli abusi sessuali degli ecclesiastici? Si tratta di un sistema segreto, addirittura risalente al XVII secolo, quando il fondatore dei Piaristi, padre Joseph Calasanz, vieto' che le violenze sessuali sui bambini divenissero di pubblico dominio. Uno di quei pedofili, padre Stefano Cherubini, appartenente a una famiglia vaticana ben introdotta, fu cosi' bravo a coprire i suoi misfatti che divenne persino capo dell'ordine. Ci vollero 15 anni di proteste sollevate contro di lui e contro gli insigni esponenti dell'ordine stesso prima che Papa Innocenzo X si decidesse ad agire, ordinando la chiusura temporanea dell'istituzione.

Il sistema segreto prevedeva una sorta di "promozione per fuggire" che e' stata la modalita' usata dal Vaticano fino a pochi anni fa: i preti in odore di pedofilia venivano spostati dalla loro parrocchia per andare a fare danni in un'altra citta'.
Che il prete colpevole dovesse essere trasferito e' un sistema ben spiegato in un documento intitolato "Istruzioni sul modo di procedere in casi di istigazione", pubblicato dal Santo Uffizio con l'approvazione di Papa Giovanni XXIII, nel 1962,  dove si prevede che il presunto colpevole deve "essere trasferito ad altra sede, a meno che l'ordinario del posto non lo impedisca". Ma non basta: sia il colpevole sia la vittima devono rispettare il "silenzio perpetuo", pena la scomunica e quindi "il giuramento di segretezza deve essere reso in questi casi anche dagli accusatori o da coloro che denunziano il sacerdote e dai testimoni". E, opla', il gioco e' fatto. Da quel momento la frase di Gesu' "lasciate che i pargoli vengano a me" ha cominciato ad avere un significato sinistro.

David A. Yallop e' l'autore di un libro che vent'anni fa fece molto scalpore. Si tratta di "In nome di Dio", un testo che svelava i retroscena della morte di Papa Luciani. Dopo la sua pubblicazione nessuno ha piu' pensato che la morte del Papa fosse stata una tragica fatalita', troppo circostanziate e documentate le indagini di Yallop.
L'anno scorso Nuovi Mondi Media ha pubblicato un altro libro di Yallop che riprende il discorso da dove l'aveva lasciato: Habemus Papam - Il potere e la gloria: dalla morte di Papa Luciani all'ascesa di Ratzinger.
In questo nuovo testo Yallop, tra gli altri argomenti trattati, racconta in un capitolo lunghissimo lo scandalo dei preti pedofili. Racconta dei casi piu' eclatanti, delle cifre astronomiche pagate dalla Chiesa di Roma per risarcimenti e spese processuali...
E non si tratta solo di un fenomeno statunitense, casi di preti pedofili sono arrivati alla cronaca in tutta Europa, nel Sudamerica... un fenomeno che ha conosciuto la globalizzazione molto prima che si inventasse la parola.

In Habemus Papam Yallop racconta questo e altro, molto altro... l'Opus Dei, gli affari poco chiari delle banche vaticane,  le ingerenze della Chiesa sugli affari di Stato e non solo lo Stato italiano.
Buona lettura.
 


La pronoia è l'antidoto alla paranoia - Rob Brezsny

Rob Brezsny e' l'astrologo di Internazionale, la rivista settimanale che si occupa di stampa estera diretta da Giovanni De Mauro.
Ma chiamare Brezney astrologo e' quantomeno riduttivo. Il suo oroscopo e' un condensato di pillole di saggezza ed e' divertente leggere tutti i segni, scegliendo magari il consiglio che piu' ci si adatta al periodo.
Per esempio questa settimana l'oroscopo di Jacopo e': "Per fabbricare un centesimo, il tesoro degli Stati Uniti ne spende 1,4. Per trasformare il petrolio in carburante per le auto, ci vuole il 20 per cento di energia in piu' di quanta ne produce la benzina. Questo e' il tipo di situazioni che la prossima settimana devi assolutamente evitare, Ariete. Tira fuori da tutti i tuoi progetti molto piu' di quello che ci metti dentro. Percio', scegli bene quale carburante usare. Devi essere ingegnoso nella ricerca di una maggiore efficienza".

Ogni giovedi' le sagge parole di Brezsny si leggono da New York a Singapore, e da Caracas a Hong Kong su 133 testate. Il suo sito e' www.freewillastrology.com.

Un bel giorno questo signore si trovava nel deserto del Nevada durante il festival del Burning Man: si tratta di una settimana in cui migliaia di giovani da tutto il mondo si incontrano, cantano, ballano, stanno insieme e alla fine del festival danno fuoco a un enorme pupazzo di 20 metri.
Parlando coi suoi amici Bob si chiedeva perche' i media pensano che le brutte notizie siano piu' interessanti di quelle belle e da li', dopo discussioni, riflessioni e passeggiate in solitaria nel deserto, prendendo appunti su alcune salviette umidificate che si erano seccate al sole, Brezsny inventa la parolina magica: Pronoia, l'antidoto alla paranoia.
Potete immaginare come e' stato accolto questo libro qui in Redazione: sono anni che combattiamo perche' le buone notizie abbiano lo spazio che meritano e non solo perche' ridere fa bene alla salute ma anche perche' siamo convinti che sia "politicamente corretto" raccontare le cose buone che gli esseri umani fanno in tutto il mondo. Gia', perche' non tutti i vicini di casa sono come i coniugi di Erba... e poi pensare che l'umanita' migliora e' intrinsecamente rivoluzionario.
Siamo quindi d'accordo con Bob che chiede di smetterla di pensare che tutto al mondo e' negativo, che vale solo la regola del piu' forte, che siamo governati da poteri occulti che non riusciamo a controllare: in realta' la vita cospira affinche' tutti i nostri desideri vengano realizzati, e' pazzamente innamorata di noi, l'universo ci da' sempre cio' di cui abbiamo bisogno, proprio quando ne abbiamo bisogno.
Bisogna smettere di pensare alla felicita', afferma, come a qualcosa di occasionale e difficilmente raggiungibile (la politica del: sarei felice solo se... ).
Essere felici e' un nostro diritto, di piu': un dovere. Ed e' possibile solo se con fede crediamo che l'intero creato tesse trame segrete per inondarci di felicita'.
Il libro e' uno tzunami di pensieri positivi e di ottimismo, una massa informe di notizie edificanti ed illuminazioni; i piu' razionali, leggendolo, potrebbero storcere il naso, ma sbagliano, perche' dietro l'apparenza un po' folle e frikkettona si nascondono semplici e illuminanti verita'. Credeteci: se solo una di queste ci entrasse nel cuore ci cambierebbe la vita.
Il primo tratto che accomuna le persone felici e' una seria determinazione ad esserlo. Lo stato di grazia e' un'attitudine che si puo' coltivare: non e' un incidente, qualcosa in cui si inciampa per caso, in un'ora fortunata, da qualche parte alla fine del mondo.

Con irresistibile ironia, Brezsny dimostra che tutto sommato il pessimismo e il cinismo imperanti sono armi spuntate per affrontare la realta', e ci offre ben 888 metodi per diventare ragionevolmente ottimisti e selvaggiamente felici. I suoi provocatori insegnamenti sono accompagnati da citazioni letterarie, esercizi ed esperimenti pratici, simboli e figure enigmatiche, incursioni funamboliche in una sorta di esoterismo pop che mescola Cabala, filosofia zen e astrologia. Il tutto arricchito da un almanacco di "buone notizie" singolari, bizzarre, stimolanti.
Questo libro e' un compendio della filosofia visionaria di Brezsny, celebre per il suo oroscopo letterario colto e surreale, ma anche un prontuario terapeutico-psichedelico.
Il male e' noioso, il cinismo e' idiota e la paura e' una cattiva abitudine. La gioia e' affascinante. L'amore e' un atto di genio eroico. Il piacere e' un nostro diritto.

Brezsny e' assolutamente convinto che l'universo cospiri per il nostro bene e noi di Cacao non possiamo che essere d'accordo con lui.
Ma attenzione: non si tratta del solito guru new age (ce ne guarderemmo bene dal consigliarvelo!)
La pronoia e' un testo rivoluzionario, affatto buonista e talvolta anche politicamente scorretto. Insomma: molto, molto divertente. 
Buona lettura.

La pronoia è l'antidoto alla paranoia
888 metodi per diventare selvaggiamente felici

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DIVENTARE DIO IN DIECI MOSSE (Nuova edizione)

diventare dio in 10 mosse di Jacopo foE' arrivato!!
Finalmente la nuova ristampa di un libro che ha gia' venduto decine di migliaia di copie.
Signore e Signori, ecco a voi la nuova edizione, riveduta, corretta e ampliata di DIVENTARE DIO IN DIECI MOSSE, di Jacopo Fo.
Praticamente un intero corso di yoga demenziale formato tascabile a un prezzo ridicolo. Piu' di settanta esercizi da fare da soli o in compagnia per conoscere meglio il nostro corpo, la nostra mente e tutti e due messi insieme. Un pronto soccorso istantaneo per risolvere insonnia, vertigini e mal d'auto.
Scopri in pochi minuti come diventare il Grande Maestro della Risata Cosmica (RMSC) e conquista l'amore della tua vita facendo l'amore con l'aiuto del Magnifico Sbadiglio Polifunzionale Intergalattico (MSPI).
Perche' lo yoga demenziale... come? Non sai cos'e' lo yoga demenziale?
Ma allora dillo che ti mancano le basi! Leggi qui sotto e unisciti al Popolo che Guarda in Alto Perche' le Nuvole Sono Piu' Belle delle Cacche di Cane (PGAPNSPBCC).

Cos'e' lo yoga demenziale
Certamente vi chiederete se questo yoga demenziale e' una cosa seria. No, non e' una cosa seria. E' una cosa da ridere. Peraltro siamo convinti che nessuna terapia seria possa funzionare veramente. Le terapie serie possono darvi un momentaneo sollievo dai vostri malanni.
Il nostro obiettivo non e' solo quello di rendervi piu' sani e piu' belli, ma (addirittura) lo sviluppo globale e armonico di tutta la personalita'. Ovviamente sviluppare la propria personalita' e' una cosa che si puo' fare solo ridendo. Sviluppare una personalita' che non ride non avrebbe senso. Per soffrire una personalita' compressa e' piu' che sufficiente.
Vi chiederete poi se, oltre alle bubbole sull'allargamento della mente la comicoterapia funzioni anche per risolvere problemi prosaici come un mal di schiena, le rughe, la cellulite o la caduta dei capelli. La risposta e' che dipende; come dicevano gli antichi cinesi, nessuna medicina puo' guarire uno stupido.
Lo yoga demenziale e' un approccio globale dei problemi del corpo e della mente, puo' dare risultati solo se la persona sceglie di volersi bene, accettarsi e operare per il proprio benessere. Se siete masochisti, se vi odiate, se siete il vostro peggior nemico e sperate di morire tra atroci sofferenze, la cosa non fa per voi. Rivendete immediatamente questo libro. Infine vorrete sapere come funziona questa nuova pantamedicina (od olocura). Funziona benissimo. Il trucco sta nel fatto che non veneriamo altarini e non alleviamo preconcetti.
Attraverso una ricerca durata vent'anni, abbiamo integrato le tecniche psicofisiche piu' efficienti, mettendo insieme un quadro della situazione globale. Per offrirvi il meglio abbiamo rapinato 6000 anni di storia dell'autocoscienza individuale. E non crediate che il meglio venga tutto dall'oriente, anche noi occidentali abbiamo fatto enormi scoperte sul rapporto tra mente e corpo. Si tratta di mettere assieme la conoscenza moderna sulla fisiologia del corpo con quelle antichissime del Tai Ci, dello Yoga, della Cabala o del Ci Kung.
L'altro punto focale della comicoterapia e' la didattica. Tutto l'insegnamento non solo e' strutturato in modo allegro e divertente, ma e' basato esclusivamente su cose sperimentabili direttamente e immediatamente dall'allievo. Tutta la filosofia della terapia comica e' riassumibile in questo: sperimentare in modo dolce e divertente le proprie potenzialita' di benessere. Un metodo di autopiacevolezza che non va "imparato" in modo scolastico e faticoso. Lo stupore e il riso fisseranno infatti nella vostra memoria gli esperimenti che condurrete dandovi cosi' una conoscenza concreta e non teorica dei problemi.
La comicoterapia, infine, oltre ad essere il piu' moderno approccio alle questioni dell'essere e' anche la tecnica piu' efficace proprio perche' combina senza pregiudizi tutte le tecniche conosciute per stare meglio e propone via via la tecnica migliore per ogni situazione particolare. Spero che sarete d'accordo sul fatto che il cibo cura meglio il mal di stomaco che il mal di schiena. Ne discende che ostinarsi a curare il mal di schiena con la macrobiotica diventa sicuramente faticoso e probabilmente inefficace. Cosi' se vado a sbattere contro un muro e ne esco a pezzi, preferisco un chirurgo a una buona meditazione. Il buon senso e' il nostro grande maestro.
C'e' da dire poi che la nostra proposta, pur avendo possibilita' di sviluppo in senso spirituale, e' rigorosamente laica. Cioe' non e' nostra intenzione rifilarvi santini, immaginette o mantra miracolosi. Non tornerete a casa con l'autoadesivo di un nuovo guru, santone o illuminato appiccicato alla valigia.
Al contrario la conoscenza diretta dei principali fenomeni psicofisici vi mettera' in salvo dalla tentazione di scambiare una reazione fisiologica (per quanto inconsueta) per un miracolo. Se invece cercate il paradiso dei superpoteri e volete camminare sull'acqua, cercate altrove. Noi siamo molto concreti e sull'acqua preferiamo andarci in barca. E' piu' pratico.
Un'ultima cosa da dire riguarda la strategia che vi proponiamo. Non fare nulla che non sia immediatamente piacevole. Troppe volte si rifila un insieme di pratiche autoflagellanti spacciandolo per un percorso di ricerca interiore.
La nostra guida, e' il nostro essere. La razionalita' non puo' da sola condurci a una migliore comprensione del corpo. Le sensazioni sono la nostra prova del nove. Solo una pratica che si basi sulla comprensione dei meccanismi naturali puo' farci fare notevoli passi in avanti. Qualunque azione che preveda la nostra mortificazione non puo' che trovare una seria opposizione del nostro subconscio e quindi essere inutile. Si tratta, al contrario di usare la forza delle nostre pulsioni per ampliare le percezioni e liberare le contratture.
Bisogna essere pigri, attendisti, passivi, indolenti. Il fluire delle nostre naturali energie di crescita e autocura e' l'unica forza sulla quale possiamo fare affidamento. Il segreto sta in noi stessi. Non opporsi al naturale istinto che ci impone di stare meglio. Ecco il trucco. Non credete che sia sufficiente? No? Peggio per voi!

 

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I 101 più importanti personaggi che non sono mai vissuti

Marciano fianco a fianco, il cowboy delle Marlboro e Sigfrido, Pandora e James Bond, Artu' e Giulietta, il mostro di Frankenstein e il Grande Fratello, il Dottor Jekill e l'inseparabile Mister Hyde.
Un esercito immaginario di personaggi che hanno formato il nostro pensiero, influenzato il nostro modo di vivere, ispirato cambiamenti o anche rivoluzioni. Senza aver mai vissuto.
In questo nuovo libro di Nuovi Mondi Media, che presentiamo oggi, Lazar, Karlan e Salter, tre ricercatori americani, hanno catalogato e classificato 101 personaggi e ne hanno dato un'interpretazione nuova, spiritosa, scioccante.
E cosi' scopriamo che il Brutto Anatroccolo e' una fiaba terribile, che Robin Hood era solo un nobile in calzamaglia e che La Capanna dello Zio Tom ha fatto scoppiare la guerra civile negli Stati Uniti.
Come di consueto pubblichiamo alcune pagine del libro, che potete acquistare su www.commercioetico.it. Buona lettura!

I 101 più importanti personaggi... che non sono mai vissuti

Il Principe Azzurro

Lo scapolo piu' attraente del mondo non e' un attore affascinante o un ricco magnate industriale, ma un aristocratico del XVII secolo. Il Principe Azzurro e' l'uomo ideale, quello che ogni donna cerca, il paragone con il quale l'uomo medio si deve costantemente misurare.
Se prendiamo qualsiasi rubrica di una rivista o di un giornale, noteremo sempre gli stessi titoli: "Quando troverai finalmente il Principe Azzurro"; "La carrozza del Principe Azzurro per il tuo matrimonio dei sogni"; "Quello che le donne vogliono nel loro Principe Azzurro", e cosi' via. Eppure, si tratta di un personaggio enigmatico e poco apprezzabile. Manca di personalita', di capacita', di carattere... possiede solo un castello e un sogno.
Il Principe e' una tela intonsa su cui ogni ragazza puo' scrivere i propri sogni piu' appassionati. Ha tutti i presupposti essenziali: e' ricco, non deve lavorare, per cui ha tempo da dedicare alla sua amata; non ha interessi, nulla che lo possa distrarre da lei; ed e' educato e affascinante. Sotto certi aspetti, e' ancora un bambino, e anche questo concorre al suo fascino.
Non si tratta del Principe di Machiavelli, stratega omicida cinico e senza scrupoli; non e' un guerriero muscoloso in sella al suo cavallo o a una motocicletta; non si tratta di un anziano signore ossessionato dalle quotazioni del futures della soia, che si trascina con passo malfermo indossando pigiami gualciti e riempiendo il castello di collezioni di francobolli lituani e videocassette pornografiche. No, quello di cui stiamo parlando e' un aitante giovane ragazzo con un futuro sicuro, la stima di un regno, e una predisposizione per la danza. Possiede una grande casa con una pista da ballo, mezzi di trasporto (cavalli - che aspetto pittoresco!), e personale di servizio addetto alle pulizie.
Solo tre avvertenze. Primo, vive con i genitori. Se da una parte questo denota devozione a lungo termine verso la famiglia, viene da chiedersi quale sara' il ruolo dei suoceri e il loro grado di influenza, Secondo, non riesce a prendere alcuna decisione in maniera autonoma - avra' certamente bisogno dell'opinione della moglie che lo indirizzi. Terzo, non sara' un buon padre. Come ha fatto notare lo scrittore T. Velasques, il Principe Azzurro non e' in grado di riconoscere le persone che ama. Cosa accadra', quindi, se uno dei suoi figli si dovesse perdere? Andra' al centro commerciale con le scarpe e le fara' provare a tutti i bambini presenti?
La figura del principe azzurro non compare nelle favole dei fratelli Grimm, la raccolta di storie popolari piene di concretezza e di speranza che ci sono giunte dalla Germania. Compare invece in alcuni racconti francesi, primo fra tutti quello del 1697, L'uccello azzurro di Madame D'Aulnoy; e poi nelle storie per bambini di Charles Perraul (1696-2697). Piu' di un secolo dopo, raggiunge i palcoscenici di Londra nelle opere di James Robinson Planche'.
Ai giorni nostri, ricorre o e' associato a favole quali Cenerentola, La bella addormentata e Biancaneve e i sette nani - soprattutto nei cartoni animati firmati Disney. Nella Biancaneve della Disney - la versione pioniera del 1937, il primo lungometraggio animato della storia del cinema (o il primo a colpire il pubblico americano) - il Principe Azzurro compare solo alla fine per salvare Biancaneve da un coma causato dal veleno della mela: il giovane alza il coperchio della bara di vetro e risveglia la fanciulla con un bacio.
Nella versione di Perraul de La bella Addormentata o, piu' letteralmente, La bella addormentata nel bosco, il Principe sveglia la fanciulla ed e' lui a rimanere affascinato. In Cenerentola, sia nel film della Disney che nel musical di Rodgers e Hammerstein, il Principe custodisce la scarpa di vetro della ragazza che lo aiutera' a trovare il suo amore. Sta forse tradendo Biancaneve? No. In questi tre racconti famosi, il Principe e' un personaggio rimpiazzabile, intercambiabile e banale. E' qui che risiede la sua importanza. E' un personaggio comune nel nostro vocabolario. Il giovane adulto obbediente che diventa il marito perfetto. Cosa potrebbe esserci di piu' "influente" di questo?


Il brutto anatroccolo

Da un secolo e mezzo, i genitori raccontano questa storia ai propri figli, e senz'altro continueranno a farlo, a meno che non troviamo un modo per boicottare una volta per tutte quest'oltraggioso racconto. Per quelli di voi che non ricordano la storia di Hans Christian Andersen del 1844, eccone un breve riassunto.
In una giornata d'estate, in un cortile di campagna, un'anatra cova diversi anatroccoli, tutti adorabili, tranne uno, l'ultimo arrivato. Questo nasce dall'uovo piu' grande ed e' un brutto anatroccolo, un "diverso", per cui diventa presto oggetto di continue vessazioni, sia fisiche che emotive.
Incapace di sopportare questo continuo tormento, il brutto anatroccolo fugge da casa, Durante l'autunno e l'inverno, sopravvive a numerose disavventure, pericolose ed estenuanti. Per poco non viene ucciso da un gruppo di cacciatori e dai loro cani, ma riesce a fuggire e trovare rifugio nella casetta di campagna di una vecchia signora. Purtroppo, pero', la donna lo caccia perche' l'animale non e' in grado di deporre le uova.
Durante l'inverno, rischia di morire congelato in uno stagno ghiacciato. Un contadino lo salva e lo porta a casa sua, ma l'anatroccolo spaventa i figli, per cui viene di nuovo cacciato e costretto a trascorrere il resto del rigido inverno tra miserie e patimenti. In primavera, l'anatroccolo vede tre bellissimi cigni e si tuffa nelle acque dello stagno, avvicinandosi a loro. Completamente scoraggiato e avvilito per essere sempre stato emarginato, chiede ai cigni di ucciderlo e abbassa la testa verso la superficie dell'acqua in attesa di morire. Ma nell'acqua vede riflessa la sia immagine: non e' piu' un brutto anatroccolo, ma un cigno bellissimo e aggraziato, il piu' bello di tutti, tanto che i cigni piu' vecchi si inchinano davanti a lui. Nella gioiosa esultanza, ci dice che non avrebbe mai potuto essere cosi' felice se fosse rimasto un brutto anatroccolo.
Se i genitori che raccontano questa storia alla propria progenie, soprattutto alle figlie giovani, credono razionalmente di star semplicemente presentando la realta' del mondo, si stanno sbagliando di grosso. Dovrebbero riflettere sui valori distorti che stanno incoraggiando e smettere di tramandare queste sciocchezze. Attenzione, stiamo parlando di qualcosa di molto negativo: la storia insulta e avvilisce in maniera categorica la maggior parte di coloro che sono rimasti dei "brutti anatroccoli" per tutta la vita. Il racconto ignora il nostro valore intrinseco, la nostra intelligenza, il frutto del sapere acquisito, del duro lavoro e delle capacita' creative. Fornisce tacito consenso al bullismo adolescenziale e alla marginalizzazione di coloro che sono "diversi", ignorando il concetto umanistico del calore di ciascun individuo.
Dovremmo incoraggiare i nostri figli a sviluppare forze mentali, emotive e fisiche. Dovremmo insegnare loro a non fare affidamento sulla bellezza fisica.
Smettiamola di dire ai nostri figli e alle loro figlie che la bellezza e' il perno del loro valore, e che l'avvenenza di una donna e' il suo "patrimonio". Il racconto di Andersen avvalora gli innumerevoli messaggi pubblicitari che dicono che una ragazza e' inferiore se non e' bellissima. Se si accettano questi presupposti, si accede a un mondo dove il marito di questa ragazza, in futuro, la lascera' per una moglie piu' giovane e attraente. Unitevi a noi, che abbiamo chiuso le porte al messaggio offensivo veicolato dal brutto anatroccolo perche' attribuiamo grande valore alle qualita' intrinseche di tutti i bambini.


Il Mondo secondo Fo

il mondo secondo foCarissimi, questa settimana vi presentiamo un libro di cui probabilmente avete gia' sentito parlare: "Il Mondo secondo Fo" e' una conversazione che Giuseppina Manin, giornalista del Corriere della Sera, ha raccolto per Guanda Editore.
Come di consueto pubblichiamo alcuni stralci del libro. Buona lettura.

"Ho ottant'anni ma ne ho vissuti almeno centocinquanta. Se poi calcolo quelli di Franca, alla fine in due facciamo circa tre secoli. Un arco di tempo lunghissimo racchiuso in due sole vite, perche' quegli anni sono stati tutti, non uno di meno, belli e intensi. I mesi duravano 60 giorni, i giorni 48 ore... Si', di vite noi due messi insieme ne abbiamo vissute davvero tante."

Ottant'anni o centocinquanta, poco conta. Dario Fo e' e resta Dario Fo. Il poer nano e l'artista irriverente, il buffone e il Nobel, l'attore, il pittore, il drammaturgo, lo storico dell'arte, il rivoluzionario, il politico, lo scavezzacollo, il marito ad oltranza e il fedifrago, il miscredente e il curioso del sacro... Ottant'anni. Troppo pochi per tante vite.
"Difatti ho ancora molto da fare" assicura lui. Il carnet e' fitto di impegni lunghi da qui a qualche secolo: la battaglia per un mondo migliore, per un pianeta meno violentato, per citta' piu' a misura di uomo e di natura... "E poi c'e' da rimboccarsi le maniche per i diritti civili, nostri e di chi arriva da lontano chiedendo solo di lavorare da noi. E per cercare finalmente di mettere a segno un buon governo, o almeno un governo decente. C'e' da scendere in piazza contro la guerra. Che non previene e non bonifica mai niente, che non si fa mai per liberare gli oppressi, ma sempre per sostenere qualche altro oppressore. C'e' da lottare conto le armi, che non sono mai intelligenti, ma sempre terribilmente ottuse, violente, crudeli, proprio come quelli che le propugnano. C'e' da stare in guardia contro fanatismi, intolleranze, terrorismi. Che mai arrivano da una parte sola e che spesso, la storia insegna, sono strategicamente funzionali per un potere in crisi, pronto persino a sovvenzionare bombe e bombaroli pur di salvarsi la poltrona. C'e' da battersi per una scuola, una cultura, un'informazione degne dei loro nomi, perche' queste sono le uniche e vere strade per una democrazia di fatto. Non a caso le piu' boicottate e vilipese da chi invece ha tutto l'interesse a tenere la gente sottomessa, ottenebrata, rimbesuita. C'e' da gridar di sdegno per una sanita' che esclude i piu' deboli, per un mondo del lavoro che lascia fuori sempre i piu' giovani."
L'elenco continua. (...)

Ma come fa ad avere tutta questa energia?
"Il fatto e' che a me la vita piace. E tanto. Mi diverto troppo a vivere, sono curioso di tutto, vorrei poter andare a frugare in ogni angolo dell'esistenza. Che con me e' stata generosa in modo quasi esagerato. La vita mi ha dato davvero tutto, al di la' di qualsiasi aspettativa. Ho potuto realizzare i miei sogni e anche di piu'. Sono stato amato, ho amato. Da circa mezzo secolo ho al mio fianco una donna straordinaria, e un figlio, Jacopo, di cui vado fiero. Come ciliegina sulla torta ho pure vinto un Nobel, e mi hanno dato una laurea alla Sorbona..."

(...)
... Mamma Fo... "Era ironica la Pina. Speciale, persino un po' strega. Ricordo che ero ancora agli inizi di carriera, ai primi successi sulla scena, e lei, entusiasta, gia' aveva decretato in famiglia: 'Par mi quel li' el vince el Nobel!' Per riportarla con i piedi per terra, mio fratello Fulvio le aveva spiegato che per vincere il Nobel bisognava essere letterati, mica andar per teatri. 'E Pirandello, allora?' aveva ribattuto lei. 'E' un uomo di teatro o no?'

Quel Nobel dello scandalo
(...)
"Albertini, allora sindaco di Milano, la mia citta', non mi mando' neanche un telegramma, non si fece vivo in alcun modo. Un silenzio assordante, una gaffe clamorosa a cui, qualche mese dopo, tento' di rimediare offrendomi un Ambrogino. Grazie no, il Nobel mi basta, risposi. Ricordo che Ignazio La Russa, con il suo consueto tocco di classe, mi appello' 'Nobel dei miei stivali'. La Russa. Ma l'avete presente? Quello con la barbetta nera da incazzoso e gli occhi da matto. Preciso al burattino che impersona il Brigante nel teatro dei pupi. Mi sono sempre chiesto: nasce cosi' o si trucca? Insomma, mentre giornali e tv di tutto il mondo arrivavano sotto casa mia per intervistarmi, in Italia si cercava in ogni modo di smorzare l'eco di quel premio scandaloso. Eh si', e' stato proprio un gran bello scherzo. A parte la gioia, l'orgoglio, la soddisfazione, ancora oggi ringrazio i simpatici accademici svedesi per le meravigliose risate che mi hanno fatto fare."
Risate ricambiate alla grande. L'elegante aula tutta stucchi azzurri e oro della Svenska Akadamien, sede ufficiale del conferimento del Nobel, non aveva mai visto prima tanto augusto consesso piegato in due a sghignazzare. Sovvertendo i severo cerimoniale, Fo era riuscito a trasformare la tradizionale "lectio" riservata al candidato Nobel in uno spettacolo inedito e irresistibile.

(...)
"Cari accademici" esordisce Fo davanti alla prestigiosa assemblea di Stoccolma schierata al gran completo, "cari accademici, l'avete fatta grossa. Anni fa avete premiato un negro, poi un ebreo, adesso un giullare... Dove finiremo?" Gli accademici si guardano, la traduzione in cuffia arriva in simultanea, e scoppiano a ridere. E' l'inizio di un fabulazzo incantatore capace, in puro stile Fo, di intrecciare follie guittesche e dotte citazioni, sberleffi e poesia.

E poi, ancora, l'incontro e l'amore con Franca, l'architettura, la musica e il teatro, la censura e l'impegno: un libro leggero, un racconto dolce e divertente... insomma, Signore e Signori, ecco a voi Dario Fo!