Altre notizie dai nostri siti

Sony e il movimento #Metoo

People For Planet - 1 ora 50 min fa

Come riporta la redazione di The Wall Street Journal, sulla spinta del movimento #MeTooi vertici di Sony avrebbero deciso di dire basta ai contenuti espliciti nei videogiochi con nuova e più stringente regolamentazione per lo sviluppo e la pubblicazione di titoli sulle proprie piattaforme.

L’iniziativa promossa dal colosso tecnologico giapponese nasce con lo scopo di limitare, e rimuovere nei casi più “sensibili”, la presenza di contenuti sessualmente esplicitiall’interno dei videogiochi PlayStation 4 commercializzati in Europa, Nord America e nei territori asiatici.

Stando a quanto dichiarato da un portavoce di Sony, tale misura ha l’obiettivo di aiutare gli sviluppatori nella creazione di videogiochi adatti ad un pubblico eterogeneo e offrire contenuti bilanciati sulla piattaforma, senza precluderne l’accesso alle generazioni più giovani a causa di un eventuale rating 18+ o Mature.

A determinare questo cambio nella regolamentazione sui contenuti sessualmente espliciti, secondo quanto sottolineato dalla redazione del Wall Street Journal, sarebbero stati l’ascesa del movimento #MeToo e la conseguente preoccupazione, per Sony, che tale fenomeno potesse porre l’azienda nipponica al centro di contestazioni e azioni legalida parte di singoli e di organizzazioni non profit a tutela dei consumatori.

FONTE: EVERYEYE

Categorie: Altri blog

Come compiere miracoli e altre cose facili da fare

People For Planet - 4 ore 49 min fa

Leggi qui la prima parte

Ora ti invito a fare un sospiro di sollievo perché a questo punto non cercherò di venderti il mio super sistema, più intelligente di tutti gli altri, che guarirà il mondo.

Dopo molti anni di studio e di sperimentazione tutte le caratteristiche di questo Stato Positivo della Mente le ho potute descrivere in un breve testo: Come evitare rapine e fucilazioni e trovare l’amore 
Sostanzialmente possiamo dire che esiste una non meglio identificata ATTITUDINE/INTENZIONE che riusciamo a sintetizzare in alcuni luminosi momenti della nostra vita e che ha molto a che fare con l’idea che ho di me, la disponibilità ad ascoltare le sensazioni che vivo, la passione per qualche forma d’arte, amicizia o amore e il modo che ho di raccontare a me stesso, nel segreto della mia mente, quello che mi succede e quello che faccio. Si tratta di un discorso utile e interessante culturalmente ma che non riesce a descrivere COME una persona possa arrivare a immedesimarsi in questo stato mentale.
Nessuno riesce a insegnare come ottenere una mente che irradia salute.
Decine di migliaia di persone ci si son provate, nessuno ci è riuscito. Gesù c’era quasi ma poi l’hanno crocifisso.

Vorrei quindi proporti un possibile diverso punto di vista sulla questione. Magari riusciamo ad aggirare il problema, che è sempre meglio che affrontarlo a testate.

Io credo che tutte le terapie che mirano a focalizzare in modo positivo la mente di un gran numero di persone riescano in concreto a farlo in pochissimi casi semplicemente perché sono poche le persone che hanno sufficiente determinazione, disponibilità al cambiamento, fiducia in sé stessi e strumenti culturali adatti a creare una visione di sé stessi fuori dagli schemi dominanti.

Allora perché non proviamo a rovesciare l’approccio?
Non proponiamo nessun sistema per cambiare la qualità dei pensieri perché ne sappiamo troppo poco e quel poco è pure difficile da comunicare. Cerchiamo piuttosto di informare le persone sulle potenzialità di questo cambiamento. E invece di dire cosa fare per ottenerlo potremmo dedicarci a un tema sul quale ne sappiamo di più: come NON RIUSCIRE a ottenerlo.
Infatti se ancora non siamo in grado di capire cosa esattamente fa una persona che riesce a mobilitare le proprie risorse mentali ed emotive, sappiamo di certo cosa fanno le persone che sicuramente NON ci riusciranno mai.
Sono anni che lavoro su questo argomento e nel libro Lo Yoga Demenziale racconto i pezzetti di atteggiamenti e modalità negative che sono riuscito a individuare.
Ma ora mi sono reso conto che tutti questi sistemi per ottenere di NON riuscire a mobilitare le proprie risorse mentali sono sostanzialmente 2.

Il primo trucco per fallire certamente è essere convinti che sia necessario fallire, soffrire e procurarsi esperienze veramente sgradevoli.
Se una persona desidera soffrire ininterrottamente ha vari modi di concretizzare la sua aspirazione. E la maggioranza dei sistemi per soffrire sono gratuiti e disponibili 24 ore su 24.
Inoltre soffrire è facile. Tutti sono capaci di sentire dolori anche di dimensioni enormi, senza sforzo.
Uno dei sistemi più semplici e che non sporca in giro, è dedicarsi a visualizzare intensamente tutte le cose orrende che accadono in questo mondo ogni minuto: guerre, fame, miseria, ingiustizia, criminalità, riduzione in schiavitù. Quando questa pratica ti viene a noia puoi dedicarti a immaginare tutti le malattie più disgustose e gli incidenti più dolorosi che possono sterminare da un momento all’altro tutte le persone che ami. Successivamente puoi dedicarti con passione a immaginare le malattie che posso aggredire il tuo corpo facendone scempio fino a portarti a un’agonia lunga e dolorosa.
Se ti applichi con costanza e impegno a queste 3 pratiche mentali ti posso garantire che avrai una vita dolorosa e triste. E probabilmente non sopravvivrai a lungo. E non ti verrà mai da ridere.

Se voglio migliorare il mio stato mentale in modo consistente posso innanzi tutto decidere che merito di vivere il meglio possibile e ho diritto di provare piacere.
Ma come ho detto la maggioranza delle persone vuole stare male e ci riesce. Anche qui non voglio dire che solo chi vuol soffrire soffre. Soffre a volte anche chi non vuole. Ma chi vuole soffrire comunque soffre in modo più soddisfatto, perché in fondo ha realizzato il suo sogno.
C’è chi sogna di far sesso con la Schiffer e chi sogna di avere una gamba maciullata.

Il secondo (e ultimo) essenziale e infallibile sistema per NON attivare mai la propria mente creativa e guaritrice è essere convinti di possedere un cervello straordinariamente intelligente e una memoria infallibile.
Quando finalmente sei pienamente convinto di aver ragione sempre, sei veramente nella merda.
Al contrario la verità è che la mente mente continuamente.
Se avesse detto la verità non si sarebbe chiamata mente, si sarebbe chiamata sincera.
È incredibile la misura delle ricadute negative di questo semplice errore percettivo. Potremmo dire che qualunque stupidaggine e qualunque abominio compiuto negli ultimi 10mila anni ha dietro questo errore di valutazione, questa presunzione sulle capacità di discernimento dell’Umanità in generale e dei singoli cervelli umani in particolare.
È un argomento che non si studia a scuola.
Anzi a scuola ci rimpinzano di bugie sulla storia umana.
È un fatto che moltissime grandi battaglie sono state vinte per sbaglio. E gran parte delle scoperte scientifiche sono frutto di un errore.

Prima di passare a descrivere come l’idea di essere intelligenti sia più micidiale degli spagnoli alla conquista delle Americhe, vorrei far notare un particolare che ci permette di comprendere meglio il rapporto mente/corpo.
Il pensiero positivo, così come viene oggi per lo più proposto, si basa proprio sulla presunzione di umana intelligenza. L’idea sostanziale è che noi si sia tanto intelligenti (e mentalmente potenti) che il semplice cambiamento di umore, da pessimista a ottimista, possa generare immediati cambiamenti metabolici. E chi sei? Mandrake?
È invece proprio questa presunzione di potere e intelligenza ad impedire a queste persone di entrare nello stato creativo e guaritore.
Se io continuo a ripetere: “Io posso determinare il mio futuro, io posso guarire il mio corpo” sono completamente fuori strada. In queste frasi c’è un’autoaffermazione stolida e fideistica sulle proprie capacità che non ha senso, e questo la mente positiva lo sente e non si fa vedere!
Per accendere la mente positiva devi dire qualche cosa che sia veramente vero e onesto. Non puoi mentire con te.
La verità, lo sappiamo tutti, è che siamo barchette di carta buttate nell’oceano. E non abbiamo nessun controllo su quel che ci succede.
Quindi affermare: “Io mi guarirò!” è stupido quanto inutile.
Mille e mille testimonianze ci raccontano che chi sperimenta guarigioni improbabili è innanzi tutto una persona che ha un atteggiamento di accettazione della realtà della vita, una persona che sa arrendersi all’inevitabilità della morte, ma che, nonostante questo, non punta il proprio sguardo verso la morte ma verso la vita e il desiderio.
È una persona che dice a sé stessa: “Io desidero con tutto me stesso di vivere pienamente”.
Spero che tu colga la sottile ma enorme differenza tra affermare: “Io guarirò” e affermare: “Io desidero vivere pienamente”.
La prima affermazione è una fumosa dichiarazione di potenza. Mentre io desidero vivere è una verità assoluta sulla quale possiamo mettere la forza di tutte le nostre identità, riuscendo a unire le diverse e contradditore “anime” che ci animano.

E ora occupiamoci dell’osso più grosso: la nostra mente è un falsario seriale.
Se hai dubbi te li metto subito in fuga: ti è capitato di cercare un libro che hai sotto il naso e non vederlo?
Hai mai cercato ripetutamente le chiavi di casa in tasca e ovunque in giro per la casa per poi scoprire che erano in tasca?
Hai mai verificato che un tuo ricordo a proposito di un fatto o di un posto fosse completamente sbagliato?
In libreria ci sono centinaia di libri divulgativi che trattano di falsi ricordi, illusioni percettive, qui pro quo.
Milioni di risse sanguinose sono nate perché qualcuno ha capito Roma per toma, oppure ha detto realmente Roma convinto di dire toma.
Milioni di morti, feriti, divorzi, amicizie spezzate, semplicemente perché non ci rendiamo conto con sufficiente precisione di cosa vediamo, sentiamo e diciamo.
E sono numerosi i casi di persone che hanno mandato in galera un aggressore, giurando e spergiurando di averlo riconosciuto senza la minima ombra di dubbio… E poi, anni dopo, queste stesse persone si rendono conto, di fronte a prove inequivocabili, di essersi sbagliate…
L’assurdo della convinzione umana di essere efficienti e mentalmente stabili è che resiste alla continua prova dei fatti… E quando ti fai male cosa dici: “Mi sono fatto male per sbaglio”… Come se esistesse qualcuno che abbia colpito volontariamente quanto violentemente con il gomito uno spigolo…
L’aspetto benevolo di questa dolorosa questione è che tutti gli errori umani vengono compiuti sempre per lo stesso identico motivo. In un universo di incertezze su questo punto possiamo scommetterci.
La madre di tutti gli sbagli si nasconde all’interno di un innocuo meccanismo operativo. Un cazzo di stringa di informazioni inscritta nel tuo programma operativo.
Il disastro sta proprio nel fatto che questo programma operativo è stato scritto, grazie a milioni di anni di esperienza, ai tempi in cui eravamo ricoperti di peli e i più alti non superavano i 20 centimetri. Cioè eravamo una specie di topi e vivevamo in mezzo a dinosauri immensi che se ti cagavano addosso eri morto.

Il problema essenziale del nostro cervello è che deve essere capace di riconoscere alla svelta quello che succede intorno a noi.
Per fare questo usiamo costantemente degli schemi di identificazione che non prendono in considerazione quello che vediamo ma solo quei particolari che possono essere utili a identificare quel che guardiamo.
In un solo millesimo di secondo siamo capaci di distinguere una grossa pietra da una tigre inferocita.
La capacità fondamentale della nostra mente è quella di selezionare le informazioni utili e buttare via le altre.
Se hai dubbi guardati qualche spettacolo di giochi di prestigio o un video sulle illusioni ottiche.
Questo difetto inoltre è tragicamente incentivato dal fatto che la nostra mente gode ogni volta che identifica qualche cosa.
Guardi una sedia e se capisci alla svelta che è una sedia entra in azione l’ufficio premi e onorificenze della tua mente che ti dà subito uno zuccherino, una piccola scarica di endorfine e dopamine, droghe che il nostro corpo produce in modo legale e che ci danno sensazioni molto gradevoli.
Così quando qualcuno ci chiede: “Come possiamo uscire dalla crisi economica?” Noi rispondiamo il più velocemente possibile. E poi ci godiamo la soddisfazione chimica di essere stati velocissimi. Ma un conto è distinguere una pietra da una tigre, un conto avere un progetto realistico su come far calare lo spread e aumentare gli investimenti.
La soluzione di questo problema (ho una mente stupida) è altrettanto semplice: renditi conto che il tuo cervello non è in grado di elaborare la complessità dei problemi.

Quindi ragiona con calma.

Categorie: Altri blog

Memoria, la stimolazione non invasiva aiuta gli anziani a ricordare

People For Planet - 6 ore 35 min fa

Durante un piccolo studio pilota, i ricercatori della Northwestern University Feinberg School of Medicine sono riuscite a ‘ringiovanire’ la memoria di 16 persone di età compresa tra i 64 e gli 80 anni 

Col passare degli anni, la maggior parte delle persone tende ad avere qualche problema di memoria. Si tratta di una normale conseguenza dell’invecchiamento cerebrale, non associata a patologie come la demenza. Durante un piccolo studio pilota, i ricercatori della Northwestern University Feinberg School of Medicine sono riuscite a ‘ringiovanire’ la memoria di 16 persone di età compresa tra i 64 e gli 80 anni, tutte con qualche piccola difficoltà a ricordare le informazioni, tramite la stimolazione non invasiva del cervello. I risultati dello studio sono stati pubblicati sulla rivista specializzata Neurology.

La Stimolazione Magnetica Transcranica

Per ottenere questo risultato, gli esperti hanno utilizzato questa risonanza per localizzare nel cervello dei partecipanti l’ippocampo, il centro della memoria. Sempre ricorrendo alla medesima tecnica, hanno poi individuato la zona in cui la corteccia cerebrale è maggiormente in contatto con l’ippocampo: ciò ha permesso loro di capire di trovare in ogni persona il punto esatto in cui appoggiare la sonda della Stimolazione Magnetica Transcranica (Tms). Questa tecnica consiste nell’invio al cervello di impulsi elettromagnetici che modificano l’attività cerebrale di una specifica zona dell’encefalo. In America viene utilizzata nel trattamento del disturbo depressivo.

I risultati del trattamento

Durante la prima fase dello studio, gli anziani hanno affrontato una serie di test della memoriae hanno totalizzato una media di risposte corrette inferiore al 40%. In media, i giovani sottoposti alle medesime prove rispondono correttamente nel 55% dei casi. In seguito, i 16 partecipanti sono stati sopposti a delle sessioni quotidiane di Stimolazione Magnetica Transcranica della durata di 20 minuti. Dopo cinque giorni, i ricercatori li hanno sottoposti a dei nuovi test mnemonici e hanno riscontrato un notevole miglioramento. Gli anziani hanno ottenuto dei risultati paragonabili a quelli della fascia più giovane della popolazione, dimostrando l’efficacia del trattamento. Non si sono invece verificati dei cambiamenti quanto i partecipanti sono stati sottoposti a una finta stimolazione cerebrale. Ora il team di ricerca, guidato da Joel Voss, ha intenzione di testate la Tms per un numero maggiore di sedute e valutare la durata dei suoi effetti, oltre a verificare l’efficacia della tecnica su dei pazienti con Alzheimer in stadio iniziale. 

FONTE. SKYTG24

Categorie: Altri blog

Ambiente, lo sport diventa plastic free

People For Planet - 9 ore 49 min fa

Il ministro Costa: “ Investiamo oltre 1,5 milioni di euro e le nostre conoscenze tecniche per trasformare lo sport nel miglior testimonial ecologico e plastic free”
 
Roma, 17 aprile 2019 – Un protocollo d’Intesa tra Ministero dell’Ambiente e il Comitato Olimpico Nazionale Italiano per promuovere iniziative di sensibilizzazione su temi ambientali e sviluppo sostenibile è stato sottoscritto oggi dal Ministro dell’Ambiente Sergio Costa, dal Presidente del CONI Giovanni Malagò e dall’amministratore delegato di Sport e salute spa Alberto Miglietta.

Fonte foto Coni

“Questo accordo segna un salto di qualità nella valorizzazione della natura e della diffusione delle buone pratiche ecologiste e specificatamente plastic free su cui tanto stiamo lavorando – ha dichiarato il ministro Sergio Costa – se pensiamo alle immense potenzialità dello sport e alla grande passione e coinvolgimento che diffonde dai giovanissimi agli adulti, possiamo renderci conto che questo protocollo ci permetterà di compiere  un cambiamento potenziale di sensibilità in milioni di italiani. Un binomio vincente – ha continuato Costa – che significa diffusione di cultura sportiva e ambientale che da oggi si rafforza con l’avvio di una programmazione e condivisione delle conoscenze. Per questo – ha concluso il ministro – abbiamo investito oltre 1,5 milioni di euro che serviranno ad avviare un percorso comune, della durata di cinque anni – che spero si trasformi in una collaborazione continua tra mondo dell’ambiente e dello sport”.
 

L’accordo sancisce la collaborazione nella realizzazione di attività ed iniziative per le quali il Ministero metterà a disposizione il proprio know how di competenze specifiche e tecniche e un finanziamento complessivo di oltre 1,5 milioni di euro e avrà la durata di 5 anni.

Continua a leggere su MINAMBIENTE.IT

Fonte immagine articolo Coni

Categorie: Altri blog

Braccialetti dalle scatolette di tonno (Photogallery)

People For Planet - 14 ore 39 min fa

Si può essere eleganti indossando dei materiali di scarto?
Li abbiamo conosciuti a Fá la cosa giusta di Milano, hanno un nome strano: GnèGniRu ma creano gioielli riciclando di tutto. Sono di Enna, in Sicilia.

https://www.facebook.com/pg/GneGniRu/
https://www.etsy.com/it/shop/GneGniRu?ref=hdr_shop_menu

Foto di Angela Prati

Categorie: Altri blog

Cosa pensa Travaglio dello #SpazzaCorrotti

People For Planet - 14 ore 45 min fa

In un modo o nell’altro finisco in galera, mi tolgono tutti i soldi che ho rubato allo Stato e ai cittadini onesti e non rimetto più piede in un ufficio pubblico.
Per la giornalista il nuovo disegno di legge anticorruzione è “orribilmente definito” #SpazzaCorrotti una “roba” che le viene “difficile pure pronunciarla”.
La risposta di Marco Travaglio è da applausi.

Cosa pensa Travaglio dello #SpazzaCorrotti

Con la legge Spazzacorrotti, non c’è una sola tangente che io possa prendere passandola liscia. In un modo o nell’altro finisco in galera, mi tolgono tutti i soldi che ho rubato allo Stato e ai cittadini onesti e non rimetto più piede in un ufficio pubblico.Per la giornalista il nuovo disegno di legge anticorruzione è "orribilmente definito" #SpazzaCorrotti una "roba" che le viene "difficile pure pronunciarla”La risposta di Marco Travaglio è da applausi.

Pubblicato da Fabio Massimo Castaldo su Martedì 11 settembre 2018

Fonte immagine: Antimafiaduemila.com

Categorie: Altri blog

La società civile chiede che i 10 miliardi per gli F-35 siano spesi per welfare e sviluppo sostenibile

People For Planet - Ven, 04/19/2019 - 19:00

“Una politica di difesa ed economica orientata sul versante militare è una cosa esterna e fuorviante rispetto alle necessità attuali del Paese e dell’Europa”. Lo ha detto oggi a Roma Sergio Bassoli, coordinatore della Rete della pace, intervenendo alla conferenza stampa di presentazione del rilancio della campagna della società civile italiana contro l’acquisto degli aerei cacciabombardieri Joint Strike Fighter F-35, promossa da Rete italiana per il disarmo, Rete della pace e “Sbilanciamoci!”. “Prima che sia troppo tardi – ha affermato Bassoli – occorre cambiare i patti e la politica di difesa internazionale. In un Paese come l’Italia, è impensabile spendere altri dieci miliardi di euro per degli armamenti”. Queste somme così significative, ha precisato,“andrebbero investite in diritti umani, lotta alla povertà, lavoro e in una economia sostenibile e pulita, vera urgenza dei tempi attuali”.

Continua a leggere su VITA.IT

Fonte immagine copertina VITA.IT

Categorie: Altri blog

L’America dice addio alla cerimonia funebre: ora i funerali sono una festa

People For Planet - Ven, 04/19/2019 - 16:00

«Nessuno di noi ne uscirà vivo». Su questa lapalissiana certezza si fonda il business della californiana Alison Bossert, che dopo 17 anni passati nel mondo del cinema come organizzatrice di eventi, ha deciso di mettersi in proprio come “funeral planner”. «Non possiamo controllare come e quando moriamo», spiega Bossert, «ma possiamo dire come vogliamo essere ricordati». In altre parole: la morte è un dato di fatto, ma non è scontato il modo in cui ce ne andremo e come sarà il nostro ultimo saluto. La funeral planner con la sua Final Bow Productions (che suona più o meno “Produzioni Inchino Finale”) ha organizzato decine di eventi in cui si è arrivati a commemorare un caro estinto con folle di 300 persone, agghindate come allo stadio per il Super Bowl: con tanto di cappellini da baseball con stampato il motto del defunto, carrello degli hot-dog, bevande zuccherate e gli amici che si avvicendavano sul palco per orazioni più spiritose che tristi.

Come racconta l’Huffington Post, in un’America sempre più laica, la sobrietà della commemorazione della morte di stampo protestante, con il morto adagiato sul catafalco, accanto a una sua gigantografia, e per la “modica” cifra media di 9.000 dollari, è ormai considerata una «reliquia». Nuove forme di commiato stanno prendendo spazio. E non solo tra le star del cinema. Una nazione che si è sempre dimostrata tremendamente fragile davanti alla morte (come Hollywood ci ha ampiamente insegnato) ora si avvia a celebrare, proprio nel giorno finale, la vita facendo quello che le riesce meglio: festa. E quindi sì al cocktail sul campo da golf (con tanto di urna cineraria a forma di pallina) o al barbecue a bordo piscina in braghe corte e t-shirt invece che in abiti scuri. Bandite i violini e le Ave Maria di Schubert, nelle casse esplodono le note del rocker preferito dal defunto.

Alison Bossert è solo una, forse la più nota, tra coloro che hanno fiutato il business. Che non può che essere in crescita, dato il picco di morti che si avrà, stando alle previsioni, tra una decina di anni. Nel 2030, secondo l’Ufficio del censimento degli Stati Uniti, le persone con più di 65 anni saranno più numerose della popolazione infantile. Sette anni dopo, nel 2037, si prevedono 3,6 milioni di morti nei soli Stati Uniti: 1 milione in più rispetto al 2015. L’industria della morte a stelle e strisce si prepara ancora una volta a cambiare faccia. Lo aveva già fatto 40 anni fa, quando l’epidemia di Aids pose davanti alle imprese di onoranze funebri il problema di trovare un modo meno freddo e distaccato per preparare l’addio a tanti giovani in fin di vita. Una delle prime pellicole dedicate al tema dell’Aids, Che mi dici di Willy? (1989), con gli allora giovanissimi Campbell Scott e Mary-Louise Parker, cercava proprio di esorcizzare l’addio definitivo e lugubre all’amico morto con una folla festante finale, di sopravvissuti e morti. Così, ora, sempre più famiglie chiedono di sostituire i funerali, con tanto di bara aperta con il caro estinto pettinato e imbellettato, con cerimonie commemorative, senza il corpo ma con il ricordo di com’era.

Continua a leggere su CORRIERE.IT

Categorie: Altri blog

Niente sensi di colpa sul cioccolato (specie se fondente)!

People For Planet - Ven, 04/19/2019 - 15:00

Tempo di cioccolato. Mai come in questi giorni daremo sfogo alla nostra passione senza troppi sensi di colpa. Che si tratti di uova (come quelle confrontate dal Salvagente in questo articolo) o di tavolette è lui il predestinato protagonista dei nostri Miti Alimentari di questa settimana.

Oramai sono pronto al peccato di gola della cioccolata… o del cioccolato? Come ogni volta mi confondo e penso che siano la stessa cosa

VERO Cioccolata o cioccolato sono lo stesso buonissimo e “calorosissimo” prodotto che a Pasqua è sulla nostra tavola. Ogni anno gli italiani mangiamo quasi 5 kg di cioccolata a testa e la Pasqua rappresenta il momento più intenso del consumo, dove anche le migliori amicizie o parentele si possono intaccare davanti a un pezzo di uovo. Le parole cioccolato e cioccolata sono sinonimi anzi si è addirittura perso l’uso delle parole cioccolate, ancora usato in Sardegna, e cioccolatte altrimenti avremmo avuto per lo stesso prodotto ben quattro modi di indicarlo. Col tempo e con lo sviluppo delle varie tecniche si è poi distinta la cioccolata perché ha una consistenza liquida, da bere in tazza ed è considerata una vera e propria bevanda che rallegra chi la consuma e apporta oltre al piacere anche serenità per gli zuccheri che contiene e per le molecole benefiche che ci dona. Forse l’unico problema della cioccolata è l’eventualità di qualche macchia, ma si elimina facilmente dai vestiti con acqua e sale oppure del bicarbonato purtroppo la macchia sull’onore del nostro peso non si toglierà facilmente se si abusa della cioccolata. Invece, il termine cioccolato si è legato col tempo alle tavolette, ai prodotti solidi e compatti a partire dal cioccolato di Modica fino a quelli che oggi fanno da padrone sul mercato. Ambedue, cioccolata e cioccolato, sono prodotti a partire dalla pasta di cacao e rispetto al passato quello che è molto più abbondante è la quantità di zucchero rendendo un prodotto da considerarsi quasi un “superfood” per i benefici che offre, un prodotto da consumare con attenzione e misura per l’eccesso di carboidrati.

Se devo mangiare del cioccolato preferisco il fondente, gli altri tipi mi possono creare dei problemi anche se non gravi

VERO Spesso la cioccolata, l’uovo Pasquale in particolare, sono portatori di una cattiva reputazione che il più delle volte è irrazionale. Mangiare cioccolato crea allergie questo è un dire comune, in effetti non è proprio così perché colpevolizziamo l’ingrediente meno pericoloso, dovremmo invece fare attenzione alla cioccolata con mandorle, frutta secca, ricca di uova etc. Questi sono ingredienti allergenici a volte poco appariscenti ma molto sensibilizzanti e specie per i bambini questo rappresenta un potenziale rischio. La scelta migliore è il cioccolato fondente almeno al 70%, un limite che permette anche ai più piccoli di amarlo, oltre questa percentuale si va come dice Roy Batty “al largo dei bastioni di Orione…” dove potremmo avere delle forti criticità sensoriali che non sono superabili da tutti. Scegliere un buon fondente significa della cioccolata ricca di antiossidanti, che ci aiutano a combattere l’invecchiamento e a proteggere la pelle e questo ci pensano i flavonoidi che hanno il compito di contrastare i radicali liberi. Gli stessi polifenoli, per intenderci quello dell’olio extravergine d’oliva o del vino, del cioccolato sono importanti per aiutare il sistema cardiovascolare a prevenire gli accumuli di colesterolo o evitare l’irrigidimento delle arterie. È naturale che il cioccolato al latte, ottima alternativa sensoriale specie per i più piccoli, contiene meno sostanze protettive perché diluite dal latte e inoltre regala del colesterolo ma rappresenta una forte quota di mercato. In sintesi, se ci vogliamo bene un 30-40 g di cioccolato fondente al 70%, se di Modica ancora meglio perché non stressato troppo dalle temperature di lavorazione, e sempre che non si sia troppo sovrappeso, sono perfetti in una dieta equilibrata per darci protezione e poche calorie. A Pasqua e Pasquetta possiamo eccedere questa quota per apprezzare poi meglio le giornate di “magro” da cioccolata che seguiranno e del resto la palestra in quei due giorni è colpevolmente chiusa.

Non mangerò molta cioccolata a Pasqua per non rovinarmi i denti, ho paura che la cioccolata faccia sviluppare più carie…

FALSO In premessa è importante l’igiene orale, per cui dopo il pranzo e dopo la cioccolata di chiusura delle attività conviviali è sempre bene lavarsi i denti, ma il cioccolato è un naturale nemico della carie. La presenza dei tannini, per intenderci quelli che provocano il senso di “allappamento” della bocca, contrasta la crescita dei batteri cariogeni. Inoltre, il cioccolato contiene anche del rame fino a 3 grammi per etto, più delle ostriche e 6.500 volte la tanto di moda curcuma. Il cioccolato contiene anche tanto selenio quanto la quinoa con i suoi 8,5 microgrammi per etto, ma mangiare cioccolato è un modo per premiarsi e affrontare meglio il traffico della pasquetta o i riti familiari. Uno studio del 2018 ha dimostrato che il cioccolato al 70% fa crescere nei volontari una plasticità del cervello, una migliore sincronia, laddove sono presenti ovviamente più neuroni, un miglioramento delle capacità cognitive e una migliore gestione della memoria. Tutto questo con appena 48 grammi di cioccolato al 70% di cacao e significa un approccio positivo, un senso di benessere e anche un miglioramento della risposta immunitaria. Insomma tutto depone a fare dell’imputato “cioccolato” che però ha l’aggravante di essere ricco anche di grassi e di calorie ma il suo abuso dipende da noi e non  certo dal numero delle uova di cioccolato che saranno in casa in questi giorni. Per concludere vale la pena ricordare che la “misura della volontà di un uomo” è quando davanti all’ultimo quadrotto di cioccolato fondente egli gira le spalle e pur piangendo lo cede all’altro.

FONTE: ILSALVAGENTE.IT

Categorie: Altri blog

Ambiguità, maestra di vita

People For Planet - Ven, 04/19/2019 - 15:00

Qualche tempo fa, dietro richiesta di assistere al loro primo film horror, ho visto con due dei miei tre figli – sei e otto anni – Frankenstein Junior di Mel Brooks. Al termine, mi è parso che entrambi avessero provato un misto tra l’eccitazione dovuta alla loro prima visione e un sottile timore di essere stati furbescamente raggirati: «Papà, era davvero un film horror o no?»

Dovrebbe essere opportunamente festeggiato e ricordato il giorno in cui, perdendo la verginità sentimentale in cui sostiamo da bambini, impariamo la potenza dell’ambiguità. Questo passaggio possiamo affrontarlo solo con l’aiuto dei giganti della storia dell’arte, coloro che hanno saputo mescolare i colori – o addirittura eliminarli completamente nella celluloide della pellicola – mostrando che persino il dramma della morte e del desiderio di sottrarvisi è, per certi versi, riducibile a un losco e comico affare di Schwanzstück – il termine reso immortale dal genio di Brooks e adoperato per alludere alle enormi pudenda della creatura riportata in vita dal nipote del leggendario Dottor Frankenstein.

Il tempo a disposizione – non troppo – va utilizzato a dovere, cari figli. Piuttosto che gettarsi a capofitto a fornire dell’ennesimo significato l’immagine di cui Notre Dame che brucia dovrebbe essere metafora, meglio imparare dai classici quanto l’ansia da significanti sia il primo passo verso la noia piatta. Quando, nel 1967, mezzo mondo è impegnato a percorrere la strada netta della rivoluzione culturale, le colonne dell’arte e dell’immaginazione della storia dell’uomo vanno altrove, preferendo ancora l’ambiguità alla certezza. Tre anni più tardi De André, in totale controtendenza, inciderà La buona novella, mentre quello stesso anno Mel Brooks (ebreo) dirigerà, al suo esordio come regista, The Producers (Per favore, non toccate le vecchiette), mettendo addirittura Hitler al centro di un musical che mostri la profondissima natura farsesca del regime nazista. Capovolgendo i sistemi di riferimento e spazzando via tutte le strutture culturali esistenti si vince la nostra atavica autocommiserazione e anche la storia più tragica del ventesimo secolo appare per ciò che è: un delirante e nascosto affare di Schwanzstück.

Un decennio più tardi, Mel Brooks – ormai reso famoso nel cinema per gli sketch sui cowboy flatulenti – riuscirà a convincere addirittura David Lynch, producendo il celebre The Elephant Man. La storia deve essere davvero un torrente indefinibile e insensato se oggi possiamo assistere a Mulholland Drive, forse l’opera cinematografica che più di ogni altra indica l’impossibilità di fornire una interpretazione chiara e univoca di quanto ci appare reale, solo perché un visionario, anni prima, giocando con l’intraducibilità di Schwanzstück, acquistò il credito e il danaro sufficiente a produrlo. L’arte, infatti, riconosce sempre l’arte e Brooks riconobbe Lynch.

Cosa hanno visto, dunque, i miei figli? L’orrore della tracotanza umana o la comicità lunare di una storia surreale? “Entrambe”, ci ammaestrano i grandi classici. Questo è il loro principale insegnamento.  Solo i pigri più sprovveduti si convincono che la realtà sia sezionabile con un’accetta o che il male di cui soffriamo vanti sicuramente natali illustri. Il più della vita viene, più spesso di quanto si sia disposti a credere, da un inspiegabile e illogico caso.

Fonti

Wikipedia

www.theguardian.com

Categorie: Altri blog

Trovano una lista della spesa di 384 anni fa: ecco di cosa si aveva bisogno nel 1600

People For Planet - Ven, 04/19/2019 - 12:00

Durante i lavori di ristrutturazione milionari di una famosa casa di campagna inglese, è stata ritrovata una lettera del XVII secolo: la data riportata sul foglio di carta ben conservato recita infatti “Ottobre 1633“. Non si tratta di una semplice lettera di corrispondenza, ma di una lista della spesa: ebbene sì, l’abitudine di scrivere l’elenco dei beni da comprare era comune anche quattro secoli fa.

Questa scoperta aiuta a ricostruire qualcosa di più sulla storia della casa di campagna di Knole, una delle più belle residenze storiche di tutta l’Inghilterra, oltre a confermarci che queste antiche case custodiscono ancora più di qualche segreto…

È molto curioso ciò che è scritto: la lista della spesa non è in forma di elenco ma assomiglia molto di più ad un testo in prosa

È stata molto probabilmente scritta da un servitore, un certo sig. Robert Draper, che commissiona ad un tale Mr. Bilby compere per la casa: nella lettera si leggono termini ormai in disuso, e oggetti che oggi non farebbero certo parte di una lista della spesa. Tra questi c’è il merluzzo non salato, chiamato “Greenfish”, una zappa, dei cucchiaini in peltro, un’antica lega metallica di stagno e piombo, e una padella. 

Secondo l’UK’s National Trust, il museo che gestisce la residenza, la lista è stata scritta da un servitore abbastanza istruito, sebbene ci siano non pochi errori di scrittura. 

Durante le opere di restauro sono state rinvenute altre due lettere, una datata 1662 e l’altra 1603.

Una di queste è stata ritrovata non poco distante dalla lista della spesa, anch’essa sotto ad un pavimento. L’altra invece era nascosta nell’intercapedine di un soffitto. 

“È molto raro trovare in così buone condizioni delle lettere del XVII secolo. Questi reperti ci fanno entrare nel vivo dell’amministrazione domestica del tempo”, ha affermato Nathalie Cohen, archeologa della struttura. 

Continua a leggere su CURIOCTOPUS

Categorie: Altri blog

Il caso della pagina Facebook dell’Inps e il flop del reddito di cittadinanza

People For Planet - Ven, 04/19/2019 - 10:56

Per migliaia di italiani i risultati del tanto atteso Reddito di cittadinanza sono stati un assoluto flop. Indispettiti e in cerca di risposte, gli utenti hanno letteralmente preso d’assalto la pagina Facebook “Inps per la famiglia” dedicata alle informazioni e alle risposte sul reddito di cittadinanza, con richieste (e insulti) di ogni tipo compreso quella di chi chiede come avere il reddito lavorando in nero.

È vero, non stanno arrivando certo i 780 euro promessi, in molti casi si parla di 80-100 euro. Tanto da far scatenare gli utenti sui social network: “40 euro? Vergogna. Ragazza madre di due figli, disoccupata. Questo è l’aiuto che date”. Per non parlare della penalizzazione delle famiglie numerose, quelle con un figlio disabile o con una pensione di disabilità in famiglia.”

Il caso del Social Media Manager della pagina Inps ufficiale diventa virale evidenziando però un grave fenomeno che sta caratterizzando l’Italia e l’Italiano: la propensione a farsi troppe aspettative e l’ignoranza.

Cosa si dice in Italia? Approfondiamo:

L’account Facebook di INPS per la famiglia è diventato un caso nazionale.L’account Facebook di INPS per la famiglia è diventato un caso nazionale dopo le polemiche relative al social media manager incaricato di rispondere agli utenti. Tale addetto, vista l’altissima quantità di domande, ha cominciato a dare delle risposte molto secche agli utenti. E seppur il confine della sgarbatezza non sia mai stato valicato, il mondo social si è accorto di cosa stava accadendo reagendo in modo molto particolare. Memore delle cosiddette ‘blastate’ di Enrico Mentana e Roberto Burioni, l’account INPS per la famiglia è diventato molto popolare, attraendo anche il like di utenti che non avevano nessuna domanda da porre all’istituto; sono in linea solo per leggere le risposte del social media manager della pagina. Continua a leggere…

Fonte: ILGIORNALE.IT – Giorgia Baroncini

Gli insulti su Facebook all’Inps rivelano il problema numero 1 dell’Italia: l’ignoranza. Se ne discute da tempo, ricerche e analisi socio-demografiche sono pressoché tutte concordi: l’Italia è uno dei Paesi più ignoranti d’Europa. […] Facciamo un esempio, prendiamo un caso molto recente: con l’arrivo del reddito di cittadinanza, molti cittadini rimasti delusi dagli importi mensili accordati dall’Inps si sono riversati nella pagina Facebook “Inps per la famiglia” per protestare contro il trattamento. Sebbene i bassi importi concessi a molti beneficiari siano assolutamente corretti e derivanti da parametri scritti nero su bianco nel provvedimento di legge approvato dal Parlamento, molti cittadini, certi che avrebbe ricevuto i famigerati 780 euro mensili così tanto citati e sbandierati dal vicepremier Luigi Di Maio nel corso della campagna elettorale e dei primi mesi di governo, hanno visto le proprie convinzioni infrangersi di fronte alla realtà dei fatti. Che molti cittadini non siano in grado di comprendere un testo di legge complesso come può essere il ddl che istituisce la misura è normale e comprensibile, ma a colpire oltremodo è il modo in cui quei commenti sono stati scritti: frasi completamente sconnesse e prive di senso, verbi essere e avere utilizzati in maniera errata, scritti senza h o senza accenti, con accenti dove non dovrebbero esserci e viceversa, verbi coniugati in maniera completamente sballata anche nelle declinazioni più semplici e chi più ne ha più ne metta. Continua a leggere…

Fonte: TPI.IT – Charlotte Matteini

Reddito di cittadinanza, bufera social: “Da adesso campagna contro i Cinque Stelle”. Un esercito di delusi. Sono tanti i cittadini che stanno riversando sui social network il proprio scontento dopo aver avuto notizia delle somme destinategli dal reddito di cittadinanza. I beneficiari hanno iniziato a ricevere i messaggi di conferma della domanda da parte dell’Istituto di previdenza sociale nelle scorse ore: delle circa 800mila richieste, al momento ne sono state accettate 487.677. Sms ed email hanno dato speranza a molte famiglie italiane, almeno fino a quando non è stato noto l’importo. Cifre inferiori alle aspettative e, in alcuni casi, irrisorie dato che c’è chi si è visto assegnare 40 euro. “Come si può vivere così?”, sembra essere la domanda ricorrente. Un caso nel caso sono diventati i commenti firmati dalla pagina Inps per la famiglia che in questi giorni è stata presa d’assalto. Continua a leggere…

Fonte: REPUBBLICA.IT – Rosita Rijtano

Categorie: Altri blog

CuoreBasilicata COTTO&LUCANO: biscotti al finocchio

People For Planet - Ven, 04/19/2019 - 10:17

INGREDIENTI

500 g di farina 00
1 uovo
1 cucchiaino di semi di finocchio
1 cucchiaino di lievito per dolci
60 g di strutto (in alternativa, olio extravergine di oliva)
sale q.b.

PREPARAZIONE

Disponete la farina a fontana e aggiungete all’interno i semi di finocchio, il sale, l’uovo, il lievito, lo strutto e dell’acqua.

Impastate il tutto (aggiungendo altra acqua se necessario) fino a ottenere un panetto liscio e omogeneo. Il composto dovrà riposare per circa un’ora a temperatura ambiente, coperto da un canovaccio umido.

Nel frattempo, in una pentola portate a bollore dell’acqua che utilizzerete successivamente per la cottura dei biscotti.

Prelevate piccole porzioni di impasto che andrete a stendere in modo da ricavare dei cilindri di 1-2 cm di diametro e 20 cm circa di lunghezza. Prendete le estremità dei vostri cilindri di pasta e sovrapponetele, facendo una leggera pressione per attaccarle tra loro. Le forme da scegliere variano da quella classica del tipico tarallo fino alla tradizionale sagoma ad “8”.

Immergete delicatamente i biscotti nell’acqua bollente. Appena saliranno a galla, scolateli con l’aiuto di una schiumarola e sistemateli su un canovaccio pulito.

Disponete i vostri biscotti al finocchio su una teglia ben coperta da carta da forno. Infornateli a 200 gradi per 25 minuti circa. Una volta che avranno assunto una colorazione dorata, sfornateli e lasciateli raffreddare completamente prima di consumarli.

Leggi su CuoreBasilicata una curiosità sui biscotti al finocchio

Ricetta a cura di Federico Poletta, Gruppo di Animazione Territoriale CuoreBasilicata

Categorie: Altri blog

Ecco la prima molecola che si è formata nell’Universo

People For Planet - Ven, 04/19/2019 - 09:18

Si chiama idruro di elio ed è stata la prima molecola ad essersi formata dopo il Big Bang.

Quand’è nata, in natura, la chimica? Si potrebbe dire che, in un certo senso, che la chimica è nata con la formazione del primo legame molecolare, cioè con la prima molecola. La teoria suggeriva che questa molecola doveva essere lo ione idruro di elio, cioè idrogeno ionizzato (dei semplici protoni) che reagisce con il gas nobile elio. Questa molecola era stata osservata in laboratorio nel 1925, ma mai nello Spazio, fino a ora. Un team dell’Istituto Max Planck per la Radioastronomia di Bonn è riuscito a scoprire lo ione idruro di elio in una giovane nebulosa planetaria, chiudendo così una questione aperta da quasi un secolo. I risultati sono stati pubblicati sulla rivista Nature.

La nascita della chimica

Questa storia potrebbe cominciare, idealmente, più di tredici miliardi di anni fa, quando un giovane Universo iniziava a raffreddarsi. Era un Universo privo di metalli e composto esclusivamente da ioni di elementi leggeri: idrogeno, elio, deuterio e tracce di litio. Quando la temperatura è scesa sotto i 4000 gradi Kelvin, questi ioni hanno cominciato a ricombinarsi, con ordine inverso rispetto al loro potenziale di ionizzazione (l’energia necessaria a strappare un elettrone da un atomo). Così, lo ione elio ha acquisito un elettrone formando il primo elemento neutro in assoluto.

L’idrogeno ionizzato invece, cioè un protone, è altamente reattivo. È il più forte acido noto e tende a reagire con qualunque elemento neutro. In questo modo, si è creato il primo legame molecolare fra elio neutro e ione idrogeno, che ha formato la molecola ione idruro di elio (HeH+). Man mano che la ricombinazione degli elementi procedeva, lo ione idruro di elio si è unito ad altri atomi di idrogeno, aprendo così la strada alla formazione dell’idrogeno molecolare e a tutto l’Universo come lo conosciamo oggi.

Alla ricerca della prima molecola

Secondo le leggi della meccanica quantistica, ogni molecola emette radiazione ad una ben precisa lunghezza d’onda. Si tratta di una firma inequivocabile che permette, grazie a strumenti noti come spettrometri, di riconoscere elementi e molecole contenuti in un certo composto. Nel caso dello ione idruro di elio, questa firma si trova alla lunghezza d’onda di 0.149 millimetri.

Lo HeH+ era stato osservato per la prima volta, in laboratorio, nel 1925, ma nonostante la sua importanza per la storia dell’Universo, non era mai stato rilevato nello Spazio. “La chimica dell’Universo è cominciata con l’HeH+”, ha spiegato Rolf Güsten, coordinatore della ricerca, “e la mancanza di una sua evidenza nello Spazio interstellare è stato un dilemma per l’astronomia per lungo tempo”. Secondo modelli teorici messi a punto alla fine degli anni Settanta, quantità rilevabili di HeH+ si sarebbero dovute trovare in nebulose planetarie, formate da materiale espulso da stelle simili al Sole alla fine del loro ciclo vitale.

Effettivamente, così è stato: gli scienziati sono riusciti a rilevare tracce dello ione idruro di elio ai margini della nebulosa planetaria Ngc 7027. Questa nebulosa, un tempo una stella di massa media come il nostro Sole, si trova nella costellazione del Cigno, a tremila anni luce dalla Terra. Oggi, la nuova, giovane stella al centro della nebulosa è una nana bianca tra le più calde (190 mila gradi Kelvin) e cento volte più luminosa del Sole. Sfortunatamente, la lunghezza d’onda emessa dallo ione idruro di elio è bloccata dall’atmosfera della Terra e non può essere rilevata con i radiotelescopi terrestri.

Osservatori orbitanti: il progetto Great

Per questo motivo, i ricercatori hanno effettuato le osservazioni con un telescopio orbitante chiamato Sofia, di fatto un Boeing modificato per osservazioni ad alta quota. Su Sofia è montato uno spettrometro molto sensibile, noto come Great (German Receiver for Astronomy at Terahertz Frequencies). Questo spettrometro opera appunto nelle frequenze terahertz (1 terahertz sono 1000 gigahertz) che sono invisibili per i telescopi terrestri, a causa dell’atmosfera. Great è operativo dal 2011 ed è stato sviluppato proprio dai ricercatori dell’Istituto Max Planck per la Radioastronomia. “Grazie ai recenti sviluppi nella tecnologia terahertz è stato finalmente possibile fare delle misure molto precise in quella regione di frequenze chiamata lontano infrarosso”, ha spiegato Rolf Güsten.

Questa ricerca chiude felicemente una questione scientifica aperta da tempo, elimina i dubbi sulla nostra comprensione dei processi di formazione molecolare all’inizio dell’Universo e mostra la tendenza della natura a formare legami molecolari nonostante elementi poco reagenti come l’elio.

Riferimenti: Nature

FONTE: GALILEONET.IT

Categorie: Altri blog

Cina, chimica e fast fashion ci copriranno di rifiuti tessili

People For Planet - Ven, 04/19/2019 - 06:00

Abiti usati, la materia prima cresce in volume ma crolla la qualità. Questo in estrema sintesi lo scenario che contraddistingue oggi il second hand clothes market, il mercato degli indumenti di seconda mano. Che vale circa 4 miliardi di dollari l’anno e risente inevitabilmente delle grandi trasformazioni avvenute negli ultimi anni nel settore tessile.

Le trasformazioni del settore vengono accelerate dal boom del fast fashion – con le sue devastanti ricadute sociali e ambientali – che quest’anno ha sancito la fine di un’epoca: il 2018 sarà infatti il primo anno nel quale più della metà delle vendite di capi di vestiario e calzature avrà avuto origine al di fuori di Europa e Nord America. A rivelarlo sono gli analisti di McKinsey nel rapporto The State of Fashion 2018 secondo il quale le principali fonti di crescita del settore sono i mercati dei Paesi emergenti, soprattutto Asia-Pacifico e Latino-America.

Ma la produzione globale di abbigliamento in crescita galoppante (è raddoppiata tra il 2000 e il 2015) non è l’unica tendenza del comparto moda. Nello stesso periodo il numero medio di volte in cui un capo viene indossato prima dello smaltimento è diminuito del 36%. Un dato impressionante che, guardando alla Cina, arriva addirittura al 70%. L’altra novità riguarda i materiali: il poliestere ha infatti scalzato il cotone, diventando il tessuto più utilizzato dall’inizio del ventunesimo secolo.

Tutte grandi trasformazioni che si rivelano gatte da pelare per l’economia del tessile usato. Forniscono infatti prodotti più complicati da gestire al mercato degli indumenti destinati al riuso o a quello degli scarti da riciclare in materie prime seconde.

Continua a leggere su VALORI.IT

Foto di Couleur da Pixabay

Categorie: Altri blog

Venerdì Santo

Gela Le Radici del Futuro - Gio, 04/18/2019 - 22:47

Di tutta la settimana Santa è soprattutto il Venerdì Santo il giorno più sentito,

il vero e proprio fulcro della tradizione popolare.

In questo giorno i cristiani commemorano la Passione e la crocifissione di Gesù Cristo.

Per la Chiesa Cattolica il Venerdì santo è il giorno della morte di Gesù, non si celebreranno messe né suoneranno le campane. Esse suoneranno il giovedì per l’ultima volta e riprenderanno solo a mezzanotte durante la Veglia Pasquale in segno dell’annuncio dei Cristiani della resurrezione del Signore.

Il Venerdì viene svolta dal popolo una vera e propria Via Crucis, che ripercorre quella del nostro “Salvatore”.

Durante la mattina il Cristo, opera del 1700 interamente fatta in cuoio e cartapesta, viene portato fuori dalla Chiesa Madre fino alla Piazza del Calvario, in processione, ripercorrendo tutte le stazioni della Via Crucis.

Al Calvario ne viene mimata la crocifissione alle 12:00

Alle 15:00 si svolge la Via crucis cittadina ai piedi del calvario, tradizionalmente preparata dai giovani delle parrocchie cittadine.

Al tramonto del venerdì si assiste alla “deposizione della croce”: il simulacro viene schiodato e consegnato al sacerdote prima e ai marinai poi che, secondo l’usanza gelese, lo trasporteranno  dentro l’urna, in processione in spalla fino in Chiesa Madre senza mai poggiarlo a terra .

La figura dei marinai richiama sia il mestiere della maggior parte degli apostoli che

che al ruolo di Gela nell’antichità quale città non solo di agricoltura ma anche di mare.

Al termine della giornata il sacerdote toglie le ostie consacrate dal sepolcro che verrà lasciato aperto e vuoto per ricordare quando, “durante la notte del passaggio dell’Angelo della Morte, i Giudei si attivarono affinché nemmeno una briciola di lievito si trovasse nelle loro case.” Le ostie vengono consacrate nuovamente soltanto la notte di Pasqua.

Si ringrazia il corrieredigela.com per le foto

L'articolo Venerdì Santo proviene da Gela Le radici del Futuro.

Categorie: Altri blog

La settimana Santa a Gela

Gela Le Radici del Futuro - Gio, 04/18/2019 - 22:34

La Pasqua è la principale solennità cristiana che rappresenta la resurrezione dell’uomo dopo la morte.

A Gela, in particolare, è una festa religiosa vissuta intensamente, che coinvolge non solo le comunità ecclesiastiche o i più religiosi ma l’intera popolazione.

Le tradizioni sono tramandate di generazione in generazione.

La settimana santa si apre con la Domenica delle palme, durante la quale i fedeli in Chiesa Madre, celebrano, con i tradizionali rami di ulivo e palme intrecciate benedetti durante la messa, l’entrata trionfale di Gesù a Gerusalemme. Questa è l’unica domenica di Quaresima in cui il sacerdote è vestito di rosso.

Il Mercoledì Santo ricorda il processo di condanna a morte di Gesù: le statue del Cristo e dell’Addolorata sono portate nella Chiesa del Rosario dove i cittadini si recano per il rito del “Bacio dei piedi”. La processione è accompagnata dalle litanie, antichi canti struggenti delle “Lamentazioni”e cori bassi.

Il Giovedì Santo è il giorno della “Lavanda dei piedi”.

Si ricorda l’Ultima cena in cui Gesù si china umilmente a lavare i piedi ai suoi discepoli ricordandoci di essere semplici e umili coi nostri fratelli in ogni momento.

Le statue sacre vengono portate per le vie del centro storico Federiciano, fino in Chiesa madre, dove vengono infine deposte.

Le chiese della città rimangono aperte fino a notte tarda.

Ogni chiesa prepara il sepolcro in svariati modi. Tradizionalmente si soleva deporre, il giorno del mercoledì delle ceneri del grano su uno strato di bambagia su cui veniva lasciato  germogliare, al buio e al caldo.

Una volta pronto e legato con dei nastri rossi, veniva quindi posizionato sugli altari per simboleggiare l’uscita alla luce del Cristo.

Anticamente anche le campane delle chiese venivano legate per sottolineare che non avrebbero più suonato fino alla mezzanotte del sabato santo. Vengono spente tutte le luci nelle chiese ad eccezione di quella del sepolcro.

Il Venerdì Santo si ricorda la passione, la crocifissione e la morte di Gesù. Le statue in processione sono portate fuori dalla Chiesa Madre fino al Calvario. La processione è accompagnata dalle “Litanìe” delle donne addolorate. Poi giunti al Calvario, il Cristo è spogliato e messo in croce e l’Addolorata vien posta accanto a Gesù. I fedeli si raccolgono in preghiera in religioso silenzio.

La sera la statua di Gesù viene portata in spalla dai marinai gelesi, seguita dall’Addolorata, per tutto il centro storico fino a giungere in Chiesa Madre e vi fa rientro alle 22.30.

Il Sabato Santo è il giorno in cui la Chiesa ci invita ad aspettare con la Madre di Gesù, la Resurrezione.

Già dalle prime ore del mattino i fedeli si recano in Chiesa Madre per il funerale del Signore e per la sua sepoltura.

Intorno alle 11:00 il simulacro viene estratto dall’urna e riposto sotto l’altare dove verrà coperto. Poi, l’Addolorata viene posta sopra lo stesso altare. La sera si celebra nelle chiese la Veglia Pasquale che culmina a mezzanotte con l’esaltazione della resurrezione di Gesù.

La Domenica di Pasqua è il culmine dei festeggiamenti.

Si ringraziano il corrireredigela.com e gelacittadimare.it per le foto.

L'articolo La settimana Santa a Gela proviene da Gela Le radici del Futuro.

Categorie: Altri blog

Azienda vietnamita produce cannucce dall’erba invece che dalla plastica

People For Planet - Gio, 04/18/2019 - 19:00

L’imprenditore vietnamita Tran Minh Tien proprietario dell’azienda “Ong Hut Co” che produce cannucce biodegradabili fatte con l’erba,  ha condiviso il suo innovativo processo di produzione in un video online pubblicato la settimana scorsa.

Per fare le cannucce, Tien raccoglie un tipo specifico di erba chiamata Lepironia Articulata o “Carice grigio” che cresce spontaneamente nelle zone umide del Vietnam. Questo tipo di erba è perfetta per le cannucce perché hanno un gambo cavo e sono molto lunghe.

Per ottenere le cannucce vegetali, prima viene lavata l’erba e tagliata in tubi lunghi 20 cm. Successivamente, l’erba viene pulita più a fondo, dentro e fuori, prima di essere impacchettata in fasci di foglie di banano.

Questo è un ottimo prodotto per ridurre i rifiuti di plastica ed è un esempio perfetto che dimostra che i nostri moderni comfort non devono necessariamente essere fatti di plastica. Sfortunatamente, Ong Hut Co sta ancora vendendo il prodotto solo all’interno del Vietnam, ma sperano di espandersi presto.

Continua a leggere e guarda il video su NONSOLOANIMALI.COM

Fonte immagine copertina NONSOLOANIMALI.COM

Categorie: Altri blog

Verde pubblico, a Milano è record di giardini e aiuole curati da condominii e aziende

People For Planet - Gio, 04/18/2019 - 16:00

Ci sono i milanesi che piantano alberi e seminano aiuole davanti al portone di casa e ci sono le grandi aziende che sì, anche per una questione di immagine, si coccolano piazze e piazzole davanti alla propria sede. Milano sta sbocciando in questi giorni e il merito è anche dei privati, piccoli e grandi mecenati del verde che si prendono cura di fazzoletti di città. In circa dieci anni di sperimentazione, gli accordi di collaborazione e sponsorizzazione siglati sotto l’etichetta “Cura e adotta il verde pubblico” sono passati da 50 a 504, più 900%, per un totale di 288.290 metri quadrati di aree verdi.

Tra le prossime zone che rifioriranno c’è piazzale Cadorna, dove l’area compresa tra Foro Buonaparte, via San Nicolao e via Carducci sarà inaugurata fra una settimana: il restyling, finanziato da Luxottica la cui sede si affaccia proprio in quell’angolo un po’ spostato rispetto alla stazione, prevede un cambiamento radicale: via i camminamenti al centro dell’aiuola, che stava diventando una mini discarica di rifiuti, e panchine spostate verso l’uscita della metropolitana.

Terminata lo scorso weekend la semina dei papaveri rossi lungo lo spartitraffico di viale Monza – grazie a un progetto promosso da City Art in collaborazione con Fondazione SoutHeritage per l’Arte Contemporanea e Open Design School – ora si sta lavorando in piazza della Scala, per replicare quanto già fatto lo scorso anno in piazza Duca d’Aosta, davanti alla Centrale: il progetto, ideato dall’agenzia di comunicazione Zack Goodman in collaborazione con il Comune e con ManpowerGroup si chiama seMiniAmo e cambierà volto al cuore della città. Elaborato dall’architetto Marco Bay, punterà, nell’anniversario dei 500 anni dalla morte di Leonardo da Vinci, a ricordarne la passione botanica: fiori e piante tra le più amate ridaranno vita, colore e profumo alla piazza. Allontanandosi dal centro, sono appena iniziati i lavori di riqualificazione del parco Franco Russoli di via Carlo Bo, vicino alla sede dell’università Iulm. Diecimila metri quadrati che saranno completamente rimessi a nuovo, grazie ad un’operazione finanziata da Italgas, con verde, giochi per bambini e attrezzature per fare sport all’aria aperta.

Continua a leggere e guarda la gallery su MILANO.REPUBBLICA.IT

Categorie: Altri blog

Notre-Dame, si muove anche il mondo dei videogiochi

People For Planet - Gio, 04/18/2019 - 15:00

L’incendio di Notre-Dame ha scosso il mondo. Negli ultimi giorni i messaggi diretti alla Francia e ai francesi hanno invaso i social network. Ma i gesti di solidarietà non sono stati soltanto virtuali. Anzi, dal virtuale si sono catapultati nel mondo reale come è accaduto alla Ubisoft. La nota azienda di videogiochi ha deciso infatti donare 500.000 euro per partecipare alla ricostruzione della cattedrale.

La Ubisoft, inoltre, regalerà Assassin’s Creed Unity per PC. Gli appassionati di questo storico gioco, potranno scaricarlo gratuitamente su Uplay e dallo Store di Ubisoft. L’offerta è valida per una settimana. Un gesto carico di significato, soprattutto perché Assassin’s Creed Unity è ricordato nella storia dei videogames come uno degli sforzi più grandi da parte dei programmatori Ubisoft. Nel 2014 l’episodio venne girato nella Parigi della Rivoluzione Francese.

Immaginate di poter anche salire sui monumenti, sui tetti di Parigi, di poter entrare nei vicoli più bui o nei palazzi più sfarzosi e assistere in prima fila alle decapitazioni dei nobili che li abitavano. Immaginare ora non serve più, almeno per i possessori di una console da gioco “next gen”“. Questa la recensione dell’epoca sul Messaggero.

Sulla pagina ufficiale che parla dell’iniziativa, Ubisoft sottolinea: «Dopo quanto successo alla cattedrale di Notre-Dame di Parigi, vogliamo offrire ai giocatori di tutto il mondo la possibilità di rivevere la maestosità di questo luogo Assassin’s Creed Unity su PC»

FONTE: ILMESSAGGERO.IT

Categorie: Altri blog