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Claudio Misculin, fondatore dell’Accademia della Follia a Trieste

People For Planet - 5 ore 30 min fa

Claudio Misculin  fondò nel 1992 il gruppo teatrale Accademia della Follia, legata ai principi della riforma promossa dallo psichiatra Basaglia, del quale fu a lungo un collaboratore.

https://www.facebook.com/jacopofoalcatraz/videos/427678181530109 Jacopo Fo

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Black Box: la piramide della dieta volumetrica

People For Planet - 7 ore 29 min fa

Torniamo a parlare con la Dottoressa Lucia Bacciottini, biologa e nutrizionista, per approfondire il concetto di alimentazione sana. Linee guida per un pasto tipo.

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Video di Martina De Polo e Alex Scorza

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Tè: antinfiammatorio naturale per l’autunno. La ricetta

People For Planet - 9 ore 30 min fa

Dal canale YouTube Cecilia Sardeo scopri la ricetta di un delizioso antinfiammatorio naturale, perfetto per l’autunno ma ottimo in tutte le stagioni. Cosa serve:

  • Coriandolo;
  • Chiodi di garofano;
  • Zenzero;
  • Pepe nero;
  • Citronella o limone;
  • Cannella.
Fonte: Cecilia Sardeo

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Nizza, 70enne decapitata in strada. “Terrorismo”

People For Planet - 12 ore 32 min fa

Non trova pace la Francia, già in ginocchio per l’esplosione dei casi di coronavirus. Un nuovo attacco, e nuovamente con un coltello, è avvenuto questa mattina, intorno alle 9, nella cattedrale Notre Dame nel centro di Nizza, in Avenue Jean-Medecin. Lo riporta Nice Matin, mentre Cristian Estrosi, sindaco della città, ha già diffuso su Twitter le prime immagini parlando di un attacco terroristico. Una donna di 70 anni sarebbe stata decapitata in strada – con una modalità purtroppo già vista a Parigi contro un insegnante – e altre due persone uccise. Numerosi i feriti, che l’assalitore avrebbe colpito al grido di “Allah Akbar”.

Il ministro dell’Interno francese Gerald Darmanin ha fatto sapere che la polizia ha transennato la zona. Alcuni testimoni parlano di un’irruzione da parte delle forze dell’ordine, che avrebbero aperto il fuoco dentro la chiesa.

Un uomo è stato arrestato finora, ferito e bloccato dalla polizia: sembra che abbia agito da solo e ora si trova in ospedale. La tv francese parla tuttavia di un secondo uomo in fuga. “L’autore dell’attentato, mentre veniva medicato dopo essere stato ferito dalla polizia, continuava a gridare senza interruzione Allah Akbar”, ha raccontato il sindaco Estrosi.

Il primo ministro francese, Jean Castex, impegnato nell’Assemblea nazionale per illustrare i dettagli del nuovo lockdown annunciato in Francia, ha raggiunto precipitosamente sul luogo il ministro dell’Interno, Gérald Darmanin. In arrivo anche il presidente Emmanuel Macron.

Ne approfitta la destra xenofoba. “Dobbiamo smetterla di combattere solo il terrorismo, ma rivolgerci anche contro l’ideologia che lo arma, ovvero l’islamismo. Certamente c’è un legame con le minacce ricevute dall’estero, ma non abbiamo mai agito in modo diplomatico, per esempio contestando alla Turchia la presenza nella Nato, o interrogandoci sui nostri legami con il Qatar, che finanziano e sostegno questa ideologia”, ha commentato Marine Le Pen.

Parigi: ragazzo decapita il prof per strada. Aveva mostrato le vignette di Charlie Hebdo Attentato contro Charlie Hebdo. 4 feriti. Migliaia di bimbi bloccati

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L’evasione fiscale italiana si combatte nel Liechtenstein

People For Planet - 14 ore 30 min fa

E’ ciò che pensano molte compagnie assicurative europee che operano nel nostro Paese in Libera Prestazione di Servizi (LPS) all’interno dello Spazio Economico Europeo (SEE). Ed in particolar modo, quelle del Liechtenstein, considerato, ricordiamolo, l’ultimo paradiso fiscale europeo.

Dopo l’euforia dello scorso decennio, dovuta principalmente alla concessione dei due scudi fiscali e che aveva portato ad un vero e proprio boom delle polizze assicurative di diritto del Liechtenstein stipulate da nostri connazionali che dovevano “sistemare” fiscalmente i loro risparmi, si assiste da un po’ di tempo ad un rinnovato interesse per il mercato italiano da parte delle compagnie del piccolo Principato. 

Secondo dati del 2018 del FMA, l’Autorità di Vigilanza del Mercato Finanziario del Liechtenstein (in altri termi l’equivalente della nostra Consob e Ivass), l’Italia ha rappresentato nel 2016 il maggior mercato per le compagnie assicurative del Principato con il 20,5% dei premi sottoscritti pari a circa 660 milioni di euro.

Purtroppo tale interesse per il mercato italiano non è a costo zero.

Attenzione però perchè il sistema finanziario del Liechtenstein sta vivendo un  serio problema di sopravvivenza.

E non parlo solo delle compagnie assicurative. È notizia di qualche settimana fa la messa in liquidazione coatta amministrativa della Union Bank di Vaduz da parte della FMA.

 Ma secondo un articolo del quotidiano zurighese Tages Anzeiger (, almeno altre 5 banche sulle 13 ancora in attività sarebbero a rischio di chiusura.

Circa il 50% delle banche di quel piccolo paese che, nelle sue casseforti detiene una bella fetta della evasione fiscale dei nostri concittadini.

Tornando alle compagnie assicurative del Liechtenstein, negli ultimi anni si sono registrati alcuni scandali che la FMA ha cercato di limitare ricorrendo a misure estreme e, per certi aspetti, inusuali.

Dopo il fallimento, cosi come riportato dal sito della FMA, della Gable Insurance nel 2017, infatti, vi è stato il caso di Sikura Life (comunicato stampa FMA allegato), posta in liquidazione nel 2020, il cui portafoglio è stato trasferito coattivamente alla Quantum Leben .

Prima ancora, nel 2019 (comunicato stampa FMA allegato), il trasferimento coatto dei portafogli della Wealth Assurance e Valorlife alla Youplus Assurance (ex Skandia FL).

Tutte le compagnie citate erano, ed alcune lo sono ancora, attive in Italia.

Il caso più eclatante è certamente quello di Sikura Life, il cui proprietario, come riportato sempre dal Tages Anzeiger, è stato posto agli arresti nel mese di Dicembre 2019.

Sarebbe stato accertato anche il comportamento scorretto del distributore italiano delle polizze di Sikura Leben, la A1 Life spa di Bergamo, che visti anche i precedenti problemi creati a Quantum Leben, è stato di fatto bandito dal Liechtenstein. E’ stato infatti accertato una commistione tra i vertici di Sikura Life e il broker per la spartizione delle provvigioni anticipate dalle società assicurative a danno di alcuni riassicuratori.

Ma perché il mercato italiano è così interessante per le compagnie del Liechtenstein?

Due motivi fondamentali:

  • la relativa “semplicità” della normativa di casa nostra riguardo la distribuzione dei prodotti rispetto a quella, più rigida, di paesi come la Germania, l’Austria e la Svizzera. Infatti, le normative che regolano il settore assicurativo nei tre paesi citati impongono alle compagnie notevoli restrizioni e limiti al pagamento di provvigioni per la distribuzione. 

 Insomma nel nostro paese i venditori-squali guadagnano di più e sono controllati di meno.

  • la grande disponibilità di risparmio degli italiani. Oltre 1400 miliardi tra conti correnti e depositi vincolati senza considerare il deposito di contante (cassette di sicurezza e l’iconico materasso) provenienti dalla evasione fiscale, il vero bacino di approvvigionamento per questi prodotti, che dovrebbe aggirarsi intorno ai 180 miliardi !

E’ notizia di qualche giorno fa che un’altra compagnia assicurativa del Liechtenstein, PrismaLife sta per sbarcare sul mercato italiano. Anche in questo caso, si tratta di una compagnia che sta affrontando una grave crisi legata alla contrazione del mercato tedesco, nel quale essa opera esclusivamente dopo l’abbandono dei progetti per i mercati svizzero, austriaco. Come riportato dal sito tedesco MLM News *, specializzato nella denuncia di frodi finanziarie, PrismaLife corre il rischio di dover ripagare buona parte delle polizze stipulate negli anni scorsi da contraenti tedeschi per gravi irregolarità contrattuali.

Se ciò fosse accertato dalle autorità tedesche, ci sarebbe il rischio di collasso della solvibilità di PrismaLife, visto che gli indici di riferimento per le compagnie assicurative richiesti dalla direttiva Solvency II (l’equivalente dell’accordo di Basilea che valuta la solidità delle banche) sono in caduta libera negli ultimi anni nonostante il sospetto che per salvare il salvabile, il management di PrismaLife abbia già “scontato” un elevato numero di polizze da collocare sul mercato italiano nel calcolo degli indici richiesti da Solvency II che risulterebbero, pertanto, edulcorati.

Per PrismaLife il tentativo di entrare nel mercato italiano potrebbe rappresentare dunque l’ultima spiaggia prima del baratro.  

La reputazione di PrismaLife, cosi come riportato sempre da MLM News, era già stata compromessa negli anni passati visto che dal 2015 la stessa è soggetta ad una supervisione particolare da parte della FMA con divieto di distribuire gli utili d’esercizio.

Altra anomalia nella governance di PrismaLife è legata al controllo di fatto della compagnia da parte del broker tedesco (AFA), che di fatto monopolizza anche la distribuzione dei prodotti PrismaLife in Germania. Un’anomalia a cui AFA sta cercando porre rimedio dismettendo quote di capitale ad una compagnia assicurativa tedesca, Barmenia, di cui è già il maggiore distributore.

Insomma, una catena di conflitti di interesse che produce quantomeno qualche perplessità sulla malagestio della compagnia in cui ultimamente, secondo fonti riservate interne alle compagnie del piccolo stato alpino, si e’ accasato un importante manager che ha già contribuito alla messa in liquidazione di Sikura Life .

Ma a cosa devono fare attenzione i risparmiatori italiani?

Non ci si può confondere. I prodotti assicurativi distribuiti in LPS in Italia hanno tutti le stesse caratteristiche: unit linked con costi di distribuzione e di gestione altissimi. Un totale pari mediamente al 15% dell’importo affidato in gestione!!

Un gap impossibile da recuperare per il risparmiatore visto l’andamento dei mercati borsistici e monetari.

A meno che lo stesso non abbia altri motivi: evasione fiscale?

Quindi, senza alcuna eccezione, tali prodotti servono ad arricchire solo le reti di distribuzione, molto spesso basate sul sistema multi-level marketing.

E PrismaLife non farà eccezione.

Grazie a tali meccanismi, infatti, le compagnie in LPS non hanno bisogno di accantonare elevate quote di capitale proprio, visto che il rischio di mercato grava sui contraenti.

In ogni caso, mi chiedo: per quale motivo i risparmiatori italiani dovrebbero sottoscrivere tali prodotti, cosi poco redditizi e tralaltro emessi da soggetti a rischio?

A volte per combattere l’evasione fiscale basta poco. Quel poco che spesso sembra tanto per la inutile commissione bicamerale banche.

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“Siamo in pandemia, basta uscire per i gratta e vinci”: la scelta del tabaccaio di Lodi

People For Planet - 15 ore 45 min fa

“Si avvisa la gentile clientela che dalle ore 18.00 la Tabaccheria Musicale sospenderà la vendita di Gratta e Vinci. Siamo nel bel mezzo di una pandemia, i bar e i ristoranti chiudono alle 18 quindi non vedo perché la gente debba uscire per comprare quelle m**** di Gratta e Vinci. Pace e amore”.

È con questo post via Facebook che Davide Invernizzi, titolare della Tabaccheria musicale a Lodi, in pieno centro, ha comunicato la decisione di porre fine a quella che definisce un’ingiustizia: “ho pensato da subito fosse ingiusto il poter vendere gratta e vinci, qualcosa di davvero superfluo in un momento come questo, quando i bar non potevano nemmeno fare un caffè”. Qualcosa di ‘superfluo’, il cui consumo, tuttavia, è cresciuto esponenzialmente durante la pandemia, “credo che il consumo dei gratta e vinci sia addirittura aumentato durante la pandemia, in 5 anni che sono qui non ho mai venduto così tanti gratta e vinci come in questo periodo“. Un trend che aggrava un quadro che era preoccupante già prima del Covid: il gioco d’azzardo patologico (Gap), riconosciuto come disturbo psichiatrico nel 1980 dall’American Psychiatric Association (Apa) e a tutti gli effetti una ‘dipendenza sine substantia’, non dovuta quindi a molecole chimiche esogene, come ad esempio alcol o tabacco, in Italia interessa oltre 1,3 milioni di persone, di cui solo il 10%, circa 12mila persone, è in cura.

La scelta del giovane lodigiano si aggiunge al gesto di solidarietà di Cristina Cerato, titolare della omonima tabaccheria di piazza dell’Assunta in frazione Castelrosso di Chivasso. La donna ha deciso di chiudere il locale alle 18.00, al pari dei bar e ristoranti. “Ci sono categorie che sono state prese in giro e in questo momento credo che il commercio abbia bisogno di unità – ha dichiarato la titolare – io oggi lavoro e il mio vicino no, ma domani rischio di non lavorare nemmeno io. Queste imposizioni non permettono di lavorare ma se muore il commercio muore tutto”.

Commercianti uniti come mai accaduto, forse, nella storia del paese. “Sono 5 anni ormai che ho acquistato la tabaccheria, è diventata praticamente la mia seconda casa e ovviamente questo è il periodo più brutto che sto affrontando e se guardo ai prossimi mesi un po’ di paura c’è”, ammette Davide Invernizzi, ma la paura non gli ha impedito di provare solidarietà nei confronti dei colleghi e di esercitare un po’ di senso civico nei confronti della collettività. A luglio l’Unione Italiana Tabaccai era pronta ad andare in tribunale per via del recesso operato dalla Società Lotterie Nazionali che aveva modificato il contratto in modo unilaterale.

Leggi anche:

18:00

A che gioco stiamo giocando?

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Elezioni Usa: volete saperne di più su Trump, le fake news e l’America? Guardate queste due serie tv

People For Planet - 16 ore 45 min fa

Forse avete già visto “Sfida al presidente – The Comey Rules” e “The Loudest Voice – Sesso e Potere”, entrambe su Sky.  Altrimenti, guardatele o, se non avete Sky, perlomeno leggete qui di cosa parlano, è istruttivo anche solo saperlo. 

La più recente è: “Sfida al presidente-The Comey Rules”, in onda da un paio di settimane. Basata sul libro “A Higher Loyalty” dell’ex direttore dell’Fbi James Comey, licenziato da Trump, racconta dal suo punto di vista il turbolento rapporto di Comey (interpretato da Jeff Bridges) e Trump (Brendan Gleeson) prima durante la campagna elettorale del 2016, segnata dalle interferenze russe e dalla vicenda della mail di Hillary Clinton (quando era segretario di Stato, usò il suo account privato per spedire mail “governative” invece di quello dell’amministrazione, più sicuro e protetto), poi nei primi mesi della presidenza Trump.

Tanto Trump lodava l’onesta e l’indipendenza del capo dell’Fbi quando questi indagava sulle mail della Clinton, tanto ha sparato a zero su di lui, una volta eletto, perché Comey si permetteva di non insabbiare le indagini sul ruolo dei russi nella sua vittoria.

Al di là della fin troppo evidente autoassoluzione di Comey (molto pasticciata la sua conduzione delle indagini sulle mail: prima aperte, poi chiuse, poi riaperte a dieci giorni dal voto e richiuse a tre giorni dalle elezioni, quando il danno ormai era fatto), quello che risalta è la immane arroganza di Trump, il suo volere intorno non collaboratori ma esecutori, il suo disprezzo per le più elementari regole che sono alla base del corretto funzionamento di una democrazia come quella americana. Parla del 2016, ma è ancora più attuale oggi, a poche ore dalle elezioni 2020.

È in onda da parecchi mesi, ma per chi non l’avesse vista “The Loudest Voice – Sesso e Potere”, sempre su Sky, è da non perdere. La serie è ideata da Tom McCarthy (per intenderci l’autore e regista de “Il caso Spotlight”) ed è interpretata da un supercast che comprende, tra gli altri, Russel Crowe (il protagonista), Sienna Miller e Naomi Watts.  Racconta la storia vera di Roger Ailes, predatore sessuale seriale e fondatore della tv conservatrice Fox News, che grazie a lui è diventata il canale all news più potente d’America, più della Cnn.

Sessualmente era l’alter ego tv di Harvey Weinstein, il produttore hollywoodiano: alle sue prede prometteva benevolenza se “ci stavano”, annientamento professionale se lo respingevano. Quando finalmente una delle sue vittime lo denuncia, scoppia lo scandalo, e il padrone della rete, Rupert Murdoch, è costretto a licenziarlo.

Il ruolo di predatore sessuale di Ailes è esplorato dettagliamente anche nel film “Bombshell”, con Nicole Kidman, Charlize Theron e Margot Robbie.

Ma l’aspetto che qui ci interessa è quello politico-giornalistico.

Già consulente per i media di Nixon, Reagan e Bush senior, conservatore estremo con sfumature sempre più reazionarie, Ailes fonda il successo di Fox su una intuizione semplice. I principali canali tv via cavo Usa sono liberal: puntiamo sull’altra metà della popolazione, quella conservatrice, ancora senza voce. Per farlo con successo basterà fare la voce più grossa (The loudest voice del titolo), ma anche spararle più grosse di tutti.

E così Fox diventa sempre più urlata, faziosa, ballista, senza alcun ritegno né deontologia professionale.

È Fox a gonfiare le prove inesistenti che giustificano l’attacco all’Iraq, è Fox a sparare a zero su Obama accusandolo di essere musulmano, ed è sempre Fox a alimentare la propaganda contro la “corrotta” Hillary e a pompare in ogni modo campagna presidenziale di Trump.

Una serie magnifica, che ci dice molto sulla realtà americana, ma anche sulla nostra.

Guardando la storia di Fox News, capofila del “nuovo modo di fare informazione” in chiave conservatrice, si capisce a chi si sono ispirati personaggi come Mario Giordano o Pietro Senaldi, o giornali come “Libero”.

La verità conta ben poco: grida, urla, fai casino, lancia accuse a vanvera, fai titolo privi di qualsiasi senso giornalistico, ma che colpiscono il tuo lettore, lo convincono di ciò di cui è già convinto.

Perché, come dice Roger Ailes: “Non vogliono essere informati, vogliono “sentirsi” informati”.

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Effetti del Dpcm in due settimane | ‘Fatti alterati e realtà distorta’ | Milano: da 1° gennaio stop fumo a pensiline, parco e stadio

People For Planet - 18 ore 5 min fa

Corriere della Sera: Germania, «chiusura light» dal 2 novembre per 30 giorni Merkel: «Misure severe»;

Il Giornale: ‘Fatti alterati e realtà distorta’ Bomba mediatica su Crisanti;

Il Manifesto: Sánchez lancia la patrimoniale «Più fondi per sanità e lavoro»;

Il Mattino: Lockdown, De Luca allo scontro con Conte: «Dove sono medici e infermieri?»;

Il Messaggero: Milano, dal primo gennaio vietato fumare alle fermate del bus, al parco e allo stadio;

Ilsole24ore: Quanto manca davvero al vaccino anti-Covid, dietro la corsa agli annunci? – Sintomatici e non: ecco chi va in quarantena e chi fa il tampone – Brusaferro: «Il Covid torna a colpire gli anziani»;

Il Fatto Quotidiano: Emiliano chiude tutte le scuole della Puglia. Dati – 24.991 nuovi contagi con 200mila test. Milano, “qui non c’è più posto negli ospedali”;

La Repubblica: Francia, lockdown almeno fino al 1° dicembre. Macron: “Sommersi da epidemia, urge freno” video;

Leggo: Bambina scomparsa a Brescia: il teschio ritrovato nei boschi è della piccola Iuschra. Il padre: «Ora so che è davvero morta» FOTO;

Tgcom24: Conte: effetti del Dpcm in due settimane, false voci lockdown imminente | Boccia: impugnativa immediata per chi lo aggira | Germania verso lockdown “leggero”;

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Questo (non) c’entra niente – film presentato da Daniela Rosi

People For Planet - Mer, 10/28/2020 - 18:00

Daniela Rosi, presidente e direttore artistico del LAO, un progetto che ha come scopo la ricerca, il sostegno e la promozione degli artisti outsider, ci presenta il film: questo (non) c’entra niente il film del regista Marco Rauzi.

https://www.facebook.com/jacopofoalcatraz/videos/783372389130170 Jacopo Fo

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Jacopo Fo presenta il V Festival dell’Outsider Art e dell’Arte Irregolare

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La nuova vita dello Pneumatico Fuori Uso

People For Planet - Mer, 10/28/2020 - 16:00

Lo sapevate che gli asfalti per le strade miscelati con gomma riciclata dai pneumatici fuori uso (PFU) sono più durevoli degli asfalti tradizionali? Tre volte più durevoli!
Pavimentazioni, campi da gioco, piste ciclabili, la gomma riciclata dai pneumatici ha tantissime applicazioni possibili.
Siamo andati a conoscere un’azienda italiana leader nel settore molto innovativa, Ecopneus.

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Covid-19, ci sono cibi che possono proteggerci?

People For Planet - Mer, 10/28/2020 - 15:27

C’è stata molta disinformazione sulla relazione tra COVID-19 e il cibo, e per questo motivo l’European Food Information Council ha stilato un interessante vademecum per rispondere ai dubbi di molti, sospinti spesso da cattiva o parziale informazione.

Esistono alimenti che “potenziano” il sistema immunitario contro covid-19?

Al momento non ci sono prove convincenti che qualsiasi alimento o modello dietetico possa “potenziare” il nostro sistema immunitario e prevenire o trattare covid-19. Ci sono diversi nutrienti (rame, acido folico, ferro, selenio, zinco e vitamine A, B6, B12, C e D) che svolgono un ruolo importante nel nostro sistema immunitario. In genere si consiglia di seguire una dieta sana ed equilibrata ricca di frutta e verdura crudi, che ci permetta di ottenere questi nutrienti attraverso il nostro cibo.

Oltre a mangiare sano, essere fisicamente attivi, ridurre lo stress e dormire a sufficienza aiuterà anche a sostenere il normale funzionamento immunitario.

I modi certi per prevenire l’infezione restano le buone pratiche igieniche, il distanziamento sociale e l’isolamento per chi è in quarantena. Per ulteriori informazioni su come proteggersi dal covid-19, qui i suggerimenti dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS).

Invece qui si trovano ulteriori suggerimenti su come rimanere in buona salute mentre si è in isolamento a causa del coronavirus.

Esistono integratori che “potenziano” il sistema immunitario contro covid-19?

Attualmente non ci sono prove né indicazioni sulla salute approvate dall’UE che qualsiasi integratore possa “potenziare” il nostro sistema immunitario e prevenire o curare le infezioni virali, come covid-19. Dovremmo tenerlo ben presente quando valutiamo le informazioni che affermano il contrario. Quel che possiamo fare è: assicurarci di soddisfare le nostre esigenze di vitamine e minerali con una dieta sana ed equilibrata, che dovrebbe fornire tutti i nutrienti necessari di cui abbiamo bisogno. In caso di difficoltà specifiche nel soddisfare le esigenze dietetiche, gli integratori possono essere utilizzati per aggiungere nutrienti alla nostra dieta.

È possibile prendere covid-19 mangiando cibo?

L’Autorità europea per la sicurezza alimentare ha dichiarato che attualmente non ci sono prove che il covid-19 si trasmetta attraverso il consumo di cibo. Comunque, sebbene sia improbabile che il virus venga trasmesso attraverso alimenti contaminati, si raccomandano sempre buone pratiche di sicurezza alimentare per ridurre al minimo il rischio di malattie di origine alimentare. Quando maneggi o prepari il cibo, assicurati di:

·        Aver lavato le mani per 20 secondi con sapone prima e dopo aver preparato o mangiato il cibo

·        Coprire la bocca e il naso con un fazzoletto o la manica quando tossisci o starnutisci e ricordati di lavarti le mani dopo

·        Lavare frutta e verdura prima di mangiarle

·        Disinfettare superfici e oggetti prima e dopo l’uso

·        Tenere separati i cibi crudi e quelli cotti per evitare che i microbi nocivi dei cibi crudi si diffondano negli alimenti pronti da mangiare

·        Utilizzare utensili / taglieri diversi per cibi crudi e cotti per prevenire la contaminazione incrociata

·        Cuocere e riscaldare gli alimenti a temperature adeguate (≥72 ° C per 2 minuti)

 Covid-19, allo studio l’efficacia dell’Artemisia Studio Uk: “Vitamina D protegge da Covid-19”

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Covid-19: nuovi strumenti per combattere la disparità e l’isolamento

People For Planet - Mer, 10/28/2020 - 14:00

A cura di Mario Piccirilli, Educatore Professionale Coordinatore del Centro Diurno Tasso – ASSCOOP (cooperativa aderente al CONSORZIO INDACO)

Che uno dei problemi associati alla malattia mentale sia una difficoltà di interazione con gli altri, che – anche a causa dello stigma mai scomparso nei confronti di queste persone – sfocia in una tendenza all’isolamento, è ormai risaputo, e spesso ribadito.

Questo problema è stato ulteriormente amplificato dalla situazione di emergenza legata alla pandemia in corso. La necessità di ricorrere al lockdown per contrastare il più possibile la diffusione del virus ha ridotto all’improvviso le opportunità di interazione diretta tra tutti noi, e questo isolamento forzato si è andato ad aggiungere a quello che da sempre caratterizza i soggetti con disturbi mentali.

Come in moltissimi settori di attività, anche nel nostro ci si è adoperati per mantenere, o meglio ristabilire, i contatti con i propri utenti attraverso l’uso degli strumenti informatici, mettendo a punto progetti ad hoc di cui si sono definiti modalità di funzionamento e contenuti. Questo si è dimostrato senz’altro prezioso per molti, che hanno potuto mantenere il contatto continuo con i servizi di appartenenza e gli educatori di riferimento.

Tuttavia, un numero significativo di utenti in carico ai Centri di Salute Mentale non disponeva degli strumenti, sia tecnologici che culturali/cognitivi, necessari a fruire di questa nuova forma di servizio. Di conseguenza, anche all’interno di uno stesso gruppo di pazienti questo fattore ha finito per dare origine a un nuovo divario tra due sottogruppi, uno dei quali, più svantaggiato, si è trovato ancora più isolato.

Per mantenere in essere in tutti i casi i vari progetti educativi personalizzati (PTRP), durante il periodo del lockdown, parallelamente all’impiego di strumenti di comunicazione a distanza si sono adottate misure specifiche per chi non era in grado di utilizzarli o di padroneggiarli sufficientemente.

Continua a leggere su www.sogniebisogni.it

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Sarò come tu mi vuoi, ma non lasciarmi

People For Planet - Mer, 10/28/2020 - 11:00

Che cosa succede quando la ragione dice che stiamo vivendo un rapporto malsano eppure si ha troppa paura per chiuderlo?

Come si possono fare compromessi estremi con se stessi pur di ricevere una telefonata o uno sguardo di considerazione?

È quello che succede in un rapporto d’amore basato sulla dipendenza affettiva.

Lo amo e lo odio allo stesso tempo. Lo odio perché non so stare senza di lui, solo l’idea mi terrorizza e lo amo perché basta un suo sguardo per farmi sentire speciale”

Questo dice la donna imprigionata in una relazione straziante, come quella tra un narcisista e una dipendente affettiva.

La dipendenza affettiva è una dinamica relazionale malsana tra due persone, in cui entrambi i partner sono contemporaneamente vittime e carnefici. La relazione è intrisa di oppressione, controllo e paura, mascherati da premura, gesti carini e costante disponibilità. Ma in realtà l’obiettivo è mantenere il controllo sull’altro.

Tendenzialmente sono di più le donne a rimanere vittime della dipendenza affettiva, questo non vuol dire che non possa accadere anche a un uomo. Le donne sono più soggette a questo tipo di problema relazionale e affettivo a causa di un retaggio culturale che vede la donna estremamente dipendente dall’uomo, schiacciata da etichette sociali che identificano la ricerca di un compagno come l’unica via per la felicità. Fino a non molto tempo fa la donna era considerata un essere fragile che non può affrontare la vita da sola e purtroppo in maniera velata questo messaggio ancora trapela attraverso i modi di dire, le favole, l’educazione ricevuta e i messaggi dei social media.

Con dipendenza affettiva si vuole indicare una relazione improntata sulla dipendenza reciproca: l’uno non può stare senza l’altro. La mancanza provoca un senso di vuoto e di angoscia pervasiva, quasi come in una sorta di crisi di astinenza da sostanze stupefacenti.

Il concetto principale è che la persona con dipendenza affettiva non riesce a mettere a fuoco i propri bisogni se non in virtù di quelli del partner. All’altro viene attribuita un’importanza tale da annullarsi completamente. Tutto gira intorno alla persona amata, ma proprio tutto. Per il dipendente è importante solo cosa pensa, desidera e fa il partner. 

Esattamente come ogni forma di dipendenza la persona non può pensare neanche di allontanarsi dal suo oggetto d’amore. Ha sempre bisogno di sentirsi connessa ad esso in qualsiasi modo possibile.

Anche a costo di rinunciare ai propri bisogni, alla propria autonomia ai propri desideri e al proprio tempo. Tutto passa in secondo piano, anche il lavoro, gli amici, gli impegni e la propria famiglia.

Il dipendente affettivo è estremamente compiacente verso il partner al quale dà la totale priorità.

È importante precisare che in un rapporto d’amore è normale dare priorità al partner e sentirlo al centro dei propri pensieri e desideri. Il che vuol dire che possiamo considerare normale un certo grado di dipendenza tra gli amanti soprattutto in fase di innamoramento. Tale dipendenza in questo caso è finalizzata a fortificare un senso di intimità e di passione. Ma con il passare del tempo, quando il rapporto si consolida e diventa forte, la dipendenza gradualmente si riduce potendo fare affidamento sulla stabilità del rapporto. Ma questa sana evoluzione delle fasi d’amore non accade nel caso della dipendenza affettiva: in cui la libertà di scelta e di movimento è minacciata dalla paura di essere abbandonati.

Il dipendente affettivo non si sente libero di scegliere e di muoversi nel mondo perché non riesce a tollerare neanche il minimo rischio di potersi allontanare dal partner per paura di perderlo e per paura di non essere più ricambiato.

Il più delle volte il partner del dipendente affettivo è un narcisista che manipola e accentra tutte le attenzioni su di sé. Un partner narcisista è un compagno estremamente egoista che come un vampiro succhia tutto l’amore e le energie che il dipendente gli può dare.

Pertanto una relazione d’amore improntata su questo modello è estremamente disadattiva e problematica. E nel tempo porta solo all’infelicità. I partner non si incentivano a vicenda, non si stimolano a coltivare interessi, a fare esperienze di crescita personale perché hanno troppa paura di perdere un fedele consorte disposto a tutto.

L’emozione di sottofondo a tutto questo è quindi la paura, la paura di perdersi, di perdere la certezza della presenza del partner che è vissuta come unica fonte di salvezza da una sensazione di vuoto.

In questi rapporti quindi l’amore si paga a caro prezzo.

“Tante volte non sono uscita con le mie amiche per stare con lui e vederlo.” “Se sapevo che dovevamo vederci avevo l’ansia di tornare il prima possibile per non fare tardi all’appuntamento. A volte sceglievo addirittura di non fare nient’altro se non aspettare il momento in cui ci saremmo visti.”

Il dipendente affettivo è come il satellite che gira intorno al pianeta, non può smettere di ruotare intorno, ma in questo modo perde totalmente di vista sé stesso.

E più il dipendente si annulla per dare priorità all’altro, più crescerà il suo senso di insicurezza e fragilità. Due elementi che non faranno altro che contribuire ad alimentare la dipendenza dal partner.

Il senso di vuoto che il dipendente sente dentro di sé è continuamente alimentato dal rapporto di dipendenza affettiva.

È come dire: più la mia vita si focalizza su un’unica persona, più sarò terrorizzata di perdere quella persona, perché perderla in qualche modo vuol dire perdere tutta la mia intera vita.

Come è possibile rompere questo copione?

Il dipendente affettivo purtroppo non ha nessuna stima in sé stesso e nelle proprie capacità e questo contribuisce ad aumentare il potere del narcisista, le cui attenzioni sono l’unica cosa che lo fanno sentire speciale e di valore.

Può interrompere questo sentimento di dipendenza così forte proprio iniziando a dare valore a sé, a quello che pensa, a ciò che desidera e che vorrebbe fare. Altro problema da scardinare è la paura di essere abbandonati che è alla base di questo copione malsano.

“Avevo paura che se fossi uscito con gli amici lei avrebbe pensato che io non l’amavo abbastanza. A volte me lo ha anche detto, se preferisci uscire con loro allora puoi fare a meno di me, non mi ami veramente.”

Queste non sono frasi d’amore, ma sono frasi manipolatorie, che è necessario imparare a riconoscere.

Queste frasi hanno l’obiettivo di indurre senso di colpa nel “dipendente” che ha la colpa di aver sentito il desiderio di coltivare qualcosa senza l’amato.

Ecco che quindi il dipendente sotto il peso della paura è del senso di colpa si piega e prende le forme dei desideri dell’amato “Sarò come tu mi vuoi basta che non mi lasci”.

Mettere in dubbio questa forma di amore è il primo passo. L’amore quello vero è un sentimento generoso di affetto che si nutre del bene dell’altro, se io amo qualcuno voglio il suo bene e posso tollerare che si allontani da me sapendo che quando ritornerà condividerà quella soddisfazione e questo ci renderà ancora più ricchi e forti.

Una volta messo in discussione questa forma di amore è importante lavorare sul senso di vuoto che si avverte nel momento in cui l’amante si allontana o minaccia di allontanarsi.

La paura molte volte può lasciare pietrificati e dà la sensazione di non essere in grado di muoverci. Ma se iniziamo a riconoscere e a coltivare le nostre risorse quel vuoto esistenziale inizierà a riempirsi di auto-stima.

È necessario che diventi importante anche quello che penso io, quello che io sento, quello che io desidero fare a prescindere dal mio partner.

La dipendenza affettiva può essere metaforicamente rappresentata da uno zoppo che si appoggia totalmente a un altro per camminare. È ovvio che sia spaventato che l’altro se ne vada con il rischio di cadere in terra. Ma solo correndo tale rischio lo zoppo potrebbe scoprire che in realtà le sue gambe lo sostengono perfettamente e può camminare anche da solo. Un rapporto d’amore sano può essere visto come due persone che sono entrambe in grado di camminare, ma che scelgono di farlo una accanto all’altro, mano nella mano, offrendosi sostegno e calibrando il passo l’uno con l’altro per il piacere di fare il viaggio insieme.

Dr.ssa Ilaria Fontana – Psicologa clinica, psicoterapeuta. www.ilariafontana.com

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Il report della Caritas: a Milano 9mila impoveriti da Covid

People For Planet - Mer, 10/28/2020 - 10:20

Sono quasi 9mila gli impoveriti da Covid che si sono rivolti ai centri di ascolto della Caritas Ambrosiana nelle diocesi di Milano nei tre mesi del lockdown. Sono per lo più donne, immigrati, hanno un’età compresa tra i 35 e i 54 anni e una bassa scolarità. Un terzo di loro non è stato in grado di soddisfare le necessità familiari più elementari, dalla spesa alimentare al pagamento di bollette e affitti, per via di una cassa integrazione insufficiente o erogata in ritardo. È quanto emerge da una proiezione di un’indagine contenuta nell’ultimo rapporto “La povertà nella Diocesi ambrosiana” che è stato presentato oggi, 28 ottobre, nel corso di un incontro on line.

Chi sono

Le donne sono il 59,3%, gli immigrati il 61,7%. La fascia di età maggiormente rappresentata è quella tra i 35 e i 54 anni (58,4%). La maggioranza (55%) è costituita da coniugati, da persone con bassa scolarità (62,9%). I disoccupati rappresentano il 50%, gli occupati il 34%.

I lavoratori più colpiti sono quelli impegnati nei settori della ristorazione (lavapiatti, camerieri), dell’ospitalità (custodi, cameriera ai piani) e della cura alla persona (colf e badanti).

Cosa ha fatto la Caritas di Milano

Come già in passato (si pensi all’emergenza dei profughi siriani in Stazione Centrale nel 2017) la presenza della Caritas sul territorio e la conoscenza dei problemi legati all’area milanese, si è rivelata essenziale per prestare soccorso in maniera pronta e mirata, grazie alla collaborazione di nuovi volontari giovani, Comuni ed enti come la Protezione Civile e la Croce Rossa Italiana. Nei tre mesi del lockdown, il sistema di welfare della Caritas Ambrosiana ha offerto:

  • pasti a domicilio a 18.092 persone, dispositivi sanitari
  • igienizzanti a 5.564 famiglie
  • supporto psicologico a 359 soggetti deboli
  • assistenza per la didattica a distanza a 359 alunni e studenti
  • pc e strumenti informatici 98 doposcuola parrocchiali

“In vista di nuove chiusure che si profilano per contenere la nuova ondata di contagi – ha osservato Luciano Gualzetti, direttore della Caritas Ambrosiana – dovremo rivedere il sistema di aiuti”. Altrimenti, avverte Gualzetti, la crisi sociale esploderà in maniera conflittuale. E i disordini di questi giorni sono solo un assaggio.

Per conoscere i progetti della Caritas Ambrosiana, questo è il link.

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Olive verdi in salamoia. La ricetta della mamma

People For Planet - Mer, 10/28/2020 - 09:00

Dal canale YouTube Franceska Chef ecco come realizzare una delle ricette più tradizionali della nostra cucina!

Una ricetta da fare in famiglia in queste giornate autunnali per assicurarsi di avere le scorte in dispensa per tutto l’anno! Cosa serve:

  • 7 KG olive verdi;
  • 5 lt acqua;
  • 500 g sale;
  • Peperoncino rosso;
  • Aglio;
  • Alloro;
  • Semi di finocchio.
Fonte: Franceska Chef

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Decluttering: le tecniche per sbarazzarsi del superfluo e rinascere

People For Planet - Mer, 10/28/2020 - 07:00

Abbiamo oggetti acquistati perché in quel momento ci sembrava non poterne farne a meno e vestiti mai indossati che ci sembravano calzare a pennello, finché non abbiamo fatto una seconda prova davanti allo specchio di casa.

Nel caso degli indumenti, modificarli o riciclarne anche una parte non è sempre semplice, richiede tempo e fantasia; buttarli direttamente sarebbe uno spreco inconcepibile e, oltre tutto, non ci piace che finiscano nel bidone dell’indifferenziato. Potremmo regalarli o donarli. Potremmo.

Le soluzioni ci sono ma a volte è come se il nostro cervello si bloccasse. Ogni tanto ci verrebbe voglia di riempire semplicemente decine di sacchi della spazzatura e lanciare tutto dalla finestra. Ci sentiremmo liberi. Ed è proprio questo il punto: tutto ciò che nella nostra vita è superfluo ci incatena, ci rende schiavi, occupa il nostro spazio vitale.

La soluzione si chiama “decluttering”e punta a stimolare un ritorno all’essenziale come stile di vita. Anche le regole del feng shui ci svelano moltissimo di tutti questi aspetti. Negli ultimi tempi poi, con l’aumentare della sensibilità verso il tema del riciclo e del riuso, si sono moltiplicate anche le occasioni e le app dedicate al baratto e l’abbigliamento è uno dei settori che va per la maggiore.

Facciamo spazio a nuovi oggetti e nuove esperienze

Compriamo, compriamo, compriamo. E poi facciamo fatica a buttare. Senza arrivare a soffrire di un disturbo da accumulo, moltissime persone acquistano oggetti per i motivi più svariati e poi non riescono a separarsene, indipendentemente dal valore economico. Gli spazi si riempiono, spazi mentali compresi, e allora occorre compiere un grande sforzo per selezionare ciò che davvero serve.

La regola generale è smettere di comprare cose superflue “di pancia” o come compensazione emotiva. Anche perché accumulare significa non trovare mai ciò che serve al momento opportuno. Gli oggetti e i vestiti in eccesso sono zavorre che spesso si conservano come feticci del nostro passato ma non ci fanno bene. Sbarazzarcene significa lasciare spazio a nuove emozioni, nuova libertà, nuove idee, incarnate da nuovi oggetti o semplicemente da quello stesso spazio ritrovato.

Il metodo KonMari e il Feng Shui

Marie Kondo nel 2011 ha pubblicato un manuale, “Il magico potere del riordino” in cui proponeva un metodo diventato persino oggetto di una serie tv seguitissima.

Il fatto che esistano “consulenti del riordino” è sintomatico di quanto nel mondo troppi individui siano schiavi del consumismo. In realtà, ognuno di noi può scegliere una sua tecnica di decluttering. Ad esempio, basta dividere in cesti o scatole gli oggetti selezionando quelli da tenere, da riciclare, da buttare e da donare. Proprio l’idea del donare e di fare del bene (riducendo quindi gli sprechi) può essere una buona molla per iniziare.

L’antica arte cinese del Feng Shui ci insegna che tutto ciò che ci circonda emana energie – positive e negative – che influenzano la quotidianità. Un ambiente “intasato” di oggetti influisce in maniera negativa, ci affossa, ci spinge verso il basso. Ecco allora alcune regole degli esperti:

1 – Non bisogna trovare spazio in casa, bisogna cambiare comportamento
2 – Siate onesti con voi stessi: se ammettete quali oggetti sono superflui non avrete rimpianti lasciandoli andare
3 – Circondatevi soltanto di ricordi positivi
4 – Focalizzatevi sul rendere casa vostra ospitale agli occhi di chi entra
5 – Insegnate il decluttering ai bambini, circondateli del necessario, non del surplus
6 – Cose vecchie, danneggiate, doppie, mai utilizzate: riparatele se potete, poi datele via
7 – Fate in modo di avere intorno soltanto cose di cui avete bisogno adesso (non ieri e non domani)

Abbigliamento, riciclo, baratto e app

L’accumulo di capi di abbigliamento è il tasto dolente per molte persone.

Molti brand famosi invitano a lasciare nei punti vendita i capi usati in cambio di buoni sconto o punti fedeltà. In alternativa si possono conferire i capi nei contenitori appositi che si trovano lungo le strade e che consentono di recapitarli ad aziende che si occupano di riciclarne le varie parti o le fibre, o di donarli. La donazione può anche essere diretta se si individuano parrocchie o enti che si occupano di donare i capi in buono stato ai bisognosi.

Intanto, si moltiplicano anche le app che consentono di vendere o scambiare oggetti e vestiti. Una volta c’era soltanto eBay, oggi abbiamo talmente tante possibilità a portata di click che è impossibile ricavare un elenco completo: il Marketplace di Facebook; l’italiana XTribe in cui si può aprire una vetrina di oggetti da vendere; ArmadioVerde dedicata all’abbigliamento usato; SwapParty, che prende il nome dagli incontri nel mondo reale tra amici o conoscenti in cui ci si scambiano vestiti; per l’abbigliamento griffato ci sono app e siti Web dedicati come Vestiaire Collective e DePop. Infine, mai sottovalutare le potenzialità dei mercatini vintage delle nostre città e di catene come Mercatopoli che sull’arte del riuso basano la propria attività.

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Napoli, l’Ospedale del Mare è al collasso | Le banche iniziano a ridurre i prestiti | Prorogati stop a licenziamenti

People For Planet - Mer, 10/28/2020 - 05:25

Corriere della Sera: Fontana: no condizioni per nuovo lockdown. Ma è allarme dai pronto soccorso lombardiSala: «Ancora 15 giorni per evitare chiusure»;

Il Giornale: Come tuffarsi sulla pensione prima che la “divori” il Covid;

Il Manifesto: La cultura si ribella al nuovo lockdown per cinema e teatri;

Il Mattino: Napoli, l’Ospedale del Mare è al collasso: pazienti Covid «isolati» con le tendine;

Il Messaggero: Francia in lockdown per un mese. Scatterà alla mezzanotte di giovedì «Ma sarà più flessibile del primo»;

Ilsole24ore: Così Erdogan guida la rivolta dell’Islam contro la Francia;

Il Fatto Quotidiano: Le banche iniziano a ridurre i prestiti. Enria (Bce): “Enormi rischi da esplosione crediti malati”;

La Repubblica: Venezia, la cena è alle 5 del mattino per aggirare il dpcm. E c’è anche il sindaco;

Leggo: Roma, scontri e cariche in centro: fiamme e bombe carta: 16 fermati. Fischiati i manifestanti Foto Video;

Tgcom24: Dal Cdm via libera al decreto Ristori | Prorogati stop a licenziamenti e cassa;

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Augusto Tretti – La legge della Tromba

People For Planet - Mar, 10/27/2020 - 18:00

Il film è del 1962 e racconta la storia di Celestino e quattro amici che tentano di rapinare gli addetti al trasporto dei valori di una banca. Girato con pochissimi mezzi il film è esilarante e magico, un sogno comico denso di storie, assolutamente geniale. Un film vero, opera di un regista capace come pochi di scardinare i meccanismi del potere.

Augusto Tretti – La legge della Tromba

Augusto Tretti – Le legge della tromba. Il film è del 1962 e racconta la storia di Celestino e quattro amici che tentano di rapinare gli addetti al trasporto dei valori di una banca. Girato con pochissimi mezzi il film è esilarante e magico, un sogno comico denso di storie, assolutamente geniale.

Pubblicato da Jacopo Fo su Venerdì 2 ottobre 2020 Jacopo Fo

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Perché la Sirenetta Ariel ha la coda verde?

People For Planet - Mar, 10/27/2020 - 16:00

Giallo, nero, verde, viola, analizziamo cosa significano i colori dei vestiti di alcuni dei principali personaggi Walt Disney.

Per vedere l’infografica più grande clicca qui

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Rifiutare di indossare la mascherina è un comportamento collegato a disturbi antisociali: lo studio

People For Planet - Mar, 10/27/2020 - 15:46

Un gruppo di scienziati brasiliani ha collegato la resistenza alle misure di prevenzione per contrastare il Covid-19, come l’invito a indossare la mascherina, a tratti di personalità antisociali.

Questo studio, condotto in America Latina, ha visto il coinvolgimento di oltre 1.500 persone di età compresa tra 18 e 73 anni.

Utilizzando un questionario, gli scienziati hanno cercato di identificare la risonanza affettiva dei partecipanti, cioè il loro impulso ad agire sui sentimenti suscitati da un’altra persona.

Il sondaggio ha anche chiesto informazioni sull’osservanza alle misure di contenimento previste per arginare la diffusione del Covid-19 e, una tra queste, è stata la domanda sull’utilità dei dispositivi di protezione, come indossare la mascherina.

I risultati

Tra le persone intervistate, sono stati identificati due profili: un profilo di tipo antisociale, resistente alle misure di sicurezza anti-Covid, e l’altro più empatico.

Il profilo antisociale era collegato a punteggi più alti nelle domande sulla personalità relative a “insensibilità, inganno, ostilità, impulsività, irresponsabilità, manipolatività e assunzione di rischi“, tratti antisociali che, osserva lo studio, “sono tipicamente presenti nelle persone con diagnosi di disturbo di personalità”

Questo gruppo aveva anche punteggi più bassi nella risonanza affettiva.

Secondo gli studiosi, “attraverso screening che dimostrano un’elevazione in questi tratti, è possibile effettuare interventi mirati ad una maggiore consapevolezza e conseguente rispetto delle misure di contenimento“.

Infatti, sebbene si siano svolte proteste in tutto il mondo per quanto riguarda l’uso della mascherina, la loro efficacia continua a essere dimostrata in un numero crescente di studi.

Un rapporto internazionale pubblicato su Lancet, che ha analizzato i dati di 172 studi in 16 paesi, ha rilevato che indossando la mascherina c’è solo il 3% di possibilità di contrarre il Covid-19.

Allora perché molte persone sono ancora convinte che la pandemia sia un complotto e continuano negare l’efficacia delle misure di prevenzione?

Fonte: The Independent

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