Recensioni libri e film

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Come diventare ecologicamente pazzi ovvero storia di un’ecologista barbona.

Carissimi,
come avete gia' avuto modo di notare dalle pubblicita' di questi giorni di Cacao, siamo al secondo numero di Ecotecno, una nuova rivista (su carta!) che viene allegata a Modus Vivendi, pubblicazione bimestrale dei Verdi che parla di ecologica della scienza, della natura e degli stili di vita.
Il primo numero di Ecotecno e' stato dedicato alla rivoluzione delle ecotecnologie, nel secondo numero abbiamo affrontato il problema dell’energia nucleare con tutti i rischi che essa comporta.
Ecotecno e' anche una rivista divertente, con articoli e rubriche dedicati al benessere e all’umorismo.
In uno di questi articoli, che vi proponiamo questa settimana, abbiamo portato all’estremo la coscienza ecologista. Che cosa accade se anche il risparmio energetico diventa integralismo? Quante volte ci siamo sentiti in colpa perche' ci siamo dimenticati una luce accesa o abbiamo bevuto, per sbaglio, un bicchiere di quella bibita gassata scura che viene dall’America? Ma davvero si può essere ecologisti sempre e ovunque? E facendo ciò si riesce a mantenere una certa salute mentale? Giudicate voi.
Buona lettura.

Jacopo ECOTECNO numero 2 Centrali NucleariCome diventare ecologicamente pazzi ovvero storia di un’ecologista barbona.

di Gabriella Canova

Basta, ho deciso, divento ecologista integralista. E’ inutile chiacchierare tanto di ambiente, lotta allo spreco, salvare la terra… se poi non si entra nel privato, se poi non si abbraccia totalmente e fortemente la coscienza ambientalista.
Tocca non far soffrire il mondo con le nostre scelte scellerate.
Comincio da subito: mi informo, basta con lo shopping selvaggio… oddio non che io sia proprio una da shopping selvaggio.. anzi.. con il mio stipendio e' tanto se riesco a nutrirmi e a pagare l’affitto, ma senz’altro ci sara' ancora da limare qua e la'.
Cominciamo dai consumi energetici: le lampadine a basso consumo? Celo. La ciabatta elettrica, quella con le prese multiple per spegnere il led del televisore e dello stereo? Celo.
Si'… pero' per consumare ancora meno elettricita' potrei non guardare la televisione e non ascoltare musica. Cosi' il risparmio e' proprio totale. Posso leggere un libro! Che mi fa anche bene! Si'.. però se leggo fino a tardi la luce artificiale la consumo uguale… ok, si legge solo finche' c’e' la luce del giorno, quella e' gratis, poi a letto presto e ci si alza alle prime luci dell’alba! Che d’estate vado anche bene.. per l’inverno poi ci penso eh?
Magari d’inverno mi procuro un bel pannellino solare per l’abat jour, oppure un sacco di candele! Che fanno anche tanto romantico! Si'.. però le candele me le faccio io, in casa, cosi' spendo meno, e le profumo con le essenze che mi faccio da me prendendo i fiori che trovo qui intorno. Si'.. però anche accendere il gas e' proprio uno spreco e inquino pure e cosi' ingrasso le lobby del petrolio, ma posso usare la stufa a legna per scaldarmi casa e cucinare, cosi' prendo due piccioni con una fava!
Si'... però la stufa non posso mica alimentarla con la legna comprata che poi cosi' muoiono un sacco di alberi e io non voglio essere responsabile della deforestazione del pianeta.. ok, la legna me la raccolgo da me, in giro per le colline, prendo solo quella secca proveniente da alberi morti da tempo, possibilmente suicidi.
Ohhh, e la parte consumi l’abbiamo sistemata.
I riduttori di flusso per il risparmio idrico?, celo (li vendo pure ci mancherebbe che non ce li avessi!). Si'.. però lo stesso di acqua, onestamente, ne spreco tanta, da adesso in poi ogni volta che faccio la doccia mi infilo in una tinozza e cosi' recupero l’acqua e ci innaffio i fiori... si' però mica posso innaffiare i fiori con l’acqua saponata, piena di shampoo e bagnoschiuma.
Shampoo e bagnoschiuma? Ma siamo matti!!! Basta coi detersivi che inquinano mari e fiumi!
Prendo degli avanzi di sapone Marsiglia, e li metto in un contenitore con acqua calda. Poi sbatto bene ed ecco il mio detersivo, shampoo, bagnoschiuma fatto in casa. Ogni volta che mi serve basta una rimescolata. Si'.. però mica serve tutto sto sapone sempre.. in realta' basta strofinarsi bene con acqua e una spugna di quelle dure, come diceva quel libro? Strigliarsi, certo “strigliarsi” con l’acqua rigorosamente fredda d’estate, e appena tiepida d’inverno che sennò si consuma…
Dovrei avere da qualche parte ancora una di quelle spazzole che Pia usava per i cavalli…
Ok, e risolto il problema dell’acqua della doccia, poi quella della pasta la uso per lavare i piatti e quella che rimane dai piatti? Magari la bevo…
Fine della prima puntata…

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Eureka! 101 strane storie al limite della scienza (seconda puntata)

Eureka 101 strane storie di scienzaCarissimi,
questa settimana vi proponiamo altri due brani tratti dal libro “Eureka! 101 strane storie al limite della scienza” di Mark Pilkington.
101 racconti di scienza che fu, scienza che avrebbe potuto essere, scienza che non avrebbe dovuto essere e scienza che potrebbe ancora essere...
Buona lettura!

Per acquistare il libro direttamente online http://www.commercioetico.it/libri/nuovi-mondi-media/eureka.htm

Harmonic 33: la griglia internazionale
Nel 1952, la vita del pilota neozelandese Bruce Cathie cambiò per sempre.
Dal porto di Manukau dell’area metropolitana di Auckland osservò estasiato una luminosa luce bianca, accompagnata da una più piccola luce rossa, che “compiva manovre che nessun veicolo noto tra quelli fabbricati dall’uomo poteva compiere a quell’epoca”. Cathie aveva visto il suo primo UFO.
Mettendo a confronto tutte le informazioni che pote' trovare sull’argomento, Cathie scopri' le opere dell’ufologo francese Aime' Michel il quale, all’inizio degli anni Cinquanta, aveva suggerito che gli Ufo viaggiassero per il mondo seguendo linee rette situate tra specifiche coordinate di rotta degli aerei. La teoria aveva perfettamente senso per Cathie, che era un pilota, e iniziò quindi a tracciare “traiettorie di volo” sulla Nuova Zelanda. Ben presto riusci' a elaborare un complesso sistema a griglia radiale sopra l’intero paese. Gli Ufo, tuttavia, venivano avvistati in tutto il mondo: era quindi tempo di ampliare il raggio d’azione.
La chiave del mistero emerse il 29 agosto 1964, a 3.904 metri di profondita' nell’oceano a ovest di Capo Horn, quando la macchina fotografica subacquea della nave oceanografica Eltanin catturò uno strano oggetto. Descritto da un giornale neozelandese come qualcosa dall’aspetto “simile a una complessa antenna radio”, l’oggetto Eltanin era proprio quello che Cathie stava cercando: un radiofaro di navigazione alieno. Usando una sfera di plastica, pote' allineare precisamente la griglia neozelandese e quella tracciata dall’“antenna”: ora aveva la sua griglia globale. Ma non si fermò qui.
“Finalmente”, scrisse Cathie nel 1994, “dopo anni di lavoro, scoprii di poter formulare una serie di equazioni armoniche le quali, se unificate, indicavano che l’intera realta' fisica era in pratica rivelata da una complessa struttura di forme d’onda tra loro interconnesse. Ho a poco a poco scoperto che i valori delle armoniche potevano essere applicati a tutte le branche della ricerca scientifica e alla teoria atomica”.
In una serie di libri, a partire da “Harmonic 33” (1968; Armonica 33), Cathie riscrisse le regole dello spazio-tempo; calcolò che le bombe atomiche potevano essere detonate soltanto in un “tempo specifico in relazione alle geometrie del sistema solare” e migliorò persino la teoria della relativita' di Einstein per creare l’Equazione di Campo Armonica Unificata, E = [c +??(1/c)] c2, la quale, in parole povere, dimostra che “l’intera creazione e' luce”.
Cathie aveva ormai fatto ampiamente decollare le sue teorie delle armoniche, ma aveva tralasciato un’informazione cruciale: nel 1971 l’oggetto Eltanin venne identificato come un sottile esemplare eretto di Cladorhiza concrescens – una spugna marina.

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La frequenza della paura

Vi siete mai chiesti che rumore fa un fantasma? Il defunto ingegnere inglese Vic Tandy potrebbe averlo scoperto.
All’inizio degli anni Ottanta, Tandy lavorava in un laboratorio che si occupava di progettazione di attrezzature mediche.
Tra il personale iniziò a diffondersi la voce che i laboratori potessero essere infestati dagli spiriti, cosa che Tandy attribui' al costante sibilo che proveniva dalle macchine salvavita presenti nell’edificio. Una sera, stava lavorando da solo nel laboratorio quando iniziò a sentirsi decisamente a disagio, colto da sudori freddi mentre gli si rizzavano i peli sul collo. Si convinse di essere osservato.
Poi, con la coda dell’occhio, Tandy notò un’inquietante forma grigia che si stava lentamente materializzando, ma quando si voltò per guardarla, la forma era scomparsa. Terrorizzato, se ne andò diritto a casa.
Il giorno dopo Tandy, appassionato di scherma, notò che una lama di fioretto serrata in una morsa vibrava su e giù a grande velocita'.
Scopri' che le vibrazioni erano causate da un’onda sonora stazionaria che rimbalzava tra le pareti del laboratorio e raggiungeva un picco di intensita' al centro della stanza. Calcolò che la frequenza dell’onda stazionaria fosse di circa 19 Hz, e scopri' poco dopo che veniva prodotta da un ventilatore recentemente installato.
Quando il ventilatore venne spento, l’onda sonora scomparve.
La chiave del problema e' la frequenza: 19 Hz si trovano nella banda nota come infrasuono, al di sotto della banda percepibile dall’udito umano, che comincia a circa 20 Hz. Tandy apprese che le basse frequenze in questa regione possono colpire gli animali e gli umani in parecchi modi, provocando disagio, capogiri, sguardo annebbiato (perche' i bulbi oculari stanno vibrando), iperventilazione e paura, che può portare ad attacchi di panico.
Un’indagine più recente ebbe luogo in una presunta cantina stregata di un pub (risalente al XIV secolo) a Conventry, nel Warwickshire, dove molte persone riferivano da molti anni di esperienze terrificanti, compresa l’apparizione di una spettrale signora grigia. Anche qui Tandy scopri' un’onda stazionaria di 19 Hz, aggiungendo cosi' ulteriore peso probatorio alla sua teoria.
Nel 2006, le idee di Tandy sono state contestate dai ricercatori Jason Braithwaite e Maurice Townsend, i quali hanno suggerito che probabilmente sono le forze elettromagnetiche (forse indotte dalle vibrazioni degli infrasuoni) a essere responsabili del fenomeno, più che l’infrasuono.
Tuttavia, e' interessante sottolineare un interessante parallelo: gli zoologi hanno riscontrato che, prima di un attacco, la tigre emette un ruggito con frequenze di circa 18 Hz, le quali potrebbero servire a disorientare e paralizzare le vittime predestinate prima di farne un sol boccone.

Eureka! 101 strane storie al limite della scienza
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Sherlok Holmes e i cinque semi d’arancia

audiocd con libro full color soundCarissimi,
questa settimana vi presentiamo due nuovi audiolibri della Full Color Sound.
Il primo e' un racconto di Sir Arthur Conan Doyle: “Sherlok Holmes e i cinque semi d’arancia”, letto da Francesco Pannofino sulle musiche dei Trichorde.
Il secondo riporta alcuni brani di Giovanni Verga, tratti da “Rosso Malpelo”, “La Lupa” e “La roba”, letti da Antonio Catania sulle musiche di Benedetto Marcello, Modest Musorgsky e Camille Sant-Saens.
Ogni audiolibro ha all’interno un libretto con il testo del racconto e alcune informazioni su lettori e musicisti.
Come dicevamo, il cd con il racconto di Arthur Conan Doyle e' letto da Francesco Pannofino, attore e doppiatore. Sua la voce italiana di George Clooney, Denzel Washington e Antonio Banderas…
Vi invitiamo quindi a scorrere le righe più sotto pensando che a leggerle sia uno di questi tre.. a scelta.
Buona lettura e buon ascolto!

Per ascoltare un breve estratto da Sherlock Holmes clicca qui
Per acquistare gli audiolibri online http://www.commercioetico.it/dvdvhscd/full-color-sound.htm

Sherlock Holmes e i cinque semi d’arancia

Quando do un’occhiata alle mie note e ai miei appunti sui casi che Sherlock Holmes risolse tra il 1882 e il 1890, me ne trovo davanti talmente tanti dalle caratteristiche strane ed interessanti che diventa difficilissimo decidere quali scegliere e quali tralasciare.
Alcuni, comunque, hanno gia' riscosso popolarita' attraverso la stampa, altri, invece, non hanno messo in risalto quelle qualita' peculiari che il mio amico possiede in sommo grado, e che sono ciò a cui i giornali sono interessati.
Altri ancora inoltre hanno disorientato la sua abilita' analitica, e sono simili a dei racconti con un inizio ma senza una fine, mentre altri ancora sono stati solo parzialmente chiariti, ed hanno trovato la loro soluzione  basata più su congetture e supposizioni piuttosto che su una dimostrazione logica ed assoluta, la quale cosa ad Holmes era particolarmente cara.
Tutto questo potrò approfondirlo in un secondo momento, ma niente di ciò presenta particolari cosi' singolari come la curiosa serie di circostanze, per descrivere la quale, ho appena preso la penna.
Erano gli ultimi giorni di settembre, e le bufere equinoziali si erano abbattute con eccezionale violenza.
Per tutta la giornata il vento aveva urlato e la pioggia aveva sbattuto contro le finestre, cosi' tanto che anche qui, nel cuore della grande e affaccendata Londra, fummo costretti per un istante a distogliere le nostre menti dalla routine quotidiana e a riconoscere la presenza di quelle grandi forze della natura che gridano all’umanita' attraverso le sbarre del suo incivilimento, come bestie indomate in una gabbia.
Quando la sera volgeva al termine, la tempesta cresceva più alta e più forte, ed il vento piangeva e gemeva come un bambino in un camino.
Sherlock Holmes sedeva tristemente ad un lato del focolare, intento a fare un indice della sua documentazione sul crimine, mentre io dall’altro lato ero immerso in una delle belle storie di mare di Clark Russel, a tal punto che lo schiamazzo del temporale sembrava mescolarsi con quello del testo, e lo scroscio della pioggia prolungava lo sciabordio delle onde del mare.
Mia moglie era andata a trovare sua madre e per un po’ di giorni ritornai ad essere una volta ancora inquilino del mio vecchio quartiere di Baker Street.
“Ha sentito?” dissi, rivolgendo uno sguardo al mio compagno,
“Quello era sicuramente un campanello.
Chi e' potuto venire stanotte? Qualche vostro amico forse?”
“Escluso voi non ne ho altri” rispose. “Io non incoraggio ospiti”.
“Un cliente, dunque?”
“Se fosse cosi', sarebbe un caso serio.
Niente spingerebbe un uomo fuori di casa in una giornata simile e per giunta a tale ora. Penso sia più probabile si tratti di qualche amico della proprietaria.”
Tuttavia Sherlock Holmes si era sbagliato, poiche' si udirono dei passi nel corridoio ed un colpetto alla porta.
Egli protese il braccio per allontanare la lampada da se stesso e voltarla verso la sedia vacante destinata al nuovo arrivato.
“Entri pure”, disse.
….

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Libri: Tutto quello che sai e' falso (ed economica)

Carissimi,
questa settimana vi proponiamo un grande classico del ns. catalogo: Tutto quello che sai e' falso, un grande e straordinario libro che raccoglie il meglio della serie che ha venduto oltre 100.000 copie, e che ora Nuovi Mondi ci presenta in edizione economica.

Howard Zinn, William Blum, Greg Palast, Noreena Hertz e altre tra le firme più autorevoli a livello internazionale svelano alcune delle vicende più scottanti e affrontano i temi più controversi, interdetti e falsificati dei mass media.

Tutto quello che sai e' falso e' l’edizione italiana della raccolta dei migliori saggi, inchieste e testimonianze – curata dal sito d’informazione alternativa Disinformation.com – ed e' diventata un vero e proprio caso editoriale. Dopo l’uscita di questo libro, nella prima edizione del 2003, le parole “Informazione indipendente” hanno avuto un senso ben preciso.

Tutto quello che sai è falso

Vi riportiamo l’introduzione all’edizione italiana, buona lettura!

Tutto quello che sai e' falso.
Come, tutto?
Russ Kick, il curatore statunitense di questo libro, nell’edizione originale, spiega perche' e' stato scelto un titolo tanto forte e provocatorio: “esiste un’angoscia diffusa relativa al fatto che c’e' qualcosa di assolutamente falso nella continua e ininterrotta raffica di informazioni e annunci pubblicitari che ci bombarda, non solo quotidianamente, ma durante ogni singolo momento delle nostre giornate. Sta prendendo piede una sensazione crescente, il vago sospetto che a tutti noi sia stato venduto un contratto per merci che nemmeno abbiamo chiesto. Se non ci fossimo domandati se ci sia qualcosa che non ci stanno raccontando, un film come Matrix non
avrebbe trovato un tale consenso di pubblico”.
La sensazione e' divenuta di molti, la propaganda e l’uso dei media e' stata ed e' tuttora
appannaggio del potere in ogni sua forma: vincitori di ogni guerra, multinazionali,
politica. Per decenni e' scivolata sulle coscienze e sulle percezioni dettando il comune sentire rispetto al giusto e allo sbagliato, al bene e al male.
Tuttavia, questi ultimi anni hanno testimoniato una sorta di crisi del consenso, un
risveglio di una sopita coscienza critica, una sfiducia diffusa rispetto a ciò che veniva
comunemente accettato come “vero”. Il risultato e' stata la scoperta di numerose e incredibili manipolazioni atte a influenzare il pensiero o a vendere prodotti (consenso
compreso): dall’insegnamento distorto della storia nelle scuole agli errori della medicina, dalle pressioni politiche e militari esercitate dalla CIA sui governi di
mezzo mondo alla scandalosa repressione delle attivita' sindacali.
In questo libro, cosi' vasto e documentato, vengono trattate in modo autorevole tematiche oggetto di distorsione o di occultamento, a volte di tal gravita' da poter mettere in discussione l’intero sistema di credenze che ci e' stato indotto. Nel saggio Medicina assassina, ad esempio, vengono riportati dati, statistiche ufficiali, che dimostrano come la prima causa di morte non siano i tumori, gli attacchi di cuore o gli incidenti d’auto bensi' l’assistenza sanitaria e i farmaci. Nel brano di Michael Zezima, La favola della guerra buona, viene ribaltata la visione santificata dell’azione degli Alleati durante la Seconda Guerra Mondiale, riportando i motivi reali dell’intervento e le modalita' sanguinarie con cui venne esercitato. AIDS, il caso non e' chiuso rivela le basi scientifiche e le perplessita' rispetto a un virus che ha cambiato la condotta di generazioni, e le conoscenze comprovate sono ben diverse da quanto si presume. Poi la realta' sulla sicurezza del nucleare, spiegata in base a quanto accaduto nelle centrali ma che non e' stato portato a conoscenza del grande pubblico, le vere ragioni dei conflitti in Africa, le mistificazioni dei libri di storia rispetto a figure determinanti – e ambigue – come Cristoforo Colombo… e molto altro.
Solitamente, le raccolte di saggistica sono unificate da un comune denominatore, siano esse accademiche o alternative, di sinistra o di destra, atee o religiose. Tutto quello che sai e' falso, invece, rifiuta questa categorizzazione intellettuale e, nel farlo, riunisce autori che normalmente non sarebbero apparsi nello stesso libro. Ciò che li accomuna e' la serieta', l’autorevolezza e l’importanza delle rivelazioni. Per questo Tutto quello che sai e' falso, nell’edizione originale e anche in quella italiana che qui presentiamo aggiornata, e' diventato un libro cult, ha rappresentato la generazione della disillusione e continua a rappresentare la ricerca del senso critico e dell’onesta' intellettuale.
Riproporlo in versione economica trova ragione nella sempre più stretta urgenza di
riappropriarsi di strumenti di giudizio non assoldati.
Buona lettura.

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Tegno nelle mane occhi e orecchi Michelagniolo

Questa settimana vi presentiamo un libro di Dario Fo: Tegno nelle mane occhi e orecchi Michelagniolo. Il libro e’ edito dalla Franco Cosimo Panini ed e’ a cura di Franca Rame.
Ve ne proponiamo un brano dove Dario Fo racconta della realizzazione del David ma questo e’ un libro da vedere oltre che da leggere, cosi’ da gustare appieno l’opera del grande Maestro Michelangelo Buonarroti raccontata da un altro grande Maestro: Dario Fo.

Il David

L’eco del successo del grande dipinto della Deposizione del Cristo, ma soprattutto della Pieta’, quella in cui la Madonna tiene sulle sue ginocchia il figliolo, giunge fino a Firenze da dove il governo della Repubblica, nell’agosto del 1502, propone a Michelangelo di colpire il David, una statua, meglio, un monumento in marmo di cinque metri e piu’, eletto a emblema della citta’ e della sua indipendenza.
Il Buonarroti, pensando a Davide, non puo’ fare a meno di ricordare le due statue, una in marmo, l’altra in bronzo, eseguite dal grande Donatello, suo primo punto focale nella scultura.
Michelangelo, per questa statua, si avvale di un blocco di marmo gia’ sbozzato quarant’anni prima da Agostino di Duccio, valente scultore di Firenze.
La grande pietra abbozzata si trovava abbandonata nel cortile dell’Opera del Duomo. Era alta piu’ di cinque metri. Michelangelo con qualche colpo di scalpello ne misuro’ la consistenza. Trovatovi un buon marmo, qualche giorno appresso, il 13 settembre dello stesso anno, comincio’ a lavorare al progetto con piu’ decisione e fermezza. Per cominciare fece innalzare tutto intorno pareti e tetto, cosi’ da trovarsi al coperto senza dover spostare il masso, ma evidentemente lascio’ ampi spazi per la luce e li turo’ con lastre di vetro. E qui dobbiamo denunciare una certa superficialita’ piuttosto grave di molti narratori d’arte.
Chi ha pratica dello scolpire opere cosi’ imponenti, sa bene che solo nei film storici dell’arte, americani e purtroppo anche nostrani, si assiste alla messa in opera immediata con mazzuole e scalpelli, Nella realta’ il primo impatto con la scultura nasce sempre, o quasi, dai disegni: un numero notevole di bozzetti dove si descrivono movimento e gestualita’ visti da molte posizioni come se lo scultore girasse tondo tondo alla statua gia’ concepita nella sua mente.
Quindi si comincia a plasmare un modello in terra creta, della grandezza naturale; dalla creta si realizza il calco in gesso, e solo allora, rapportandosi sempre col modello, si inizia a scolpire nel marmo, ma col trapano. Un tempo il trapano era detto ad arco trillo, proprio perche’ veniva mosso per mezzo di un arco. La fune che lo tende avvolge l’asta dello strumento, Facendo trillare l’arco si trapana il marmo e si producono molti fori, ma certo non si procede a braccio bensi’ scientificamente. Tanto per cominciare si costruiscono due gabbie identiche con aste di legno e funi tese. Nella prima gabbia viene inserito il modello in gesso, nell’altra il concio di marmo da traforare. Riprendendo le eguali distanze dalle aste e dalle funi rispetto al modello si inizia a eseguire una lunga serie di trafori tutt’intorno al masso. Solo allora si interviene con lo scalpello e si libera la statua dalla pietra superflua: ecco finalmente apparire il vero nucleo dell’opera. Come diceva Michelangelo, cosi’ si e’ liberata la figura che restava prigioniera nella roccia.
A testimonianza di cio’, Michelangelo stesso scrive: “Davitte con la fromba ed io con l’arco: Michelagniolo! Rotta e’ l’alta colonna”, cioe’ a dire: “David ruppe il gigante colpendolo con la fionda, io l’ho vinto traforandolo col trapano ad arco”:
Ma con quale intento fu ordinato a Michelangelo di scolpire una statua di quelle dimensioni da porre nella piazza storica di Firenze? E’ di certo un gesto fortemente politico. Non va dimenticato che la Repubblica e’ nata con la cacciata dei Medici del 1494 e che, gia’ con Savonarola, i Medici s’erano affacciati protervi con l’intento di ritornarci. In poche parole, quella statua diceva esplicitamente ai Fiorentini: “Preparatevi, i tiranni stanno sempre alle porte. Non vi e’ permesso di dormire sonni tranquilli”.
Infatti sintetizzando diceva Soderini: “Come Davide noi siamo indifesi e ignudi d’armi. Solo la nostra determinazione e l’amore possente per la liberta’ possono armarci contro i tanti nemici che da ogni lato si preparano ad attaccarci. Solo cosi’ noi saremo giganteschi come questo Davide: preparati e invincibili”.
Di certo il viaggio della statua del David dal cortile dell’Opera del Duomo fino alla piazza della Signoria fu una vera e propria epopea trionfale, Antonio da Sangallo aveva progettato sia la gabbia che avrebbe dovuto contenere il monumento sia il carro che l’avrebbe trasportato, Una gran folla accompagnava il trasferimento: ragazzi e ragazze danzavano cantando; solo alcuni schizzinosi moralisti fischiavano e lanciavano pietre, indignati col Buonarroti e la Repubblica per aver mostrato un David con gli orpelli sessuali in sfacciata evidenza.


Eureka! 101 strane storie al limite della scienza

Libri Eureka 101 strane storie di scienzaCarissimi,
questa settimana vi presentiamo un nuovo libro edito da Nuovi Mondi veramente interessante.
Si tratta di “Eureka! 101 strane storie al limite della scienza” di Mark Pilkington, giornalista freelance, scrittore ed editor.
Per oltre due anni ha curato Life, l'inserto scientifico di The Guardian. Scrive anche per The London Times, Fortean Times, Arthur e The Wire.
Eureka! raccoglie 101 racconti di scienza che fu, scienza che avrebbe potuto essere, scienza che non avrebbe dovuto essere e scienza che potrebbe ancora essere...

La storia viene scritta dai vincitori, e ciò e' vero tanto in guerra quanto nella scienza. Generalmente si studiano le invenzioni e gli esperimenti più rilevanti quelli che hanno determinato il progresso della tecnologia, della sanita', dell’industria… Ma che ne e' stato degli esperimenti non riusciti e degli inventori che ci hanno quasi rimesso la pelle? Dei geni che sono stati emarginati dal mondo scientifico perche' ritenuti scomodi rispetto allo status quo?
Tutti i personaggi (siano essi geni, pionieri, visionari, sognatori o ciarlatani) descritti in queste pagine sono parte essenziale della storia, anche se fino a ora sono stati in gran parte dimenticati o ignorati.
Eureka! e' la risposta a tutte le curiosita' rimaste insoddisfatte. In questo piccolo ma stupefacente libro formato CD, Mark Pilkington passa in rassegna alcuni dei più curiosi, sconosciuti e intriganti fallimenti occorsi negli ultimi secoli.

Vi proponiamo tre storie… buona lettura!

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LA TV CHE VIAGGIA NEL TEMPO
I suoi gesti, la sua intonazione… com’erano potenti! E che fantastica oratoria!”, scrive Padre Pellegrino Ernetti, descrivendo un discorso di Marco Tullio Cicerone al Senato romano nel 63 a.C.
Ernetti, che mori' nel 1992, era un monaco benedettino, un rispettato storico esperto di musica antica, scrittore, fisico ed esorcista; tuttavia, ciò che rende intrigante la sua descrizione del discorso dell’oratore e' il fatto che il monaco dichiara di avervi assistito personalmente. O quasi.
Ernetti disse in realta' al teologo francese Padre François Brune di averla osservata dal vivo su un dispositivo di deformazione temporale che chiamava il “Cronovisore”. Invece di trasportare le persone nel tempo, il Cronovisore si sintonizzava sugli eventi del passato e li mostrava come si fosse trattato di una televisione che viaggiava nel tempo.
Ernetti dichiarò di aver sviluppato il Cronovisore nel corso degli anni Cinquanta, insieme a 12 famosi scienziati che, a eccezione di Enrico Fermi e Wernher von Braun (entrambi opportunamente deceduti quando i loro nomi vennero pubblicati, nel 1992), desideravano rimanere anonimi. Lo strumento consisteva di numerose antenne, tre delle quali composte da misteriosi metalli, che ricevevano la luce e i segnali sonori su ogni lunghezza d’onda; un cercatore di direzione per sintonizzarsi su un particolare tempo e spazio; uno schermo e un congegno per la registrazione. Ernetti descrisse come l’equipe del tempo, riunita al completo attorno alla sua invenzione, osservò Mussolini e Napoleone che tenevano discorsi e assistette a scene dell’antica Roma, compresa una rappresentazione del Tieste, una commedia perduta di Quinto Ennio, uno degli autori più importanti della Repubblica romana.
Anche se nessuno vide direttamente il Cronovisore, Ernetti forni' delle prove di questi suoi viaggi televisivi, per esempio pubblicando frammenti del Tieste in latino.
Quindi, il 2 maggio 1972, la rivista La Domenica del Corriere pubblicò quello che avrebbe dovuto essere l’asso nella manica di Ernetti: un’immagine ripresa dal Cronovisore che ritraeva Cristo crocifisso. L’equipe aveva assistito interamente ai suoi ultimi giorni: dall’Ultima Cena ai suoi momenti finali di agonia e aveva conservato la foto come formidabile souvenir.
La gloria di Ernetti fu tuttavia di breve durata. Pochi mesi dopo, un’altra rivista rivelò che la fotografia di Cristo era un’immagine capovolta di una cartolina del Santuario dell’Amore Misericordioso, situato nella citta' umbra di Collevalenza. Più recentemente, sono stati avanzati dei seri dubbi sulla trascrizione del Tieste, ed e' emersa quella che sembra essere una confessione sul letto di morte.
Forse e' tempo di aggiungere il titolo di “santo burlone” alla notevole lista di traguardi personali raggiunti da Ernetti.


CHIACCHIERE A LETTO: IL CEREBROPHONE

I libri vengono letti mentre si dorme. Gran parte dello studio viene realizzata quando si dorme.
Alcune persone hanno ottenuto la padronanza di 10 lingue, che hanno imparato durante la loro vita notturna” (Modern Electronics, giugno 1911).
Hugo Gernsback, fondatore della prima rivista di fantascienza, Amazing Stories, immaginò l’“Hypnobioscope”, un dispositivo ideato per imparare durante il sonno, per la sua popolare rubrica di “Scientifiction”: “Ralph 124C 41+: A Romance of the Year 2660” (Ralph 124C 41+: un racconto fantastico dell’anno 2660), pubblicata a puntate su una rivista. Il congegno leggeva le informazioni prese dal cervello di un’altra persona (usando quella che oggi sembrerebbe una macchina per l’elettroencefalografia) e le trasmetteva direttamente in quello
di un soggetto dormiente.
Una versione in volume di Ralph apparve nel 1925 e due anni dopo era gia' stato commercializzato lo “Psico-phone”: gli utenti registravano un messaggio su un cilindro di cera e poi, usando un timer, lo programmavano in modo che venisse continuamente ripetuto mentre dormivano. Non si sa se lo Psico-phone fosse stato direttamente ispirato dall’“hypnobioscope”, ma fu la cosa più vicina al modello concepito da Gernsback che la tecnologia permise di realizzare. Negli anni Quaranta e all’inizio degli anni Cinquanta, i ricercatori dimostrarono che l’uso di frasi ripetitive durante il sonno poteva alterare il comportamento umano.
Gli esperimenti, chiamati (forse ironicamente) di ipnopedia dal nome del processo descritto ne “Il mondo nuovo” di Aldous Huxley (1932), intendevano aiutare i soggetti dormienti a imparare le lingue e a interrompere cattive abitudini.
“L’universita' di domani sara' sul comodino”, prometteva la pubblicita' del 1948 della Linguaphone Company per il suo Cerebrophone: “un metodo rivoluzionario per imparare una lingua straniera mentre dormite”. Il dispositivo, in pratica un fonografo connesso a un timer e a una cassa acustica sotto il cuscino, non prese mai davvero piede presso il pubblico, ma avrebbe avuto un ruolo in uno dei capitoli più sinistri della storia americana.


DOVE SEI?

C’e' un giovane studente in questa universita'”, disse il professore di neurologia John Lorber dell’Universita' di Sheffield alla rivista Science nel dicembre 1980, “che ha un quoziente intellettivo di 126, ha ottenuto un ottimo diploma di laurea in matematica col massimo dei voti e ha una vita sociale completamente normale. Eppure, di fatto il ragazzo non ha cervello”.
Un’esplorazione diagnostica rivelò che lo studente aveva soltanto un millimetro di tessuto cerebrale che rivestiva l’interno del suo cranio; lo spazio in cui avrebbe dovuto esserci il resto del suo cervello era pieno di fluido. Il suo era un caso estremo di idrocefalo – “acqua nel cervello” – per cui il fluido cerebrospinale riempie il cervello, invece di circondarlo semplicemente. Gran parte dei pazienti che ne soffrono possono condurre una vita normale, se adeguatamente curati. Ma se il ragazzo non aveva cervello, dov’era la sua intelligenza?
I casi di “memoria degli organi trapiantati” sollevano spesso domande di questo genere. Nel 1988, Claire Sylvia fu sottoposta a trapianto di cuore e di entrambi i polmoni. In seguito all’operazione, subi' alcuni apparenti cambiamenti di personalita': iniziò ad avere insolite (per lei) voglie di birra, peperoni verdi e crocchette di pollo; sognò di donne bellissime e provò impulsi omosessuali. Sognò anche di incontrare un giovane uomo di nome Tim. Allarmata, Claire cercò di rintracciare la famiglia del suo donatore e scopri' che i suoi nuovi organi erano appartenuti a un ragazzo di diciotto anni, che si chiamava Tim. Tim prediligeva gli stessi cibi di cui aveva voglia lei – stava in realta' mangiando crocchette di pollo quando mori' – e Claire senti' che era lui il ragazzo che vedeva nei suoi sogni.
Nel XIX secolo, l’anatomista tedesco Leopold Auerbach osservò una complessa rete di cellule nervose nel tratto digestivo umano. Questo fascio di nervi, un “secondo cervello” che conteneva più cellule nervose del midollo spinale, e' stato recentemente riscoperto da Michael Gershorn alla Columbia University.
Anche il professor Wolfgang Prinz di Monaco ha studiato questo secondo cervello, e ritiene che possa governare alcune delle nostre risposte emotive e psichiche ai pensieri e agli eventi – ed e' da qui che deriva forse l’espressione “sensazione viscerale”.
La dottoressa Candace Pert della Georgetown University ha suggerito l’ipotesi che i neuropeptidi siano collegati al nostro senso del se'. Queste sostanze chimiche, che si trovano in tutti i nostri organi e muscoli principali, permettono le comunicazioni tra la mente e il corpo. La teoria della Pert e' che possano anche trasportare le nostre emozioni e i nostri ricordi.
Forse che, per mezzo di essi, venga diffusa la coscienza tramite anche solo singole parti del corpo?

Eureka! 101 strane storie al limite della scienza
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Libri: "SALVARE L'AMBIENTE CONVIENE" di Jacopo Fo

Carissimi,
questa settimana vi presentiamo un nuovo libro di Jacopo Fo, dal titolo “Salvare l’ambiente conviene”, ed Nuovi Mondi. Leggere per credere.
Buona lettura!

Per leggere l'estratto clicca qui sotto la scritta in rosso "LEGGI TUTTO".

Jacopo Fo, “Salvare l’ambiente conviene”

Puoi acquistare il libro online cliccando qui oppure direttamente sull'immagine.
Credo che la classe politica italiana e internazionale si vedra' costretta a operarare un cambiamento drastico solo a seguito di una mutazione culturale nella quale agiranno due forze: la protesta e la costruzione di pezzi di economia e cultura alternativi ma oltremodo concreti (gruppi d’acquisto, ecotecnologie, commercio equo, cultura, ricerca e informazione, nonche' rifiuto dei prodotti che veicolano e alimentano guerre, sfruttamento del lavoro,
inquinamento).
Se da un lato la contestazione implica un soggetto in grado di capirla e di tradurla in azione; dall’altra, l’azione diretta, nel momento in cui ottiene un risultato positivo, e' gia' cambiamento.
Intendiamoci, costruire non e' mai facile; ideare e realizzare qualcosa di innovativo genera quasi sempre forti critiche e innumerevoli problemi.
Ciononostante, sono proprio le esperienze nuove ed efficienti a ottenere i più grandi risultati perche' le cose che funzionano tendono a essere imitate.
Ecco dunque il più autentico dei cambiamenti: quello alla portata di tutti. Migliaia di persone stanno mutando le loro abitudini, i costi sostenuti per la gestione familiare calano, il bisogno di dipendere da politiche distruttive e guerrafondaie diminuisce di conseguenza.
L’idea di scrivere un libro sulla salvaguardia dell’ambiente – che, attenzione, non solo può essere sostenibile ma persino piacevole! – e' nata da un’esperienza personale: dal pazzesco successo di un’iniziativa di risparmio energetico e dalle migliaia di adesioni che essa ha ricevuto in tutta Italia. Il nostro paese più di ogni altro ha bisogno di punti di rottura, di iniziative semplici ma efficaci perche' sono in molti ormai ad aver capito che non servono grandi o eclatanti gesti per salvare l’ambiente. In fin dei conti, se ci pensate bene, le basi per rivoltare il pianeta come un calzino sono “giusto” un paio: la consapevolezza (e qui gioca un ruolo cruciale l’informazione) e il buon senso. La prima, la consapevolezza, per scoprire e capire fino in fondo cosa non funziona nell’attuale gestione politica ed economica rispetto alle questioni ambientali, chi sta agendo in maniera scorretta, quali sono i reali problemi che affliggono sia l’ambiente che le persone che lo popolano, quali saranno le conseguenze che noi e le generazioni future dovremo subire. Il secondo, il buon senso, per capire come migliorare la situazione con piccoli passi nemmeno definibili “sforzi”, come imparare a prevenire le emergenze attraverso la gestione responsabile e quotidiana delle risorse a nostra disposizione.
Il libro che avete tra le mani nasce dunque da questi due semplici presupposti e, nella sua ideazione e realizzazione, vuole rispettare tale semplicita' presentandosi come una guida immediata e chiara. In poche parole: alla portata di tutti, proprio come il cambiamento di cui parlavo poco fa.
Le parti di cui si compone il libro sono due: la prima in cui si ritrae la situazione attuale e la seconda in cui vengono presentate molte proposte per modificare quanto c’e' di sbagliato e valorizzare gli esempi virtuosi. Leggendolo, non troverete un approfondimento accademico o giornalistico su tutte le problematiche ambientali, ma uno strumento concreto e agile, per muoversi, per agire. E per farlo subito.

PERCHE' IL MOMENTO DI SALVARE IL MONDO E' ADESSO!
NON ABBIAMO UNA SECONDA POSSIBILITA'!

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L'apocalisse rimandata ovvero Benvenuta Catastrofe! di Dario Fo

Dario Fo L'Apocalisse rimandata ovvero benvenuta catastrofeCarissimi,
questa settimana vi proponiamo un estratto dal nuovo libro di Dario Fo “L’apocalisse rimandata, ovvero Benvenuta catastrofe!”
Che accadrebbe se una bella mattina scoprissimo che il petrolio e’ finito? Beh… dopo un primo momento di sconforto... forse… magari…
Un Dario Fo scatenato in un libro esilarante, buona lettura... e benvenuta la catastrofe!

Puoi acquistare il libro direttamente online su Commercioetico.it

L’apocalisse rimandata
ovvero
Benvenuta catastrofe!
di Dario Fo

"La Terra possiede risorse sufficienti per provvedere ai bisogni di tutti, ma non all’avidita’ di alcuni.
GANDHI

Ogni tanto, su quotidiani e riviste scientifiche, si legge di convegni che si svolgono in centri diversi dell’Asia e dell’Europa ai quali, oltre a rappresentanti dei massimi Stati e governi, partecipano geologi, astrofisici e ricercatori tra cui diversi premi Nobel.
Si propongono regole e programmi per migliorare la condizione del pianeta ma, immancabilmente, puntuali gli Stati Uniti, l’Australia, Cina, Giappone e altri importanti paesi dell’Onu non offrono la propria adesione; per di piu’ ci sembra che il dramma dell’inarrestabile surriscaldamento terracqueo non sollevi timori e preoccupazioni eccessivi nella gran parte della popolazione del pianeta, ma esiste un certo numero di cittadini per i quali al contrario il problema sta diventando una disperata ossessione.
Io personalmente, lo devo ammettere, faccio parte da tempo di quest’ultima tormentata categoria.
Non perdo occasione, appena incontro qualcuno, sia maschio che femmina, sia giovane che anziano, di sollevare il problema e di tentare il loro coinvolgimento col classico approccio: “Ha notato? Non c’e’ proprio piu’ stagione… un momento si scoppia dal caldo… all’istante c’e’ tempesta, grandine e perfino neve nella quale affondano immense regioni dallo Stato di New York fino al Canada, e l’intera Cina.”
I piu’ scantonano, ma se l’interlocutore abbocca e’ spacciato! Gli tengo una concione sugli effetti dell’inquinamento da stordirlo…
Ci provo anche in taxi col conducente e perfino in autobus sia con i passeggeri sia con il responsabile che controlla i biglietti! Non parliamo poi di quando mi ritrovo a viaggiare in treno… guai se qualcuno mi chiede di essere fotografato con me mostrando il cellulare! Lo faccio subito accomodare nella poltrona vicino, se non c’e’ posto lo prendo addirittura sulle ginocchia, e qui al par d’un ragno, inizio a tesser la tela. Qualcuno, pur di salvarsi dall’aggancio, scende qualche fermata prima!
Un giorno sull’aereo Palermo-Milano, ho agganciato una bellissima signora, anziana ma di un’eleganza raffinata… sembrava uscita da una sequenza del Gattopardo di Visconti. Appena ho accennato al disastro atmosferico, mi ha afferrato una mano e accarezzandola mi ha supplicato: “Oh si’, me ne parli…! Mi interessa moltissimo.”
Ho iniziato la mia lezione con entusiasmo: “Vede, il problema e’ complesso e articolato. Ormai non c’e’ quasi piu’ nessuno che non ammetta la responsabilita’ dell’uomo riguardo alla condizione del pianeta e al suo surriscaldamento. Ma esplode una feroce diatriba appena si comincia a discutere del come salvare la Terra e ridurre drasticamente le emissioni di anidride carbonica… tonnellate di gas tossico che letteralmente intasano l’atmosfera.”
La signora mi seguiva come incantata, io incalzavo: “Sorgono tre categorie di pensiero. C’e’ chi dice ‘Basta diminuire per gradi ma drasticamente l’uso dei motori a scoppio con propellente fossile… Eliminare le vecchie caldaie per il riscaldamento delle case e degli uffici e installare nuovi impianti di eolico, solare… E perche’ no?, anche nucleare.”
La signora ha un sussulto. “Certo - la tranquillizzo schioccandole un piccolo bacio sulla fronte - non si preoccupi… Oggi come oggi, riprendere col nucleare e’ una soluzione improponibile! A parte la produzione di scorie radioattive che tuttora non sappiamo dove e come sistemare… sto parlando delle centinaia di migliaia di tonnellate che l’America e l’Europa, Russia compresa, hanno prodotto dall’inizio del nucleare e che non siamo ancora riusciti a smaltire, se non collocandole in luoghi e spazi provvisori come lo Stato dello Utah, che e’ diventata un’orrenda discarica di morte, operazione con un costo all’infinito di miliardi di dollari. Ma lo sa che per riuscire a produrre energia pulita sufficiente per il 50 per cento del fabbisogno globale dovremmo costruire una centrale nucleare alla settimana per i prossimi 63 anni?” (*Jeremy Rifkin, Repubblica 22 settembre 2007).
La signora, con un sorriso dolcissimo stampato in viso, accenna a un abbraccio poi si ricompone imbarazzata.
“Quindi non ci resta - incalzo io - che scegliere le cosiddette energie eco-compatibili che produrrebbero elettricita’, e altre energie accettabili ma in grado purtroppo di soddisfare solo una percentuale minima del nostro fabbisogno.”
“E quindi? - mi chiede la deliziosa creatura che ormai pende letteralmente dalle mie labbra - E allora?”
“Se l’intiera umanita’, i governi, i produttori, gli Stati, non s’impegnano in un’azione stravolgente, creando nuovi sistemi produttivi potenti e non inquinanti, siamo alla fine.”
La signora, con un’espressione addolorata implora: “Oh… salvaci!” E si butta fra le mie braccia.
“Faremo l’impossibile… - balbetto, leggermente imbarazzato per quell’approccio appassionato, ma poi mi riprendo - vede signora, dando per certo il cambio di rotta definitivo dei Paesi occidentali altamente industrializzati e all’avanguardia, il problema saranno poi i Paesi orientali emergenti, che vogliono assolutamente raggiungere il nostro livello di vita e di ammodernamento tecnologico, quindi si rifiutano di aborrire i propellenti fossili.”
“Oh, che ambiziosi!” esclama la dama.
“Non dimentichiamo che la Cina sta superando ormai i due miliardi di abitanti e che l’India sta raggiungendo a sua volta il miliardo… forse l’ha superato, e poi c’e’ l’Indonesia… e via dicendo…”
La signora, sconvolta, si stringe sempre piu’ a me tremante, e mi inonda di lacrime.
Non posso fare a meno di tranquillizzarla “Ma vedra’ che si trovera’ il modo di uscire indenni da questa tragedia.”
Giungiamo a Milano.
“La prego, parli con i miei figli. Sarei felicissima di poter vivere con lei.”
Dal fondo del corridoio appaiono un medico e un infermiere; caricano su una sedia a rotelle la signora che non abbandona mai la mia mano.
“Grazie di avermi regalato questo stupendo viaggio - dice mentre la legano alla poltrona mobile, poi aggiunge - lei dovrebbe fare l’attore.”
Il medico si rivolge a me e chiede: “Non l’ha importunata, spero? Purtroppo, ogni tanto, esce letteralmente di senno.”
La signora e’ gia’ in fondo al corridoio e, rivolgendosi al suo accompagnatore, esclama: “Che bella storia mi ha raccontato quel signore. Era cosi’ romantica! Mi ha fatto piangere… Peccato non sapere come finisce.”
E’ proprio vero: il mestiere del divulgatore scientifico e’ carico di insidie e delusioni!

Un uomo preistorico camminava spedito nella tundra.
Incappo’ in un mammut e gli ando’ a sbatter contro.
Indispettito grido’: “Ma con tutta la piana che hai a disposizione, proprio di qui dovevi passare?”
E se ne ando’ imprecando.
Quel primitivo non era un temerario, era soltanto cieco!

Di Dario Fo vedi anche Tegno nelle mane occhi e orecchie: Michelagniolo

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22 cose che la sinistra deve fare e non ha ancora fatto - Indice

22 cose che la sinistra deve fare e non ha ancora fattoQuesto e’ il titolo di un libro uscito nel 2002 che ho firmato insieme a Franca e Dario.
Evidentemente la Banda del Collasso non ha avuto tempo di dargli un’occhiata.
Buona lettura

1) Ripartire dalla gente

2) Sviluppare la cultura alternativa

3) Sviluppare l’economia della cooperazione e della solidarieta’ come alternativa concreta al capitalismo della speculazione

4) Utilizzare nuove forme di lotta. Voti ogni volta che fai la spesa

5) Opporsi alla corruzione attraverso il controllo popolare

6) Opporsi alla corruzione attraverso l’unificazione dei percorsi burocratici

7) Opporsi alla corruzione attraverso l’eliminazione dei regolamenti inutili e la loro sostituzione con il buon senso

8) Lotta per la legalita’  e sostegno allo sviluppo economico, attraverso la razionalizzazione delle leggi sulla truffa, il raggiro, i fallimenti, i debiti non pagati, la disonesta’ commerciale, i danni morali e materiali, la responsabilita’ professionale. Lotta all’illegalita’ attraverso il potenziamento e lo snellimento dei tribunali penali e civili

9) Lotta all’illegalita’ attraverso iniziative internazionali che portino all’abolizione del segreto bancario e dei paradisi fiscali

10) Lotta contro lo spreco energetico e l’inquinamento attraverso il sostegno diretto alle nuove tecnologie ecocompatibili

11) Rilancio della cooperazione e della piccolissima impresa. Puntare sulle capacita’ individuali per costruire un’economia solidale

12) Formazione permanente e sviluppo delle potenzialità umane. Centralità del metodo didattico dell'asilo Diana di Reggio Emilia. Riforma della didattica scolastica in questa direzione

13) Sviluppo della rete di comunicazione indipendente

14) Razionalizzazione del sistema sanitario

15) Rinuncia alla guerra come strumento per dirimere i contrasti

16) Abolizione del sistema di finanziamento diretto alle imprese e sua sostituzione con investimenti sulle infrastrutture

17) Lotta allo spreco e razionalizzazione della spesa pubblica

18) Riconoscere la globalità dell'individuo

19) Scegliere la cultura dell'ironia e del ridere

20) Abbandonare le strutture organizzative piramidali e scegliere la rete

21) Immaginare la società del futuro

22) Imparare a sognare

 


22 cose che la sinistra deve fare e non ha fatto

5) Opporsi alla corruzione attraverso il controllo popolare

Gava contro la mafia e’ in pratica il primo esempio politico di cura omeopatica
(Stefano Benni)

La strategia dei comitati di quartiere che controllano i bilanci dei comuni e verificano direttamente la qualita’ dei lavori pubblici e i loro costi e’ l’esperienza concreta e vincente che si sta diffondendo in alcune citta’ del Brasile dove e’ pratica di democrazia diretta da anni.
Timidamente anche da noi nascono iniziative in questo senso. L’idea e’ che la cittadinanza non solo debba essere consultata sui progetti ma che costituisca un comitato indipendente di controllo con pieni poteri di ispezione. La lotta legale alla corruzione e’ certamente importante ma la corruzione si vince solamente se i cittadini si fanno carico direttamente del controllo del territorio (abusi edilizi e ambientali) e dell’amministrazione pubblica.
Qualunque impegno contro la corruzione che non si traduca in controllo alternativo e diretto dei cittadini sulle amministrazioni e’ destinato solo a scalfirlo. Il “sistema corruzione” e’ profondamente radicato nella nostra societa’ (amministrazioni di sinistra comprese).