cacao del sabato

Ecovillaggio Solare di Alcatraz e Green Town

Ecovillaggio Solare di Alcatraz e Green Town

Questa settimana torniamo a parlare di Ecovillaggio e di Green Town per invitarvi al prossimo incontro per visitare, parlare, confrontarci, toccare con mano le nostre ecotecnologie e le nuove costruzioni e i nuovi cantieri all'Ecovillaggio Solare. Ci vediamo dall'8 al 10 maggio. Per info e prenotazioni potete chiamare Alcatraz allo 075/9229938-39 oppure scrivere a info@alcatraz.it.
Se in quelle date siete impegnati potete comunque venire a visitare l'Ecovillaggio quando volete telefonando per un appuntamento ad Alcatraz. 

Perché un Ecovillaggio e una Green Town?
Qui di seguito riproponiamo un articolo di Jacopo Fo che parla del progetto della Green Town, buona lettura!

Si può guadagnare usando il denaro per salvare il mondo?
Il movimento progressista italiano ha sempre avuto grossi problemi con i soldi.
La moralità cattolica si è fusa con quella comunista creando un mix micidiale: il cattocomunismo.
Uno degli assunti di questa sub filosofia è che chi ha denaro è sempre cattivo.
Questo perché il cattocomunismo è fermo alla struttura economica di un secolo fa, i ricchi sono unicamente i padroni col cappello a cilindro e le mani sporche del sangue operaio.
Questa visione del mondo non tiene conto che vi sono oggi molti ricchi e ricchissimi che non hanno mai sfruttato il lavoro altrui. Artisti, inventori, sportivi... Dove sta la colpa se sono riusciti a far fruttare il proprio ingegno? A chi hanno nuociuto?
E ci sono anche molti imprenditori che hanno scelto di avere un rapporto di rispetto ed equità verso i lavoratori. Non si può equiparare un Cucinelli, che dà 6 milioni di euro di partecipazione agli utili ai suoi dipendenti, con il padrone delle ferriere ottocentesco.
A causa di questo razzismo culturale in Italia non hanno avuto fortuna giganti come Olivetti, che solo recentemente si comincia a considerare...

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L'arte secondo Dario Fo

L'arte secondo Dario Fo

Carissimi,
continuano le serate di Dario Fo su Rai5 tutti i lunedì, il prossimo 23 marzo la lezione è sul genio di Leonardo e in particolare sull'affresco del Cenacolo.
In occasione della riapertura al pubblico del Cenacolo di Leonardo nel Refettorio di Santa Maria delle Grazie a Milano dopo i lunghi e accurati lavori di restauro, Dario Fo ha tenuto una straordinaria lezione, nel cortile dell'Accademia di Brera, per rendere omaggio al genio di Vinci, e alla sua opera più complessa e misteriosa, dipinta tra il 1495 e il 1498. Ripercorre le tappe salienti della vita di Leonardo,  ne mette in luce la versatilità in ogni campo del sapere, dagli studi di anatomia a quelli di architettura, pittura e scultura, ma anche di strategia e tecnica militare, di idraulica e aeronautica, senza trascurare la profonda umanità e la sensibilità che permea tutta l'opera del grande maestro rinascimentale.
Appassionante, straordinaria la lezione di Dario sullo splendido affresco di Leonardo. Da non perdere!
Per acquistare online il libro+dvd Leonardo e il Cenacolo clicca qui

Mamma Chimica: allergeni e profumi

Mamma Chimica: allergeni e profumi

Ci sono alcune sostanze consentite nella formulazione dei cosmetici, che possono scatenare reazioni allergiche. La maggior parte sono i componenti del profumo (i così detti allergeni del profumo) ma risultano allergizzanti e sensibilizzanti anche alcuni conservanti o sostanze naturalmente presenti negli estratti vegetali. C'è per esempio il linalolo (contenuto in molti oli essenziali, es. in quello di lavanda), l'eugenolo (nell'olio essenziale di chiodi di garofano), l'alcool benzilico (un buon conservante). 
Non tutti ovviamente hanno lo stesso potere allergizzante.
La lista delle sostanze potenzialmente sensibilizzanti era formata inizialmente da 26 molecole ma nel tempo si è allungata e nella prossima direttiva europea dovrebbero essere di circa 140. 
Infatti, da studi recenti, sembra che le allergie siano dovute all'accumulo nell'organismo di determinate molecole...

 
 

Bello figliolo che tu se' Raffaello

Bello figliolo che tu se' Raffaello

Carissimi,
continuiamo con la presentazione dei libri tratti dagli spettacoli che vanno in onda su Rai5 ogni lunedì e che hanno come protagonista il nostro premio Nobel preferito. 
Lunedì 16 marzo, ore 21:15, andrà in onda Raffaello.
Il libro, edito dalla Franco Panini Editore, ha per titolo: Bello figliolo che tu se' Raffaello. E bello lo era davvero Raffaello tanto che come scrive Dario Fo: "Quando morì aveva appena trentasette anni. Si racconta che per il dolore anche i sanpietrini si staccavano, rotolando fuori dal selciato e mezza Roma urlando piangeva disperata".
Il libro è zeppo di immagini, a colori, e decine di disegni che raccontano insieme al testo.
Buona lettura!

Finalmente a Firenze

Il Vasari racconta che mentre Raffaello stava lavorando nel cantiere della città del Palio alcuni giovani assistenti, tornati da Firenze, descrivevano entusiasti le nuove opere che si stavano erigendo nella Repubblica fiorentina, i grandi maestri che là operavano e il fermento creativo che esaltava l'intera vita della popolazione.
In seguito a quella descrizione Raffaello sente crescere un irresistibile desiderio d'esser testimonio di quella felice alacrità e abbandona il cantiere congedandosi con grande impaccio di Pinturicchio.
Prima di recarsi a Firenze torna a Perugia, dove fa visita a Giovanna Feltria della Rovere, sua appassionata committente. Diciamo appassionata sia per la stima che aveva per il talento di Raffaello che per le sue qualità intrinseche dovute alla sua ormai risaputa bellezza, e per il fascino che sapeva emanare. 

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Correggio che dipingeva appeso in cielo

Correggio che dipingeva appeso in cielo

Carissimi, lunedì prossimo Dario Fo ci racconta su Rai 5, alle 21.15, la vita e le opere di Correggio.
Di questo straordinario artista la casa editrice Franco Cosimo Panini ha pubblicato un volume, sempre a firma di Dario Fo, che si intitola: "Correggio che dipingeva appeso in cielo", il testo è a cura di Franca Rame e all'interno ci sono decine di tavole che riprendono l'opera del pittore e che sono state riviste e rimaneggiate da Dario stesso.
Come al solito vi proponiamo un estratto del libro, in particolare vi presentiamo le prime pagine.
Vi aspettiamo su Rai 5 lunedì sera!
Per acquistare il libro su CommercioEtico.it clicca qui

Correggio giovane
Antonio Allegri, meglio conosciuto come il Correggio, oggi lo avremmo trovato sistemato in una posizione mediana nella memoria di chi si occupa di pittura, in particolare in quella del Rinascimento italiano, se non fosse stato per le grandi mostre che gli sono state dedicate. Anzi, va sottolineato che ancora nella prima metà del secolo passato, senza i dirompenti studi e saggi di Roberto Longhi e Federico Zeri che diedero inizio alla sua riscoperta, egli si sarebbe ritrovato ad arricchire la pietora degli pseudo ignorati.
Infatti all'inizio del secolo l'attribuzione di opere al grande pittore padano si limitava a pochi dipinti scelti fra i meno importanti. La sua vasta produzione era stata letteralmente sottratta all'autentico autore, e pitture straordinarie come L'educazione di Cupido cone Venere ignuda o la stessa dea dormiente spiata dal satiro, o Giove che si tramuta in nube per godersi la splendida Io, il ratto di Ganimede, Danae posseduta da Giove che si è trasformato in monete d'oro, erano state impunemente tolte al Correggio per passare ad arricchire la produzione di Tiziano, di Lotto, di Giorgione e perfino di Raffaello.

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Dario Fo, Picasso desnudo

Dario Fo, Picasso desnudo

Carissimi, 
Rai Cultura presenta su Rai5 un ciclo di dieci incontri, a partire da lunedì 23 febbraio alle 21,15, dedicati all'arte secondo Dario Fo. Gli spettacoli sono stati realizzati negli anni scorsi.
Lunedì sera Dario Fo e Franca Rame portano in scena la vita e le opere di Pablo Picasso, attraverso un racconto che ripercorre tutti i periodi della sua pittura. Un percorso che analizza il rapporto di Picasso con la Commedia dell’Arte, il grande interesse che il pittore catalano nutriva verso l’arte italiana e, in particolare, verso i grandi maestri del Rinascimento, comprese le loro scelte politiche e i loro amori. 
Per l’occasione Fo ha dipinto una serie di “falsi d’autore” tratti dai maggiori capolavori di Picasso, da lui rivisitati. Lo spettacolo è stato registrato al Teatro Dal Verme di Milano.
Per prepararvi al grande evento vi presentiamo un brano tratto dal libro Picasso desnudo che parla proprio di Picasso nel suo periodo blu, e il quadro più famoso è l’Arlecchino.
Per acquistare il libro direttamente online clicca qui

Arlecchino

E’ noto che il suo primo periodo pittorico è detto blu, periodo durante il quale ritrasse una popolazione ai margini della società: personaggi del circo, giocolieri e attori di strada. Bimbi che imparano dalle madri l’arte dell’acrobazia e che si lanciano rotolando nell’aria con leggerezza ed eleganza straordinarie. Picasso amava molto lo spettacolo, in particolare il teatro satirico, come quello proveniente dalla Commedia dell’Arte. Non a caso il personaggio che Pablo ha fatto fisicamente e spiritualmente proprio, è Arlecchino.

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C'è un re pazzo in Danimarca

c'è un re pazzo in danimarca

Carissimi,
dedichiamo Cacao di questo sabato al nuovo libro di Dario Fo: "C'è un re pazzo in Danimarca", edito da Chiarelettere.
E' una storia d'amore e di follia. Un sogno rivoluzionario che diventa realtà. 
Ecco il nuovo romanzo storico di Dario Fo ambientato nella Danimarca del Settecento, protagonisti il giovane re pazzo, Cristiano VII, la sposa quindicenne, Carolina Matilde di Gran Bretagna, il suo amante, il medico Johann Friedrich Struensee, e il figlio del re, Federico. Una storia poco conosciuta. 
Dario ha recuperato documenti inediti e alcuni diari segreti grazie ai quali ha potuto ricostruire il puzzle di una vicenda drammatica che intreccia meravigliosamente ideali politici, passione amorosa e lotta per il potere. Ma tutti gli ingredienti di questo romanzo sono eccezionali. A volte la storia può cambiare strada a causa di eventi imprevedibili come la follia. In questo caso la follia di un re unita alla carica utopica di un medico, illuminista e rivoluzionario, e alla complicità della giovane principessa. Tutti e tre insieme, in un triangolo d'amore disperato, avviano riforme rivoluzionarie inimmaginabili allora come l'abolizione della tortura, la libertà di stampa, l'abbattimento dei privilegi di casta, la promozione della cultura e dell'istruzione.
Un colpo di stato orchestrato dalla regina madre e dalla corte porterà il medico alla forca e la principessa all'esilio, privata dei figli. Ma il sogno della rivoluzione, sebbene soffocato, non muore: sarà il giovane Federico a portare avanti i principi liberali assumendo il potere. Così la Danimarca potrà rendere concreti gli ideali illuministi e diventare uno Stato moderno. Una pagina di storia memorabile, una favola vera.
Ecco un estratto, buona lettura!

L'autore più importante di queste memorie riapparse è nientemeno che Cristiano VII, re di Danimarca e Norvegia. Il testo che abbiamo avuto la fortuna di ritrovare inizia così.

Stamane mi sono svegliato proprio in salute. Neanche uno spizzico di male al capo, mi son ritrovato con un cranio senza peso, libero, e inoltre muovendo la schiena non ho dovuto né sopportare gli scricchiolii, né respirar con gemiti. Insomma sono proprio in luna festante, come non mi succedeva da tempo. Ho sbattuto via coperte e lenzuola, ho lanciato le gambe con forza fuori dal letto e mi sono ritrovato subito all'impiedi in perfetto equilibrio, senza manco un accenno di tremore.

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Notizie dal Nuovo Comitato Nobel per i Disabili

E anche questa è fatta!

Casa Arcobaleno ha un nuovo pulmino! Un bellissimo Fiat Scudo Combi
Grazie a quanti hanno contribuito, ora finalmente Casa Arcobaleno può riprendere serenamente lo svolgimento delle attività quotidiane al di fuori della Casa Famiglia!
Qui tutte le info della campagna

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Ciulla, il grande malfattore

Ciulla, il grande malfattore

Carissimi,
abbiamo aggiunto nel catalogo di Commercioetico.it una perla letteraria: "Ciulla, il grande malfattore", scritto a quattro mani da Dario Fo e Piero Sciotto.
Recita la quarta di copertina: "Questo è il romanzo vero di Paolo Ciulla, pittore, illustratore, anarchico e omosessuale, il più grande falsario della storia d'Italia. Che raggiunse la fama che aveva sempre sognato, per una via che non avrebbe mai previsto."
Il libro è acquistabile online cliccando qui
Di seguito pubblichiamo la prefazione, buona lettura!

Tutta brava, tutta brava gente era la canzone-tormentone della commedia Settimo ruba un po' meno, un elenco ritmato di personaggi del potere che mentono, parlano di moralità e, immancabilmente, finiscono sotto inchiesta urlando: "Sono sereno, dimostrerò la mia innocenza". Chiudeva così:
Ma tu, miracolato del ceto medio basso,
tu devi risparmiare, accetta 'sto salasso:
non devi mangiar carne, devi solo salvar la lira
e, mentre gli altri fregano, tu fai l'austerità!

Settimo ruba un po' meno è del 1964. Cinquant'anni fa! Mezzo secolo fa!
Verrebbe da dire: "Sembra ieri". Veramente, sembra oggi.
Oggi come cinquant'anni fa. E un secolo fa?
Quelli di una volta hanno sempre rappresentato l'esempio cui ispirarsi. I modelli non mancano.
E non è vero che sono tutti uguali, come vuole la retorica qualunquista e populista di tutti i tempi. Ciascuno decida quali scegliere.
La commedia si apriva con la storia, inventata per scherzo, secondo cui il comune avrebbe fatto costruire un cadaverodotto per spedire le salme al cimitero, a quattordici chilometri di distanza, ad altissima velocità, con grande risparmio di costi, enorme incremento di efficienza. E di inevitabili mazzette.
Un cadaverodotto! L'immaginazione per concepire una simile idea trovava anche allora mille spunti nella realtà intorno.
Il cadaverodotto era un falso. La speculazione poteva essere vera. Il tutto, verosimile.

Ci siamo imbattuti nella figura di Paolo Ciulla, pittore, disegnatore, illustratore di talento, anarchico e omosessuale vissuto fra fine Ottocento e inizia Novecento.
Paolo Ciulla è stato il più grande falsario della storia d'Italia.

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Giovanni Savino e il Tappeto di Iqbal

Giovanni Savino e il Tappeto di Iqbal

Carissimi,
questa settimana mi approprio del Cacao del Sabato per tornare a raccontavi di Giovanni Savino, del Tappeto di Iqbal e del suo straordinario lavoro nel quartiere Barra di Napoli.
Abbiamo già parlato dei ragazzi di Barra.
Sono venuti ad Alcatraz e li abbiamo sentiti recitare, cantare, raccontare.
Seguire tutti i progetti di Giovanni e della sua tribù fa girare la testa, non sta fermo un attimo, ora ha finito di incidere un CD, poi ha un nuovo spettacolo, poi aspetta un figlio... beh... non proprio lui ma non mi stupirei che fosse incinto pure lui.
Mi diverte e mi fa arrabbiare Giovanni, perché fa finta di essere disincantato e senza speranza, ma pochi secondi dopo lo vedi guardare i suoi ragazzi con occhi pieni d’amore e di determinazione. Ma non glielo dite, che sennò perde l’aria da cinico che ogni tanto si vuole mettere addosso.
Ogni volta che ho conosciuto persone come Giovanni, come Miloud dei ragazzi di Bucarest, come Patch Adams, come tanti sconosciuti che dedicano la loro vita con una passione invidiabile a quelle che tutti considerano “cause perse”, mi sono chiesta cosa li spinga, da dove parta tanta volontà, quale sia stato il fiammifero che ha acceso tanta determinazione.
Ieri Giovanni mi ha mandato un link, è una lunga intervista che ha rilasciato a un sito, Dialoghi Resistenti, e che racconta un po’ della sua storia. Mi è piaciuta molto e ve la ripropongo, almeno in parte.
Questa settimana Cacao lo dedichiamo a una bella storia, a un ragazzo che ha scelto di esserci, in questo mondo.
Buona lettura, Gabriella.

Giovanni Savino e il Tappeto di Iqbal

Sono cresciuto tra peperoni e zucchine da tagliare per ore di pomeriggio durante le feste dell’Unità che mio padre organizzava a Barra, piccolissimo con i miei fratelli più piccoli guardavo mio padre disegnare la grande salsiccia con cappello da cuoco e occhi giganteschi che raccontavano agli arrivati il menu del giorno.
Avevo pochi anni quando, con mio padre, andavo ai comizi di Natta, ogni volta che guardavo Natta pensavo fosse Totò.
Mio padre mi raccontava di un certo Guevara e mi teneva ore a guardare film forse un po’ troppo impegnativi per un bambino di otto anni. Era un po’ esagerato, uno di quelli che quando giocava Italia – URSS faceva il tifo per i sovietici, e del resto io cantavo l’Internazionale. Ma mio padre era l’eroe combattente che non si fermava di fronte a nulla e si incazzava con gente come Bassolino che veniva a fare il maestrino nella sezione del corso IV Novembre di Barra.
Ricordo mia madre che, non vedendo mio padre arrivare alle due di notte faceva la cosa più stupida che potesse fare...

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