cacao del sabato

Il festival EcoFuturo è pronto, vieni?

Il festival EcoFuturo è pronto, vieni?

La novità delle ultime ore è che ci sarà anche un risciò elettrico fotovoltaico. E una nuova pala mini-eolica chiamata “Nautilus”.
Confermata la presenza di Federico Pizzarotti, sindaco di Parma, primo amministratore comunale del Movimento 5 Stelle. Lo siederemo a una tavola rotonda con Marco Boschini e Laura Puppato, il tutto moderato da un giornalista del Fatto Quotidiano.
E’ ora completa anche la sezione “Cucina con il Sole”, perché, oltre al concentratore solare e al forno solare, ora abbiamo anche la Wonderbag, la sacca forno che permette di terminare la cottura del cibo senza usare gas o energia elettrica: si scalda ben bene la pentola con gli alimenti dentro, poi si ripone tutto nella sacca, si chiude e la Wonderbag finisce di cuocere lentamente. Impiega circa il doppio del tempo ma fa tutto da sola e quindi aspettiamo i suoi tempi… La testeremo insieme, durante il Festival, e dopo pranzo prenderemo un caffè solare con Nicola Ulivieri, autocostruttore di forni solari.
Se venite a EcoFuturo portateci delle bottiglie di plastica trasparenti, quelle dell'acqua per intenderci, trasparenti e a base quadrata. Con le bottiglie e il gruppo EnergiaArcobaleno costruiremo pannelli solari termici per l'acqua calda.
Poi doccia solare tutti insieme! (Ok, su questo non garantiamo nulla)
Stampanti 3D, estrazione di oli essenziali, eco-ricette con Mamma Chimica, autocostruzione di blocchi in calce e canapa per l'edilizia e autocostruzione di strumenti musicali con materiali di riciclo: questi saranno alcuni degli altri laboratori pratici del festival.
Nel corso della giornata si alterneranno poi tavole rotonde e conferenze, abbiamo raccolto nel programma alcune storie bellissime, esempi di solidarietà, eccellenze italiane, testimonianze di come si possono migliorare le cose in Italia partendo anche da piccoli gesti. Esperti di questo settore sono Cristiano Bottone, promotore delle Transition Town, Domenico Finiguerra, ex sindaco di un comune virtuoso, lo stesso Marco Boschini, fondatore dei Comuni Virtuosi, Maurizio Fauri, ingegnere, esperto di efficienza e risparmio energetico. Saranno tutti a EcoFuturo!
La lista dei partecipanti è lunghissima, date un occhio al programma. Alcuni sono l'incarnazione delle buone notizie pubblicate ogni giorno su questo giornale.
Un esempio: l'architetto Chiara Tonelli. Abbiamo parlato del suo progetto su Cacao del 19 giugno 2014 e ora viene a EcoFuturo. Il suo intervento è fissato per il primo agosto.
Di seguito alcune informazioni logistiche. Se non siete mai stati ad Alcatraz, dal 26 luglio al 2 agosto è la settimana giusta per venirci a trovare. Chi c'è già stato, è ora che ritorni!

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La Figlia del Papa

La Figlia del Papa

Carissimi,
questa settimana vi riproponiamo un libro che sta avendo un grande successo: si tratta de La Figlia del Papa, un testo di Dario Fo su Lucrezia Borgia. Il libro si legge come un romanzo, e racconta tutta l'umanità di Lucrezia liberandola dal cliché di donna dissoluta e incestuosa, calandola nel contesto storico di allora e nella vita quotidiana.
Una vera accademia del nepotismo la corte dei Borgia, tra festini e orge... vi ricorda niente?
Buona lettura!
Per acquistare il libro “La figlia del Papa” di Dario Fo clicca qui (SENZA SPESE DI SPEDIZIONE)

Il gioco degli scambi

L'1 ottobre 1498 Cesare Borgia si reca a Parigi. E' una città che non conosce ma ha cominciato ad amarla con l'apprendimento della lingua francese che, come ci siamo resi conto nel suo viaggio a Napoli al seguito di re Carlo VIII, egli sa parlare con agilità e bello stile. Ma che ci va a fare in quella città tanto lontana dalle sue origini? Va nientemeno che a chiedere la mano di Carlotta d'Aragona che, non a caso, è la cugina di Alfonso, ormai marito di Lucrezia, e figli di Federico re di Napoli. Ma non è il lieto fine di una storia d'amore, piuttosto un affare del tutto politico. Impalmando una d'Aragona Cesare si ritroverà a un gradino molto alto della scalata al regno di Napoli.
Ma l'incontro non va come previsto. L'ambita sposa, quando le propongono quell'unione, aggredisce i sensali con una scenata di violenta indignazione: “Cosa? Mi proponete di finire nel letto di un figuro del genere? Un assassino patentato degno dei prostiboli più malfamati? Vi siete dimenticati che quello è il bastardo che s'è presa come amante mia cugina, portandola via al marito, che poi è suo fratello minore? Ma cosa volete? Vado in matrimonio a 'sto infame che prima mi porta a letto e la mattina, dopo aver goduto della mia illibatezza, capace che mi scanna fra le lenzuola come il satrapo assassino delle Mille e una notte?”
Il rifiuto è brutale e senza appello, ma Cesare non se la prende più di tanto. Come si dice, i colpi di scena sono come il vento che spinge le navi, lo scirocco diventa maestrale e vi tocca cambiar rotta. E come fa un Cesare che, giocando a scacchi, perde una regina? Se ne prende subito un'altra? Quella napoletana dice no, ma c'è sempre anche disponibile una giovane nobile francese, un'altra Charlotte, Charlotte d'Albret, sorella del re di Navarra. Lei ci sta, il padre anche, quindi evviva gli sposi.

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EcoFuturo, Festival dell'Ecotecnologie e dell'Autocostruzione

EcoFuturo, Festival dell'Ecotecnologie e dell'Autocostruzione

Carissimi,
l’estate sembra essersi dimenticata di noi, qui nelle colline, ma in fondo non ci dispiace troppo visto che siamo in iperattività per le ultime fasi organizzative del primo Festival delle Ecotecnologie e dell'Autocostruzione chiamato EcoFuturo, e il fresco aiuta alla concentrazione.
L’altro giorno Stefano Bertea, capoorganizzatore, coordinatore, addetto al morale, problem-solver, cuoco, idraulico, elettricista, falegname e un sacco di altre cose, è arrivato al capannone di Merci Dolci con una tavola di legno lunga tre metri e alta uno dove ha inchiodato sette fogli per segnare il programma delle varie giornate.
“Scrivi a matita” ha ordinato a Silvia, capo della segreteria organizzativa e unica componente della segreteria organizzativa stessa. Silvia ha timidamente fatto osservare: “Ma dei magnifici post-it?” al che Stefano ha risposto “Quelli volano” e la questione si è chiusa lì, Silvia ha preso in mano la matita.
Maria Cristina dalla sua postazione di regia con computer, due video, iPad, iPhone e una serie di altre diavolerie elettroniche chiede timidamente: “Ma fare un bel file Excel?”, cassata immediatamente, troppo virtuale la Nostra Signora della Tecnologia.
Dopo un paio di rovinose cadute della tavola (per altro pesantissima) pare che ora sia solida e i fogli si stanno riempiendo di appunti.
In questo momento Simone, web master, direttore editoriale di Ecotecno e di Cacao, sta dicendo al telefono a Michele Dotti, autore di un sacco di libri, adrenalinico organizzatore di eventi, pietra fondamentale di questo Festival, che Domenico Finiguerra, ex sindaco di un Comune Virtuoso e promotore della campagna “Stop al consumo del territorio” potrebbe essere ospite del festival il giorno 29 luglio con una sua conferenza e la partecipazione a una tavola rotonda (ora che sia proprio rotonda non lo garantiamo... va bene lo stesso un tavolaccio rettangolare o ancora meglio un bel pratino all’ombra di un olivo?).
Io dalla mia postazione ad angolo ascolto, mi hanno affidato il ruolo di jolly durante il Festival, non ho ancora capito bene di che si tratta ma adoro le sorprese.
La settimana scorsa Silvia ha intervistato Gunter Pauli, economista, imprenditore e scrittore belga, iniziatore della Blue Economy.
Laureato in economia all'Università Sant'Ignazio di Loyola in Belgio, ha fondato la "Zero Emissions Research Initiative", rete internazionale di scienziati, studiosi, ed economisti che si occupano di trovare soluzioni innovative, progettando nuovi modi di produzione e di consumo a minor impatto ambientale.
E che cosa ci ha raccontato Pauli? Beh, un sacco di belle cose che potrete sentire al Festival dal 26 luglio al 2 agosto, ma intanto vi anticipo almeno l’inizio...

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Francesco, lu Santo Jullare

Francesco, lu Santo Jullare

Carissimi,
domenica sera alle 21,25 minuto più, minuto meno andrà in onda in prima serata su Rai1 una nuova versione rivista e aggiornata di “Francesco, lu Santo Jullare” di e con Dario Fo. Dopo 7 anni torna in tv il teatro di Dario e pure in prima serata. Wow!
Vi chiediamo di aiutarci a diffondere la notizia e se possibile di collegarvi anche da un computer al sito della Rai così da far mandare in tilt i contatori.
Qui il link per vedere Rai1 via web.
Di che spettacolo si tratta lo facciamo raccontare direttamente dal Maestro proponendovi il prologo allo spettacolo precedente a questo, pubblicato in libro+dvd dalla Fabbri e in vendita su Commercioetico.it.
Buona lettura!

Prologo
Lu Santo Jullare Francesco è il titolo dello spettacolo, si tratta di una fabulazione sulla vita del Santo di Assisi che prende in prestito alcuni episodi, spesso sconosciuti o ignorati, della sua vita. Storie tratte da testi canonici e da antiche favole popolari della campagna umbra.
Ho sempre pensato che il termine “giullare” rivolto a Francesco gli fosse stato appioppato da qualche persona con molta fantasia e sottile umorismo, un'aggiunta tarda del Quattro o Cinquecento, inventata da cronisti o poeti spinti da lirica commozione.
Anche Rossellini, il maestro del Neorealismo, ha intitolato un suo splendido film Francesco giullare di Dio. La sequenza che sta proprio all'inizio è da sola un capolavoro del cinema di tutti i tempi. Si vedono centinaia di frati, fra i quali molti giovani che stanno seduti in un gran prato a discutere. Scherzano, giocano e ridono... a un certo punto comincia a piovere. In principio è solo una spruzzata leggera, ma piano piano la pioggia si fa battente e grandi folate di vento sfrappano l'acquazzone: il classico temporale d'estate. I frati, specie i più giovani, corrono divertiti per il gran prato: sguazzano, rotolano fra i dossi, sollevano i gonnelloni a coprirsi il capo e sbattono i lembi, imitando uno stormo d'uccelli... ora sembrano proprio corvi impazziti che si sollevano in volo, scomparendo nella nebbia.
Nelle ricerche che ho condotto sul Santo d'Assisi ho scoperto, grazie a un testo fondamentale di Chiara Frugoni, che Francesco si era autodefinito giullare, dichiarando d'acchito: “Io sono il Giullare di Dio”. Affibbiarsi la qualifica di buffone satiresco all'inizio del Duecento era una provocazione molto pericolosa, da autolesionista pazzo. I giullari erano amati dal popolo minuto, ma odiati e perseguitati dai potenti che, essi clown, mettevano alla berlina in ogni occasione. 

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Una Callas dimenticata di Dario Fo e Franca Rame

Una Callas dimenticata di Dario Fo e Franca Rame

Carissimi,
questa settimana vi raccontiamo di un nuovo libro-spettacolo di Dario Fo.
Parliamo di una grande diva della musica lirica: Maria Callas, il libro si intitola “Una Callas dimenticata”.
Una sera di più di un anno fa Dario era ad Alcatraz con Franca. Quella sera la nostra amata signora si era ritirata presto, Jacopo le aveva portato la cena in camera. Dario invece era al ristorante ed eravamo in pochi, gli raccontai che avevo visto in quei giorni, via streaming, alcune lezioni che Alessandro Baricco aveva tenuto all'Auditorium a Roma e che mi erano piaciute molto. Dissi a Dario che Baricco aveva raccontato la grande rivoluzione che la Callas aveva imposto alla musica lirica, questa voce così personale, così unica...
Dario mi interruppe: “Te la racconto io la vera storia di Maria Callas, quella che nessuno racconta!”
Ovviamente mi zittii immediatamente, potevo perdermi un racconto del mio Premio Nobel preferito? Avrei ascoltato in religioso silenzio anche se mi avesse letto la lista della spesa, pensa la vera storia di Maria Callas!
Ed ecco qui il risultato di quella scintilla, un libro, il testo di uno spettacolo sulla Divina Callas.
Perché quando Dario racconta una storia, vuole poi che sia di tutti.
Grande formato, 23 cm per 29, disegni magnifici, senza spese di spedizione!
E qui di seguito la consueta anticipazione. Buona lettura!
Gabriella Canova

Una Callas dimenticata di Dario Fo e Franca Rame

A Franca

Questo mio libro è dedicato a una delle cantanti più famose dell'ultimo secolo e che, a Verona, nello stupendo palcoscenico dell'Arena, per la prima volta nella sua vita ha debuttato in Italia.
Si tratta di Maria Callas.
Personalmente ho conosciuto questa eccezionale soprano quando avevo poco più di 20 anni. Lei ne aveva due o tre più di me.
Frequentavo l'Accademia di Brera e tutti noi allievi spesso eravamo ingaggiati dalla Scala, nello spazio dedicato alla scenografia, per rinfrescare i fondali e i drappi di repertorio per i nuovi allestimenti.
Naturalmente ci pagavano... poco, ma ci pagavano!
Da un trabattello sul quale stavo lavorando ho notato una ragazza piuttosto avvenente che attraversava tranquillamente il palco, transitando come niente fosse tra le strutture sceniche e gli scorrevoli.

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Ecotecnologie Terzo Mondo: pot-in-pot

Ecotecnologie per i Paesi in via di sviluppo

Carissimi,
continuiamo anche questa settimana a parlarvi di ecotecnologie per i Paesi in via di sviluppo. Come abbiamo detto la settimana scorsa stiamo preparando un libro in varie lingue da proporre a coloro che operano in questi Paesi per mostrare le soluzioni più economiche ai problemi più comuni: come possiamo trasportare l'acqua o altri materiali in modo efficiente e con meno fatica? Come cucinare senza bruciare legna o gasolio? E così via.
Il file in pdf è qui se volete potete scaricarlo e darci un'occhiata, ben vengano contributi e osservazioni, ne sono già arrivate alcune molto interessanti, grazie mille.!
Oggi vi parliamo di refrigeratori, ma soprattutto vogliamo raccontarvi una storia. Quella di Mohammed Bah Abba.

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Tra luce e ombra

Tra luce e ombra

Carissimi,
Questa settimana vi proponiamo la traduzione del discorso di addio del subcomandante Marcos. E' un addio lungo e poetico. Buona lettura.

Subcomandante Marcos
La Realidad, Pianeta Terra
Maggio 2014

Compagna, compañeroa, compagno:
Buona notte, sera, giorno, qualunque sia la vostra geografia, tempo e modo.
Buone albe.
Chiedo in particolare alle compagne, compagni e compañeroas della Sexta che vengono da altre parti, ai media liberi compagni, di avere pazienza, tolleranza e comprensione per quello che dirò, perché queste saranno le mie ultime parole in pubblico prima di smettere di esistere.
Mi rivolgo a voi e a coloro che attraverso di voi ci ascoltano e ci guardano.
Forse all’inizio, o durante questo discorso, potrebbe nascere nel vostro cuore la sensazione che qualcosa sia fuori luogo, che qualcosa non quadri, come se mancassero dei tasselli per dare un senso al rompicapo che vi si sta delineando. Come se mancasse qualcosa.
Forse dopo, giorni, settimane, mesi, anni, decenni si capirà quello che diciamo ora.
Le mie compagne e compagni dell’EZLN a tutti i livelli non mi preoccupano, perché questo è il nostro modo: camminare, lottare, sapendo che manca sempre ancora qualcosa.
Inoltre, nessuno si offenda, ma l’intelligenza delle/dei compas zapatisti è molto al di sopra della media.
Per il resto, ci inorgoglisce che sia davanti a compagne, compagni e compañeroas, sia dell’EZLN che della Sexta che si comunica pubblicamente questa decisione collettiva.
Ed è bello che sarà attraverso i media liberi, alternativi, indipendenti di questo arcipelago di dolori, rabbie e degna lotta che chiamiamo “la Sexta“, che verrete a conoscenza di quello che dirò dovunque vi troviate.
Se a qualcun altro interesserà sapere che cosa è successo in questo giorno dovrà rivolgersi ai media liberi.
Bene, dunque. Benvenute e benvenuti nella realtà zapatista.
Una decisione difficile.
Quando nel 1994 con sangue e fuoco irrompemmo ed interrompemmo, per noi zapatisti non iniziava la guerra.
La guerra dell’alto, con la morte e la distruzione, la spoliazione e l’umiliazione, lo sfruttamento e il silenzio imposti al vinto, la stavamo già subendo da secoli.
Quello che per noi inizia nel 1994 è uno dei molti momenti della guerra di quelli che stanno in basso contro quelli che stanno sopra, contro il loro mondo.
Quella guerra di resistenza che si svolge giorno dopo giorno per le strade di ogni angolo dei cinque continenti, nelle campagne e sulle montagne.
La nostra, come quella di molti e molte del basso, era ed è una guerra per l’umanità e contro il neoliberismo.
Contro la morte, noi chiedevamo vita.
Contro il silenzio, esigevamo la parola e il rispetto.
Contro l’oblio, la memoria.
Contro l’umiliazione e il disprezzo, la dignità.
Contro l’oppressione, la ribellione.
Contro la schiavitù, la libertà.
Contro l’imposizione, la democrazia.
Contro il crimine, la giustizia.
Chi con un po’ di umanità nelle vene potrebbe o può contestare queste richieste?

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Ecotecnologie per il Terzo Mondo

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Alcatraz, come sapete, è un crocevia di persone straordinarie. Era estate quando arrivò un gruppo di amici interessato a visitare l'Ecovillaggio Solare. Alcuni lavoravano nella cooperazione internazionale, altri facevano parte di una Onlus che lavorava in Africa. Una ragazza in particolare si occupava di stilare i budget per i vari progetti e si lamentava del fatto che sempre mancavano i fondi per poter aiutare chi ne aveva bisogno o per poter fare qualsiasi cosa.
A questo punto a Jacopo sono brillati gli occhi. Ha iniziato a elencare decine di tecnologie che a poco prezzo avrebbero risolto alcuni problemi di vita quotidiana: dalla tanica a forma di ciambella per il trasporto dell'acqua, ai forni solari... citava l'esperimento di Yunus che in collaborazione con Danone aveva fornito yogurt fresco a centinaia di persone nei villaggi sperduti del Bangladesh (vedi di Muhammad Yunus, La fine della povertà, ed. Feltrinelli) e così via. Un fiume in piena.
Tutti lo ascoltavano stupiti, non conoscevano tre quarti delle storie che raccontava Jacopo e noi eravamo più stupiti di loro.
Ma come? Come era possibile che chi si occupava di Paesi in via di sviluppo non sapesse quello che quegli stessi Paesi stavano facendo? E quanto poco investimento sarebbe bastato per creare posti di lavoro e benessere?
E allora ci è venuta un'idea.
Il Nuovo Comitato Il Nobel per i Disabili Onlus può informare, ci siamo detti, e raccontare queste esperienze.
Da qualche mese quindi stiamo lavorando a un libro che racconterà il mondo delle ecotecnologie a basso costo per i Paesi in via di sviluppo. Sarà una sorta di guida/manuale da inviare gratuitamente alle Onlus e a chi opera in questi Paesi per mostrare, tutte insieme, quali sono le tecnologie che possono risolvere alcune difficoltà, rendere la vita più agevole a chi ne ha bisogno con l'impiego di pochi mezzi economici e sfruttando le risorse e creando lavoro nei vari territori.
Il primo lavoro di raccolta di informazioni lo hanno svolto egregiamente Vania e Andrea consegnandoci un tomo stracarico di informazioni e di link, ora lo stiamo impaginando ma abbiamo bisogno anche di voi. L'argomento è vastissimo e magari ci è sfuggito qualcosa, volete aiutarci?
Trovate qui il documento in bozza, se volete potete scaricarlo e darci ulteriori notizie o segnalarci errori, insomma... vedete voi.
Grazie mille.
Intanto vi riportiamo qui sotto alcune di queste notizie, così, per darci un'idea.

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Questa settimana vi vogliamo parlare un po' di noi...

Cacao del Sabato

Carissimi,
questa settimana vi vogliamo parlare un po’ di noi. Bella novità, direte voi e c’avete pure ragione ma che ci volete fare, ci piace condividere. :-)
La primavera ha portato grande fermento nella collina, stiamo organizzando il più grande, il più esplosivo, il più moderno Festival delle Ecotecnologie che non a caso modestamente si chiama EcoFuturo. Si terrà ad Alcatraz dal 26 luglio al 2 agosto. E potrete vedere cose fantascientifiche, dalla stampante in 3D alla moto elettrica, impareremo a fare i detersivi ecologici da Mamma Chimica, e conosceremo il movimento delle Transition Town... Ma poi è di più, molto di più... attenti appassionati del giallo...
In questi giorni ad Alcatraz, organizzato dal Nuovo Comitato Nobel per i Disabili, si è tenuto il secondo corso sulle cooperative. Una sedicina di persone da tutta Italia, isole comprese, a imparare, discutere, provare a immaginare la possibilità concreta di formare una cooperativa, capirne i pro e i contro. E siccome la vita è l’arte dell’incontro sono nate già collaborazioni, proposte, ci sono stati scambi di telefoni, indirizzi e-mail e se va in porto una collaborazione probabilmente stiamo aiutando un’azienda a uscire da un brutto fallimento.
Il tutto seduti comodamente al sole davanti a un cielo azzurrissimo che si divertiva facendo correre mille nuvolette, chissà poi dove andavano, le nuvolette intendo...
Dal precedente corso di novembre sono nate ben due cooperative! Una è composta da donne che tingono i tessuti in modo naturale, partendo da fiori e piante, l’altra è una cooperativa di servizi sull’impiego, anche questa costituita da donne.
E’ un grande risultato, siamo orgogliosi come se ci fossero nati due gemelli. Anzi, due gemelle.
Sempre con il Comitato stiamo preparando un libro, sulle ecotecnologie a basso costo per i Paesi in via di sviluppo, che invieremo alle Onlus e a chiunque ce ne faccia richiesta. 

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La chimica per i piccoli

La chimica per i piccoli

Torna Mamma Chimica e io la adoro sempre di più! Buona lettura!

La chimica per i piccoli

Ovviamente non resisto.
E' assolutamente impossibile per me non decantare le meraviglie della chimica anche ai miei figli.
Con linguaggio semplice, certo! Ma cercare di spiegare scientificamente perché avviene una certa cosa è per me irresistibile...
Inoltre tutto è chimica e se non esistesse sparirebbero così tante cose!
Ma nonostante il mio entusiasmo, c'è sempre chi mi “smonta”: a partire da alcuni miei studenti (non tutti eh!), che con molta sincerità mi dicono: “a professorè, se vede proprio che le piace sta materia, ma a noi nun ce frega niente...”.
Allora, mi concentro su Emiliano, 6 anni, tutto contento di vedere “cosa insegna mamma a scuola”.
Ecco alcuni esperimenti semplici semplici, ma di sicuro effetto per i più piccini.
Niente di pericoloso! Sono certa che la maggior parte degli ingredienti li avete già in cucina.
Vi consiglio di effettuare gli esperimenti su di un vassoio, una tovaglia di plastica o un ripiano che possa essere facilmente lavato, dato che cadrà del liquido.

1) IL VULCANO
Prendete una tazzina e metteteci un po' di aceto (un dito circa), poi versateci sopra, tutto insieme, un cucchiaio di bicarbonato di sodio.
Si formerà molta schiuma che farà fuoriuscire il tutto, come se fosse la lava del vulcano. Se aggiungerete all'aceto un po' di colorante alimentare rosso, diventerà ancora più realistico l'esperimento.
Cos'è successo? è avvenuta una reazione chimica!
L'aceto è una sostanza acida, mentre il bicarbonato di sodio è leggermente alcalino. Mischiati insieme reagiscono e formano un gas chiamato anidride carbonica, responsabile della vigorosa effervescenza.

2) LA MONGOLFIERA
Prendete una piccola bottiglietta (es. di succo di frutta) e versateci il solito dito di aceto. Poi mettete un cucchiaio di bicarbonato in un palloncino (magari aiutandovi con un imbuto).
Attaccate il palloncino alla bocca della bottiglietta meglio che potete. Poi, tirandolo su, fate cadere tutto il contenuto all'interno della bottiglia. Il palloncino si gonfierà “magicamente” da solo.
Cos'è successo? Anche in questo caso è avvenuta la reazione chimica tra il bicarbonato e l'aceto, con formazione di anidride carbonica gassosa, che questa volta ha gonfiato il palloncino.

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