Blog di Jacopo Fo

Sesso: perché non spiegare ai ragazzi come superare l'eiaculazione precoce?

Bacio bonobo

Sono stato un grandissimo eiaculatore precoce. Uno dei più veloci d'Europa.
Peccato che non dessero medaglie.
Forse per una donna è difficile comprendere che disastro sia per noi, quanto dolore e vergogna sperimentiamo quando non riusciamo a dare piacere perché siamo fulminei.
Invece gli uomini lo sanno quasi tutti.
Ma perché quasi nessuno si dedica a spiegare ai giovani come raggiungere il "tempo minimo".
Io ci sono dovuto arrivare da solo. Eppure sarebbe così facile spiegarmelo!
Lo faro nelle prossime righe.
Ma prima devo sgombrare il campo dai sistemi che non solo non funzionano ma creano anche danni devastanti.
Il primo metodo che mi fu consigliato, da un amico un po' più grande di me, al bar, era quello della matematica. Appena inizi il rapporto cominci a fare conti dentro il tuo cervello: 7x3=21+7-9x34.... Solo che quando ci provai, al 7x3=21 avevo già finito.
Ne ricavai un grave trauma scolastico. Durante l'interrogazione di matematica tornavo con la mente al trauma eiaculatorio e facevo scena muta.
Altri amici citavano a memoria tutte le formazioni del campionato di calcio.
Ma anche con questo metodo pochi riuscivano ad andare molto lontano.
E quelli che ci riuscivano in realtà non avevano un gran vantaggio... Se mentre fai l'amore invece di goderti le sensazioni ti dedichi a esercizi mnemonici ti perdi il bello della diretta... Non fai l'amore con una femmina meravigliosa ma con le moltiplicazioni o con uno stuolo di calciatori... Non è un gran ché e poi ti convinci che è meglio dedicarsi ad altro, ad esempio i soldi o il potere... Dicono i mafiosi: meglio comandate che fottere. Ecco appunto, se non sai goderti veramente l'estasi dell'incontro amoroso, perché stai cercando di distrarti ricordando tutte i modelli di fucili che conosci, ti passa la voglia...

Abbandonato il calcolo aritmetico come sistema frenante ebbi la disgrazia di sperimentare il sistema muscolare.
Ne esistono varie versioni, la più nota è la tecnica tantrica.
In sostanza è possibile imparare a bloccare l'eiaculazione contraendo il muscolo pubococcigeo, lo stesso muscolo che usiamo per bloccare il flusso delle orine. Dopo un paio di settimane di esercizio riuscii a bloccare meccanicamente l'uscita del seme contraendo questo muscolo. È come chiudere un rubinetto, il seme non esce. Il vantaggio è che non si perde l'erezione e quindi si possono allungare di parecchio i tempi copulatori.
Ci sono però due problemi. Per riuscirci, mentre fai l'amore, devi continuare a respirare in un modo forzato e a contrarre ritmicamente questo muscolo. Il che vuol dire che non stai per niente partecipando all'effusione amorosa, e quando poi arriva l'orgasmo non puoi assolutamente lasciarti andare e godertelo ma devi mantenere il controllo per dedicarti completamente alla contrazione. Quindi poco o niente piacere orgasmico.
Ma il peggio è che a furia di contrarmi raggiunsi anche una cistite dolorosissima che divenne rapidamente cronica e mi perseguitò per parecchi anni...

A ben vedere questi sistemi sono particolarmente stupidi anche perché esiste un modo semplice e naturale per raggiungere tempi tecnici decenti.
Innanzi tutto bisogna abbattere il senso di vergogna e inadeguatezza che deriva dall'essere troppo veloci: non è vero che è una malattia. Gli orangotango copulano in 7 secondi. E le orangotanghe non si lamentano perché sono eiaculatrici precoci anche loro.
Poi è indispensabile trovare un posto tranquillo dove farlo. Se non riesci a far l'amore a lungo in una situazione non accogliente non soffri di eiaculazione precoce ma hai un problema immobiliare.
Trovato il contesto adatto serve anche che tu sia preso dalla ragazza con la quale ti scambi effusioni e effluvi. Ti piace lei? Se ti piace il gioco è fatto. Vivi fino in fondo la meravigliosa esperienza alla quale stai partecipando, guardala, annusa i profumi che girano nell'aria, ascolta la sensazione della tua pelle contro la sua, la consistenza dei suoi muscoli, il miracolo del suo respiro.
Se mentre fai l'amore pensi "non devo eccitarmi" oppure sei lì che ti concentri su come fare bella figura, oppure sulle posizioni del kamasutra che vorresti sperimentare, o sul fatto che sei felice perché ne hai conquistata un'altra e già pregusti il piacere di raccontarlo agli amici, allora tu non stai facendo l'amore con lei, non stai assaporando la situazione, non stai cercando un'unione empatica con un altro meraviglioso essere umano; non sei presente a te stesso.
Per rallentare basta ascoltare le sensazioni e non lasciarsi distrarre da altro. Solo questo.
Ad un giovane eiaculatore precoce può sembrare strano che sia così facile risolvere il problema. Ma in realtà per riuscirci bisogna compiere un cambiamento nel modo di vedere il sesso che per molti è impossibile, perché sono imbevuti dell'ideologia del maschio potente e perché non hanno nessuna abitudine ad ascoltare le sensazioni. Se lo facessero si accorgerebbero che i fast food propongono cibo che ha un pessimo sapore.
L'essenza del discorso è che se sei concentrato su di te e sulla sensazione del tuo sesso, e magari stai spiando con ansia il sopraggiungere selle sensazioni che preludono all'eiaculazione, vieni subito. Se invece ti perdi nell'ascolto delle sensazioni che arrivano da TUTTO il tuo corpo e da tutti i tuoi sensi allora ti dimentichi di eiuaculare perché sei tutto preso nell'assaporare le infinite sfumature percettive.
Chi volesse quindi utilizzare questo sistema deve innanzi tutto comprendere che si tratta di un viaggio che richiede di scoprire una grande dedizione e un grande interesse per le meraviglie del corpo e dell'anima di una donna. Poi dovrebbe dedicarsi ad ascoltare le emozioni, che a molti fanno paura. Si tratta di scoprire che quando ci si abbraccia, quando si accarezza, dentro di noi iniziano a viaggiare ondate di calore, scie di elettricità, brividi, stupori muscolari... Tutti fenomeni che non riesci a percepire se sei distratto, lontano dal momento che vivi, occupato a chiederti quanto sei maschio e quale posizione scandaloso potresti sperimentare. Cioè fai l'amore "di testa" continuando a osservare e giudicare quel che fai (e temere di non farcela) oppure ti abbandoni come quando balli travolto dal ritmo della musica, lasciando che i movimenti si susseguano spontanei e non decisi dalla tua mente razionale. Mantieni il controllo mentale mentre ti dedichi al piacere oppure ti lasci andare?

Questa modalità ottiene il risultato tempistico grazie a un meccanismo fisiologico del nostro cervello che è straordinario: se ascoltiamo le sensazioni non riusciamo contemporaneamente a ragionare con il cervello razionale. Quindi la mente cosciente si spegne e noi iniziamo a muoverci guidati dall'istinto.
È vero che l'istinto ci porterebbe comunque a venire in 7 secondi ma è anche vero che esiste una differenza sostanziale tra il nostro cervello e quello della scimmia: noi abbiamo una capacità strepitosa di appassionarci e la passione può essere tanto forte da farci entrare dentro quello che facciamo, traendone talmente tanto piacere e desiderio che questo piacere continui, che spontaneamente e senza sforzo superiamo i limiti della tempistica scimmiesca.
Allora far l'amore a lungo non è più una fatica ma un effetto collaterale dell'essere pienamente appassionati e golosi della tempesta emotiva scatenata dall'unione di corpi che si amano.

Per riuscirci bisogna anche disinnescare l'ansia che chi sperimenta la velocità copulatoria accumula velocemente e che scatta automaticamente appena si comincia e spogliarsi, attanagliandoti a volte lo stomaco, a volte spezzandoti il respiro.
Per disinnescare l'ansia bisognerà quindi mettere in atto una serie di contromisure.
La prima è rinunciare per qualche tempo alla penetrazione come modalità per far provare piacere alla tua amante. Dedicati ad altri modi per raggiungere il piacere. Scopri che le ragazze adorano essere accarezzate lentamente e molto delicatamente e che il tuo apparato orale può essere fonte di oceani di piacere. Se lei ha raggiunto l'acme del piacere più volte non sarà un grave problema se poi tu vieni subito.

E ti sentirai più rilassato e meno in colpa e potrai sperimentare anche che puoi giocare a restare dentro di lei immobile. Guardarsi negli occhi, dirsi parole gentili, accarezzarsi, mentre si sta fermi. Senza scopo, tanto lei ha già raggiunto il massimo del piacere... Non hai più doveri, non ci fai più brutta figura. Stai lì, fermo come un ramarro al sole e aspetti. Le donne adorano questo perché è molto romantico: "È talmente bello stare dentro di te che non ho neanche voglia di muovermi e sto fermo ascoltando la vita meravigliosa che fluisce dentro di te".
E entrambi rischiate di raggiungere un'estasi profonda, una cosa non proprio sessuale. Un'estasi ci coccole... GRANDE!

Quanto detto qui non è una novità. Se ne parla da qualche migliaio di anni. Ma perché non lo si insegna ai ragazzi?
Oltretutto sarebbe un modo formidabile per insegnare loro il gusto per la passione che è essenziale per la qualità della vita e per far crescere il senso della socialità, della relazione umana, della cooperazione. In fondo potremmo dire che la madre di tutti i guai dell'umanità è il fatto che troppi vivono senza essere animati da grandi passioni. Vivono l'assenza dal proprio essere vivi, la mancanza di sogni, di grandi obiettivi e di ascoltare le sensazioni.
Ma se la gente si appassiona poi non sopporta le chiusure mentali e i sistemi autoritari. La gente appassionata ha il terribile difetto di pensare con la propria testa.


Leonardo Da Vinci: c'è Maria Maddalena a fianco di Gesù nell'Ultima cena.

Fumetto di Jacopo preparato nel 2006

Fumetti di Jacopo Fo: Leonardo Da Vinci, c'è Maria Maddalena a fianco di Gesù nell'Ultima cena

Fumetti di Jacopo Fo: Leonardo Da Vinci, c'è Maria Maddalena a fianco di Gesù nell'Ultima cena

Le gran casse clericali stanno cercandoo di smontare alcuni punti indiscutibili del romanzo di Dan Brown. Abbiamo visto gli specialisti arrampicarsi sui vetri per sostenere l'impossibile.

Per saperne di più Gesù, Maddalena, Ultima Cena, Leonardo, Dan Brown

La Bibbia censurata, Lilith, doppia creazione, Eloim, Yahvveh, Dea Madre

La Bibbia, Matriarcato, Zeus, Visnù, Kalì, Gea

Il Vangelo e le donne.

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Qui tutti gli altri fumetti di Jacopo Fo

 


Salvare gli italiani dallo starnuto assassino!

Nessuna forza politica, nessun ministro della sanità, si occupa di un problema pazzesco: migliaia di italiani si fanno saltare i timpani e a volte gli piglia anche un infarto, a causa della maledetta abitudine di bloccare lo starnuto (tecnicamente si parla di “starnuto ritenuto”). Si dovrebbe insegnare fin dalle elementari che lo starnuto è certamente la reazione fisiologica umana più potente in assoluto: l’aria, mista a batteri e nariccio, esce dal naso a una velocità che tocca i 500 km all’ora. Cioè, i treni Frecciarossa gli fanno una pippa. Fermare, trattenere, inibire tale forza eruttiva, vulcanica e ancestrale è quindi un crimine contro natura, peggio che baciarsi tra uomini!!! (Per non parlare dei marinai!).
Ci sono stati casi in cui lo starnutatore represso ha subito svariati danni prima di arrivare al decesso: perdita dell’epiglottide, esplosione di ernie addominali e dorsali, espulsione dei globuli oculari (che a volte hanno colpito ignari passanti ferendoli nel corpo e nella mente, perché non è bello essere colpiti da un globulo oculare a tradimento), e perdita del controllo su protesi ortopediche (anche qui con stragi collaterali. A uno di Rovigo gli è partita una gamba artificiale, mentre era fermo al semaforo, la gamba ha colpito un autobus centrando l’autista che ha perso il controllo del mezzo, finendo in un burrone. Ed è da notare che il bus era pieno di turisti austriaci e questo fatto ha rischiato di peggiorare la già tesa situazione del Brennero…).

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Cade la linea: mi richiami e io pure, ed è occupato. Facciamo che chi ha chiamato richiama


Obama vincera'?

A proposito della mimica corporea, delle armi, degli omicidi e dei sogni.

Chi vincera' le elezioni americane? Questa e' una bella domanda perche' il futuro del mondo, indiscutibilmente, e' legato a quel che succede agli Stati Uniti d’America.
Sappiamo tutti che l’elezione di un nero alla presidenza degli Stati Uniti sarebbe un evento pazzesco e chi si ricorda quello che era l’America degli anni ‘60 o ‘70 per i neri, e' molto dubbioso sulle reali possibilita' di Obama di essere eletto, esiste una grande America bianca che non può accettare in nessuna maniera un nero alla presidenza.
L’altra domanda che viene spontanea e': se lo eleggono lo ammazzano subito o riesce a portare a termine il mandato presidenziale?

Mi sono messo a osservare il discorso di investitura alla candidatura di Obama, cercando di capire come fa a infiammare gli animi di cosi' tante persone e cercando di scovare degli errori.
Come gli specialisti della comunicazione insegnano in una persona che parla sono  fondamentali la mimica, l’espressione del viso. Pare che Obama abbia un intero staff incaricato soltanto di studiare i suoi movimenti. Ho guardato e riguardato il suo discorso e mi e' sembrato che tutto funzioni alla grande. Obama e' convincente, e' deciso, ha un’aria sicura e professionale e soprattutto ha un grandioso mezzo sorriso che tiene quasi sempre durante i suoi comizi.
Mi sono immaginato di essere uno degli specialisti della mimica ingaggiati da Obama e mi sono dedicato a una caccia alle espressioni sbagliate, cercando di notare i minimi particolari. E a un certo punto credo di aver trovato l’errore: nel momento in cui inizia a parlare dell’Iraq e del fatto che vuol portare a casa i soldati americani esplode un grande applauso, Obama sta zitto, si guarda intorno, gira la testa verso la sua sinistra e si produce in un’espressione con le labbra leggermente contratte e gli angoli della bocca tirati verso il basso, un’espressione da zia, un’espressione che contiene la difficolta' emotiva davanti a questo mare di ottantamila persone che nello stadio lo applaudono. E la stessa espressione appare per un istante ancora un paio di volte alla fine del discorso quando si scatena l’ovazione. Di nuovo Obama guarda verso la sua sinistra e per un istante atteggia la bocca, le guance e il mento in questa faccia da zia vecchia e mi chiedo che messaggio contenga questa espressione.
E’ un messaggio di paura di vincere. E’ l’incredulita' del figlio di schiavi che porta dentro una grande tristezza e in qualche modo si chiede se veramente un nero possa essere presidente degli Stati Uniti nell’anno 2008.
Poi mi sono andato a guardare il discorso di John McCain che annuncia nello stesso giorno del grande comizio di Obama, il nome della sua vicepresidente. Una mossa geniale scegliere Sarah Palin, governatrice dell’Alaska, una donna giovane, ex miss Alaska, madre di cinque figlie, con un figlio al fronte e un altro affetto dalla sindrome di Down, una donna rigidamente a favore delle armi, contraria all’aborto, all’omosessualita', che d’altra parte però in Alaska promulga una legge che riconosce agli omosessuali alcuni diritti fondamentali proprio delle persone che si sposano, come quello di poter andare a trovare il proprio amante all’ospedale.
Ho guardato a lungo la faccia di McCain cercando di capirlo. Ha una faccia stirata. Una faccia banale. Il suo grande punto di forza e' che ride apertamente, in maniera infantile. Mentre lo applaudono facendogli gli auguri per il suo compleanno che cadeva proprio quel giorno, lui ride felice come un bambino. McCain non ha nessuna paura di vincere, nessuna perplessita' davanti alla sua vittoria, fa parte di una razza di vincenti, si immagina vincente, e questo nell’universo della metacomunicazione, del linguaggio corporeo, dell’intenzione che tanto spesso determina il risultato, e' un punto enorme a suo favore.
Ma McCain ha un’altra grande forza, riesce a prodursi in uno sguardo tra l’ebete, lo spaventato e l’attonito, con gli occhiettini che si rimpiccioliscono guardando verso alla telecamera, ricordando lo sguardo di un bimbo spaventato. Questo modo di guardare evidentemente deve avere una grande forza di attrazione su un certo tipo di americano perche' gli stessi occhiettini piccoli e vuoti sono stati uno degli elementi che hanno caratterizzato il personaggio di George W. Bush.
Questo e' un aspetto interessante da osservare, Bush ha vinto nonostante avesse una faccia da scimpanze' con gli occhi vicini e idioti e nonostante faccia spettacolari errori di grammatica, sintassi e non si capisca spesso il senso delle frasi che pronuncia. Il fatto che George W. Bush abbia dichiarato recentemente che i terroristi non hanno paura di usare qualunque mezzo per colpire il popolo americano e che anche lui non ha alcuna paura di usare qualunque mezzo per colpire il popolo americano compiendo un evidente errore di significato e' un elemento a suo sfavore oppure e' la chiave essenziale del suo successo?
Per capire cosa voglio dire cito le parole testuali di Bush: “I nostri nemici sono innovativi e pieni di risorse. Non smettono mai di pensare a nuovi modi per colpire il nostro Paese e il nostro popolo, e neanche noi.” Discorso pronunciato a Washington il 3 agosto del 2004. Ecco, il senso di questa frase e' chiaramente assurdo ed e' anche  chiaro quel che realmente voleva dire Bush.
Bush parla male, parla in maniera incasinata, parla come parlano gli americani della classe medio bassa, parla in modo grezzo e brutale, quasi illogico. Ma gli specialisti della metacomunicazione ci dicono che questo fatto e' un problema soltanto per gli intellettuali svaporati della sinistra post hippie, ma l’americano medio, quello che lavora, quello che si dispera per il mutuo della casa, di queste raffinatezze non gliene frega niente. Anzi, si sente rassicurato, psicologicamente si sente più intelligente ascoltando gli errori del proprio Presidente e gli da' gusto vedere questi occhietti spaventati che lo guardano dal televisore e pensare; anche Bush e' spaventato, anche Bush ha pura, anche Bush e' attonito, anche Bush non capisce quello che succede: Bush e' come me.
E questa e' la chiave del successo di Bush ed e' la chiave anche del successo di McCain, perlomeno del successo di essere giunto alla nomination per le elezioni.
Molti sono convinti che Mike Bongiorno abbia dei gravi problemi con la grammatica e la sintassi. Mike Bongiorno e' nella televisione italiana uno dei grandi campioni dello strafalcione, della frase buttata li' per errore senza accorgersi del brutale doppio senso sessuale che contiene e che provocherebbe un grave scandalo se non fosse un errore di una persona che ha difficolta' a esprimersi e, proprio grazie alla pieta' che genera l’ignorante, questo errore viene perdonato, si fa finta di non vedere che Mike buongiorno dice alla concorrente del telequiz: “Signora lei mi va a cascare sull’uccello” intendendo che la signora ha sbagliato rispondendo a un quiz a proposito di alcuni volatili.
Ho avuto la fortuna di ascoltare un intervento di Mike Bongiorno a un meeting di manager e ho visto un uomo completamente diverso, ha la capacitò di parlare con una proprieta' di linguaggio e di termini veramente incredibile, Mike Bongiorno non e' soltanto un brillante presentatore, e' anche un raffinatissimo insegnante di tecniche oratorie ed e' capace di spiegare a un venditore come deve comportarsi per vendere di più. Mike Bongiorno quando sbaglia in televisione, sbaglia apposta, gli errori se li studia prima, se li prepara e si programma in modo di dosare la quantita' di errori di cui il suo pubblico ha bisogno per sentirsi superiore a lui,. Se parlasse in televisione nel modo elegante che ben conosce non avrebbe mai avuto il successo che ha ormai da più di mezzo secolo.
Quindi se fossi anch’io ingaggiato nello staff dei tecnici della mimica facciale e corporea di Obama quel che gli direi e' di dedicarsi a una profonda meditazione sul suo diritto ancestrale, come essere umano e non come nero, di diventare Presidente degli Stati Uniti. E deve immaginarsi felice come un bimbo di fronte a questa possibilita'. In effetti non e' facile perche' se lo eleggono rischia di essere ammazzato ma comunque una grande battaglia richiede atti di eroismo, Io credo che per Obama sia difficile ma possibile cancellare quell’espressione da zia abituata a ogni delusione, e disillusa sulla vita con piccolo broncio triste mentre le folle oceaniche lo applaudono.
Se c’e' un passaggio della sua mimica in cui egli tradisce l’ostentata fiducia nella vittoria e nel cambiamento e' proprio quello. Obama smettila di fare la vecchia zia!
E, se puoi, produciti in un vero sorriso infantile, lascia che l’ilarita' del trionfo ti prenda. E’ grandioso che cosi' tanta gente creda veramente che tu possa cambiare l’America. Te la devi godere questa soddisfazione e devi comunicarci questo godimento. La perplessita' della vecchia zia mi ammoscia.
E visto che mi son messo a fare il tecnico della comunicazione per Obama voglio esagerare e uscire dal seminato del linguaggio corporeo per permettermi di parlare anche di un errore sostanziale che Obama compie. Nel suo discorso di accettazione della candidatura alla presidenza ha dedicato una frase al fatto che non vuole togliere agli americani il diritto di portare armi da fuoco ma pensa che tutti siano d’accordo sul fatto che sarebbe meglio togliere le mitragliette dalle mani della malavita. Questo discorso e' un cavallo di battaglia dei democratici. L’idea e' che sia possibile ridurre il numero spaventoso dei morti ammazzati negli Stati Uniti, che sono più di 1500 all’anno, una quantita' superiore di molto superiore a quelli di qualunque stato europeo ed enormemente superiore a quelli del Canada.
Michael Moore con il suo superlativo documentario Bowling a Colombine, ci ha ampiamente dimostrato che il numero dei morti ammazzati non ha niente a che vedere con la quantita' di armi possedute e con la loro velocita' di tiro.
I canadesi sono armati fino ai denti ma tengono generalmente aperta la porta di casa, guardano telegiornali dove la cronaca nera ha poco risalto, hanno assistenza sanitaria gratuita per tutti, un sistema pensionistico decente e uno stato sociale che funziona in modo estremamente più efficiente di quanto non accada negli Stati Uniti d’America.
Quando un americano medio sente dire che per togliere i kalashnikov dalle mani della malavita e' necessario vietare alle persone oneste di possederne uno sente che c’e' qualcosa di profondamente falso. Non esiste nessun rapporto tra la possibilita' di comprare legalmente un mitragliatore d’assalto e il fatto che la malavita possieda mitragliatori d’assalto. In quanto, semplicemente, la malavita riesce sempre a procurarsi le armi che vuole.
In America quasi la meta' delle famiglie ha un’arma in casa, in Svizzera il 27 per cento, ma il numero di omicidi in America ogni anno e' intorno ai 5,7 ogni centomila abitanti mentre i dati sulla Svizzera parlano di 2,8 circa omicidi per ogni centomila abitanti. Meno della meta' degli Usa. In Russia poi ci sono molte meno armi in circolazione che negli Stati Uniti o della Svizzera ma il tasso degli omicidi e' 4 volte quello degli Usa.
Quindi, non esiste un vero nesso tra il  numero di omicidi e la quantita' di armi in circolazione. Il numero degli omicidi non dipende dalle armi da fuoco ma dalle condizioni sociali, dalle garanzie che vengono offerte ai cittadini e dagli aiuti che ricevono in caso di difficolta' da parte dello stato e della collettivita'.
Se Obama vuole cambiare realmente l’America e' da questo che deve partire: dalla creazione di un nuovo modello di sviluppo che metta al centro la nascita di un senso di solidarieta' sociale nuovo. Di un clima nuovo. Obama avrebbe bisogno che Patch Adams, il clown sciamano comico terapeutico, gli desse una mano con la sua idea di ospedali gratuiti che curano non solo le malattie ma anche e soprattutto la tristezza.
Obama avrebbe bisogno dell’italoamericana Susan Parenti, grande teorica del gruppo di Patch Adams, con la sua scuola per imparare a sognare un futuro migliore.
I depressi sono capaci di parlare per tre ore di quello che va loro male nella vita, solo cinque minuti di quello che desiderano. Susan Parenti insegna a sognare da professionisti. Anche se non hai un soldo in tasca, se adori il Madagascar, devi sapere tutto del Madagascar: quanto costa il biglietto aereo, quali sono i migliori alberghi, dove si mangia meglio, dove si può comprare questo e quello... Soltanto se conosci veramente il tuo sogno, se ci dedichi del tempo hai maggiori possibilita' di realizzarlo. Sognando noi focalizziamo l’attenzione su quello che desideriamo, poi succede che in un bar a otto metri di distanza da te qualcuno dice: Madagascar e siccome tu ti sei centrato sul tuo desiderio del Madagascar riesci e sentire quella parola, ti avvicini e dici: “ho sentito che parlavate del Madagascar, io adoro il Madagascar, sono anni che studio tutto del Madagascar” e magari quello che ha detto la parola Madagascar sta per andarci e ha il problema di non saper nulla di quella terra e magari ti assume come guida e finalmente vai in Madagascar.
Obama e' bravo a raccontare il sogno americano: I Have a dream. Ma e' ancora ancorato a strutture di pensiero lineare che mancano della creativita' di Patch Adams, Susan Parenti, Jaime Lerner (il sindaco di Curitiba http://www.alcatraz.it/redazione/NEWS/show_news_p.php3?NewsID=2153 e Antanas Mockus, sindaco di Bogota' (http://www.alcatraz.it/redazione/NEWS/show_news_p.php3?NewsID=2754 e http://www.alcatraz.it/redazione/NEWS/show_news_p.php3?NewsID=2421 e http://www.jacopofo.com/node/586 )
Servono modi di ragionare completamente nuovi per costruire veramente un mondo migliore. Non sappiamo se Obama sapra' usarli. Sicuramente non getta sul tavolo un nuovo modo di pensare tirar fuori l’annosa polemica tra democratici e repubblicani sul diritto di possedere un’arma.
Un vecchio modo di pensare, un falso problema. E alla fine di questa riflessione, quella piccola smorfia da vecchia zia di Obama mentre la folla lo applaude mi fa un po’ paura. Comunque anche se Obama sara' eletto non possiamo sperare che possa cambiare il mondo. In fondo e' espressione del capitalismo americano dal volto umano. Avra' il volto umano ma sempre capitalismo e'. Per essere sicuri di cambiar e il mondo non ci resta che utilizzare il vecchio sistema. Rimboccarci le maniche e cominciare a costruirlo noi. Disgraziatamente nessun Obama potra' farlo al posto nostro.

Jacopo Fo


Il delirio delle merci nuove buttate via. Lo impongono le Leggi Idiote Italiane!!!!

Il 5% delle famiglie italiane ha problemi ad arrivare a fine mese con le spese base. Intanto lo stato continua imperterrito a sbattere al cesso miliardi di euro in tutti i settori. Ma in alcuni casi si va oltre il deliro tremens. Giorni fa la finanza ha sequestrato in puglia 500 mila esemplari di prodotti cinesi. Una quantità enorme che va ad aggiungersi alle decine di migliaia di capi di abbigliamento, oggetti per la casa, giochi e tanto altro che ogni anno vengono sequestrati perché con marchio contraffatto opure importati in modo irregolare. Dove va a finire questa enorme ricchezza? Per legge deve essere distrutta, seguendo peraltro modalità complicate e costose. Ho intervistato un responsabile per la distruzione delle merci contraffatte per conto di una multinazionale della moda (che preferisce restare anonimo). Mi ha descritto gli enormi capannoni pieni di migliaia di borse o jeans fiammanti, bellissimi... anche lui si sente male quando deve controfirmare l'ordine di distruzione. Poi spiega: "D'altra parte si tratta di prodotti con marchi falsi e le case proprietarie dei marchi non vogliono che questa merce sia messa in giro con il loro marchio." Ok, trovate un sistema! Togliete la griffe, fate quel che volete, ma non vi vergognate a distruggere milioni di euro di roba in un mondo dove c'è gente che non ha da mangiare? E non è vergognoso che beni sequestrati dalle forze dell'ordine, pagate dai cittadini, non possano essere utilizzati per ripagare i costi delle inchieste? E poi non ci sono i soldi per pagare i poliziotti! VERGOGNA!!! Seguendo la traccia di questo spreco maniacale e malato mi trovo a intervistare l'amministratore delegato di un'azienda piemontese specializzata nella distruzione di rifiuti speciali (che preferisce restare anonimo). Qui arrivano migliaia di televisori, computer, radio, elettrodomestici che devono essere smontati, i componenti suddivisi per tipologia e poi fatti a pezzi per essere rivenduti come materia prima da riciclare. Sembrerebbe una cosa buona. Anzi ottima rispetto a Napoli dove tutto finisce in discarica. Ma anche una cosa giusta può essere realizzata in modo imbecille. E noi italiani siamo maestri in questo. Infatti la legge impone che questi rifiuti classificati come speciali debbano essere suddivisi per tipologia di materiali e POLVERIZZATI. Qualche testa di cazzo ha deciso di vietare che si possano riutilizzare i componenti ancora funzionanti, che si possano aggiustare gli elettrodomestici rotti e rivenderli. "Ma la cosa incredibile" Mi racconta l'amministratore delegato "Ci arrivano interi camion di elettrodomestici nuovi, ancora imballati, scartati dai supermercati perché presentano piccoli difetti, magari solo un graffio o un'ammaccatura. Non possiamo rivenderli in nessun modo e dobbiamo spendere un sacco di soldi per i controlli e la registrazione di ogni carico per evitare che qualcuno possa prendersi prodotti ultimo modello, nuovi di zecca, che per legge devono essere fatti a pezzi. C'è poi da considerare che molte volte i computer vengono sostituiti ogni 3 anni, senza che ve ne sia un motivo reale... Buttano ogni anno attrezzature perfettamente funzionanti... Dovendole proprio buttare via si potrebbero spedire nel terzo mondo e aiutare l'alfabetizzazione informatica dei popoli poveri..." (Se hai Bot vendili, l'Italia è allo sfascio mentale) Ma essere scemi non è obbligatori. Piccoli gruppi in Italia stanno creando iniziative per recuperare quel che viene buttato. Si tratta di iniziative che in altri paesi esistono da decenni (vedi l'esempio di Curitiba, dove fanno questo ed altro, vedi il racconto in un articolo del 2001 su http://www.alcatraz.it/redazione/NEWS/show_news_p.php3?NewsID=2153. Per quanto riguarda le esperienze italiane su http://www.buonenotizie.it/asp/articolo_dettaglio.asp?t=I+pc+riciclati+t... leggo che a Sommacampagna, Verona, il gruppo www.os-3.org/ ha lanciato una iniziativa ottima: Cito l'articolo qui sotto. E ne approfitto per chiedere: qualcuno conosce altre esperienze di riciclaggio intelligente in Italia? (usa lo spazio commenti a questo articolo per segnalarle) I pc riciclati tornano come nuovi Favoriscono risparmio energetico e minimizzano i rifiuti tecnologici Sommacampagna (VR), 26 agosto 2008. Quasi 30 computer smontati, riparati e rimessi in circolazione, tutto materiale inquinante sottratto allo smaltimento, significano anche risparmio di petrolio, acqua e sostanze chimiche, materiali che sarebbero stati impiegati nel processo di produzione di nuovi PC. Sono questi gli intenti dell'Officina per una Società Sostenibile e Solidale (OS3), un'associazione costituita attorno ai valori dell’etica e della sostenibilità ambientale, attiva già da tre mesi e che inaugurerà la propria sede domenica prossima, nell'ambito della Fiera di Sommacampagna. Nella loro officina i volontari del trashware (così amano chiamare la loro attività) ridanno nuova vita a macchine destinate alla distruzione solo perché apparentemente obsolete. "I computer sono sostituiti di norma ogni tre anni o poco più," dice Mirco Gasparini, responsabile dell'Officina, "ma si tratta di una manovra orchestrata dai produttori di software e hardware. In realtà le macchine potrebbero durare anche più di dieci anni". "Con un cacciavite, un compressore e un po' di inventiva," dice Matteo Castioni, presidente di OS3, "diamo forma concreta ai nostri ideali di risparmio energetico e aiutiamo la collettività a minimizzare i rifiuti tecnologici". L'officina sarà aperta al pubblico tutti i martedì a partire dalle ore 18, per ritirare i computer obsoleti dai cittadini sottoforma di donazione. E le macchine rigenerate, che fine fanno? "Cerchiamo di favorire le associazioni di volontariato come la nostra," continua Castioni, "ma anche chi non può (o non vuole) sottostare alle regole del consumismo informatico, troverà qui la macchina che gli si adatta". Ma l'attività non si limita al trashware: l'officina fornisce anche corsi di formazione, come 'Smonta & rimonta', su iniziativa del comune, che ha sfornato un gruppo agguerrito di abili meccanici del PC. Non occorre essere dei maghi del computer: "Basta condividere la nostra attenzione per l'ambiente," conclude Gasparini, "le competenze possono essere acquisite qui in officina, tra una chiacchiera e una barzelletta, in un clima operoso, ma amichevole".