dario fo

Un Giuda per amico

Carissimi,
oggi in offerta speciale per il Maggio dei Libri di Commercioetico.it il libro biografia di Franca Rame: Una vita all’improvvisa. La nostra Signora del Nobel si racconta come in uno spettacolo, tanti momenti di una vita straordinariamente intensa.
Ma questa volta non vi proporremo un brano del libro bensì un articolo scritto nel 1993 da Dario e Franca per una rubrica che al tempo tenevano sul Venerdì di Repubblica che si chiamava “Che male vi Fo”. Si parla di Andreotti.
Il titolo dell’articolo è:

Giulio AndreottiUn Giuda per amico
Ci eravamo ripromessi di non parlare più di lui, del Giulio. Ma il senatore non sta mai fermo! Adesso gli è scoppiata la logorrea della battuta spiritosa ad ogni costo. E ci va giù pesante, pure! L’ultima l’abbiamo letta su “Le Monde” al quale il nostro ha concesso un’intervista: “Sì, è vero, ho conosciuto Sindone: sì è vero ho espresso apprezzamenti sul suo conto… ma anche Giuda faceva parte dei dodici apostoli e nessuno oggi se la sentirebbe di condannare gli altri undici santi per averlo conosciuto e frequentato”
(Vi ricorda niente? Anche Formigoni in un’intervista usò lo stesso esempio parlando degli indagati alla Regione Lombardia di cui era presidente. NdR)

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Giornate da cardiopalma a casa dei miei

Sono andato a Milano: casa dei miei è un casino: giornalisti, fotografi, cameraman, telefoni roventi, non potevi girarti che andavi a sbattere contro un inviato olandese, e in bagno c’era un giornalista svizzero che cercava un buon punto per collegarsi con il satellite.
Mio padre a un certo punto ha detto: “Non ho più voce, basta interviste!” Si è messo a dipingere barricato in una stanza e non è uscito più.
È il deliro. Che poi mio padre dice una cosa e i giornali pubblicano il contrario. E addirittura nello stesso articolo gli si fa affermare due concetti che si contraddicono…
I giornalisti sono sotto shock. Leggendo La Nazione Umbria scopro di aver fatto un’intervista nella quale affermo che Grillo è venuto un pacco di volte ad Alcatraz. Mai fatta l’intervista. Grillo ci è venuto ad Alcatraz e mi ha fatto molto piacere, ma una volta sola, in occasione della consegna dei soldi per la sottoscrizione a favore di Rudra Bianzino…
Giornalismo di fantasia. Va forte!
Che succede? Non lo so.
Spero che si faccia un governo al più presto. Spero che sia un governo che vara subito le riforme più urgenti. Almeno quelle che sono dentro sia al programma del Pd-Sel che a quello dei 5 Stelle. Si potrebbe trovare un accordo sul buon senso.
Ma vorranno?
Travaglio scrive che ci sarebbe un piano del Pd per fare un governo ottenendo l’appoggio esterno del 5 Stelle e poi iniziare a varare leggi porcata con l’appoggio del Pdl, costringendo così M5S a far cadere il governo e prendersene la colpa…
Boh. Non so. Mi sembra troppo complicato.
D’altronde mi pare che il Pd sia in stato confusionale.
Dovrebbero tirar fuori una proposta concreta, con le date di approvazione di una serie di leggi…
E potrebbero fare una piccola rivoluzione anche loro iniziando finalmente a valorizzare le ottime esperienze di innovazione realizzate da tanti amministratori del Pd e le tante biografie di tutto rispetto di buona parte degli eletti grazie alle primarie.
E spero anche che Grillo abbassi i toni. Hanno stravinto, continuare a gridare ora può essere controproducente. Bisogna iniziare a costruire.
La maggioranza degli italiani anela un vero cambiamento e ora, indiscutibilmente, il Pd DEVE accettarlo, sennò rischia l’estinzione. E se si facesse un accordo trasparente, ripeto, con le date in cui le singole leggi saranno approvate (giorno e ora) nessun piano di imbroglio potrebbe funzionare.
E poi resto dell’idea che in questo momento anche Bersani abbia l’interesse a farle queste benedette riforme. Se non riesce a costruire un qualche tipo di accordo con i 5 Stelle la sua carriera politica è finita.
Io se fossi in Grillo mi fiderei. Patti chiari, scritti e pubblici, ma mi fiderei.
E un pacchetto di riforme vere oggi sarebbe una manna per questo paese stremato ed emotivamente prosciugato da 20 anni di berlusconismo.

 

Con chi si sposerà Beppe Grillo? Ecco la verità!

Beppe Grillo e Dario Fo

Grazie al fatto che mio padre e Beppe Grillo sono pappa e ciccia ho potuto origliare alcune telefonate e vi giro l’esplosivo contenuto.
1: Mio padre ha declinato cortesemente l’invito a diventare presidente della Repubblica. Ha fatto presente che dovendo presenziare a sfilate di carri armati, conferenze internazionali e analisi costituzionali di disegni di legge, morirebbe di noia in una settimana.
2: Pare invece intenzionato ad accettare la proposta di candidatura, giunta da ambienti romani, al seggio pontificio. Fare il Papa gli permetterebbe di cantare in gregoriano di fronte a migliaia di persone, che è sempre stato un suo sogno. Vorrebbe anche far fare la Ola a migliaia di suore in Piazza San Pietro. File di suore bianche alternate a file di suore nere: molto scenografico quando alzano le braccia.
3: Beppe Grillo sta assimilando lo shock della vittoria. E alla fin fine si starebbe rendendo conto che Bersani non è così male. Lui continua a insultarlo e quello continua a rispondergli con calma: “Discutiamo in Parlamento un programma di riforme vere”
Grillo sta provando ad aumentare la potenza degli insulti solo per vedere se Bersani perde la brocca (siamo arrivati al faccia di c…) ma Pierluigi resiste e il feeling tra i due cresce. Succede che due si odiano a prima vista e litigano e poi sboccia l’amore…
4: Casaleggio ha avuto un contrattempo. Mio padre per sbaglio gli ha rovesciato addosso un bicchier d’acqua e lui ha iniziato a fare bip-bip dal naso e ad avere fuoriuscite di fumo dall’orecchio destro. Ma dice che non è grave. È partito un attimo per la costellazione di Orione, via teletrasporto, gli rimettono a posto i chip e poi torna, ma non prima di una settimana. Siamo restati un po’ sorpresi scoprendo che è un cyborg extraterrestre ma in fondo era chiaro perché è troppo intelligente per essere umano.
5: Si è scoperto che la ragazza che ha lanciato la petizione per chiedere al M5S di far la pace con il Pd, in realtà non è neanche una militante situazionista dei Pirati. Fa piuttosto parte di un contingente di agenti dormienti del Kgb sovietico che dovevano essere svegliati da un segnale subliminale, indotto con l’ipnosi prenatale, in caso di guerra tra Italia e Russia. I famosi Candidati Manciuriani.
Qualche cosa non ha funzionato e ha fatto scattare il relé psichico. La giovane retrocomandata doveva andare a uccidere con un ombrello avvelenato allo stronzio il Papa. Ma il papa si è dimesso, ha fatto tilt e si è scagliata contro Grillo via Facebook.
6: I cabalisti nel frattempo sono in fibrillazione: Roma è senza un capo del governo e contemporaneamente senza un capo della Chiesa Cattolica. Non succedeva dall’invasione di Attila degli Unni. Se aggiungiamo che il mondo è finito il 21-12-2012 c’è da chiedersi: quel che stiamo vedendo esiste veramente o è solo un eco di un mondo ormai scomparso? Ci ostiniamo a vedere quel che vediamo perché, pur non esistendo più, restiamo attaccati alle nostre immagini mentali. Ma la trama si sta sfaldando e succedono eventi sempre più assurdi. Addirittura il M5S è il primo partito italiano! Assurdo!
7: Godolo l’Oracolo ha detto: “il bicchiere non è né mezzo pieno né mezzo vuoto: “È capiente due volte la quantità che attualmente contiene”.

 

M5S, in difesa di mio padre, Dario Fo

Basta una scelta che non condividi per condannare una persona che per 60 anni ha lottato insieme a te?

Sono restato leggermente scosso dalle reazioni di molti alla scelta di mio padre di sostenere Grillo.
Amici di vecchia data si sono lasciati andare a commenti pesanti.
Addirittura hanno criticato con acredine “la deriva della famiglia Fo”. Le colpe dei padri ricadono sui figli…
Io alle prossime lezioni, peraltro, voterò Vendola, Sel.
E cosa c’entra la mia mamma? Non è che la donna aderisce alle scelte del marito per centralismo fallico democratico.

I miei hanno pagato a caro prezzo le loro scelte. E non hanno mai mollato. E credo che ci siano tanti compagni che come loro hanno lottato per il progresso umano.
E bisogna rispettarli anche se militano nel Pd, nel Sel, in Rivoluzione Civile o nel M5S e tu non sei d’accordo con loro.
Basta con le tifoserie!
Il berlusconismo è un virus del pensiero…
Tocca mettere in discussione i moduli del pensiero: chi vede bianco o nero si perde i colori.

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Il Grillo canta sempre al tramonto. Dialogo sull’Italia e il Movimento 5 Stelle

Acquista online il libro su Commercioetico.itCarissimi,
questa settimana vi presentiamo il nuovo libro di Dario Fo scritto con Gianroberto Casaleggio e Beppe Grillo dal titolo “Il Grillo canta sempre al tramonto. Dialogo sull’Italia e il Movimento 5 Stelle”.
E’ il racconto di un viaggio virtuale sulle orme di Luciano di Samosata che in un suo testo La nave ovvero I Desideri racconta di un lungo percorso, una camminata dal porto del Pireo ad Atene durante la quale Luciano e un gruppo di amici, tra cui i più loquaci sono Samippo e Timolao, si raccontano l’un l’altro i progetti più fantasiosi che hanno in mente di realizzare. Luciano fa da moderatore e incalza i compagni di viaggio con domande puntuali e spesso provocatorie.
I temi degli interventi passano dal surreale al grottesco, senza tuttavia mai perdere di vista la situazione tragica che in quel tempo si viveva ad Atene e in molte altre città della Grecia. I protagonisti propongono soluzioni spesso azzardate e impossibili per sortire da quel bailamme disperato.
Da un incontro tra Dario Fo, Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio ecco che nasce l’idea di fare un viaggio lungo il folle percorso della nostra condizione politica e socioeconomica, di trattare cioè della disperata cristi che stiamo vivendo.
E di questo cammino lungo quasi duecento pagine noi vi proponiamo la fine.

Dario Fo: Già, ecco davanti a noi l’Acropoli di Atene con i Propilei, come dire i portali d’ingresso, c’è il Partendone, il tempio di Atena e tutto il museo… e appena sotto il teatro di Dioniso. Qui c’è un bar all’aperto, sediamoci un attimo a godiamoci la scena. Intanto che ordiniamo tre birre giganti vi propongo di ascoltare questo discorso pronunciato da Pericle nel 461 a.C.
Beppe Grillo: Ma lo conosciamo!
Dario Fo: Sì, lo so che lo conoscete, ma immagino solo a pezzi… io ve lo propongo tutto intero, solo ascoltandolo di seguito si riesce a capire che si tratta del più grande fondamento politico e civile dell’umanità. Fate attenzione, è Pericle che parla.

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Rassegna Stampa: Bulgaria

Uno dei principali quotidiani della Bulgaria parla di Alcatraz e del corso di teatro di Dario Fo e Franca Rame. Almeno a giudicare dalle immagini...

Alcatraz corso teatro Dario Fo e Franca Rame

 

14-20 dicembre: CORSO DI TEATRO CON DARIO FO, FRANCA RAME, JACOPO FO e lo staff di Alcatraz

POSTI ANCORA DISPONIBILI!

Dario Fo Franca Rame Corso Teatro Alcatraz

La recitazione, la regia, l’interpretazione mimica, la costruzione dello spazio scenico e della relazione con il pubblico.
In questo seminario verranno affrontati gli aspetti fondamentali della scrittura e della rappresentazione di un testo teatrale.
Non ci si limiterà alle questioni teoriche della professione. Gli allievi potranno misurarsi con la recitazione. Ma faremo di più: daremo vita ad un laboratorio nel quale verrà costruito uno spettacolo.
Il seminario sarà incentrato sull’allestimento di un nuovo testo di Dario e Franca, che essi porteranno in scena nel 2013, permettendo così agli allievi di fare un’esperienza eccezionale, assistere alle prove, entrare dentro il metodo di lavoro di due grandissimi autori e interpreti del teatro italiano.

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Dario Fo: Picasso Desnudo

Dario Fo Picasso Desnudo Commercioetico.itNon ricordo che anno fosse ma ricordo la mia emozione entrando nella casa dei Fo a Porta Romana a Milano.
“Porta Romana bella…” cantava Giorgio Gaber, e bella lo è davvero, poi a farmi digerire Milano non c’è riuscito neanche Dario che ne è innamoratissimo.
Sto divagando..., allora dicevo, entro in casa, timidissima, ci sono quadri di artisti famosi, statuette, un bassorilievo raffigurante una Madonna, non so più dove guardare. E quello che mi sconvolge proprio è una serie di ritratti di Franca, disegnati credo a carboncino, bellissimi e sotto una firma: Pablo Picasso. La firma è la sua, non ci sono dubbi, la conosco.
Non oso chiedere, e penso: sono pazzi, tengono dei Picasso così, attaccati alle pareti dello studio…

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Il mestiere dell’attore

Dario Fo e Jacopo Fo

Anche se non reciti può esserti utile scoprire come si fa, perché comunque parli, e parlare è essenziale per l’essere umano.

Contrariamente a quel che si può pensare non ho ricevuto molte lezioni da parte dei miei su come si recita.
Il metodo di famiglia è “guarda e impara”.
Mia madre l’hanno buttata su un palcoscenico a 8 giorni. E ha fatto la sua figura…
Era figlia di attori che girovagavano per i paesotti della Pianura Padana.
Ho assistito a centinaia di ore di prove, con i pezzi recitati decine di volte e i giovani attori che diventavano pazzi a furia di ripetere…
Quando avevo 19 anni mio padre mi disse: fai un cartone animato. Io protestai: non l’ho mai fatto!
E lui: ok, fallo!
È il famoso sistema: butta il bambino nel fuoco.
Il sottotitolo, non detto, è che non puoi neanche lontanamente pensare che non ci riesci.
Tutte le volte che ho dovuto affrontare un fallimento mio padre mi ha detto semplicemente: insisti, prima o poi ci riesci. La vita è una gara di resistenza.
Ovviamente questo non esclude critiche durissime a tutto quel che fai che non è PERFETTO.
Rifai tutto daccapo!

Un giorno Piera Poldi mi ha raccontato che durante uno spettacolo il suo primo ingresso in scena era camminando all’indietro con una coperta in testa che la copriva completamente. E il pubblico rideva.
Una sera viene sostituita da un’altra attrice che fa esattamente la stessa entrata nello stesso modo, e nessuno ride. Io non so spiegarmi questo mistero.
D’altra parte ho guardato decine di volte i miei e ho notato che in certi momenti il pubblico rideva senza alcun motivo. Non c’erano un gesto o un suono che potessero causare ilarità.
Vado da mio padre e gli chiedo come mai succedono queste cose. E lui: i francesi la chiamano attitude (attitudine).
Fine spiegazione (si suppone che tu sappia il francese visto che l’hai studiato e si suppone che tu possa comprendere il significato di questa parola, visto che fai l’attore).
Ma porco cane, me lo dici adesso? Dopo 20 anni che recito?
Provo a tradurre. L’attitude dei francesi non è un comportamento innato, che alcuni possiedono e altri no, è una specie di intenzione, di atteggiamento.
È cosa pensi quando reciti, come ti senti.
L’unica volta che mio padre mi ha fatto una lezione di teatro è stato mezz’ora prima che andassi in scena, la prima volta che ho recitato in un teatro vero. Erano anni che mi allenavo, a volte sotto falso nome, recitando nei luoghi più improbabili, dalle bocciofile in giù…
La sera del debutto “ufficiale” mio padre mi disse: “Prima di uno spettacolo è meglio se fai due passi intorno al teatro. Le volte che io ho recitato meglio è stato quando non ero troppo in ansia per lo spettacolo (per l’accoglienza del pubblico), quando sei un po’ distaccato è meglio. E poi ricordati che di fronte a te hai degli amici che sono usciti di casa apposta per vederti”.
Fine corso.
Mia madre non mi ha fatto neanche quello.
E comunque solo 10 anni dopo, alla fine di uno spettacolo, mio padre mi ha detto: sei diventato un attore.
Prima ero solo un conferenziere spiritoso…
Questa cosa dell’atteggiamento mentre reciti è pazzesca.
Da anni il mio sforzo per migliorare la recitazione va tutto lì.
E i salti di qualità li ho avuti scoprendo piccole asperità nella mia intenzione verso il pubblico.
Quasi tutti gli umani sono attori perfetti, eccelsi, quando raccontano un episodio che è capitato loro a un amico.
Nella mia famiglia si pratica il Teatro Epico, che è il teatro del racconto, si parla con il pubblico per narrare una storia. Esattamente come fai quando racconti a un amico.
Ed è il pubblico che ti dà il ritmo.
Per chi non recita questo è forse un concetto strano.
Non è l’attore che decide come recitare, è il pubblico.
Se ci pensi succede così in qualunque conversazione.
Mentre parli guardi la faccia di chi ascolta e capisci se quel che dici lo sta affascinando, se devi stringere una descrizione oppure è il caso di allargare un pezzo perché c’è interesse…
In teatro è solo più complicato perché hai di fronte 800 persone. In modo istintivo e misterioso scegli due o persone e il tuo sguardo passa dall’una all’altra. Sono i tuoi punti di riferimento. Poi ci sono le risate, i momenti in cui la gente si muove sulla sedia perché c’è un calo di tensione, i momenti nei quali non vola una mosca, gli applausi…
Questo fatto del pubblico, di ascoltare il pubblico è la cosa centrale. Quando vado a vedere uno spettacolo, la buona educazione impone, visto che sono un attore, di andare a salutare i colleghi in camerino e ringraziare. E tutte le volte, puoi star certo che la prima cosa che ti dicono è come è stato il pubblico quella sera. Questo tanto per far capire quanto il pubblico è al centro della tensione dell’attore. E non potrebbe essere altrimenti. Il pubblico è tutto a teatro. Da soli si recita malissimo. E un pubblico che “partecipa” rende uno spettacolo 10 volte migliore.
Mio padre dice che esistono 3 tipi di pubblico.
Gli spettatori degli spettacoli gratuiti partecipano poco, aspettano che tu li faccia ridere.
Poi c’è il pubblico degli abbonati, hanno pagato 6 mesi fa e magari quella sera non c’avevano voglia, sono lì a dire “Fammi ridere”. Il pubblico migliore è quello che ha pagato quella sera per quello spettacolo: ha scommesso su di te e ti sostiene.
Paolo Rossi mi ha raccontato che una sera si presenta da lui un signore anziano molto distinto e gli dice: “Buona sera, io sono un riditore.”
E Paolo: “Un riditore?”
E il riditore: “Lo so che lei non ne ha bisogno perché è un grande, ma magari una sera si sente stanco, oppure non sta bene… Io mi leggo il testo, mi studio dove ci sono le battute da ridere, e poi vengo allo spettacolo e rido. Sono capace di fare 20 risate diverse… E lei sa quanto una risata possa trascinare il pubblico a ridere… La risata è infettiva… In cambio le chiedo solo un po’ di biglietti in omaggio…”
Ci sono delle sere che scenderesti in platea a baciare una persona che con la sua meravigliosa risata scatena il pubblico… Ti sta facendo un regalo enorme. Moltiplica il divertimento, disinibisce i timidi (che poi quando iniziano a ridere magari lo fanno a gallina, o con lo strozzo, o con il rantolo e il sospiro finale post orgasmico… e fanno ridere più di te ma sei tu che ti pigli il merito…)

Segue la settimana prossima...