dario fo

La WebTv della Libera Università di Alcatraz, 01-01-2015

Jacopo Fo e Dario Fo: muscolatura scimmia (01/01/2015)

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Autobiografia di Dario Fo terza parte (01/01/2015)

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La WebTv della Libera Università di Alcatraz, 30-12-2014

Mente scimmia, percezioni e creatività. Lezione con Jacopo Fo (30/12/2014)

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Dario Fo (30/12/2014)

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Autobiografia Dario Fo, seconda parte (30/12/2014)

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La WebTv della Libera Università di Alcatraz, 29-12-2014

Laboratorio creativo con Jacopo Fo (29/12/2014)

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Autobiografia di Dario Fo (29/12/2014)

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La WebTv della Libera Università di Alcatraz, 28-12-2014

Lezione su Alessandria con Dario Fo (28/12/2014)

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Strategia azione piccola e immediata, con Jacopo Fo (28/12/2014)

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Dario Fo in televisione (domenica 7 dicembre)

Dario Fo Sant'Ambrogio e l'invenzione di Milano Domenica 7 dicembre su Rai5

Il 7 dicembre, ore 21, Rai5: Sant’Ambrogio e l’invenzione di Milano.
(Per favore diffondete la notizia)

Quando stava per andare in onda Francesco, Lu Santo Jullare, chiedemmo ai lettori de il Fatto Quotidiano e di Cacao di darci una mano a farlo sapere. Scrissi che se la trasmissione avesse avuto successo avreste avuto la possibilità di vedere tutti gli spettacoli che i miei hanno realizzato dal 2007 a oggi. Migliaia di persone si diedero da fare avvisando i loro amici… Con alcuni funzionari Rai feci una scommessa: loro valutavano che avrebbe raggiunto il 3% di ascolti, io pronosticai l’8%, al di sopra dei minimi di Rai1 in prima serata. Il solito ottimista patologico.
Lo spettacolo ebbe un’audience del 10,82%, un risultato che sarebbe stato impossibile se la rete non si fosse mobilitata.

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Dario Fo, un alchimista di altri tempi

I quadri e le tavole disegnati da Dario Fo

Carissimi,
in questi giorni stiamo aggiornando le pagine del sito shop.dariofo.it, continuando a inserire i quadri e le tavole che Dario Fo ha disegnato per lo spettacolo su San Francesco e quelle per lo studio e il libro su Lucrezia Borgia: “La figlia del Papa”.

I quadri e le tavole disegnati da Dario Fo

E’ un lavoro lungo che facciamo nei ritagli di tempo, le tavole sono tante e bisogna prima creare vari file che mostrino i dettagli, l’immagine grande, l'anteprima, ecc.
Sembrerebbe, e in parte lo è, anche un po’ ripetitivo ma dopo un po’ è come se la pittura di Dario ti risucchiasse, lo scorrere del mouse sul quadro per inserire i particolari ti fanno vedere meglio il suo tratto, ne capisci il movimento, e ci caschi dentro mentre voli tra i colori.
L’arte fa questo effetto? Non lo so, io non sono un’esperta, non so fare una O con il bicchiere, non capisco nulla di colori, di tecniche e non saprei da che parte iniziare a scrivere di pittura. Ma so che le tavole di Dario hanno un’anima e quando ho la fortuna di vederlo lavorare rimango incantata per ore, come può un tratto diventare un cavallo che sembra vivo?
Durante l’estate del 2013 ho passato due giorni a Cesenatico, faceva un caldo assassino, Dario stava preparando La figlia del Papa e passava le giornate tra pittura e scrittura, al suo tavolo si alternavano gli assistenti: qualcuno a dipingere, altri a fare ricerche, altri ancora a scrivere quello che il Maestro dettava. Una vera e propria bottega, come dovevano essere quelle del Rinascimento...

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Una Callas dimenticata

Carissimi,
questa settimana ritorniamo a parlare di libri e in particolare di “Una Callas dimenticata” di Dario Fo e Franca Rame. 
Ve ne abbiamo già parlato qui e questa settimana vogliamo raccontarvi di un incontro molto importante nella vita della cantante greca, quello con Luchino Visconti. 
Il libro è in pratica la trascrizione di un soggetto teatrale e quindi immaginatevi in scena Dario e un’attrice che interpreta Maria Callas e un altro attore che fa da narratore.

Una Callas dimenticata

Attore: Ed ecco, infatti, come se si fossero dati appuntamento, un giorno spunta Luchino Visconti. Un uomo di un’eleganza e fascino inarrivabili. Ognuno ne parla alla Scala e su tutti i palcoscenici d’Europa, poiché aveva stravolto ogni tradizione del teatro lirico.
Dario: insieme a Strehler aveva spazzato via in un sol colpo tutta la polvere e i vecchi e decrepiti stereotipi di scena. Tragedie ambientate da sempre intorno al XVIII secolo, all’istante si realizzavano nel secolo passato. Quindi, non solo si trasformavano i costumi sempre più simili a quelli di moda oggi, ma era l’aria e l’ambiente che si avvicinavano a noi, ai nostri tempi. Insomma, tutto diventava quasi contemporaneo.

Attrice: Era la primavera del ’55 quando Visconti, proprio lui, offrì a me di interpretare La Sonnambula di Bellini.

Attore: Il maestro principe aveva sentito e visto Maria cantare la Turandot alle Terme di Caracalla e ne era rimasto addirittura sconvolto. Diceva a ognuno:

Dario: “Ha una voce assolutamente impossibile da descrivere, potente e al tempo delicata. E’ come se tenesse due corde vocali in più rispetto ai comuni cantanti. Passa dalle tonalità acute alle gravi con andamenti tonali impossibili. Non è una donna, è uno strumento musicale, un violoncello con le gambe e la testa... e che testa tiene!”

Attore: in occasione della messa in scena de La Sonnambula Luchino prega il maestro d’orchestra di accompagnare la Callas al pianoforte nei passaggi più famosi dell’opera. 

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Dario Fo, Lu Santo Jullare Franzesco

Dario Fo, Lu Santo Jullare Franzesco

Carissimi,
l’ultimo numero di Cacao del Sabato prima della pausa estiva lo dedichiamo ancora una volta al nostro grande Maestro Dario Fo e alla sua ultima “fatica”. Si tratta della nuova edizione Einaudi de “Lu Santo Jullàre Franzesco”.
Il libro ha al suo interno 61 tavole a colori che Dario ha realizzato per lo spettacolo che abbiamo visto su Rai Uno.
Quelle stesse tavole sono in vendita su shop.dariofo.it (ce ne sono in mostra solo alcune, scrivendo a gabriella@alcatraz.it vi inviamo un pdf con tutte quelle disponibili e anche le tavole de La Figlia del Papa).

Il 27 marzo 2014 papa Francesco ha parlato davanti a 492 parlamentari italiani, svegliati alle 6 del mattino, fra i quali vi erano 9 ministri, 19 sottosegretari, la presidente della Camera, il presidente del Senato e, senza mai levare il tono, ha detto, più o meno, che al tempo di Gesù c’era una classe dirigente, quella dei farisei, che si era allontanata dal popolo, lo aveva abbandonato, incapace di altro se non di seguire la propria ideologia e di scivolare verso la corruzione. Dominavano soltanto interessi di partito e lotte interne. Il cuore di questa gente, di questo gruppetto con il tempo si era indurito tanto che era impossibile sentire la voce del Signore.
E da peccatori, sono scivolati, sono diventati corrotti. E’ tanto difficile che un corrotto riesca a tornare indietro. Il peccatore sì, perché il Signore è misericordioso e ci aspetta tutti. Ma il corrotto è fissato nelle sue cose, e questi erano corrotti. E per questo si giustificano, perché Gesù, con la sua semplicità, ma con la sua forza di Dio, dava loro fastidio.

Questa la terza di copertina del libro che riporta nel linguaggio gramelot di Dario tutto il testo che avete ascoltato in Tv.       
Allestito con le scenografie dipinte dallo stesso Dario Fo ormai quindici anni fa e tornato a calcare le scene in una nuova forma prima al Teatro Duse di Bologna e poi alla sede Rai di Napoli, Lu Santo Jullàre Franzesco prende spunto da leggende popolari, testi canonici del Trecento e documenti riscoperti negli ultimi tre secoli.

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La Figlia del Papa

La Figlia del Papa

Carissimi,
questa settimana vi riproponiamo un libro che sta avendo un grande successo: si tratta de La Figlia del Papa, un testo di Dario Fo su Lucrezia Borgia. Il libro si legge come un romanzo, e racconta tutta l'umanità di Lucrezia liberandola dal cliché di donna dissoluta e incestuosa, calandola nel contesto storico di allora e nella vita quotidiana.
Una vera accademia del nepotismo la corte dei Borgia, tra festini e orge... vi ricorda niente?
Buona lettura!
Per acquistare il libro “La figlia del Papa” di Dario Fo clicca qui (SENZA SPESE DI SPEDIZIONE)

Il gioco degli scambi

L'1 ottobre 1498 Cesare Borgia si reca a Parigi. E' una città che non conosce ma ha cominciato ad amarla con l'apprendimento della lingua francese che, come ci siamo resi conto nel suo viaggio a Napoli al seguito di re Carlo VIII, egli sa parlare con agilità e bello stile. Ma che ci va a fare in quella città tanto lontana dalle sue origini? Va nientemeno che a chiedere la mano di Carlotta d'Aragona che, non a caso, è la cugina di Alfonso, ormai marito di Lucrezia, e figli di Federico re di Napoli. Ma non è il lieto fine di una storia d'amore, piuttosto un affare del tutto politico. Impalmando una d'Aragona Cesare si ritroverà a un gradino molto alto della scalata al regno di Napoli.
Ma l'incontro non va come previsto. L'ambita sposa, quando le propongono quell'unione, aggredisce i sensali con una scenata di violenta indignazione: “Cosa? Mi proponete di finire nel letto di un figuro del genere? Un assassino patentato degno dei prostiboli più malfamati? Vi siete dimenticati che quello è il bastardo che s'è presa come amante mia cugina, portandola via al marito, che poi è suo fratello minore? Ma cosa volete? Vado in matrimonio a 'sto infame che prima mi porta a letto e la mattina, dopo aver goduto della mia illibatezza, capace che mi scanna fra le lenzuola come il satrapo assassino delle Mille e una notte?”
Il rifiuto è brutale e senza appello, ma Cesare non se la prende più di tanto. Come si dice, i colpi di scena sono come il vento che spinge le navi, lo scirocco diventa maestrale e vi tocca cambiar rotta. E come fa un Cesare che, giocando a scacchi, perde una regina? Se ne prende subito un'altra? Quella napoletana dice no, ma c'è sempre anche disponibile una giovane nobile francese, un'altra Charlotte, Charlotte d'Albret, sorella del re di Navarra. Lei ci sta, il padre anche, quindi evviva gli sposi.

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