13 ottobre 2017 - Torino: Omaggio a Dario Fo e Franca Rame

cacao della domenica

Per favore soccorrerete i miliardari!!!

Per favore soccorrete i miliardari!!!

Per favore soccorrete i miliardari!!!
Hai mai provato a metterti nei panni di uno che sta avendo un immenso successo?
Ti propongo un piccolo esperimento mentale che potrebbe provocarti alcune idee nuove. Inoltre far finta per 5 minuti di essere più ricco di Rockefeller fa comunque bene alla salute…

Immagina di aver realizzato un grandissimo lavoro, di aver profuso impegno e dedizione senza risparmio, 7 giorni su 7 per anni e ora ti trovi che stai per concludere l’affare epocale della tua vita.
Diciamo che hai il 97% di probabilità di ottenere un risultato capace di cambiarti completamente la vita. Ma la situazione è molto particolare perché devi aspettare ancora alcune settimane per sapere se la cosa funziona o no. In questo tempo che ti separa dal fischio dell’arbitro (partita inizia quando arbitro fischia) non puoi fare più nulla. Assolutamente nulla. Tutto quello che potevi fare l’hai fatto e ti pare di averlo fatto bene. Qualunque altra attività che tu svolgessi ora sarebbe solo un danno.
Praticamente è fatta ma un colpo di sfortuna potrebbe far saltare tutto.
L’aspetto che mi affascina e mi inquieta in questa situazione ipotetica è che se poi va tutto a ramengo cosa dici?
Potresti solo dire “sono cose che succedono (porca patata!)” perché onestamente non potevi fare di meglio di quanto hai fatto.
Quindi se non funziona non puoi darti del cretino. Ti può dispiacere, e molto, ma non si tratta di una situazione difficile da affrontare dal punto di vista psicologico. Di fronte a una sconfitta esiste una sola possibilità sensata: rialzarsi e riprovare.
Ma se putacaso la cosa funziona e il successo ti arride come la mettiamo? Al contrario di quel che comunemente si pensa non è una situazione facile.
Vedi finalmente il risultato, assapori il trionfo e poi cosa dici? Dici: “Sono stato bravo!”
Ma come fai a dirlo? Sì, è vero che ci hai lavorato tanto… Ma fino a un attimo prima non sapevi se era vittoria o sconfitta e le mille possibili varianti che avrebbero potuto deviare il pallone non le controllavi mica tu!
Allora bene, ci hai messo la tua parte, ma è la fortuna l’elemento che ha determinato l’esito positivo. O no?
Questa è la domanda che vale un milione di dollari e forse la tua vita stessa…
Quando ancora non conoscevi il responso, ti rendevi conto che il tuo merito non sarebbe stato l’elemento determinante. Certo a uno che non è capace a far nulla certe occasioni difficilmente gli capitano. Ma è pur vero che grandi persone hanno perduto, sono state frullate degli ingranaggi spietati degli eventi… E a volte non vince né il più bravo né il più determinato.
Questa trappola mentale del merito ti colpisce anche in un altro modo: in effetti dopo il primo successo è mediamente più facile averne un secondo per la famosa legge del piove sul bagnato…
Se hai già vinto una volta probabilmente conosci anche le persone giuste e possiedi pure la credibilità giusta… E ti è cresciuta l’autostima pure…
E siccome vuoi spasmodicamente credere che tu non perderai mai il tuo posto al sole ti attacchi a ventosa a quest’idea: ogni nuovo successo dimostra ancora una volta che sei migliore del resto del mondo…

Sì certo, se pensi positivo rendi più probabile che le cose vadano bene, cuor contento il ciel l’aiuta e la fortuna aiuta gli audaci. Ma senza una buona dose di culo non vai da nessuna parte… E la sfiga cosmica, una volta o l’altra tocca a tutti… E questo è meglio che te lo scrivi a fuoco sul palmo delle mani…

Io credo che vincere sia veramente molto difficile e pericoloso. In effetti nella mia vita ho visto molte persone andar fuori di testa dopo un grande successo.
Credo che sia proprio la sensazione dell’imponderabilità del successo a far saltare l’equilibrio mentale. Diventano tossicomani del successo, gli si attaccano spasmodicamente proprio perché al culmine di una fase positiva si rendono conto che il successo non si può possedere. Non esiste nessuna caratteristica umana che ti dia la sicurezza che funzionerà anche la prossima volta… Non sei neanche sicuro di arrivarci alla prossima volta… Al di là del fatto che potresti defungere, sai pure che dalle stelle alle stalle c’è una via breve, come un tombino, che ti ci trovi subito.

Quando sei uno sfigato e improvvisamente vendi 10 milioni di dischi e tutte le ragazze ti si vogliono fare, entri nel panico duro.
Qualcuno starà pensando: “Cazzate, se tutte le donne volessero venire a letto con me sarei proprio contento…” Certo, ma per i primi tre mesi… Poi ti accorgi che se tutte le ragazze vogliono far l’amore con te da quando hai avuto successo mentre prima facevi loro schifo, ribrezzo e noia, vuol dire che non sono interessate a te come essere umano (che continua a far schifo), a loro interessa il ruolo che tu hai la fortuna di interpretare in quel momento… Tu, umanamente non esisti al di là del tuo ruolo sociale… E il bimbo interiore ne risente e soffre… Povera bestia!

Allora ti inventi che tu sei superiore, che tu non ritornerai mai più ai piani bassi del mondo, e desideri spasmodicamente dimostrare a te stesso che possiedi questa superiorità. Ti sforzi di convincerti che quelli che hanno fallito non erano come te, tu sei più determinato, più sicuro, più carismatico. E soprattutto non farai nessun errore fatale.
Ma la grandiosità del mondo, la drammaticità del mondo, il mistero, sono gli elementi sublimi e terribili che danno spessore alla vita. In questo mondo niente è scontato e l’imprevedibile è ovunque… E uno dei grandi misteri insondabili è proprio perché, a parità di capacità, uno ce la fa e quell’altro no… Capire che il nostro merito è solo un quarto della torta dovrebbe insegnare la modestia, la gratitudine, lo stupore, la mansuetudine e la solidarietà con chi ha avuto meno culo.
Ma come sappiamo è pieno di teste di ravanello che dopo che son stati dalla De Filippi due volte smettono di salutarti perché dirti ciao gli sporca la bocca.

A questo proposito mi sovviene una battuta: “Dietro a ogni uomo di successo c’è una donna stupita”.

E siccome questa dominanza della fortuna nel nostro destino è un’evidenza (siamo sotto il cielo, come dicono i napoletani) allora cercare di negarla costa carissimo in termini energetici; finisce che molte persone all’apice del successo hanno bisogno di incentivi psicologici… e giù con alcol, coca, donne e panfili.
Credo che faccia parte del pacchetto “sostanze stupefacenti” anche l’ostentazione del lusso, l’irrefrenabile desiderio di frequentare posti esclusivi, indossare vestiti di pelle di dinosauro vergine, circondarsi di servitori… Sono uno dei tanti modi che usa chi sta ai vertici della piramide per ammansire il bruciante ricordo del fatto che la loro posizione al mondo è infinitamente più comoda di quella del disperato di Calcutta ma solo un pelo meno provvisoria.
Sono disposti a fare qualunque cosa pur di avere la sensazione di essere veramente, intimamente diversi dalla MASSA PEZZENTE al di sopra della quale sono emersi. E siccome a parità di massa corporea non esiste differenza tra un disoccupato di Bari e un miliardario di Londra, questo tentativo di affermare la propria diversità va poco lontano.

Credo che questo discorso sia molto importante per comprendere la storia dell’umanità.
Molti generali si sono rovinati e ci hanno rimesso pure la testa perché erano afflitti da un’insana mania del rischio.
Il gioco d’azzardo infatti è un’altra forma che assume la paura che il momento magico finisca. Le persone sono travolte dall’impulso di mettere alla prova la loro fortuna. Proprio perché sono alla ricerca della prova della loro superiorità.
E credo che siano connessi a questa nevrosi tutta una serie di altri comportamenti che sono dominanti nell’ambiente dei potenti: insensibilità emotiva, egoismo, egocentrismo, paranoia, mania di persecuzione eccetera.
E c’è poi l’aggiunta che se tu sei superstar c’hai grossi problemi di relazioni umane. Sì perché la maggioranza delle persone quando hanno a che fare con qualcuno che emana successo da tutti i pori, vuoi per interesse vuoi per l’emozione, vuoi per l’imbarazzo, ha difficoltà a comportarsi naturalmente…
Senza contare che quando c’hai fama e potere automaticamente diventi il bersaglio di tutta una serie di bastardissimi che ti vogliono sfruttare… Chi è ricco ha sempre paura che qualcuno gli rubi qualche cosa. Il che è una paranoia ma c’è chi si impegna con grande sforzo a dimostrarti che realmente TUTTI vivono solo per fregare te… Ti scotti talmente tante volte che poi ti convinci che sia meglio frequentare solo persone ricche come te così è meno probabile che vogliano fregarti. Il che è un doppio errore: tra i ricchi i nevrotici ossessivi son più della media nazionale quindi è più probabile che sia un ricco a volerti fregare piuttosto che un povero.
Inoltre, se ti riduci a frequentare solo potenti ti impoverisci mentalmente e spiritualmente perché tra i ricchi è maggiore il numero delle persone sprovviste di umanità, cortesia e qualche cosa di divertente da raccontare.

Insomma se le persone che sfondano NON capiscono che è stata la fortuna a determinare il loro successo (che quindi va preso con filosofia, con distacco) rischiano una serie di disastri psicorelazionali di proporzioni astronomiche.
Probabilmente se si riuscisse a parlare a queste persone trionfanti, e ammesso che abbiano voglia di ascoltarti, si otterrebbe di cambiare molte cose in questo mondo… Perché se la gente che ha il potere riuscisse a non farsi travolgere dal successo potrebbe combinare un sacco di cose buone. Che non è poi così difficile capire che è più bello per tutti se si vive senza fame, senza guerra e senza distruggere il mondo! (Ovvìa!)
Forse converrebbe perfino creare un’associazione onlus per soccorrere psicologicamente e umanamente i miliardari, che soffron così tanto, porellini!
Ma credo che sarebbe un’impresa con scarse possibilità di successo. Le persone mediamente preferiscono far la carità ai bambini magri che ai miliardari grassi.
Comunque noi, come al solito, ce ne freghiamo degli ostacoli e seguiamo la via che la nostra coscienza ci indica.
Quindi abbiamo creato all’interno del Nuovo Comitato Il Nobel per i Disabili il settore “Aiuta un miliardario sclerato e abbandonato!”.
Ovviamente accettiamo solo donazioni consistenti.

Jacopo Fo


Babbo Natale è cattivo! Il capitalismo è cattivo!

Babbo Natale è cattivo! Il capitalismo è cattivo!

Venetoespatriato” mi scrive che sua figlia di 7 anni ha repentinamente preso coscienza delle ingiustizie di questo mondo e ha radunato i suoi vecchi giocattoli per regalarli a bambini poveri. Evidentemente ha poi continuato ad elaborare ragionamenti e giorni fa è arrivata a una conclusione logica e inoppugnabile: Babbo Natale è cattivo perché non porta i regali ai bambini poveri.
Vorrei osservare che questa bambina è un genio. Ha costruito una trappola logica che non lascia soluzioni e il padre ha dovuto spiegarle come funziona veramente la storia di Babbo Natale. Che altro poteva fare?

Credo che sia opportuno che noi si riprenda a fare qualche ragionamento semplice sulla situazione, usando la logica piana e senza preconcetti. Questo perché la crisi economica ha offuscato la vista di milioni di persone. Spread, povertà, paura, disoccupazione, corruzione e risse politiche hanno confuso, annoiato, complicato il panorama e si finisce per perdere la bussola della logica.
Allora io vorrei cercare di fare un po’ di chiarezza.
Punto primo: il capitalismo è cattivo!
Non perché c’è Berlusconi. È cattivo e basta per ineliminabili cause strutturali. Il capitalismo è un sistema economico nel quale chi ha i capitali detiene il potere e inevitabilmente lo usa per fare più soldi fregandosene dell’etica e della giustizia. Questa mancanza di senso della collettività fa sì che la natura stessa della finanza sia quella di crescere speculativamente a dismisura e poi crollare. Deve crollare perché è un sistema che serve a rubare soldi alla gente. Ti convincono che le azioni argentine sono una figata e il giorno dopo crollano. Non è né una fatalità né un incidente di percorso: semplicemente ti hanno fregato i soldi con un gioco di prestigio. Le crisi fanno guadagnare un sacco di miliardi a molte persone che generalmente di mestiere non fanno gli operai.
In particolare il capitalismo fa 3 cose cattivissime:
1) usa la guerra per arricchirsi, depredando popoli, massacrando donne e bambini, distruggendo ricchezza e torturando. È la legge del mercato: produrre armi conviene, finanziare guerre conviene e quindi si trova qualcuno disposto a corrompere e fare lobbying per riuscire a fare la guerra;
2) crea barriere sociali per impedire il benessere dei popoli. Conviene a qualcuno che solo poche qualità di banane possano essere importate in Europa, conviene a qualcuno pagare una miseria i contadini e gli operai dei paesi poveri, conviene che prendere i finanziamenti pubblici sia così difficile, che solo se hai amici in Comune riesci ad aprire un supermercato o a concorrere per un appalto. Conviene che ci siano le mazzette, le raccomandazioni, gli amici degli amici, la burocrazia veloce o lenta a seconda dei casi, le liste d’attesa per una Tac a due velocità. Il capitalismo è basato sul Dio Denaro. E quindi scatena i più bassi istinti in una parte della popolazione che è ben dotata di capitali e quindi ha grandi possibilità di sfruttare in ogni modo i mezzi a disposizione ed è disposta a usare qualunque mezzo per mantenere il privilegio;
3) il capitalismo se ne fotte delle persone e se ne fotte dell’ambiente, quindi se distruggere conviene è disposto a fare qualunque cosa per difendere il proprio diritto a devastare e spargere veleno.

E noi siamo contro il capitalismo, la guerra, la povertà e la discriminazione sociale e l’inquinamento. E non vogliamo subire altre rapine a mano armata truccate da crisi economiche!

La buona notizia è che, storicamente parlando, il capitalismo è finito.
Al momento siamo nella merda fino al collo ma è solo perché gli effetti delle rivoluzioni storiche sono un po’ lente rispetto ai tempi microscopici della vita umana. Ma è bello annegare nella merda sapendo che si tratta solo di uno strascico del passato. Un dinosauro ti sta stritolando, è vero. Ma è meno terribile se hai la soddisfazione di sapere che il dinosauro è morto. Ti stritola perché ti sta franando addosso in quanto essendo morto non si regge più in piedi. E tu hai vinto perché hai continuato a vivere un secondo più di lui. E lui comunque si è estinto e tu no.

Il capitalismo sta scomparendo come è successo ai piccioni viaggiatori-postini  perché non conviene più. Anche la cavalleria composta dalla crema della nobiltà polacca è scomparsa quando l'hanno caricata con i carri armati. Sono scomparsi tutti. Morti.

Mentre alcuni capitalisti si arricchivano vendendo armi, altri più fantasiosi hanno accumulato montagne di soldi inventando il tempo libero, il consumismo, le canzoni d’amore, la moda, la spasmodica ricerca della felicità, il televisore, i libri tascabili, i computer, internet.

Così succede che la novità oggi è che abbiamo un’immensa quantità di informazioni gratis, comunicazione gratis, nuovi sistemi di connessione sociale, umana e culturale; le tecnologie digitali hanno fatto sì che il capitalismo stia vendendo a vagoni la possibilità di costruire reti solidali.
Incredibilmente il capitalismo ha costruito lo strumento che lo sta distruggendo: lo stile di vita e di pensiero basato sulle reti.
Il capitalismo ha generato la coscienza e l’esperienza che collaborare è meglio, regalare è meglio che vendere, vincere tutti è meglio che vincere in pochi.
Pochi si sono resi conto che oggi il sistema di gestione dei computer che sta diventando leader del mercato è stato creato da un gruppo di sviluppatori che hanno lavorato gratis a rete: Linux è lo spartiacque tra il nuovo e il vecchio mondo.
Oggi grazie ai social network si stanno sviluppando impetuosamente reti di persone che credono che collaborare sia gradevole e che stanno arricchendo la collettività per il gusto di farlo. Perché le canzoni d’amore ci hanno insegnato che certi piaceri  non si possono comprare si possono soltanto regalare!

Oggi centinaia di milioni di persone sono convinte che il vero lusso sia potersi permettere la condivisione. Wikipedia è la più grande enciclopedia che sia mai esistita.
Esistono al mondo almeno 500mila associazioni e gruppi solidali che si connettono freneticamente tra loro dando vita a un numero spaventoso di iniziative che vanno dai flash mob alle raccolte di firme per la difesa di singoli individui o gruppi che subiscono ingiustizie.
Mai nella storia del mondo è esistito qualche cosa di simile.
Quelli che noi oggi ricordiamo come i grandi movimenti culturali del passato non coinvolsero mai masse simili di persone.
E mai con una tale livello di partecipazione individuale.
Ogni singolo, con i suoi tweet e il suo profilo nei social network, è un sensore, un produttore di contenuti e un selezionatore di contenuti. Ogni individuo è uno snodo che moltiplica la potenza della rete relazionale mettendola in contatto con il proprio mondo di amicizie e conoscenze.
Molti non capiscono che questo fenomeno è appena iniziato. Non vedono le potenzialità spaventose di cambiamento.
Milioni di persone vivono già connesse, quasi costantemente, con la loro rete di amici, si scambiano continuamente immagini, parole e musica…
L’idea stessa di spazio si sta modificando e mai nella storia del mondo le persone hanno passato tanto tempo a parlare e quindi, bene o male, a usare il cervello.
E cosa succede se milioni di persone si scambiano messaggi forsennatamente, giudicano fatti e cose, creano sistemi di giudizio, li affinano, in una parola si confrontano e confrontano con altri le esperienze? Succede che cresce la coscienza. E appunto si sviluppa la voglia di essere protagonisti della propria vita, di raccontarla e quindi di avere qualche cosa da raccontare.
Molte persone sono spaventate dalle relazioni digitali.
È vero che c’è qualcuno che sclera. Ma se non ci fosse stato internet sarebbe andato fuori di testa in qualche altro modo.
Oggi milioni di persone usano internet per conoscere persone nuove che poi incontrano nella vita reale e a volte ci lavorano, diventano amici, fanno l’amore. Il web sta arricchendo la vita relazionale di centinaia di milioni di persone.
E cosa succede quando sai più cose, conosci più persone, hai più potere di comunicazione?
Succede che vuoi di più.
E succede che persino qualche capitalista preferisce venderti quello che vuoi e che ti serve veramente. Anzi te lo regala!
Perché la grande novità è che il mondo è talmente cambiato, perché sono cambiati gli stili di vita e di consumo, che regalare conviene: Google ti dà ricerche e posta elettronica gratis, le mappe della terra gratis, Facebook è gratis, YouTube è gratis!
Il futuro è il controllo di massa della qualità dei prodotti, lo sviluppo di un mercato fatto di consumatori informati e consociati che pretendono il meglio, compreso il fatto che i prodotti siano puliti: niente sangue, niente sudore di bambini schiavi, niente puzza di polvere da sparo.
Già ci sono reti di aziende che certificano il loro impatto ecologico e sociale: “Compra la mia automobile e salvo gli orsi dell’Alaska, i bambini poveri del Congo e ripulisco l’aria della tua città”.

Oggi il cittadino ha il potere di protestare, di votare e anche di scegliere cosa consumare e in che modo. Può condividere anche nella realtà spazi quotidiani, mezzi di trasporto, barattare, riusare, riciclare, consociare il risparmio in modo etico…

Quel che serve è che sempre più persone comprendano il grande potere che esercitano ogni volta che fanno la spesa.
Servono persone che desiderano stili di vita che ancora non ci sono e se li costruiscano. Serve costruire grandi sistemi digitali che aumentino la condivisione, sviluppino le reti e la cultura della rete.

Lo stiamo facendo ma se ce ne rendiamo conto lo facciamo meglio.
Stiamo creando il mondo migliore adesso.

Vieni al Festival EcoFuturo: abbiamo bisogno di parlarti. Vieni in tenda, in camper, in sacco a pelo, vieni a piedi a cavallo, in corriera, in elefante, ma vieni. La rete sta quagliando. La gioia sta arrivando! Partecipare costa solo 15 euro al giorno, dalla mattina alla sera, spettacolo continuato.

P.S.
Ovviamente attenzione alla caduta dinosauri. Cammina guardando in alto… Non si sa mai!

Jacopo Fo
 


Abbiamo bisogno di incontrarci per progettare il futuro

Abbiamo bisogno di incontrarci per progettare il futuro

Vieni anche tu all'Ecofuturo Festival!
(Un viaggio in un altro luogo spaziotemporale, per soli 15 euro al giorno!!!)

La tv non lo racconta ma è ormai in atto una rivoluzione epocale: una serie di novità scioccanti sta per modificare la vita e il modo di lavorare di milioni di italiani.
Una rivoluzione che non ha bisogno di vincere le elezioni per prendere il potere: lo fa e basta! Produciamo la nostra energia, riorganizziamo i nostri consumi collettivamente.
Pensi di poter vivere senza respirare il profumo di questo sconvolgimento epocale?
La nostra proposta di incontrarci per scambiarci informazioni, connessioni, idee e tecniche sta raccogliendo un grande interesse.
Hanno già aderito a Ecofuturo Festival decine di associazioni, aziende e ricercatori indipendenti, con la partecipazione di WWF, Legambiente, Acqua Pubblica e perfino del Politecnico di Milano; e poi Europa7 e la Tv del Fatto Quotidiano online oltre a una rete di emittenti web e satellitari più piccole.
La qualità dei partecipanti e le novità che presenteremo sia sul piano delle tecnologie sia per le iniziative che verranno lanciate in vari settori, dai gruppi di acquisto ai sistemi di certificazione ecologica, ci fanno sperare che da questo evento scaturirà un'ondata di rinnovamento spinta dal basso, da quel movimento poco visibile che è impegnato a costruire macchine e sistemi per un futuro migliore.
Possiamo scardinare il vecchio sistema perché è superato e antieconomico oltre che ingiusto.
E lo possiamo fare se ci mettiamo insieme a pensare e agire.
Non vogliamo fare un partito ma vogliamo connetterci in rete.
Ad esempio, una parte del festival sarà dedicata alle strategie che hanno funzionato portando alcuni (pochi) comuni a tagliare il 50% e più della bolletta energetica. Vogliamo mettere a discutere insieme Marco Boschini dei Comuni Virtuosi, Laura Puppato che pur essendo del Pd ottenne il riconoscimento di "Sindaco a 5 Stelle", e il sindaco di Parma, Federico Pizzarotti e vedere se c'è modo di creare sinergie tra gli amministratori che al di là delle bandiere vogliono migliorare le cose.
Lo stessa logica la proporremo al mondo dell'autocostruzione e delle stampanti in 3D, agli appassionati di auto e moto elettriche (convertire è possibile!), a chi vuole creare reti di turismo sostenibile e a chi lavora nel settore delle fonti rinnovabili (presenteremo nuovi sistemi fotovoltaici!).
Speriamo sia un evento che abbia la capacità di lanciare un'ondata di iniziative concrete in tutta Italia.
Inoltre questo festival non sarà "mordi e fuggi" e tutti i materiali prodotti resteranno on line su un portale dedicato e verranno via via sviluppati sulla nuova serie di Ecotecno.tv, rivista cartacea e digitale il cui terzo numero, di presentazione del festival, è già in distribuzione.
Di tutti questi risultati dobbiamo dare gran merito a Michele Dotti che è diventato il principale fautore di questa iniziativa ed è riuscito a realizzare una poderosa opera di connessione.

A questo punto la macchina organizzativa è partita a predisporre tende e tendoni, servizi, aree ristorazione, stand, esposizioni, laboratori. E a brevissimo sarà anche pronto il volantone in pdf con il programma. Ma ancor prima di partire con la comunicazione stiamo ricevendo segnali di interesse da molte parti e prenotazioni di gruppi che si stanno organizzando per arrivare con tutti i mezzi.
In questi giorni stiamo poi pubblicando una scheda per ognuno dei relatori e delle aziende presenti, che pubblicheremo quotidianamente qui, su Cacao e su tutti i siti del circuito e che vi invitiamo a ripubblicare sui vostri blog e pagine Facebook.
In questo modo otterremo un effetto di diffusione esponenziale.

A questo proposito vorrei sottolineare che nello spirito stesso di EcoFuturo abbiamo in mente di sviluppare Ecotecno.tv come rivista "multitestata", cioè proporre ad altre riviste digitali di mettersi in cordata con noi mantenendo ognuno la propria copertina, la propria autonomia totale ma alleandosi e "distribuendoci" tutti insieme, in modo tale da fare massa critica "unendo" il pubblico di ognuna delle testate che si "assorellano".
Detto questo vi saluto e vi faccio i miei auguri

Jacopo Fo

Per gli ospiti saranno disponibili anche spazi tenda o sacco a pelo, ingredienti e fuochi per cucinare autonomamente e piatti pronti italiani e arabi a partire da 5 euro.

Hanno finora aderito al Festival Ecofuturo
Associazioni, cooperative, istituzioni e società
Legambiente
WWF
Associazione dei Comuni Virtuosi
Rete Comuni Solidali
Italia che Cambia
La Nuova Ecologia
Qualenergia
Equologia
Mani Tese
Verdi Ambiente e Società
Transition Town
Progetto Teknes
Associazione Gaia
Mola Casanova

Esperti, docenti, ricercatori e divulgatori
Gunter Pauli
Marinella Levi
Pietro Laureano
Luigi Rambelli
Sergio Ferraris
Giannandrea Mencini
Corrado Giannone
Cristiano Bottone
Giuliano Tallone
Gianumberto Accimelli
Daniel Tarozzi
Carlo Giordano
Claudio Bertoni
Marco Boschini
Loredana Menghi
Giovanni Cimini
Maurizio Fauri
Federico Butera
Fabio Roggiolani
Claudia Bettiol
Mario Agostinelli
Giorgio Ruffini
Ascanio Tagliaferri
Maurizio Signorini
Sergio Los
Natasha Pulitzer
Daniela Ducato
Massimo Moretti
Fabrizio Zago
Michele Dotti
Mao Valpiana
Joshua Evangelista
Filippo Guerra
Giovanni Maiolo
Laura Puppato
Federico Pizzarotti

Tv e radio che trasmetteranno l'evento
LCN delle emittenti che trasmetteranno il Festival EcoFuturo a partire dal 27/07/2014 fino al 02/08/2014 in seconda serata alle ore 23.00 circa.
TVR VOXSON LAZIO LCN 72
TELEREGIONE TOSCANA LCN 114
ATV7 ABRUZZO LCN 91
Inoltre sarà trasmesso anche sul canale nazionale FLY, visibile sulla piattaforma digitale DVB-T2.

LA NUOVAECOLOGIA TV: LaNuovaEcologia TV trasmetterà pillole serali dal Festival
TELEAMBIENTE
ILFATTOQUOTIDIANO TV
TRASMISSIONI RADIO SU Reset Radio e RadioGamma5

Partner e sponsor
ECOR prodotti biologici e biodinamici
AAM Terranuova
I Bibanesi

Programma provvisorio

26/07/2014
Arrivo ospiti e partecipanti
Conferenza plenaria di benvenuto e presentazione festival di Jacopo Fo
21:30: Concerto di Luca Bassanese & La Piccola Orchestra Popolare

27/07/2014
Laboratorio con Mola Casanova
Laboratorio con Nicola Ulivieri (forni solari)
Laboratorio Ecopillole con Mamma Chimica
Laboratorio con Wasp Project (stampanti 3D)
Autocostruzione di blocchi in calce e canapa per tamponature di abitazione. A cura di azienda Agraia
Autocostruzione pannelli solari termici con materiali riciclati

Conferenza di Fabrizio Zago: Vuoi essere aquila o tacchino? L'impatto della detergenza sull'ambiente e sulla nostra pelle
Conferenza di Filippo Guerra (Recosol): Esperienza pilota di riciclo plastica in Sahel

Tavola rotonda: Biodiversità, una ricchezza da difendere e promuovere con Giannadrea Mencini (vice-presidente nazionale Associazione VAS - Verdi Ambiente e Società), Giuliano Tallone (presidente LIPU dal 2003 al 2011) e Gianumberto Accinelli (fondatore e presidente di Eugea s.r.l.).
Tavola rotonda con Marco Boschini, Laura Puppato e Federico Pizzarotti: Come riorganizzare le amministrazioni locali

28/07/2014
Laboratorio Oli essenziali con Barbara Pozzi
Laboratorio con Wasp Project (stampanti 3D)
Laboratorio di autocostruzione di blocchi in calce e canapa per tamponature di abitazione. A cura di azienda Agraia
Autocostruzione pannelli solari termici con materiali riciclati

Conferenza di Pietro Laureano: presentazione del progetto Toilette a diversione

Tavola rotonda con Progetto Teknes e la giornalista Loredana Menghi: La tecnologia appropriata e la cooperazione solidaria internazionale
Tavola rotonda con Giorgio Ruffini, Presidente di "Azione Energia Solare" e fondatore del Coordinamento FREE (Coordinamento Fonti Rinnovabili ed Efficienza Energetica) un'Associazione che raccoglie attualmente 29 Associazioni del settore rinnovabili.

Ore 21:30: Lu Santo Jullare Francesco, spettacolo teatrale di Mario Pirovano

29/07/2014
Laboratorio Ecopillole con Mamma Chimica
Laboratorio con Wasp Project (stampanti 3D)
Laboratorio con Mola Casanova
Laboratorio di autocostruzione di blocchi in calce e canapa per tamponature di abitazione. A cura di azienda Agraia
Autocostruzione pannelli solari termici con materiali riciclati

Conferenza di Luigi Rambelli sul turismo sostenibile: Il turismo fra green washing, sostenibilità e innovazione gestionale e strutturale
Conferenza Massimo Moretti di Wasp Project (stampanti 3D)
Seminario con Cristiano Bottone: Strade in Transizione, resoconto della prima sperimentazione in Italia di questa modalità di intervento "strada per strada" sviluppato in Gran Bretagna.

30/07/2014
Laboratorio Oli essenziali con Barbara Pozzi
Laboratorio con Wasp Project (stampanti 3D)
Laboratorio di autocostruzione di blocchi in calce e canapa per tamponature di abitazione. A cura di azienda Agraia
Autocostruzione pannelli solari termici con materiali riciclati

Seminario con Cristiano Bottone: RIECONOMY ALL'ITALIANA, ricostruire insieme l'economia del territorio
Intervista via Skype con Gunter Pauli sulla Blue Economy
Conferenza di Corrado Giannone: Come valorizzare le risorse agroalimentari del territorio nei servizi di ristorazione collettiva
Presentazione della prima collana fotovoltaica (Oreficeria D'Orica) con Gianpietro Zonta, Daniela Raccanello e Adriana Sasso

21:30: Spettacolo teatrale di Michele Dotti

31/07/2014
Laboratorio Ecopillole con Mamma Chimica
Laboratorio con Wasp Project (stampanti 3D)
Laboratorio di autocostruzione di blocchi in calce e canapa per tamponature di abitazione. A cura di azienda Agraia
Autocostruzione pannelli solari termici con materiali riciclati

Conferenza di Maurizio e Davide Signorini di Energetismo. Sostenibilità: la felicità dell'appartenenza
Conferenza di Maurizio Fauri: Efficienza energetica e incentivi

21:30: Spettacolo teatrale di Jacopo Fo

01/08/2014
Laboratorio Oli essenziali con Barbara Pozzi
Laboratorio con Wasp Project (stampanti 3D)
Lezione di musica con strumenti autoprodotti con Maurizio Capone e Bungt Bangt
Laboratorio di autocostruzione di blocchi in calce e canapa per tamponature di abitazione. A cura di azienda Agraia
Autocostruzione pannelli solari termici con materiali riciclati

Seminario Ass. Gaia: Presentazione progetto Educational e Wikigaia, il nuovo social commerce
Seminario Ass. Gaia: Acquaponica, presentazione del nuovo metodo di coltura a ciclo chiuso
Conferenza di Giovanni Maiolo (Recosol): Accoglienza migranti nella Locride
Conferenza di Giovannni Cimini: Leonardo System, un sistema innovativo di impianto fotovoltaico con accumulatore e inverter di ultima generazione

Tavola rotonda con Daniel Tarozzi: L'Italia che cambia
Tavola rotonda con Carlo Giordano: EconoMake, se vuoi un'economia diversa, falla!
Tavola rotonda con Daniela Ducato, Maurizio Signorini: Bioedilizia, le migliori esperienze italiane e gli scenari futuri

21:30: Concerto Maurizio Capone e Bungt Bangt

02/08/2014
Conferenza di Natasha Pulitzer e Sergio Los: L'ecovillaggio solare di Alcatraz, la bioclimatica e l'autosufficienza energetica
Conferenza di chiusura Festival con Jacopo Fo


Vuoi fare la rivoluzione con me?

Vuoi fare la rivoluzione con me?

A proposito di un nuovo modo di vivere e lavorare che ti potrebbe interessare.
Della serie: articoli che potrebbero darti da pensare per il tuo futuro…

Sottotitolo:
Perché siamo la più grande potenza europea (io, Lucia, Vincenzino, Daniela, Tania e Carletto)

Ieri sera al ristorante di Alcatraz (gran posto per chiacchierare) un’ottima terapeuta mi ha fatto una domanda che riassume in modo sintetico una serie di quesiti che in questo periodo più persone mi pongono.
La domanda è: “Come cazzo fate a lavorare insieme?”
La domanda nello specifico era riferita a come riesce (bene) il gruppo d’acquisto di chi ha comprato casa all’Ecovillaggio Solare, a gestire tutti i lavori e riuscire poi veramente a ultimare una casa dopo l’altra come effettivamente stiamo facendo (a giorni i primi abitanti si trasferiscono a Casa Solare!).
In questo articolo vorrei raccontarti la verità sul sistema Alcatraz, (e spiegare perché da anni continuo a dire che siamo la più grande potenza europea anche se non contiamo un cazzo).
E ti avviso anche che in questo articolo dirò anche un numero esorbitante di parolacce: sennò non si capisce quel che voglio dire. Uno dei rari casi in cui il turpiloquio è indispensabile filosoficamente.

Come ho detto il discorso era partito parlando di come funziona l’Ecovillaggio Solare, dove bisogna prendere una montagna di decisioni e oltretutto ogni proprietario può decidere come vuole la sua casa (legno, cemento, argilla, calce, mattoni, pietra, paglia…).
Noi non decidiamo come la gente deve abitare. La nostra idea è quella di essere al servizio. Dimmi tu come la vuoi, la casa è tua. Ci devi abitare tu. Io ti organizzo di farla. Se vuoi. Sennò anche questo te l’organizzi da te. Noi ci occupiamo di semplificare il raggiungimento del TUO obiettivo (autorizzazioni, progetti, preventivi)… Noi vogliamo offrire maggiori possibilità di andare a vivere in campagna e costruirsi il lavoro e la rete di relazioni che si preferisce.
Compreso il fatto che magari scopri che io ti sto antipatico e non mi parli più.
Non è un matrimonio, è un gruppo d’acquisto.
Ed è ovvio che il lavoro che vuoi fare lo scegli tu e l’organizzi tu. Ma qui hai a disposizione la possibilità (non l’obbligo) di avvantaggiarti attraverso una serie di servizi cooperativi, di condivisioni di spazi, strumenti e contatti.
Siamo tendenzialmente molto cooperativi. Chi trova una commessa di lavoro è il capocommessa, e gli altri lo seguono. E la volta dopo succede il contrario. Io, ad esempio, adoro quando è qualcun altro a tirare e mi si dice solo cosa devo fare io e per che giorno. E a volte non ho voglia di collaborare proprio con nessuno e lavoro da solo.
Alcuni quando gli dico come lavoriamo restano perplessi: “Non è un po’ incasinato come sistema? Niente gerarchie fisse, niente ruoli fissi… Fate molte assemblee?”
Neanche per sogno! L’ultima l’abbiamo fatta 13 anni fa… Le assemblee sono un modo complicato per perdere tempo tutti assieme. Si formano automaticamente il leader, l’antileader, le correnti. E poi in assemblea molti non parlano liberamente. Se trovo un lavoro da fare parlo con le persone con le quali voglio collaborare una per una. Così ci si capisce meglio che in assemblea…
Ovviamente questo modo di organizzarsi richiede disciplina e professionalità. Quando ti prendi liberamente un impegno poi lo porti a termine esattamente entro la data stabilita. Se devi consegnare il 25 agosto o sei morto o consegni. Un’altra ipotesi non è contemplata. E questo non è scritto in un contratto. Non c’è un regolamento del gruppo di lavoro. C’è il fatto che siamo una libera e fluida associazione di persone che adorano la puntualità e la parola data. Semplicemente non abbiamo più voglia di collaborare con persone che non condividono questa passione produttivistica.
Attualmente questa rete comprende una trentina di realtà che a loro volta sono punti di connessione con altre reti di professionisti.
Questo ci permette di essere molto poliedrici. Ti serve un domatore di elefanti, un chimico, un webmaster, un fabbro? Ce l’abbiamo. Della nostra rete fa parte gente che sa fare di tutto e sono piazzati ai quattro angoli del mondo. Hai smarrito uno zio in Papuasia? Certamente c’è un amico nel raggio di 50 km da tuo zio, ovunque sia.
È una logica che a molti sembra strana ma per noi è l’unico modo di lavorare insieme senza perdere tempo in chiacchiere…
“E per i soldi come fate?” Per i soldi si divide in proporzione ai carichi di lavoro. E anche qui usiamo un sistema un po’ diverso dal solito. Non lo ha stabilito nessuno ma tra noi le trattative si fanno al contrario: “Mi stai dando troppo devi prendere più soldi tu”. Cioè nella trattativa io faccio i tuoi interessi e tu i miei.
Assurdo? No, perché tutti quelli che collaborano a questa rete sono talmente soddisfatti di come vanno le cose che sei più preoccupato del benessere della rete, e quindi della continuazione delle relazioni, di quanto andrai a prendere per ogni singolo lavoro.

Questo sistema di alleanze tra persone alla pari, dove non c’è un leader, ha conosciuto negli ultimi mesi un colossale salto di qualità oltre che di quantità.
Infatti, uno dei limiti di Alcatraz era di essere troppo legata  alla mia persona, per questioni di notorietà (come immagine, non nei fatti).
Oggi ci sono ormai molti amici che gestiscono ampi settori di iniziativa in modo autonomo e autorevole.
Contemporaneamente abbiamo realizzato una serie di alleanze con altre reti; ad esempio abbiamo appena concluso un accordo con il GAI, Gruppo Acquisto Ibrido. E anche l’organizzazione dell’Ecofuturo Festival è stata realizzata da una cordata di reti indipendenti che hanno stretto un patto di collaborazione.
Contemporaneamente sta succedendo lo stesso sul piano della produzione artistica e culturale; siamo diventati fratelli di sangue con persone eccezionali anche in questo campo. Alcatraz è diventata un luogo dove persone creative si incontrano e trovano l’atmosfera giusta per lavorare e scambiarsi idee. È successo con Stefano Benni che incontra Mesolella e ne viene fuori uno spettacolo, con la Bandabardò che viene qui a realizzare il suo album, Paola Turci che viene a sconvolgere tutti suonando e cantando ininterrottamente per 3 giorni con una voce meravigliosa.
Alcatraz ormai da mesi è diventata quel crogiolo che abbiamo sempre sognato. Crogiolo di idee e di rapporti umani.
Gente di valore che viene a portare la sua arte… E ci regala il piacere di lasciarci stupiti. Come Adolfo Zilli che si mette lì con un gruppo di bambini dai 5 ai 10 anni e in 5 giorni realizzano un videogames nel quale i personaggi sono le sculture di plastilina realizzate dai bambini, come i fondali e tutto il resto. Da restare a bocca aperta. E funziona come un videogames vero! (provalo!)
Adolfo fa parte di un gruppo di persone che sono arrivate ad Alcatraz per partecipare a un corso di teatro con Dario e con le quali stiamo costruendo collaborazioni in diverse direzioni. A questi corsi hanno partecipato in tre anni più di 500 persone: un esercito di attori progressisti che se riuscisse ad autorganizzarsi (come in parte sta succedendo) costituirebbe una forza comica di intervento rapido di proporzioni bibliche.

Non so se con tutto questo discorso sono riuscito a rendere l’idea di quello che sta succedendo. E sta succedendo come ho detto senza bisogno di leader, di tessere, di assemblee fumose e nebbiose.
Stiamo facendo decine di incontri con persone che arrivano da tutta Italia e dall’estero per collaborare. Ma non facciamo convegni. O meglio facciamo convegni senza convegno. Visto che poi ai convegni le cose importanti ce le si dice al bar abbiamo deciso di fare convegni con solo il bar, senza le relazioni e i microfoni…

Quello che vorrei descrivere è proprio che stiamo usando un metodo di lavoro nuovo, che è veramente corrispondente, anche formalmente, al nostro sogno; vogliamo realizzare iniziative che facciano stare bene le persone e vogliamo lavorare per organizzarle in modo che faccia stare bene noi. I convegni sono una tortura psichica. Le feste e le chiacchiere di fronte a un bicchiere di vino buono ci fanno stare meglio e funzionano meglio.
È un modo di pensare. E non lo applichiamo solo al lavoro ma anche nelle nostre proposte per il benessere psicofisico e lo sviluppo delle potenzialità dell’individuo (vedi Yoga demenziale, corsi di Comunicazione Globale per manager e Scuola di Naturopatia Complementare); noi non siamo terapeuti, mestiere fondamentale per la società, peraltro… Noi facciamo un altro lavoro che è di sostegno a quello dei terapeuti. Noi offriamo servizi che non riguardano la malattia ma la salute, se giochi, se fai arte, se comunichi con gli altri se fai o ricevi un massaggio piacevole, stai meglio e questo migliora anche l’effetto della cura che hai scelto.
È esattamente la stessa filosofia che usiamo nel costruire la nostra rete lavorativa e relazionale (le due cose insieme).
A noi piace il lavoro di squadra e nella tribù il nostro compito è di fornire opportunità: ad esempio un bel posto dove si cucina bene e dove ci sono strutture adatte a tenere corsi, eventi e laboratori. Noi mettiamo la strada, ognuno ci viaggia con il mezzo che preferisce.

Esattamente lo stesso approccio lo usiamo per insegnare arte. Io non ti insegno a recitare, ti aiuto a identificare, conoscere, allenare quello che è il tuo modo naturale di parlare, sentire i colori, vivere il movimento, godere del suono.

Il ristorante di Alcatraz non segue un principio dietetico particolare. Cuciniamo cibi eccellenti di tutti i tipi, con ricette che provengono da mezzo mondo. E non scegli cosa mangiare da un menù scritto, quindi seguendo abitudini mentali… Hai di fronte un grande tavolo con sopra ogni tipo di pietanze, cotte e crude, c’è di tutto…
Le persone scelgono con gli occhi e con il naso. E quel che ad esempio succede è che rispetto a quando proponevamo un menù, il meccanismo del self service (senza limiti di quantità) ha portato alla diminuzione del consumo di carne dell’80%. Non vogliamo limitare il tuo desiderio di carne, ma ti offriamo molte cose buone diverse e questo ti darà il desiderio di assaggiarle tutte…
È la filosofia della Spinta Gentile, della comunicazione non violenta, dell’inclusione, del rispetto, della biodiversità come valore e ricchezza (non vorrei stare mai in un posto dove tutti la pensano come me e passano la giornata a darsi reciprocamente ragione).

Il massaggio più potente che pratichiamo lo abbiamo chiamato Massaggio Passivo. Nel senso che il PASSIVO è proprio il massaggiatore che invece di applicare un suo modello di interazione con il corpo del massaggiato (cosa che fa invece giustamente, intendiamoci, il terapeuta) interroga il corpo del cliente, o meglio aiuta la persona a sviluppare movimenti spontanei e non volontari. Questo ad esempio si fa in acqua calda a 34°: il cliente si adagia mollemente sull’acqua sostenuto da alcuni galleggianti sotto la nuca e sotto le ginocchia. Il Massaggiatore Passivo prende un polpaccio in mano e piega l’articolazione del ginocchio. Poi lo lascia andare. A questo punto grazie all’interazione tra la forza di gravità e le leggi che governano i fluidi e i galleggiamenti, il polpaccio torna alla posizione naturale di galleggiamento in modo spontaneo, autogestito e libero. In questo modo si provocano una serie di micromovimenti grazie ai quali il corpo autoregola la posizione dell’articolazione. Incredibilmente questa semplice possibilità di movimento libero che offriamo all’articolazione riesce a dare spesso enorme beneficio a persone che hanno lesioni alle articolazioni (ovviamente tutto questo deve essere fatto solo se il movimento non provoca dolore ma una sensazione immediatamente piacevole!).

Noi non insegniamo niente che le persone non sappiano già fare.
Noi aiutiamo le persone a scoprire capacità spontanee.

Quel che voglio dire è che alla fin fine, senza quasi accorgercene, ci siamo trovati a elaborare un punto di vista globale alieno rispetto ai correnti canoni di pensiero, organizzazione del lavoro, della festa e delle pratiche per il benessere.
Ma non si tratta però di una NOSTRA grande pensata. Semplicemente noi ci siamo trovati a condividere le idee di fondo di una corrente filosofica che si sta sviluppando in modo notevole in tutto il mondo, dando vita a iniziative che sono strutturalmente, fisiologicamente, fuori dagli schemi del pensiero corrente.
Parlo della filosofia della Spinta Gentile, delle idee sul Pensiero Laterale, i neuroni a specchio e la Comicoterapia, di persone come Mandela che rinuncia alla vendetta e crea i Tribunali del Perdono, Mockus che diventa sindaco di Bogotà e dimezza gli omicidi in città usando un esercito di claun, Josè Pepe Mujica ex guerrigliero, poeta contadino, che diventa presidente dell’Uruguay e ne combina di tutti i colori, Miloud che aiuta i ragazzi di strada di Bucarest insegnando loro a fare i claun.
C’è tutto un mondo di persone che senza che ci si conosca o che ci si sia parlati, sono arrivate alle stesse nostre intime convinzioni. E non è una semplice ideologia. È un modo sereno di vedere sé stessi, la centralità delle relazioni, il desiderio di amore, amicizia, solidarietà, tolleranza, inclusione, pacatezza, capacità di trasformare i sogni in cose reali, tangibili. E una certa allergia per le chiacchiere che non portano da nessuna parte e per quelli che arrivano in ritardo agli appuntamenti e per quelli che quando ti incontrano non ti salutano e non ti sorridono.
 
Dopo 34 anni di lavoro preparatorio finalmente la situazione è matura!!!
Che cosa succede adesso?
Nei prossimi 30 giorni, con la realizzazione dei festival delle Ecotecnologie (27 luglio-2 agosto) e della Musica (2-9 agosto) vedremo se questa spettacolare mongolfiera che abbiamo costruito saprà iniziare a volare. E vedremo se il caglio quaglia nelle decine di imprese che stiamo sviluppando grazie a quest’esplosione di nuovi contatti.
Se funziona faremo stare meglio il mondo (obiettivo minimo!!!).
Siamo o non siamo la più potente Forza Comica d’Europa?

Intanto ti chiedo se hai voglia di iniziare a connetterti anche tu con la Rete dei Lavoratori Progressisti (che nome tremendo… chiedo scusa ma non ne ho trovato uno migliore… forse dovremmo fare una consultazione a tempesta di cervelli per tirar fuori un nome decente… ma forse possiamo anche fare a meno di un nome…).

Come connettersi alla nostra rete:

1) Utilizzare i servizi gratuiti offerti dalla Rete
- Servizio di scambio banner con siti etici, culturali artistici stradaalternativa.it
- Corsi di formazione per: costituzione e gestione tecnica di cooperative sociali, tecniche artigianali, comunicazione, tecniche per il benessere, realizzazione di applicazioni per smartphone e cartoni animati. Per ulteriori informazioni scrivere a elena chiocciola alcatraz punto it).

2) Partecipare a un gruppo di lavoro
- Laboratori creativi o di progettazione di autoimpresa che si tengono ad Alcatraz periodicamente (per avere info sulle prossime date elena chiocciola alcatraz punto it)
- Collettivo volontari Nobel per i disabili (via web come i successivi) (info chiocciola comitatonobeldisabili punto it)
- Collettivo avvocati volontari Nobel per i Disabili (gabriella chiocciola comitatonobeldisabili punto it)
- Gruppo di progettazione per la Casa delle Diverse Abilità (per informazioni scrivere a gabriella chiocciola comitatonobeldisabili punto it)
- Pagina FB Scuola di Naturopatia Complementare
- Collettivo Kalunga che lavora alla realizzazione di un libro/spettacolo/documentario/fumetto sulle rivolte vincenti degli schiavi in Brasile (gabriella chiocciola alcatraz punto it)
- Collettivo animatori, con il quale stiamo progettando il montaggio delle riprese dello spettacolo di Dario sui Borgia con inserti di cartoni animati (elena chiocciola alcatraz punto it).
- Gruppo Cacciatori di Buone Notizie per Cacao (simone chiocciola alcatraz punto it)
- Redazione Ecotecno, rivista in pdf sulle nuove tecnologie ecologiche e sostenibili (simone chiocciola alcatraz punto it)
- Comitato volontari Festival Ecofuturo (info chiocciola ecofuturo punto tv)

Nota: per ognuna di queste iniziative trovi i video nell’archivio della nostra Web Tv Alcatrazindiretta

3) Aderire a un gruppo di acquisto.
Già 1200 famiglie comprano energia elettrica certificata da fonti rinnovabili insieme. 200 famiglie e gruppi d'acquisto comprano l’olio extravergine d’oliva spremuto a freddo bio. Abbiamo costruito 300 impianti fotovoltaici in tutta Italia. Stiamo per inaugurare il gruppo d’acquisto per auto ibride Toyota. Esistono anche gruppi d’acquisto per il micro eolico e il solare termico.
Stiamo costituendo un gruppo d’acquisto per l’efficientazione ecologica degli immobili (sgravi irpef tra il 50 e il 65%). Inizialmente sarà attivo solo in Umbria.
Stiamo costruendo con un gruppo d’acquisto e/o autocostruzione l’Ecovillaggio Solare di Alcatraz.

4) Mandarci cifre di denaro esorbitanti o anche modiche.
Ad esempio comprare per due euro EcoTecno (versione PDF, 6 euro+spese di spedizione per la versione cartacea).
Aderire all’associazione Cacao Libera Università di Alcatraz.
Investire nel progetto Città Verde/Ecovillaggio acquistando una quota di proprietà immobiliare.

5) Condividere su FB questo articolo. Oppure puoi inviare questo articolo per e-mail a 100 persone valenti. O anche 1000 se le conosci…

Jacopo Fo


Domenica 22 giugno sei con noi? Dario Fo torna in tv!

Domenica 22 giugno sei con noi?

È stata dura, ma dopo sette anni di porte sbattute in faccia e di funzionari che sparivano dopo il primo incontro, finalmente siamo riusciti a riportare Dario in televisione, con lo spettacolo Francesco, lu Santo jullare, domenica 22 giugno, alle ore 21:25 su Rai1, una prima serata, di respiro culturale nel bel mezzo dell’orgia del calcio mundial
Dario ha riscritto in una lingua più accessibile, ma sempre mirabolante, il testo sulla vita del Santo; le riprese sono state effettuate negli studi Rai di Napoli, con la partecipazione di un pubblico grandioso ed entusiasta: mille persone a sera per 3 sere consecutive. Ed è stata veramente un’interpretazione grande! E di notevole attualità, visto che Papa Francesco, proprio rifacendosi alla vita del Santo e al suo spirito rivoluzionario, sta concretamente rinnovando la Chiesa, cacciando i mercanti dal tempio e chiedendo ai cristiani di aprire il loro cuore all’amore, alla solidarietà e alla tolleranza.
Il ritorno di Dario sulla Rai è un evento per chi lo ama e per chi ama il teatro. Da molti anni si è valutato che il teatro non potesse andare più in onda in prima serata, per ragioni di audience… Complici i sistemi di rilevamento che non vedono una parte del pubblico (i diversi… noi…), si è rinunciato a offrire una delle forme di arte più potenti agli occhi e alle orecchie dei teledipendenti.
Quindi è in ballo una scommessa, tra chi pensa che lo spettacolo raccoglierà una misera percentuale della platea televisiva e chi come noi è convinto che si possa ottenere un risultato in termini di puri ascolti comunque più alto.
Ed è chiaro che se riusciremo a portare davanti alla tv un gran numero di persone otterremo la possibilità di far trasmettere sui canali Rai anche gli altri spettacoli che in questi sette anni Dario e Franca hanno registrato (a loro spese) e che sono ancora nei cassetti…
E inedite sono restate anche decine di lezioni di Dario e Franca sul teatro e una eccezionale storia d’Italia degli ultimi 50 anni raccontata da chi l’ha vista da un palcoscenico montato in una casa del popolo, una fabbrica occupata, una piazza gremita di persone e striscioni di protesta…
Quindi se vuoi darci una mano fai sapere ai tuoi amici che Dario sarà in tv. E guarda la trasmissione anche da un computer. Così si vede che la stai guardando e freghiamo l’Auditel che non ci rileva! Se un milione di computer si collegheranno non ci saranno dubbi sul fatto che il teatro ha diritto di esistere in televisione.

Grazie dell’ascolto.

Aggiungo solo una nota sulla follia del mondo…
Vi ricordate perché Dario e Franca vennero cacciati per l’ennesima volta dalla Rai?
La colpa imperdonabile fu quella di aver proposto uno spettacolo nel quale si sosteneva che il grande Giotto non era l’autore dei dipinti della basilica superiore di Assisi.
Al vescovo dava fastidio che si affermasse un’idea che peraltro era condivisa pure dagli stessi frati francescani di Assisi!
Meno male che questi 7 anni di censura inflitti a Dario Fo, colpevole di lesa maestà pittorica (!!!), sono finiti!

Jacopo Fo


Un massaggio ti cambia la vita!

Un massaggio ti cambia la vita!

Una delle migliori scoperte che ho fatto in vita mia è stata quella del massaggio.
Tu ti sdrai comodamente, una persona gentile inizia a manipolarti i muscoli, muoverti le articolazioni, accarezzare la pelle e le tue percezioni cambiano rapidamente. La sensazione del massaggio ti inonda e il tuo cervello inizia a lavorare in un altro modo, senti il mondo diversamente e il tuo umore cambia.
Magico!
Sogno un movimento politico dove durante i comizi gli spettatori si massaggiano le spalle formando un trenino, tutti seduti per terra su morbidi materassini.
Ma ancora pochi hanno colto appieno la potenzialità del massaggio come strumento di critica sociale, lotta economica, protesta, ribellione.
Eppure è evidente che il massaggio è potente nel far cambiare umore e tonificare il corpo.
Perché così tante persone rinunciano a questa esperienza?
Paura del corpo, paura delle emozioni, paura del contatto fisico, delle sensazioni…
Volendo esagerare potrei dire che esiste un rapporto tra il numero medio di massaggi ricevuti da un italiano e il livello di corruzione, di cultura e di felicità.
Reich diceva che la presa del potere nazista in Germania era un effetto collaterale della frigidità sessuale maschile… Quindi esiste un Indice Nazionale Orgasmico che ci permetterebbe di individuare le cause profonde del dissesto sociale e dei sommovimenti politici.
Parimenti potremmo parlare di un Indice dei Massaggi Ricevuti. Che poi è parecchio collegato all’Indice Orgasmico.
Non nel senso che dal massaggio si passi al sesso ma nel senso che più le persone ricevono e regalano massaggi più si sveglia la loro sensibilità emotiva e la loro capacità di abbandono. E quindi la probabilità di innamoramento con conseguente dialogo amoroso.
(Lo dico perché aver scritto 3 libri sul sesso mi ha bollato a vita come maniaco sessuale…)
In effetti sono anni che ci impegnamo sul fronte del massaggio.
Una delle azioni di maggior successo è stata quella di andare alla Marcia della Pace Perugia-Assisi, in una ventina, a offrire pediluvi profumati e massaggi ai piedi stanchi dei marciatori.
Una forma di lotta che ha dato risultati difficili da valutare in termini numerici… Ma ci chiediamo: “Quanto questa iniziativa ha interagito con la fine dell’Impero Berlusconi? In che misura ha evitato una guerra tra la Svizzera e l’Austria? E se ha contribuito ad evitare una guerra tra Svizzera e Austria potrebbe anche aver dissuaso gli alieni che volevano distruggere la terra?
(Prego notare che le ultime frasi seguono pedissequamente lo schema illogico che permea parecchie trasmissioni televisive tipo “Misteri Alieni”… Le ho scritte apposta perché non vorrei essere preso troppo sul serio, solo un po’…)
Detto questo penso che non desti stupore il fatto che abbiamo deciso di lanciare una campagna mondiale di massaggizzazione.
Invitiamo tutti a scendere in piazza e inseguire le persone che tornano a casa con i sacchetti della spesa, invitandole a fermarsi e farsi massaggiare le stanche braccia.
Contemporaneamente noi sferreremo un attacco strategico via web e via “esseri umani in carne ed ossa”. Il massaggio via web è leggermente restrittivo…
Il prossimo fine settimana trasmetteremo mondialmente (via web) un corso che si svolgerà ad Alcatraz sulle di tecniche di massaggio, rilassamento, movimento totale, educazione posturale.
Praticamente una bomba atomica di benessere.

Jacopo Fo