Vacanze estive alla Libera Università di Alcatraz

cacao della domenica

Domenica 22 giugno sei con noi? Dario Fo torna in tv!

Domenica 22 giugno sei con noi?

È stata dura, ma dopo sette anni di porte sbattute in faccia e di funzionari che sparivano dopo il primo incontro, finalmente siamo riusciti a riportare Dario in televisione, con lo spettacolo Francesco, lu Santo jullare, domenica 22 giugno, alle ore 21:25 su Rai1, una prima serata, di respiro culturale nel bel mezzo dell’orgia del calcio mundial
Dario ha riscritto in una lingua più accessibile, ma sempre mirabolante, il testo sulla vita del Santo; le riprese sono state effettuate negli studi Rai di Napoli, con la partecipazione di un pubblico grandioso ed entusiasta: mille persone a sera per 3 sere consecutive. Ed è stata veramente un’interpretazione grande! E di notevole attualità, visto che Papa Francesco, proprio rifacendosi alla vita del Santo e al suo spirito rivoluzionario, sta concretamente rinnovando la Chiesa, cacciando i mercanti dal tempio e chiedendo ai cristiani di aprire il loro cuore all’amore, alla solidarietà e alla tolleranza.
Il ritorno di Dario sulla Rai è un evento per chi lo ama e per chi ama il teatro. Da molti anni si è valutato che il teatro non potesse andare più in onda in prima serata, per ragioni di audience… Complici i sistemi di rilevamento che non vedono una parte del pubblico (i diversi… noi…), si è rinunciato a offrire una delle forme di arte più potenti agli occhi e alle orecchie dei teledipendenti.
Quindi è in ballo una scommessa, tra chi pensa che lo spettacolo raccoglierà una misera percentuale della platea televisiva e chi come noi è convinto che si possa ottenere un risultato in termini di puri ascolti comunque più alto.
Ed è chiaro che se riusciremo a portare davanti alla tv un gran numero di persone otterremo la possibilità di far trasmettere sui canali Rai anche gli altri spettacoli che in questi sette anni Dario e Franca hanno registrato (a loro spese) e che sono ancora nei cassetti…
E inedite sono restate anche decine di lezioni di Dario e Franca sul teatro e una eccezionale storia d’Italia degli ultimi 50 anni raccontata da chi l’ha vista da un palcoscenico montato in una casa del popolo, una fabbrica occupata, una piazza gremita di persone e striscioni di protesta…
Quindi se vuoi darci una mano fai sapere ai tuoi amici che Dario sarà in tv. E guarda la trasmissione anche da un computer. Così si vede che la stai guardando e freghiamo l’Auditel che non ci rileva! Se un milione di computer si collegheranno non ci saranno dubbi sul fatto che il teatro ha diritto di esistere in televisione.

Grazie dell’ascolto.

Aggiungo solo una nota sulla follia del mondo…
Vi ricordate perché Dario e Franca vennero cacciati per l’ennesima volta dalla Rai?
La colpa imperdonabile fu quella di aver proposto uno spettacolo nel quale si sosteneva che il grande Giotto non era l’autore dei dipinti della basilica superiore di Assisi.
Al vescovo dava fastidio che si affermasse un’idea che peraltro era condivisa pure dagli stessi frati francescani di Assisi!
Meno male che questi 7 anni di censura inflitti a Dario Fo, colpevole di lesa maestà pittorica (!!!), sono finiti!

Jacopo Fo


Un massaggio ti cambia la vita!

Un massaggio ti cambia la vita!

Una delle migliori scoperte che ho fatto in vita mia è stata quella del massaggio.
Tu ti sdrai comodamente, una persona gentile inizia a manipolarti i muscoli, muoverti le articolazioni, accarezzare la pelle e le tue percezioni cambiano rapidamente. La sensazione del massaggio ti inonda e il tuo cervello inizia a lavorare in un altro modo, senti il mondo diversamente e il tuo umore cambia.
Magico!
Sogno un movimento politico dove durante i comizi gli spettatori si massaggiano le spalle formando un trenino, tutti seduti per terra su morbidi materassini.
Ma ancora pochi hanno colto appieno la potenzialità del massaggio come strumento di critica sociale, lotta economica, protesta, ribellione.
Eppure è evidente che il massaggio è potente nel far cambiare umore e tonificare il corpo.
Perché così tante persone rinunciano a questa esperienza?
Paura del corpo, paura delle emozioni, paura del contatto fisico, delle sensazioni…
Volendo esagerare potrei dire che esiste un rapporto tra il numero medio di massaggi ricevuti da un italiano e il livello di corruzione, di cultura e di felicità.
Reich diceva che la presa del potere nazista in Germania era un effetto collaterale della frigidità sessuale maschile… Quindi esiste un Indice Nazionale Orgasmico che ci permetterebbe di individuare le cause profonde del dissesto sociale e dei sommovimenti politici.
Parimenti potremmo parlare di un Indice dei Massaggi Ricevuti. Che poi è parecchio collegato all’Indice Orgasmico.
Non nel senso che dal massaggio si passi al sesso ma nel senso che più le persone ricevono e regalano massaggi più si sveglia la loro sensibilità emotiva e la loro capacità di abbandono. E quindi la probabilità di innamoramento con conseguente dialogo amoroso.
(Lo dico perché aver scritto 3 libri sul sesso mi ha bollato a vita come maniaco sessuale…)
In effetti sono anni che ci impegnamo sul fronte del massaggio.
Una delle azioni di maggior successo è stata quella di andare alla Marcia della Pace Perugia-Assisi, in una ventina, a offrire pediluvi profumati e massaggi ai piedi stanchi dei marciatori.
Una forma di lotta che ha dato risultati difficili da valutare in termini numerici… Ma ci chiediamo: “Quanto questa iniziativa ha interagito con la fine dell’Impero Berlusconi? In che misura ha evitato una guerra tra la Svizzera e l’Austria? E se ha contribuito ad evitare una guerra tra Svizzera e Austria potrebbe anche aver dissuaso gli alieni che volevano distruggere la terra?
(Prego notare che le ultime frasi seguono pedissequamente lo schema illogico che permea parecchie trasmissioni televisive tipo “Misteri Alieni”… Le ho scritte apposta perché non vorrei essere preso troppo sul serio, solo un po’…)
Detto questo penso che non desti stupore il fatto che abbiamo deciso di lanciare una campagna mondiale di massaggizzazione.
Invitiamo tutti a scendere in piazza e inseguire le persone che tornano a casa con i sacchetti della spesa, invitandole a fermarsi e farsi massaggiare le stanche braccia.
Contemporaneamente noi sferreremo un attacco strategico via web e via “esseri umani in carne ed ossa”. Il massaggio via web è leggermente restrittivo…
Il prossimo fine settimana trasmetteremo mondialmente (via web) un corso che si svolgerà ad Alcatraz sulle di tecniche di massaggio, rilassamento, movimento totale, educazione posturale.
Praticamente una bomba atomica di benessere.

Jacopo Fo


Chi vince le elezioni?

Lo scontro Renzi-Grillo non mi basta! Voglio di più! Molto di più!
 

 

Estao embarasado!
Meo siento nervusso…
Inadatto come uno che fa finta di parlare portoghese senza saperlo!
Mi piacerebbe poter parteggiare anch’io per uno dei due fronti che si fronteggiano, ma non ci riesco.
E ancor meno mi convincono le piccole formazioni di sinistra che probabilmente non arriveranno al quorum.
E vorrei qui rivendicare la mia dissidenza di fondo verso le MODALITA’ politiche oggi in voga.
So che a molti questo discorso non interesserà: si vuol subito sapere con chi stai. Ma a me pare che questo modo di pensare non porti da nessuna parte.
Mi sembra che sfugga il concetto che cambiare l’Italia non è questione semplice… Ora mi spiego, così magari mi capisco…

La mia idea è un po’ strana: sono convinto che Grillo e Renzi siano alleati e chiunque dei due vinca lo saranno ancor di più... Lo so che può sembrare assurdo guardando la brutalità dello scontro in atto.
Ma, a ben guardare, Grillo è l’unica carta che Renzi si può giocare: non credo che, se il M5S superasse il Pd, Renzi sarebbe finito. Anzi! Il Pd non ha alternative a Renzi: qualunque altro leader rottamato sarebbe stato stracciato da Grillo.
E comunque vada per Grillo è un colpo di fortuna avere di fronte Renzi perché è l’unico che in questo momento può consentire al M5S di portare a casa qualche risultato.
Non parlo di una trattativa vera e propria. Parlo della dinamica concreta di quel che sta succedendo, al di là delle parole. Ad esempio c’è stata una grossa novità, notata da pochi commentatori: Grillo, da Vespa, ha raccontato che il M5S non dice solo no e ha citato il fatto che grazie a una legge proposta dal M5S oggi chi ha un credito con lo Stato può detrarlo dalle tasse.
Ho parlato di questo EVENTO sul fatto quotidiano on line festeggiandolo: è stato un risultato importante che ha dimostrato la capacita del M5S di ottenere risultati concreti.
Ma è evidente che questa legge è passata con i voti di Sel e parte del Pd. Ciò ha dimostrato che su alcune cose elementari Pd e M5S sono d’accordo!!!
Wow!!! Ma allora sarebbe possibile mettersi a tavolino e trovare quelle 20 leggine a costo zero che potrebbero alleggerire la burocrazia, mettere alle strette i corrotti e gli incapaci, tagliare gli immani sprechi…
E siccome in questo momento Renzi (comunque vadano le elezioni) corre sulla lama del rasoio ed è maledettamente in ritardo rispetto alle date che ha fissato nel suo piano di lavoro mega-annunciato, è evidente che avere un M5S fortissimo e disposto a votare qualunque vera riforma, gli fa stracomodo, anzi per lui è vitale… Per evitare che lo facciano fuori.
Possiamo parlare male di Renzi fino a domani mattina, con i “se io ero al suo posto”. Ma onestamente non si può dire che non abbia concluso nulla. Qualche cosa grazie anche a lui è passata… ammettiamolo…
Quel qualcosina è poco niente per il M5S, e da un certo punto di vista hanno ragione. Ma se pigli un bel respiro e guardi le cose con calma, ti puoi accorgere che quel che comunque è stato fatto è visto come VERAMENTE TROPPO dalla casta e dai boiardi di Stato, gli alti funzionari… Per te il tetto agli stipendi dei top manager di Stato non è niente ma per i top manager è guerra!
E quindi è chiaro che adesso c’è in giro una torva di cani feroci che lo vogliono morto a tutti i costi. E se veramente Forza Italia diventa il terzo partito, col cavolo che il B. gli sostiene la legge elettorale con il ballottaggio tra i primi due partiti!
E dove va Renzi a prendere i voti se non dal M5S? E visto che mi pare un tipo dotato quantomeno di senso pratico sarà disponibile a fare parecchie concessioni… E con un’alleanza sui fatti Renzi si può salvare… Perché se non riesce entro pochi mesi far vedere qualche riforma è morto… Anche perché nel Pd, ormai è evidente, ci sono un centinaio di parlamentari che hanno formato una brigata ninja che vuole accoltellarlo possibilmente alla schiena.
Quindi va tutto bene? Avremo le riforme?
Sono convinto che ci proveranno ma anche che c’è il rischio che le scrivano solo sulla carta.
Realizzarle è un’altra storia.
Il problema è che la maggioranza degli italiani è convinta che quando una legge è approvata è tutto fatto.
Questo funziona con cose tipo il divorzio o la depenalizzazione della canapa.
Ma quando parliamo di riforme che facciano ripartire il sistema economico sono altri cavoli.
La legge sul finanziamento del fotovoltaico del 2007, governo Prodi, era una cosa grandiosa. Sulla carta. Permetteva di realizzare impianti a costo zero, con un immediato risparmio, facendosi finanziare dalla banca un prestito ventennale. E le famiglie e le piccole imprese erano avvantaggiate perché mentre un piccolo impianto richiedeva un mese per essere autorizzato i grandi impianti avevano un iter burocratico di un anno e mezzo.
Ma questa legge non è stata gestita, né dai partiti che l’avevano approvata in Parlamento né dalle associazioni ecologiste; non si sono occupati di raccontarla e di organizzare la possibilità pratica di realizzare impianti (progettazione, rapporti con le banche)… E neppure ci si è occupati di organizzare impianti collettivi. Qualcuno lo ha fatto ma eravamo proprio in pochi… A Messina riuscirono a organizzarsi e costruire impianti con una confederazione di cooperative etiche e riuscirono a finanziare le attività sociali grazie ai premi sul fotovoltaico (e poi hanno vinto anche le elezioni comunali…).
C’è un problema di vacuità… di perdersi in chiacchiere… Siamo pieni di leggi ottime che non vengono applicate…
Sento tutti lamentasi per il bombardamento di vendite telefoniche, pochi sanno che esiste una legge che permette di registrarsi su di un sito dello Stato www.registrodelleopposizioni.it e ottenere che nessuno ti disturbi più… Dichiari semplicemente che non autorizzi nessuno a farti telefonate. Se poi ti telefonano li puoi denunciare penalmente!!! Se ti telefonano puoi terrorizzarli. (DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 7 settembre 2010, n. 178) LINK. Comunque, nonostante non si sia fatta un’informazione decente su questa legge, si sono già registrate un milione di utenze telefoniche! Il che vuol dire che qualche cosa si sta muovendo nella testa delle persone.

Per spiegare meglio quel che voglio dire ricorro ad un altro esempio: i finanziamenti europei. Non credo che gli italiani abbiano ben capito che mentre la disoccupazione fa strage di vite, l’Italia non riesce a spendere decine di miliardi destinati proprio allo sviluppo economico!
Ma per riuscire a spendere questi soldi in modo sensato non servono nuove leggi: serve essere capaci di farlo.
Perché nessuna formazione politica si dedica a dimostrare le proprie capacità di governo aiutando chi ha idee a creare aziende finanziate dell’UE? Tutti ti dicono che sarebbe giusto farlo ma poi non lo fanno. Perché non è facile.
Siamo ancora fermi a distinguere gli onesti dai disonesti (passaggio peraltro fondamentale). Non siamo ancora arrivati a occuparci del fatto che i politici devono essere onesti e capaci!
Io non ho nessuna intenzione di fare un partito, ce n’è già abbastanza. Però stiamo cercando di mettere assieme un’orda di professionisti capaci di mettere in moto le enormi possibilità a disposizione della società civile che in questo momento non trovano terreno fertile per esprimersi.
Siamo convinti che ci sia una enorme ricchezza potenziale, e che ci sia addirittura una grande possibilità per creare lavoro nel settore dell’assistenza allo sviluppo di nuove modalità produttive, nuove tecnologie, nuove modalità di gruppi di acquisto, dalla casa all’auto, all’assicurazione.
Il battesimo del fuoco di questa impresa lavorativa sarà il Festival delle Ecotecnologie dal 26 luglio al 2 agosto ad Alcatraz.
Vedremo cosa sappiamo fare, quanti innovatori (capaci) riusciremo a radunare, quante e quali tecnologie riusciremo a far conoscere e magari anche a supportare con un servizio di assistenza tecnica, legale, finanziaria, sulla comunicazione e per ottenere finanziamenti europei. E vedremo quanti professionisti della comunicazione e dell’assistenza alle imprese riusciremo a mettere insieme (organizzandoci in modo paritario, a rete).
Nel nostro piccolo si tratta di un’impresa titanica.
L’idea è che in Italia in questo momento ci siano le donne e gli uomini che hanno le idee e le capacità per risvegliare enormi potenzialità assopite, per liberare energie che se ne stanno ingabbiate in un isolamento soffocante.
Le energie, le persone, le idee e i mezzi ci sono, ma sono disperse. Riusciranno i nostri eroi ad allacciare gli snodi nodi della rete?
Noi vogliamo provarci. Tu ci stai?
Puoi immaginare la nascita di un nuovo tipo di impresa sinergica, equa e sorridente?
Possiamo mettere insieme qualche centinaio di appassionati professionisti e dar vita a una colossale multinazionale allegra e ecologica?
Possiamo migliorare la vita nostra e di migliaia di altre persone al di là di chi vincerà le elezioni?
La storia la fanno i miliardari, i politici e i generali oppure la fanno i professionisti?
Ti sto proponendo un punto di vista anomalo. Ti piace?

Jacopo Fo


Esistono persone che sentono il sapore dei numeri

Esistono persone che sentono il sapore dei numeri

Particolari rarissimi fenomeni ci possono far scoprire nuove frontiere della nostra mente
Grande posto Alcatraz, incontri sempre gente interessante… Un giovane ricercatore che si occupa di medicina, tra una lasagna e una torta pasquale salata (farina, uova, formaggio), mi ha parlato di Daniel Tammet un ragazzo autistico che è un prodigio matematico. Uno di quegli strani tipi alla Rain Man che riesce a fare istantaneamente, mentalmente, moltiplicazioni tra cifre di 50 numeri. Da paura. Ma a differenza di altri geni matematici strani lui ha una facoltà particolare: riesce anche a imparare una lingua sconosciuta in 7 giorni tanto bene da poter affrontare in televisione una conversazione complessa. In una video conferenza su Ted, (meraviglioso portale sulle nuove idee) racconta che la sua mente funziona in modo molto diverso da quello comune alla maggioranza umana.
Lui vede i numeri come segni, colori, emozioni, sensazioni e agglomerati di pongo colorati a macchie. Cioè, lui sente il concetto 38294857492094394857 come una forma fisica colorata, ma anche come una sequenza di stati d’animo, di sensazioni. Per moltiplicare i numeri mette vicini (nella sua testa) gli oggetti/emozione/sensazione che li rappresentano e nella sua mente si forma spontaneamente un terzo agglomerato bitorzoluto emotivo e colorato che è il prodotto dei due agglomerati da moltiplicare… Quindi “legge” l’agglomerato e la sequenza del risultato gli arriva in testa senza sforzo.
Anche le parole per lui non sono solo concetti ma anche oggetti, ritmi, numeri di sillabe, agglomerati di pongo emozionale. Ed è per questo che riesce ad imparare perfettamente una lingua in modo fulmineo: lui sente l’emozione delle parole e quindi gli risulta facile capire cosa vogliono dire. Sente la forma fisica della frase e quindi ne intuisce la struttura.
Un genio che oltretutto è capace di spiegare nel dettaglio come riesce a fare quel che fa. Dice che il suo cervello in qualche modo mischia i 5 sensi esterni con il senso della percezione di sé (propriocezione). Se ho ben capito, mentre quando io penso al numero 5 si muovono solo le aree del cervello che interpretano i numeri e solo secondariamente qualche ricordo legato al 5, il suo cervello è incapace di separare i concetti dall’insieme di ricordi e esperienze, quindi sente il profumo del 5, il gusto del 5 e così via, in un’incredibile processo di identificazione veramente olistico: percepisce tutto l’insieme contemporaneamente.
Qui trovi la conferenza (se vuoi nel video ci sono i sottotitoli in italiano). Qui un documentario su Tammet.

Tammet finisce la sua conferenza invitando il pubblico a provare a immaginare come si percepirebbe la realtà se si avesse la mente come la sua. Invita le persone a giocare con le idee correnti sulla nostra esperienza percettiva e a immaginare di percepire altro tutto insieme.
Questo discorso mi ha affascinato e ho iniziato a pensarci su.
Ho cercato di trovare nella mia esperienza quotidiana qualche aspetto di questa contaminazione percettiva.
In effetti se dico la parola FRAGOLA, non mi viene in testa solo il concetto fragola, ma anche una serie di micro sensazioni che in qualche modo contengono il ricordo di tutte le esperienze che ho vissuto collegate alla fragola. Mi ricordo il sapore fragola, la zia Rosina che mi faceva ganascino mentre mi offriva una fragola, il rosso di un tramonto che un giorno guardavo assaporando una fragola. Io non sento fragola solo come concetto, anch’io, in misura minima, sento con il corpo e con il cervello la fragolosità.
Se pronuncio la parola BANANA succede qualche cosa di simile ma ovviamente le associazioni sensoriali e di ricordi sono completamente diverse. E questo fa sì che esista una mia idea/sensazione di fragolosità e di bananità completamente diversa da quella degli altri perché essi hanno ricordi ed esperienze diverse.

Avendo trovato questo minimo punto di contatto con l’esperienza fuori dal comune di Tammet, mi chiedo se, facendoci attenzione, non ne potremmo trovarne altri.
E inizio a ragionare in questa direzione col sospetto che ci sia qualche cosa di interessante da identificare. Come al solito la mia ricerca si basa sull’idea che ci siano parecchie cose che ho quotidianamente davanti agli occhi ma che non vedo perché non sono abituato a identificarle.
E mi viene in mente una domanda che mi sono fatto qualche giorno fa: quando parlo, specie se sono emozionato, le parole sgorgano dalla mia bocca senza che la mente razionale le abbia pensate una per una. La mente razionale mentre io parlo sta ascoltando quel che dico. E ogni tanto mi dico: “Cavolo questo non lo dovevi dire!” oppure “Ecco! Hai fatto centro, continua così!” Parlare, è un’attività che svolgiamo solo parzialmente in modo consapevole.
Magari hai studiato per anni un argomento, ma poi quando vuoi raccontarlo la bocca va da sé. Un attimo prima di dire una parola non sai che stai per dirla. Ugualmente un bravo oratore muove le mani e il corpo in modo armonioso ma non sta controllando volontariamente quei gesti, essi sono decisi dalla parte istintiva della mente.
E fino qui spero di essermi spiegato.
Ma poi mi sono chiesto, come faccio a iniziare un discorso? Cosa succede nella mia testa quando decido di raccontare la mia opinione sulla rivoluzione delle ecotecnologie?
Quel che viene in mente a me non è un’immagine precisa, intellegibile. Non vedo una foto e neanche il titolo del discorso o qualche cosa del genere.
Se faccio un po’ di sforzo con la memoria e cerco di andare a guardare cosa appare, come prima cosa nello schermo mentale, quando inizio il discorso, vedo anch’io una specie di pallottola informe di pongo. Un pongo di un colore solo, color caffelatte… Ma comunque una cosa tridimensionale. È come se i titoli degli argomenti di conversazione, i titoli delle idee di cui vado parlando, non fossero registrati nella memoria sotto forma di parole o immagini che rappresentano l’argomento, ma come oggetti informi e misteriosi che però una parte del mio cervello intende benissimo e via che parte e va a pescare nella memoria il file di quel discorso e comincia subito dopo a dire quel che desidero dire. Magico!

Daniel Tammet è il primo a riuscire a descrivere processi mentali rari. Termina la sua conferenza dicendo che sarebbe interessante per tutti provare a immaginare che il cervello possa funzionare in maniera diversa.
Riflettendo su questo tema mi sono reso conto che in effetti non ci occupiamo molto di osservare cosa succede sul nostro schermo mentale. Gia solo l’espressione “schermo mentale” può non essere chiara a tutti. Mi riferisco a quel che vedi quando hai gli occhi chiusi, quello è lo schermo mentale. Ma anche quando hai gli occhi aperti quasi lo vedi (in un certo qual modo). A volte ci sono delle immagini fulminee che ti passano davanti agli occhi mentre parli con una persona. Non è che smetti di vedere quel che ti circonda, potremmo dire che un’immagine fatta di nebbia si sovrappone a quel che stai guardando oppure che puoi guardare uno schermo supplementare contemporaneamente a quel che vedono i tuoi occhi. Uno schermo mentale, appunto…
Ho iniziato a farci caso e, in effetti, noto che se devo richiamare alla memoria un ricordo non uso una fotografia ma appare sul mio schermo mentale qualche cosa di indefinito (un piccolo agglomerato marroncino nel mio caso). E c’è anche una lieve sensazione, emozione, in questo agglomerato.
E osservo anche che il termine Schermo Mentale in realtà è incompleto perché non si tratta di una sensazione solo visiva bidimensionale, è anche uno spazio che ha profondità e che potrei descrivere anche in termine di sensazione corporea diffusa (cavolo!). Mancano le parole per dirlo.
Sono molto curioso di sapere se c’è qualcuno che identifica qualche cosa di simile… In effetti, stiamo discutendo di qualche cosa che sta ai limiti della realtà percettiva.
(Sto proponendoti di partecipare a una ricerca collettiva sulle sub modalità mentali, se vuoi contribuire usa lo spazio per i commenti sotto questo articolo).
 


Desideri qualche cosa di completamente diverso? Abbiamo costruito un'astronave, vuoi partire con noi?

Signore e signori, siamo lieti di presentarvi nello splendore dei 78 millimetri, il più grande kolossal mai immaginato: anni di discussioni, studi, esperimenti, molti esperimenti, ci permettono ora di proporti un viaggio che fino a ieri era impossibile!
Non ci sposteremo verso remoti pianeti della via Lattea, bensì, pare quasi impossibile poterlo dire, ci sposteremo nel TEMPO!
Potrai vivere nel mondo che altri vedranno solo tra 20 anni!
E, vorrei farti notare, che il raffinato meccanismo che abbiamo messo a punto, non consente solo di spostarsi in un futuro maggiormente evoluto e gradevole, ma consente di farlo istantaneamente.
So che pensi che io stia solo giocando con le parole e che non abbia nulla di veramente utile da dire, ma, ti prego, dammi ancora un minuto del tuo preziosissimo tempo e io ti illustrerò cosa ti stiamo proponendo.

Innanzi tutto per rendere credibile questa proposta devo chiarire come funzionano i viaggi nel tempo. E per correttezza devo specificare subito che non tutti hanno la possibilità di spostarsi in un altro continuum temporale.
Ma abbiamo scoperto che in Italia vivono alcune migliaia di persone che hanno una particolare forma mentis. Specifiche circonvoluzioni cerebrali legate a una particolare concezione della realtà. Ad esempio, persone dotate di senso pratico, che sono convinte che se vuoi migliorare la situazione devi incominciare a costruire, tu, un pezzetto di questo miglioramento. Il resto sono chiacchiere. E chi chiacchiera e basta manca di alcune reti neurali indispensabili per agganciare le dentellature temporali.
Il popolo dei potenziali viaggiatori nel tempo ama la buona cucina, l'arte, il dialogo, la collaborazione. Siamo progressisti, e ottimisti, rispettiamo gli altri e desideriamo la pace.
E quando ci si incontra, dopo dieci minuti che si parla ci si rende conto che abbiamo un punto di vista particolare e condiviso sul mondo (ci piace vivo!) sulla capacità di mettersi nei panni degli altri, sulla sacralità della risata, sulla biodiversità culturale...
Ti identifichi con questa manciata di caratteristiche mentali?
Se rispondi di sì non hai nessun motivo per continuare a vivere in questo buco temporale che puzza di gas di scarico e di ferocia interpersonale.
Hai la possibilità di viaggiare nel tempo.
Con un limite: i viaggi nel tempo sono possibili solo per alcune ore, alcuni giorni al massimo. Poi si è costretti a tornare indietro per qualche ora. Ma poi puoi ripartire di nuovo.

A questo punto vorrai certamente sapere come funziona questa astronave temporale.
E io sono ben lieto di dirtelo.
Abbiamo scoperto che il tempo presente è in realtà privo di sostanza. Nessuno può darti un pezzo di tempo. Il tempo è una realtà connessa strettamente alle nostre sensazioni.
Abbiamo la sensazione che il tempo passi. Ma sai benissimo che ci sono giornate che trascorrono in un attimo e ci sono istanti che durano molto a lungo. E ci sono novantenni che sembrano sessantenni e cinquantenni che sembrano già morti.
Quindi il tempo può non essere considerato soltanto un evento meccanico scandito dalla velocità di movimento degli ingranaggi di un orologio.
Il tempo è anche uno stato della mente determinato dalle esperienze che viviamo.
Se vai nella giungla amazzonica, ti spogli e inizi a inseguire un tapiro, con un bastone in mano non sei dentro il continuum percettivo che è la sostanza della società industrializzata digitale. Sei dentro l'età della pietra. E hai pochissime probabilità di sopravvivere più di una settimana.
Quindi viaggiare nel tempo all'indietro, di per sé è facile. La cosa difficile è spostarsi nel futuro.
Con la nostra astronave riesci a farlo perché è un capolavoro di ingegneria percettiva.
Immagina di avere un lavoro ben pagato e appassionante, di abitare in mezzo al verde, di essere parte di una società collaborativa e solidale, di frequentare feste colossali durante le quali ognuno esprime liberamente la propria genialità. Immagina di prendere parte a discussioni nelle quali non si scontrano diversi punti di vista ma si cerca di costruire, con l'insieme delle diverse idee, un quadro più accurato della realtà.
Immagina.
Non sei già più qui nel mondo degli insulti, dello sfruttamento selvaggio, dell'inquinamento, dell'imbroglio generalizzato.

Ma oggi puoi andare oltre al sogno.
Puoi partecipare al viaggio che sta per iniziare.
L'astronave è pronta!

Se vuoi domani mattina puoi salire a bordo.
Abbiamo costruito un'astronave enorme, dentro c'è un'intera valle, case, boschi, un torrente.
Si sono già imbarcati tecnici, scienziati, artisti, artigiani, grandi chef e ricercatori del benessere.
I pannelli fotovoltaici e colonie di batteri simbiotici e amorevoli ci danno l'energia per viaggiare, e ognuno collabora alla gestione dell'astronave con quel che sa fare meglio. Abbiamo la nostra moneta, le nostre assicurazioni e le nostre banche.
Comunichiamo con galassie lontane nel tempo e nello spazio con incredibili impianti telematici. Commerciamo con realtà situate in diversi luoghi e epoche.
Nella nostra astronave non ci sono capitani, leader o sacerdoti. Non ci sono neanche assemblee.
Abbiamo creato collettivi di lavoro, gruppi di interesse e comitati comici che curano grandi progetti e gestiscono in modo caotico e amorevole le necessità collettive.
Quando si viaggia nel futuro poi si tende a perdere il senso dell'individualismo. Lo lasci in questa epoca perché ti accorgi che condividere e collaborare è molto meglio che competere e distruggere.
Spiegare cosa succede quando viaggi nel futuro è faticoso, è meglio se lo vedi con i tuoi occhi.
La nostra astronave è parcheggiata lungo la E45 tra Perugia e Umbertide, subito sopra le prime colline. È facile da trovare. Parte per il futuro quasi tutti i giorni, appena sale a bordo un numero sufficiente di persone disposte ad abbandonare il presente.

Ricordati di portare il costume da bagno anche se vieni in inverno. La nostra piscina coperta è sempre a 34 gradi. Da 18 mesi la scaldano i batteri alleati. Sono esseri provenienti da un'altra galassia ma sono simpatici. E se te ne stai in silenzio ad ascoltare ti raccontano aspetti commoventi della luce del sole.

Oggi avevo voglia di fantasy!

Jacopo Fo

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