Calzini sul comò, ti amo ma non li trovo: come baciare una ragazza

 

"A scuola mi avevano insegnato delle cose completemente inutili che mi son dimenticato.
Una cosa importante: come si bacia una ragazza?"

Estratto dallo spettacolo di e con Jacopo Fo "Calzini sul comò, ti amo ma non li trovo".

Ora puoi acquistare l'intero spettacolo e guardarlo comodamente da casa tua!
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Com'è essere figlio di Franca Rame e Dario Fo: introduzione allo spettacolo

 

"La cosa curiosa è che sono ancora vivo. Quando mia madre era incinta di me mangiò per tre mesi solo ossobuchi! Il buco dell'ossobuco, il midollo!"
Estratto dallo spettacolo di e con Jacopo Fo "Com'è essere figlio di Franca Rame e Dario Fo".

Da oggi puoi acquistare l'intero spettacolo e vederlo direttamente a casa tua, seduto comodamente sul divano!! CLICCA QUI!

 

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Calzini sul comò, ti amo ma non li trovo: introduzione allo spettacolo

 

La vita potrebbe essere meravigliosa se non ci fossero disastri sentimentali. Non ci sarebbero neanche le guerre.
Io mi sento di poter affrontare questo tema di fronte a una platea solo perché, modestamente, nel settore patimenti amorosi strazianti, notti insonni a piangere e a strapparsi i capelli e i peli delle ascelle, sono un’autorità internazionale.

Estratto dallo spettacolo di e con Jacopo Fo "Calzini sul comò, ti amo ma non li trovo".

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Docufilm del progetto Erasmus+ "Яapkour"

 

Il Nuovo Comitato Il Nobel per i Disabili Onlus è partner del progetto Rapkour, finanziato dal programma Erasmus+ dell’Unione Europea.

Recentemente il Museo dello Sport di Torino ha inserito il Parkour, attività sportiva con una valenza artistica, urbana e sociale, tra le discipline in mostra.
ЯAPKOUR vuole porre in essere un’iniziativa in favore dei giovani e dei formatori operanti nelle associazioni giovanili che integrino quelle che sono 2 attività artistiche e sportive quali il rap e il parkour, ossia manifestazioni che hanno trovato vita e sviluppo ”in mezzo alla strada”, secondo regole proprie, non sempre codificabili, spesso marginalizzate e praticate da gruppi ristretti di persone. Rap e Parkour hanno un’audience vastissima, specialmente nel mondo giovanile, sebbene continuino ad essere praticate da gruppi di ragazzi svantaggiati sotto l’aspetto economico, etnico, urbano, culturale, implicando il diffondersi di valori e comportamenti poco educativi: la linea tra arte, esibizione e vandalismo è sempre sottile. Inoltre, spesso si riscontrano tra i giovani praticanti il parkour iniziative spontanee che se non adeguatamente preparate e svolte secondo pratiche sicure, possono generare incidenti gravi.

La sfida del progetto ЯAPKOUR è quella di poter creare una metodologia che integri la creatività dei giovani nelle comunità locali, al fine di impostare un percorso educativo che rafforzi la condivisione e la valorizzazione degli spazi urbani, la creatività, l’attività fisico-sportiva. L’intento vuol essere quello di promuovere le attività di rap e parkour in percorsi corretti, legali e portatori di valori positivi, incoraggiando l’espressione artistica e la partecipazione, sviluppando le competenze civiche e sociali.

E ora buona visione!

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Cibo: passione o tormento?

 

Un nuovo appuntamento dei “Lunedì Psicologici”.
Che cosa ci apre lo stomaco e che cosa ce lo chiude? Che cosa trasforma il cibo da risorsa a disagio?

Ne parliamo questa sera ore 21,30 con la psicoterapeuta Ilaria Fontana.
Sulla pagina FB di Jacopo Fo

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Sesso, Amore e Estasi

 

Nel far l’amore c’è solo sesso? E i sentimenti? Quanto sono importanti? Ed è possibile sperimentare la sessualità come via per raggiungere l’estasi? Esiste l’estasi? È un’esperienza importante nella nostra vita?

Qui tutte le informazioni sul video corso “Lo zen e l’arte dell’l’amore”, tutto quello che volevi sapere sull’amore, hai provato a chiedere ma non hai ricevuto risposta!

 

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Vuoi comprare un’auto con me?

Gruppo di acquisto auto ibride, elettriche a gas

I gruppi d’acquisto per non essere acquirenti passivi

Consociare gli acquisti è uno strumento fondamentale per migliorare il mondo. Si parla tanto di cambiare il paradigma per affrontare il drammatico momento di cambiamento che stiamo vivendo. Ecco non essere più consumatori isolati sottomessi alla volontà delle multinazionali è un modo per cambiare le carte in tavola.

La sfida che ci sta davanti rende indispensabile che i consumatori autogestiscano una parte del sistema di acquisti. Non più acquirenti passivi, in balia delle offerte di mercato e degli aumenti di prezzo dovuti ai costi di pubblicità e distribuzione che alla fine ricadono sulle tasche dei consumatori.

Far parte di un gruppo di acquisto è semplice ma ci permette di far valere il nostro potere di acquisto: forse lo strumento più potente in mano oggi ai cittadini.

Uno strumento per difendere i consumatori

Siamo in un momento di grandi cambiamenti e i gruppi di acquisto sono uno strumento formidabile per difendere i consumatori, ottenere cioè prezzi più bassi e maggiori garanzie. Ma sono anche uno strumento per determinare le scelte della grande industria.

I Bilanci di Giustizia, storico gruppo che ha consociato da anni gli acquisti primari (sopratutto alimenti), ha calcolato un risparmio annuo per ogni famiglia pari a uno stipendio mensile.

Quanto risparmierebbe una famiglia se riuscissimo a consociare le spese per servizi (gas, luce, telefonia, connessione) beni di consumo e acquisto di beni durevoli (auto, elettrodomestici ecc)?

Il gruppo d’acquisto per le auto

Ma facciamo un passo per volta, se vuoi comprare un’auto ibridaelettrica o a gas o trasformare in un’ibrida a gas la tua auto a benzina puoi farlo beneficiando di prezzi e condizioni particolari. L’auto la compri tu, è tua, ma le condizioni sono collettive e sicuramente sono le migliori che puoi ottenere oggi. Per offrirti questo risultato abbiamo stretto un accordo con Il Gai, Gruppo d’Acquisto Ibrido, che da anni ha un’esperienza di successo e ha permesso a più di 1.500 persone di comprare un’auto a condizioni vantaggiose. L’esperienza è stata positiva anche dal punto di vista del rapporto successivo all’acquisto con la concessionaria: se si verifica qualsiasi tipo di problema far parte di un gruppo che acquista centinaia di autovetture è ben diverso che trovarsi a trattare da soli con il concessionario…

Iscriviti al gruppo d’acquisto. È facile!

E’ molto semplice iscriversi al gruppo d’acquisto auto, basta compilare questo form > www.gruppoacquistoibrido.it

 

 


Quando noi italiani eravamo i negri

Quanto è facile dimenticare la propria storia

Negli anni 60 nell’Italia settentrionale i meridionali, gli immigrati provenienti dalle regioni del sud Italia, erano considerati inferiori e chiamati terroni. Si raccontavano molte storie sulla loro incapacità di capire le cose più elementari. Ad esempio si diceva che non sapevano cosa fosse il bidé e che lo riempivano di terra e ci coltivavano il basilico. Era comodo perché bastava aprire il rubinetto per dare acqua alle piante.

I meridionali vivevano una condizione simile a quella che avevano vissuto gli emigranti veneti, lombardi e piemontesi andando a vivere negli Stati Uniti.

Ma gli stessi emigranti settentrionali, una volta rientrati in Italia ripagavano dello stesso razzismo, gli italiani che dal sud andavano nella valle del Po’.

All’inizio degli anni ’80 mi trovai in una bar vicino a Perugia, gestito da una coppia che aveva passato 20 anni in Belgio e che ben conosceva il disprezzo diffuso versi gli italiani che arrivati lì “per rubare il lavoro”. Quando entrai c’erano davanti al bancone due neri, ancora rara avanguardia di una massa di diserederati che dall’Africa martoriata da colonialismo e guerre, erano venuti a cercar fortuna in Umbria. La donna mi chiese subito cosa desiderassi bere dando platealmente a me la precedenza sui neri che erano arrivati per primi. Mi misi a discutere con lei su questa mancanza di buona educazione ma sembrava che non vedesse nessuna analogia tra lei, 30 anni prima in Belgio e questi due ragazzi con la pelle nera.
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