‘Morte accidentale di un anarchico’, ovvero come rispondere alle bombe con la satira

L’esplosione della bomba alla banca dell’Agricoltura ci colpì tutti. E lo shock fu aumentato dalle dichiarazioni della polizia che pareva certa che gli attentatori fossero di sinistra. Eravamo sbigottiti. Poi Giuseppe Pinelli volò giù dalla finestra. E la tv disse che l’anarchico si era suicidato quando gli avevano detto che Giovanni Valpreda aveva confessato. Lanciandosi nel vuoto Pinelli avrebbe gridato “è la fine dell’anarchia!”. Si era quindi di fronte alla certezza che fossero stati gli anarchici a provocare quei 17 morti (che poi diventeranno 18).

Erano passati solo tre giorni dalla bomba ma già affioravano falle vistose e contraddizioni inspiegabili nella ricostruzione ufficiale dell’attentato e qualcuno stava scuotendosi di dosso il mantra della televisione. Tra questi i miei genitori, che decisero di debuttare in fretta con uno spettacolo che raccontasse la controinchiesta che giornalisti e avvocati stavano realizzando.

Ma non volevano limitarsi a leggere un testo di controinformazione. Erano convinti che solo rovesciando in chiave comica, di commedia, quel che era realmente accaduto, sarebbe stato possibile arrivare a milioni di persone, coinvolgerle, emozionarle e dare realmente l’idea della misura dell’abominio che si era consumato: interi dipartimenti dello Stato e della politica avevano scelto di scatenare una serie di attentati contro cittadini inermi con il preciso scopo di far ricadere la colpa sulla sinistra e in particolare sul grande movimento popolare che stava rivoluzionando l’Italia.
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Decoriamo le città per renderle più gioiose e accoglienti!

 

Ieri a Gela ho fatto un happening di street art alla stazione dei pullman invitando altri a prendere i pennelli in mano. Decoriamo le città per renderle più gioiose e accoglienti. L'arte è rivoluzionaria, pacifica e amorevole!
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La performance di Street Art di Jacopo Fo a Gela


Martedì 10 dicembre 2019 Jacopo Fo ha realizzato una performance di street art “Gela si colora e si rinnova” nella stazione degli autobus di Gela.

La performance è stata seguita con curiosità e interesse da cittadini gelesi. La diretta Facebook ha superato le 4.000 visualizzazioni.

L’intervento di Jacopo Fo ha interessato alcuni dettagli della stazione degli autobus di Gela.
La Street Art si presenta come un forte strumento di comunicazione, si inserisce in una trasmissione diretta tra l’artista e la città, ovvero tra quest’ultima e il cittadino. È anche grazie a questa pratica che le periferie, luoghi apparentemente dimenticati e abbandonati al proprio destino, iniziano a rivivere, a inviare messaggi e raccontare storie, le loro storie.

L’intervento ha avuto valore simbolico e ha riguardato una piccola superficie raggiungibile senza bisogno di impalcature. Lo scopo è stato dare un segnale di avvio al progetto di “Street Art diffusa a Gela” che auspichiamo di poter realizzare nel corso dell’anno 2020, con il sostegno dell’Amministrazione di Gela e la collaborazione di street artist assieme a studenti e cittadini della città di Gela.

L’iniziativa si colloca nell’ambito del progetto “Gela Le Radici del Futuro” realizzato con il sostegno di Eni e il patrocinio del Comune di Gela.


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Azione di Street Art a cura dell’artista Jacopo Fo in Piazza Stazione a Gela

 

L’intervento ha valore simbolico e riguarderà una piccola superficie raggiungibile senza bisogno di impalcature. Lo scopo è dare un segnale di avvio al progetto di “Street Art diffusa a Gela” recentemente discusso con il Vicesindaco Terenziano Di Stefano e che ha ricevuto il suo consenso e che auspichiamo di poter realizzare nel corso dell’anno 2020, con il sostegno dell’Amministrazione di Gela e la collaborazione di street artist assieme a studenti e cittadini della città di Gela.

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Il mio intervento al convegno di Chiaramonte

 

Serafino Amabile Guastella, il barone ribelle di Chiaramonte (Siracusa), l'uomo che nel 1800 scoprì che la poesia popolare era meglio di gran parte della poesia "colta". Ricercatore, etnografo, scrittore. Leggendo un suo libro mio padre trovò la storia della "Nascita del giullare" , un pezzo fondamentale di Mistero Buffo. Ecco il mio intervento al convegno a Chiaramonte, meravigliosa cittadina con 8mila abitanti e 9 musei. E anche un olio sopraffino. Quasi buono come quello di Alcatraz :) ...È ANCHE IL PARADISO DEGLI AMANTI DEL MAIALE.


Carnival Row: quando una serie tv rischia di commuovere anche i leghisti

Trama avvincente, sceneggiatura potente e geniale, effetti speciali, costumi e scenografie grandiosi. Ma non è la solita serie tv spettacolare e vuota.

Si tratta di una astuta trasposizione del dramma del razzismo e dell’immigrazione in un kolossal fantasy.
Svariati tipi di esseri magici fuggono da guerre spaventose e arrivano nella Città Stato più potente del mondo, dove sopravvivono dedicandosi ai mestieri più umili, continuamente vessati da cittadini razzisti e poliziotti insensibili.

Il tutto avviene in un’epoca pseudo ottocentesca che descrive una società nella quale i neri sono ormai ben integrati ma dove il disprezzo si indirizza contro fatati volanti, fauni e una moltitudine di altre creature alcune delle quali alte un paio di spanne.
Su questo sfondo si stagliano un intreccio di storie avvincenti: amori, cospirazioni magiche, complotti tra i potenti e strenue lotte per ottenere rispetto da parte delle “sub creature”…
8 puntate da 60 minuti, che mi sono sparato in 3 giorni impaziente di sapere come andava a finire!
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Il 10 dicembre intervento di Street Art di Jacopo Fo a Gela

Martedì 10 dicembre 2019 Gela si colora e si rinnova attraverso l’intervento di Street Art realizzato dallo scrittore, attore, artista ed attivista italiano Jacopo Fo, da sempre coinvolto in azioni di riqualificazione urbana attraverso la promozione dell’arte in tutte le sue forme.

L’intervento di Jacopo Fo interesserà alcuni dettagli della stazione degli autobus di Gela sita nel Piazzale Stazione FS, una delle più ampie e funzionali stazioni intermedie della rete siciliana, ed è proprio da uno dei punti cruciali della città di Gela che si è deciso di avviare il primo di una serie di interventi artistici con l’obiettivo di riqualificare la città attraverso la bellezza:
“la Street Art si presenta come un forte strumento di comunicazione, si inserisce in una trasmissione diretta tra l’artista e la città, ovvero tra quest’ultima e il cittadino. È anche grazie a questa pratica che le periferie, luoghi apparentemente dimenticati e abbandonati al proprio destino, iniziano a rivivere, a inviare messaggi e raccontare storie, le loro storie.”

L’intervento avrà valore simbolico e riguarderà una piccola superficie raggiungibile senza bisogno di impalcature. Lo scopo è dare un segnale di avvio al progetto di “Street Art diffusa a Gela” recentemente discusso con il Vicesindaco Terenziano Di Stefano e che ha ricevuto il suo consenso e che auspichiamo di poter realizzare nel corso dell’anno 2020, con il sostegno dell’Amministrazione di Gela e la collaborazione di street artist assieme a studenti e cittadini della città di Gela.

Appuntamento alle ore 15 del 10 dicembre in Piazza Stazione, Gela.

L’iniziativa si colloca nell’ambito del progetto “Gela le radici del futuro” realizzato con il sostegno di Eni e il patrocinio del Comune di Gela.


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La Compagnia Teatrale Fo Rame si rinnova!

La Compagnia Teatrale Fo Rame si rinnova, rinasce, si riforma, nel ricordo di Dario e Franca e nell'obbiettivo di portare avanti il loro teatro, le loro voci.
Ecco quindi il nostro nuovo logo, dopo mesi di lavoro e ricerche.
Ecco un meraviglioso disegno - di Dario - tratto dai bozzetti per lo spettacolo "La Signora è da Buttare": una donna - Franca - con le vesti di Arlecchino, un arlecchino con i "ghirigori", come lui lo disegnava.

Ma non vi preoccupate, mette da parte la nostalgia, l'Arlecchino originario, quello che abbiamo usato fino ad oggi, quello di Mistero Buffo, è stato impegnato per un nuovo compito! Ve lo diciamo perchè presto saremo, finalmente, pronti per svelarvi una grande novità!
Come sempre, abbiamo in serbo grandi cose!

Buona giornata da tutto lo staff della Compagnia Teatrale Fo Rame e dalla Famiglia Rame Fo, che poi sono un po' la stessa cosa!

 


Le società matriarcali erano avanti! Ultima parte

Fantastici i Seminole!

Prima parte
Seconda parte

E abbiamo anche un altro documento incredibile che racconta il primo incontro tra gli Spagnoli di De Leon che arriva con un gruppo di 600 guerrieri e il capo della guerra – i Calusa non avevano un re ma dei capi che venivano nominati soltanto nelle emergenze – e questo capo di guerra parla spagnolo perché dai naufragi non volevano soltanto imparato le tecnologie o prendere il Dna ma hanno voluto conoscere la lingua e abbiamo la cronaca di un cronista di questa spedizione che ci racconta il dialogo.

De Leon dice: «Sottomettetevi al re di Spagna, al nostro Dio» e il Calusa risponde: «Noi sappiamo chi siete voi perché già altri sono venuti e ce l’hanno detto, sappiamo che siete ladri e assassini e con voi non ci potrà essere pace, solo guerra e siccome sappiamo che siete bravi a combattere in campo aperto abbiamo deciso di attaccarvi con le imboscate e vi ammazzeremo tutti. E, per inciso, voi che venite qui a combattere, qui morirete e non lo state facendo per la ricchezza vostra e dei vostri figli ma per il Re di Spagna: siete dei coglioni».

Dopodiché li massacrano tutti e il Re di Spagna dopo 5 spedizioni che finiscono in un macello vieta la colonizzazione della Florida perché abitata da mostri.

E questa popolazione continua a ospitare indiani che scappano dalla conquista, neri che scappano dalla schiavitù, bianchi rinnegati, a un certo punto cambia nome e sono i Seminole, l’unica popolazione indigena di tutta l’America che non viene mai sconfitta.

Seminole invincibili

Negli anni ’70 scoprono che nei trattati di pace con gli Stati Uniti d’America c’è una clausola che dice che non devono rispettare le leggi nazionali ma solo quelle federali, quindi aprono dei Casino in tutti gli stati in cui è vietato aprirli e diventano ricchissimi. Oggi un terzo di Las Vegas è in mano ai Seminole, sono proprietari degli Hard Rock Cafè, del Tabacco Pueblo e American Spirit. I loro tre prodotti sono quelli che fanno molto male ai bianchi: gioco d’azzardo, alcol e sigarette. Perché loro sono ancora in guerra e sono invincibili.

Questo per raccontare quanto questa concezione sia esattamente il contrario di quella che abbiamo noi oggi: noi temiamo l’invasione degli extracomunitari, dei neri, degli arabi, abbiamo paura che ci colonizzino. Queste popolazioni sono partite dal contrario, hanno resistito per 5 secoli perché combattevano contro i bianchi ma se i bianchi si volevano unire a loro, rispettavano le loro leggi li accettavano, accettavano altre tribù che erano state loro nemiche, accettavano i neri, chiunque volesse vivere in pace con loro faceva l’amor con loro.
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