Recensioni libri e film

L'informazione indipendente e i film da non perdere

Enciclopedia del Sesso Sublime (ora in DVD!)

Carissimi,
questa settimana abbiamo una bella novita'. L’opera ciclopica sugli usi e i costumi sessuali denominata “Enciclopedia del Sesso Sublime” da oggi e' correlata di DVD!
Dario Fo, Franca Rame, Jacopo Fo, Lella Costa e Paolo Rossi vi delizieranno parlando di sessualita' e di storia dei costumi sessuali. Imperdibile.
Oltre ai DVD 4 volumi con tutto, ma proprio tutto quello che avreste voluto sapere sul sesso e non avete mai osato chiedere.
Vi anticipiamo un brano del capitolo numero 28.
Buona lettura!

Sesso felice ai tempi del matriarcato
I primi umani si organizzarono naturalmente attorno al gruppo delle donne. Esse erano spinte dalla presenza dei piccoli e dalle gravidanze a essere poco mobili. Cosi' costituirono il nucleo semi stabile del branco. Accudivano i malati, tenevano acceso il fuoco preparavano i cibi e vigilavano sulle scorte alimentari (non c'e' cultura antica che non conosca la figura delle sacerdotesse dedite al fuoco. A Roma erano le vergini vestali). I maschi si spingevano per chilometri intorno all'accampamento, raccoglievano frutti, insetti, larve e verdure e poi tornavano al campo per mangiare, dormire, spulciarsi e far l'amore.
Il potere delle donne in questa societa' naturale era spontaneo e derivava dalla loro centralita' nella vita sociale del branco e dal fatto che esse facevano i figli. Per questo gli uomini le tenevano in altissima considerazione, le proteggevano ed erano disposti ad ogni sacrificio per loro. La morte di una donna era molto piu' grave della morte di un uomo perche' bastano pochi maschi per inseminare molte donne. Ottenere le cure e le attenzioni sessuali delle femmine era lo scopo dei maschi e questo dava loro una posizione subalterna che era vista come naturale e non aveva connotazioni di potere nel senso moderno della parola. Infatti il potere delle donne dava ben pochi vantaggi, poco piu' di una galanteria nei loro confronti come il diritto di servirsi prima del cibo o di occupare i posti piu' sicuri e comodi nell'accampamento o vicino al fuoco. Non esisteva nient'altro che il potere potesse procurare se non la semplice "considerazione sociale". La proprieta' era sconosciuta. C'era competizione tra i maschi per il possesso delle femmine ma questo valeva solo per un diritto di precedenza. Appena il maschio piu' forte se ne andava a raccogliere cibo, subito un altro ne approfittava per giacere con quella femmina. Il linguaggio era talmente limitato che non c'era modo di fare interrogatori tipo: «Cosa hai fatto mentre ero via?». Ed e' da dubitarsi che a qualche maschio venisse in mente di coltivare la gelosia per quel che succedeva quando lui era assente. Non esisteva la schiavitu' e, d'altra parte, gli schiavi non sarebbero serviti a niente visto che ognuno era in grado di raccogliere poco piu' del cibo sufficiente per se'. Il lavoro di tenere in schiavitu' qualcuno non valeva il vantaggio che se ne poteva ricavare. Neppure la guerra esisteva, al massimo poteva scoppiare qualche rissa a legnate e sassate. Un gruppo di raccoglitori nomadi o di pescatori di trote ha ben poco da farsi rubare e gli scontri a bastonate non hanno mai un risultato certo. Anche qui il gioco non valeva la candela. Questo tipo di ordine sociale duro' per centinaia di migliaia di anni seguendo una evoluzione lentissima, ma molto ricca di scoperte fondamentali di procedimenti che ancora oggi utilizziamo senza variazioni sostanziali.
60mila anni fa gli esseri umani avevano colonizzato buona parte del pianeta. Si utilizzavano metalli, coltelli e asce di pietra, vestiti di pelle cuciti con aghi di osso, lance e contenitori. Si cuocevano cibi, si onoravano i morti, si cantava, si suonavano strumenti a percussione e a fiato, si ballava e si dipingeva. Venivano utilizzati riti ed erbe mediche ed erano state accumulate enormi conoscenze sui luoghi, le stagioni, gli animali, i minerali e le piante.
Dal punto di vista sessuale si era capito che la vitalita' di un gruppo dipendeva dall'apporto genetico di individui esterni. Lo straniero era quindi considerato sacro e lo si invitava ad accoppiarsi con tutte le donne del clan. Siamo certi di questo costume perche' l'ospitalita' sessuale sopravvisse per secoli in tutte le culture che mantennero caratteri matriarcali e, in forme mitigate, anche in culture patriarcali (ad esempio nell'Odissea Ulisse, ospite presso il re di Scheria?viene lavato e unto dalla figlia sedicenne).
Il costume dell'ospitalita' sessuale e' un segnale che indica che il comportamento sessuale istintivo dei maschi si e' fortemente mitigato, tanto da accettare che le loro donne giacciano con l'ospite rinunciando a battersi come farebbe qualunque stallone. E non credo che la cosa sia andata giu' liscia.
Questo costume e' il primo segno di uno strutturarsi del potere femminile in modo piu' cosciente. Infatti, per costringere i maschi a non dare in escandescenze, vennero costruite apposite teorie "sacre", idee che in alcuni casi sopravvissero anch'esse per millenni dopo il crollo delle societa' matriarcali.
1 - Un uomo onora una donna amandola, quest'onore ricade sugli uomini del suo gruppo.
2 - Una donna che ha amato piu' uomini ha piu' esperienza ed energie e quindi puo' dare piu' piacere.
3 - Il seme di altri uomini arricchisce la donna e migliora i figli. Questo onora le divinita' del clan e ne aumenta la potenza.
La societa' matriarcale era assolutamente promiscua. Non vi era la concezione del sesso come problema, quindi non vi era limitazione ne' all'incesto, ne' ai rapporti con adolescenti o elementi dello stesso sesso, ne' vi era l'idea che questi rapporti fossero particolarmente degni di nota.  Per gli uomini gli ideali estetici erano rivolti soltanto a donne pienamente sviluppate, che ritroviamo scolpite con abbondanza di rotondita' e molto ben in carne. In un mondo dove il cibo era scarso, la donna grassa era il massimo che si potesse sognare. Quindi e' improbabile che comportamenti "anormali" fossero frequenti ma, nel caso avvenissero, non dovevano neppure essere notati. Ugualmente la nozione di verginita' non doveva essere conosciuta. Con lo sviluppo delle tecnologie e il conseguente aumento della popolazione, inizio' a essere conveniente organizzare alleanze tra clan. Per sancire la collaborazione le donne iniziarono a scambiarsi gli uomini. Cioe' i giovani maschi di un gruppo si trasferivano presso un altro clan e, praticamente, ne sposavano tutte le femmine (e viceversa). In questo modo si costituiva un legame di sangue, le donne rinunciavano ai loro uomini piu' giovani ma acquisivano le cognate e i loro maschi. Questo tipo di scambi porto' a un'enorme (per l'epoca) circolazione di idee, metodologie e tecniche che permise un ulteriore sviluppo. Inizio' la specializzazione sociale, c'erano le sciamane e i vecchi non vennero piu' abbandonati una volta divenuti improduttivi ma nutriti per le loro conoscenze ed esperienze (allora a 40 anni si era decrepiti, la vita era molto dura e logorava rapidamente).
Circa 20.000 anni fa si inizio' ad addomesticare gli animali, dapprima i cani e i gatti, poi pecore, capre, renne e infine maiale, cavalli e bovini. Il branco aveva finalmente proprieta' consistenti.
La figura dell'uomo come addomesticatore e come protettore delle greggi accrebbe la sua importanza. Anche laddove non si arrivo' alla pastorizia, comunque tutta una serie di invenzioni (bastoni da lancio, boomerang, trappole, tecniche di pesca) diedero maggior valore economico all'attivita' individuale maschile e quindi piu' potere agli uomini maggiormente abili. Traccia di questo passaggio la troviamo nei caratteri maschili espressi dalla pittura, e' intuibile l'esistenza di sciamani maschi. La Casa degli Uomini, in contrapposizione alla Casa delle Donne, che ritroviamo anche in culture fortemente matriarcali. La casa degli uomini rappresenta probabilmente la prima forma di istituzionalizzazione del potere maschile. In questa casa gli uomini vivevano separati dalle donne o comunque era un luogo (ad esempio parte di una grotta) dove gli uomini svolgevano le loro attivita'. Non ho prove storiche che questo sia accaduto prima della rivoluzione patriarcale ma mi sembra probabile che in societa' ormai cosi' specializzate vi fossero ambiti "maschili" autonomi.

La rivoluzione patriarcale
Circa 10mila anni fa l'evoluzione dell'arco e' tale da permettere di uccidere non solo topi, conigli e lucertole ma anche animali di grande mole e quindi anche esseri umani. Un gruppo di abili arcieri puo' attaccare un branco di umani e sgominarli rapidamente e a distanza, senza affrontare il rischio di un corpo a corpo. Soprattutto se gli attaccati non hanno archi adatti. La guerra diventa cosi' un modo conveniente per procurarsi cibo, animali, manufatti e donne. Il guerriero diventa, in virtu' della sua forza, abilita' e crudelta', infinitamente piu' potente della donna e la spodesta. Reclama il possesso individuale di cio' che ha preso, le sue ricchezze e le sue schiave. Pretende la fedelta'  per essere sicuro che i figli siano suoi. Nascono cosi' la proprieta', la schiavitu', il matrimonio e siccome in battaglia e' meglio se uno solo comanda, anche l'idea dell'autorita' costituita trionfa.
Probabilmente in questo periodo nasce pure il tabu' dell'incesto. Ma tutto questo lo vedremo meglio in seguito.

 

Per acquistare L'Enciclopedia del Sesso Sublime 4 volumi + 4 DVD clicca qui

 


I 101 piu' importanti personaggi... che non sono mai vissuti

LIBRI I 101 più importanti personaggi... che non sono mai vissutiCarissimi,
riproponiamo oggi un libro edito da Nuovi Mondi Media: “I 101 piu' importanti personaggi... che non sono mai vissuti. Come i personaggi della mitologia, della letteratura, del folklore, dei fumetti e della pubblicita' hanno modificato la societa', cambiato il nostro comportamento, segnato il corso della storia”.
Questa settimana parliamo di leggende. E in particolare di una che risale alla notte dei tempi: Lilith.

Leggende
Le storie di Re Artu' e dei Cavalieri della Tavola Rotonda sono il genere di racconti che i nostri genitori ci narrano con un sorriso. Si tratta di un mondo magico, il primo contatto dei bambini con la realta' delle possibilita' umane, Merlino che trasporta i macigni di Stonehenge... Guglielmo Tell che divide in due una mela posta sulla testa del figlio... tutto questo appartiene, beh, alla leggenda.
Alcune di queste storie possono basarsi su fatti realmente accaduti, ma nessuno lo sapra' mai con certezza. Appartengono a quell'elenco di cose che ci insegnano i nostri valori, le nostre radici, la nostra cultura e vi si possono trovare narrazioni di fatti troppo romantici o troppo personali per essere riportati nelle cronache storiche ufficiali.
Su che base consideriamo le persone descritte in questo capitolo come personaggi di finzione? Semplice: nulla di quanto sappiamo di loro e' realta' nuda e cruda, mentre ampie parti di queste storie sono senz'altro frutto dell'immaginazione. La sceneggiatura del film con Kevin Costner “Robin Hood principe dei ladri” con ogni probabilita' non si e' ispirata alle scarne cronache degli anni attorno al 1190. San Valentino e' mai esistito? La risposta a questo quesito non toglie nulla alla storia. Sir Gawain e' davvero andato alla ricerca del Santo Graal o e' stato un semplice pretesto per  andarsene di casa?
Cio' che e' reale e conta veramente e' il personaggio: la sua saggezza, le sue passioni, le sue strategie e il suo eroismo.

Lilith
Lilith e' un personaggio piuttosto importante per il suo coinvolgimento in numerose “prime volte”. La storia di Lilith e' antichissima; talmente remota da non poter risalire con sicurezza alla sua origine. Questo personaggio compare su una tavola sumerica di 4000 anni fa, nel poema epico assiro-babilonese “Epopea di Gilgamesh”, dove viene rappresentata come uno spirito malefico, e compare pure nelle storie canaanite. In base a diverse fonti, e' entrata nel mito ebraico come la prima moglie di Adamo. Il personaggio mitologico di Lilith, tuttavia, non compare nella Bibbia. La troviamo nell'interpretazione rabbinica delle scritture, risalenti circa al periodo della prigionia babilonese.
Secondo varie ricostruzioni, Dio la plasmo' dagli scarti e dal fango, non dalla polvere pura della Terra come Adamo. Per stabilire il principio patriarcale sin dall'inizio, Adamo chiese a Lilith di concedersi ai suoi voleri e di assumere la posizione sdraiata durante il sesso. Ma la donna era anche la prima femminista della storia e rifiuto' di esaudire le richieste dell'uomo. Adamo tento' di costringerla con la forza e assistiamo quasi al primo stupro, ma Lilith riusci' a scappare infuriata. Una sorta di prima separazione, seguita dal primo divorzio della storia.
Poiche' Lilith si considerava al pari di un uomo, i rabbini invocarono Dio affinche' la punisse. Alla divinita' che l'aveva creata in siffatto modo venne chiesto di punirla per il suo modo di essere. Le donne, semplicemente, non possono vincere. Nella sua infinita misericordia, Dio decise che lei avrebbe procreato solo demoni, piu' di cento al giorno. Per vendicarsi, Lilith si rese responsabile della morte di moltissimi neonati e ancora oggi le viene attribuito questo comportamento violento e foriero di morte contro l'umanita'.
Lilith non solo uccide i neonati ma, secondo un mito cristiano del Medioevo, sarebbe una creatura demoniaca che abusa sessualmente degli uomini durante il sonno. Per impedire tali imposizioni carnali notturne, i monaci pare dormano proteggendo i propri genitali con le mani o con un crocefisso. Gli ebrei superstizioni proteggono ancora i bambini appena nati scrivendo Lilith sul muro delle loro stanze.
Tra i vari miti della creazione, troviamo Dio che, non preoccupato del risultato fallimentare ottenuto generando Lilith, inizia una serie di esperimenti, Da' vita a una donna usando ossa, muscoli e sangue e la ricopre di pelle e ciuffi di pelo, Ma Adamo non e' soddisfatto, cosi' Dio ritenta usando una delle costole dell'uomo (si e' trattato di un momento potenzialmente disastroso per la storia umana. Dove saremmo oggi se, dopo che Dio ha rimosso la costola, il cane di Adamo avesse preso l'osso e l'avesse seppellito?). E per abbellire la propria creazione, la adorna di gioielli.
Questa volta l'imbecille ne rimane ammaliato, Molto male! Se Adamo avesse scelto Lilith, persino rispettando le condizioni di parita' dei sessi, saremmo stati molto meglio; Saremmo ancora nel Giardino dell'Eden dove nessuno sarebbe stato costretto a morire, o a sopportare le sofferenze e le tribolazioni legate alla nostra attuale esistenza. Siamo costretti a farci carico di tutte queste cose terribili per colpa di quel porco maschilista di Adamo.


L'ecologia siamo noi

LIBRI L'ecologia siamo noi Acquista onlineCarissimi,
questa settimana vi presentiamo un libro per ragazzi dal titolo L'ecologia siamo noi”, scritto da Marco Paci (con illustrazioni di Andrea Mineo e Lavinia Casaletto) e pubblicato dalle edizioni Dedalo.
Racconta la natura e gli ecosistemi con un linguaggio semplice, raccontando la storia di due ragazzi curiosi.
Ve ne proponiamo un breve stralcio. Buona lettura!

Capitolo 3. La luce, il calore, l'acqua

Giorgio si e' preso una brutta influenza, ed e' a letto con la febbre. Silvia, invece , e' di nuovo a casa del professore: lo ha deciso dopo una festa in famiglia, durante la quale e' successa una cosa che non riesce a spiegarsi.

Silvia: Deve sapere, professore, che due sere fa abbiamo fatto una festa in famiglia, e a tavola era seduto anche il nonno. Lui e' molto anziano... pensi che si ricorda ancora della guerra. E il problema e' proprio questo, la ricorda fin troppo bene. Infatti, quando si sono sentiti gli scoppi dei fuochi d'artificio, tutti siamo andati in terrazza a guardarli, mentre lui ha preferito accendere il televisore a volume alto, in modo da non sentire il rumore. Prima di andare via, il nonno mi ha spiegato che tutto cio' che produce esplosioni lo mette a disagio: questo a causa dei bombardamenti della Seconda guerra mondiale, cose di oltre sessanta anni fa, che a nessun costo vogliono uscire dalla sua memoria. Non capisco come un'esperienza, per quanto brutta, possa lasciare un'impressione cosi' duratura. Sessant'anni sono abbastanza, mi pare!

Professore: La memoria, Silvia, non e' facile da modificare. Ci sono cose che lasciano impressioni talmente forti che nemmeno cento anni sarebbero sufficienti a cancellarle. Funziona cosi' anche per le piante, lo sai?

Silvia: Questa non me la racconta giusta: lei mi prende in giro. Le piante hanno memoria?

Professore: Certo, e te lo dimostrero'. La reazione degli organismo all'ambiente dipende anche dalle esperienze che hanno fatto nel corso della vita. Vale per gli uomini come per gli animali e le piante. Vedi, se una pianta e' cresciuta per lungo tempo all'ombra, esporla d'improvviso alla luce piena puo' causare danni: le foglie ingialliscono perche' la clorofilla, non abituata alla luce, viene distrutta. La pianta riesce invece ad adattarsi se la si espone in modo graduale. Si tratta di una specie di “apprendimento”, e tu sai che s'impara meglio quando lo si fa in modo graduale.

Silvia: Le piante “imparano”?

Professore: E' proprio cosi'. Ora facciamo un paragone fra te e una pianta, e questo non deve offenderti ma solo stimolare la tua intelligenza. Piu' che l'esigenza di luce in se', per una pianta contano le condizioni in cui e' cresciuta. Qualcosa di analogo accade a te. Fin da piccola hai imparato ad associare le esplosioni dei fuochi d'artificio a una festa, a un evento felice: per cui, oggi, sei abituata ai lori rumori, che trovi gradevoli. Tuo nonno, invece, e' vissuto in periodo di guerra e dalle esplosioni e' stato traumatizzato: percio', di fronte ai fuochi, reagisce con evidente disagio, Capisci? L'esperienza della guerra, attraverso la memoria, ha compromesso in tuo nonno la capacita' di “assorbire” certi suoni, esattamente come una violenta e improvvisa vampata di luce danneggia le foglie delle piante cresciute in ombra, che da li' in poi perdono la capacita' di assorbire luce piena. Se invece fossero state abituate alla luce poco alla volta... E se tuo nonno fosse stato abituato alle esplosioni di fuochi pacifici poco alla volta... L'altra sera a cena non te ne sei resa conto, ma tuo nonno ti aveva appena fatto una lezione di ecologia...


LIBRI: A spasso con Galileo

 A spasso con Galileo Una fantastica avventura nello spazio tra cultura e solidarietàQuesta settimana presentiamo il libro: "A spasso con Galileo", di Marika Innocenti, Sara Costan e Mirco Toffanin, edizioni Cleup.
Sara' perche' uno dei tre protagonisti si chiama Simone ma a me questo libro e' piaciuto molto.
Se a scuola spiegassero l'Universo, le stelle, la rotazione dei pianeti, immaginando una passeggiata con Galileo Galilei a bordo di una barchetta spaziale disegnata da Leonardo, sarebbe sicuramente piu' divertente.
Il libro, adatto a bambini e astronauti, e' in vendita qui e la sua diffusione promuove la raccolta fondi per il Progetto Tanzania 2009 (http://www.villaggiodellasperanza.it/, alcune pagine del sito sono ancora in fase di costruzione).
Pubblichiamo il capitolo 4, buona lettura!

Venere, la dea dell'amore e della bellezza

La nave-spaziale continuava a solcare l'Universo. I bambini cominciarono a sentirsi a proprio agio. Quel viaggio fantastico sembrava un sogno, e come tale speravano in cuor loro che non finisse mai. L'incontro con Galileo si stava rivelando molto interessante.
Quel signore un po' avanti con l'eta', tra quei corpi celesti che li circondava, sembrava come a casa sua.
Conosceva ogni angolo di quell'immensita', anche il piu' nascosto.
Ad ogni domanda che Simone e Giulia gli ponevano, lui era sempre disponibile e felice di poter rispondere. Erano stati proprio fortunati a trovare un amico cosi' originale e divertente.
Ma dove sara' il serbatoio per la benzina? Penso' improvvisamente Simone.
La barchetta infatti da quando aveva lasciato la terra, non si era mai fermata un momento. Tuttavia, cosi' piccola com'era chissa' dove nascondeva la scorta di carburante per continuare nel suo viaggio.
Galileo si accorse dell'espressione dubbiosa di Simone e disse, rivolgendosi al suo giovane amico: "Che c'e' Simone? Cosa hai scordato?"
"Niente Galileo, pensavo solo una cosa: dov'e' la benzina che fa funzionare i motori della tua barca?"
"Questo e' il mio piccolo trucco. Sai, oltre ai carburanti che l'uomo e' abituato a usare, come la benzina o il diesel, esistono moltissime altre fonti di energia, dette rinnovabile, che non inquinano. Hai mai sentito parlare dei pannelli fotovoltaici?"
"Foto-che?"
"Fotovoltaici! Sono dei particolari pannelli che sanno raccogliere la luce del Sole e trasformarla in energia elettrica.
Vedi, sulla chiglia della mia barca, proprio sotto i nostri piedi, sono stati installati dei pannelli che grazie alla luce del Sole, fanno funzionare la mia barca-astronave. Inoltre, non vengono prodotti gas di scarico, come nelle auto, che inquinano l'aria, provocando il riscaldamento globale".
"Il riscaldamento globale? Questo lo conosco. Ce ne ha parlato la maestra di scuola. Il fumo prodotto dalla combustione dei carburanti crea una cappa che non permette alla Terra di respirare. Come mettere il coperchio a una pentola: prima o poi comincia a bollire!"
"Piu' o meno esatto. La Terra e' un essere vivente e come ogni creatura ha bisogno di respirare. Purtroppo l'uomo sta soffocando il nostro pianeta. La temperatura aumenta, i ghiacci polari si sciolgono e il livello del mare si alza. Un brutto pasticcio. Speriamo che si cominci a fare qualcosa per impedire alla Terra di soffocare!"
Giulia che aveva seguito il dialogo tra Simone e Galileo penso': La Terra e' malata? Ecco perche' l'acqua dei fiumi non e' come l'acqua che esce dal rubinetto di casa. Non e' per nulla trasparente o azzurra. Neanche il mare sembra azzurro, l'estate scorsa quando ero in vacanza con la mamma e il papa', pensavo esistessero diversi tipi di acqua, una azzurra, una piu' scura, quasi nera. Probabilmente mi sbagliavo.
Quando torneremo a casa parlero' al papa' di questi pannelli solari e gli spieghero' che la Terra non sta bene e che bisogna aiutarla. Ecco quello che faro'!
La bambina fu distolta dai suoi pensieri da un grido di esultanza di Simone: Venere era vicino. Galileo comincio' a descrivere il pianeta che ormai mostrava a pieno la sua conformazione.
"Ragazzi, vi presento Venere. Questo pianeta assomiglia molto alla Terra; ha piu' o meno le stesse dimensioni e possiede un'atmosfera. Tuttavia non ha satelliti che gli orbitano intorno".
"Credo stia piovendo laggiu'!".
"Buona osservazione Giulia. In realta' non e' pioggia. Dovete sapere che l'atmosfera che circonda Venere e' ricca di gas, soprattutto anidride carbonica. Proprio la presenza di questi gas produce una cappa che funge da serra. Molto simile a quello che sta succedendo sul nostro pianeta.
La presenza di questi gas fa innalzare la temperatura del pianeta, che puo' arrivare fino a 480 gradi C. Venere risulta essere il pianeta piu' caldo del sistema solare, anche piu' caldo di Mercurio.
Tutte queste nubi e gas, generano forti e frequenti temporali, senza pioggia, ma con intensi fulmini.
Per riassumere in tre parole la situazione sul suolo di Venere potremmo dire: fulmini, vulcani, in passato attivi e caldo, tanto caldo!"
Le saette che cadevano una dopo l'altra sul suolo del pianeta erano veramente intense e luminose. C'era proprio una gran bel temporale.
Simone pensava: La Terra fa un giro su se stessa in 1 giorno, la Luna in circa 27 giorni, Mercurio in 58 giorni e Venere?
Non perse tempo e lo chiese gentilmente a Galileo.
"Queste e' una questione sulla quale per molti anni si sollevarono intense discussioni. In principio si effettuarono delle osservazioni del pianeta direttamente dalla Terra. Ne risulto' un periodo di rotazione di circa 4 giorni.
Poi arrivarono le missioni spaziali, iniziate alle meta' del secolo scorso. Queste permisero di fare una grande scoperta. Non era il pianeta a fare un giro su se stesso in 4 giorni, bensi' le nuvole che lo circondano e che impedivano di vedere il suolo del pianeta dalla Terra. Venere in realta' impiega circa 244 giorni per compiere il suo moto di rotazione".
Simone avrebbe voluto avere una macchina fotografica per immortalare tutte quelle meraviglie. Anche se su Venere non c'erano esseri viventi, il pianeta risultava tutt'altro che deserto e privo di vita: i fulmini, le attivita' sismiche e le nubi... Venere era un pianeta in piena attivita'.
"Ragazzi, se siete d'accordo, io proseguirei verso la prossima tappa. Marte ci sta aspettando".
Galileo imposto' la nuova rotta sul computer di bordo e la navetta comincio' a viaggiare spedita, allontanandosi dal pianeta.
"Ragazzi salutate Venere, che per gli antichi romani era la dea dell'amore e della bellezza. Si narra che lei e Marte, il nostro prossimo pianeta, abbiano avuto addirittura tre figli!"
"Ciao Venere, ti salutiamo il tuo fidanzatino Marte! Non ti preoccupare!" grido' Giulia, mandandole un bacio con la mano.
La dea dell'amore e della bellezza! Deve essere stata graziosa e gentile per meritarsi un tale nome! penso' tra se' e se' Giulia, sorridendo.

Per acquistare il libro direttamente online clicca qui


Il libro dell'ignoranza sugli animali

Scritto da John Mitchinson e John Lloyd (Einaudi, 304 pagine, 16 euro) si tratta di un vero e proprio compendio di stranezze e assurdita' del mondo animale.
Tutto vero e scientificamente dimostrato.
Lo sapevate che i ratti, a soli tre mesi di eta', si accoppiano fino a 20 volte al giorno, mentre in un anno una femmina puo' raggiungere 500 amplessi con decine di maschi diversi?
Anche l'armadillo non scherza: e' superdotato. Per farsi un'idea spannometrica se fosse un essere umano avrebbe il pene lungo un metro.
Altre perle: le falene vanno ghiotte delle lacrime di alcuni uccelli, che estraggono infilando la proboscide sotto le palpebre dei volatili addormentati.
L'acaro riesce a nidificare anche nella trachea di un ape e un ghepardo puo' mangiare fino a 15 kg di carne a pasto.
I delfini, quando devono nuotare in zone particolarmente rocciose si mettono una spugna davanti alla bocca per non ferirsi, mentre alcune foche, se devono immergersi in profondita', ingoiano delle pietre.
Per difendersi dalle giraffe, le acacie producono una sostanza chimica che rende amare le foglie.
Le balene cantano in dialetti diversi a seconda della loro provenienza.
L'ultimo aneddoto riguarda un animale fin qui tralasciato: l'uomo.
“L'anello di congiunzione tra la scimmia e l'uomo civilizzato esiste: siamo noi”.
(Fonte: Repubblica)

Fonte imm


Microfibra e detersivi bioallegri

Panni microfibraCarissimi, come avrete gia' avuto modo di notare, abbiamo inserito nel nostro catalogo online di Commercioetico.it i panni in microfibra (http://www.commercioetico.it/microfibra/index.html).
Abbiamo scelto un’azienda che ci assicurasse dei prodotti di buona qualita' e dopo averli testati sulle nostre cucine, vetri, occhiali e corpaccioni con ottimi risultati siamo qui a proporveli. Il costo iniziale e' senz’altro piu' alto di un qualsiasi panno ma la durata e il risparmio di detergenti chimici e' notevolissimo.
Alla fine dei conti anche il risparmio economico e' assicurato.
Qui di seguito un altro capitolo della Guida ai Detersivi Bioallegri, parliamo di Salute e Igiene.
Buona lettura!
Per acquistare il libro direttamente online clicca qui http://www.commercioetico.it/libri/altri-autori/detersivi-bioallegri.html

Salute e igiene

Guida ai detersivi bioallegriL’aspetto che piu' ci preoccupa in caso di detersivi fai da te, e' la paura che non disinfettino abbastanza.
In particolare quando in casa ci sono bambini, ci si preoccupa della disinfezione di casa e mobilio, giochi e vestiti dei piccoli.
Valuteremo in questo spazio l’efficacia igienizzante dei prodotti che usiamo, ma e' necessaria una premessa sul livello di igiene che si tende a ricercare dentro e fuori casa.
Le mamme dovrebbero sapere che far vivere un bambino in un mondo sterile impedisce al piccolo di produrre anticorpi e questo gli nuocera' da adulto.
Per i biberon, fino a 8-9 mesi (massimo) e' sufficiente lavarli col bicarbonato e bollirli per 10 minuti. Dopo i 9 mesi si possono lavare semplicemente con un cucchiaio di sale grosso, uno di bicarbonato e acqua calda, agitando qualche secondo. Se sono particolarmente sporchi si puo' usare il detersivo fai da te o un buon lavapiatti ecologico e poi ripassarli col bicarbonato.
I pannolini – per chi usa i lavabili – si possono lavare col percarbonato se di cotone, col bicarbonato se sono sintetici.
I giocattoli e' sufficiente lavarli col bicarbonato.
La saliva e' gia' un buon disinfettante, perche' e' alcalina (come i saponi, l’ammoniaca, la soda, il bicarbonato). Nello stomaco, inoltre c’e' un potente disinfettante: l’acido cloridrico (molto piu' forte dell’aceto). Quindi nel corpo abbiamo gia' i nostri “disinfettanti” naturali.
L’utilizzo sistematico di disinfettanti aggressivi e nocivi in casa crea da un lato una sterilizzazione assurda e dall’altro un inquinamento chimico e distruttivo. Inoltre tanto piu' sono aggressivi i prodotti disinfettanti, tanto piu' lasciano inquinamento tossico in casa. I nostri bambini toccano e respirano queste sostanze portandosele in bocca. e' un circolo vizioso.
Queste sono le domande anamnestiche che i dermatologi rivolgono a chi ha pruriti, secchezze, desquamazione al corpo:
- quale e quanto detersivo viene usato?
- in quale modo e misura usa ammorbidente e disinfettanti tossici? (basti pensare agli additivi igienizzanti usati comunemente in lavatrice e in casa).

Da ultimo, e' sconcertante assistere ogni giorno allo spettacolo di genitori preoccupati che, mentre riversano in casa e nell’ambiente candeggina, ammoniaca, detergenti di sintesi, polveri, spray, vernici, additivi – e chi piu' ne ha piu' ne metta – affermano preoccupati: “Che futuro avranno mai i nostri figli?”. Il futuro che stiamo contribuendo a creare!

LA PULIZIA QUOTIDIANA e' il primo trattamento anti germi e batteri: se non lasciamo accumulare lo sporco, i batteri semplicemente non proliferano oltre misura.

ACQUA OSSIGENATA. Come abbiamo gia' visto, e' un disinfettante universale, ecologico e senza controindicazioni, tanto che viene usata per potabilizzare l’acqua degli acquedotti. Ha molteplici usi, dalla disinfezione della persona a quella di stoviglie e sanitari.

BICARBONATO. Il bicarbonato ha un potere igienizzante variabile a seconda della concentrazione con cui viene diluito in acqua.

ACETO E ACIDO CITRICO. Aceto e acido citrico, miscelati, igienizzano. Il motivo e' legato al grado di acidita' o alcalinita' dell’ambiente (pH). I valori del pH vanno da 1 a 14. Il valore 7 indica la neutralita'; un numero inferiore a 7 indica acidita', superiore a 7 basicita' o alcalinita'. I batteri piu' comuni vivono bene in un intervallo di pH attorno alla neutralita', diciamo tra 4,5 e 10, in un ambiente da debolmente acido a debolmente alcalino. Oltre questi valori non sopravvivono.
Utilizzando un acido molto forte (inferiore a 4,5) o un alcale molto forte (superiore a 10) si altera il pH in cui vivono i batteri, quindi si sterilizza.
Ne' l’aceto ne' l’acido citrico sono cosi' forti, per cui da soli non hanno un buon effetto sterilizzante, ma miscelati si', perche' il pH diminuisce: si potenziano a vicenda. Per una soluzione molto concentrata si consiglia di mescolare in parti uguali aceto e acido citrico al 20%.

PERCARBONATO. Libera ossigeno gia' a 40 gradi in lavatrice, igienizza i capi anche in ammollo. Igienizza anche stoviglie e oggetti d’uso. Si puo' aggiungere al detersivo per lavastoviglie per igienizzare sia le stoviglie che la lavapiatti.

TEA TREE OIL. Propriamente chiamato “olio essenziale di melaleuca”, e' battericida e antimicotico. Lo si puo' usare disciolto negli spruzzatori che prepariamo. Il Tea tree oil si emulsiona in alcool, quindi va bene nella ricetta del pulitutto ecologico a spruzzatore che prevede alcool, acqua, olio essenziale, biodetersivo per piatti. Oppure, solo per disinfettare, si prepara lo stesso spruzzatore senza aggiungere il detersivo.

Il VAPORE. Disinfetta, cosi' come la semplice ACQUA BOLLENTE.

Il SOLE. e' antibatterico, nel caso ovviamente che si abbia la fortuna di vivere in un ambiente sano.

TEMPO DI POSA:  Il tempo e' indispensabile per l’aspetto igienico: molti disinfettanti hanno bisogno di qualche minuto per agire.

Se ancora non siete convinti che questi sistemi possano garantire la disinfezione di cui sentite il bisogno, potreste prendere in considerazione l’idea di usarli, senza abbandonare del tutto i vostri soliti disinfettanti. Non scartate il metodo; integratelo, se potete.
E, soprattutto, cercate di alternare i vari prodotti disinfettanti, in modo da non sviluppare ceppi di batteri resistenti.


Una vita all’improvvisa

LIBRI Una vita all'improvvisa Dario Fo Franca RameCarissimi,
questa settimana siamo onorati di presentare il nuovo libro di Franca Rame e Dario Fo: “Una vita all’improvvisa”, edito da Guanda.
La favolosa storia di Franca raccontata dalla sua straordinaria penna e dai meravigliosi disegni di Dario.
Si', siamo decisamente di parte.
Qui di seguito il racconto del loro incontro.
Buona lettura!

L’incontro sul palcoscenico
Sono sempre a Milano e mi trovo a recitare al cinema teatro Colosseo nella compagnia “Sorelle Nava e Franco Parenti”, un’equipe tradizionale, un ambiente cosi' lontano da quello in cui avevo vissuto fino ad allora. Si possono immaginare le difficolta' di una simile scelta in quel periodo del dopoguerra, siamo negli anni Cinquanta, e quindi alterno momenti neri a buone scritture nelle compagnie di varieta' piu' famose. I personaggi che mi vengono incontro uno dietro l’altro scorrono come in una sequenza di film muti, hanno gesti veloci e di colpo rallentati. Transitano gli adulatori stucchevoli che mi fan la corte invitandomi a cena con speranza di prosieguo in un letto e dai quali fuggo come dal pollo fritto imposto da mia madre.
E vedo anche i compagni di lavoro, quelli pieni di spocchia e quelli civili e garbati; tra questi c’e' anche Dario: ma che ci fa qui con noi quel lungagnone dinoccolato e sorridente? So che ha piantato il Politecnico e perfino un lavoro sicuro per fare ‘sto mestiere da commediante, Lo intravedo ogni tanto, che se ne stava spesso in disparte, quasi a evitare le smancerie e i discorsi cosi' poveri di intelligenza sparsi sul palcoscenico e fra le quinte.
Questa era la dote che apprezzavo maggiormente in lui, la riservatezza.
Sono stata io a invitarlo dopo le prove a mangiare qualcosa in una trattoria, la prima volta. Dario sembrava non accettare volentieri quell’invito; poi, giacche' io insistevo, mi svelo' la ragione della sua reticenza: “Non ho un soldo” disse, “per potermi liberare dal lavoro e venire alle prove ho dovuto licenziarmi dallo studio di architettura dove sviluppavo progetti”. E io allegra risposi: “Mi fa piacere, adoro nutrire randagi, gatti abbandonati e disoccupati affamati”.
Andammo in una trattoria li' all’angolo e ordinammo due porzioni di salame, pane e una birra. Per me acqua, sono astemia. Poi ci accompagnammo l’un l’altra a casa. Io abitavo dalle parti di Porta Garibaldi, da mia sorella. Tram non ce n’erano piu', quindi ci avviammo a piedi. Ci raccontavamo entrambi delle nostre vite, lui del suo lavoro, il Maggiore, e dell’Accademia in cui aveva studiato; io della mia compagnia e degli aneddoti piu' gustosi. Ci scoprimmo a ridere come ragazzini alle reciproche ironie; lo trovavo davvero spassoso, quel lungone, strabordante di racconti assurdi e festosi. In particolare se ne usci' con una frase che mi sorprese: “Mi succede spesso” disse “di parlare con qualcuno e sentirmi a disagio, perche' le cose che credo intelligenti e spiritose che vado dicendo, non vengono raccolte, e allora piano piano mi convinco di non possedere ne' fantasia, ne' spirito. Invece ogni tanto, come stasera, mi capita di sentir apprezzare le immagini che propongo, e di contrappunto ne ricevo altre, da te, che mi incoraggiano a lasciarmi andare nel fantastico”.
Stop! Eravamo arrivati sotto casa mia, cioe' dove aveva preso casa mia sorella con il marito Carlo Mezzadri. Ci salutiamo, un timido sbaciucchio, poi io mi prendo coraggio e propongo: “Senti, non ho sonno: vengo ad accompagnarti verso la tua casa per un pezzo. Dove abiti?”
“Vicino alle carceri di San Vittore. Ho affittato una cella” aggiunge. Rido e l’accompagno prendendolo sottobraccio: “Andiamo!”
Attraversiamo parco Sempione, allora non c’erano ne' catene ne' inferriate a impedire l’accesso. E’ una notte chiara, gli alberi proiettano lunghe ombre che attraversano i prati. Non c’e' nessuno spazio che ci permetta di appartarci un poco. All’istante ci troviamo bloccati da un solco profondo che attraversa l’intero giardino; dal fosso spuntano canne e arbusti acquatici, ma acqua non ce n’e'. Piu' avanti c’e' un ponticello che attraversa il solco, noi scendiamo e ci sistemiamo sdraiati nell’ombra prodotta dal ponte. Ci abbracciamo.
“E’ una fortuna” dico io “aver scoperto questo rifugio.”
E lui aggiunge: “Speriamo che non aprano le chiuse e ci si trovi con l’acqua che ci inonda”.
“No, e' un periodo di siccita', questo: non sprecherebbero mai tanta acqua per farci uno scherzo del genere!”
C’e' un gran silenzio, torniamo ad abbracciarci felici.
Di colpo sentiamo un fruscio che sale gorgogliando…
“Oh mio dio, hanno mollato la chiusa!” grido io. “Presto, usciamo!”
Ma non facciamo in tempo, ci arriva addosso una cascata. Ci appendiamo ai rami di un salice e riusciamo a guadagnare la riva. Siamo madidi d’acqua.
Ci guardiamo e spruzzandoci l’un l’altra del nostro sguazzo scoppiamo in una gran risata.

Per acquistare il libro direttamente online clicca qui


La corretta manutenzione del maschio (2° estratto)

Carissimi, questa settimana vi proponiamo un secondo estratto dal libro di Jacopo Fo “La corretta manutenzione del maschio”, edito da Guanda.
Si parla di amore, di una delle sue mille sfaccettature, forse la piu' importante: l’attenzione.
Da quanto tempo non dite al vostro partner: ti amo?
Buona lettura!

I libri di Jacopo FoIl tassista e la negazione della cultura dell’amore

Un giorno ero a Roma, in taxi. Mi telefona mia moglie, parliamo e salutandola le mando un bacio e le dico: ti amo.
Quando finisco di telefonare, il tassista, un uomo sui sessant’anni, mi fa un grugnito ammiccante, di quelli che tra maschi si capiscono al volo e che puo' grosso modo venire tradotto con un: “Ma tu guarda che ci tocca fare per tenerci buone le donne…”
Al che gli dico: “Ma guardi che io amo mia moglie…” E lui risponde dicendo che sua moglie e' una brava donna, ma che lui proprio non la ama.
Allora gli chiedo che cosa c’e' che non va con sua moglie. E parlando viene fuori che si tratta di una gran donna, che ha tirato su tre figli che hanno studiato e si sono sistemati. Una donna che per trentacinque anni gli ha fatto sempre da mangiare cose buone, gli ha lavato e stirato i vestiti, tenuto in ordine la casa.
A fatica ammette che le vuole bene, Ma non la ama.
Allora domando che cosa succederebbe se la moglie morisse. Risponde che sarebbe disperato, soffrirebbe moltissimo.
E io: “Ma scusi, allora e' proprio sicuro che non ama sua moglie? Mi sta parlando bene di lei, la vede come una persona eccezionale, le e' grato per come ha cresciuto i vostri figli, sarebbe disperato se morisse… Tutti questi sembrano segnali di un innamoramento”.
A questo punto la sicurezza del tassista sul fatto di non essere innamorato vacilla. E io incalzo: “Credo che essere innamorato non sia solo una cosa che succede per i fatti suoi… E’ anche una decisione che si prende. L’amore esiste se e' coltivato, Se uno lo dice. Lei ha mai pensato di provare a dire a sua moglie ti amo?”
Andiamo avanti cosi'. Gli propongo di andare a comprare dei fiori e portarli alla moglie e dirle: “Ho capito che sei una donna straordinaria e che ti amo”. Lui scoppia a ridere: “Se faccio una cosa del genere mia moglie mi dice di non fare il cretino”.
“Ne e' proprio sicuro? Io credo invece che sarebbe stupita, emozionata. Probabilmente scoppierebbe a piangere perche' non le ha detto che la ama per trentacinque anni! E lei sarebbe estremamente felice di vedere la gioia negli occhi di sua moglie!”
Quando siamo arrivati alla stazione Termini il tassista aveva deciso che avrebbe smesso subito di lavorare e sarebbe tornato a casa da sua moglie con un mazzo di fiori.
Non so se lo abbia fatto veramente. Spero di si'. Ma al di la' del successo del mio tentativo di diffondere un po’ di cultura dell’amore, questa conversazione mi ha dimostrato quanto le persone censurino a priori l’idea dell’amore. E ho compreso che siamo condizionati da una cultura che disprezza i sentimenti tanto da insegnare a non ascoltarli.
A volte l’amore si accende improvvisamente al primo incontro, veloce come un fulmine. A volte la cotta esplode imprevista dopo mesi o anni di frequentazione. Altre volte l’amore invece cresce lentamente giorno per giorno e impiega tempo per diventare piu' forte. Ma in ogni caso, perche' l’amore duri e ci dia pienamente i suoi meravigliosi frutti, non si puo' lasciare che tutto avvenga da se'. L’amore non e' solo un capriccio del caso, una coincidenza fortunata. La cotta, il fuoco della passione si spengono miseramente se gli amanti non compiono un atto volontario: riconoscere il sentimento e l’emozione che li unisce come un valore assoluto nella propria vita. Un fenomeno magico che richiede energia e impegno per regalare gioia per molti anni.
E’ necessario innanzi tutto che l’amore sia in cima ai nostri interessi, ai nostri obiettivi esistenziali, L’amore per gli altri, per i figli, per i genitori, per gli amici, per i parenti e in particolare l’amore per l’amante.

Per acquistare il libro online http://www.commercioetico.it/libri/librijacopo/corretta-manutenzione-maschio.html


PER UN’ETICA DELL’UTOPIA, Alex Zanotelli

LIBRI L'anticasta Marco Boschini michele DottiCarissimi, questo sabato vi proponiamo un brano dal libro “L’Anticasta” di Marco Boschini e Michele Dotti, di cui vi abbiamo gia' parlato qualche settimana fa (http://www.jacopofo.com/anticasta-marco-boschni-michele-dotti-comuni-virtuosi).
In particolare, un brano scritto da Alex Zanotelli, il padre comboniano amato da credenti e non.
Buona lettura!
Dopo il brano il video trailer de L'anticasta

PER UN’ETICA DELL’UTOPIA
di ALEX ZANOTELLI

Credo che il problema centrale della nostra societa' sia il problema etico. Il cuore della nostra crisi e' la mancanza di un’etica sia personale che sociale.
In chiave personale due importanti fattori che hanno giocato un grande ruolo sono: l’egoismo come motore della nostra societa' e la mercificazione degli esseri umani.
La prima e' stata ben analizzata dal grande pensatore e psicanalista Erich Fromm. e' lui che ha definito le societa' occidentali “necrofile”, cioe' amanti della morte.
Fromm afferma che la vita in Occidente e' un grande atto di egoismo. Non facciamo altro che guardarci l’ombelico!
Fromm ritiene che la vita e' bella quando la si dona, quando la si da'. Fromm mette alla base di una sana psicologia il detto di Gesu': “Fratello/sorella, se la tua vita la tieni per te, sei morto! Ma se sei capace di darla, di donarla, sei vivo! (Marco 8, 35)”.
Si e' vivi, gioiosi, felici quando si da' o si dona; si e' tristi e infelici quando ci si rinchiude in se' stessi.
Il gesuita americano padre John Kavanaugh nel suo libro Cristiani in una societa' consumistica, radicalizza l’analisi di Fromm: “La costrizione al consumo e' diventata per noi tanto profonda quanto il bisogno di sopravvivere, perche' il modello consumistico rivela che il nostro stesso essere e scopo sono calcolabili unicamente in termini di cio' che possediamo, sono misurabili soltanto secondo quanto abbiamo e prendiamo.
Noi siamo solo finche' possediamo. Siamo cio' che possediamo, prodotti dai nostri prodotti. Rifatti a immagine e somiglianza della nostra stessa merce. Ci riveliamo essere beni di consumo. L’idolatria esige da noi il suo pieno prezzo, siamo derubati della nostra stessa umanita'”.
E' l’idolatria il nostro vero problema: noi adoriamo un idolo di morte. E noi diventiamo a immagine degli idoli che adoriamo, diventiamo cose, anzi tubi digerenti. e' cosi' che si crea ’O Sistema.
In chiave sociale la mancanza di etica e di morale diventa ancora piu' evidente. Lo afferma con forza l’Alleanza Mondiale delle Chiese riformate nel suo documento di Accra (Ghana) del 2004: “Si tratta di un’ideologia che pretende di non avere alternative, che esige un flusso senza fine di sacrifici da parte dei poveri e del creato. Avanza la falsa promessa di essere in grado di salvare il mondo per mezzo della creazione di ricchezza e di prosperita', pretendendo di avere potere sulla vita ed esigendo una devozione totale, fino ad arrivare all’idolatria”.
Il nostro e' un sistema idolatrico a cui siamo pronti a sacrificare gli esseri umani sia per fame (dieci milioni di morti all’anno), sia per guerra. Siamo oggi disposti a sacrificare anche lo stesso Pianeta (l’incombente crisi ecologica).
Il nostro e' un sistema di peccato, un sistema immorale che ci sta togliendo perfino l’anima.
Dobbiamo scegliere tra la morte e la vita. E questo vale per credenti e non. Le chiese sono convocate a scegliere tra il Dio della vita e un idolo di morte, come diceva Dietrich Bonhoeffer sotto il nazismo. Le chiese devono dire da che parte stanno. Si tratta, come diceva questo grande pastore di status confessionis, cioe' di un articolo di fede.
Lo stesso vale per i non credenti: dovranno dire da che parte stanno. Siamo tutti oggi convocati a scegliere tra la vita e la morte. E non e' piu' sufficiente dirlo con le parole, ma con le scelte quotidiane in campo economico, politico, sociale, familiare. Oggi l’uomo deve fare una scelta epocale.
Finora nella storia vi sono state due grandi correnti: una imperiale e una utopica. Per ottomila anni di storia umana abbiamo conosciuto solo imperi. L’opzione imperiale, che rappresenta la normalita' delle civilta', ha un unico motto: prima la vittoria, poi la pace. La seconda, quella utopica, ha come motto: prima la giustizia, poi la pace o la pace attraverso la giustizia. Siamo giunti a un punto della storia umana in cui l’uomo deve decidere quale strada imboccare. Se continuera' sulla strada imperiale, ci attende la morte (morte per fame, guerra e morte del creato). Sara' capace l’uomo di scegliere la seconda opzione, l’utopia?
Credo abbia ragione padre Ernesto Balducci quando afferma che, come nell’evoluzione umana, l’uomo ha dovuto fare un salto di qualita' per diventare Homo sapiens, oggi deve fare un altro salto di qualita' per diventare Homo planetarius.
E' questa la scelta utopica, e' questo il mondo altro, l’altro mondo possibile.
Pochi l’hanno capito cosi' bene come David Korten nel suo libro The Great Turning: from Empire to Earth Community.
“Il nostro tempo deve scambiare i dolori dell’Impero con le gioie della comunita' della Terra madre. Ci auguriamo che i nostri posteri potranno guardare a questo periodo storico come al tempo della grande svolta, quando l’umanita' ha fatto una scelta coraggiosa per dare vita a una nuova era votata a realizzare le piu' alte potenzialita' della natura umana”.
Perche' questo avvenga, ogni uomo e ogni donna dovranno fare un grande salto di qualita' in umanita' e di totale apertura all’altro. Deve nascere l’uomo nuovo. Ma l’uomo nuovo dovra' poi imparare a tradurre tutta questa ricchezza personale in campo sociale, politico, economico e ambientale. Non possiamo dimenticarci che il personale non e' riconducibile al sociale e il sociale non e' riconducibile al personale. “Le persone creano le istituzioni, ma sono a loro volta plasmate dalle istituzioni medesime” scrive Walter Wink in Rigenerare i poteri.
Noi facciamo il nostro ingresso in un mondo gia' istituzionalmente organizzato, spesso secondo ingiustizia. “Ritengo che all’inizio furono gli uomini a inventare i confini - scrive il poeta russo Yevtushenko - ma poi i confini hanno iniziato a fare gli uomini”.
Sapremo noi fare questo passaggio epocale in tempi relativamente brevi e su scala planetaria? Le sfide per le chiese e le religioni sono enormi. Ce la faranno? Ce la faremo?
C’e' bisogno di una vera rivoluzione spirituale e morale. Dobbiamo farcela. E' questione di vita o di morte per tutti.
Diamoci da fare perche' continui a vincere la vita.
Gia' compaiono qua e la' i germogli di un mondo nuovo, di cui le esperienze raccontate in questo libro sono limpidi esempi.

Per acquistare il libro subito online
http://www.commercioetico.it/libri/altri-autori/anticasta.html

 


L'anticasta - L'Italia che funziona, di Marco Boschini e Michele Dotti

Libro Marco boschini L'anticastaNon e' un fine settimana meraviglioso?
Ad Alcatraz e' in corso un workshop sulle buone notizie (clicca qui) e nel Cacao di oggi presentiamo un libro di buone notizie!
Il libro di questa settimana e' “L'anticasta”, di Marco Boschini e Michele Dotti, storie dall'Italia che funziona (edizioni EMI).
Dall'esperienza dei Comuni virtuosi a 5 stelle alla politica e alle iniziative dal basso, dall'acqua pubblica alla raccolta differenziata dei rifiuti, “L'anticasta” racconta di migliaia di cittadini italiani impegnati a costruire un domani migliore.
Contrariamente a quanto vuol farci credere la Casta, portata alla luce nel libro di Gian Antonio Stella, l'Italia non e' solo un paese malato e pieno di vizietti, anzi.
All'interno interventi di Jacopo Fo, Maurizio Pallante, Alex Zanotelli, Franca Rame e altri.
In allegato al libro c'e' anche un DVD inchiesta sui Comuni a 5 stelle.
Pubblichiamo l'introduzione, a cura di Michele Dotti.
Buona lettura!

La denuncia coraggiosa della Casta, che inizialmente aveva suscitato in molte persone grandi speranze di cambiamento, ha finito per generare invece, alla lunga, un diffuso senso d’impotenza, una profonda disillusione e un conseguente distacco dalla politica ed e' proprio questo, paradossalmente, che consente alla Casta di conservare indisturbata e addirittura di aumentare i propri privilegi e gli sprechi!
Per evitare di mettersi realmente in discussione e per legittimare se' stessa la Casta ha seguito, con grande astuzia, una strategia comunicativa che per ora pare premiarla: quella di dipingere mediaticamente l’intera Italia come un Paese malato che condivide a tutti i livelli i vizi e le carenze dei propri rappresentanti politici, i quali sono cosi' apparsi essenzialmente “rappresentativi” del popolo (“abbiamo quello che ci meritiamo”).
Passa cioe' l’idea che “fanno tutti cosi'” e che la corruzione e la furbizia siano il sistema dominante a tutti i livelli; in questo modo il degrado dai vertici discende a pioggia e si diffonde anche alla base, abbattendo il livello di moralita' della societa' italiana e creando cinismo e disperazione.
Tuttavia, riprendendo una riflessione del sociologo Carlo Carboni, se e' vero che esiste indubbiamente questa “Italia che concepisce lo spazio pubblico in funzione di un vantaggio personale, in cerca di scorciatoie, quella delle protezioni clientelari e che non rispetta le regole, qualunquista e indolente”, dall’altra parte “c’e' anche un Paese diverso, che preme per il cambiamento: li' e' il vero motore, il centro da cui si puo' irradiare una concreta riforma del sistema”.
Ma questa Italia – che sta gia' dimostrando con i fatti che le alternative concrete esistono – troppo spesso e' invisibile e non trova spazio nei mass media.
Mostrare come tante persone oneste – non solo nella societa' civile, ma anche all’interno delle istituzioni locali – si stanno battendo ogni giorno per un’Italia migliore, nonostante tutto, puo' invece incoraggiare quanti non hanno ceduto alla rassegnazione e sognano ancora di “cambiare il Paese” piuttosto che di “cambiare Paese”.
Presentare sempre e solo “l’albero che cade” ha portato molti a pensare che in questo momento non si possa fare altro che i “taglialegna”. Noi invece vogliamo raccontare “la foresta che cresce” e pensiamo che questo possa stimolare tanti a fare i “guardiaboschi” se non addirittura ad “aprire dei nuovi vivai”.
Raccontare in maniera diffusa, dettagliata e quindi replicabile “l’Italia che funziona”, a tutti i livelli, e' inoltre il modo piu' efficace per delegittimare realmente alle fondamenta la Casta, mostrando nitidamente quanto essa sia autoreferenziale e non rappresenti affatto la nazione, ne' il suo livello di moralita', ma solo e semplicemente i propri interessi personali.
Il cambiamento, ancora una volta nella storia, non puo' che partire dal basso.
E per fortuna questo sta gia' accadendo!

Per acquistare il libro direttamente online http://www.commercioetico.it/libri/altri-autori/anticasta.html