ottimismo

Una botta di ottimismo per cominciare bene il 2014!

Perché per fortuna Grillo ha torto sull’imminente bancarotta e perché l’economia italiana sta ripartendo.
(il tutto spiegato in modo tale che lo puoi leggere anche se l’economia ti fa schifo)

Non sono un ottimista per partito preso.
Insieme a Grillo mi sono trovato con dispiacere a annunciare con un anno di anticipo che stava arrivando una crisi spaventosa.
Dopo 3 anni di disastro ora la situazione per milioni di italiani è drammatica ma lo scenario sta finalmente migliorando. Beppe ha annunciato il crollo entro ottobre, siamo a dicembre e non è crollato niente. Si è sbagliato (e con questo non voglio dire che Grillo è antipolitico, terrorista, velleitario o altro e nonostante non sia d’accordo con lui su parecchie questioni, continuo a pensare che bisogna dargli il merito di aver finalmente smosso la situazione italiana… E come spiegherò meglio in seguito tocca comunque ringraziarlo per questo).
Detto questo vorrei passare a illustrare quel che penso succederà nei prossimi mesi in Italia. E spero che le informazioni che ti propongo provochino afflati ottimisti che ti inducano a trascorrere più serenamente l’inizio del nuovo anno. Il che peraltro ti farà bene alla salute. Questa quindi non è soltanto una lucida analisi politico finanziaria ma anche un presidio medico chirurgico.
Per entrare appieno nello spirito ottimistico che ti propongo dobbiamo partire dall’inizio.

Le origini della crisi
Per 2.000 anni gli italiani si sono esercitati a impantanare gli invasori (dai Romani in poi) in un ginepraio di poteri locali, leggi cavillose, bizantinismi. E ne avevamo ben d’onde visto che ci hanno invaso e depredato praticamente tutti: unni, galli, visigoti, longobardi, bizantini, arabi, normanni, spagnoli, francesi, austriaci, senza contare che nei momenti liberi ci invadevamo tra noi stessi.
La nostra tattica è stata da sempre quella degli Ozi di Capua e dei Labirinti Burosadici. Gli invasori dovevano fare i conti con i bizantinismi delle nostre leggi e delle nostre strutture amministrative.
Un sistema creato ad arte per non funzionare e far proliferare l’antistato.
Questa antica tradizione ci ha permesso nel dopoguerra di vendere un prodotto che ci ha arricchiti più dell’industria. L’Italia è stata la porta tra l’economia legale mondiale e quella illegale. Serviva una nazione dove la giustizia non funzionasse, dove evadere le tasse fosse facile, dove non esistessero leggi contro le speculazioni azionarie disoneste (insider trading) e dove il falso in bilancio venisse punito come un divieto di sosta. E avevamo un impressionante sistema bancario legale, semi legale e illegale, con la banca vaticana, San Marino e addirittura Campione, enclave italiana in mezzo alle banche svizzere. E passavano da noi i commerci inconfessabili tra Usa e Urss, Israele e gli Arabi, Iran e Iraq.
Il Sistema Italia si è basato su un patto sociale scellerato, figlio di questa economia, uno strano sistema che invece di elargire salari sociali o puntare sullo sviluppo del sud ha assunto un esercito di dipendenti pubblici pagati per non lavorare (la Lombardia ha 7.000 dipendenti regionali, un’enormità, ma la Sicilia ne ha 57 mila!). E abbiamo avuto uno strano corporativismo sindacale che a volte si trova a difendere i disonesti, i furbi e gli inetti (hai mai provato a far cacciare da una scuola media un insegnante pedofilo? Non è così facile…).

Poi è arrivata la globalizzazione e il Sistema Italia è diventato inutile, anzi un ostacolo: come fai a commerciare con una nazione dove se non ti pagano le fatture impieghi 9 anni a ottenere una sentenza?

Il mondo è cambiato, dopo l’11 settembre 2001 la Cia e l’Fbi scoprirono che Osama Bin Laden aveva guadagnato 7 miliardi di dollari speculando in borsa sugli effetti finanziari del massacro; i capi della Cia e dell’Fbi dichiararono in coro: “Se vogliamo battere i terroristi bisogna chiudere i paradisi fiscali”. Dal dire al fare c’è di mezzo il mare ma qualche cosa, lentamente, è successo: Obama ha iniziato a mettere dei paletti… E i droni Usa hanno imposto restrizioni agli stati canaglia, dalle Cayman al Costarica, alle Bahamas. Papa Francesco ha demolito la finanza nera, la Svizzera ha accettato di tassare gli evasori internazionali, Malta ha fatto la spiritosa e l’hanno bombardata con la speculazione finanziaria e i capitali là depositati sono stati decurtati di più di un terzo; un chiaro messaggio ai clienti dei paradisi fiscali: i vostri soldi non sono più al sicuro da nessuna parte!

Nel frattempo la Merkel (anche grazie al terrore diffuso dalla vittoria di Grillo) è riuscita a imporre in Italia alcune riforme essenziali. Chi dice che Monti e Letta non hanno cambiato nulla non si rende conto che l’avvio dell’anagrafe fiscale unificata è la prima grande riforma che abbiamo visto negli ultimi 50 anni. Riforma che ha già dato un risultato clamoroso: sono state scoperte un milione e 400 mila case sconosciute al fisco. Praticamente una città come Milano… Non l’avevamo vista!!!

E la gente inizia a rendersi conto che siamo in crisi ma che sprechi, corruzione, burocrazia, Casta, evasione fiscale e mafia ci costano 500 miliardi di euro all’anno e basterebbe recuperarne 100 per rimettere in sesto le casse dello Stato, dare uno stipendio minimo a chi è alla disperazione e iniziare a diminuire il debito pubblico.
(Non sei in crisi se butti dalla finestra 500 miliardi! Sei scemo!!!)

Il problema non sono solo i soldi che buttiamo via. Burocrazia, illegalità e sprechi bruciano le potenzialità. Francia e Italia hanno grossomodo lo stesso numero di abitanti. Ma in Francia la burocrazia funziona (e per avere una concessione edilizia impieghi 30 giorni, o è sì o è no!). La differenza di efficienza fa sì che la Francia abbia un Pil maggiore del 50%!

Anche Confindustria ha capito che tocca farla finita con la burocrazia delirante e lo spreco… E generalmente Confindustria riesce a ottenere dalla Casta quello che vuole. Quindi credo che Letta metterà veramente mano alla semplificazione dello Stato.

E quello che Letta sta contrattando con la Merkel è la creazione di un fondo europeo, garantito dalla Bce, che emetta titoli per il 30% di tutti i debiti pubblici europei, sui quali si pagherebbero interessi bassissimi, riducendo drasticamente il costo del debito italiano.
Ma, continuano a ripeterci i leader nord europei, se vogliamo un ombrello finanziario che riduca drasticamente gli interessi che paghiamo ogni anno sul debito dello Stato, vogliono che facciamo le riforme: burocrazia, giustizia, sprechi che impediscono di investire sulle infrastrutture portandoci a livello europeo.

Le pressioni internazionali continuano ad essere forti perché devono salvare l’economia italiana perché siamo troppo grandi, andrebbe a rotoli mezzo mondo.

Un altro segnale positivo è che la nostra economia si sta riprendendo, si prevede che l’ultimo trimestre del 2013 sarà per la prima volta dall’inizio della crisi, in pareggio. Secondo alcuni potrebbe segnare addirittura un lieve aumento. Cioè, abbiamo smesso di precipitare…
E molti indicatori finanziari sono in crescita, a partire dalla produzione industriale (vedi sotto altri dati). Ma mi induce ottimismo anche il fatto che tutti i paesi industrializzati stanno sperimentando una forte ripresa economica. Chi prevedeva che la crisi si estendesse a Cina, India e Brasile s’è sbagliato. E ora anche gli Stati Uniti sono in ripresa, insieme a Russia e Indonesia… In questa situazione espansiva, nonostante tutto, il sistema Italia continua incredibilmente a essere competitivo in molti settori: produciamo cibi straordinari, moda, design e innovazioni tecnologiche di altissimo livello, abbiamo un incredibile patrimonio di arte, cultura e natura. Viviamo in un paese talmente ricco di bellezza che basta camminare per il centro storico di qualsiasi città per ricevere un massaggio cerebrale che galvanizza la creatività. Siamo insieme ai giapponesi il popolo che vive più a lungo, ma ci divertiamo molto di più dei giapponesi e il mondo invidia l’Italian Style.

I pessimisti finanziari sostengono da un anno che il debito italiano sta passando dalle mani della finanza internazionale a quelle degli italiani e appena tedeschi & C. finiranno di liberarsi del nostro debito crolleremo.
Invece non stiamo crollando e anzi all’estero hanno ricominciato a comprare il debito italiano.

Ci vorrà tempo perché gli effetti postivi arrivino a alleviare le sofferenze della gente ma stare su una barca che galleggia è meglio che stare sopra una nave in fiamme.

Ma la Casta cosa fa?
(come arrivare alla bancarotta nonostante tutto)
Con questo discorso non voglio dire che siamo fuori pericolo. Rischiamo ancora: se la politica non riuscirà a realizzare vere riforme non avremo l’ombrello finanziario dell’UE né la ripresa economica… Rischiamo forte.
Dobbiamo quindi chiederci se sia oggi finalmente possibile che la Casta rinunci a una serie di privilegi. Perché è di questo che si tratta. Snellire la burocrazia, farla finita con lo spreco, far funzionare in tempi rapidi la burocrazia, varare norme dure e sistemi di controllo efficaci contro la corruzione, tagliare i costi della politica, vuol dire per la Casta perdere potenti leve di potere. Se la macchina dello Stato funziona non hai più bisogno di chiedere all’assessore di darti una mano per una Tac o per un’autorizzazione edilizia. E se la giustizia funziona i politici furbi non riescono più a evitare la galera.
La domanda che dobbiamo quindi porci è: C’è qualcuno tra i politici che vuole attuare le riforme e che ha il potere di farlo?
Per valutare la situazione dobbiamo osservare che il problema della politica italiana è che anch’essa è concepita per non funzionare. Gruppi di potere trasversali gestiscono in proprio interi pezzi di partiti e enti pubblici e da questo potere traggono il consenso elettorale.
Ma possiamo anche osservare che Monti e Letta in questi due anni drammatici sono riusciti a fare qualche cosa. In modo insufficiente e contraddittorio (certo!) ma mi chiedo se, data la situazione, io avrei potuto fare di meglio… Non credo. E bisogna dar loro atto che minimamente gli ingranaggi delle riforme li hanno mossi. La riforma fiscale, dei sistemi di acquisto da parte degli enti pubblici, dei sistemi anticorruzione nella Sanità… Innovazioni parziali, che faticano ad essere messe in pratica perché incontrano resistenze accanite, ma che lentamente stanno iniziando a funzionare.

Oggi poi c’è una novità: Renzi, Alfano e Letta possono anche essere giudicati cattivissimi ma è un fatto che il loro futuro politico dipenda dalla loro capacità di riformare veramente questo paese e contemporaneamente intervenire in aiuto delle famiglie in difficoltà.
In questi giorni si sono sbilanciati, hanno promesso mari e monti, Renzi ha dichiarato che entro 6 mesi dimezzerà i costi della politica… Sono in un fortino assediato da Berlusconi, dalla Lega, da Grillo, dai Forconi e dalla Merkel. E hanno una sola possibilità: iniziare a riformare sul serio.
Le cose indispensabili da fare per far ripartire il sistema ormai sono dette e ridette e le ricette proposte si sprecano. E c’è anche un grande fronte moderato, dalla Confindustria alla Cna fino a parte dei sindacati, che spinge per queste riforme.
Secondo me Renzi, Alfano e Letta sono giovani e ambiziosi e hanno sufficiente potere nelle mani per governare un cambiamento minimo ma sufficiente per rilanciare l’economia.
Non sto dicendo che costruiranno un paese giusto e amorevole, questo non lo credo… Ma forse ci porteranno a un livello austriaco di ingiustizia e follia, cioè un cambiamento abissale rispetto la situazione attuale.

E il Movimento progressista che fa?
A completare il quadro delle previsioni per il 2014 ci siamo poi noi, quelli che sognano un mondo veramente migliore, non solo di uscire dalla crisi per riprendere un sistema di laido sfruttamento.
Sicuramente il Movimento Progressista sta facendo grandi passi in avanti. Ed è grazie a milioni di volontari che oggi riusciamo a far fronte almeno in parte alla disperazione sociale. La situazione sarebbe ben più tragica senza questo impegno immenso e quotidiano. Siamo uno dei paesi del mondo dove il volontariato è più presente.
Vittorie della società civile e solidale come quella di Messina dimostrano che quando il Movimento riesce a praticare l’azione diretta, partendo dalle esigenze concrete della gente, trova tra i cittadini grande partecipazione. E sicuramente questa crisi ha dimostrato a molti che cooperando possiamo affrontare e superare grandi difficoltà. Si sono sviluppati gruppi di acquisto, finanza etica, commercio solidale, cooperative sociali dedite al riciclo e al riuso, ecc, ecc…
Ma questo grande movimento, all’interno del quale trovi gente straordinaria del Pd, del Sel, di Ingroia, del M5S, che lavorano assieme, non riesce a dar vita a un progetto politico unitario.
Siamo spaccati, c’è difficoltà a fare rete e nessuna organizzazione nazionale si preoccupa di mettersi al servizio dei gruppi locali che difendono il territorio, i diritti e cercano di sviluppare l’economia alternativa…
E manca un’entità politica forte che possa fare da ponte tra la parte sana del Pd e il M5S. Ingroia sembra definitivamente fuori da ogni gioco, insieme a Rifondazione, Verdi Civici e Italia dei Valori, il Sel sembra incapace di prendere iniziative che siano all’altezza delle sfide che abbiamo di fronte.
Su questo terreno non sono molto ottimista nel breve periodo. Il bizantinismo dello Stato, progettato per non funzionare e dar vita a un estenuante conflitto di poteri, ha contaminato anche la cultura dei progressisti: troppi si perdono nei bizantinismi ideologici e difendono il loro piccolo orto con le unghie e con i denti… Gli stessi vizi che critichiamo nella politica e nella struttura del potere li alleviamo a casa nostra… Costruire un Movimento Progressista capace di unità e senso pratico non sembra a portata di mano.
Ma ci arriveremo, perché quando milioni di italiani iniziano ad avere qualche cosa in testa prima o poi la si concretizza… Abbiamo inventato la pizza, i cappelletti alla panna e la polenta al ragù, vuoi che non riusciamo a capire che collaborare è indispensabile?

Sintesi dati del rapporto mensile della Confindustria (PDF)

Frena la contrazione del PIL nel 3° trimestre (-0,1%, dal -0,3% nel 2°)
Anticipatore OCSE, migliorato in settembre per il 13° mese di fila
Produzione industriale sale dello 0,3% in ottobre
(stime CSC), dopo il +0,2% di settembre. La variazione congiunturale acquisita nel 4° trimestre è +0,5%.
Ulteriore miglioramento dei giudizi sugli ordini.
A settembre il volume delle esportazioni italiane è cresciuto dello 0.7% su agosto.
A ottobre il PMI ordini esteri si è ulteriormente rafforzato (52,1 da 50,9) valore più elevato dal marzo 2011.
Stabile il ricorso alla Cassa Integrazione.
Rallenta l’aumento della disoccupazione da -0.7 del primo trimestre a -0,2.
Intanto Spagna, Irlanda e Portogallo stanno aumentando lievemente il Pil, per loro la ripresa è già iniziata.
Nel resto dell’Europa, dei paesi industrializzati e di quelli emergenti la ripresa economica sta andando a gonfie vele.

 

 


L’Umanità migliora costantemente perché le idee fanno sesso!

Non è vero che tutto va peggioTre anni fa, con Michele Dotti davamo alle stampe “Non è vero che tutto va peggio”, edito dalle Edizioni Missionarie Italiane. Editore al quale ci rivolgemmo perché uscire per l’editrice missionaria dava al libro più credibilità, in quanto notoriamente i missionari sono a contatto con i più poveri del mondo. Quindi che loro ci editassero avvalorava la nostra tesi: nonostante tutte le brutture e gli orrori del mondo attuale è utile rendersi conto che stiamo costruendo quotidianamente un mondo un po’ migliore, e lo stiamo facendo da migliaia di anni.
Certo, esistono zone particolarmente povere, in preda alle guerre, dove le condizioni di vita sono oggi peggiori addirittura di quelle dell’età della pietra, ma nel complesso ci sono meno guerre, meno omicidi, meno poveri di duemila anni fa come di 50 anni fa.
Convincere le Edizioni Missionarie a editare il nostro libro richiese una lunga discussione: alcuni sostenevano che se si diceva che la povertà è diminuita allora sarebbe diminuita anche la voglia della gente di fare la carità. Altri erano invece convinti che parlare dei miglioramenti ottenuti con decenni di sforzi collettivi, avrebbe spronato le persone a impegnarsi ancora di più, diffondendo ottimismo.

Molti hanno paura dei piccoli miglioramenti. Tendono a esagerare la parte negativa dei comportamenti umani, convinti in buona fede che così facendo si aumenta la quantità di persone disposte a impegnarsi “per salvare il mondo”. E poi la paura vende.

Un ottimista razionale Come evolve la prosperità.Ora è uscito un ponderoso studio di Matt Ridley dal titolo “Un ottimista razionale”. Scritto in modo leggero e spiritoso, pieno di racconti ed esempi, questo libro fornisce una mole impressionante di dati. Con metodo scientifico il libro prende in considerazione tutti gli aspetti della vita umana dimostrando che in tutti i campi i progressi sono stati immensi e che negli ultimi 50 anni il ritmo del miglioramento ha avuto una progressiva impennata.
È triplicata la popolazione terrestre e il numero dei poveri che vivono con meno di un dollaro al giorno è al contempo diminuito del 75%. E questi poveri hanno comunque un livello di povertà inferiore a quello dei loro genitori: illuminazione, acqua corrente, accesso alle scuole, servizi sanitari di base, hanno ormai raggiunto gran parte dei più poveri del pianeta. C’è ancora una strada immensa da percorrere ma molta di più è quella già percorsa.
Per sostenere la sua visione ottimista Matt Ridley prende in considerazione una serie di dati globali: la durata della vita umana, che solo 100 anni fa era poco al di sopra dei 40 anni, il livello di dolore patito mediamente (un mal di denti nel 1800 era qualche cosa di spaventoso), il livello delle violenze, l’avere un tetto sulla testa, l’istruzione, la protezione di reti sociali e solidali. Con un’ammirevole meticolosità smonta uno per uno i luoghi comuni dei pessimisti e i miti di un passato nel quale le persone conoscevano la buona educazione, rispettavano gli anziani, si viveva secondo i comandamenti di Dio e certe porcherie sessuali non si facevano…
(Chi dice: “Una volta non c’era tutta questa pedofilia di oggi!” potrebbe leggersi qualche descrizione della vita dei piccoli schiavi “zolfatari” nelle miniere siciliane agli inizi del 1900…)
Impressionante è anche la misura che il libro ci offre, del livello di possibilità e ricchezza. Oggi un abitante medio del pianeta deve lavorare meno di un secondo per pagarsi una lampadina a led accesa per un’ora. Questo valore qualche secolo fa era di un giorno intero di lavoro, per pagare una candela accesa per un’ora… E in più le candele tremolanti rovinavano la vista e i polmoni.
Oggi moltissimi prodotti che anche un povero si può permettere solo 4 secoli fa erano appannaggio di pochissimi riccastri: un libro, un paio di occhiali, una pillola antidolorifica. E i lussi della classe media di un secolo fa sono oggi alla portata di quasi tutti, non è più sintomo di un certo successo sociale possedere un giaccone, un paio di scarpe, una bicicletta, un materasso, un tavolo e le mutande…
Ma oltre a una gradevole valanga di dati e statistiche Matt Ridley ci regala anche un ragionamento molto interessante.
Innanzi tutto osserva che nonostante il costante miglioramento negli ultimi 100mila anni, la maggioranza degli umani continua a essere convinta che si sia sull’orlo di una catastrofe e che il futuro sarà terribile. Ridley ci fornisce un divertente elenco di tutte le grandi minacce che dovevano distruggere il genere umano, dalla guerra nucleare, alla bomba demografica (sta diminuendo drasticamente il numero dei nuovi nati) al buco dell’ozono, la Mucca Pazza, e poi il Millenium Bag, il 21-12-2012… e mo’ in mancanza di meglio e visto che la crisi economica si sta attenuando, va forte il meteorite che ci casca sulla testa e ci estingue in stile dinosauro…
Ma Ridley aggiunge anche una geniale spiegazione del perché l’umanità è riuscita a migliorare le proprie condizioni di vita costantemente e molto probabilmente continuerà a farlo in futuro. Egli spiega che il motore del cambiamento sta nella nostra passione sfrenata per le discussioni. Le idee si mischiano e si evolvono, in modo analogo a quel che succede grazie al sesso per quanto riguarda l’evoluzione genetica. Geniale questo: l’umanità è capace di migliore perché le idee si accoppiano e producono velocemente altre idee, con tale forza e velocità che se c’è un problema prima o poi si evolve un’idea che contiene la possibilità di superarlo.
Se è possibile fare una cosa prima o poi qualcuno riesce a inventare un modo per farla.

C’è però un punto essenziale di questo ragionamento che Ridley non prende in considerazione e che io reputo essenziale base per una visione ottimistica del futuro.
Negli ultimi 40 anni la velocità evolutiva umana ha conosciuto un notevole incremento. Ma oltre a questo c’è stato un salto evolutivo epocale.
Da una parte le rivolte degli anni ’70 hanno diffuso idee di pace, di fratellanza e una sana ideologia di collaborazione e di creazione di comunità di persone affini, dall’altro lato la rivoluzione dei computer ci ha dato gli strumenti per costruire comunità di interscambio e condivisione che hanno reso possibili livelli di azione e di coscienza inimmaginabili: Linux, Wikipedia, i siti di recensioni (elettronica, viaggi, libri, cibi…) sono stati creati da migliaia di persone che hanno lavorato alacremente assieme per produrre qualche cosa di utile per tutti e in cambio non hanno ottenuto denaro ma la soddisfazione di un lavoro utile e ben fatto.
E quando mai era successo prima?
Moltitudine inarrestabile Come è nato il più grande movimento al mondo e perché nessuno se ne è accortoAggiungiamo quel che ho già scritto su Moltitudine Inarrestabile di Paul Hawken che ci racconta di un milione di associazioni solidali nel mondo, centinaia di milioni di volontari… Facendo la somma viene fuori che da centomila anni il mondo migliora, che finalmente abbiamo gli strumenti per creare un livello di cooperazione umana meraviglioso e che grazie a questi due elementi positivi una massa mai vista di volontari sta facendo in tutto il mondo del suo meglio per dare una sterzata sostanziale al livello di GIOIA dell’Umanità!
E noi abbiamo la strafottuta fortuna di vivere questo momento di cambiamento radicale… Un momento che è il frutto della fatica di millenni dei nostri progenitori… Gente tosta che in condizioni di vita spaventose non ha mai smesso di concentrare i propri sogni e le proprie speranze nella possibilità di regalare questo futuro proprio a noi.
Io e te siamo il bersaglio del più immenso complotto che sia stato mai immaginato.
I nostri antenati hanno complottato a lungo, caparbiamente, per darci la possibilità di vivere liberi. Oggi possiamo farlo. Non era mai successo prima…
Per quanto per molti versi la situazione italiana sia terribile dobbiamo dirlo che sono state spezzate le catene della schiavitù e poi quelle della servitù della gleba, e poi quelle dell’aristocrazia di sangue, della diritto di voto per censo, del diritto di voto solo ai maschi, dell’intoccabilità dei potenti… Oggi abbiamo la libertà di parola e il mezzo per parlare a tutto il mondo direttamente dal letto di casa, con una bibita fresca a portata di mano. E solo raramente, almeno in Italia, vengono a prenderti con i carri armati a casa perché hai scritto che Letta ha fatto una legge di stabilità stitica.

E per concludere questa cascata di zuccheri provenienti solo da frutti biologici vorrei aggiungere che il meglio deve ancora venire. Sento, grazie alle mie sensibilissime palme dei piedi (argomentazione eminemente scientifica) che ancora il web ci deve regalare il meglio… Nuovi avanzati sistemi di collaborazione e integrazione. Robba forte! Sinergia tra le menti! Multimente visionaria numericamente quantica! Numeri topici, vortici energetici, linguaggi corporei, memi, vibrazioni emotive, epidemie della risata! Ne vedremo delle belle! …In effetti ancora non ho le idee chiare ma ci sto ragionando… Sono benvenuti contributi teorici… Nello spazio dedicato ai commenti…. (vedi anche qui).

Conclusioni
Siamo una specie che adora i miglioramenti, siamo incapaci di smettere di sperare nel futuro, siamo fortemente motivati a lasciare ai nostri discendenti un mondo migliore. E abbiamo una capacità straordinaria di attivare una sorta di mente sinergica collettiva. E chi ci ferma? L’asteroide? Può essere… Ma se c’è un modo per fermare l’asteroide qualcuno lo ferma.


Matt Ridley, Un ottimista Razionale

Matt Ridley Un ottimista razionaleCarissimi,
questa settimana vi presentiamo un libro veramente interessante e scritto in maniera divertente, appassionante e soprattutto: Ottimista!
Si tratta di “Un ottimista Razionale. Come evolve la prosperità” di Matt Ridley, edito da Codice Edizioni.
Matt Ridley è uno dei divulgatori scientifici più tradotti del mondo, già autore di volumi come Genoma e La regina rossa (Instar Libri).
Ridley, nel bel mezzo di una crisi economica mondiale, ci stupisce con un libro che canta le lodi del progresso e dell'innovazione spiegandoci i meccanismi attraverso i quali si evolve la prosperità. Facendoci scoprire, tra l'altro, che anche le idee hanno un sesso, e che proprio per questo seguono un naturale processo di selezione in forza del quale, se continueranno su questa strada, potremo abbandonare molte visioni apocalittiche sul futuro della nostra specie.
Non ci credete? Leggere per credere.

Nelle altre classi di animali l’individuo avanza dall’infanzia alla maturità e, nel giro di una singola vita, acquista tutta la perfezione che la sua natura è capace di conseguire; ma, per quello che concerne gli uomini, c’è progresso sia nella specie sia nell’individuo. Essi costruiscono, in ogni età successiva, su fondamenta che sono state poste nell’età precedente.
(Adam Ferguson, Saggio sulla storia della società civile)

Le menti si accoppiano
A un certo punto, più di 100.000 anni fa, la cultura cominciò a evolversi come mai era accaduto fra le altre specie e prese a replicarsi, mutare, competere, selezionarsi e accumularsi, un po’ come i geni già facevano da miliardi di anni. Proprio come la selezione naturale era riuscita a costruire cumulativamente un occhio, facendolo sviluppare pezzo per pezzo, così l’evoluzione culturale riuscì a costruire cumulativamente una macchina fotografica, o un’intera cultura.
Gli scimpanzé saranno anche in grado di insegnare ai loro simili a infilzare i galagoni con rami appuntiti, e le orche assassine ad agguantare i leoni marini in fuga sulle spiagge, ma solo gli esseri umani possiedono la cultura collettiva che permette di ottenere una forma di pane o di organizzare un concerto.
Sì, ma perché? Perché noi e non le orche? Rispondere che noi ci evolviamo culturalmente non è né originale né utile. Imitazione e apprendimento, per quanto praticati con ingegno e perseveranza, non sono sufficienti a spiegare perché gli esseri umani abbiano cominciato a cambiare in modo così singolare. Serve qualcos’altro, qualcosa che gli umani possiedono e le orche no. La risposta, a mio avviso, è che a un certo punto nella nostra storia le idee hanno cominciato a incontrarsi e ad accoppiarsi, a fare sesso.
 

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Gli ottimisti hanno meno raffreddori

Sono ben due gli studi che confermerebbero questa teoria.
Il primo e' uno studio condotto congiuntamente dall'universita' tedesca di Hamburg-Eppendorf e da quella inglese di Roehampton su 80 studenti di eta' media di 23 anni.
I test, condotti a cavallo di una serie di esami, hanno dimostrato che un atteggiamento positivo e ottimista rinforza il sistema immunitario proteggendo l'organismo da diverse malattie virali, tra cui il raffreddore.
Il secondo studio arriva invece dall'Universita' di Santiago de Compostela, dove i ricercatori hanno monitorato 1.100 persone per un anno. I pessimisti rischiano un raffreddore fino a 3 volte piu' frequentemente di un ottimista, indipendentemente da altri fattori (fumo, consumo di alcolici, assunzione di integratori).
Il medico consiglia: una risata, piu' volte al giorno.

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