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Il chirurgo santo di Bangalore

 

Pochi chilometri fuori da Bangalore, in India, sorge il Narayana Hrudayalaya Hospital, il miglior ospedale pediatrico del Paese, centro medico di eccellenza nella cura delle malattie cardiache, all'avanguardia nelle attrezzature chirurgiche e soprattutto, cosa non poco importante nei paesi “poveri”, aperto a tutti.
La struttura e' stata creata ed e' tutt'ora gestita dal medico chirurgo Devi Prasad Shetty. “Una figura notevole. Camicia inamidata, bretelle alla Wall Street, scarpe nere lucide e Mercedes elegante. Sembra fuori posto nella strada polverosa che esce da Bangalore” scrive nel suo libro “2.4 miliardi di imprenditori” il professor Tarun Khanna, docente alla Harvard Business School di Boston.
Giovane talento, il dottor Shetty studia a Londra poi, rientrato in India, incontra Madre Teresa di Calcutta, con cui lavora per 5 anni.
Nei muri degli uffici, delle sale operatorie e degli ambulatori dell'ospedale e' scritta una frase della stessa Madre Teresa: “La mano che aiuta e' piu' preziosa di quella che prega”.
Di lei dice: “In qualche modo, anche se sono uno scienziato e non mi aspetto di trovare Dio, incontrarla e' stato quasi come incontrare il divino”.
Di bambini malati il dottor Shetty ne ha aiutati tanti.
3.000 posti letto, 2.777 operazioni a cuore aperto (nel 2008), piu' di 4.000 bambini ricoverati. La percentuale di successo in sala operatoria e' superiore al 90%.
Tutto il personale medico e infermieristico e' induista ma la cappella per la preghiera costruita all'interno dell'ospedale fa chiaramente capire che non ci sono distinzioni: di forma tonda e' suddivisa in 4 zone uguali e indipendenti, per ognuna delle religioni presenti in India (indu', musulmana, cristiana e sikh).
Dicevamo che il Narayana Hrudayalaya Hospital e' aperto e tutti. L'economia e' gestita con lo “schema  Yeshasvini”, ideato dallo stesso Shetty.
“Sette anni fa l'associazione dei produttori di latte mi invito' a sponsorizzare una loro nuova bevanda a basso colesterolo. Io accettai a patto che i loro aderenti, piu' di un milione e 700mila, pagassero una piccolissima quota annuale per finanziare un fondo destinato alle operazioni chirurgiche. Cosa che fecero”.
Oggi l'assicurazione Yeshasvini e' pagata da piu' di 3 milioni di contadini. Cinque rupie al mese (11 centesimi di dollaro) per coprire 1.650 tipi di operazioni diverse.
Dei soldi usufruisce appena lo 0,8% dei soci, che puo' contare su un servizio di altissima qualita'. Se si e' poveri non si paga nulla, mentre chi vuole avere dei comfort aggiuntivi (stanza singola, aria condizionata) paga come in un altro normale ospedale.
Un sistema uguale e' stato adottato anche nell'Andra Pradesh indiano, dove ha aderito l'80% della popolazione dei villaggi e ora la Banca Mondiale sta studiando un modo per applicare lo schema Yeshasvini anche in Africa.
Nel frattempo Shetty costruisce nuovi ospedali, amplia i padiglioni e recentemente ha dichiarato di voler arrivare a 30mila posti letto al piu' presto.
Qualcuno ironizza, definendo il suo ospedale una catena di montaggio dei cuori, ma tutti gli specialisti internazionali che fino ad oggi hanno visitato la struttura constatano solo pulizia, precisione, attenzione e amore.
La pratica quotidiana ha reso le equipe mediche del dottor Shetty tra le piu' preparate e capaci del mondo, il flusso continuo di cardiochirurghi dall'estero, che arrivano India per imparare, ha abbattuto i costi degli interventi e permesso di sviluppare nuove tecniche. Un antico proverbio del Burkina Faso recita: "Le formiche se si mettono insieme spostano l'elefante". Una saggezza che, come dimostra la storia dell'ospedale di Bangalore, ha valore universale.