rivoluzione spirituale

La rivoluzione della distrazione (Jacopo lo dice da anni!)

Tre diversi studi scientifici condotti in California e in Canada smontano l'assurdo concetto secondo cui “sognare ad occhi aperti” e' sintomo di scarsa concentrazione ed efficienza mentale (o personalita' infantile, come diceva Freud).
Anzi! La mente vagabonda riduce lo stress e aumenta la creativita'.
Oltre a Jacopo lo confermano i ricercatori della University of California-Santa Barbara (Ucsb): “Quando siamo svegli – spiega Jonathan Smallwood - in media il 30% del tempo lo passiamo a pensare ad altro, la mente va a zonzo e trascura cio' che stiamo facendo. Le punte di distrazione possono raggiungere il 75% del tempo, per esempio se guidiamo su un'autostrada semivuota o siamo bloccati in un ingorgo stradale. Questo e' benefico. Senza la capacita' di astrarci dal presente la vita sarebbe orribile. La fuga dell'attenzione e' una liberazione.”
Ma ci sarebbe addirittura di piu'. Secondo una ricerca condotta nel Minnesota la “distrazione” servirebbe anche all'evoluzione della specie umana.
Emblematico questo esempio: lo studente che durante la lezione si distrae fissando una ragazza non e' immaturo ma sta perseguendo una missione vitale: la ricerca di una compagna a scopi riproduttivi.
La sua mente distratta e' in realta' concentrata su altri obiettivi.
“Per la creativita' - dice Jonathan Schooler della Ucsb - e' essenziale che la mente possa andare a zonzo, prendersi tanta liberta'. Poi pero' bisogna essere pronti a capire quando e' arrivata l'intuizione geniale, e concentrarsi su quella”.

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Il grande mistero dell’Umanita': perche' l’uomo medio e' cosi' coglione? (E anche la donna)

Nella presentazione di un mio libro, “Ti amo ma il tuo braccio destro mi fa schifo, tagliatelo”, sul risvolto di copertina avevo scritto che Adamo era un coglione, perche' quando Dio (che e' uno che in un giorno ti fa tutte le stelle del firmamento, mica cazzi) ti dice NON MANGIARE LA MELA devi proprio essere scemo per non ubbidire.
Ma quando mi arrivo' il libro stampato scoprii che una mano misteriosa alla frase: “Adamo era un coglione” aveva aggiunto le parole: “Per non parlare di Eva”.
Cazzo, telefono invelenito alla casa editrice e dopo un’indagine che Sherlock Holmes mi fa una pippa, scopro che l’aggiunta e' stata decisa da una donna.
Minchia!
Masochista questa!
Le telefono e appuro che non e' in grado di spiegare come mai si sia permessa di modificare il testo di un libro senza avvisare l’autore. Scopro che non ne ha la minima idea.
Perche' una donna ce l’ha con le donne tanto da contravvenire a fondanti principi che regolano le relazioni tra autore e editore, rischiando peraltro evidenti ritorsioni?

E’ un tema affascinante sul quale mi sono accapigliato con la meravigliosa Eleonora Albanese, questa mattina, sul suo letto, dopo averle portato il caffelatte in trepidante attesa di poter avere accesso alle morbidezze aleggianti di tepore che nascondeva sotto l’imbottita di bambagia di seta.
Invece ci siamo messi a analizzare il motivo per il quale, sostanzialmente, gli esseri umani potrebbero vivere alla grande se solo smettessero di essere indolenti, stupidi, privi di autostima, complici della distruzione del proprio mondo fantastico.

Devo ammettere che in questi giorni sono provato dalla protervia del potere post democristiano e dalla vuotaggine mentale in cui brancola il movimento progressista e ho optato per una scelta esistenziale spartana (allo scopo di non soccombere psicologicamente alle oscure trame del nulla). Mi sono messo a lavorare duro (costruire e' stabilizzante, specie se tiri su dei bei muri), ho raddoppiato il movimento fisico, e mi sono dedicato con costanza ad ammazzare nazisti. Uso un fucile di precisione, in un videogames sull’avanzata dell’Armata Rossa in Blenorussia. Poi di notte continuo a sognare scontri epici con le Orde del Male. Ma io, una volta tanto, sono armato meglio e ho una mira da paura.
E mentre guardavo un film dove l’attore che fa 007 e' un ebreo blenorusso che si mette a sparare sui nazisti, mi son chiesto: MA VERAMENTE IN QUESTO MONDO LA GENTE PUO’ ANDARE COSI’ FUORI DI TESTA DA UCCIDERE UN ALTRO ESSERE UMANO?

In un altro videogames mi hanno dato un fottutissimo carro armato Sherman e dovevo sfondare le linee dei tank nazisti sulle Ardenne.
Un gioco da ragazzi. I carri nazisti mi possono colpire anche 3 volte e sopravvivo, e mi bastano 2 colpi per far saltare i loro carri. Questo perche' gioco in modalita' principiante perche' mi piace vincere facile.
Ma mentre sterminavo la Panzerdivision la mia fottutissima anima comunista mi diceva che era una stronzata perche' in realta' gli Sherman erano dei carri di merda che avevano la corazza piu' leggera e i cannoni meno potenti dei carri tedeschi. (E non lo dice Travaglio, lo dice Discovery Channel).
E mi metto a riflettere su quanto cavolo dovettero stare male i carristi Usa quando si accorsero che li avevano mandati a farsi massacrare su carri da schifo.
Probabilmente non sapevano neanche che i sovietici invece avevano dotato le truppe di carri al livello di quelli tedeschi. Da notare che entrambi gli Stati maggiori sapevano quanto erano spesse le corazze tedesche e quanto erano potenti i loro cannoni. Ma quelli del Pentagono hanno detto: machissenefrega! e c’hanno rimesso decine di migliaia di carri armati e equipaggi.
E tutti gli eroici sottufficiali, capocarro, mitraglieri, cannonieri, gente con le palle cubiche capace di morire bruciati vivi senza deflettere di un solo millimetro, non sono stati capaci di dire ai loro capi: TESTE DI CAZZO, QUESTI CARRI ARMATI SONO UNA CHIAVICA!
Io ho avuto culo che non sono nato in tempo per finire crivellato sulla spiaggia della Normandia.
Ma cazzo, avrei fatto carte false per non partecipare a quello sbarco demenziale a culo scoperto sotto il fuoco delle mitragliatrici.

Questo e' l’assurdo: ci sono esseri umani che dimostrano un eroismo totale ma sono incapaci di far valere assennatamente i loro sacrosanti diritti.
Perche'?
Io credo sia una questione di Dna culturale. Hanno introiettato fin da piccoli un modello del mondo che non contempla la possibilita' di essere artefici della propria vita e del cambiamento.
Non hanno proprio idea delle potenzialita' che lasciano morire. Non hanno un immaginario fantastico.
Il nostro nemico non e' Berlusconi, e' l’IGNAVIA.
Siamo noi la maggioranza sana del paese. Ma siamo sprovvisti di capacita' di metterci veramente a cambiare le cose.
Continuo a incontrare gente inferocita col governo. Mi vien da chiedergli: scusa ma tu che fai di concreto contro questo delirio di politici corrotti?
Non hanno aderito a nessun gruppo d’acquisto, non hanno costruito un punto di ritrovo alternativo, un evento, una festa ribelle, un’impresa etica. Niente. Continuano a lavorare sotto padrone, dando ogni giorno buona parte del loro tempo al sistema e ogni tanto protestano al bar o in piazza. E come possiamo concludere qualche cosa?

Disgraziatamente non ho la soluzione per smuovere il Dna culturale della gente.
Ma qualche azione di commandos possiamo concretizzarla.
Ad esempio Eleonora ha lanciato nelle sue trasmissioni tv una campagna per il benessere quotidiano. E questa campagna prevede, tra l’altro, di troncare quelli che ti svegli e trovi sulla pagina di Facebook la foto straziante del bimbo malato per la donazione. Cioe' e' una coltellata alla schiena. Si prevede che se sei mio amico lo sai che io gia' mi faccio in quattro con 12 iniziative di solidarieta'… Puoi anche risparmiarmi la botta di angoscia subito dopo il caffe'.
Bisogna dirgli che non e' il modo di relazionarsi. Prova a darmi un’emozione positiva, se ti interesso come persona, cosi' poi avro' piu' energia per fare qualche cosa di buono.

Eleonora ieri ha aperto la sua trasmissione http://www.livestream.com/alcatrazindiretta dicendo che si era alzata felice perche' c’era un bel sole.
Una persona le ha risposto sulla chat simultanea che se doveva alzarsi per andare in miniera non si sarebbe sentita cosi'…
Ok, non voglio piu' parlare con persone che invece di essere contente che nonostante la bruttezza di una certa parte del mondo riesco a essere contento, mi sgridano perche' non soffro come un minatore.
E poi quando ti alzi e ti immedesimi in un minatore triste che forza hai per combinare qualche cosa di buono?
E se io sono triste, il minatore sta meglio?
Che poi magari il minatore, nonostante faccia un lavoro durissimo, riesce perfino a essere piu' allegro del super manager che ha tutto ma ha il cuore vuoto.
Retorica?
Si', ma e' anche vero. Ci sono piu' depressi a New York che nel deserto del Kalahari che e' un posto dove per farti un bicchiere d’acqua devi marciare per 10 chilometri sotto un sole che sembra una lampada abbronzante aliena.
Scriviamolo finalmente sui muri che il mondo migliora tanto piu' le persone riescono a creare un’energia positiva.
Il problema non e' berluschino, e' che abbiamo l’energia bassa.

Durante il maggio francese del ’68 sui muri c’era scritto:
La spiaggia sotto i pave' (i cubetti di porfido che lastricavano le strade di Parigi, i Sampietrini…)
E poi c’era scritto: Siate realistici, chiedete l’impossibile.

Siamo riusciti a trascinare mezzo mondo verso la rivolta e a trascorrere momenti impagabili quando siamo riusciti ad affermare il sogno, il diritto umano alla visione fantastica della vita.
E non lo chiedevamo con i cortei. Lo facevamo senza permesso. Subito.
Li', sui materassini delle palestre dei licei occupati.
Baci ribelli, illegali, che appena i giovani che avevano un minimo di sangue nelle vene lo venivano a sapere, che ci si baciava nella scuola occupata, diventavano rivoluzionari.
La rivoluzione era la cosa piu' bella che potevamo regalarci.
Si cantava, si ballava, ci si lasciavano crescere i capelli, si accorciavano le gonne, si parlava per ore del futuro migliore, si autogestivano le scuole, si viaggiava in autostop e si faceva l’amore. Che cazzo potevi volere di piu'?
Avevamo gia' vinto. La rivoluzione era li'!
Ebbrezza pura.
Questo trascina il mondo.
Desiderio di amore, di cambiamento, di gioco, di contatto.
Vuoi tirare giu' il governo?
Emozionati.


Il mio amico Domenico mi ha detto: fammi un articolo su come vedi tu i trends.

L'articolo di questa settimana è un contributo di Jacopo Fo al libro "Tracce di futuro, tendenze 2010_2011", di Domenico Fucigna, edito dalla TEA Press.
Buona lettura.

 

Il mio amico Domenico mi ha detto: fammi un articolo su come vedi tu i trends.
Subito mi sono entusiasmato perche' Domenico e' una persona seria e io invece no. Che mi chieda il mio parere sul futuro mi lusinga.
Poi mi son detto: in fondo sono qualificato, abbiamo precorso i tempi montando il nostro primo impianto fotovoltaico nel 1982. Contemporaneamente abbiamo aperto uno dei primi ristoranti biologici in Italia e lanciato il primo corso di scrittura creativa, con Dacia Maraini e Stefano Benni. E poi ci siamo lanciati nella comicoterapia, nel risparmio energetico, abbiamo fatto campagne di informazione sul parto dolce, gli asili di Reggio Emilia, i muscoletti vaginali e il punto G.
Dodici anni fa abbiamo iniziato la nostra avventura su internet e dieci anni fa abbiamo inaugurato Cacao, il quotidiano delle buone notizie e un’azienda che vende prodotti ecologici via web. Insomma abbiamo una buona esperienza nello sperimentare idee nuove idee e nell’azzeccarle.

Quindi eccovi le mie previsioni sui sommovimenti culturali e merceologici dei prossimi cinque anni.
Dire che internet e l’efficienza energetica avranno un ruolo enorme mi sembra scontato. Chi restera' fuori dalla rivoluzione delle ecotecnologie fara' la stessa fine di chi non ha capito per tempo a cosa servivano i computer.
Come pure e' prevedibile che ci sia una crescita della domanda di prodotti sani, biologici ed etici sulla spinta della crisi ambientale, dei crolli finanziari e del disgusto verso la guerra.
Sempre di piu' le persone compreranno i prodotti giudicandoli globalmente. Vorranno prodotti che cambiano positivamente il mondo. Per decenni la pubblicita' ci ha proposto l’idea che esistessero prodotti perfetti che creavano un mondo di sogno. Ora i consumatori vogliono comprare veramente prodotti che salvano il pianeta e cancellano fame e guerra.

Gia' ci sono multinazionali che hanno scelto di qualificare i loro prodotti, come Interface, leader mondiale nelle moquettes, che ha aumentato i propri utili inventando la moquette naturale, 100% riciclabile, e pure modulare, sostituisci solo i pezzi usurati.
Ma la Danone e' andata oltre creando, in collaborazione con la banca dei poveri del Nobel Yunus, la prima SpA etica che ha l’obiettivo di pareggiare il bilancio producendo yogurt vitaminizzato a bassissimo prezzo. Non c’e' ridistribuzione degli utili ma la restituzione del capitale iniziale rivalutato e un margine per nuovi investimenti.
L’obiettivo era quello di salvare migliaia di bambini che in Bangladesh muoiono dopo lo svezzamento dal latte materno perche' si nutrono di cibi poveri. Ci stanno riuscendo. Hanno tagliato i prezzi eliminando il ciclo del freddo per il trasporto e la conservazione. Invece di creare una sola grande fabbrica ne hanno costruite molte, sparse sul territorio. Distribuiscono lo yogurt in mattinata, quel che resta invenduto lo regalano. Ora stanno clonando questa impresa in altri paesi del terzo mondo. Quando annunceranno di aver salvato dalla morte per denutrizione il primo milione di bambini avranno un’ottima ricaduta d’immagine.

Sono poi convinto, come molti, che esploderanno le community virtuali. E questo rivoluzionera' il modo di trascorrere il tempo libero ma anche il modo di comprare.
La gente sempre di piu' andra' a vedere in rete i pareri degli altri consumatori prima di acquistare qualche cosa. E saranno premiate le aziende capaci di cogliere, interpretare e soddisfare i desideri delle community. Il che vuol dire che la pubblicita' tradizionale perdera' gradualmente la sua posizione centrale nel marketing.
Un altro sviluppo particolarmente interessante sara' la crescita di reti di vendita per gruppi di acquisto.
Gia' oggi esiste una specie di borsa italiana delle aziende che offrono prodotti biologici direttamente ai consumatori in stock. Ed esistono gruppi d’acquisto per servizi di telefonia, assicurazioni, prodotti finanziari.
Ma questa rete, anche grazie alla crisi economica, e' destinata ad allargarsi notevolmente arrivando a sviluppare convenzioni per ogni tipo di prodotti e servizi offrendo ai consumatori prezzi migliori e garanzie di qualita' in cambio della loro auto organizzazione e della loro capacita' di programmare nel tempo gli acquisti.

Un altro settore che credo cambiera' notevolmente e' quello della produzione culturale e di servizi.
E’ chiaro a tutti che i consumatori saranno anche produttori, basta guardare YouTube.
Gia' ci sono giocatori di videogames guerreschi che vendono i personaggi che hanno gestito abilmente facendoli diventare generali o re. E puoi vendere vestiti o oggetti per gli avatar sui mondi virtuali tipo Second Life. E su milioni di computer gira Linux, il sistema operativo creato da una rete di appassionati che odiano i grandi gruppi monopolisti.
Il confine tra pubblico-produttore e professionisti andra' sempre piu' assottigliandosi.

Ma quello che sta accadendo ora e' che si costituiscono reti di micro-produttori capaci di creare offerte in grado di sbaragliare i leader tradizionali di alcune filiere.
Sta succedendo nel settore fotografico: oggi migliaia di fotoamatori vendono collettivamente le proprie foto ad alta definizione per pochi euro, facendo una concorrenza serrata alle agenzie fotografiche tradizionali. Il tutto grazie a sistemi automatici.
Una delle ragioni del successo dell’iPhone deriva dal coinvolgimento di centinaia di micro aziende nella creazione di giochi e applicazioni, che Apple vende direttamente sui suoi telefonini lasciando ai programmatori la maggior parte dell’incasso.
Ma assistiamo anche alla nascita di network costituiti da micro aziende che spezzano una commessa. Un meccanismo gia' ben conosciuto in parecchi settori ma che grazie a internet sta assumendo proporzioni enormi. Oggi posso trovare in rete qualsiasi competenza professionale, dalla segretaria che risponde al telefono e ti compra i biglietti aerei (dall’India) al webmaster (croato) al grafico (rumeno) al gruppo di pubblicitari, operatori video ecc. Queste realta' tenderanno a fondersi e connettersi sempre di piu' e si svilupperanno imprese specializzate nel connettere intere flotte di micro aziende.

L’altro grande fronte di sviluppo del web saranno i servizi di orientamento. Da tempo Amazon e altri siti del genere, dopo che hai comprato e dato il voto a una decina di volumi, traccia un tuo profilo e ti propone libri che sono piaciuti ad altre persone che hanno dato gli stessi voti che hai dato tu, agli stessi libri. E YouTube ti propone i video cercando di  interpretare i tuoi interessi sulla base dello storico dei file scaricati.
Agire su richiesta dei consumatori incrociando dati sulle scelte e sui giudizi dei consumatori stessi, per tracciare un catalogo di prodotti e servizi sulla loro lunghezza d’onda, sara' un prodotto di nuovo tipo, una via di mezzo tra l’associazione consumatori che ti tutela dalle truffe (e ti fornisce referenze di altri consumatori su un prodotto) e un mago digitale che intuisce che cosa ti piacerebbe (perche' e' piaciuto ad altri con il tuo stesso profilo di scelte e giudizi).

Infine, credo che ci troviamo nell’imminenza di una terza migrazione verso le campagne dopo quelle massicce dell’inizio degli anni ottanta e della fine degli anni novanta.
Sale la voglia di case ecologiche e antisismiche in mezzo alla natura e lontane della violenza, dall’inquinamento e dall’assenza di rapporti umani che si sperimenta nelle grandi citta'.
Si sviluppera' il cohousing, cioe' la condivisione di spazi condominiali (lavanderia, piscina…) e vedremo nascere ecovillaggi che permettono di azzerare le bollette energetiche e infischiarsene dell’imminente fine del petrolio (non finisce subito ma quello che resta e' sempre piu' sporco e in profondita', quindi estremamente piu' caro).

A livello piu' generale credo che continuera' la tendenza alla diffusione della cultura e all’orientamento etico dei cittadini.
La nostra societa' ha urgente bisogno di nuovi modelli e nuovi punti di vista. Se non ci sara' un salto di consapevolezza vedremo tempi bui. Ma io sono ottimista. Internet sta rendendo le persone piu' informate e sta offrendo strumenti incredibili di crescita personale e riflessione esistenziale.
Si sviluppano nuovi strumenti per i cittadini che vogliono controllare l’operato delle amministrazioni pubbliche e dei politici. Gli spazi di manovra per la corruzione e la criminalita' si stanno restringendo.
Insomma non credo che nel 2012 ci sara' la fine del mondo. Al massimo ci sara' un’esplosione di coscienza umanistica e di voglia di costruire pacificamente un presente migliore.
E questo sara' forse possibile anche grazie alla diffusione di modalita' pratiche per gestire meglio il proprio cervello.
Credo quindi che una delle novita' piu' cospicue dei prossimi anni sara' la crescita intellettuale.
Una rivoluzione delle dinamiche mentali che portera' a cambiamenti strutturali in decine di settori essenziali.
Migliaia di libri, migliaia di corsi ci parlano dei risultati strepitosi del pensiero trasversale (o laterale, o strategia dei piccoli risultati istantanei o della spinta gentile, che dir si voglia).

L’uso di un modello mentale olistico nella gestione delle aziende sta gia' dando risultati strabilianti.
Ad esempio, il gruppo brasiliano Semco, una delle piu' grandi aziende del paese, ha ottenuto risultati stupefacenti grazie alla direzione del giovane Ricardo Semler, che ha rivoluzionato totalmente i rapporti tra lavoratori e impresa, arrivando a cancellare la figura della segretaria e a decidere assunzioni e investimenti sulla base del parere dei dipendenti. Oggi Semler, grazie ai risultati di cassa ottenuti con la sua filosofia, insegna la sua concezione di azienda etica e partecipata nelle universita' statunitensi.

Ci risentiamo tra 5 anni per vedere quante ne ho azzeccate.


Il chirurgo santo di Bangalore

 

Pochi chilometri fuori da Bangalore, in India, sorge il Narayana Hrudayalaya Hospital, il miglior ospedale pediatrico del Paese, centro medico di eccellenza nella cura delle malattie cardiache, all'avanguardia nelle attrezzature chirurgiche e soprattutto, cosa non poco importante nei paesi “poveri”, aperto a tutti.
La struttura e' stata creata ed e' tutt'ora gestita dal medico chirurgo Devi Prasad Shetty. “Una figura notevole. Camicia inamidata, bretelle alla Wall Street, scarpe nere lucide e Mercedes elegante. Sembra fuori posto nella strada polverosa che esce da Bangalore” scrive nel suo libro “2.4 miliardi di imprenditori” il professor Tarun Khanna, docente alla Harvard Business School di Boston.
Giovane talento, il dottor Shetty studia a Londra poi, rientrato in India, incontra Madre Teresa di Calcutta, con cui lavora per 5 anni.
Nei muri degli uffici, delle sale operatorie e degli ambulatori dell'ospedale e' scritta una frase della stessa Madre Teresa: “La mano che aiuta e' piu' preziosa di quella che prega”.
Di lei dice: “In qualche modo, anche se sono uno scienziato e non mi aspetto di trovare Dio, incontrarla e' stato quasi come incontrare il divino”.
Di bambini malati il dottor Shetty ne ha aiutati tanti.
3.000 posti letto, 2.777 operazioni a cuore aperto (nel 2008), piu' di 4.000 bambini ricoverati. La percentuale di successo in sala operatoria e' superiore al 90%.
Tutto il personale medico e infermieristico e' induista ma la cappella per la preghiera costruita all'interno dell'ospedale fa chiaramente capire che non ci sono distinzioni: di forma tonda e' suddivisa in 4 zone uguali e indipendenti, per ognuna delle religioni presenti in India (indu', musulmana, cristiana e sikh).
Dicevamo che il Narayana Hrudayalaya Hospital e' aperto e tutti. L'economia e' gestita con lo “schema  Yeshasvini”, ideato dallo stesso Shetty.
“Sette anni fa l'associazione dei produttori di latte mi invito' a sponsorizzare una loro nuova bevanda a basso colesterolo. Io accettai a patto che i loro aderenti, piu' di un milione e 700mila, pagassero una piccolissima quota annuale per finanziare un fondo destinato alle operazioni chirurgiche. Cosa che fecero”.
Oggi l'assicurazione Yeshasvini e' pagata da piu' di 3 milioni di contadini. Cinque rupie al mese (11 centesimi di dollaro) per coprire 1.650 tipi di operazioni diverse.
Dei soldi usufruisce appena lo 0,8% dei soci, che puo' contare su un servizio di altissima qualita'. Se si e' poveri non si paga nulla, mentre chi vuole avere dei comfort aggiuntivi (stanza singola, aria condizionata) paga come in un altro normale ospedale.
Un sistema uguale e' stato adottato anche nell'Andra Pradesh indiano, dove ha aderito l'80% della popolazione dei villaggi e ora la Banca Mondiale sta studiando un modo per applicare lo schema Yeshasvini anche in Africa.
Nel frattempo Shetty costruisce nuovi ospedali, amplia i padiglioni e recentemente ha dichiarato di voler arrivare a 30mila posti letto al piu' presto.
Qualcuno ironizza, definendo il suo ospedale una catena di montaggio dei cuori, ma tutti gli specialisti internazionali che fino ad oggi hanno visitato la struttura constatano solo pulizia, precisione, attenzione e amore.
La pratica quotidiana ha reso le equipe mediche del dottor Shetty tra le piu' preparate e capaci del mondo, il flusso continuo di cardiochirurghi dall'estero, che arrivano India per imparare, ha abbattuto i costi degli interventi e permesso di sviluppare nuove tecniche. Un antico proverbio del Burkina Faso recita: "Le formiche se si mettono insieme spostano l'elefante". Una saggezza che, come dimostra la storia dell'ospedale di Bangalore, ha valore universale.