Chi vuole uno studente morto? (E cosa possiamo fare per evitarlo)

A proposito dei provocatori, di come organizzare l’autodifesa dei cortei e come salvarsi dai nuovi leaderini. E anche a proposito degli scontri di piazza Navona a Roma, con una ricostruzione inedita dei fatti e alcuni video di supporto.
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di Jacopo Fo

Piazza Navona: ragazza tenta di fermare chi vuole lo scontro
Questa ragazza che tenta di fermare chi vuole lo scontro con i fascisti e' l’emblema degli incidenti di Piazza Navona. Sono questi i nostri eroi. Quelli che hanno la capacita' e il coraggio di non cadere nelle provocazioni e di fermare chi vuole buttarcisi dentro.

Non volevo scrivere questo articolo perché e' faticoso fare il grillo parlante. Ma mia madre mi ha detto: “Scrivilo!”. Non so se hai presente mia mamma. Dirle di no e' un problema.
E allora eccomi qui a bere l’amaro calice. E a dire un paio di cose sugli scontri di piazza e su come funzionano le provocazioni. Mi sembra di essere un vecchio nonno che fa le raccomandazioni ai nipotini.
Ardua speranza che le nuove generazioni sfruttino le esperienze dei vecchi.
Ma tant’e', la capacita' indomita di sperare e' la caratteristica che ha reso grande l’umanita'.
Cerchero' di essere almeno sintetico.
E’ chiaro che il governo mira a usare vecchi sistemi contro questo movimento fantastico degli studenti. Cercano di dimostrare che solo una piccola minoranza di facinorosi protesta e contemporaneamente cercano di radicalizzare il movimento con provocazioni violente.
Finora il movimento non ha preso iniziative per tutelarsi.
Si tratta di un movimento chiaramente pacifista ma non si e' ancora giunti a un’azione necessaria quanto difficile: creare un servizio d’ordine non violento. Il prezzo di sangue pagato a Genova e' figlio dell’avventurismo che ha portato i dirigenti del movimento a non prevedere aggressioni violente e provocazioni organizzate.
Non basta decidere di essere pacifisti: se si vuole scendere in piazza nonostante i provocatori e' necessario che tutti i partecipanti alle manifestazioni si facciano carico di isolare i provocatori e di non reagire alle aggressioni. E su questo punto non c’e' stata molta discussione negli ultimi anni. Scendere in piazza in modo non violento vuol dire essere disposti a prendere botte senza reagire. E’ una delle cose piu' difficili che si possono tentare. Per capire quello che intendo, consiglio la visione del film su Gandhi, la scena in cui vanno in migliaia a prendere il sale e gli inglesi li bastonano e loro continuano ad avanzare e vengono abbattuti uno dopo l’altro a migliaia. Una cosa spaventosa. Ma questo deve essere lo spirito oggi con il quale si affrontano fascisti e polizia. L’unico modo per evitare di cadere in questa trappola che e' aperta ormai sotto i piedi dei prossimi manifestanti. Potete scommettere che episodi di provocazione come quello di Piazza Navona si ripeteranno. Se avete dubbi guardatevi bene il video che linko qui sotto realizzato proprio dal gruppo che era in piazza con i bastoni.
Ma il movimento ha anche il problema di bloccare chi invece spera, a sinistra, di trascinarli negli scontri. In piazza Navona questa divisione si e' vista chiaramente. I fascisti entrano in piazza, si schierano con i bastoni in mano e aspettano a pie’ fermo. Alcuni manifestanti li circondano pacificamente e iniziano a discutere con loro. Dopo un poco arrivano alcune centinaia di giovani, che si sono infilati i caschi e sono li' in gran parte con l’idea di frapporsi tra i fascisti e i manifestanti. Ma alcuni di questi giovani di sinistra con i caschi vorrebbero non limitarsi a contenere i fascisti. Ed ecco che accorrono altri che si mettono tra il gruppone con i caschi e i fascisti. Ci saranno 30 metri di distanza e questo spazio viene riempito da una specie di forza cuscinetto: manifestanti pacifici, operatori e giornalisti.
Nel video si vede bene un gruppo di ragazzi che si mette davanti a quelli con i caschi per fermarli. In particolare una ragazza, con le braccia nude, spalancate, che immagino bellissima, si mette a fare argine contro i piu' scalmanati.
Passano pochi minuti. I non violenti non riescono a organizzarsi, sono troppo pochi in quel punto, la maggioranza dei manifestanti e' restata dall’altra parte della piazza o e' scappata. Questo e' stato il problema. Sarebbe servito un servizio d’ordine di massa, che si fosse piazzato tra i fascisti e i violenti di sinistra. C’erano ma erano pochi e non organizzati. Anche noi le prime volte che scendevamo in piazza non eravamo organizzati. Solo dopo un po’ di feriti gravi si e' capito che ci si doveva dare una struttura. Ma per noi fu semplice: cercammo di iniziare a menare piu' forte di chi ci aggrediva. Oggi e' molto piu' difficile… Si e' capito che la violenza non e' la via giusta, etica ed efficace ma non c’e' una chiara idea del pericolo fisico che gli studenti stanno correndo.
E poi ci sono molti che credono di avere il dovere morale di picchiare i fascisti.
A chi dice che DOBBIAMO REAGIRE AGLI ATTACCHI FASCISTI chiedo: PERCHE'? e rimando alla lettura del discorso di Cossiga che consiglia a Berlusconi di infiltrare un po' di provocatori nel movimento per poi poter picchiare tutti (http://www.jacopofo.com/cossiga_studenti_provocatori_berlusconi_strategia_tensione). E rimando alla storia di Gandhi che ottenne l'indipendenza dell'India senza reagire alle bastonate.
E Martin Luther King che ottenne la fine della segregazione razziale senza reagire alle bastonate.

Sarebbe molto importante che ci si rendesse conto che veramente il potere e' disposto a ogni nefandezza per fermare proteste di massa come questa. Sono terrorizzati e sono disposti a uccidere. Sono veramente cattivi. Non e' solo propaganda. Quella di Roma e' stata una piccola provocazione semplicemente perché si inizia cosi'. I fasci erano li' per essere aggrediti. Erano un gruppo di kamikaze. Hanno preso a calci e a bastonate un po’ di ragazzi prendendo la testa di un corteo di studenti medi e poi si sono messi in piazza Navona, schierati ad aspettare la reazione. Erano li' per prenderle, non per darle. Si sono comportati da professionisti cercando di risultare le vittime. Guardati il loro video che pubblico in appendice...
E il movimento ha perso il controllo. Non c’era coscienza della posta in gioco. All’arrivo di quelli di sinistra con i caschi i manifestanti pacifisti sono scappati. Si vede proprio un fugone. Una chiara dicotomia tra i violenti e gli altri. Ma i violenti avevano le idee chiare, i non violenti no.
La maggioranza della gente che non aveva intenzioni violente ha preferito togliersi di mezzo invece di organizzare cordoni che isolassero i violenti.
Quel che e' successo poi e' che i violenti hanno caricato lanciando sassi e bottiglie contro i fascisti, incuranti del fatto che tra loro e i fascisti c’erano manifestanti pacifici che si sono presi in testa bottiglie lanciate male e sono stati malamente spintonati dall’armata rossa. Dopodiche', nei video si vede, solo una trentina di persone si sono realmente lanciate sui fascisti. Gli altri si sono fermati. Da sottolineare il coraggio di alcuni che si lanciavano a mani nude contro i fasci con i bastoni. Coraggio? Coraggio militare, stupidita' umana. Che senso ha lanciarsi su uno con un bastone a mani nude? L’hai visto fare nei film?
La tua vita non vale niente?
Il problema e' che siamo imbevuti della cultura dell’eroe. E’ molto piu' esaltante affrontare un fascista a mani nude, a costo di prenderle, piuttosto che subire le botte per battere le provocazioni. Ma non ci sono alternative. O si rinuncia ai cortei o ci si danno strumenti per affrontarle.
E qui ritorno sul problema della gravita' dello scontro. Negli ultimi 30 anni ci sono state poche esperienze di scontri con la polizia. Di fronte al macello di Genova si e' restati scioccati come se cose del genere non si fossero mai viste. Bisogna invece essere consci che negli anni settanta erano pane quotidiano. Gli scontri erano di una violenza spaventosa e non c’era pieta' per i contestatori fatti prigionieri.
Ben presto si arrivo' a un tale livello di scontro che le formazioni a corteo non reggevano piu', ci venivano addosso con gli autoblindo. Allora scegliemmo di organizzarci in gruppi di una ventina, divisi in squadre di 5, tutti in giacca e cravatta, stavamo ai lati del corteo con le borse piene di pietre e altro. Uno dei criteri essenziali era che non dovevi essere identificabile come manifestante. Questo ci permetteva di agire alla svelta e poi sparire. Quando ho visto il servizio d’ordine dei disubbidienti a Genova, con la gommapiuma sulle spalle e gli scudi di plastica sono stato male. Gia' me li vedevo massacrati, ‘sti poveri ragazzi, che non riuscivano neanche a immaginare quello che li aspettava. E quando scrivevamo sul forum delle Tute Bianche, all’inizio di giugno, che si voleva un morto a Genova, non capivano di cosa stessimo farneticando.
Per questo credo sia cosi' importante sapere che le botte saranno vere, e che anche i morti saranno veri se il movimento non sapra' scegliere una linea ferrea contro la violenza e non sara' capace di affrontare le botte senza reagire. Da questo punto di vista dobbiamo imparare dai fascisti che erano in piazza Navona. E, tra parentesi, il fascista con la maglietta blu che alcuni hanno indicato come un agente della polizia in borghese, e' invece veramente un fascista, e anche abbastanza noto.
Nel video mandato in onda da Santoro si vede benissimo mentre le prende da un poliziotto, e dopo, in altri video, si nota che sta sanguinando dalla tempia sinistra. Sta in piedi e parla con i poliziotti perché e' uno dei capi dei fasci. In effetti il suo atteggiamento e' strano. Ma durante gli scontri succede anche questo. I capi del servizio d’ordine trattano con la polizia anche quando ci si mena. Da questo punto di vista si puo' imparare da questo ragazzo. Si vede innanzi tutto che e' uno che ci crede, quantomeno al suo ruolo. Ha deciso di andare a prendersi le botte. Il suo scopo e' quello di ottenere il casino e far finire la storia in televisione.
Attenzione, quando parliamo di provocatori non dobbiamo semplificare. Quel che dice Cossiga (cito in appendice la sua dichiarazione) e' il progetto a grandi linee. Ma poi gli agenti provocatori veri e propri sono pochissimi e si limitano a soffiare sopra un fuoco che c’e' gia'. Ci sono i fascisti e ci sono i compagni che giudicano sia un intollerabile disonore non scontrasi con loro se osano farsi vedere in piazza. Basta poco per ottenere il caos, a volte gli agenti provocatori dello stato deviato non devono fare quasi niente. E se fanno qualche cosa si occupano di colpi grossi come la bomba alla banca dell’Agricoltura o il rapimento Moro.
Faccio tutto questo discorso perché si capisca che quando si ha di fronte un gruppo di fascisti si possono fare tante cose invece di picchiarsi. Ad esempio parlare, spiegare. Questi ragazzi di destra erano veramente convinti che fosse loro diritto togliere il monopolio della piazza ai rossi. E quel che hanno ottenuto e' la conferma delle loro convinzioni. Se avessero trovato uno schieramento di persone che avessero impedito lo scontro avremmo anche cambiato il loro atteggiamento. Non sarebbero diventati buoni ma avremmo limitato la loro capacita' di fare danni.
E’ importante che si capisca che lasciando che le cose siano andate come sono andate abbiamo avuto dei feriti, abbiamo dato modo ai media di tirar fuori la storia degli opposti estremismi che si danno le mazzate e abbiamo oltretutto radicalizzati i fascisti nelle loro convinzioni. La prossima volta saranno piu' numerosi e piu' incazzati. Abbiamo cioe' fatto un regalo ai piu' estremisti tra di loro.
Se volete vedere come dovrebbe agire un gruppo di interposizione pacifista guardatevi il video trasmesso da Anno Zero. Il ragazzo con la maglietta blu viene colpito da un poliziotto. Le prende. Arretra di qualche metro, poi ritorna a parlare con i poliziotti che lo hanno appena colpito. Perde sangue dalla testa. Non molla. Non reagisce ma non molla. Non e' facile.
Siete sicuri di voler continuare a fare cortei?

NOTA ESISTENZIALE SUI LEADER

Ad Anno Zero c’erano due giovani chiamati a rappresentare in qualche modo le idee del movimento. Non so ne' da chi ne' come siano stati designati ma la loro presenza e' indicativa dello stato filosofico di questa nuova onda ribelle. Una ragazza, straordinaria, che parlava chiaro e non interrompeva mai, e un giovanotto che invece mi e' sembrato il prototipo umano del leader vecchio stampo. Salace, competitivo, aggressivo. Magari e' un bravissimo ragazzo ma quel che ha fatto da Santoro e' stato un errore. Ha dato proprio l’impressione di un prepotente, paraculo, con la battuta pronta. Mirava a un punteggio di supremazia invece di puntare a comunicare idee chiare ed emozioni positive. Inoltre era molto bello. Il tipico figo che tutti si sono trovati intorno al liceo a spaccare i maroni.
Dal punto di vista mediatico esattamente l’opposto di quel che serve.
Molto dipendera' dalla tipologia umana delle persone che questi studenti si sceglieranno come leader. Se passa il macho sono cazzi acidi.

A proposito degli scontri di piazza Navona, sulla dinamica dei fatti.
I fascisti sono venuti per trovare lo scontro e lo hanno trovato.
Obiettivo raggiunto al 100% grazie a chi non ha ancora capito il perché della NON VIOLENZA IN PIAZZA, AD OGNI COSTO.

TESTIMONIANZE SU QUEL CHE E' SUCCESSO

TESTIMONIANZA DI CURZI, GIORNALISTA DI REPUBBLICA. NEL VIDEO SI VEDONO I MEMBRI DI BLOCCO STUDENTESCO ARMATI DI BASTONI E SCHIERATI.

NEL VIDEO DI BLOCCO STUDENTESCO, IL GRUPPO FASCISTA AUTORE DELLA PROVOCAZIONE, SI VEDE BENE COME UNA PARTE DEI MANIFESTANTI ABBIA CERCATO DI TRATTARE CON I FASCISTI E DI FERMARE IL GRUPPO DI SINISTRA CHE VOLEVA ACCETTARE LO SCONTRO.  POI ALCUNI MANIFESTANTI DI SINISTRA CON I CASCHI SI BUTTANO IN UN ABBOZZO DI ATTACCO CHE SI SFALDA SUBITO, VENGONO LANCIATE BOTTIGLIE VUOTE, SEDIE E TAVOLINI. IL GRUPPO DI BLOCCO STUDENTESCO INVECE STA CON IN MANO I BASTONI (SI VEDE SOLO PER UN SECONDO). A QUESTO PROPOSITO VEDI GLI ALTRI VIDEO.

LA POLIZIA SI RITIRA, GLI STUDENTI DI BLOCCO STUDENTESCO SONO SCHIERATI CON I BASTONI E I CASCHI. ALCUNI PARTECIPANTI AL CORTEO CERCANO DI IMPEDIRE LO SCONTRO E PARLAMENTARE. POI ALTRI DAL CORTEO ATTACCANO

 

COSSIGA HA DETTO:
"Maroni dovrebbe fare quel che feci io quand'ero ministro dell'Interno. In primo luogo, lasciare perdere gli studenti dei licei, perche' pensi a cosa succederebbe se un ragazzino rimanesse ucciso o gravemente ferito... Lasciarli fare (gli universitari, ndr). Ritirare le forze di Polizia dalle strade e dalle Universita', infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le citta'. Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovra' sovrastare quello delle auto di Polizia e Carabinieri. Nel senso che le forze dell'ordine non dovrebbero avere pieta' e mandarli tutti in ospedale. Non arrestarli, che tanto poi i magistrati li rimetterebbero subito in liberta', ma picchiarli e picchiare anche quei docenti che li fomentano. Soprattutto i docenti. Non dico quelli anziani, certo, ma le maestre ragazzine si'... questa e' la ricetta democratica: spegnere la fiamma prima che divampi l'incendio".
Intervista a Francesco Cossiga. Presidente della Repubblica Italiana e senatore a vita.

I FATTI
A Roma il 29 ottobre durante la manifestazione contro il decreto taglia scuola della Gelmini, mentre il corteo era in piazza Navona, la polizia ha lasciato entrare un camion bianco e un gruppo di fascisti che si sono schierati con i bastoni in mano.
Precedentemente questi stessi fascisti avevano gia' malmenato alcuni ragazzi.
La polizia non e' intervenuta. Alcuni manifestanti si sono messi tra i fascisti e il grosso dei compagni cercando di evitare lo scontro. Poi un gruppetto di poche decine di astuti compagni si sono buttati alla carica, peraltro dimostrando una straordinaria cialtronaggine militare. Evidentemente non erano un gruppo organizzato e peraltro erano sprovvisti di strumenti contundenti, si sono battuti con bottiglie, sedie e tavolini presi dai bar della piazza. Un esagitato ha lanciato con scarso successo una bombola del gas con tanto di stufetta a fungo attaccata. Stupido e pericoloso.
Il risultato dello scontro e' stato per fortuna non grave dal punto di vista dei feriti. Gravissimo dal punto di vista politico perche' ha permesso ai media di accusare il movimento degli studenti di essere pieno di violenti opposti estremismi.

RIPORTO PARTE DELL'ARTICOLO DI CURZIO MALTESE SULLA REPUBBLICA

e' quasi mezzogiorno, una ventina di caschi neri rimane isolata dagli altri, negli scontri. Per riunirsi ai camerati compie un'azione singolare, esce dal lato di piazza Navona, attraversa, bastoni alla mano, il cordone di polizia, indisturbato, e rientra in piazza da via Agonale. Decido di seguirli ma vengo fermato da un poliziotto. "Lei dove va?". Realizzo di essere sprovvisto di spranga, quindi sospetto. Mentre controlla il tesserino da giornalista, osservo che sono appena passati in venti. La battuta del poliziotto e' memorabile: "Non li abbiamo notati".

DAL GRUPPO DEI FUNZIONARI PARTE UN SEGNALE. UN POLIZIOTTO FA A UN ALTRO: "ARRIVANO QUEI PEZZI DI MERDA DI COMUNISTI!". L'ALTRO RISPONDE: "ALLORA SI VA IN PIAZZA A PROTEGGERE I NOSTRI?". "SI', MA NON SUBITO". PASSA IL VICE QUESTORE: "POCHE CHIACCHIERE, GIU' LE VISIERE!".

Calano le visiere e aspettano. Cinque minuti. Cinque minuti in cui in piazza accade il finimondo. Un gruppo di quattrocento di sinistra, misto di studenti della Sapienza e gente dei centri sociali, irrompe in piazza Navona e si dirige contro il manipolo di Blocco Studentesco, concentrato in fondo alla piazza. Nel percorso prendono le sedie e i tavolini dei bar, che abbassano le saracinesche, e li scagliano contro quelli di destra.

Soltanto a questo punto, dopo cinque minuti di botte, e cinque minuti di scontri non sono pochi, s'affaccia la polizia. Fa cordone intorno ai sessanta di Blocco Studentesco, respinge l'assalto degli studenti di sinistra. Alla fine ferma una quindicina di neofascisti, che stavano riprendendo a sprangare i ragazzi a tiro.

http://www.repubblica.it/2008/10/sezioni/scuola_e_universita/servizi/scuola-2009-4/camion-spranghe/camion-spranghe.html

Aggiungo una poesia pubblicata da Sara nei commenti al blog di Beppe Grillo

”Ora non voglio fare la catastrofista,
ma pensate che con questo
CLIMA
prima o poi non ci scappi
qualcosa di veramente grave?

Le uniche assunzioni che lo stato
in questo momento sta facendo
sono i posti
di lavoro che
stanno assegnando
AGLI INFILTRATI.

Pronti per provocare
guerriglie,
pestaggi,
lotte,
parapiglia,
feriti
e la storia racconta...
anche MORTI.

Ma possibile che
non ci sia un modo democratico
per appellarci
al governo europeo
affinché qualcuno
possa venire a fermare
lo scempio?

Il rischio e' alto ragazzi.
E non perche' ricordo bene
cosa successe negli anni 70,
ma perche' da questi
governanti
non si puo' aspettare
ormai
NESSUNA FORMA DI DEMOCRAZIA.

Attenzione ragazzi ,
guardatevi alle spalle.

Cossiga ha pubblicamente spiegato
come funziona il sistema
delle provocazioni.

Non fidatevi di chi vi vuole
portarvi verso la catastrofe.

No alla violenza.“

Sara


Commenti

Jacopo il tuo discorso è complesso, chiaro ma complesso. Cioè il prezzo da pagare per fare un corteo è alto, cazzo se è alto. Violenza contro violenza non si risolve nulla, sono d'accordissimo, d'altronde subire violenza, quindi agire in modo non violento può portare risultati. Concordo, ma quanto cazzo è grande il prezzo? Cioè farmi spaccare la testa perchè berlusconi ha fatto una legge di merda...Il gioco non vale la candela. Non so, forse posso sembrare cinico, ma d'altra parte sono un convinto sostenitore del fatto che le cose si possano cambiare anche in altri modi. Io la rivoluzione la faccio tutti i giorni, dal momento in cui prendo consapevolezza dal sonno, al momento in cui la perdo quando vado a dormire. Soffro di un fottuto/benedetto disturbo mentale che ha cambiato totalmente la mia vita, e forse è stata la molla che ha reso possibile il cambiamento, d'altra parte mi ha fatto capire quante cose ho perso durante i miei anni di "sonno", e un pò ci sono rimasto male, ma l'ho superato, lo sto superando. Rendersi conto che sei come sei perchè sei stato in un certo modo, o perchè ti è successa una certa cosa è una grande rivoluzione. Ma la cosa più incredibile è capire che alla fine, se vuoi, tutto il tuo passato non conta, perchè è nel presente che puoi cambiare e migliorare. Ed ora sono felice, molto felice, sto cambiando la mia vita, amo me stesso, mi fido di me stesso...Cosa cazzo centra tutto questo con la questione? Ci sto arrivando. Sono un amante delle tecniche e dei concetti di cui parli e ho trovato sulla stessa onda anche altri concetti, nonostante abbia 21 anni ho capito che tutte questi concetti, tutte queste possibilità sono reali, estremamente reali, non sono belle parole, sono realtà, pura e semplice realtà, ma per molti sono belle parole, e per quanto ti sforzi di mostrarglielo, loro se ne infischiano, puoi divertirti, puoi ridere come un pazzo, ma nessuno può sottrarre "un ipnotizzato" dalla sua ipnosi se non lui stesso. Cazzo gli offri il cielo gratuitamente ma loro non lo vedono...E così ho capito che siamo veramente dio, ma che il nostro illimitato potere agisce solo sul nostro universo, sulla nostra realtà, non possiamo cambiare la realtà degli altri dei, e ognuno di loro vive nel mondo che si crea. Sembrano cazzate, sembrano, ma io so che sono vere, almeno per me lo sono diventate, e ti assicuro jacopo che prendo regolarmente le medicine per il mio disturbo (doc, disturbo ossessivo compulsivo). :-)  Il punto jacopo è che il mondo cambia davvero se cambiamo noi stessi, ma molti lo sanno, dicono di crederci ma in realtà pensano solo siano bei pensieri. E allora le proteste sono giuste, fanno bene, ma se nessuna delle persone che vi partecipano non capiscono il loro immenso potere, ma continuano a credere solo di poter strascicarsi per un corteo "con la vana speranza" di cambiare qualcosa, allora è davvero inutile. Anche per me è un discorso complesso, e quindi perdonami se non sono in grado di spiegarmi bene. Penso che i cambiamenti possano avvenire anche in altro modo, nel mio caso partendo da me. Ovviamente non sfuggo di fronte al giudizio degli altri, che a volte mi spaventa anche se sono un'anima illuminata :-D , spaventandomi vado sulla difensiva, e sviluppo sensi di colpa, leggeri ma comunque presenti. Mi sento un egoista, un tipo da "armiamoci e andate!", o meglio sento di sembrare così, ma ti assicuro che non sono così. Possiamo influenzare gli altri "universi", ma non cambiarli, solo i legittimi dei, possono farlo, solo ogni singola persona ha questo potere. Finchè queste parole saranno considerate delle sciocchezze o fantasticherie, deliri di onnipotenza, deliri di qualche pazzo, mentre il "considerare il mondo una merda" sarà visto come un sano realismo, le brutte notizie come la vera realtà che ha valore, e tutte cose simili (spero di essermi spiegato), le cose per se stessi non cambieranno mai, e se pensi di vivere in un mondo di merda, vivrai davvero in un mondo di merda. Cosa cazzo mi serve protestare e farsi male, quando non capiamo che nessuno ha il potere di farci davvero del male? E' una fantasia? E la fantasia di vivere in un mondo violento perchè sarebbe più reale? Ho divagato, mi scuso per questo caro jacopo, ma è un discorso che volevo fare da tempo. Infine per riassumere: penso che per cambiare le cose ognuno di noi si dovrebbe dedicare ad essere felice (perchè alla fine è quello che vogliono davvero tutti), e dobbiamo sapere che per essere felici basta molto poco, basta volerlo. Saluti jacopo!

 

Mi fa piacere sentirti così in forma.
E sono daccordo con te che ci sono forme di lotta altrettanto efficaci senza prendere bastonate.
Ma quando c'è un movimento enorme e improvviso come questo è necessario appoggiarlo. E' una cosa enorme.
Solo sarebbe auspicabile che ci si rendesse conto dei pericoli, dei costi umani e delle necessità organizzative.
Un abbraccione.

Mi chiedo se c'è un modo di responsabilizare le forze dell'ordine. In modo che se non intervengono(utilizzando prove video), si possano perseguire penalmente.

Il punto sta lì, non siamo(manifestanti pacifici) contro la polizia, e dobbiamo fare in modo che la polizia faccia da servizio d'ordine della manifestazione.

X la questione Leader

Il ragazzo è il tipico "alternativo autoridotto fuori dall'ottica del sistema", con una tipico macismo di sinistra(questo macismo verrà dal sud america?), che rappresenta  l'arroganza di chi stà nella ragione. A livello comunicativo, per menti vergini non è un buon esempio.

Li dipende da che idea voleva trasmettere Santoro verso l'esterno...

Ci sta bene di questi tempi la canzone : I Reduci - Giorgio Gabaer

Caro Jacopo, sono d'accordo con te su tutta la linea. Sono uno studente all'Università di Bologna, ho partecipato alla manifestazione del 30 in questa città e ho preso molti appunti, vorrei scrivere un resoconto dettagliato di quello che ho visto, se me lo permettessi ti chiederei anche di curare uno spazio sulle manifestazioni, perché questo è un momento che non si ripeterà. Tuttavia, hai visto giusto, come se fossi stato là, perché la ragione è strumentale, e ci permette di prevedere gli eventi: non profezia, ma fottuto buon senso. I fatti sono questi, per chi conosce Bologna saranno più inquadrati, agli altri consiglio google-map. Dopo aver superato le torri il corteo è salito per via Castiglione, all'altezza di via Farini la polizia ha fermato il furgone dei centri sociali, che onestamente non ho ancora capito se fossero davanti a tutti o dietro ai ricercatori precari. Mi scuso per questa piccola discrepanza, ma quello che so di sicuro è i precari hanno osannato Beppe Grillo, invece alcuni "capi" dei centri sociali non gli hanno nemmeno permesso di unirsi al corteo (questo non lo capisco, ma lascio libertà di opinione anche a Beppe Grillo che ha deciso di allontanarsi). IN breve: il corteo era finito, nel senso che nessun altro percorso era stato autorizzato, o almeno, penso che dovesse finire nuovamente in P.zza Maggiore. Dall'altoparlante del furgone, qualcuno dei centri sociali usando, mi sia permesso, parole sibilline, non spiega che il corteo non è più autorizzato, ma che è giusto arrivare fino alla sede di Confindustria per protestare contro la loro politica volta allo sfruttamento ecc. ecc. (non cito, ma riassumo, comunque da filosofo ribadisco che NON ha spiegato chiaramente che il corteo non era autorizzato, ma con retorica di sinistra ha chiesto a tutti di proseguire). Allora, siccome non sono stupido, ho capito che il corteo non era autorizzato, ma volevo vedere come andava a finire, in più la "voce" ha spiegato che la sede di Confindustria si trova in via Castiglione, ma in realtà è in vicolo Santa Lucia, una traversa. Almeno duemila persone, probabilmente tremila, occupano interamente via Castiglione, un fiume umano bellissimo, travolgente, colorato, di persone che credono davvero nella protesta che si sta portando avanti, che credono nell'università pubblica, nella res publica che Berlusconi vuole trasformare in res privata. Ad un certo punto c'è Largo Benassi, davanti alla chiesa di Santa Lucia, pochi metri prima del vicolo Santa Lucia. La polizia, una ventina o più di agenti, con scudi, caschi e manganelli, erano schierati e occupavano tutta via Castiglione, infatti c'era anche un cantiere aperto, per cui c'era un budello naturale al posto della strada, e questo era controllato perfettemente dalla polizia. Ero molto avanti, quindi ho visto benissimo, ma siccome non sono un colosso e volevo a tutti i costi vedere con i miei occhi meglio possibile, ho salito gli scalini del sagrato della chiesa. In quel momento sono iniziati i cori, i soliti triti e ritriti cori, dai più semplici "lasciateci passare" ai "servi, servi" che mi hanno fatto tornare indietro di 30 anni, come se avessi vissuto quegli anni, invece di esserci soltanto nato. La storia è chiara. Il corteo voleva passare, ma non era autorizzato. Qualcuno ha provato a sfondarlo, e in un attimo ho visto questi bastoni neri, come becchi di corvi che si abbattevano sui manifestanti provocatori, in realtà molto pochi rispetto a tutti quelli che li avevano seguiti. Il pestaggio dura poco più di un minuto. C'è un lancio di bottiglie e  di un fumogeno. Dai giornali apprendo che saranno più i feriti (compresa una giornalista) per le bottiglie che per i manganelli, ma questo non conta. I poliziotti, comunque, presumo si siano resi conto che avrebbero potuto essere schiacciati, o forse c'è stata una qualche discussione con i "capi" dei centri sociali, questo non lo so. Salgono sulle camionette e risalgono via castiglione in grida di giubilo del corteo che può continuare. Ma la sorpresa è che adesso i poliziotti sono schierati sul vicolo Santa Lucia, ed è come le Termopili, non ci sono persiani che tengano. HO aspettato che tutto il corteo passasse. Non c'erano ricercatori, non c'erano le famiglie con le maestre e i ragazzini delle elementari. C'erano solo gli universitari e i centri sociali, che invece di prendere l'occasione al balzo, di mostrare il culo ai poliziotti, di fare pernacchie, battute, giochi e danze in quella bellissima piazza, hanno dovuto spintonare quattro funzionari che forse sono dei servi, forse no, ma che non capiranno mai da che parte sta la ragione, se continuiamo a prendercela con loro.

Sono davvero impegnato da questo momento. Cercherò di portare le istanze dei pacifisti e nuove idee per portare all'attenzione di tutti le idee e le istanze di questa lotta, perché ho il timore che Berlusconi non voglia fermarsi all'Italia, ma stia puntando all'Europa, incasinata e non messa così bene come noi crediamo, o speriamo di credere, per farci difendere da loro. No, questa battaglia va combattuta in casa nostra, per insegnare all'Europa a credere nei valori comuni, non si può più aspettare che vengano a salvarci. Oggi su "Il manifesto" è spiegato benissimo: la crisi finanziaria che si trasformerà ben presto in crisi economica, colpisce tutti, anche in Europa, e anche in Europa hanno già tagliato università e ricerca. Se Berlusconi arrivasse in Parlamento Europeo con la nuova legge che ha in mente, non troverà tutti questi ostacoli per scrivere direttive e leggi europee che lo favoriscano. è fantascienza? Pensiamo a questo momento in Italia cosa sta succedendo: è fantascienza, quando diventa realtà non lo sembra più.

Siamo apertissimi a qualunque contributo. Puoi mandare a simone@alcatraz quel che scrivi e vediamo...
un abbraccio

Burlesconi i suoi lacchè e il trio tagliola (Tremanti, Brunilde e Germini) continuano a raccontare le loro favole, il problema è che qualcuno incomincia a svegliarsi

Edgardo Rossi

Caro Jacopo , visto che condivido il tuo intervento (lo cercavo proprio uno così), che va al cuore del problema ( la forza ancora solo potenziale della non violenza ) e spiega bene questioni importani su infiltrati e provocazioni, voglio inviarti un pezzo che ho scritto senza dovermi preoccupare di spiegare altro, ma ringraziandoti. Da oggi posso farlo girare aggiungendo un link tipo "leggi il post di Jacopo fo". Grazie davvero .
il pezzo è chiaramente ironico !
 
 
 
UN GIORNALISTA DEL TG2 HA CAUSATO GLI SCONTRI DI PIAZZA NAVONA?
Le giravolte del tg2 sui fatti di piazza Navona destano sospetti di provocatori infiltrati ma ignari: credono di essere giornalisti!
 
Inizialmente volevo solo segnalare un esempio della sottomissione della informazione televisiva e non entrare nel merito del chi ha cominciato,di chi è la colpa,di infiltrati, complicità o altro ( su questo vedi il post di Jacopo Fo ). Mi interessava mostrare l’atteggiamento del TG2 e la sua capacità di “fedeltà alla linea” al punto di smentire se stesso, se gli capita di dire una cosa vera. Ma poi, riflettendo, mi ha fatto venire il dubbio che sia stato un loro giornalista a causare tutto il casino.
 
Il Tg2 sugli scontri di Piazza Navona manda un primo servizio e poi dopo le dichiarazioni del governo, che dà la colpa esclusiva agli studenti di sinistra, ne manderà un’altro, vediamo cosa succede:
 
Nel primo servizio, il corrispondente Marco Bezmalinovich, dava per sicura la responsabilità di una prima aggressione da parte di Blocco Studentesco (i ragazzi di estrema destra), alle 10:30. Causa scatenante della risposta di quelli di sinistra che più tardi arriveranno in piazza già pronti alla rissa.
 
Nel secondo servizio, dopo la informativa del governo, il tg dice che nella prima aggressione si tratta di  “ragazzi, armati di cinghie e catene, aggrediscono altri ragazzi…(?)”, poi continua “Non sappiamo chi siano questi  teppisti , si sono dileguati in pochi attimi(?) , le loro facce non si riconoscono fra quelle del blocco di destra” (???) “ di fatto è stata l’azione di quegli sconosciuti che ha fatto arrivare in massa i collettivi studenteschi di sinistra
 
Sconosciuti? Ignoti di cui non si riconoscono i volti????
Basta veramente solo guardare per vedere che si tratta degli stessi che dopo poco formeranno il cordone con le mazze tricolore. cioè quelli di Blocco Studentesco.
 
Eppure al tg2 nessuno li riconosce.
 
 Si dice nel servizio che l’azione di questi “sconosciuti “ è la causa scatenante “che ha fatto arrivare in massa i collettivi di sinistra” Questi ultimi forse fanno confusione e, non sapendo che sono stati  dei “ teppisti che si sono dileguati in pochi attimi”, attaccano Blocco Studentesco(?). Forse si svela il mistero: li aveva avvisati Marco Bezmalinovich l’autore del primo servizio del TG2?
 
Massimo Russo
Palermo
 
 

Dimenticato rapidamente il merito della questione: se in seguito alla riforma si starà meglio o peggio, se la scuola con il maestro unico era meglio o peggio di quella con maestri molteplici, se ci sia stata una correlazione tra i soldi spesi in ricerca ed i risultati ottenuti, o se i fondi profusi agli istituti scolastici di vario ordine e grado comportino automaticamente e monotonicamente un aumento delle possibilità formative e di collocazione professionale di coloro che ne hanno beneficiato... ecco che si passa entusiastici ad occuparsi della modalità di espressione della protesta. Sarebbe come discutere del medicinale da utilizzare trascurando la patologia. Ovviamente tale associazione delle proteste cosidette non-violente (l'ossimoro non è più evidente ed occorre quindi segnalarlo) ai medicinali è dovuta alla bassissima stima che ho del mondo della ricerca farmaceutica.

Fabrizio Bartolomucci Roma

a me sembra che i ragazzotti fanatici con le spranghe tricolori fossero dei provocatori, forse erano d'accordo con la polizia e con alcune forze al comando del governo.
Squallidi comunque e a tratti anche buffi, erano esagitati e fanatici.
Se avessero veramente voluto attaccare si sarebbero presentati in tantissimi, invece sembravano si e no (almeno quelli del camioncino) una quarantina, quello che hanno fatto è stato provocare, il resto lo hanno fatto gli altri che ci sono cascati. Con i giovani si sa che si rischia questo, la rabbia e l'energia spesso sono incontenibili ma purtroppo possono rivoltarsi contro gli obiettivi.
Non bisogna cadere nelle provocazioni, bisogna saperle riconoscere. Propongo che si indicano dei corsi sulla strategia della tensione e sui libri di Ferruccio Pinotti, c'è molto da imparare e da sapere.

(Ciao Jacopo, è un pezzo che non ci si sente...spero che ti vada tutto bene)

 Caro jacopo, sono d' accorcdo com la tua proposta e farò girare il tuo messggio viA email ...Anch' io penso che sia necessario appoggiare questo movimento, anche se non sono piu' uno studente...qui a firenze ho degli amici che stanno occupando Agraria; sono davvero molto creativi...insieme a loro ho fatto un flash mob sulla fuga dei cervelli In Piazza della Signoria, però mi sono perso quello sulla "morte della cultura" al festival della creatività, che è stato davvero molto bello.

Poi sono andato alla grande manifestazione di Roma di giovedì scorso, quella con un milione di persone...ero molto preoccupato, ma non è volata una mosca, alla faccia della provocazione fascista di due giorni prima...comunque a roma ho visto una cosa strana: verso le 10 di mattina, di fronte alla piazza in cui la gente si stava radunando per la manifestazione(se non sbaglio si chiama piazza repubblica), una trentina di ragazzi sono passati facendo il saluto romano, ma dopo non li ho visti piu'.

Hai ragione, basta poco per ottenere il caos...un mio amico di sinistra molto intelligente, dopo la dichiarazione di cossiga ha detto : "ora si va a roma e si spacca tutto"...ma nonostante basti poco , a partire dal 68, in Italia ci furono almeno una trentina di agenti provocatori, e non furono poche le azioni che intrapresero: il fuoco in gran parte lo accesero loro; fino ad allora il movimento italiano era stato pacifico per oltre due anni...nel 63 la cia aveva creato l' operazione chaos, per contrastare il movimento noviolento americano: lo scopo era portarne una minoranza verso la violenza e il terrorismo: " i servizi devono cercare di infiltrare gli insorti per mezzo di agenti in missione speciale che devono formare gruppi d'azione speciale tra gli elementi più radicali Nel caso in cui non sia possibile infiltrare con successo tali agenti al vertice dei ribelli, può essere utile strumentalizzare per i propri fini organizzazioni di estrema sinistra per raggiungere gli scopi descritti sopra. ".Poi nel 68 l' operazione fu estesa anche in Italia...Angleton, il capo della Cia, voleva usare i fascisti contro i comunisti( la stessa vecchia storia di sempre): li usò come infiltrati e provocatori nei gruppi anarchici e filocinesi; il primo passo fu l' "operazione manifesti cinesi", che prevedeva di affiggere manifesti inneggianti alla Cina in molte città italiane; furono i nefascisti di Avanguardia nazionale ad occuparsi della cosa ed a specializzarsi come provocatori fra i filocinesi; poi nacque Lotta di Popolo, uno strano gruppo di fascisti che dette vita al "nazi-maoismo , usando simboli e slogan dell' estrema sinistra: erano ovviamente dei provocatori(servivano anche per confermare la teoria degli opposti estremisti), ma per qualche mese riuscirono a restare nel Movimento Studentesco...durante la battaglia di Valle Giulia, che segnò l' inizio della risposta del movimento alla violenza della polizia, Lotta di Popolo si distinse per la preparazione e la violenza della risposta.

Negli stessi anni cominciò ad operare in Italia anche l' Aginter Presse, una falsa agenzia di stampa che in realtà era una centrale di spionaggio e un'agenzia di reclutamento e di addestramento professionale di mercenari, terroristi, e sabotatori(che aveva agito in molti stati); l' Aginter addestrò molti fascisti italiani ed ebbe rapporti con l'Msi , la Cisnal e Ordine Nuovo : "lasciate aperte le frontiere, noi arriveremo dovunque e schiacceremo lo sciacallo comunista" (...) "Noi pensiamo che la prima parte della nostra azione poilitica debba essere quella di favorire il caos in tutte le strutture del regime"(...)"A partire da questa situazione noi dovremo rientrare in azione nei quadri dell'esercito, della magistratura, della Chiesa, al fine di agire sull'opinione pubblica, di indicare una soluzione, di mostrare la carenza e l'incapacità dell'apparato legale costituito e di farci apparire come i soli a poter fornire una soluzione sociale politica ed economica adatta al momento... La prima fase è dunque questa: infiltrazione, informazione e pressione dei nostri elementi nei nuclei vitali dello Stato..."

Quindi il protocollo di intervento prevedeva, prima di ogni altra cosa , l’infiltrazione nel campo avverso per seminare confusione e creare le condizioni affinchè la responsabilità degli attentati più gravi fosse attribuita alle sinistre: le manifestazioni violente sono legate al primo momento di attività dell'eversione di estrema destra; all'agente infiltrato venivano impartite lezioni sull'organizzazione di manifestazioni violente. Eccone alcuni estratti.

  a) parole d'ordine da lanciare nella folla e preparazione psicologica: grida, canti, slogan, eccetera;

b) definire l' ordine d' attacco e le varie fasi

 

 c) prevedere il ripiegamento e la dispersione.

"I gruppi d' azione non devono mescolarsi alla folla, uno deve stare in testa, l' altro sui fianchi.

"indicazioni pratiche: nel quadro di manifestazioni violente e battaglie in strada i gruppi organizzati, relativamente poco armati, possono facilmente mettere in scacco le forze di polizia, meglio equipaggiate ma poco preparate ad affrontare commandos organizzati.

"Ruolo dei gruppi d' azione: inquadrare i manifestanti  e servire da catalizzatori per far passare la manifestazione ad una fase piu' violenta; provocazione violenta delle forze di polizia per sviluppare il processo azione-repressione-reazione della folla.

"Regole per i gruppi d' azione: rapidità, utilizzare al massimo il fattore sopresa; non piu' di tre o quattro elementi per gruppo; equipaggimento leggero; restare sempre assieme; conservare il sangue freddo senza lasciarsi prendere dall' evoluzione della manifesiazione; obbedire stretatmente agli ordini ricevuti.

  "Terrorismo: l'azione psicologica tende ad ottenere l'adesione della popolazione e a volgerla contro il potere; il terrorismo spacca la resistenza della popolazione, ottiene la sua sottomissione e provoca la rottura tra popolazione e potere. IL terrorismo ha per scopo psicologico di colpire l'opinione pubblica e di spingere il potere a indurire la sua politica e ad accettare la guerra. Inoltre si ottiene una presa sulle masse con la creazione di un clima di inquietudine, di insicurezza, di pericolo.

"Terrorismo selettivo: cerca i demolire l'apparato politico e amministrativo eliminando i quadri di questi organismi. Ha per obiettivo di sciogliere i quadri naturali ( autorità, amministrazione, ecc).

"Terrorismo cieco: ha per scopo di screditare il potere, di minare la fiducia del popolo, di disorganizzare le masse per meglio manipolarle.

"Progressione:

- eliminazione di personalità: per colpire l'opinione pubblica;

- eliminazione di quadri importanti: per sconvolgere l'amministrazione;

- eliminazione di piccoli quadri e di elites naturali per spaccare la società;

- minare le infrastrutture per disorganizzare l'economia;

- attentati e sabotaggi generalizzati per provocare la paralisi di una zona.

"Ingranaggio fatale: il dosaggio del terrorismo non ammette che si possa tornare indietro: E' un'arma delicata da usare: troppo terrorismo può portare alla rivolta, insufficiente terrorismo alla debolezza".

I documenti sull' Aginter Presse sono stati trovati in Portogallo dopo la rivoluzione dei garofani, mentre quelli sull' opeazione chaos sono stati derubricati dagli stati uniti. Questi documenti erano il protocollo d' intervento con cui l' Aginter Press ha operato in molti paesi : riassumono tutto quello che è successo in Italia dal 69 in poi,brigate rosse e stragi comprese...anche in questo momento si parla di agenti provocatori e rischio terrorismo,c' è un movimento studentesco grande, la crisi economica e un governo pericoloso.

Anch' io ho molti dubbi su quel gruppo di fascisti a Roma: è probabile che ci fosse qualche agente provocatore fra di loro, e lo stesso vale per quel gruppo dei centri sociali che si è scontrato con loro...a fare paura al potere erano e sono i movimenti nonviolenti, anche perchè l' opinione pubblica tende ad acccoglierli abbastanza bene, mentre la violenza e il vandalismo spaventano.

Se qualcuno ha bisogno di sfogarsi non rovini manifestazioni come queste, ma vada allo stadio, perchè quello è il suo posto...

C' è un video su youtube che è veramente rivoluzionario,perchè è l' essenza del pacifismo...mostra un' azione dell' Ezln...il video è del 2001 e ci indica quante possibilità abbiamo oggi: 

 http://it.youtube.com/watch?v=r_9oCv396yU

 

 

 

 

 

 

 

 

 

In sintesi è quello che forse anzi sicuramente hanno tramato per anni e ora stanno passando alle prime fasi di questo nuovo periodo, anche l'irruzione in Rai è un'azione organizzata secondo dei precisi schemi, sicuramente questi per anni si sono esercitati su azioni di vario tipo e di vario grado offensivo calcolando prima di tutto l'impatto psicologico dell'effetto sorpresa, della paura, del terrore.
Non bisogna avere paura, chi ha paura sono loro, si mascherano da guerrieri, probabilmente si "caricano" con rituali e convinzioni relative alle loro missioni con un che di divino, pensano di essere coloro che devono compiere una missione importante, così importante da rischiare la vita, così importante da passare alle minacce, alle botte, forse alle bombe, chi lo sa. Nelle minacce telefoniche rivolte alla redazione di Chi l'ha visto hanno detto che se la prenderanno con chiunque faccia parte delle famiglie della redazione del programma, cani, gatti e pesciolini inclusi. Non è vigliaccheria questa? Hanno una rabbia tale in corpo e la accolgono, la nutrono di falsi ideali, di idee vuote e deliranti. Non bisogna cadere nelle loro provocazioni, non bisogna abbandonarsi al panico, bisogna utilizzare il cervello, il cervello ed il cuore, si deve restare uniti sapendo che faranno di tutto per destabilizzare, confondere, attaccheranno di nuovo credo, quelle erano solo delle prove, dei test, sicuramente hanno altri piani in mente già studiati e più violenti. Inoltre sicuramente non erano (nella manifestazione di piazza Navona) solo quella quarantina, sicuramente altri confusi a gruppetti nella folla ci saranno stati, pronti a fare la loro parte accerchiando il movimento pacifico, controllando,riferendo.
A proposito, ho visto ieri trasmessi dal tg3 i filmati mandati in onda da Chi l'ha visto, in cui questi individui agitavano le cinghie dei pantaloni e trovo che sia vergognoso che la polizia non sia intervenuta già allora, se questo vuol farsi passare da stato democratico, simili azioni non possono essere tollerate, la polizia aveva il dovere di fermarli e caricarli, di arrestarli, la polizia in uno stato democratico è al servizio della popolazione, avevo cominciato ad avere dei dubbi già dopo ciò che è accaduto a Genova, se lo stato italiano non è democratico abbia il coraggio di ammetterlo.

Ciao Tartufina...

Hai ragione, l' irruzione in rai era fondamentale per loro, ed è vero che hanno fatto tutto per gradi.

non ho guardato quella puntata di "chi l' visto"...sicuramente sono pericolosi e avranno in mente i piani che dici.

I programmi dell' aginter presse erano quelli, quasi sicuramente dietro c' erano la cia e la p2 (l' aginter serviva per le operazioni piu' sporche, quelle che i vari servizi segreti non potevano fare)... comunque poi quando si tratta di passare alla pratica, gli agenti non sono così infallibili come può sembrare: sono uomini anche loro; in ogni caso quel programma è stato realizzato, compreso quello della p2...ora mi preoccupa quello che hanno detto Gelli e cossiga sulle Br e sugli agenti provocatori.

Per quanto riguarda la polizia, non è al servizio nostro ma di Berlusconi.

Insomma, siamo in un momento molto delicato, però è quasi impossibile che si ritorni al livello degli anni 70...a quei tempi c' erano ancora tante persone di estrema sinistra, era finito da poco l' autunno caldo, c' erano il Pci e l' Unione Sovietica...insomma, il pericolo comunista esisteva, e la Cia operava di conseguenza.

Mi sono dimenticato di dire che l' operazione manifesti cinesi serviva per accentutare la divisione fra comunisti e filocinesi, perchè a quei tempi i rapporti fra Cina e Urss erano molto tesi.