Energia

Malformi a Gela. Dopo anni finalmente i giornali ne parlano.

Gela, città inquinata in modo spaventoso, è ormai riconosciuta come la città dove nascono più bambini deformi.
Sono più di dieci anni che alcuni medici coraggiosi tentano di far conoscere questo orrore. Ne parlammo anche noi su Cacao (allora cartaceo) ma nessun giornale importante riprese la notizia.
Ora, da qualche mese, la storia è venuta fuori. Oggi Repubblica dedica al fatto una pagina intera.
Nessuno spiegherà perché per più di dieci anni i quotidiani si siano rifiutati di parlarne nonostante il fatto fosse indiscutibilmente dimostrato dalle statistiche della Asl.
E questo lo chiamano giornalismo.
Vergogna!


Viva Il Sole 24 ore

Viva Il Sole 24 ore

Ho avuto uno shock leggendo Il Sole 24 ore di oggi. Che succede alla fucina del pensiero capitalista italiano?
A pagina dieci un articolo su 7 colonne intitolato “Banche con responsabilità sociale” da conto in modo entusiasta di un convegno (EconomEtica) organizzato dall’Abi nel quale si parla della responsabilità sociale come di un fattore di concorrenza. Tradotto per la gente normale le banche si stanno rendendo conto della caduta verticale di fiducia da parte dei risparmiatori e iniziano a capire che esiste un mercato crescente di persone che vogliono anche sapere come vengono utilizzati i loro soldi.
La forza di questa possibilità, di questa leva per cambiare il mondo, la sosteniamo da 25 anni (vedi “Come fare il comunismo senza farsi male”, Cacao 1981 e, più recentemente, www.jacopofo.it link a Pessimismo cosmico e gnocca globale).
Ma è una novità che i top manager inizino a notare gli sforzi di migliaia di persone in questa direzione.
Ma l’acme dello stupore mi colpisce a pagina undici con un articolo di Tommaso Padoa-Schioppa (8 colonne con inizio in prima pagina).
Questo articolo sostiene il cuore del nostro discorso. Cosa può creare una situazione di onestà e efficienza nel nostro paese e porre un rimedio alla crisi economica? Il centro della questione è individuato nella mancanza di onestà e etica nell’imprenditoria (!!!).
Ma come reagire, si chiede, l’autore? E ancora una volta esprime esattamente le posizioni che stiamo sostenedo da tempo, in modo peraltro eccellente e nuovo.
L’idea è che l’onestà del sistema Italia sia minato alle radici dall’incapacità degli onesti di far muro: “L’anello debole è la fiacchezza della sanzione collettiva, da parte degli onesti, nei confronti di chi opera con scarsa correttezza”. Padoa-Schioppa si esprime con linguaggio moderato e elegante ma dà voce a quello che evidentemente sta diventando il cuore della strategia della parte sana e pensante della nazione.
Solo se riusciamo a separarci dall’economia dei ladri, solo se compreremo solo prodotti etici, frequenteremo avvocati e consulenti etici, faremmo affari con imprenditori etici, potremmo creare un reale contropotere degli onesti. E questo vale sia che si compri la Coca Cola che si investa in borsa, che si cerchi un patner commerciale.
(Ovviamente Padoa-Schippa non se la prende con la Coca Cola…).
Padoa-Schioppa sostiene che la sanzione collettiva ha una potenza enorme, è fulminea e capace di stroncare lo spazio commerciale dei furbi. “Non ci faccio affari perché non mi fido” è una frase che in una società sana è capace di stroncare ogni velleità imprenditoriale.
Resta un problema: siamo ai primordi di questo modo di pensare. Il capitalismo italiano non ha ancora espresso leader in grado di gridare questi “nuovi” concetti e di far nascere una massoneria (informale!) dei galantuomini. Così come il Movimento non ha ancora abbracciato veramente la consapevolezza che è la capacità di spesa dei singoli l’unico attrezzo efficiente per sanzionare i malvagi escludendo i loro prodotti dalla nostra vita.
E ancor di più, Movimento e imprenditori onesti stentano a capire la potenzialità insita nell’unire le risorse e creare sinergie positive.
Il nocciolo della questione, come spiegava Marx, è che il cambiamento di un sistema sociale è determinato dalla pressione della storia e in particolare dei sistemi materiali di vita.
Oggi inquinamento, terrorismo, violenza, sopruso, malattia mentale e spirituale stanno distruggendo le forze produttive, stanno mettendo a rischio la sopravvivenza stessa dell’umanità.
Come nel medioevo il capitalismo scaturì da un’identità di interessi tra artigiani e banchieri che crearono un’economia indipendente, oggi consumatori coscienti e imprenditori etici possono guadare l’Apocalisse solo connettendosi e creando un mercato etico contrapposto al mercato del dolore.
Ma la strada è lunga. Esistono imprenditori etici ma ancora la lora azione è all’interno dei confini aziendali.
Ce lo dicono, ad esempio, le difficoltà a scovare qualcuno interessato a cavalcare le nuove tecnologie economiche. L’affare c’è ma la paura di inimicarsi la lobby del petrolio consiglia di rimandare.
In assenza di una forte coscienza imprenditoriale diffusa della necessità economica della conversione ecologica nessuno vuole rischiare.
Specularmente la direzione del Movimento è occupata da politicanti vecchio stile insofferenti alle iniziative economiche e pratiche.
L’obiettivo prioritario che in molti poniamo da anni è quello di creare una “carta acquisti” che offra contratti collettivi con banca, assicurazione, telefonia, previdenza, e convenzioni in tutti i settori possibili di spesa… Se ne continua a parlare ma resta sempre un obiettivo da procrastinare…
Eppure questo sarebbe il primo (urgente e indispensabile) passo per ottenere auto e lavatrici ecologiche, costruire villaggi popolari ecologici a basso costo in collina e nuovi prodotti finanziari in grado di finanziare la rivoluzione delle fonti rinnovabili e del risparmio energetico.

Si dovrà aspettare.
Intanto godiamoci la conversione del Sole 24 ore. E’ meglio di niente.


Viva Ruotolo!!!

Questa sera su Rai 3 è andato in onda un lungo documentario di Ruotolo sull’immondizia in Italia.
Anche in questo caso ci sono le soluzioni, e a Treviso, ad esempio, le hanno messe in pratica. E i rifiuti diventano una risorsa a patto che si riesca a convincere i cittadini a collaborare suddividendo i rifiuti. Si ricicla fino al 70% dei rifiuti e quel che resta e va in discarica non è inquinante.
Altrove come a Napoli si affida la gestione dei rifiuti a società di dubbia professionalità, con contratti amichevoli, senza controlli, lasciando aperta la porta alla malavita. E a cascata tutta la gestione dei rifiuti diventa impossibile. Si distrugge l’ambiente con discariche abusive, si avvelena la gente, si butta in giro più diossina che a Seveso.
Insomma la solita storia. Ci sono le tecnologie, ci sono le possibilità, ci sono i soldi ma si finisce per buttare il denaro dalla finestra e ammazzare le persone con i veleni per incuria, stronzaggine, stupidità e corruzione.
Ma Ruotolo va oltre, ha il coraggio di raccontare in televisione (!!!) il grande segreto di Pulcinella Italiano: buona parte dei rifiuti suddivisi e riciclati (con costi altissimi) vengono poi ributtati in discarica.
E’ una denuncia che noi (su Cacao) e molti altri (in effetti non molti) facciamo da anni ma per andarlo a dire in tv ci vuole coraggio…Ruotolo è veramente un coraggioso. E i giornalisti fetecchia sono tanti…E anche i politici monnezza non sono pochi. A sinistra e a destra…Poi ci sono i politici onesti che però non riescono a tagliare i ponti con i politici monnezza. Poi ci sono gli elettori stronzi e ignoranti che votano la feccia…Ma molti li fa fuori l’inquinamento della monnezza, quello dello spreco energetico, quello della malavita. E’ l’italinao sado-maso (molto maso) la vita gli piace così. Al sangue.
Oppure non hanno tempo di fermarsi a pensare prima di andare a votare…
Daltra parte abbiamo anche tanti oppositori immaginari, soddisfatti quando fanno un corteo ma che non hanno nessuna intenzione di iniziare a cambiare il loro stile di vita…ad esempio iniziare a ridurre i propri consumi energetici. E questo anche se ne trarrebbero un vantaggio economico.
Lamapadine ad alto risparmio, riduttori del flusso dell’acqua eccetera. Se vuoi iniziare a fare qualche cosa di concreto vai su www.commercioetico.it e trovi il modo di abbassare il tuo livello di inquinamento e risparmiare centinaia di euro all’anno.


Ecologia: Abbiamo il Pentagono dalla nostra parte!!!

(dal libro “Olio di colza e altri 30 modi per risparmiare…)

Lo dice anche il Pentagono: abbiamo solo dieci anni per cambiare modello energetico.

Negli anni settanta quando parlavamo di ecologia e cibi biologici ci prendevano per pazzi. Ci sono voluti trent’anni perché la maggioranza degli esseri umani si rendesse conto di quello che sta succedendo.
Oggi non sono solo gli ecologisti a dire che bisogna cambiare, lo dice anche il Pentagono. Se entro i prossimi dieci anni non impariamo a rispettare l’ambiente ci troveremo a un punto di non ritorno ed entro il 2050 il mondo sarà un posto invivibile.
Nel rapporto riservato del Pentagono, tenuto nascosto per quattro mesi e infine pubblicato dal settimanale britannico The Observer, si spiega che i cambiamenti climatici dei prossimi 20 anni potrebbero portare a una catastrofe planetaria con milioni di morti causati da guerre e disastri naturali.
Le maggiori città europee rischiano di finire sommerse dall'aumento del livello d'acqua dei mari. Paesi come l’Inghilterra piomberebbero in climi da Uomo delle Nevi.
Il quadro dell’effetto inquinamento è tragico: "Disordini e conflitti saranno le caratteristiche endemiche della vita. Ancora una volta le guerre potrebbero determinare il destino dell'umanità”.
Lo studio continua auspicando che questi pericoli siano presi in considerazione: “dovrebbero divenire oggetto di un dibattito scientifico inerente la sicurezza degli Stati Uniti" perché il pericolo è “plausibile e potrebbe compromettere la sicurezza degli Stati Uniti in un modo che va considerato da subito"

Attenzione: gli autori di questo studio del Pentagono non sono due liberal infiltrati nell’esercito ma solidi esponenti dell’aristocrazia bianca, protestante e repubblicana.
Uno è Peter Schwartz, un consulente della CIA, già capo della pianificazione del gruppo petrolifero Royal Dutch/Shell, l’altro è Doug Randall, del centro di ricerca conservatore “Global Business Network”.
Doug Randall, uno degli autori del rapporto, intervistato da The Observer, ha confermato tutto aggiungendo: "È una cosa deprimente, ed è una minaccia alla sicurezza nazionale senza precedenti, perché non c'è nessun nemico contro cui puntare le armi e non abbiamo alcuna possibilità di controllo su questa minaccia… Non sappiamo esattamente a che punto siamo di questo processo. Potrebbe iniziare domani e potremmo non accorgercene prima di cinque anni… Le conseguenze, per alcune nazioni, del cambio di clima sono inimmaginabili. Sembra ovvio che sarebbe necessario ridurre l'uso dei combustibili fossili".

Ma perché non possiamo più inquinare spensieratamente?

Il motivo principale è molto semplice: la vita sulla Terra è stata possibile perché le piante per miliardi di anni hanno assorbito l’anidride carbonica presente nell’atmosfera e l’hanno fissata nelle loro fibre. Queste piante, poi finite sotto terra, insieme a altri componenti organici, si sono trasformate in petrolio, gas fossile e carbone.
Noi stiamo prendendo questa anidride carbonica e la stiamo ributtando nell’aria bruciando petrolio, gas fossile e carbone.
Il ritmo con il quale stiamo realizzando quest’assurdità è tale che entro poco tempo (qualche decennio appunto) non sarà più possibile respirare l’atmosfera terrestre e l’ossigeno lo dovrai comprare al supermercato in comode bombolette. Chi non avrà i soldi per comprarlo dovrà rinunciare a respirare. E comunque vivere con un boccaglio in bocca e dieci chili di bombole sulla schiena non sarà gradevole neanche per i ricchi.
Ma oltre alla questione dell’anidride carbonica c’è il problema dei gas che provocano l’effetto serra: cioè dei fumi densi emessi da miliardi di automezzi, caldaie, fornelli, ciminiere. Questa nube assorbe la luce solare e crea l’effetto serra, la temperatura del pianeta si innalza, i ghiacciai millenari si sciolgono e il clima impazzisce.
Come se non bastasse c’è poi il problema dei danni che l’inquinamento sta provocando alla salute di esseri umani, animali e piante.
Abbiamo riempito case, città, fiumi e mari di veleni e anche il cibo che consumiamo è pieno di sostanze dannose. La lista è lunghissima. L’aumento di allergie, malattie polmonari, tumori è la prova più semplice della follia che stiamo vivendo.


Padova taglia UN MILIONE E MEZZO DI EURO DI COSTI ENERGETICI

Negli ultimi otto mesi abbiamo lavorato sottotraccia (dopo le batoste degli anni passati impariamo a seguire la linea di condotta dello stare zitti e scavare).
Per otto mesi, insieme al sindaco Zanonato, all'assessore all'ambiente Francesco Bicciato, ai tecnici del comune e agli ingegneri capitanati dal professor Fauri, abbiamo lavorato per realizzare un piano di taglio dello spreco energetico a Padova. Un piano dettagliato, lampadina per lampadina, che porter


Il comune di Padova taglia i costi energetici

Il comune di Padova taglia i costi energetici e riduce l'impatto ecologico dell'amministrazione pubblica. Nel quadro della trasformazione normativa del settore dell'energia elettrica, cogliendo le opportunità offerte dagli incentivi nel campo del risparmio energetico e coerentemente agli obiettivi del Protocollo di Kyoto per la riduzione delle emissioni inquinanti e climateranti, il Comune di Padova ha avviato l'elaborazione di nuovi strumenti di gestione dell'energia sul territorio di propria competenza. Il lavoro promosso dall'Amministrazione consiste nell'individuazione degli interventi di incremento dell'efficienza energetica del Comune e nella definizione dei potenziali risparmi ottenibili con i singoli interventi. Gli ambiti d'azione riguardano quattro macrosettori di proprietà comunale: - impianti di illuminazione pubblica; - impianti semaforici; - patrimonio edilizio; - parco automezzi. Tutte le azioni intraprese fanno capo a tre grandi "direzioni" di intervento, dalla cui opportuna combinazione deriva il conseguimento degli obiettivi prefissati: il miglioramento del contratto di fornitura dell'energia elettrica, il miglioramento della qualità degli impianti e del sistema della loro gestione. Il processo di liberalizzazione del mercato dell'energia offre, infatti, una prima importante opportunità per il raggiungimento di sensibili benefici economici e gestionali nell'approvvigionamento delle risorse energetiche. Per questo il passo iniziale, già in fase di ultimazione, è consistito in un'analisi economica avente lo scopo di verificare l'efficacia dell'attuale contratto per la fornitura dell'energia elettrica e di identificare il bacino di utenti idonei alla contrattazione per l'acquisto di energia elettrica sul mercato libero. Questa fase del lavoro prevede la scelta del nuovo fornitore, attraverso la raccolta e l'analisi delle offerte di vendita dell'energia. E' evidente, inoltre, come il miglioramento dell'efficienza di un qualsiasi impianto dipenda sia dalla sua qualità sia dalle modalità di utilizzo da parte degli utenti. Per questo la metodologia di approccio alla seconda fase del lavoro si può così sintetizzare: - analisi dello stato di fatto, allo scopo di acquisire tutti i dati inerenti gli attuali consumi e i relativi costi energetici annuali del Comune di Padova; - elaborazione di opportuni indicatori di consumo, al fine di evidenziare eventuali situazioni di inefficienza, riguardanti sia gli aspetti tecnici sia quelli gestionali degli impianti; - definizione degli interventi di massima per fornire all'Amministrazione Comunale le indicazioni operative per la riduzione dei consumi; - stima dei costi e dei risparmi economici derivanti dalla realizzazione degli interventi stessi, allo scopo di valutarne i tempi di ritorno e verificarne la redditività; - individuazione dei benefici ambientali, espressi in termini di emissioni inquinanti evitate in atmosfera. Il Comune di Padova ha compreso l'importanza fondamentale del ruolo che ciascuna Amministrazione Pubblica svolge nella promozione degli interventi di risparmio energetico: le azioni che il Comune realizza sul proprio patrimonio hanno naturalmente effetti diretti sulla riduzione dei consumi, ma agiscono anche come stimolo per il privato. A tal proposito il Comune di Padova è avviato verso l'adeguamento del proprio regolamento edilizio alle esigenze di maggior efficienza degli edifici e degli impianti, attraverso precise indicazioni progettuali per l'uso razionale dell'energia e la valorizzazione delle fonti energetiche rinnovabili. Il Comune, infine, si propone la realizzazione di progetti pilota, aventi lo scopo di individuare in uno o più edifici campione tutti i possibili interventi di risparmio energetico, sperimentare nuove soluzioni tecnologiche e monitorarne nel tempo i vantaggi derivanti. Schema riassuntivo degli interventi Il presente schema costituisce una sintesi della prima parte dello studio progettuale, che ha impegnato un gruppo di lavoro per 8 mesi e che apre la fase di attuazione degli interventi previsti. Lo studio ha coinvolto gli uffici tecnici del Comune di Padova e la società Polo Tecnologico per l'Energia srl di Trento. Una prima stima valuta in quasi 1,5 milioni di euro il risparmio che il Comune di Padova otterrà annualmente grazie alla realizzazione di una serie di interventi riguardanti gli impianti di illuminazione pubblica (risparmio di 870.000 euro), gli impianti semaforici (risparmio pari a 135.000 euro), la sostituzione di 65 caldaie a gasolio con altrettante a gas metano (risparmio di 400.000 euro), il parco automezzi (risparmio di 20.000 euro) e il rinnovo dei contratti di fornitura dell'energia elettrica sul libero mercato (con un risparmio di 40.000 euro). E già i primi interventi sono stati attuati come la revisione dei contratti di fornitura elettrica e la sostituzione dell'impianto di riscaldamento a gasolio del Palazzo Comunale Moroni con una caldaia a maggior resa e alimentata a gas metano. Si è trattato di tracciare un quadro delle tipologie di consumo e delle entità dei costi individuando, caso per caso, quale forma di risparmio attuare. Per fare un esempio attualmente i semafori della città montano lampadine a incandescenza che vengono sostituite mediamente ogni 6 mesi (4000 ore). Sostituiremo queste lampadine a incandescenza con lampade a LED che durano (80.000÷100000) ore (10 anni) e che consumano 80% in meno di corrente elettrica. In questo modo si ridurrà drasticamente il lavoro delle squadre di manutenzione ottenendo un risparmio annuo di 97.000 euro e si ridurrà dell'80% il consumo elettrico ottenendo un ulteriore risparmio di 32.000 euro e un taglio complessivo delle spese. Inoltre grazie al sistema della ratealizzazione dei costi per gli interventi e dei crediti energetici previsti dalle nuove normative europee questi interventi non peseranno sul bilancio corrente dell'amministrazione che otterrà subito un risparmio che aumenterà negli anni successivi via via che l'investimento sarà stato ammortizzato. Parallelamente all'attuazione di queste prime azioni, verrà sviluppata la progettazione di un intervento che interesserà il miglioramento della coibentazione degli edifici. La realizzazione di questo intervento garantirà un'ulteriore riduzione dei costi energetici legati al riscaldamento invernale del 25% (risparmio annuo di 815.000 euro) e un abbattimento delle emissioni di CO2 di 10.400 ton l'anno. Basti pensare che il consumo termico annuo di una casa in Germania è di 70 kWh/m2, mentre attualmente in Italia tale consumo va dai 150 ai 210 kWh/m2. Il Comune di Padova è inoltre avviato verso la razionalizzazione del sistema di utilizzo dell'acqua, al fine di conseguire sensibili risparmi nei consumi idrici, attraverso l'uso dei riduttori di flusso dell'acqua dei rubinetti e delle docce e dei limitatori degli scarichi dei WC; ulteriori interventi saranno rivolti alla salvaguardia della risorsa idrica dall'inquinamento. Un altro settore di intervento riguarderà lo sviluppo dell'uso di fonti di energia rinnovabili. In Austria sono attualmente funzionanti più di 200 metri quadrati di pannelli solari per la produzione di acqua calda per ogni mille abitanti; in Italia ne sono installati solo 6 (sei!) ogni mille abitanti. Chiaramente anche in questo campo si può fare molto e ottenere risparmi consistenti. Inoltre con l'Università di Padova si sta avviando la sperimentazione del biodiesel allo scopo di valutarne l'impiego per alimentare i mezzi pubblici. Infine è intenzione dell'amministrazione usare i risultati che si stanno ottenendo fin d'ora e che si otterranno in futuro per raccontare passo passo ai cittadini quello che si sta realizzando (come si è fatto per l'intervento sul sistema di riscaldamento della sede del Comune attraverso manifesti, televisioni e giornali locali). Lo scopo è quello di informare aziende, associazioni e singoli cittadini delle potenzialità che si possono cogliere risparmiando energia. Insomma l'amministrazione comunale vorrebbe essere traino per lo sviluppo di una concezione che faccia del risparmio energetico e della difesa dell'ambiente uno strumento per migliorare la qualità della vita dei cittadini, dare impulso all'economia e valorizzare la bellezza della città. E crediamo che il miglior modo di convincere i cittadini sia dimostrare praticamente quanto è possibile risparmiare.