placebo

Le nonne non muoiono a Natale

Quando i nuovi potenti computer hanno permesso di incrociare milioni di dati si sono scoperte alcune cose pazzesche.
Innanzi tutto le nonne muoiono pochissimo prima di Natale. Non tutte le nonne, solo quelle molto religiose e attaccate alle tradizioni. Non muoiono prima di Natale se sono cristiane. Quelle di altre religioni non muoiono prima della loro festa più importante. Succede perché in quelle occasioni le famiglie si riuniscono e loro rivedono i nipotini. Il desiderio abbassa notevolmente le probabilità di spirare. Dopo le feste poi c’è un’ecatombe che rimette a posto le statistiche.

Un’altra ricerca ha individuato circa 3000 guarigioni scientificamente strane. Decorsi del malanno anomali. Poi i ricercatori sono andati ad intervistare i miracolati e hanno scoperto che erano guariti in 1500 modi diversi.
Alcuni dicevano di aver trovato un guru, altri di essere stati guariti da un medico eccezionale.
Altri avevano inventato sistemi di cura folli come buttarsi nell’acqua di fiume alle 5 di mattino (in inverno).
Un signore di Trieste era così guarito dalla leucemia.
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Gentile Ministro della Salute Fazio

Una volta tanto non le scrivo per criticarla ma per porgerle alcune osservazioni che mi sembrano basate sul semplice buon senso comune.

Questo perché credo che a volte sia giusto scontrarsi ma sarebbe un bene che si riuscisse anche a collaborare.

Mi sembra questa la base per mandare avanti un consesso civile degno di questo nome.

Quindi metto da parte le polemiche e mi occupo solo di piccoli fatti banali.

Una realtà assodata, che tutti gli specialisti che vorrà interpellare le confermeranno, è che un elemento essenziale nella guarigione è di tipo mentale.

Ne è prova l’efficacia dell’effetto placebo.

Quando viene sperimentata una medicina nuova la si dà a 100 malati e per provare l’attendibilità del test si prendono altri 100 malati e a loro invece della medicina si offre acqua distillata, cioè un placebo, una medicina finta.

Quel che si verifica è curioso: molti malati, a volte più della metà, guariscono col placebo.

Per maggiore precisione di indagine si tiene anche sotto osservazione un terzo gruppo di malati ai quali non si dà nessuna medicina.

Anche in questo terzo gruppo alcuni malati guariscono ma sono meno di quelli che guariscono con il placebo.

Cioè: il placebo funziona. Ovviamente meno delle medicine vere ma funziona.

Osservando questa realtà ho pensato a quante volte si interpella un dottore che pressato dall’ansia del paziente alla fine, mentre prescrive analisi approfondite, gli dà una medicina comunque. Anche cure di una certa rilevanza come antibiotici o cortisone. Non dico che lo fanno tutti i medici, ci sono di quelli ligi agli insegnamenti di Ippocrate, ma ci sono anche quelli che alla fine si scocciano per l’apprensione del paziente e gli scodellano una ricettazza azzardata. Alcuni (pochi per fortuna) poi incassano addirittura la percentuale dalla casa farmaceutica.

Allora mi chiedo perché non si lancia una direttiva ministeriale che chiede ai medici di cambiare sistema?

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