marco boschini

I cavalieri della Tavola Rotonda: Marco Boschini, Laura Puppato e Federico Pizzarotti

EcoFuturo, festival delle ecotecnologie e dell'autocostruzione

Domenica 27 luglio ad Alcatraz, durante il Festival EcoFuturo, si terrà una tavola rotonda con Marco Boschini, fondato dell'associazione dei Comuni Virtuosi, Laura Puppato, senatrice del Partito Democratico e Federico Pizzarotti, sindaco 5 Stelle di Parma.
Tema del dibattito: Come riorganizzare le amministrazioni comunali e la gestione sostenibile del territorio.
Vieni ad Alcatraz a vivere l'EcoFuturo! Dal 26 luglio al 2 agosto alla Libera Università di Alcatraz.
Per tutte le info sul festival EcoFuturo clicca qui

Programma Festival - Costi - EcoFuturo in tv e radio

Per prenotazioni 075.9229914/38/39, info@alcatraz.it.


Marco Boschini: Nessuno lo farà al posto tuo

Nessuno lo farà al posto tuo Il nuovo libro di Marco BoschiniCacao di oggi lo dedichiamo a “Nessuno può farlo al posto tuo”, il nuovo libro di Marco Boschini, un “piccolo ideario di resistenza quotidiana”. Come spiega lo stesso Boschini, il libro poteva intitolarsi anche “La crisi non esiste: io ho le prove”. 62 pagine, stampato su carta riciclata, è in vendita su Commercioetico.it a 4,50 euro.
Riportiamo di seguito il primo capitolo: “Decidersi a cambiare”. Buona lettura!

La prima cosa da fare per cambiare rotta o direzione, è osservare i passi che si stanno compiendo ora. La strada su cui stiamo viaggiando. Insomma, conoscere è la premessa fondamentale per poter agire con cognizione di causa.
Bel consiglio della suocera, direte voi... Il punto è che se sei dentro a un sistema che ti toglie tempo e spazio, obbligandoti tutto il giorno a rincorrere le cose, a fare slalom tra gli eventi di una quotidianità caotica, alla fine le scelte le subisci, nel senso che non le fai. Ci pensa l'inerzia, per te. L'abitudine, la routine di ciò che hai fatto ieri, e l'altro ieri.

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Marco Boschini: Viaggio nell’Italia della buona politica. I piccoli comuni virtuosi.

Marco Boschini: Viaggio nell’Italia della buona politica. I piccoli comuni virtuosi.Carissimi,
questa settimana vi presentiamo il nuovo libro di Marco Boschini: Viaggio nell’Italia della buona politica. I piccoli comuni virtuosi.

Questo libro racconta l’Italia che ci piace, composta da migliaia di cittadini e amministratori pubblici che quotidianamente realizzano una buona politica nei loro comuni, dove non esistono auto blu ma rifiuti zero, mobilità sostenibile, risparmio energetico e nuovi stili di vita.
Conosciamo Marco Boschini da molti anni, è assessore all’urbanistica, ambiente e patrimonio del comune di Colorno, in provincia di Parma, ma dire solo questo è, nei suoi confronti, decisamente riduttivo.
Marco è alto, porta gli occhiali e i capelli corti, sembra il classico bravo ragazzo, magari anche un po’ timido, del genere che piace tanto alle mamme perché bello e con l’aria affidabile. Dietro quest’immagine quasi angelica si nasconde una determinazione e una tigna che neanche Hulk e Superman messi insieme... Di giorno fa l’educatore in un centro per bambini, di sera mette il costume ecologico e discute in consiglio comunale di acqua pubblica e risparmio energetico, di notte scrive sul blog del Fatto Quotidiano di buone pratiche.
Trova anche il tempo per scrivere libri dove ci racconta in modo piacevole e preciso della sua esperienza nell’Associazione Comuni Virtuosi, nata su iniziativa di quattro comuni nel maggio del 2005, presso la sala consiliare del Municipio di Vezzano Ligure (SP).
I comuni che sentono per primi l'esigenza di scambiarsi esperienze concrete e condividerle con altri sono: Monsano (AN), Colorno (PR), Melpignano (LE) e, appunto, Vezzano Ligure (SP).
Oggi i comuni iscritti formalmente alla rete sono diventati 56, sparsi in tutto il territorio italiano, a dimostrazione che le buone prassi sono in corso di realizzazione un po’ ovunque, lungo lo stivale (http://www.comunivirtuosi.org/).
Quando abbiamo conosciuto Marco, l’Associazione era solo un’idea e vi riporto come descrive lui l’inizio della sua avventura. La racconta bene, così come in tutto il libro la narrazione scorre e fa bene al cuore, perché come diceva Gene Wilder in Frankestein jr.: SI PUO’ FAREEEEE
Grazie Marco, proprio di tutto.
 

Metti quattro amministratori…
Brevi cenni sulla nascita dei Comuni Virtuosi

Arrivo a Santa Cristina, sulle colline tra Gubbio e Perugia in un pomeriggio d’estate del 2004.
(…) Da qualche tempo Alcatraz è diventato un crocevia delle ecotecnologie: si organizzano corsi e seminari, si sperimentano azioni e prodotti in grado di abbattere i consumi energetici, si studiano modi per contagiare a tutti i livelli le comunità locali. Franca Rame, Dario Fo e il figlio Jacopo hanno scelto il piccolo comune di Monsano, in provincia di Ancona, come luogo dove lanciare qualche sasso nello stagno. L’idea è quella di dimostrare, aprendo un cantiere delle buone pratiche nella piccola comunità marchigiana (poco più di 3200 abitanti su una collinetta che domina i comuni confinanti), che è possibile invertire la rotta di una società che pare destinata a schiantarsi contro il muro del prodotto interno lordo, del profitto a tutti i costi, del mero arricchimento personale…
A Monsano, grazie all’allora sindaco Sandro Sbarbati (che di mestiere fa il venditore di trattori e macchine agricole in tutta Italia), si attivano diversi gruppi di acquisto per la vendita di prodotti sfusi e alla spina. Il parco automezzi del comune inizia a viaggiare a biodiesel, e alcuno giovani del paese mettono in piedi una cooperativa sociale che si occupa di tenere le fila del progetto, promuovere gli incontri nel territorio, raccogliere le iscrizioni e ordini, gestire e distribuire la merce a basso impatto ambientale.
Alcuni mass media si accorgono di loro, grazie all’intervento del premio Nobel Dario Fo la piccola Monsano sale agli onori della cronaca nazionale e il villaggio di Alcatraz, per l’appunto, comincia a proporre corsi per gli amministratori di tutta Italia con lo scopo di replicare quell’esperienza potenzialmente ovunque.
E’ in una di quelle occasioni che incontro per la prima volta Luca Fioretti, allora giovane consigliere comunale al seguito del sindaco Sbarbati, e un’altra decina di amministratori provenienti dalle più impensabili e sconosciute parti d’Italia. Provengono tutti da piccoli o piccolissimi centri e borghi, non fanno politica di professione e anagraficamente viaggiano abbondantemente al di sotto dei cinquant’anni. Non assomigliano per niente, insomma, ai politici che sono abituato a vedere in televisione.
In quel contesto sono comunque il più giovane di tutti, e anche quello con meno gradi: consigliere comunale semplice, per giunta in opposizione, del comune di Colorno, una cittadina di 9000 abitanti alle porte di Parma…

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L'Anticasta, l'Italia che funziona

Buon sabato!
Cari Lettori, che dire? Quando abbiamo letto della nuova iniziativa de Il Fatto Quotidiano ci siamo commossi. Si tratta di L'Italia che va, praticamente il Fatto chiede ai lettori di raccontare, con l’aiuto delle segnalazioni dei lettori, le storie di chi nella sua vita quotidiana prova a costruire un Paese diverso.
Wow! Volete dire che finalmente si è capito che serve ed è fondamentale raccontare anche le buone notizie? Non ci potevamo credere...
Nell'articolo si legge: “Anche le storie positive devono diventare una notizia. No, non per riempire una paginetta di episodi edificanti da libro Cuore, non per bilanciare lo squallore che emerge dalle inchieste sul malaffare. È dovere del cronista dare conto della vita di un Paese in tutti i suoi aspetti. Ma soprattutto se vogliamo ritrovare le forze per uscire dall’ombra dobbiamo renderci conto delle grandi cose che siamo ancora capaci di fare insieme. Dobbiamo riscoprire la nostra comunità superando la tentazione di individualismi e rassegnazione.”
Siamo perfettamente d'accordo e siamo anche d'accordo che non si deve smettere di denunciare abusi, scoprire pastette e imbrogli, non si deve smettere di indignarsi, ma questo non significa perdere la speranza. Come dice il giornalista: “Denunciare è la prima metà del nostro lavoro. Per ritrovare lo slancio e voltare pagina occorre, però, anche ricordarci chi siamo. Non è un caso se l’Italia è ancora uno dei paesi più civili e vivibili del mondo. No, non è merito della politica, di uno dei peggiori Parlamenti della nostra storia. Ci sono, sparsi in ogni regione, dal Nord al Sud, milioni di persone che fanno il loro dovere di cittadini e qualcosa di più. È uno sforzo doppiamente difficile perché, dopo anni di crisi morale, la mentalità del Paese sta cambiando nel profondo. Proviamo a pensarci: è difficile trovare nel panorama pubblico una figura che possa essere presa a esempio di passione civile. È per questo, forse, che i protagonisti di queste storie sono spesso sconosciuti. È grazie a loro se noi tutti viviamo meglio e oggi possiamo sperare in una svolta che ci riporti a costruire uno Stato degno delle nostre speranze...”
Sì, perché noi non siamo la nostra politica, siamo persone che lavorano e si comportano “bene”, ok, facciamoci sentire.
Su queste persone si basa un libro pubblicato dalla Emi che vi abbiamo presentato alcune settimane fa, si tratta de L'Anticasta - L'Italia che funziona, di Marco Boschini (anche lui scrive sul Fatto quotidiano) e Michele Dotti (pure lui!) di cui vi riportiamo un brano che parla di un paese vicino a Jesi che ci è particolarmente caro: Monsano.
Buona lettura

Marco Boschini e Michele Dotti - L'AnticastaACQUA CHIARA
di Chiara Sasso

Ammirare lo spettacolo inconsueto dell’acqua di un fosso di campagna colorata di giallo non è cosa di tutti i giorni. Fa subito pensare a qualcosa di non propriamente naturale”.
Quel giallo intriso di sfumature autunnali, quasi affascinante, in realtà era prodotto dal cromo esavalente, altamente tossico e nocivo, sversato così, semplicemente, da un adiacente stabilimento di cromatura presente nella zona industriale di Monsano. Un inquinamento tra i più gravi d’Europa.
Il cromo esavalente, attraverso le falde acquifere, si propagò per decine di chilometri quadrati nella Vallesina, terra allora ancora ricca di coltivazioni di frutta e di orti, verso il mare.
Da questo fatto, avvenuto tre decenni fa, Monsano si è incamminata in una lenta e costante presa di coscienza, diventando un Comune tra i più attenti nelle Marche, e non solo, nella salvaguardia dell’ambiente e del suo territorio.
Monsano, 3.300 abitanti in provincia di Ancona, si trova in collina, a 200 metri di altezza, con un panorama che spazia dal mare agli Appennini e una storia millenaria, con i suoi primi insediamenti di monaci benedettini. Il suo territorio, di 14 kmq, anticamente coperto da foreste di querce e di allori, declina dolcemente verso valle, tra distese di olivi e il moderno, tranquillo centro abitato. A valle, un’importante
zona industriale.
Negli anni Monsano è cresciuta, riuscendo faticosamente a mantenere una sua identità, pur trovandosi a pochi chilometri da Jesi. Lo ha fatto con una scelta operata all’inizio della propria espansione, mantenendo il suo nucleo residenziale in collina e lasciando a valle esclusivamente gli insediamenti produttivi e artigianali. Di recente ha predisposto lo strumento urbanistico atto a produrre un’importante riqualificazione della zona industriale, senza ulteriore “consumo di suolo”, pronta a ospitare le nuove, attuali attività, legate ai servizi e al terziario.
Oggi, l’inquinamento da cromo esavalente, da anni tenuto sotto controllo, “incamiciato” da una paratia che chiude il mezzo ettaro del sito industriale dove sorge l’azienda, da tempo fallita (nessun colpevole, nella più classica tradizione italiana…) vede finalmente la sua soluzione, con l’approvazione del progetto di bonifica finanziato dal Ministero dell’Ambiente, dalla Regione Marche, dalla Provincia di Ancona e dal Comune.
Dal cromo dunque si è partiti. Dai sei atomi presenti in un metallo altamente tossico, si è arrivati alle numerose “galassie” create per operare una lenta, costante trasformazione.
Creare nuove consapevolezze nei cittadini: questo l’obiettivo dell’amministrazione comunale guidata dal sindaco Luca Fioretti, che ha iniziato la sua avventura in consiglio comunale più di dieci anni fa, insieme a Sandro Sbarbati, il sindaco che prima di lui, per due mandati, era riuscito a operare un salto di qualità in un Comune intrappolato e diviso per anni dalla più classica contrapposizione ideologica tra democristiani e comunisti.
Il nuovo piano regolatore generale, con l’arrivo di decine di nuove famiglie giovani “slegate” da logiche ideologiche, le iniziative del Comune per l’utilizzo del biodiesel sugli automezzi comunali, l’organizzazione di un gruppo d’acquisto delle famiglie per comprare 100 computer (poi consegnati con la partecipazione di Dario e Jacopo Fo e Franca Rame) hanno smosso le acque, riuscendo a creare quell’humus indispensabile per cercare di traghettare il Comune verso una nuova cultura della sobrietà negli stili di vita e nel rispetto del territorio in cui si vive.
E dunque, l’ambiente, la sua salvaguardia, hanno assunto gradualmente un’attenzione sempre maggiore nell’operato dell’amministrazione comunale. Se, infatti, la presenza della zona industriale continua a svolgere un ruolo determinante nella crescita del paese, una gestione attenta dell’ambiente è divenuta un punto qualificante dell’azione amministrativa e politica del Comune.
Il Comune si è posto l’obiettivo di mettere i temi ambientali sempre in primo piano, attraverso l’attuazione d’iniziative concrete: la consegna di riduttori di flusso ai cittadini; la gita scolastica della scuola media ad Asti a visitare il sistema di raccolta dei rifiuti “porta a porta” e gli impianti di selezione e compostaggio; il laboratorio teatrale scolastico con la creazione di uno spettacolo sul tema dei rifiuti; la consegna della Costituzione ai diciottenni il 2 giugno, Festa della Repubblica; la realizzazione di un impianto fotovoltaico sul tetto della scuola materna; la “Festa del Buon Senso”, che lega ogni anno spettacolo e spazi di riflessione attorno a un tema specifico in campo ambientale, dal consumo critico all’acqua, dalla globalizzazione ai rifiuti, dall’energia al risparmio e all’efficienza energetica.
Questo e molto altro, al di là e al di sopra della normale, ordinaria amministrazione, è stato fatto in questi anni, sempre con l’intento di tenere legato un unico filo conduttore, quello di “instillare consapevolezze” nei cittadini e nel territorio.
Consapevolezze che devono ruotare attorno a un progetto, in grado di valorizzare la propria identità, attraverso il sostegno e lo stimolo alle numerose associazioni presenti, che pensano e organizzano eventi che legano la tradizione, come il Palio e la “Festa dell’Assunta” di ferragosto e il “Monsano Folk Festival”, ad altri che danno spessore al tessuto sociale della comunità, come le letture della Divina Commedia o le rassegne musicali e di poesia.
Perché compito di un amministratore, oggi, è quello di coniugare l’attività di gestione dell’ente locale a una politica che riesca ad affrontare le nuove esigenze e aspettative dei cittadini, attraverso una progettazione concreta ed efficiente, ma anche e soprattutto, riuscendo a non smarrire una “capacità del sogno”, non fine a sé stessa, capace di produrre atti, progetti visibili e vantaggiosi per la comunità.
Partito nell’aprile 2007, il sistema di raccolta dei rifiuti attraverso il metodo del “porta a porta spinto” ha fatto compiere al Comune un notevole balzo in avanti in termini di gestione dell’ambiente e del suo territorio. Al di là dei risultati della raccolta differenziata, ormai stabilizzatisi attorno al 70% e comunque certamente migliorabili, attraverso una seria, programmata attività di comunicazione e di coinvolgimento degli “attori” presenti nel tessuto sociale del paese, si è stati in grado di gestire al meglio la delicata fase di partenza del sistema, che ha visto letteralmente sparire, da un giorno all’altro, i cassonetti e le pseudo “isole ecologiche” dall’intero centro urbano. Il porta a porta, inoltre, confermando appieno le sue virtù, ha portato benefici anche in campo sociale, aumentando le relazioni tra i cittadini.
A compimento di questo suo percorso, Monsano ha raggiunto il suo ultimo, forse più prestigioso traguardo. A settembre 2008, la sezione EMAS Italia del Comitato per l’Ecolabel e l’Ecoaudit ha deliberato la registrazione EMAS del Comune di Monsano, con n. IT-000968 e validità fino al 28 febbraio 2011.
EMAS (Echo Management and Audit Scheme) è uno strumento creato dalla Comunità Europea al quale possono aderire volontariamente le organizzazioni (aziende, enti pubblici ecc.) per migliorare le proprie prestazioni ambientali e fornire al pubblico e ad altri soggetti interessati informazioni sulla propria gestione ambientale.
In Italia, sono un migliaio le organizzazioni che si sono dotate di una certificazione EMAS. Tra queste, 92 Comuni. Il Comune di Monsano è il primo nella Provincia di Ancona a ottenere questo importante risultato. Attraverso l’EMAS Monsano mette l’ambiente e la gestione del suo territorio in cima alle sue politiche, presenti e future.
Con EMAS si chiude il cerchio: un ciclo virtuoso iniziato molti anni fa, che ha permesso a un piccolo Comune di raggiungere grandi risultati…
Dalle sfumature opache dell’acqua gialla intrisa di cromo alla trasparenza delle sue politiche ambientali.

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Voglio adottare una cantina a Corchiano

Carissimi, questa settimana riportiamo due articoli apparsi sul Fatto Quotidiano, il primo sul blog di Marco Boschini, amatissimo coordinatore dell'associazione Comuni Virtuosi e il secondo di Nicola Piovani. Parlano dell'esperienza di Corchiano, un comune veramente virtuoso e la dimostrazione che si può...
Buona lettura e buone pratiche.

Il sindaco Bengasi Battisti

Voglio adottare una cantina a Corchiano
Arrivo a Corchiano (in provincia di Viterbo) per le riprese della rubrica “C’è chi dice no” della trasmissione Report insieme al giornalista Giuliano Marrucci. Nonostante avessimo premiato il paese quale vincitore assoluto dell’edizione 2010 del nostro Premio Comuni a 5 Stelle, la comunità riesce a sorprendermi, positivamente.
Qui i Comuni virtuosi sono usciti dal web ed entrati nelle vie del paese, sono passati dalle mail e gruppi Facebook alle piazze e facce della comunità. Le persone fermate per strada vivono con consapevolezza e orgoglio il loro essere virtuosi: con la raccolta differenziata all’85%, la raccolta degli olii esausti, i vigili in bicicletta, l’educazione ambientale, le fontanelle con l’acqua del sindaco, le borse di tela per la spesa… Conoscono il premio (parteciparono in massa alla cerimonia di premiazione a Bisignano, in provincia di Cosenza), fanno scelte quotidiane di sobrietà e buon senso, e sostengono l’attività dell’amministrazione comunale concretamente. Sentendo parlare il sindaco medico Bengasi Battisti e il suo vice, Livio Martini, hai la netta sensazione di respirare l’aria di un progetto complessivo, percepisci il futuro attraverso i loro sguardi, i discorsi pieni di passione civica e capacità di contaminazione, come una specie di virus positivo.
Ma la visita di oggi si snoda lungo il borgo antico (meraviglioso) e nel Parco della Sperella, spazi un tempo discarica abusiva e oggi in fase di riqualificazione e recupero, partito circa dieci anni fa. La nuova rampa di accesso al centro storico dal Parco della Sperella costituisce la chiusura di un sistema di nuovi e, soprattutto, antichi percorsi. Il percorso taglia in diagonale lo sperone tufaceo meridionale collegandolo al fondovalle, seguendo l’antico tracciato viario che permetteva appunto di risalire al borgo direttamente dalle sponde del Rio Fratta, un affluente del Tevere che scorre nella forra al di sotto del centro storico. Il nuovo sentiero supera un dislivello di circa 20 metri e si snoda per 60 metri attraversando grotte e ripari scavati nel tufo.
Ora, la riapertura degli antichi sentieri, in particolare di quest’ultimo che interessa l’area del cosiddetto Fornaccio, rappresenta la volontà e il desiderio di una comunità di rivivere ovvero di riappropriarsi integralmente del territorio. Le forre in particolare rappresentano il nucleo della coscienza collettiva corchianese, sono uno scrigno che contiene storie, saperi, sapori e modi di produzione. Il ripristino di questi sentieri e il recupero di luoghi dimenticati da troppi anni attraverso la realizzazione degli Orti urbani, che consentirà di tornare a coltivare particelle di terreno nel fondovalle lungo le rive del Fratta, fanno sentire le nuove generazioni orgogliose di essere parti attive di una comunità.
L'anticasta L'Italia che funzionaPoi c’è l’intuizione di “Adotta una cantina”, un bando per mettere a disposizione dei cittadini corchianesi gli spazi/grotte riempiti negli ultimi decenni con carcasse di auto, scarti di demolizione, rifiuti di ogni genere. Oggi bonificati e dati in gestione ai cittadini che ne hanno fatto richiesta e che oggi fanno a gara per tenerli puliti, presidiati, riempiendoli di oggetti e di vita… C’è anche il progetto del nuovo teatro, in fase di ultimazione, che già oggi vanta la creazione di un paio di compagnie teatrali del paese piene di giovani e di idee per quando sarà inaugurato.
Con quali soldi si finanzia una colossale opera di riqualificazione e recupero come questa, evitando di cedere pezzi e volumi al cementificatore di turno? Partecipando a bandi nazionali e internazionali che vanno spesso deserti perché le pubbliche amministrazioni hanno la testa altrove.
L’esperienza di Corchiano sarà presentata in occasione della “Scuola di Altra Amministrazione” che si terrà durante il “Festival di cittadinanza”, dal 13 al 15 maggio a Padova. Un’occasione imperdibile per entrare in contatto con gli amministratori della comunità, che nell’attuale panorama politico nazionale appaiono come dei marziani e che invece sono solo persone perbene che fanno del proprio meglio per amministrare con sobrietà e trasparenza.
Dopo aver letto questo articolo, il maestro Nicola Piovani - premio Oscar per la colonna sonora de La vita è bella di Roberto Benigni - ci ha inviato la sua testimonianza sul comune di Corchiano.

Conosco molto bene Corchiano da anni, per ragioni personali, e siccome in questi tempi si parla molto di questo minuscolo paese del Viterbese come modello del vivere civile, anche sul sito del Fatto Quotidiano, vorrei aggiungere qualche considerazione.  Quello che si scrive sulla virtuosità di questo comune e di questa comunità - l’acqua del sindaco, i vigili in bicicletta, il recupero ambientale - a leggerlo può suonare retorico, consolatorio, disneyano. O “buonista”, brutto termine caro agli acidi per natura. E invece, per chi campa quotidianamente in questo paesino, risulta essere tutto non solo vero, ma anche vissuto con civile normalità e senza eroismi da parte dei cittadini e degli amministratori. Io penso che la bellezza di quello che lì accade stia proprio in questa orgogliosa normalità e nel monito che tale normalità contiene: è possibile vivere secondo un modello comunitario non rassegnato, amministrare in modo trasparente e creativo, tentare di costruire una civiltà solidale.
Con difficoltà, limiti, errori, ma è possibile. Per i cinici di mestiere non so pensare nessuna risposta più concreta e migliore di questa quotidianità corchianese. Me li immagino i sorrisetti dei qualunquisti scettici, quelli che amano espressioni come “non cambia mai niente”, e “da che mondo è mondo”, e “so’ tutti uguali”, e “le anime belle”, e “la melassa buonista” e via così con le banalità sprezzanti.
Qualcuno obietta: “Facile, in una piccola comunità, ma ben altro è gestire la complessità di uno Stato”. Vero. Eppure, nonostante sembri facile, quante piccole amministrazioni italiane sono palestre di disfunzioni, clientele, degrado e furti? Forse il sindaco Battisti, l’assessore Martini e tutta l’amministrazione corchianese ci ricordano, quando ce lo dimentichiamo, che l’onestà in politica è una risorsa per i cittadini, cioè per tutti noi: è una ricchezza collettiva, non una fesseria per “buonisti”.
 


L'incredibile Centro di riciclo di Vedelago, Treviso

A Ugozzolo, 4 chilometri dal centro di Parma, e' in progetto la costruzione di un enorme inceneritore di rifiuti, con una capacita' di 130.000 tonnellate all'anno.
Il Coordinamento Gestione Corretta Rifiuti (http://www.gestionecorrettarifiuti.it) propone invece un'alternativa, un centro di riciclo dove confluisca la raccolta differenziata dei rifiuti simile a quello di Vedelago, un paese in provincia di Treviso.
Qui si riseleziona e si ridivide la raccolta differenziata proveniente dai Comuni e dalle attivita' produttive, poi avviata alle apposite aziende di riciclo.
Solo in questa fase viene smaltito tra il 95% e il 98% dei rifiuti, che tornano a nuova vita col riciclaggio.
Il residuo secco e i materiali di scarto vengono invece trattati e trasformati in una "materia prima seconda", un granulato che puo' essere utilizzato nell'edilizia e nell'industria plastica.
L'impianto di Vedelago da' inoltre lavoro a 58 persone.
Un progetto simile lanciato nella provincia di Parma costerebbe 10 milioni di euro, contro i 180 milioni di euro dell'inceneritore.
Dal 1995 gli Stati Uniti hanno vietato la costruzione di nuovi inceneritori, considerata la loro ormai provata pericolosita' per la salute umana.
In Europa non se ne costruiscono da 10 anni.
(Fonte: http://www.marcoboschini.it/?p=1449)


Premio comuni a 5 stelle

Sono in tutto 54 le amministrazioni comunali italiane che si sono iscritte alla terza edizione del Premio Comuni a 5 stelle, presentando un totale di 160 progetti di sostenibilita' ambientale, gestione verde e buon senso.
Molto soddisfatto il coordinatore dell'Ass. Comuni Virtuosi Marco Boschini: rispetto alle precedenti edizioni il numero di comuni del sud e' aumentato sensibilmente.
La cerimonia di premiazione si terra' il prossimo 22 novembre a Camigliano (CE).
(Fonte: http://www.comunivirtuosi.org/)