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Le buone notizie di CaCaO

tratte dalla newsletter Cacao Il quotidiano delle buone notizie comiche

The man who stopped the desert

Yacouba Sawadogo (o Savadogo), agricoltore del Burkina Faso, Africa subsahariana, ha vinto il premio Farmers Friend 2017.
Forse avete già sentito parlare di lui: a metà anni ‘70, durante una gravissima siccità in Burkina Faso, mentre molti giovani lasciavano case e campi, Yacouba Sawadogo, decide di provare a recuperare terreni ormai desertici migliorando l’antica tecnica delle fosse Zai, buche scavate nella stagione secca per trattenere le acque piovane e favorirne l’assorbimento nel terreno.
Yacouba riempie le buche con foglie, escrementi animali e altri concimi che favoriscano la nascita di piante. Costruisce muretti in pietra per trattenere l’acqua.
Le tecniche funzionano e negli anni Yacouba, assistito da un altro agricoltore, Mathieu Ouédraogo, e da 17 figli e 40 nipoti, riesce a creare una vera e propria foresta di 50 acri, visibile dal satellite.
Il governo gliene ha espropriata una parte, tagliando gli alberi e costruendo case ma Yacouba non si è arreso. Ha intentato una battaglia legale ma soprattutto non ha mai smesso di far crescere nuove piante.
Non chiedetegli quanti anni ha… non lo sa. Nel 2016 disse 70, contando i raccolti a cui si ricordava di aver partecipato.
E’ protagonista del film documentario The Man Who Stopped the Desert, realizzato dalla 1080 Films nel 2010 e vincitore di 7 premi cinematografici. Qui il trailer https://www.youtube.com/watch?v=yNRyvhapKGo
E la storia di Jadav Payeng, indiano, detto Forest Man, la conoscete? Per salvare la sua isola natale (Majuli Island, in India) ha piantato una foresta più grande di Central Park a New York.


Vorrei scusarmi per la condotta posta in essere all’epoca dei fatti

Un pensionato di Cassola, Lorenzo Alberton, ha ricevuto una lettera di scuse dal tizio che il 16 marzo 1981, a Bassano del Grappa, gli aveva rubato l’autoradio.
“Per quell’episodio sono stato prima arrestato, - si legge nella missiva - poi condannato alla pena di mesi tre di reclusione e al pagamento di 30 mila lire di multa, oltre al pagamento delle spese processuali.
Vorrei pertanto scusarmi per la condotta posta in essere all’epoca dei fatti e sono pronto, quale piccola azione riparatoria, a corrispondere una somma pari a euro 100”.
La lettera è firmata e ora Alberton spera di riuscire a mettersi in contatto con l’uomo per conoscerlo. E magari riavere l’autoradio…
(Fonte: Corrieredelveneto.corriere.it)

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Monumento vivente


Il primo monumento verde nella storia d’Italia è la Quercia delle Checche in Val d’Orcia, in provincia di Siena. La pianta è stata messa sotto tutela dal Ministero dei Beni Culturali dopo che tre anni fa fu gravemente danneggiata da un gruppo di turisti.
La signora ha 370 anni, una giovincella che va protetta.
(Fonte: Ansa.it)

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Aumentano le rinnovabili

Secondo il rapporto 2016 di Legambiente i Comuni che utilizzano energie rinnovabili sono passati dai 356 del 2005 ai 7.978 del 2016: in quasi tutti i municipi italiani è installato almeno un impianto e 40 Comuni sono al 100% rinnovabili, cioè utilizzano energia pulita per soddisfare sia le necessità elettriche che quelle termiche.
Sono 70mila le famiglie che ogni anno installano un impianto fotovoltaico.
Nell’anno che si è concluso sono stati installati 396 megawatt di fotovoltaico, 282 megawatt di eolico, 140 di geotermico, 513 di geotermia e 346 di mini idroelettrico. Le fonti rinnovabili hanno offerto una risposta a oltre un terzo (34,3%) dei consumi elettrici complessivi.
(Fonte: Ansa.it)

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Thea e l’inglese ad Amatrice

Ho conosciuto Thea un bel po’ di anni fa, capelli ricci, un sorriso che incantava in un corpo morbido. Abitava a Montecchio Maggiore, in provincia di Vicenza, il paese di Giulietta e allora collaborava con Amnesty International seguendo i condannati a morte nelle carceri di tutto il mondo.
Viaggiava, faceva petizioni, con l’aria di una tranquilla madre di famiglia è una forza della natura: instancabile, determinata ma sempre con un atteggiamento tenero, affettuoso verso tutti.
E’ anche una cuoca e ci ha aiutato nelle settimane al Vecchio Mulino a sfamare gli ospiti.
Con lei abbiamo collaborato negli anni, la sua azienda ha curato tutta le traduzioni per il progetto del Teatro fa bene, puntuale e brava lei e i suoi collaboratori.
E la battaglia per i No dal Molin, insieme anche a Franca e Dario.
Poi il terremoto ad Amatrice e potevo pensare che Thea rimanesse indifferente? Ma quando mai!
Non so quanti giri abbia già fatto partendo da Veneto per andare a portare quanto serve a chi ha bisogno. Ha distribuito tra i suoi conoscenti e amici 150 kit per cucinare l’amatriciana. E sempre con il suo sorriso e anche il suo naso rosso per la Casa delle Donne di Amatrice.
Che personaggio Thea…
E ora ha deciso di fare dei corsi di inglese per gli abitanti delle zone terremotate e laboratori di espressione creativa da metà luglio in poi.
Trovate tutte le informazioni qui
E potete conoscere Thea sulla sua pagina Facebook.
Grazie a tutti quelli che vorranno aiutarla!


Trump profugo di guerra

E’ la provocazione dell’artista siriano Abdalla Al Omari che ha allestito a Dubai la mostra “The Vulnerabity Series” dove ha ritratto i potenti della terra come se fossero dei profughi di guerra.
Ed ecco che si può vedere il presidente americano nelle vesti di un vagabondo senza fissa dimora che esibisce la foto della sua famiglia scomparsa, mentre in un’altra immagine compare il leader della Corea del Nord trasformato in una sorta di monello che nasconde dietro di sé un missile giocattolo.
L’effetto è un po’inquietante.
(Fonte: Lifegate.it)

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