internet

Abbiamo già preso il potere in Italia (ma non se n’è accorto nessuno).

Visto che la settimana scorsa ti ho confessato che sono comunista, claun e pacifista, oggi vorrei confessarti un’altra cosa: ho anche la super vista a raggi X ottimisti.
Questo mi permette di vedere cose pazzesche e invisibili.

Ma per spiegarmi devo fare un altro viaggio indietro nella storia.

C’era una volta la borghesia. Avevano inventato le banche e le manifatture ma ancora stavano sotto il crudele dominio feudale di re e duchi.
Poi i borghesi fecero la rivoluzione industriale, iniziarono a produrre immense quantità di forchette e calzini. E siccome sono i soldi e le strutture produttive che danno il potere, i re e i marchesi persero il potere nel giro di pochi decenni.
Potevi avere tutto il sangue blu del mondo ma se non possedevi una fabbrica o una banca non contavi un fico secco.

Marx aveva previsto che il capitalismo avrebbe generato una classe di lavoratori, resa compatta dalla struttura stessa del modo di produzione industriale, che a un certo punto avrebbe imparato ad autogestire la produzione rendendo superflua l’esistenza dei capitalisti.

Marx non potè prevedere COME questo sarebbe successo...

Ora guardiamo la situazione attuale.
Chi ha il potere oggi nel mondo?
Sicuramente ce l’hanno le grandi multinazionali e i trust di speculatori finanziari. Sono loro che decidono le politiche economiche, le guerre e i presidenti.

Ma a ben guardare si tratta di un potere strano.

Agli inizi del capitalismo controllare la produzione voleva dire avere in mano una leva essenziale della società.
La domanda di prodotti a basso costo era immensa e le industrie faticavano a starci dietro.
L’esplosione delle nuove tecnologie ha da decenni rovesciato i rapporti di forza tra produttori e consumatori.
Oggi i consumatori hanno di fronte una scelta sconfinata di prodotti. Non scelgono un paio di calzoni qualsiasi ma quelli che più piacciono loro. I capitalisti sono oggi schiavi dei capricci del mercato e spendono miliardi per interpretare i gusti del pubblico. Un numero immenso di capitalisti sono stati rovinati dall’aver prodotto qualche cosa, che magari era pure valido, ma che non ha incontrato il favore del pubblico.
Oggi le industrie sono disposte a tutto pur di produrre quello che piacerà ai consumatori.
Ormai c’è sovrabbondanza di prodotti, il problema non è più fabbricare ma vendere.

Ma c’è un’altra novità epocale...

Chi possiede le grandi Spa?

Il padrone di fabbriche e banche con il cappello a cilindro, non esiste più.
I proprietari delle grandi multinazionali sono in gran parte i piccoli azionisti.
I capitalisti mantengono il potere grazie al sistema delle scatole cinesi. Il grande capitalista possiede il 51% di una società che possiede il 51% di un’altra società, che possiede il 51% di una terza società. E così via... Alla fine si controlla una multinazionale possedendone solo il 10%, a volte meno...
Il potere dei piccoli azionisti è insignificante anche se alla fin fine possiedono la maggioranza reale di una Spa, perché la loro proprietà è frammentata e multiforme: fondi pensione, fondi di investimento, proprietà diretta di azioni...
Ma cosa succederebbe se questi azionisti si organizzassero e facessero pesare le loro quote di proprietà?
Anni fa un gruppo di pensionati inglesi si incazzò perché venne fuori che i loro fondi pensione possedevano azioni della Glaxo che si rifiutava di abbassare il prezzo delle medicine salvavita vendute in Africa. Organizzarono una cordata di persone che avevano il loro denaro investito in quei fondi pensione, e quando arrivarono a mettere insieme un miliardo di euro di investimenti, telefonarono al fondo pensione e dissero: “Ora ritiriamo tutti i nostri soldi dai vostri fondi pensione perché voi investite nella Glaxo!”
Quel che si scoprì è che se dici una cosa così a un fondo, questo si terrorizza. E che se il fondo pensione telefona alla Glaxo, questa decide subito di abbassare il costo dei medicinali in Africa.
Perché l’uscita in un sol colpo di migliaia di risparmiatori, oltre a costituire un danno diretto, potrebbe scatenare un effetto domino portando al crollo delle quotazioni di quel fondo e della banca che lo ha emesso e della Spa sotto boicottaggio. Si è verificato più volte che se il boicottaggio degli acquisti dei prodotti di una multinazionale del dolore provoca una diminuzione delle vendite del 5% questo ha effetti disastrosi sulle quotazioni azionarie.
I piccoli azionisti sono svantaggiati nel controllo delle Spa, a causa del meccanismo perverso delle scatole cinesi, ma hanno nella manica l’asso della possibilità di generare cattiva immagine ritirandosi in massa da un investimento...
Quindi un gruppo relativamente piccolo di consumatori organizzati può infliggere danni spaventosi... Peggio dell’aviazione statunitense!

Se mettiamo insieme il fatto che il capitalismo è schiavo dei consumatori e che la proprietà sostanziale delle grandi Spa è nelle mani dei consumatori-risparmiatori ne vien fuori che i capitalisti hanno perso il controllo sulla società.
Le persone continuano ad accettare questo stato di cose perché non se ne sono rese conto.
È una novità epocale: i nobili feudali avevano il potere grazie alla forza dei loro eserciti; i capitalisti avevano il potere perché possedevano banche e fabbriche, ma i moderni capitalisti mantengono il potere solo perché i consumatori non sanno reclamarlo... È un potere che si basa sul condizionamento psicologico e mentale e nient’altro.

La questione oggi non è che i proletari prendano il potere ma che riescano a gestire il potere immenso che già hanno.
Ma perché questo accada serve che si creino strutture di consociazione tra i consumatori che organizzino il loro potere disperso.

Oggi Internet rende questa organizzazione dei consumatori possibile.
Molti considerano i gruppi di acquisto solo un modo per risparmiare comprando verdura migliore.
Ma i gruppi di acquisto potenzialmente sono molto di più.
Che cosa succederebbe se in Italia si formasse un gruppo d’acquisto di un milione di persone che comprano insieme auto, servizi bancari, vestiti, cibo e vacanze?
Potrebbero decidere che vogliono un’auto non solo ecologica e a un prezzo conveniente ma anche corredata da optional sociali, ad esempio paghe giuste per i lavoratori.
Di fronte a una richiesta di un milione di consumatori qualunque azienda sarebbe costretta ad accettare...

Ecco perché per noi tutte le forme di collaborazione tra consumatori-cittadini sono il fronte di lotta fondamentale.
Le banche del tempo, gli ecovillaggi, le cooperative, le consociazioni degli acquisti, offrono da subito grandi vantaggi materiali ma sono anche la spina dorsale del processo di rovesciamento dei rapporti di forza sociale.
Creare l’economia etica e viverci dentro ci dà la forza di imporre al capitalismo i nostri desideri. Perché dimostra che se non producono quel che vogliamo, come lo vogliamo, siamo capacissimi di produrcelo da soli.
E questo gli fa veramente paura!

E più saremo capaci di sperimentare la consociazione degli acquisti e dei servizi, più avremo voglia di cooperare...
Più la gente verifica i vantaggi della condivisione più cresce la coscienza del potere che la coesione ci dà.

Questa crisi sta mettendo l’acceleratore a questo processo di interconnessione delle persone.
In questo momento, ad esempio, le cooperative italiane stanno aumentando di numero, a migliaia, e gran parte di quelle esistenti sono in un momento di sviluppo e assumono.
Sarebbe una notizia da prima pagina, ma farai fatica a trovarla.

A volte discutendo con alcuni compagni mi sento dire che questo modo di pensare è moderato, pauroso di una vera rivolta. Ma non è così. Noi pratichiamo in realtà l’opposizione più netta e radicale a questo sistema, non vogliamo solo opporci, vogliamo cancellarlo dalla faccia della storia.
Oggi sparare o urlare per strada non ha più senso.
Sperimentare l’incredibile potere della collaborazione è l’unico sistema che dà risultati.
Ed è anche un sistema sottilmente violento: fai piangere i capitalisti! Non comprargli più quei cazzo di pantaloni ricamati di dolore!
La rete è rivoluzionaria!


In Svezia il file sharing è religione

Dopo due tentativi andati a vuoto lo studente di filosofia Isak Gerson è riuscito a far riconoscere ufficialmente dallo Stato svedese la “Chiesa Missionaria del Kopimismo”, da lui fondata per promuovere il file sharing. Gli adepti si chiamano “criptokopimisti”, i simboli sacri sono il Ctrl+C e il Ctrl+V, e si prega condividendo in rete i file.
Lo scopo dell'iniziativa, spiega Gerson, è “riflettere su quali potrebbero essere i benefici se considerassimo ciò che facciamo un movimento religioso”. Su eMule potete scaricare i testi sacri.
(Fonte: Zeusnews)

Leggi qui le altre notizie di Cacao


L'email compie 40 anni

Ray TomlinsonNel 1971 Ray Tomlinson riesce a fare passare un testo da un computer all’altro sfruttando Arpanet, la rete di computer del Dipartimento della Difesa americano. Aveva appena inventato la posta elettronica o Email. Solo una ventina di anni dopo, nel 1991, nascerà Internet.
E' nato prima l'uovo della gallina.


La comunità comica

Domenica scorsa ho aperto il dibattito sulla possibilità di creare una comunità solidale in rete.
I molti contributi alla discussione hanno mostrato interesse ma anche sottolineato che si tratta di un progetto enorme che richiede passaggi intermedi. Sono d’accordo.
Oggi vorrei quindi proporre un primo passo, un po’ più semplice ma non meno ambizioso.
Costruiamo una comunità comica!
Ridere fa bene alla salute, non consuma energia, è piacevole, apre la mente, ci rende simili a Dei.
Far ridere gli altri è un piacere, un regalo e un privilegio.
Potremmo creare una comunità che gestisce un portale dove raccogliere solo il meglio delle nostre idee e di quelle che ci divertono in rete.
E potremmo far diventare questo sito un centro per lanciare iniziative artistiche, flash mob, performance e feste.
La mia idea è, similmente alla proposta più globale di domenica scorsa, quella di creare un gruppo di Saggi Claun, che collaborino alla realizzazione del sito formando una redazione… Che ne pensi?


Internet diritto umano universale

Internet“Le restrizioni all’uso di internet costituiscono una violazione di diritti umani fondamentali. Internet facilita la piena realizzazione di altri diritti come quello all’educazione, alla partecipazione alla vita culturale e sociale e alla libertà di espressione, oltre a promuovere lo sviluppo della società nel suo insieme”.
Sono le parole scritte da Frank LaRue, relatore speciale delle Nazioni Unite sulla libertà di espressione, in un rapporto presentato al Consiglio dei diritti umani dell’Onu lo scorso 3 giugno.
Sapevate che in Cina ci sono oltre 40mila addetti alla censura web?


La Società del Gioco, ovvero la Macchina della Solidarietà

(Qual è l’unico
tesoro che nessuno
vuol tenere per sé?
La conoscenza!)

Vuoi cambiare il mondo o fare solo chiacchiere?
Hai voglia di costruire la prima Comunità Ribelle ATTIVA?

Premessa 1
La vita sarebbe di molto peggiore e complicata se non esistessero al mondo tantissime persone gentili che ti aiutano dandoti informazioni utili.
Questo è uno dei modi più semplici e naturali per essere solidali con gli altri: offrire la nostra esperienza e le nostre conoscenze, condividere con gli altri quello che la vita ci ha insegnato.
La circolazione delle informazioni è la più grande macchina di solidarietà del mondo, condizione indispensabile per la felicità e il progresso.
Non a caso da sempre i malvagi hanno cercato di impedire che le conoscenze circolassero.
Lo strumento più efficace per tenere le donne sottomesse fu non insegnare loro a leggere e scrivere. I Papi vietarono per secoli la lettura del Vangelo a chi non era un prete.
Il potere di Internet, delle informazioni che veicola, sta facendo crescere la democrazia e la libertà nel mondo.

Ma oggi Internet ci permette di moltiplicare la nostra capacità di dare e ricevere informazioni, unendola a nuovi strumenti di relazione e di incontro.
Infatti, anche conoscere persone è sempre stata una fonte di potere. La Massoneria, ad esempio, è un modo per aumentare la propria capacità di contatti “garantiti” da un sistema circolare di referenze. Ma ognuno usa un sistema sostanzialmente massonico quando chiede a un amico del quale si fida di consigliargli un bravo avvocato.
Facebook è una sorta di sistema di generazione di circoli massonici. Ho usato il termine “massonici” ma è brutto. Potremmo usare il termine “gruppi di affinità etica e professionale”… Beh… anche questo nome è brutto. Va beh, spero ci siamo capiti.
Comunque potremmo costruire qualche cosa di molto più efficiente e avanzato di FB…

Premessa 2
L’Italia cambia quando cambiano gli italiani, e gli italiani cambiano modo di pensare quando cambiano il modo di vivere.
Il movimento progressista italiano sta raccogliendo grandi soddisfazioni nella battaglia per cacciare Berlusconi ma non riusciremo a cacciare pure il berlusconismo dalle teste degli italiani (comprese le nostre) se non saremo capaci di creare un diverso modo di condividere la vita. Abbiamo fatto progressi enormi nella controinformazione in rete, abbiamo strumenti straordinari, ma ancora nessuno ha inventato un sistema per creare una VERA COMUNITA’ WEB. Facebook è bello ma non ci basta.

Un nuovo modo di cooperare, condividere, conoscersi, giocare, aumentare il valore del nostro denaro.
In un viaggio con Gabriella abbiamo sviluppato un’idea e vorremmo discuterla e farla crescere insieme ai nostri insigni lettori.
Se socchiudo gli occhi e mi metto a fantasticare mi viene in mente qualche cosa che permetta di dare veramente un contributo al miglioramento del mondo traendone (una volta tanto) gradevoli vantaggi (il martirio è superato).
Penso a nuovi livelli di connessione: mettiamo insieme le nostre risorse e la nostra voglia di trascorrere il tempo in modo sensato, approfittando della meravigliosa occasione che abbiamo di vivere in mezzo a miliardi di meravigliosi esseri umani (ci sono anche gli stronzi, certo, ma quelli simpatici sono comunque tanti…).

Da dove cominciare?
Mai come oggi la conoscenza fa la differenza: il mondo oggi è sempre più complesso, allo stesso prezzo puoi ottenere cure mediche, scuole, prodotti e servizi migliori. Se hai le conoscenze giuste puoi conoscere le persone più interessanti invece di perdere tempo con gli stupidi.
Le conoscenze sono una ricchezza ma sono relativamente pochi quelli che riescono a trasformarle in utilità efficienti per sé e per gli altri.
Allora, innanzi tutto immagino una gioiosa macchina della condivisione basata su un gruppo di SAGGI che offrono informazioni. Una rete di specialisti e appassionati che aiutano gli altri ad orientarsi nella complessità.
Non voglio farla lunga ma spero sia evidente che solo fornendo un minimo di consulenza è possibile migliorare la condizione concreta di molte persone. Sono anni che vedo persone che in modo volontario e gratuito si rendono disponibili ad aiutare gli altri in settori complicati. Ma questo viene fatto in modo casuale ed episodico. Quanto di più potremmo fare se organizzassimo questa attività rendendola un servizio fruibile fuori dai ristretti circuiti delle amicizie individuali: FACCIAMO RETE!

Regalare qualche cosa fa bene.
Regalare informazioni permette anche di conoscere persone. Ma visto che regalare fa bene al sistema immunitario più degli antibiotici, quelli che regalano informazioni non devono essere egoisti e devono permettere anche a chi riceve questo regalo informativo di curarsi il fisico e l’anima regalando qualche cosa. E in effetti possiamo iniziare regalando il superfluo. Siamo la società dello spreco e possiamo liberarci di quel che non ci serve ottenendo il beneficio di fare un regalo a una persona che è stata tanto meravigliosa da regalarti informazioni. E se non hai oggetti da regalare puoi regalare il tuo tempo, quello che sai fare.

La struttura di base del Gioco dei Regali 2.0
Due anni fa proponemmo la prima versione del Gioco dei Regali, che ebbe un certo successo ma via via naufragò per l’avidità di pochi. C’era una lunga lista di regali, ne prendevi uno e ne lasciavi un altro… Io avevo messo, nel cesto dei regali, 10 fine settimana ad Alcatraz per due persone, 10 miei quadri, pacchi di libri, eccetera e anche altri iniziarono a offrire regali di un certo pregio… Poi arrivò una banda di giannizzeri che si prendeva una casa per una settimana in Sardegna, sul mare, e lasciava un cd di foto di quando avevano avuto il morbillo… Rapidamente il gioco si impoverì fino a soffocare…
Credo che per far funzionare una cosa così serva quindi un po’ di regolamentazione…
Allora immagino innanzi tutto un grande catalogo di specialisti (precedentemente valutati da una commissione di Saggi Fondatori e via via “votati” dai partecipanti al gioco, in base alla loro abilità nel dare consigli).
Poi abbiamo un catalogo di tutti i regali disponibili. E c’è una seconda commissione di saggi che giudica la congruità del valore dei regali offerti da chi riceve le informazioni.
Attenzione, non è esattamente un baratto, in quanto ricevi subito le informazioni e solo dopo decidi che regalo offrire, quindi se vuoi fregare il gioco puoi farlo, non c’è un obbligo CONTINGENTE come nel caso di un acquisto con contropartita in natura. Quindi essendo un atto volontario lo possiamo proprio classificare nella categoria dei regali che innescano il meccanismo sociale del RICAMBIARE IL REGALO. E’ la cultura della reciprocità del regalo, non si studia a scuola e non so se ci sono dotte disquisizioni filosofiche ma è così.
Il REGALO è un sistema circolare, ognuno viene festeggiato quando è il suo compleanno ed è considerato ovvio che se una persona non fa mai regali per i compleanni degli altri poi si trova che quando compie gli anni difficilmente lo coprono di regali.
Quindi una soluzione efficiente potrebbe essere che chi dà informazioni riceve in cambio dei Talenti, il denaro della Libera Repubblica di Alcatraz (che esiste, lo abbiamo veramente stampato insieme ai francobolli e ai passaporti), e con questi può comprare i regali lasciati da chi ha ricevuto informazioni.
Lo stesso meccanismo fin qui descritto potrebbe essere applicato ad altri settori…
Ad esempio, potrebbero esserci i COSTRUTTORI DI CONNESSIONI, che si occupano di costruire pagine web di un unico grande portale collettivo che offra tutti i link e i rimandi ragionati a tutto il mondo artistico etico.(1)

NOTA 1
Tanto per dare un’idea dello stato disastroso della situazione da questo punto di vista, basti osservare che non esiste una sola pagina internet che riunisca tutte le risorse della galassia progressista. Non esistono neppure portali che raccolgano tutto almeno di un settore, cioè rendano disponibili i link a tutte le agenzie di viaggio etiche o a tutte le associazioni che si occupano di commercio etico e solidale o il cartellone globale di spettacoli e manifestazioni culturali. Non esiste una connessione tra le migliaia di siti etici e solidali, culturali, artistici.
Siamo un popolo di gente divisa, rissosa, ossessionata dalle microdifferenze, preoccupata per il proprio orto.
Ma creare un simile livello di interconnessione sarebbe solo il primo passo. ANCHE NEL SETTORE DELLE RELAZIONI TRA GRUPPI E ASSOCIAZIONI POSSIAMO REALIZZARE QUALCHE COSA DI MOLTO PIU' GRANDE E NUOVO, CONDIVIDENDO CONNESSIONI E CONOSCENZE!
E ci potrebbero essere anche i VOLONTARI DELL’IMPOSSIBLE, capaci di arrivarti a casa e ripulirtela tutta, oppure diserbarti l’orto.
Persone che desiderano fornire aiuti manuali o comunque che richiedono un contatto diretto… E qui potrebbero venir fuori un gran numero di servizi potenziali...
Ma il meccanismo di gioco deve essere più appassionante se vogliamo divertirci e non solo compiere buone azioni.
Allora potremmo immaginare un terzo comitato, quello dei Saggi Burloni, che passano le notti a bere, mangiare e fare piani geniali per costruire sorprese per i Saggi che così generosamente si dedicano al bene del prossimo oppure per persone che si rivolgono a noi con estrema urgenza di coccole.
Così, anche a seconda della perizia, valenza ed eccellenza che il tal Saggio del Gioco dimostra, essi organizzano sorprese e celebrazioni coinvolgendo altri Saggi e anche semplici Affiliati (cioè coloro che ricevono ad esempio informazioni dai Saggi).
Un’altra attività del Comitato dei Burloni è quella di vivacizzare la vita sociale del gioco organizzando regalie a sorpresa per estrazione, feste, rinfreschi, mostre di pittura e concerti per pentole e piatti.

L’amore è il motore del mondo!
Ma come possiamo immaginare un gioco globale senza metterci l’amore?
Allora possiamo immaginare che le persone che hanno accumulato crediti nella Società del Gioco (quindi hanno avuto referenze positive, quindi sono persone umane) se si trovano a essere single, potranno usufruire dell’aiuto del Comitato Storie d’Amore e Affini, che passa intere notti di luna piena a vagliare i profili dei singoli giocatori immaginando trame amorose. Un servizio di aiuto sentimentale, non un semplice archivio di single inquinato da quelli che raccontano bugie sulle loro qualità. Ancora una volta è l’elemento del rapporto umano con un consulente in carne ed ossa a fare la differenza nel servizio offerto.

Provo a immaginare una struttura tecnica
Per gestire un tale arnese avremo sicuramente bisogno di un portale.
Provo a ipotizzare una struttura.

Fase 1

Pagina iniziale che propone i settori nei quali puoi richiedere una consulenza.
Potrebbe essere strutturato come forum. Suddiviso in aree tematiche (lavoro-salute-arte-benessere-bellezza-bambini-cucina-piante-animali-legge-costruzioni-prodotti e servizi).
Ogni settore ha un Master responsabile del coordinamento che si assicura che tutti quelli che fanno una domanda ricevano una risposta, e dei Saggi esperti di quello specifico settore.
L’area prodotti e servizi potrebbe essere il sito sperimentale che abbiamo già creato ma non lanciato decentemente http://www.nonfartifregare.it/.
Anche qui servirebbero una decina di Saggi che diventino Master di ogni sottocategoria merceologica (in questo sito esiste un’area Recensioni Reparti di Ospedali che potrebbe essere annullata e sostituita con un link a www.pazienti.org che realizza già lo stesso servizio di orientamento nella scelta del reparto dove farsi ricoverare e lo fa meglio di quanto si sia riusciti a far noi…).
Esiste poi un’area del portale nella quale ci sono le pagine personali dei Saggi e dove gli utenti possono dare le loro referenze e giudizi sui servizi ricevuti, creando un sistema di controllo di massa sulla qualità delle consulenze offerte.
Poi dovrebbe esistere un’area riservata ai Saggi dove si trova:
Catalogo Dettagliato delle Competenze.
Catalogo delle competenze e disponibilità dei VOLONTARI DELL’IMPOSSIBLE (lavori pratici e servizi in carne ed ossa).
Catalogo dei Regali disponibili per i Saggi, con relativo Comitato di controllo sulla congruità dei regali offerti in cambio di informazioni e altro.
Conto Bancario in Talenti dove i Saggi accumulano i loro incassi per i servizi offerti.
Il Forum dei Saggi Burloni che organizzano sorprese e eventi.
Comitato Storie d’Amore e Affini.
Un blog gestito dalla Centrale Operativa per raccontare tutto quel che succede e raccogliere e ridistribuire proposte, convenzioni, opportunità eccetera, sponsorizzazioni, ecc.

Collateralmente dovrebbe esistere anche un catalogo delle risorse in rete, servizio parallelo che offre link su tutto quanto interessa il popolo dei progressisti allegri (arte, viaggi, sport, finanza etica, condivisioni, cooperazione, gruppi d’acquisto, ecovillaggi ecc ecc).
L’ideale è che questo gruppo riuscisse poi a collegare tutti questi siti coinvolgendoli in una rete di scambio di banner e di scambio di promozione: www.stradaalternativa.it

Fase 2

Tutto ciò, una volta partito, potrebbe svilupparsi rapidamente offrendo un servizio telefonico gratuito funzionante giorno e notte e un sito web presidiato da una persona che chatta con chi entra nel sito, o ci parla via Skype.

Come si finanzia il gioco
I più prosaici tra i cortesi lettori, osserveranno che queste attività hanno un costo.
Vero.
Ma è anche vero che se parte una cosa così avremmo un sistema con una quantità enorme di pagine viste. Con un po’ di pubblicità se ne potrebbero cavare dollari.
Ci sono diverse linee possibili per finanziare il gioco… Ci potrebbero essere aziende illuminate ed etiche, disposte a offrire prodotti o servizi in regalo (una pubblicità che funziona, crea buon umore e non costa nulla, ad Alcatraz la pratichiamo da anni: dove mangiano 30 persone mangiano anche 35 persone)
E si potremmo usare formule tipo quelle di Groupon, con vendite a prezzi super scontati, oppure offerte promozionali di prodotti da testare.
Per non parlare di convenzioni o carte-sconti che potrebbero fornire alla Centrale Operativa i mezzi economici per finanziare tutto l’ambaradam.

Ulteriori spaventosi sviluppi e un milione di posti di lavoro
Ora immagina che una tale organizzazione esista…
Oltre a essere meraviglioso darebbe anche la possibilità di offrire parallelamente servizi complessi a pagamento basandosi sulla stessa logica di eccellenza e certificazione: avvocati, commercialisti, notai, massaggiatori, artigiani, eccetera eccetera…
Su un’idea di questo tipo stiamo pensandoci da tempo: anche questa struttura non esiste oggi e se esistesse semplificherebbe la vita a tutti…
Avevamo soprannominato il progetto Mamma Service.
La domanda finale è: ti interessa far parte dei 72 Saggi Fondatori necessari a dar vita al primo step del gioco? Innanzi tutto dobbiamo discuterne un po’ (usa solo lo spazio dei commenti a questa news).
Poi dovremo incontrarci, dal 4 al 10 luglio, alla festa del compleanno di Alcatraz.
Poi c'è da fare il programma, creare il forum, ecc ecc. I problemi sono molti e le questioni tecniche importanti per chi come noi non ha ancora vinto la lotteria. Ma ci possiamo provare.
E poi si inizia a giocare!

Ok, mi fermo qui, per fare un abbozzo dell’idea mi pare sufficiente.


Fare soldi con internet

GoogleSei disoccupato? Cerchi lavoro? Si sta aprendo anche per te una strepitosa occasione per guadagnare facendo qualche cosa che ti appassiona.

E’ iniziata la seconda rivoluzione del web: arrivano i soldi per i micro editori!

Lacrime, lacrime, lacrime!
Piangono le grandi concessionarie di pubblicità, le grandi agenzie che hanno distribuito per decenni fantastiliardi di soldi ai grandi gruppi editoriali togliendo alle piccole case editrici la possibilità di sopravvivere...
Nel silenzio dei mass media, che non se ne sono accorti, è avvenuta una rivoluzione.
Quello che è successo è che la pubblicità di Google ha fatto un salto di qualità enorme.
Google, anni fa, inventò la pubblicità tematica: quei piccoli annunci che trovi sulle pagine di moltissimi siti internet. Se cerchi agriturismo o vai su una pagina dove si parla di agriturismo, Google seleziona gli annunci che parlano di agriturismo. Cioè chi compra la pubblicità può indirizzarla alle persone che sono interessate a quel particolare prodotto visto che cercano articoli su quell’argomento. E non pagano la pubblicità in sé, come accade su giornali e tv, pagano solo quando una persona clicca sulla tua pubblicità ed entra nella tua pagina (click true). Già questa è stata una bomba perché permette agli inserzionisti di pagare in ragione di un risultato concreto (il numero dei visitatori realmente interessati). Inoltre questo sistema permette di calcolare, dopo un po’ di esperimenti, quanti comprano il prodotto ogni mille navigatori che entrano nella pagina che lo pubblicizza. Quindi puoi calcolare con forte approssimazione al vero e in anticipo, quanto ti costerà in pubblicità Google ogni singola vendita e quindi investire con una ragionevole certezza di incassare poi.
Già questo rendeva la pubblicità Google molto più conveniente di qualsiasi altra forma di promozione, ma i guadagni per i proprietari dei siti erano minimi, una decina di centesimi per ogni click che diventavano un euro solo per alcune fasce tematiche come i viaggi, i conti correnti, l’elettronica, le assicurazioni. Lì c’erano più soldi in ballo e gli inserzionisti erano disposti a pagare molto di più ogni click. Infatti, il costo della pubblicità di Google viene stabilito istante per istante sulla base delle offerte disponibili. Quando compri la pubblicità stabilisci anche quanto sei disposto a pagare per ogni click true. Quello che offre di più ha gli spazi più visibili, chi offre troppo poco non vede apparire la propria pubblicità.
Il che voleva dire che se il tuo sito parlava di controinformazione beccavi solo qualche pubblicità di libri che pagano molto meno dei viaggi. Quindi chi aveva contenuti di un certo tipo raccattava solo qualche manciata di euro.
La novità è che ora Google pubblica gli annunci non sulla base di quello che stai cercando in quel momento ma sulla base di quello che hai cercato nelle ultime ore.
Cioè, se io cerco i prezzi di un volo per Londra e poi vado a visitare un sito sulle farfalle, Google continua per un po’ a pubblicare sulle pagine che apro offerte per viaggi a Londra, alberghi a Londra, ristoranti a Londra eccetera.
Questo permette a Google di ottenere più click ogni mille persone che vedono la pubblicità. Ma permette anche a chi gestisce il sito di farfalle di incassare più soldi. Se sul sito delle farfalle appare solo la pubblicità di prodotti per farfalle (un settore economicamente poco vitale con fatturati pubblicitari quasi nulli) chi gestisce questo sito incasserà poco o  niente anche se ha un mare di visitatori.
Guadagno molti più soldi se Google mi spara sul sito delle farfalle una pubblicità mirata su ciascun singolo visitatore (a quelli che vogliono andare a Londra pubblicità inerenti e diverse da quelle che appaiono quando sul sito delle farfalle arrivano persone che hanno in precedenza cercato la parola agriturismo, che troveranno pubblicità agrituristiche).
Cioè succede che il sito delle farfalle non guadagna sulla base della commerciabilità dell’argomento che tratta (pessima) ma sulla base del numero dei visitatori…
In pratica otteniamo che un sito che oggi gestisce bene la pubblicità di Google, mettendone tanta e grande, può arrivare a incassare fino a 7 euro ogni 1.000 ingressi, mentre col vecchio sistema si stentava ad arrivare a un euro.
E i prezzi stanno aumentando velocemente via via che i compratori di pubblicità si rendono conto che questo modo di fare marketing è veramente migliore di qualsiasi altro per la maggior parte dei prodotti in commercio. In Germania sono già arrivati a punte di 18 euro di rendimento per ogni 1.000 pagine viste. E gli analisti prevedono che, con tassi di crescita del 15% annuo e più, arriveremo nel 2014 a un mercato web da 55 miliardi di dollari solo negli Usa, il 21% del mercato pubblicitario.
Ma sono pronto a scommettere quello che volete che l’incremento sarà ancora maggiore perché già oggi la convenienza del sistema Google ha doppiato quella di qualunque tipo di pubblicità. Il che potrà solo favorire i microeditori.
In Italia l’esplosione sarà ancora più forte visto che nei prossimi anni si prevede un aumento degli utenti web di parecchi milioni di unità e aumenterà il tempo passato in rete e pure il volume dell’e-commerce…
Quindi chi avrà buone idee potrà sperare di raggiungere numeri interessanti. Con 10 euro di rendimento ogni mille pagine visitate, con 1 milione di ingressi incasso 10.000 euro, che iniziano a essere soldi. Bisognerà però aspettare che il mercato italiano cresca ancora un po’… Ma i saggi potrebbero iniziare a pensarci da adesso.
E io, che sono un maniaco della cooperazione mi chiedo se non sarebbe sensato creare network ecoetici e artistici che aiutino i gestori del singolo blog a diventare visibili. Credo che una specie di syndacation potrebbe essere una svolta per molti che hanno la capacità di produrre contenuti di grande interesse ma si troverebbero in difficoltà nel gestire un sito in modo tale che sia molto visibile… Per fare i numeri e salire nella visibilità sui motori di ricerca devi avere molti siti che ti linkano…
Ci siamo già mossi in questa direzione con www.stradaalternativa.it, sito di scambio banner a costo zero, che oggi raccoglie più di 400 siti web e ha già totalizzato 59 milioni di banner visti e portato sui siti che aderiscono al circuito 127.233 nuovi visitatori.
Ma abbiamo altre idee che ci frullano per la testa…
Apriamo una discussione?
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Chi farà i soldi con Internet?

Questo si stanno chiedendo migliaia di super manager, mentre infuria la crisi della musica su cd e dei giornali di carta (ad esclusione de il Fatto Quotidiano).
Eminenti studiosi si cimentano a risolvere l’arcano. In palio, si dice, ci sono ricchezze tali da far impallidire il tesoro di Tutankamon. Visto che ho letto tante corbellerie, e che alcune delle ipotesi più accreditate sono fallite (come quella di far pagare i contenuti dei quotidiani on-line), mi permetto di avanzare anche io un’ipotesi.
Io credo che la rete sia fisiologicamente, strutturalmente, un animale difficile da governare per chi ha in mente il concetto tradizionale di guadagno.
Molti hanno già osservato che le imprese che hanno ottenuto i maggiori successi economici in rete sono quelle aziende che hanno regalato qualche cosa di molto utile.
Non pago nulla per fare le ricerche con Google, per mettere i miei video su Youtube, o per aprire un profilo Facebook. Sarebbe ora di capire che questo è l’unico sistema per guadagnare che la rete offre. Internet è un fiume che ha un’unica direzione: rendere disponibili servizi gratuiti. La promessa che fino ad ora la rete ha mantenuto è stata quella di permettermi di realizzare in un’ora, gratis, quello che altrimenti avrei ottenuto solo pagando e impiegando parecchio tempo. Invece di andare fino all’edicola e comprare un giornale me lo guardo restandomene a letto. E non ho un solo giornale a disposizione, li ho tutti!
Per quanto un giornale mi offra in un’area riservata articoli più belli, contenuti più ampi o quel che vuoi, ci sarà sempre qualcun altro (o migliaia di altri tutti assieme) che mi offre di meglio gratis. Quelli disposti a pagare per ottenere qualche cosa di più continueranno a esistere ma resteranno sempre una nicchia di mercato.
La mia idea è che nei prossimi anni la rete e il mercato si muoveranno verso la direzione di fornire gratuitamente servizi sempre più complessi. Complessi ma facili da usare.
Quello che accade oggi all’essere umano è che via via che cresce la sua capacità di fare, grazie alle nuove tecnologie, aumenta anche la difficoltà nel compiere delle scelte. Cento anni fa si entrava in un negozio e si comprava la farina, lo zucchero, il burro. Oggi ogni volta che compro qualche cosa devo scegliere tra centinaia di marche e di opzioni, e sono ben cosciente di essere esposto a ogni sorta di etichetta falsa, certificazione di fantasia, truffe, veleni, adulterazioni. Io credo che l’elemento chiave che determina le aspirazioni del consumatore/cittadino è che non sa più che pesci prendere. Ed è sempre più convinto che ci sia qualcun altro che riesce a spendere i soldi meglio di lui. La gente sa bene ormai che lo stesso cellulare, la stessa quantità di minuti di conversazione la puoi pagare più o meno a seconda della tua conoscenza dei contratti, delle tariffe, delle specifiche tecniche e delle modalità d’acquisto. Molti rinunciano a capirci qualche cosa ma lo fanno soffrendo perché sanno che ci rimetteranno denaro e fatica. E lo stesso vale se devi scegliere in quale ospedale farti ricoverare, che scuola scegliere per i figli, quale chirurgo ti aprirà la pancia. Sai che ti potrebbe capitare quello che si dimentica le garze, le forbici e l’orologio nella pancia dei pazienti. Io credo che nel futuro nasceranno servizi web che si proporranno ai consumatori come servizi di consulenza gratuita. Consulenza su qualunque settore del mondo. E queste società investiranno grandi somme di denaro nella certificazione dei prodotti e dei servizi e nell’assistenza alle persone dopo l’acquisto. Saranno molto più dei semplici servizi automatizzati di oggi. Non ci si limiterà a offrire un motore di ricerca o un archivio di recensioni sui prodotti, realizzate dai consumatori. Io immagino la nascita di servizi globali che incorporano quelli che oggi sono le funzioni dei sindacati, delle associazioni dei consumatori, delle associazioni di tutela delle minoranze, dell’avvocato, del commercialista e molti altre funzioni che oggi sono appannaggio dell’amico che capisce di computer, la zia che è già stata in Giamaica, il fratello di tua moglie che bazzica in auto usate a chilometro zero.
E come si ripagheranno tutti questi servizi gratuiti? Semplicemente l’Organizzazione Consulenza Globale non solo ti dice quale frullatore è il migliore ma ti offre anche una tessera che ti permette di comprarlo a un prezzo veramente basso.
A te conviene perché spendi meno, hai più garanzie, hai un prodotto affidabile e l’Organizzazione di Consulenza Globale ottiene una royalty sul tuo acquisto.
Qualcuno obietterà che organizzazioni con carte sconti di questo tipo esistono già.
Altri, pronti alla critica, individueranno in questo punto la criticità: se chi certifica prende una percentuale sulle vendite, cosa gli impedirà di accordarsi per rifilare ai clienti un prodotto di minor qualità intascando dal produttore una royalty più alta?
La buona notizia è che questo può reggere per poco tempo nell’epoca del Web. Si viene a sapere subito.
L’associazione Altroconsumo è un esempio di questo discorso. Con un lavoro di più di 30 anni si è guadagnata fiducia e rispettabilità svolgendo un lavoro di qualità straordinaria. Solo recentemente, con prudenza enorme, ha iniziato a proporre ai suoi soci alcune opportunità di convenzione decisamente convenienti. E nessuno ha potuto pensare che Altroconsumo sia disposta a buttar via 30 anni di onorato lavoro per qualche punto di percentuale in più su un servizio. E’ un’idea dissennata.
Ho forti sospetti che in futuro saranno grandi organizzazioni di consulenza globale a caratterizzare il mercato in modo notevole e completamente nuovo. Ed è evidente che queste imprese dovranno innanzi tutto saper gestire il rapporto individuale e personale con i singoli clienti. E arriveranno ben presto a intervenire sul ciclo produttivo facendo in modo che le aziende producano esattamente quello che i loro associati desiderano. Ad esempio, se un’organizzazione di questo tipo oggi esistesse vorrebbe soddisfare il desiderio diffuso di possedere un’auto ecologica.
Questa nuova forma di organizzazione sociale potrebbe avere una notevole funzione di acceleratore dell’evoluzione della società verso il meglio, diventando nei fatti una forma potente di organizzazione degli acquisti e quindi un canale di distribuzione dei prodotti, ed essendo in un modo nuovo una forma di organizzazione estremamente democratica (perché desidera soddisfare le esigenze di ognuno).
Io credo che le persone abbiano desideri sostanzialmente positivi.
E’ infine da vedere chi saranno i “proprietari” di queste imprese di consulenza. Imprenditori ecologisti? Associazioni di nuovo tipo o sindacati tradizionali che si ristrutturano per far fronte a mutate esigenze?