cacao della domenica

Nuovo Manuale Minimo dell’Attore

Nuovo Manuale Minimo Dell'Attore

Carissimi,
questa settimana Jacopo lascia il posto al padre Dario per presentarvi uno straordinario libro: il Nuovo Manuale Minimo dell’Attore edito da Chiarelettere.
Chiamarlo Manuale è riduttivo, si tratta di una storia di vita e di passione, un racconto che continua l’altro Manuale Minimo pubblicato nel 1987.
Imperdibile.
Buona Lettura

Breve introduzione
Nel 1986 finalmente il presidente degli Stati Uniti concesse a Franca e a me il visto per entrare in America. Avevamo fatto domanda già cinque anni prima, ma allora non avevamo ricevuto il permesso di ingresso. Scherzando, raccontai ai giornalisti – i quali quasi all’unisono presero la mia storia per buona – che Ronald Reagan era venuto a sapere che tanto me quanto Franca eravamo teatranti. Al che il presidente avrebbe risposto con gran serietà: “scusate, ma questa è gente del mio stesso mestiere, non posso continuare a sbatter loro la porta in faccia!”.
E così arrivammo a Boston, al teatro dell’università do Harvard, per debuttare con Mistero Buffo e Parliamo di donne, e poi proseguire in tutte le città più importanti degli States. Non si trattava però solo di recitare, ma anche di partecipare a degli incontri nei vari atenei dove ci saremmo dovuti esibire nel ruolo di maestri tenendo delle vere e proprie lezioni nelle quali presentare il nostro concetto di teatro, fino a svelare le tecniche impiegate dai comici dell’arte nell’Europa del Seicento. Per andare sul sicuro entrambi avevamo preso appunti riguardo al canovaccio degli interventi. 
Una settimana appresso, l’interprete che ci seguiva, dopo aver sbirciato quegli scritti, esclamò: “Ma questo è un testo di tecnica teatrale da stampare immediatamente!” 
Franca era d’accordo, e così, negli intervalli fra un debutto e una lezione, cominciammo a stendere la sequenza degli argomenti da sviluppare. 
Finita la tournée con la quale ci eravamo esibiti da New York a Washington, da Baltimora a Los Angeles, tornammo in Italia e presentammo a Einaudi il testo che intitolammo Manuale minimo dell’attore. Con nostra grande sorpresa quello scritto venne tradotto nelle principali lingue straniere e il numero di edizioni fu impressionante. Per anni gli editori ci spinsero a scrivere il seguito, magari intitolandolo Nuovo manuale minimo dell’attore
Promettevamo a tutti di sì, ma avevamo in ballo programmi irrimandabili.

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AD ALCATRAZ - Una vacanza in un altro mondo

In una vacanza standard scegli un posto dove andare a dormire e poi ti organizzi le giornate. Ad Alcatraz invece ogni giorno gli eventi ti vengono a cercare, te li trovi già lì. È una vacanza per pigri dinamici, perché non serve muoversi. Risparmi tempo e fatica e le giornate si allungano. Ma non è una cosa tipo villaggio vacanze, dove tutto è preconfezionato, premasticato. Se hai voglia di partecipare a un laboratorio creativo puoi realizzare veramente qualche cosa di completamente diverso. Puoi inventare e giocare sul serio a raccontare: non realizziamo eventi che poi restano lì nelle foto ricordo del telefonino, quel che costruiamo finisce sulla rete e porta in giro per il mondo la tua visione della vita. Facciamo arte vera, comunicazione d’assalto, rompiamo le regole, facciamo muovere la mente di chi ascolta.

Ma questa non è una vacanza stressante per super attivisti cronici. Siamo creativi pigri. Segui i tuoi tempi. Non c’è un programma rigido. Non ci sono obblighi. Siamo libertari.
E anche se hai deciso di non fare assolutamente niente la tua pigrizia viene valorizzata. È un fenomeno spontaneo. Le chiacchiere a bordo piscina, mangiare (divinamente) nel mezzo di una tavolata, fare quattro passi lungo il torrente (al fresco) ti mettono in contatto con persone particolari, che hanno scelto di inventarsela la vacanza e quindi (probabilmente) hanno anche qualche cosa di interessante da dirti.
La vita è l’arte dell’incontro e Alcatraz è un crocevia di percorsi che non sono banali e non puoi mai sapere chi ti sta seduto di fronte a fare colazione.
Un’immersione nel verde delle colline più selvagge e nell’aria pura di boschi a perdita d’occhio, scorci di natura incontaminata che ti massaggiano l’anima. Cibi biologici che ti rassettano le cellule ed esseri umani diversi da quelli che incontri al fast food.
Una gita su un altro pianeta, senza la scocciatura di dover prendere l’astronave per uscire dalla banalità.
Questo agosto sarà un esplosione di comicità, musica, poesia, ecofuturo, invenzioni, Yoga Demenziale e laboratori.
Fino al 9 agosto c’è il Festival della Musica con una quantità spaventosa di artisti eccellenti. Se ti metti a correre subito ce la fai ancora ad arrivare in tempo.

Dal 9 al 16 e dal 16 al 23 agosto con Eleonora Albanese e Jacopo Fo abbiamo messo insieme una vacanza naturalizzante (passeggiate lente, massaggi e ammolli in piscina calda e fredda) con un happening creativo multidisciplinare e lo Yoga Demenziale (la via comica all’estasi esistenziale).
Abbiamo voglia di creare qualche cosa insieme (cineprese alla mano) a partire dal teatro, dalla pittura e dalla musica. L’esperienza del video sul Mammuth realizzato con la Bandabardò ci ha galvanizzati. E anche la catena di storie di “Ti racconto un momento della mia vita” ci ha procurato suggestioni che vorremmo sviluppare. Ovviamente sempre rispettando le divinità pigre.

23-30 agosto Festival dell’Immaginazione con Stefano Benni, Alessandro Baricco, Lucia Poli e tanti altri.
Un’esperienza letteraria di rivitalizzazione dell’anima fantastica.
Molto meglio che leggere un libro nell’ingorgo di una metropoli balneare!

Poi dall’1 al 6 settembre ci sarà la seconda edizione del Festival Ecofuturo, che di giorno in giorno sta crescendo in modo irruente.
6 giornate tematiche trasmesse in diretta streaming, durante le quali presenteremo progetti capaci di far finalmente decollare anche in Italia la rivoluzione verde.
Anche questo avvenimento non sarà solo una vetrina ma un’occasione concreta per cambiare la realtà. Dall’edizione 2014 è venuto fuori un libro bianco (distribuito gratuitamente qui) che abbiamo presentato al Senato mettendo insieme parlamentari del Pd, di Sel e del M5S, un risultato che va oltre l’impossibile. Contiene tecnologie mature capaci di tagliare 200 miliardi di euro di spreco del sistema Italia. Nella prima settimana di settembre faremo incontrare il movimento ecotecnologico con la politica e le imprese innovative, e non faremo solo 4 chiacchiere ma daremo vita a una serie di iniziative che potrebbero segnare l’inizio del cambiamento. Se ci dai una mano anche tu!

PS: Per favore aiutaci a far girare questo post, ne va del tuo futuro!

Per informazioni e prenotazioni puoi scrivere a: info@alcatraz.it oppure telefonare allo 075/9229938-39-11.
www.alcatraz.it

Jacopo racconta cosa sta per succedere

Che cosa succede all’Ecovillaggio Solare?
Ora è quasi un anno che Casa Solare è abitata da un bel gruppo di persone!
Tutta la storia in questo video di Jacopo!

Che cosa faremo ad Alcatraz in questo bollente agosto 2015?
Un sacco di cose: Estasi Musicando, poi la Super Vera Vacanza e infine il Festival dell’Immaginazione!
Ce ne parla Jacopo in questo video!

Il teatro fa bene!
E se lo diciamo noi potete crederci!
Un’esperienza incredibile quella che stiamo vivendo grazie a questo progetto con il Mozambico.
Siamo tornati in Africa!

 

NON REGALARE UN PESCE, INSEGNA A COSTRUIRE UNA CANNA DA PESCA!

di Jacopo Fo

La solidarietà è una bella cosa. Ma quando si decide di dare una mano al prossimo spesso ci si trova di fronte a grandi difficoltà.
Negli anni '60 le fotografie dei bambini biafrani ridotti a scheletri con pance enormi fecero il giro del mondo e provocarono un'ondata di sdegno e molte iniziative per porre fine a quell'ecatombe.
Grandi quantità di cibo furono raccolte e distribuite a quelle popolazioni. Un'azione certamente meritoria che però mandò in rovina un numero enorme di agricoltori: visto che il cibo veniva distribuito gratis nessuno comprava più i loro prodotti. Il numero dei diseredati crebbe a dismisura e di lì a breve furono molte più le bocche da sfamare. Ma contemporaneamente l'ondata emotiva di solidarietà, nei paesi ricchi, si era affievolita: arrivavano meno navi cariche di cibo, mentre c'era più gente che aveva fame. Fu un disastro dentro il disastro.
Da allora il movimento solidale ha fatto enormi passi in avanti e cercato sempre nuovi strumenti per aiutare le popolazioni senza creare gravi effetti collaterali.
E i risultati si vedono: nonostante che negli ultimi 100 anni gli abitanti di questo pianeta siano quadruplicati, il numero dei morti per fame si è ridotto del 50% negli ultimi 20 anni. Non esiste luogo dove non sia all'opera qualche gruppo di cooperanti e le stesse popolazioni locali sono riuscite spesso a inventare modi per aiutarsi da sole, ottenendo risultati importanti, come nel caso delle banche dei poveri, che assistono oggi più di 200 milioni di donne.
Questi risultati ci incoraggiano a fare di più per cancellare le peggiori piaghe del mondo e a farlo stando molto attenti perché i problemi che abbiamo di fronte nelle aree depresse sono molto complessi.

Nei mesi scorsi, come avremo modo di raccontare da domani, è nato un progetto in Mozambico.
Perchè in Mozambico?
Nonostante la buona crescita economica degli ultimi anni, che ha contribuito a ridurre il numero di persone che vivono in stato di assoluta povertà, il Mozambico rimane un paese in via di sviluppo, in particolare nel distretto di Palma, nella provincia di Cabo Delgado, nel nord del Paese, anche se non siamo certo di fronte allo stesso livello di povertà che si incontrava 50 anni fa.
Anche a Palma esistono strutture solidali estremamente efficienti. Abbiamo visitato quei territori e le strutture sanitarie realizzate da Eni Foundation e gestite da Medici con l'Africa Cuamm, che offrono servizi medici gratuiti, compresa la distribuzione di medicine, due sale operatorie modernamente attrezzate, una casa per le donne prossime al parto e una serie di ambulatori nei villaggi.
In questo caso il problema quindi non è la mancanza di mezzi.
Parlando con i dottori che lavorano a Palma abbiamo scoperto che l'ostacolo maggiore che si incontra nell'offrire cure è semplicemente la diffidenza verso la medicina occidentale. Non si tratta di irrazionalità.
Il Mozambico è stato sotto la dominazione portoghese fino al 1975 ed è una giovane repubblica presidenziale che sta costruendo il proprio sistema sanitario. La forte presenza della medicina tradizionale unita alla poca fiducia verso i metodi di cura occidentali rappresentano un grosso ostacolo al dialogo.
I medici che agiscono in questa zona hanno da tempo dato vita a una serie di iniziative per superare questa diffidenza, agendo in modo non invasivo, ad esempio aprendo un dialogo intenso con i curandeiros locali per ottenere la loro collaborazione, al fine di far arrivare i malati più gravi alle strutture sanitarie. Questo approccio collaborativo ha dato buoni risultati ma ancora molto c'è da fare.
Abbiamo perciò studiato un progetto che partisse dal teatro sfruttando la forza emotiva di questo strumento.
La scelta del teatro deriva dal fatto che in questi villaggi esistono molte compagnie amatoriali che animano le feste e intervengono nelle scuole.
Il teatro, la musica e la danza sono le forme d'arte più diffuse e sentite.
Continua... domani! Restate connessi!

Jacopo Fo

Quanti italiani muoiono ogni anno perché hanno una zia che ha dato loro una medicina sbagliata?

E perché così tante zie italiane sono convinte di essere farmaciste?
E come fare a fermare questa strage?

In Giappone i medici prescrivono la cura specificando il numero di medicamenti necessari. In farmacia ti vendono i farmaci nelle quantità prescritte.
Sicuramente sarebbe oneroso per i farmacisti ma in cambio i medicamenti sfusi potrebbero essere pagati un po’ di più. Sarebbe comunque un risparmio colossale. Inoltre si eviterebbero un mucchio di intossicazioni dovute alla zia, che di mestiere fa l’idraulico, ma non riesce ad astenersi dal distribuire le pasticche “che a me hanno fatto tanto bene” a tutti i parenti, per qualsiasi tipologia di malanno: “Hai il diabete? Prova questa supposta di antistaminici, è miracolosa!”

Veramente non capisco perché Renzi si sia buttato a pesce su mega riforme super colossali invece di iniziare da piccoli cambiamenti che darebbero risultati immediati.
Pochi politici italiani comprendono che la realtà si cambia veramente solo procedendo a piccoli passi, iniziando dalle riforme che incontrerebbero meno resistenze. È come nel gioco dello Shangai: inizi togliendo le bacchette che si possono spostare singolarmente senza far muovere le altre.

Quello di Renzi è un comportamento strano. Ad esempio, aveva promesso di abolire i libri di testo e adottare tablet in tutte le scuole. È disposto a far incavolare come tigri milioni di insegnanti ma la lobby degli editori scolastici gli fa paura. E io che credevo che fosse Superman!

Ma anche dove non ci sono lobby feroci sembra che lo demotivi occuparsi di quisquillie.
L’illuminazione stradale, ad esempio. È da anni che ci sgoliamo su questa storia… Cosa ci vuole a fare una legge che obblighi i Comuni a sostituire le vecchie lampade con quelle a led? Si otterrebbe un taglio di almeno 1 miliardo di euro (minimo, minimo)… Non è che l’Enel si arrabbia se vende meno elettricità. E le aziende che producono lampadine lo adorerebbero…
E i termostati negli ospedali, negli uffici pubblici e nelle scuole?
Non esiste una lobby che è scesa in guerra contro i termostati. È solo che i termostati non sono telegenici.

È troppo facile liquidare l’insofferenza dei politici verso i piccoli cambiamenti spiegandola con corruzione, lobby e complotti. Non è così.
Ben più determinante è la sindrome napoleonica dei leader di partito.

La lista dei cambiamenti possibili e poco traumatici è lunga.

In Germania i medici quando si trovano indecisi sulla diagnosi e hanno bisogno di ulteriori indagini cliniche, hanno l’obbligo di prescrivere medicine placebo (in tutte le farmacie hanno un vasto assortimento di farmaci, prodotti in varie tonalità di colore e profumazione (pasticche supposte, creme, spray nasali, gocce…).
Adottare una simile procedura sarebbe un enorme risparmio economico per famiglie e Sanità e si eviterebbero effetti collaterali di medicine sbagliate perché somministrate prima di avere elementi sufficienti per una diagnosi.

Nei paesi normali esiste un’autority che valuta la correttezza dei contratti standard di banche, assicurazioni, servizi vari. Questa autorità ha il compito di cancellare le condizioni contrattuali troppo sfavorevoli ai clienti.
Lo Stato non ci guadagna nulla ma i cittadini smettono di trovarsi a firmare contratti furbeschi, con quel che ne consegue.

In Italia abbiamo una legge sui cimiteri demenziale. Per costruire un cimitero bisogna scavare una buca enorme, costruirci dentro una scatola di cemento armato pazzesca, circondare l’area con un muro di cinta alto due metri e poi riempire questi scatoloni di terra. Quindi si scavano buche nella terra per seppellire i morti. Siamo gli unici al mondo a fare un’idiozia simile. Negli altri paesi si seppelliscono le bare direttamente nel terreno. Tra l’altro la nostra legge obbliga a folli bare rivestite internamente di zinco. Se le sepolture avvengono nel terreno, invece che in loculi multipiano, il rivestimento di zinco è inutile. Cambiare questa legge sarebbe un enorme risparmio per i Comuni e anche per le famiglie, visto che le bare in legno senza zinco costano un quarto.

Beh, tanto per essere ottimista ricordo che ogni tanto qualche cosa di piccolo e bello lo si riesce a ottenere.
Martedì mattina siamo andati di fronte al Senato a regalare fiori ai parlamentari, per ringraziare simbolicamente lo Stato per una micro riforma che non ha richiesto neppure una nuova legge ma solo la sostituzione di una parola in un sub regolamento. Un’azione che più che altro ha avuto un significato propiziatorio… Ma credo sia stato un gesto importante (siamo micromaniaci!).

Ecco il volantino che abbiamo distribuito insieme ai fiori di ginestra.

Grazie Stato!!!
Quando è giusto bisogna dirlo!
Siamo sempre stati in prima linea quando c’era da criticare. Oggi dobbiamo dare atto che siamo stati ascoltati: grazie.

Insieme a molte associazioni ambientaliste abbiamo chiesto che venisse cambiato il regolamento che obbligava i Comuni a conferire gli sfalci e le potature del verde pubblico in discarica, come fossero immondizia da smaltire. Invece si tratta di biomasse che hanno un valore economico perché possono essere utilizzate per produrre calore o gas combustibile adatto alla trazione e alla generazione di elettricità.
Dal 27 maggio questa follia è stata eliminata. Secondo i calcoli della Fiper questo salutare cambiamento normativo permetterà ai Comuni di incassare più di 200 milioni di euro all’anno.
Un grande risultato a costo zero, ottenuto cambiando una sola parola all’interno di un regolamento!
Quindi questa mattina, a partire dalle ore 11,30, distribuiremo fiori di ginestra ai senatori, accompagnandoli con un messaggio di riconoscenza verso le istituzioni che hanno accolto il nostro appello.
Siamo convinti che saper ringraziare sia altrettanto importante che saper protestare.

NB
Oggi pomeriggio, insieme ad associazioni ecologiche, imprenditori e docenti universitari, alle ore 14,30, presso la sala Nassirya del Senato, presenteremo il Libro Bianco di Ecofuturo che contiene semplici soluzioni capaci di far risparmiare al sistema Italia più di 200 miliardi all’anno, creando contemporaneamente più di un milione di posti di lavoro (veri), vedi: Libro Bianco.
Innovazioni di semplice applicazione, che a volte richiedono solo piccole modifiche normative o che è possibile finanziare abbondantemente con l’enormità dei risparmi ottenuti.

Il comitato Ecofuturo Festival

 

QUI LA RASSEGNA STAMPA

Ecologia: ci sono 3mila euro all’anno per te. Li vuoi? Dacci una mano!

Martedì alle ore 14,30 presenteremo al Senato il Libro Bianco di Ecofuturo, scaturito dal festival dell’anno scorso ad Alcatraz.
La nostra ricerca dimostra che l’Italia butta ogni anno dalla finestra 200 miliardi di euro, più di 3mila euro a testa.
Non c’è nessuno che nega che dalle ecotecnologie possa venire un forte impulso per la ripresa dell’economia (e un milione di posti di lavoro, come minimo…) ma le cose vanno estremamente a rilento.
Ecco perché stiamo lavorando per riuscire a unire un fronte di persone di buon senso, disposte a superare le divisioni per ottenere alcuni semplici cambiamenti ampiamente finanziabili con i risparmi ottenuti.
Molto spesso si tratta addirittura di microriforme a costo zero.
Ad esempio, le casse dei Comuni italiani sono vittime di un regolamento assurdo che prevede che le biomasse ottenute dalle potature e dagli sfalci degli spazi verdi siano conferite in discarica, il che ha un costo e impedisce ai sindaci di ricavare denaro dalla vendita di questi scarti vegetali.
È stata lunga la battaglia su questa questione ma alla fine, il 27 maggio, è stata modificata una sola parola nel regolamento sui rifiuti. Secondo i calcoli della Fiper questo salutare cambiamento normativo permetterà ai Comuni di incassare più di 200 milioni di euro all’anno.
Questo piccolo ma concreto risultato ci convince a insistere.
E siamo così riusciti a mettere insieme, nell’incontro al Senato (incredibile ma vero) molte associazioni ecologiste e parlamentari del Pd, di Sel e del M5S!

I settori nei quali si potrebbero tagliare i costi o si potrebbero ricavare denari sono moltissimi. Si va dai biodigestori che permettono di produrre gas combustibile dai liquami umani e animali, all’isolamento termico, a nuovi sistemi per produrre energia e calore (geotermia, idrico, eolico…), ripulire i fondali dei porti, produrre bioplastiche dagli scarti agricoli…
(Per la lista completa ti rimando al Libro Bianco di Ecofuturo).

Quel che voglio dire qui è che ci troviamo di fronte a un problema che spesso viene malinteso.
In un’Italia sconvolta dalle ruberie e dallo strapotere delle lobby è facile pensare che anche il grande ritardo sulle ecotecnologie sia dovuto agli inciuci criminali. Certo anche il malaffare ha il suo peso ma 30 anni di esperienza come promotore ecotecno mi insegnano che, INCREDIBILMENTE, disonestà e lobby rappresentano solo una piccola parte del problema.
Siamo gli ultimi in Europa nell’uso dei pannelli solari termici. Non c’è nessuno che impedisce agli italiani di capire che il sole può scaldare l’acqua per fare la doccia.
E in questo caso esiste la possibilità di detrarre parte del costo della spesa dall’Irpef. Inoltre le banche, per questo tipo di interventi sono disponibili a prestare i soldi e lo fanno pure a tassi convenienti. Quindi, spalmando l’investimento su 10 anni si ottiene un risparmio. Eppure arriviamo a stento ad avere un quinto dei pannelli solari di Austria e Grecia.
I cittadini italiani sono i più spreconi d’Europa, e lo Stato spreca addirittura cinque volte di più delle famiglie. ORRORE!!! Ma le assicurazioni sprecano sei volte di più, le banche sette volte!!! Ho sempre pensato che banche e assicurazini fossero le entità più attaccate al denaro. Invece si scopre che non è così. Riescono a bruciare (letteralmente) più soldi dei Comuni.
Il problema è culturale.
E lo vediamo nella difficoltà che da anni incontriamo nel far conoscere le possibilità offerte dalle ecotecnologie.
Si tratta di argomenti che solo raramente, per strani fenomeni mediatici, diventano interessanti per i giornalisti.
E anche il movimento progressista non ha ancora messo in cima alle sue priorità la rivoluzione verde.
Sento molti sindaci lamentarsi perché non ci sono più soldi per le amministrazioni locali. Ma raramente qualcuno chiede loro perché non hanno sostituito le lampadine dei lampioni. Un mare di soldi… Milano e Roma hanno bollette che superano i 20 milioni di euro. Si potrebbero tagliare almeno dell’80%.
I pochi Comuni che lo hanno fatto vengono raramente citati per non offendere i sindaci di sinistra, da Cofferati, a Pisapia a Chiamparino a De Magistris, che non hanno neppure iniziato a tagliare veramente i pantagruelici costi energetici e sfruttare per il bene dei cittadini le risorse disponibili (non capiscono proprio che la cacca è oro!).
Ed è anche assurdo che questo argomento abbia sia così poca attrattiva per i progressisti in genere. Quando scrivo su questi argomenti il numero di condivisioni su FB crolla. Chissenefrega. Meglio parlare di altri temi che colpiscono emotivamente di più. Leggiamo fiumi di inchiostro sostenuti da decine di migliaia di “mi piace” sulle auto blu o gli stipendi dei parlamentari. Temi che giustamente fanno infuriare la gente. Ma nella migliore delle ipotesi, se tutti i parlamentari guadagnassero quanto i 5Stelle e le auto blu fossero azzerate, si otterrebbe un risparmio di 10 miliardi di euro all’anno. Dalle ecotecnologie i miliardi di risparmio potenziale sono venti volte tanto. In più, uscire dal modello dei carburanti fossili provocherebbe uno spaventoso aumento dei posti di lavoro, perché le ecotecnologie hanno bisogno di manodopera qui, in Italia. Abbiamo almeno 10 milioni di case da isolare meglio. Ed è un lavoro artigianale colossale che non si può andare a fare in Cina. Ma neanche i sindacati che lottano contro la disoccupazione se ne interessano. È un argomento tabù… Ho incontrato decine di sindacalisti ponendo loro le stesse domande: perché non vi impegnate sulla rivoluzione verde? La risposta non c’è. Ti guardano strano e basta. Soldi dalla merda? Assurdo! Lo pensano ma non hanno il coraggio di dirtelo.

Se sei arrivato a leggere fino a qui vuol dire che sei un tipo strano come me.
Quindi ti faccio una richiesta: ci dai una mano a impestare il web su questo argomento?
Ti va di inventarti video, disegni, fotomontaggi, canzoni per dar forza a questa campagna? Siamo quattro gatti a darci da fare e ogni singolo gatto in più fa la differenza…
Qualunque azione è buona, compreso scrivere a giornali e trasmissioni tv progressiste, chiedendo che diano più spazio. Ti prego: bombardali amorevolmente!
Prima o poi vinceremo comunque perché la storia va in questa direzione. Ma se vinciamo prima è meglio per tutti!
E pure per questo benedetto pianeta…

NB
Dall’1 al 6 settembre si terrà il secondo Festival Ecofuturo. Ne faremo vedere delle belle! Puoi partecipare direttamente o collegarti via web in diretta. Sei dei nostri?

Jacopo Fo