amore

Il modo di pensare che ha generato i problemi non puo' risolverli!

Lanciamo la rivoluzione emotiva!
Manifesto insurrezionale

Milioni di ore di televisione, milioni di immagini, milioni di parole contenenti il vuoto assoluto ci bombardano ogni giorno trasformando il dolore di milioni di umani in merce.
Sterilizzano la realta' perche' non ostacoli la digestione di milioni di famiglie che si ingozzano di porcherie pubblicizzate dalla televisione mentre guardano la televisione.
La broda che invade le nostre menti e' composta di una parte di paura, due parti di sesso, due parti di cavolate pazzesche.
I media distorcono costantemente la percezione del mondo.

Essi censurano il dolore e censurano il piacere.
Censurano le buone notizie, la speranza, la sacralita' della vita.
“Mi dica: come si sente dopo che la sua famiglia e' stata sterminata?”
Trasformare il dolore in evento, in prodotto, scarnificarlo dal silenzio del rispetto, dall’accoglimento della sofferenza dell’ascolto degli altri esseri umani. La tv predigerisce il dolore e lo trasforma in una piccola emozione morta.

I media sono pieni di pezzi di corpi nudi, di sesso consumato.
I media non parlano del miracolo sacro del piacere, dell’intimita', della lentezza dell’ascolto, della bonta' del desiderio, della saggezza degli istinti, della magia del corpo, della pulsazione della vita, della delicatezza della morte.

I media bestemmiano qualunque senso di Dio perche' oscurano la santita' della vita, l’enormita' dell’esperienza di poter vivere per un tempo brevissimo avendo un corpo fisico capace di percepire sensazioni nitidissime.
I media, su migliaia di canali, ci mostrano giorno e notte persone che vivono senza stupirsi, senza godere dell’incredibile di ogni istante, senza diventare esploratori del mondo, cercatori di incontri, sperimentatori professionisti di delizie.
Le rare eccezioni che sfuggono alla mannaia della censura dell’Inutile annegano in un mare di melassa ricavata spremendo stronzate.
La cacca riempie palinsesti televisivi, teatri, cinema e librerie. Siamo accerchiati da milioni di imbecilli impomatati che ci ripetono che niente e' importante al di la' dei soldi, il culo, il cazzo o la figa, e il potere di rompere i coglioni agli altri.
Mandiamo i nostri figli in scuole dove neanche per sbaglio si dice ai giovani che lo scopo della vita e' trovare il tuo scopo nella vita, il tuo magico, personale, unico modo di sperimentare questa vita intensamente arrivando alla fine a dire: e' valsa la pena di vivere. Ho visto e fatto cose veramente interessanti. Ho conosciuto persone interessanti, ho amato intensamente, ho lavorato insieme agli altri, sono stato solidale con i miei fratelli e le mie sorelle e ho lasciato un mondo migliore di quello che ho trovato.
Le chiese, le sinagoghe, i templi e le moschee sono pieni di falsi sacerdoti che anelano denaro e potere e che insegnano un rapporto con Dio basato su regolette per garantirsi una vita decente dopo la morte, invece che sulla pratica vera, quotidiana dell’amore, della ricerca, della crescita spirituale. I sacerdoti che veramente hanno colto la sfida della fede sono talmente pochi che si perdono anch’essi nella melma merdona.

Il risultato di questo stato di cose e' che la gente si affanna a cercare di possedere oggetti, persone, ruoli. Si accanisce a recitare personaggi inventati dai telefilm, vive esperienze spogliate della loro unicita' rincorrendo gli stereotipi disegnati da sceneggiatori senza anima.

E rafforza questa mali'a il fatto che ci abbiano convinto che per cambiare il mondo si debbano abbattere i governi, vincere le elezioni.
E vediamo cosi' i movimenti progressisti invischiati in questa visione del mondo senza emozione.
Perche' i leader politici non parlano d’amore?
Perche' non raccontano di sentimenti?
Perche' esistono associazioni che promuovono e difendono ogni sorta di minoranza e che si oppongono ad ogni sorta di abuso e non esiste quasi nessuno che metta al centro della sua iniziativa politica la sensibilita' verso il senso della vita.

Ancora sembra un’idea strana quella di lottare contro Berlusconi parlando d’amore.
Non si coglie la concretezza del fatto che lui e' al potere proprio perche' ha venduto per anni storie lacrimevoli e depressive alle casalinghe e cosce sgambettanti ai loro mariti.
COME E’ POSSIBILE PENSARE DI BATTERE BERLUSCONI INFORMANDO GLI ITALIANI SUL FATTO CHE E’ ACCUSATO DI DECINE DI REATI?

Lo sanno gia' e non gliene frega niente!

Il Movimento progressista ha bisogno piu' del pane di acquisire una diversa consapevolezza della realta'.

Abbiamo un presidente del consiglio che gioca di fronte alle telecamere mimando l’incularella stando dietro a una vigilessa e abbiamo il piu' votato al Grande Fratello che fa lo stesso in diretta. Le concorrenti femmine si offendono e lui trionfa adorato dalle casalinghe mentalmente brutalizzate dalla pubblicita'.
Almeno il 60% degli italiani non ha mai letto un libro in vita sua e non sa chi sia il premio Nobel Mohammad Yunus e non ha mai sentito parlare della banca dei poveri.
Almeno il 60% degli italiani non ha mai scritto qualche cosa che esprimesse i propri sentimenti o le proprie idee e non sa cosa sia un gruppo d’acquisto, cosa significa biologico. Non sa che chi vive in una grande citta' inquinata campa quasi 6 anni meno di chi abita a Macerata.
Almeno il 60% degli italiani non sa nulla di antibiotici, antistaminici, cortisone, anticoncezionali, prende medicine e fa analisi e esami clinici senza chiedersi neppure cosa stia facendo; non e' in grado di capire una busta paga o un estratto conto bancario, non sa cosa sia il tasso di inflazione e il tasso di interesse, non sa quante tasse paga ogni anno. E non ha capito la differenza tra pannelli solari termici e pannelli fotovoltaici.
Piu' del 50% degli italiani fa un uso smodato di alcool, ansiolitici, antidepressivi, sonniferi, anfetamine, ecstasy, cocaina, eroina.
Piu' del 50% degli italiani ha problemi a dormire o soffre di disturbi alimentari.
Il 50% degli italiani non prova piacere durante i rapporti sessuali (vedi qui sulla frigidita' maschile)
Il 50% degli italiani fa l’amore immaginando di farlo con una star della tv.
Il 90% dei video piu' cliccati sui siti porno mostrano un uomo che dopo aver fatto di tutto con una o piu' donne si stacca e si allontana raggiungendo l’eiaculazione con una masturbazione solitaria. Massimo della soddisfazione la trae schizzando con il suo seme su una o piu' donne. Possibilmente da un metro di distanza. Questo non e' sesso, e' un surrogato delle pistole ad acqua.
Piu' del 50% degli italiani ha fiducia in Berlusconi.
E nonostante tutta questa ignoranza gli italiani sono in testa alle classifiche dei popoli che vivono piu' a lungo (noi e i finlandesi), il che vuol dire che in fondo agli italiani piace cosi'.
Decine di secoli di invasioni e schiavitu' ci hanno insegnato che e' meglio vivere in uno stato dove le leggi hanno sempre un cavillo e se hai qualche amico e qualche protettore alla fin fine ti salvi sempre. Vivere in una nazione “a 'umma a 'umma” dove quasi nessuno e' fesso e una mano lava l’altra piace. E funziona da millenni.

Questi sono i dati di fatto dai quali partire.
Qui sono le connessioni da cogliere.
Solo se si sviluppera' il Movimento che ha il coraggio di demolire innanzi tutto gli schemi mentali possiamo immaginare di proporre agli italiani qualche cosa di meglio di quel che hanno gia' e che bene o male funziona.
(Si', e' vero, abbiamo gli argini dei fiumi sfasciati, i fondali ingorgati, le ferrovie obsolete, le case costruite sui torrenti, il cemento fatto con la sabbia di mare, le discariche tossiche, le fabbriche di morte, gli incidenti stradali, l’inquinamento, i morti sul lavoro, la criminalita' organizzata e quella disorganizzata, la corruzione, lo spreco della pubblica amministrazione… Ma nessuno e' perfetto…)

Il primo passo da compiere e' capire che NON abbiamo nessuna possibilita' di convincere con le chiacchiere gli italiani a cambiare filosofia.
La propaganda e' roba vecchia che non funziona.
Berlusconi non fa propaganda, interpreta la sua leggenda!

Educare le masse e' una gran rottura di palle e non serve a niente.

La rivolta degli anni ’60 non e' esplosa perche' qualcuno ha fatto comizi. A un certo punto e' successo che c’erano abbastanza persone che avevano voglia di vestiti colorati, gonne corte e capelli lunghi. E questi si sono vestiti come cavolo gli pareva, e si sono messi a ballare nuova musica che odorava di sesso e di peccato. E altri giovani hanno sentito la musica e hanno visto che ballavano danze stupefacenti e facevano l’amore e gli e' venuta voglia di cambiare.

Una rivoluzione inizia quando un gruppo sufficientemente grande di persone inizia a vivere nuove idee.
All’inizio sembra che non succeda niente. Poi la vita delle persone diventa completamente diversa.
Questo e' successo.
Siamo in migliaia ad aver abbandonato IL SISTEMA dell’assenza di SENSO.
VIVIAMO FISICAMENTE ALTROVE anche se siamo in una grande citta'.
Viviamo le nostre emozioni. Ci stupiamo ogni giorno per essere vivi.
Facciamo l’amore in un altro modo.
L’amicizia per noi e' una religione.
E l’amore e' il centro del mondo.
I nostri figli nascono in modo gentile.
Li educhiamo al gioco, alla creativita', alla qualita', all’indomabilita' e al rispetto.
Abbiamo lavori nuovi, inventati, non collaboriamo all’economia del dolore.
Abbiamo i nostri posti dove ballare, dove mangiare, dove imparare.
Consumiamo energia che viene dal sole, la nostra energia, abbiamo costruito le nostre case ecologiche, i nostri ecovillaggi.

E stiamo raggiungendo la massa critica che ci permettera' di far vibrare tutte le nostre vite insieme a tutto quello che in questi anni abbiamo costruito.
Esiste un pezzo di mondo che e' gia' veramente migliore.
E si sta connettendo.
Il processo di creazione di una rete unitaria e' appena iniziato.
Fra poco tutti i fili saranno collegati.
Questo e' un appello rivolto direttamente a te. Connettiti con la tua gente!
E lo spettacolo iniziera'.
Lo spettacolo di una vita diversa che si mostra, perche' ormai e' troppo grande e troppo bella e troppo potente per restare nascosta.
Noi siamo il futuro adesso.

Uno spettro s’aggira per l’Europa.
Maneggia l’arte e i flash mob, forma reti digitali tra persone che credono nella sacralita' dell’esperienza di vivere e rifiutano la lobotomizzazione emotiva.
E’ un grande movimento che ancora non si e' manifestato come realta' unitaria, come grande attrattore ideale.
In effetti questo movimento, questo modo di pensare e sentire la vita e il progresso non ha neppure un nome.

Potremmo chiamarlo:
Umani per il pensiero trasversale
Comitato per la rivoluzione creativa
Associazione per un nuovo punto di vista sulla felicita'
Movimento Umano
Fondazione per la Rifondazione Estetica della scala di valori esistenziali
Gruppo per la ricerca di uno scopo nella vita
Sole che Gode
Scuola Filosofica Comica
Partito Visionario
Falce e Cervello
Il Gruppo Facebook “Spostare le montagne e' bellissimo!”
I guerrieri della battaglia a cuscinate
I cavalieri Sincronici
Gli Ecocomici
I Claun Shamani
Gli Eticisti Allegri
Gli Elettricisti Onirici
I Guardiani delle Buone Vibrazioni

Scegliete voi un nome, o proponetene un altro.
Ma fate in fretta. Il passato non aspetta. Il futuro e' gia' qui.

DIVENTA UN ATTIVISTA CLAUN!
Ci sono centinaia di gruppi che agitano le bandiere della realizzazione istantanea e ludica del futuro migliore.
Scegli un’associazione esistente oppure creane una e connettiti!

Il nostro snodo della rete e' aperto al contributo di persone e gruppi che sono sulla nostra lunghezza d’onda.
Ci occupiamo principalmente di informazione, formazione ed ecotecnologie.
La Libera Repubblica di Alcatraz e' uno dei territori liberi dove ci raduniamo in pace. Ed e' l’unica nazione del mondo fondata sull’amore e sul ridere. (www.repubblicadialcatraz.it)
Il nostro network e' aperto allo scambio di link e banner tra siti etici: www.stradaalternativa.it.
La nostra Libera Universita' e' disponibile ad ospitare gruppi e seminari (www.alcatraz.it).
Stiamo costruendo un ecovillaggio (http://www.jacopofo.com/ecovillaggio-solare-ambiente )

La nostra ideologia e' la Rivoluzione dei Claun.
Il nostro strumento e' il comico, perche' il ridere devasta lo strato di banalita' con il quale stanno nascondendo il miracolo dell’esistente.
I nostri filosofi sono Patch Adams, Susan Parenti, Miloud, Kataria.
E siamo pronti ad affrontare un gioioso periodo di sommovimenti artistici e rivoluzioni culturali.
Siamo nati pronti.


La piu' bella favola di Natale

Tregua di Natale

C'era una volta a Ypres, in Belgio, una guerra.
La chiamarono Prima Guerra Mondiale, perche' poi ce ne furono altre.
Era il 1914 e a pochi metri di distanza gli uni dagli altri, due battaglioni degli eserciti britannici e tedeschi si combattevano dalle loro trincee.
Immersi nel fango, sotto la pioggia, calpestando i cadaveri dei propri compagni, i soldati erano logorati da un'inutile battaglia per la conquista di una striscia di terra.
In autunno i due generali nemici, impantanati anche da un punto di vista strategico, iniziano a scambiarsi i primi favori, come quello di non sparare durante l'ora dei pasti.
Inizia la “tregua di Natale”, che ebbe il suo culmine tra il 24 e il 25 dicembre 1914: i soldati tedeschi decorano gli alberi con candele e intonano canti natalizi.
Gli inglesi rispondono coi loro canti tradizionali.
Poi gli ufficiali si scambiano gli auguri a distanza.
Il giorno dopo entrambi gli schieramenti depongono i fucili e si incontrano, scambiandosi addirittura doni come sigari, whisky e cioccolata.
Nei giorni seguenti la tregua si estende lungo due terzi del fronte occidentale , in alcune zone e' poi durata fino a Capodanno.
Il giorno di Natale non fu sparato un solo colpo.

Pubblicata da Focus.it questa storia e' vera, non ne trovate traccia nei libri di storia perche' siamo dei baluba, ma e' chiaramente raccontata in una canzone folk dell’artista inglese Mike Harding, dal titolo Christmas 1914: “I fucili rimasero in silenzio […] senza disturbare la notte. Parlammo, cantammo, ridemmo […] e a Natale giocammo a calcio insieme, nel fango della terra di nessuno”.
La Storia narra che la partita si interruppe quando il pallone colpi' il filo spinato, bucandosi.
Nacque li' il terzo tempo.

Buon Natale, amici, e un felice nuovo anno.

Riprenderemo le spedizioni di Cacao quotidiano e Cacao della domenica dal 10 gennaio 2010. Se andate in astinenza da buone notizie potete leggerci ogni giorno su il Fatto Quotidiano.
 


Ops…

Un preside di una scuola media ligure e' stato assolto dall’accusa di avere abusato di una ragazzina di 13 anni e di averla molestata mediante sms. L'uomo e' stato scagionato dalla mamma della ragazzina che ha dichiarato in tribunale che l’uomo era il suo amante. Era la donna a usare il telefonino della figlia per scambiare con lui messaggi.
Condannati entrambi per idiozia colpevole.


Le ragazze del Lorenteggio sono facili

Pietro Guerra incontro' Debora Bellagamba all’uscita della discoteca Incendio dell’Anima di Abbiategrasso.
Lei aveva un vestito a righe rosse e gialle con catarifrangenti borchiati in ottone sulle natiche e due finestrelle con vetro rosa sul seno che facevano un effetto vedo non vedo ai capezzoli.
A Pietro Guerra il vedo non vedo fece un effetto paralizzante. Lui stava tornando dal suo duro lavoro di cacciatore di ratti, topi, pantegane e altri animali senza nome che vivono nelle fogne e mutano a causa degli shampoo al fosforo. Ad esempio, i ragni coniglio che saltano fanno sesso e mangiano le mosche contemporaneamente e hanno il pelo grigio e duro come una moquette di spilli.
Forse lui non aveva un buon odore di pulito. Lei emanava fragranze orientali dosate con gusto. Odori che quando arrivarono al naso di Pietro gli provocarono allucinazioni auditive (angeli e altre creature superiori che ansimavano sull’orlo del delirio tantrico cantando romanze medioevali).
Le probabilita' che la squinzia in minigonna inguinale e calze a rete in tessuto organico desse anche una sola occhiata al Pietro Guerra erano nell’ordine dei micron. Piu' probabile che il Papa si convertisse al Cristianesimo.
Ma il caso buffone mise di mezzo Lanfranco Crivelli, figlio di QUEL Crivelli che costrui' l’inceneritore di San Gerolamo Superiore, area ormai disabitata e interdetta perfino alle rotte aeree per via che li' l’inquinamento e' talmente aggressivo che usa razzi terra-aria.
Lanfranco Crivelli, geneticamente convinto di essere il miglior partito sulla piazza allungo' la mano e la passo' con intenzione insinuante sopra le natiche fluorescenti di Debora Bellagamba. E quando lei si giro' dicendogli: “Stronzo!” Lui le rispose con una sfilza di parole tanto irriguardose per quella Dea pagana che Pietro Guerra si senti' autorizzato a prendergli un polso e torcerglielo fino a che Crivelli si trovo' in ginocchio a chiedere pieta'. Dopodiche' il damerino fu costretto a scusarsi con la ragazza che come ringraziamento scocco' a Pietro Guerra un tale sorriso che lui senti' che gli si scioglieva dentro l’inverno siberiano che abitava il suo cuore comunista.
Poi Guerra chiese: “Posso accompagnarti a casa?”
Lei rispose: “Non vado mica a casa, e' solo mezzanotte.”
Lui disse: “Va bene ti accompagno dovunque tu vada e stermino tutti quelli che ti danno fastidio.”
Lei lo trovo' romantico, era convinta che lui scherzasse. Lui non scherzava.
Inizio' cosi' un amore travolgente. Lui la porto' a vedere come brillava di notte la discarica abusiva di rifiuti ospedalieri. Si baciarono nella 500 di lui, parcheggiata tra i cumuli di auto accatastate nel deposito di uno sfasciacarrozze. Passeggiarono mano nella mano lungo il Lambro che quel giorno era viola amaranto. Lei pensava che lui fosse dark. Lui pensava che aveva avuto troppo culo a incontrarla.
Lui si lavava talmente tanto per togliersi di dosso la puzza di fogna che gli amici iniziarono a chiamarlo Lisoform.
Poi un giorno lei non venne a un appuntamento, lui la aspetto' fino a quando le violette di plastica gli si appassirono in mano. Lei non rispondeva al cellulare.
Lui si apposto' sotto casa di lei con addosso uno spigato grigio con il quale era convinto di mischiarsi tra la folla e un dolore sordo nel cuore.
La vide salire su un’auto nera, lunghissima, di quelle che se non hai un Rolex al polso non ti dicono neanche quanto costano.
Indossava un vestitino nero scollato.
L’auto scomparve nella nebbia. Lui si incollo' dietro con il suo lambrettone anni settanta truccato.
L’auto arrivo' fino a una villa in Brianza, supero' un grande cancello e spari' nel viale alberato. Pietro Guerra posteggio' il suo mezzo biruotato, scavalco' il muro di cinta e si avvicino' alla villa strisciando sulla pancia come un vietcong. Un grosso mastino napoletano gli si fece incontro con fare minaccioso. Il mattino dopo lo trovarono annodato e a lungo si chiesero chi avesse potuto trattare un cane in modo tanto orribile.
Arrivo' a una finestra e guardo' oltre il vetro. Una grande sala illuminata, un tavolo di legno massiccio coperto da una tovaglia color panna, candelabri accesi, un uomo anzianotto, con capelli nerissimi che puzzavano di falso da un miglio di distanza, stava cantando una canzone napoletana. Intorno al tavolo una decina di ragazze, tutte vestite con abitini neri scollati, ascoltavano l’uomo mentre assaporavano il gelato servito in coppette di cristallo. Guerra non era un intenditore ma non gli fu difficile capire che dovevano costare ognuna quanto un’automobile di media cilindrata.
Poi il vecchio si avvicino' a Debora, disse qualche cosa, lei si alzo', lui la prese tra le braccia e iniziarono a ballare un lento.
Proprio in quel momento Pietro si senti' puntare una pistola alla nuca. Un giovanotto che sembrava un armadio con addosso una giacca tagliata su misura (e non gli stava bene) lo guardava con un sorriso che riluceva nella notte. Pietro penso': “I dentifrici che sbiancano i denti fanno anche dei buchi nel fegato. Non vivra' a lungo.” Dopodiche' sorrise anche lui. Infilo' il suo dito nella canna della pistola e poi disse: “Se spari ti scoppia il mio dito in faccia e ti sporchi la camicia bianca.” Poi approfittando dello sconcerto della guardia del corpo gli mollo' uno schiaffone che a Niguarda qualcuno disse: “Un tuono... verra' a piovere!”
Poi entro' dalla finestra, ma siccome era blindata entro' portandosi dietro tutto l’infisso.
“Ma era un infisso che mi hanno garantito a prova di bazooka!” Disse il vecchio con i capelli strani.
“Non fanno piu' i bazooka di una volta.” Rispose Pietro Guerra. Poi lo guardo' meglio e gli disse: “Che tacchi alti che hai!” L’uomo con i capelli strani avvampo’ per l’umiliazione. Pietro guardo' Debora e le disse: “Andiamo via. Tutti i soldi del mondo non valgono un amore puro!” Lei rispose: “Ma tu sei scemo, mi ha promesso che faro' la letterina e forse anche il viceministro!”
“Ma io ti amo!” dichiaro' Pietro.
“Chissenefrega!” Rispose Debora.
Allora Pietro Guerra fu preso da una rabbia indicibile. Una rabbia di secoli pieni di vecchi babbioni che si rapiscono le ragazze piu' appetitose circuendole con promesse di vite facili asfaltate di diamanti e sottraendole cosi' ai baci onesti di giovani lavoratori comunisti, poveri di denaro ma ricchi di sentimenti.
Pietro Guerra inizio' a tremare.
Debora grido': “Oh mamma sta andando in sovraccarico!” E inizio' a scappare seguita da tutta la banda di ragazze con vecchio satiro al seguito.
Erano gia' a bordo delle lunghe auto nere lanciate sulla tangenziale quando il cielo si illumino' a oriente e la sopraelevata sobbalzo'.
Della villa, il giorno dopo, trovarono solo il comignolo.
Nessuno vide mai piu' Pietro Guerra. Ma ogni tanto, nelle notti di nebbia e gelo, qualcuno dice di avere sentito una specie di rombo profondo, una voce che viene direttamente dai confini del mondo e che dice: “Maledetti capitalisti calvi!”

 


Storie d'amore

San Francisco, 1959: Diane Harris e Rodney Day, studenti, hanno un incidente in macchina e vengono ricoverati in ospedali diversi. La madre di lei, con un inganno, dice al ragazzo che la storia e' finita e che sua figlia non vuole piu' rivederlo.
I due si separano, Diane si sposa e divorzia due volte, Rodney rimane vedovo.
Qualche settimana fa, grazie a Internet e ad una e-mail, i due sessantenni si sono ritrovati, ribaciati e convolati a nozze.
Il primo incidente stradale non si scorda mai!
(Fonte: New York Post)


Corri Forrest, corri!

Straordinaria storia d'amore dal Colorado, dove Martha Michel, una signora novantenne, per amore del marito scomparso, percorre ogni giorno una lunga passeggiata nei boschi attorno alla casa di cura dove Lester fu ricoverato negli ultimi giorni della sua vita.
Fa sempre lo stesso tragitto, che prima compiva col marito, ormai da una decina di anni, per un totale di 16mila km percorsi, 3 volte il coast to coast degli USA!
Forse ne faranno un film.
(Fonte: Tgcom)