corretta manutenzione maschio

Penelope di Punto Radio intervista Jacopo Fo sulla Corretta manutenzione del maschio

Jacopo Fo La corretta manutenzione del maschio

Intervista telefonica a Jacopo Fo per il programma Penelope Beveva in onda su Punto Radio.
Si parla del libro "La corretta manutenzione del maschio".


Come fare pace con la persona che ami

Jacopo Fo La corretta manutenzione del maschio(L’amore vero si vede anche in quel che fai per uscire dalle risse sentimentali)

In questo momento di crisi economica assistiamo anche a una serie di dissesti nelle coppie che convivono e condividono l’economia famigliare.
Sospetto che le due cose siano collegate…

Esistono anche altre ragioni di contrasto nella coppia ma può essere un buon modo per schematizzare i contrasti mappare una tipologia piuttosto diffusa di rissa sentimentale ai tempi della crisi…

Se il maschio ha problemi sul lavoro rischia di stare male perché non si sente adeguato ad affrontare una situazione difficile.
Per le donne è complesso comprendere i meccanismi mentali di un maschio in ansia per il lavoro.
È una questione che riguarda la struttura intima della mente maschile e femminile che è completamente diversa (vedi video La corretta manutenzione del maschio.)
Semplificando e riassumendo potremmo dire che le donne hanno al centro del loro modo di pensare le relazioni.
I maschi sono mentalmente puntati verso le realizzazioni.
Spesso le donne chiedono, giustamente, che l’uomo dedichi più tempo a parlare, condividere, stare assieme.
Il maschio risponde: sono in una situazione di emergenza.
La femmina ribatte: sei sempre in una situazione di emergenza. E proprio perché sei in difficoltà dovresti staccare più spesso la spina così che ti si schiariscano le idee. Ti si intorpidisce il cervello se continui a macinare acqua e preoccupazioni.
Per le donne spesso la strenua battaglia del maschio sul fronte del lavoro è qualche cosa di esterno alla coppia. “Lavori troppo.”
Credo siano parecchie le donne che protestano per la mancanza di disponibilità di tempo ed energie da parte dell’uomo che amano.
Ed è comprensibile che esse siano preoccupate per la perdita delle “cose importanti della vita” sacrificate dal maschio sull’altare della produttività, degli impegni e delle preoccupazioni… Ovviamente non sempre avviene questo ma sospetto che sia una situazione diffusa…
Le donne, anche quelle che lavorano e sono professionalmente appassionate, vedono comunque il lavoro in modo diverso dal maschio. Per gli uomini il riconoscimento dell’impegno esterno alla coppia è un elemento essenziale. Le donne stentano a credere che l’attività maschile, indirizzata al successo sul lavoro, sia qualche cos’altro della semplice sete di realizzazione, fama e gloria.
Non riescono a vedere che per il maschio la realizzazione sociale è un tutt’uno con il suo imperativo genetico di difendere la donna e i bambini… È un atto di amore, anche se tecnicamente va a sbattere con la reale disponibilità a vivere questo amore.
E il ricevere l’apprezzamento della donna che ami per il lavoro svolto, è elemento essenziale per l’autostima e molla fondamentale dell’attrazione e della soddisfazione.
Sì, siamo come i bimbi: abbiamo bisogno di gratificazione esattamente come per una donna è importante sentirsi dire che è bella. Non è molto virile da parte nostra ma è così.
Se non c’è questa stima il maschio entra in crisi: non si sente all’altezza della situazione e sperimenta poi tutta una serie di difficoltà nella relazione. E l’insicurezza inoltre si abbatte come uno tsunami sul desiderio e l’efficienza sessuale.
(vedi Appello alle donne: siamo maschi, lasciateci combattere!).

Sia che tu stia litigando con il tuo amore a causa di problemi analoghi a quelli fin qui descritti, sia che tu stia affrontando contrasti per altre origini, ti troverai comunque nella situazione tipica della litigata tra innamorati.
E forse ti farà piacere sapere che il 90% delle coppie vive gli scontri grossomodo nella stessa maniera.
Mal comune mezzo gaudio.

Forse comprendendo meglio la natura dello scontro possiamo farci venire qualche idea su come affrontarlo.
Non vi prometto facili soluzioni… Sarei un pirla mentitore vanaglorioso se lo facessi. Vorrei solo proporre un tentativo di mappatura della rissa, nella speranza che qualche gentile lettore voglia condividere altre idee… Come sa chi legge da tempo Cacao, aprire discussioni e mettere insieme idee è una nostra passione…

Innanzi tutto cosa succede quando la coppia entra in crisi?
Ovviamente c’è un terreno di scontro e ci sono posizioni cristallizzate, stratificazioni di piccoli contrasti quotidiani.
Quando il dissidio esplode assistiamo a una serie di DICHIARAZIONI DI RIVENDICAZIONI CON CONTORNO DI CONTUMELIE.
E non solo c’è una lista di recriminazioni e proteste ma c’è un blocco della comunicazione che assume varie forme. La più diffusa è che uno dei due si sfoga parlando (a volte a voce leggermente alta) e l’altra persona, specularmene, reagisce con un ostinato silenzio, durante il quale pensa interi discorsi di recriminazione e protesta senza riuscire a pronunciarli.
Ed entrambi soffrono perché non capiscono e rifiutano la modalità dell’altra metà della coppia.
Quindi abbiamo una doppia impasse: entrambi si lanciano accuse, entrambi scelgono un terreno di comunicazione diverso, una persona parla troppo, l’altra troppo poco. Una persona incazzandosi si spalanca, l’altra incazzandosi si chiude.
Io credo che il primo passo, se si vuole ricostruire il rapporto su nuove basi, sia riconoscere questo stato di fatto.
1: Entrambi abbiamo una lista di cose che non sopportiamo. Entrambi siamo convinti di aver ragione e su questa ragione abbiamo a lungo rimuginato.
2: È difficile fare pace perché ognuno è fermamente convinto di aver ragione e per di più ognuno comunica in modo diverso (anche il silenzio è un modo di comunicare, merdoso quanto vuoi ma è comunque un modo di comunicare, di manifestare il proprio stato d’animo).
3: È uno scontro nel quale nessuno dei due può vincere. Anche se uno dei due alla fine cede e accetta il punto di vista dell’altro non si arriva a una reale soluzione ma solo a nascondere il problema sotto il tappeto. Riuscire a imporre il proprio parere, convincere, dà solo una vittoria momentanea. La coppia, per sua natura ha bisogno della più profonda solidarietà e condivisione. Il prevalere di uno dei due alla fine danneggia il sentimento stesso dell’amore. Infatti, l’amore c’è se esiste il desiderio della condivisione. Questo desiderio sparisce se alla fine, a furia di tenermi il muso, hai partita vinta. In effetti non vinci nulla.
4: Un rapporto d’amore che entra in crisi può salvarsi solo se è capace di rinascere stabilendo un nuovo e più profondo livello di accettazione e stima reciproca. Serve un salto di qualità oppure il rapporto è destinato ad agonizzare nella fine del desiderio. Non esiste una terza via, in amore il grigio non esiste: o è bianco o è nero. Il desiderio non si può imporre.

Riconoscere la dinamica di guerra
Credo che sia essenziale ammettere l’evidenza che il nostro modo di gestire i contrasti amorosi è basato sulla modalità della guerra e della vendetta. Non lo facciamo “apposta”, ci viene spontaneo, non ce ne accorgiamo neanche ma mettiamo generalmente in atto una strategia basata sul nostro diritto a emettere sentenze sul comportamento dell’amante e sulla nostra capacità di ritorsione, vendetta e ricatto. Il primo passo è ammettere che all’inizio dello scontro entrambi abbiamo abbandonato il linguaggio amoroso. La priorità diventa “far capire alla persona che amo che sbaglia e che deve avere un diverso comportamento”. Gli strumenti della guerra sono: insistere a spiegare le proprie ragioni (a volte ossessivamente) e mettere in atto comportamenti che puniscono la persona che ami. Quando si litiga, si affama emotivamente l’amante, si fa lo sciopero del sesso (ti è passata la voglia), delle parole, degli sguardi d’amore, delle carezze (non te la senti).
Non lo si fa razionalmente ma alla fin fine nello scontro amoroso misuriamo il nostro potere sull’altro.

Una strategia d’uscita dallo scazzo invalicabile
Tutto quel che ho finora scritto disegna una mappa dello scontro che ha la caratteristica di una tempesta perfetta: apparentemente non esiste nessuna via d’uscita.
Possiamo però, forse, immaginare una mossa del cavallo.
Una volta che due persone si rendono conto della specularità e complementarietà del loro atteggiamento e dei loro motivi di scontro, potrebbero, ad esempio, “sterilizzare il campo di gioco”, riconoscendo veramente la posizione dell’altro e dandosi un tempo e uno spazio per farlo. Non so come si può fare… mi viene in mente che ognuno potrebbe ad esempio scrivere, o declamare di fronte alla webcam la lista delle proprie proteste, disaccordi e lagnanze.
Ti elenco tutto quello che non mi va del modo che hai di comportarti con me, senza criticarti ma elencando quello che mi fa stare male.
Si potrebbe poi passare a una fase che potremmo chiamare METTITI NEI MIEI PANNI.
Io cerco di riassumere con parole mie le tue ragioni, sospendo il desiderio di criticarle, mi impegno invece a verificare di aver esattamente compreso le tue ragioni e tu fai lo stesso con me.
La base di ogni trattativa è la chiara comprensione delle richieste dall’altra parte.
Quindi si potrebbe stabilire che ci incontriamo per due ore sospendendo per tutto il tempo i contrasti e dedicandoci a qualche cosa che in quel momento vada bene a tutti e due. Ci odiamo totalmente, però possiamo riuscire ad andare in un buon ristorante e parlare unicamente delle farfalle dello Zambia, tema che affascina entrambi.
Ovviamente se non si riesce a trovare neppure una cosa che sia per entrambi divertente da fare insieme, pacificamente, vuol dire che la storia è finita e non c’è più trippa per gatti.

A questo punto, se tutti e due rinunciano alla chimera di imporre il proprio punto di vista e scoprono di amare l’altro non NONOSTANTE i suoi difetti ma GRAZIE ai suoi difetti, forse l’amore può ripartire a un livello più profondo. Per riuscirci necessita avere qualche idea per un’azione di corteggiamento che crei stupore nel partner… Ed è indispensabile che entrambi si decida di stupire l’amante… Il miracolo dello stupore è l’unico capace di ricreare quella tensione emotiva che è la sostanza del sentimento amoroso… lo stupirsi reciprocamente è il concime dell’amore e la fonte del desiderio.

Questo è tutto quel che sono riuscito a mettere insieme. Che ne pensi?

Per approfondire il discorso vedi anche:
L’amore è rivoluzionario!