amore

L'amore ha un gusto dolce

L'amore ha un gusto dolceLo dimostra un recente studio pubblicato sulla rivista Emotion e riportato dal magazine Scientific American, condotto nell'Università olandese di Radboud. Quando si è innamorati tutto ha un sapore più dolce, anche se non c'è zucchero. I test sono stati condotti su due gruppi di partecipanti a cui è stato chiesto di assaggiare delle caramelle mentre scrivevano frasi d'amore o frasi neutre. Chi scriveva d'amore “percepiva” le caramelle più dolci rispetto agli altri. Lo stesso esperimento è stato condotto utilizzando acqua distillata completamente insapore. Stessi risultati, l'amore è dolce.
Tempo fa è stato anche dimostrato che le persone sole avvertono più freddo di chi è in compagnia di un partner. Alcuni alzano il riscaldamento, ma sarebbe più ecologico sposarsi...
(Fonte: Repubblica)

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Far l’amore è rivoluzionario!

Ho visto il film “Il matrimonio che vorrei” con Meryl Streep, Tommy Lee Jones e Steve Carell e l’ho trovato geniale oltre che grandemente girato e interpretato.
Affronta senza banalità la storia di una donna che dopo 31 anni di matrimonio si accorge di non essere felice e inizia a desiderare un rapporto vero: vuole parlare con suo marito, vuole avere un contatto emotivo e fisico, e vuole amore.
Non mi aspettavo che il film riuscisse a raccontare in modo onesto e vero le reciproche ragioni che hanno portato questa coppia di amanti ad abbandonare il romanticismo e a cadere nella routine più vuota e meccanica.
Invece si racconta bene quel che a mio parere è l’angolo più nascosto della psicologia maschile: noi viviamo come un’offesa insanabile il rifiuto, il non essere accolti, e siamo capaci di oscura vendetta autistica.
È un concetto che trovo difficile persino esporre… Potrei dire che noi maschi che abbiamo subito un’educazione patriarcale, costruiamo il nucleo centrale della nostra forza/sicurezza sulla sequenza paura-vendetta-solitudine: desidero unirmi con altri esseri umani, non essere solo ma ho paura del mondo; ho grande paura del rifiuto; e quando sperimento il rifiuto (o il presunto rifiuto) reagisco con un atto di forza e di orgoglio: mi chiudo dentro di me, come una città assediata; pratico la resistenza del rifiuto dei contatti con il mondo esterno, dimostro a me stesso e agli altri che posso vivere da solo; occhio per occhio, rifiuto per rifiuto; questa scelta la perseguo con una determinazione cieca e posso andare avanti per decenni; contraggo i miei muscoli, contraggo il respiro, censuro quello stupido del mio corpo e quell’infantile del mio istinto che anelano contatti affettivi e giochi; mi blindo dentro, uso un senso critico esasperato come cemento dell’anima… E il maschio riesce a fare all’ennesima potenza quello che per una donna è difficile: questo processo di cementificazione avviene spesso in modo formalmente pacifico… Ci sono uomini capaci di perpetrare questa vendetta emozionale continuando a portare il caffè a letto alla moglie. Non ho bisogno di strillare, non ho bisogno di far trasparire sul mio viso espressioni d’ira o di dolore: tu avrai a che fare solo con il mio avatar meccanico, io ti punirò rendendo intangibile la mia anima e annegando i miei sentimenti.
Uno spaventoso suicidio a scopo di vendetta… Io ti odio talmente perché mi hai rifiutato che mi uccido… E tu non saprai neppure che sono morto…
È certamente un meccanismo contorto, malato, infantile.
Ma è un meccanismo potentissimo che credo quasi ogni uomo abbia sperimentato… Ed è un meccanismo che i maschi tendono a tener segreto… Perché dà la misura della nostra effettiva debolezza, del nostro anelare al contatto emotivo avendone al contempo terrore, perché l’educazione che abbiamo subito non contempla la capacità di “abbassarsi” a chiedere amore. Non ti posso chiedere amore ma se tu non capisci da sola quale forma di amore io desidero, allora tu dimostri di essere mia nemica.
Mentre scrivo ho difficoltà ad ammettere con me stesso quel che sto scrivendo…
E mi rendo conto che questo meccanismo spiega molto anche sul femminicidio: un maschio che è riuscito a uccidere completamente la sua emotività perché offeso nel suo onore virile, può arrivare ad uccidere la donna che l’ha “costretto” all’autodistruzione… Soprattutto se è cresciuto nell’ideologia della vendetta come dovere d’onore e come necessità di autodifesa (mi rispetteranno solo se temeranno la mia capacità di vendetta).
È tutto qui il tormento maschile: un paio di concatenazioni illogiche…
…Ragionamenti che mettono i brividi…
Ragionamenti che fanno ancora talmente paura che si stenta a parlarne e a capire che stanno alla base dell’attuale stato di cose, sociale, politico, umano… Come ho detto tante volte sarò felice quando sentirò un leader di partito parlare d’amore durante un comizio…
Dovremo aspettare ancora un po’ visto che la maggioranza dei progressisti non coglie il nesso tra la crisi politica italiana e lo stato emotivo degli amanti.
Quante sono le coppie che non fanno più l’amore? Coppie che non si abbracciano più, che non parlano più, che non si sono mai scambiate un massaggio, che non hanno mai sperimentato uno shampoo reciproco?
Quante tonnellate di emozioni, di intelligenza, di autostima, di voglia di vivere sono state bruciate in questo falò esistenziale?
Quanti figli pensano di non avere speranze non solo per la mancanza di opportunità di lavoro ma anche perché sono cresciuti in un clima di autismo sentimentale, cementificazione della fantasia, assenza di senso?
Quando sentiremo gridare in corteo:
“Del
governo
non ne possiamo più!
Facciamo
l’amore
Facciamolo di più!”

Ps
Da un’inchiesta statistica realizzata di recente dal centro studi della Libera Università di Alcatraz risulta che tra i lettori di Cacao l’incidenza dei portatori di rapporti matrimoniali morti sia inferiore del 25% rispetto la media nazionale: siamo il Nuovo che avanza!


Come fare pace con la persona che ami

Jacopo Fo La corretta manutenzione del maschio(L’amore vero si vede anche in quel che fai per uscire dalle risse sentimentali)

In questo momento di crisi economica assistiamo anche a una serie di dissesti nelle coppie che convivono e condividono l’economia famigliare.
Sospetto che le due cose siano collegate…

Esistono anche altre ragioni di contrasto nella coppia ma può essere un buon modo per schematizzare i contrasti mappare una tipologia piuttosto diffusa di rissa sentimentale ai tempi della crisi…

Se il maschio ha problemi sul lavoro rischia di stare male perché non si sente adeguato ad affrontare una situazione difficile.
Per le donne è complesso comprendere i meccanismi mentali di un maschio in ansia per il lavoro.
È una questione che riguarda la struttura intima della mente maschile e femminile che è completamente diversa (vedi video La corretta manutenzione del maschio.)
Semplificando e riassumendo potremmo dire che le donne hanno al centro del loro modo di pensare le relazioni.
I maschi sono mentalmente puntati verso le realizzazioni.
Spesso le donne chiedono, giustamente, che l’uomo dedichi più tempo a parlare, condividere, stare assieme.
Il maschio risponde: sono in una situazione di emergenza.
La femmina ribatte: sei sempre in una situazione di emergenza. E proprio perché sei in difficoltà dovresti staccare più spesso la spina così che ti si schiariscano le idee. Ti si intorpidisce il cervello se continui a macinare acqua e preoccupazioni.
Per le donne spesso la strenua battaglia del maschio sul fronte del lavoro è qualche cosa di esterno alla coppia. “Lavori troppo.”
Credo siano parecchie le donne che protestano per la mancanza di disponibilità di tempo ed energie da parte dell’uomo che amano.
Ed è comprensibile che esse siano preoccupate per la perdita delle “cose importanti della vita” sacrificate dal maschio sull’altare della produttività, degli impegni e delle preoccupazioni… Ovviamente non sempre avviene questo ma sospetto che sia una situazione diffusa…
Le donne, anche quelle che lavorano e sono professionalmente appassionate, vedono comunque il lavoro in modo diverso dal maschio. Per gli uomini il riconoscimento dell’impegno esterno alla coppia è un elemento essenziale. Le donne stentano a credere che l’attività maschile, indirizzata al successo sul lavoro, sia qualche cos’altro della semplice sete di realizzazione, fama e gloria.
Non riescono a vedere che per il maschio la realizzazione sociale è un tutt’uno con il suo imperativo genetico di difendere la donna e i bambini… È un atto di amore, anche se tecnicamente va a sbattere con la reale disponibilità a vivere questo amore.
E il ricevere l’apprezzamento della donna che ami per il lavoro svolto, è elemento essenziale per l’autostima e molla fondamentale dell’attrazione e della soddisfazione.
Sì, siamo come i bimbi: abbiamo bisogno di gratificazione esattamente come per una donna è importante sentirsi dire che è bella. Non è molto virile da parte nostra ma è così.
Se non c’è questa stima il maschio entra in crisi: non si sente all’altezza della situazione e sperimenta poi tutta una serie di difficoltà nella relazione. E l’insicurezza inoltre si abbatte come uno tsunami sul desiderio e l’efficienza sessuale.
(vedi Appello alle donne: siamo maschi, lasciateci combattere!).

Sia che tu stia litigando con il tuo amore a causa di problemi analoghi a quelli fin qui descritti, sia che tu stia affrontando contrasti per altre origini, ti troverai comunque nella situazione tipica della litigata tra innamorati.
E forse ti farà piacere sapere che il 90% delle coppie vive gli scontri grossomodo nella stessa maniera.
Mal comune mezzo gaudio.

Forse comprendendo meglio la natura dello scontro possiamo farci venire qualche idea su come affrontarlo.
Non vi prometto facili soluzioni… Sarei un pirla mentitore vanaglorioso se lo facessi. Vorrei solo proporre un tentativo di mappatura della rissa, nella speranza che qualche gentile lettore voglia condividere altre idee… Come sa chi legge da tempo Cacao, aprire discussioni e mettere insieme idee è una nostra passione…

Innanzi tutto cosa succede quando la coppia entra in crisi?
Ovviamente c’è un terreno di scontro e ci sono posizioni cristallizzate, stratificazioni di piccoli contrasti quotidiani.
Quando il dissidio esplode assistiamo a una serie di DICHIARAZIONI DI RIVENDICAZIONI CON CONTORNO DI CONTUMELIE.
E non solo c’è una lista di recriminazioni e proteste ma c’è un blocco della comunicazione che assume varie forme. La più diffusa è che uno dei due si sfoga parlando (a volte a voce leggermente alta) e l’altra persona, specularmene, reagisce con un ostinato silenzio, durante il quale pensa interi discorsi di recriminazione e protesta senza riuscire a pronunciarli.
Ed entrambi soffrono perché non capiscono e rifiutano la modalità dell’altra metà della coppia.
Quindi abbiamo una doppia impasse: entrambi si lanciano accuse, entrambi scelgono un terreno di comunicazione diverso, una persona parla troppo, l’altra troppo poco. Una persona incazzandosi si spalanca, l’altra incazzandosi si chiude.
Io credo che il primo passo, se si vuole ricostruire il rapporto su nuove basi, sia riconoscere questo stato di fatto.
1: Entrambi abbiamo una lista di cose che non sopportiamo. Entrambi siamo convinti di aver ragione e su questa ragione abbiamo a lungo rimuginato.
2: È difficile fare pace perché ognuno è fermamente convinto di aver ragione e per di più ognuno comunica in modo diverso (anche il silenzio è un modo di comunicare, merdoso quanto vuoi ma è comunque un modo di comunicare, di manifestare il proprio stato d’animo).
3: È uno scontro nel quale nessuno dei due può vincere. Anche se uno dei due alla fine cede e accetta il punto di vista dell’altro non si arriva a una reale soluzione ma solo a nascondere il problema sotto il tappeto. Riuscire a imporre il proprio parere, convincere, dà solo una vittoria momentanea. La coppia, per sua natura ha bisogno della più profonda solidarietà e condivisione. Il prevalere di uno dei due alla fine danneggia il sentimento stesso dell’amore. Infatti, l’amore c’è se esiste il desiderio della condivisione. Questo desiderio sparisce se alla fine, a furia di tenermi il muso, hai partita vinta. In effetti non vinci nulla.
4: Un rapporto d’amore che entra in crisi può salvarsi solo se è capace di rinascere stabilendo un nuovo e più profondo livello di accettazione e stima reciproca. Serve un salto di qualità oppure il rapporto è destinato ad agonizzare nella fine del desiderio. Non esiste una terza via, in amore il grigio non esiste: o è bianco o è nero. Il desiderio non si può imporre.

Riconoscere la dinamica di guerra
Credo che sia essenziale ammettere l’evidenza che il nostro modo di gestire i contrasti amorosi è basato sulla modalità della guerra e della vendetta. Non lo facciamo “apposta”, ci viene spontaneo, non ce ne accorgiamo neanche ma mettiamo generalmente in atto una strategia basata sul nostro diritto a emettere sentenze sul comportamento dell’amante e sulla nostra capacità di ritorsione, vendetta e ricatto. Il primo passo è ammettere che all’inizio dello scontro entrambi abbiamo abbandonato il linguaggio amoroso. La priorità diventa “far capire alla persona che amo che sbaglia e che deve avere un diverso comportamento”. Gli strumenti della guerra sono: insistere a spiegare le proprie ragioni (a volte ossessivamente) e mettere in atto comportamenti che puniscono la persona che ami. Quando si litiga, si affama emotivamente l’amante, si fa lo sciopero del sesso (ti è passata la voglia), delle parole, degli sguardi d’amore, delle carezze (non te la senti).
Non lo si fa razionalmente ma alla fin fine nello scontro amoroso misuriamo il nostro potere sull’altro.

Una strategia d’uscita dallo scazzo invalicabile
Tutto quel che ho finora scritto disegna una mappa dello scontro che ha la caratteristica di una tempesta perfetta: apparentemente non esiste nessuna via d’uscita.
Possiamo però, forse, immaginare una mossa del cavallo.
Una volta che due persone si rendono conto della specularità e complementarietà del loro atteggiamento e dei loro motivi di scontro, potrebbero, ad esempio, “sterilizzare il campo di gioco”, riconoscendo veramente la posizione dell’altro e dandosi un tempo e uno spazio per farlo. Non so come si può fare… mi viene in mente che ognuno potrebbe ad esempio scrivere, o declamare di fronte alla webcam la lista delle proprie proteste, disaccordi e lagnanze.
Ti elenco tutto quello che non mi va del modo che hai di comportarti con me, senza criticarti ma elencando quello che mi fa stare male.
Si potrebbe poi passare a una fase che potremmo chiamare METTITI NEI MIEI PANNI.
Io cerco di riassumere con parole mie le tue ragioni, sospendo il desiderio di criticarle, mi impegno invece a verificare di aver esattamente compreso le tue ragioni e tu fai lo stesso con me.
La base di ogni trattativa è la chiara comprensione delle richieste dall’altra parte.
Quindi si potrebbe stabilire che ci incontriamo per due ore sospendendo per tutto il tempo i contrasti e dedicandoci a qualche cosa che in quel momento vada bene a tutti e due. Ci odiamo totalmente, però possiamo riuscire ad andare in un buon ristorante e parlare unicamente delle farfalle dello Zambia, tema che affascina entrambi.
Ovviamente se non si riesce a trovare neppure una cosa che sia per entrambi divertente da fare insieme, pacificamente, vuol dire che la storia è finita e non c’è più trippa per gatti.

A questo punto, se tutti e due rinunciano alla chimera di imporre il proprio punto di vista e scoprono di amare l’altro non NONOSTANTE i suoi difetti ma GRAZIE ai suoi difetti, forse l’amore può ripartire a un livello più profondo. Per riuscirci necessita avere qualche idea per un’azione di corteggiamento che crei stupore nel partner… Ed è indispensabile che entrambi si decida di stupire l’amante… Il miracolo dello stupore è l’unico capace di ricreare quella tensione emotiva che è la sostanza del sentimento amoroso… lo stupirsi reciprocamente è il concime dell’amore e la fonte del desiderio.

Questo è tutto quel che sono riuscito a mettere insieme. Che ne pensi?

Per approfondire il discorso vedi anche:
L’amore è rivoluzionario!

 


Appello alle donne: siamo maschi, lasciateci combattere!

La grande differenza tra maschi e femmine è dovuta al diverso ruolo naturale.
La continuazione della specie umana a livello animale necessita di due funzioni complementari. Una donna può anche essere uno straordinario scienziato o capo di Stato, ma il suo modo di agire sarà potente proprio perché essa valorizza la sua qualità ancestrale di essere femmina. Per questo vorremmo che al Parlamento le donne fossero il 50%. Tutto funzionerebbe meglio. La mente delle donne è strutturalmente forgiata sul fatto che esse fanno i figli e li accudiscono, uno sforzo assoluto. Essere madre richiede un’attenzione costante. Le donne non mollano mai l’attenzione. Quando una donna è in stato di completo relax spegne il 30% del cervello. Il maschio si è evoluto per dover affrontare grandi sforzi di breve durata: affrontare una tigre, trovare cibo, fare sesso. Poi entriamo in catalessi per rinnovare la riserva di energie necessaria per la successiva emergenza. Quando noi entriamo in stato di relax spegniamo il 90% del cervello. Siamo praticamente morti… Poi tua moglie s’incazza perché ti chiede: “A cosa stai pensando, caro?”
E tu rispondi: “A niente!”
“Ma non è possibile che non pensi a niente…”
“Non penso a niente… Giuro!”
“Ma dai, non si può non pensare a niente… Allora non mi vuoi dire a cosa pensi?...”
E via che parte la rissa sull’amante segreta…
Per tenere d’occhio i bambini che fan bordello la donna ha sviluppato un campo visivo che copre 160 gradi. Le donne vedono anche di lato. I maschi no, noi abbiamo due binocoli, le nostre pupille hanno un diametro maggiore del 10% rispetto a quelle delle donne, perché dobbiamo essere capaci di individuare il manto di una tigre nascosta nella vegetazione a 100 metri di distanza. Per questo poi quando una donna ci passa vicino dobbiamo girare la testa. Le donne guardano i maschi di passaggio quanto noi ma non hanno bisogno di darlo a vedere voltandosi, perché hanno la vista laterale…

Ma queste differenze sono facili da capire…
Io penso di avere un rapporto meraviglioso con una donna con un’intelligenza e una sensibilità straordinarie.
Ma nonostante una vita insieme e le lunghe conversazioni (a volte qualche cosa di più concitato di una conversazione…) non credo di essere ancora riuscito a farle capire il mio lato selvaggiamente maschio.
So che alle parole lato selvaggiamente maschio molte gentili lettrici sono scoppiate a ridere.
Ma credo che se capiste questo nostro aspetto i vostri rapporti con i maschi farebbero un balzo qualitativo.
Un problema di fondo dell’essere maschio oggi è proprio questo.
E la questione diventa spinosa tanto più tu sei un maschio moderno, rispetti la donna, hai ascoltato attentamente la lezione sacrosanta delle femministe, hai studiato a lungo la geografia della clitoride (e usi il femminile, non il clitoride che è fallocratico).
Perché insieme al rispetto della donna è passata anche una fottutissima femminilizzazione del maschio.

E qui è fondamentale che noi maschi ci si riappropri della nostra Natura Mascolina Selvaggia.
Cerco di spiegarmi e prego di avere un briciolo di benevolenza perché sto veramente facendo uno sforzo sovrumano per essere chiaro e parlare di un argomento che è una specie di tabù, di non detto.

Parto da una piccola osservazione.
In questo momento io e la donna che amo di più al mondo siamo in baruffa (eravamo… Successivamente abbiamo fatto pace). E so benissimo che lei vorrebbe che io andassi da lei, mi inginocchiassi a i suoi piedi e la abbracciassi le gambe. Avremmo fatto subito pace e saremmo felici.
Ma per tutta una serie di ragioni che andrò a spiegare non posso farlo. So che a lei sembrerà assurdo quel che faccio, me ne sto qui a scrivere appassionato ed emozionato perché (lo confesso) con questo articolo cerco soprattutto di portarla a letto.
Sento molte dolci fanciulle che in coro stan pensando: “Ma scemo! Se sai come sciogliere la rissa perché non lo fai è basta? È quello che lei vuole… cosa ti costa?”
Ecco il centro della questione, ci siamo arrivati: non posso farlo perché sono maschio in maniera pazzesca!
Ed è una cosa che non c'entra niente né con la virilità fallocrate, né con la difficoltà a inginocchiarsi. Io mi inginocchio mille volte di fronte alla mia sposa. Ma in questo caso c’è un’impossibilità, perché c’è una cosa non chiara e il mio istinto mi dice che devo combattere.
“Sempre con queste guerre, ma siete fissati!” Dirà qualcuna.
No, non è una questione di guerre ma di emergenze. Noi ragioniamo per emergenze, perché la nostra funzione genetica è occuparci delle emergenze.
Lo screzio con mia moglie è iniziato perché lavoro troppo. E ha ragione.
Ma non vede perché lavoro troppo.

Io sono maschio, devo occuparmi del pericolo.
E in questo ultimo anno ho fiutato il pericolo.
Penso che il peggio della crisi economica sia passato, anche se i media continuano con il terrore. Ma c’è stato un momento in cui abbiamo realmente rasentato la bancarotta nazionale.
Io ho vissuto come una minaccia reale quel che è successo.
E sono stato preso dallo sconforto quando ho visto che troppo pochi stavano facendo muro con azioni concrete di solidarietà contro la macelleria sociale.
E quando ho visto che tutto quel che scrivevo restava una posizione minoritaria nel movimento progressista ha deciso di raddoppiare i miei sforzi, scrivere più articoli, incontrare più persone, creare gruppi via web.
Eleonora ha ragione a dire che non posso continuare con questi ritmi a lungo. Lo so anch’io.
Ma io non posso diminuire gli sforzi in questo momento, con migliaia di famiglie che stanno scivolando verso il lastrico.
Cosa posso fare? Pochissimo, perché ci si ostina a credere a modelli di priorità obsoleti. Invece di organizzare convenzioni collettive per far tagliare i costi alle famiglie si pensa ai risultati elettorali…
Ma io devo continuare a battere. Mi alzo ogni mattina e mi chiedo: “Cosa posso fare oggi?”
Ed è proprio dura perché i successi sono pochi.
E il mio amore si spazientisce.
È gentile da parte sua preoccuparsi per la mia salute…
Ma io non posso smettere.
Sarebbe una rinuncia a una parte sacra della mia identità.
Non puoi chiedermelo.

E qualcuna dirà: “Il solito maschio che pretende di farmi subire le sue scelte!”
Ma mica l’ho scelto io che entrano nella sanità pubblica con l’ascia e fanno un massacro e tolgono l’assistenza ai disabili!
Se non combatto ora, quando lo faccio?
Mi dispiace ma io non arretro di un passo!
E se quel che riesco a concludere oggi non è abbastanza, faccio un sogno più grande.
E porco cane, se Dio vuole, da un paio di mesi qualche cosa s’è sbloccato, certe idee, e dai e dai, iniziano a circolare, e le realizzazioni anche. E son nove settimane che riesco a parlare in televisione di gruppi d’acquisto e risparmio energetico… Chi l’avrebbe detto che alla fine ci riuscivo… E un anno fa nessuno avrebbe scommesso un euro sul fatto che ce la facevamo ad arrivare al tetto della Casa Solare dell’Ecovilaggio. Ed è la terza casa quasi finita! Allora… Non è che sono andato a pattinare sui ghiaccioli alla fragola...
Per arrivarci disgraziatamente non ho dovuto sfondare il muso a una tigre con i denti a sciabola che fai tanto sangue in giro e si vede che sei un eroe. Mi sono dovuto ingurgitare chilotoni di merda, di conteggi, che cazzo... non so fare le addizioni neanche con la macchinetta. Ho dovuto capirmi con 100 esseri umani con 100 teste diverse, ho dovuto presentare 750 domande per autorizzazioni, certificazioni, autentificazioni geologiche, ambientali, boschive, cartografiche, catastali, comunali, provinciali regionali, nazionali, animali, europee, di Kyoto, cazzo, che è in Giappone!
E la metà del lavoro l’ho fatta per telefono nella mia cameretta, che uno pare uno sfigato, no Gengis Khan che con 30 eroi assalta la cittadella di Pechino.
Ho fatto questo discorso a Gabriella e lei mi detto: “Ma cosa vuoi? Che il tuo amore ti aspetti a casa in kimono, sventolando fiori, bella pronta all’amplesso premio?”
La mia risposta è sì.
Lo so che perdo mille punti ma è sì.
Che so che è improbabile ma vorrei che venisse riconosciuto che ho combattuto con onore e magari ho anche vinto.
E lei: “Ma perché dovrei essere entusiasta se sei arrivato al tetto? Che c’entro io?”
Ecco questo è un altro aspetto di cui non si parla mai.
Quello che il maschio fa, qualunque cosa sia, lo fa come dono alla sua donna. Se mi impegno per migliorare l’efficienza energetica non lo faccio solo per il progresso del mondo o per me…
Lo so che sembra assurdo per una mente femminile, ma mentre mi scontro con i mulini burocratici, finanziari, legali, ingegneristici, io dentro di me alla fin fine penso alle mie figlie e alla donna che amo. Alla mia famiglia. Il mondo migliore è una cosa bellissima, una cosa che torni a casa e dici: “Vedi, oggi ho spostato un sassolino, siamo milioni a farlo e piano piano creeremo un lago che darà acqua ai nostri orti e tu mangerai mele buonissime.”
Vorresti dirlo ma non lo dici. Perché se le racconti veramente quel che hai fatto lei si sente male, perché le storie son sempre quelle da mesi.
Appunto, ma sai che palle sfondare un muro a craniate che ti sembra di non arrivare mai alla fine. A volte preferirei anch’io una bella battaglia campale che entro sera o hai vinto o sei morto e via!
Invece qua il guerriero fa a chi resiste di più, insiste, persiste, crea alleanze, fa rete, capisce qual è la strada, il sentiero, la parete verticale che comunque puoi scalare.
Che alla fine diventa perfino appassionante. Perché se c’è la sfida a noi maschi alla fine ci piace anche. Che ogni tanto ti viene da ruggire, ma se sei col direttore della banca conviene che ti controlli.
Lo so che non è facile per una donna vederla da questo punto di vista. Eleonora è altrettanto impegnata quanto me nel migliorare il mondo ma lo fa in modo differente (è donna!).
Ma il maschio funziona così. E per lottare abbiamo un bisogno infantile della vostra approvazione. La molla emotiva è la vostra approvazione. Non ha senso infrangersi contro i bastioni del destino se non c’è una donna alla quale raccontarlo. E vergognosamente speriamo che lei ci dica: “Bravo! Non ti sei arreso, sei caduto ma ti sei rialzato! Sei un vero uomo.”
E vaffambagno, ci vuole tanto?

Poi è vero che siamo carenti dal punto di vista relazionale e ogni tanto ci spegniamo inattivi come un ferro da stiro fulminato.
Però è anche vero che io sono disposto a morire per te. Ora, subito. E mi va benissimo che tu non muoia per me, perché devi salvare i bambini. Non preoccuparti, muoio contento se tu continui a vivere.
Varrà due punti sulla bilancia della vita questo?
Questo è un uomo. Abbiamo un sacco di difetti e se facciamo i manager abbiamo bisogno di una segretaria femmina perché sennò siamo perduti perché non sappiamo fare l’aritmetica seguendo un filo logico.
E lei ti dice: “Ma io vorrei altro da te. Vorrei più ascolto, carezze, piccoli gesti d’amore, abbracci.”
Ok, hai ragione. E devi ammettere che mi sono anche impegnato, ho imparato a fare massaggi ai piedi con oli profumati, e aspetto sempre dieci minuti prima di passare alle aree proibite.
Ma io di fare certe cose, perdonami, non sono capace, il momento dell’approccio mi viene spesso male e tu mi dici che sono un animale.
Va beh, ma io sono nella truppa d’assalto all’arma bianca, sono stato concepito come un carro armato da sbarco…
Con la dolcezza ci sai fare più tu… Già era così difficile per me, provarci le prime volte… Avevo un’ansia… Io non sono bravo a prendere l’iniziativa… Mi trovo meglio a giocare di rimpallo, che tu mi suggerisci, mi incoraggi… Sì è vero, siamo imbranati…
Questa cosa dei tempi femminili ce l’avete spiegata e siamo completamente d’accordo, ma non l’abbiamo capita…

Insomma donne, siamo diversamente umani. Noi poco umani. Voi vi siete evolute più velocemente.
E comunque guardate che avere un maschio in casa è comodo. Sporca meno di un dobermann e ti protegge meglio. E all’occorrenza lo puoi usare per molti altri scopi, produttivi e ricreativi.
Non vi piace? Amate una donna.
Ma se vuoi un pezzo di manzo selvaggio per le tue notti d’inverno, poi non puoi desiderare che sia anche una duchessina casalinga.
E con questa frase (un pezzo di manzo selvaggio per le tue notti d’inverno) ci siamo giocati la comprensione di migliaia di femmine… Ma si doveva fare e l’ho fatto. Il mio impegno in questo articolo era dire la verità e l’ho detta.
E non credo di essere l’unico uomo che la pensa così.

PS
E ringrazia che c’è il telelavoro, che nei secoli bui agli uomini toccava partire per anni se volevano compiere grandi imprese. E le donne a casa a tessere.
Io lavoro a casa, sono presente 24 ore su 24. E vivo per te.
E compio grandi imprese sperando in un tuo sorriso.
E a volte ho tutte le ossa rotte e le clavicole sincopate e mi servirebbe proprio una qualche medicazione…


Il taxista è innamorato?

Ci sono sensazioni e emozioni che a volte non vengono percepite. Una sordità percettiva devastante. Un giorno ero in un taxi e mi telefona mia moglie. Dopo aver parlato ci salutiamo e io le dico: “Ti amo”. Spengo il cellulare e il taxista, un uomo sulla sessantina, emette una specie di grugnito. Quando noi maschi siamo da soli senza donne a volte facciamo conversazioni senza parole: solo una serie di grugniti. Quel gorgoglio gutturale del taxista voleva significare: “Che palle le donne devi digli un sacco di sciocchezze per tenerle buone”.

La consuetudine avrebbe voluto che io rispondessi con un grugnito appropriato che significa: “È proprio vero fratello maschio, ce ne tocca di sopportare se vogliamo fare sesso.” Invece decisi di mettermi a discutere. E gli dissi che amo proprio mia moglie. Non sono obbligato a dirle frasi gentili. Lui allora mi ha raccontato che era sposato da 43 anni, certo sua moglie era una bravissima donna, gli aveva cresciuto 3 figli che avevano studiato all’università, e ora gli avevano dato dei nipoti, e lei lo aveva sempre rispettato, e aveva tenuto la casa pulita e cucinava pure bene…Insomma un sacco di apprezzamenti positivi. Però lui sua moglie non l’amava. La stimava. Ma non la amava.

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Amare una donna per tutta la vita?

Oppure cambiare modello ogni 5 anni?
Il mito del maschio patriarcale è quello del latin lover. Cambiare donna ogni notte. Ma è una sciocchezza perché la prima volta che fai l’amore con una donna non c’è conoscenza, intimità, complicità e non puoi certo raggiungere il massimo dell’orgasmo.
Se cambi donna ogni notte insegui il piacere mentale della conquista, hai vinto, hai fatto un altro punto, un’altra tacca sulla tua pistola.
Ma se vuoi veramente l’estasi dei sensi ti conviene cercare qualche cosa di diverso dalle avventure.
Non esiste nella nostra cultura la celebrazione dell’estasi della millesima notte d’amore. Quando conosci tutto di lei e lei di te.
Inoltre non esiste la coscienza del fatto che l’amore cresce.
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L’amore è rivoluzionario!

La cultura dominante ha paura dell’amore e lo censura.
L’amore è l’esperienza più importante della vita? Secondo la cultura mafiosa no: megghiu cumannari ca’ futtiri (meglio comandare che fottere).
In realtà l’amore è il grande censurato della nostra cultura.
Ci sono milioni di libri e film che dicono tutto sulla seduzione, dal primo sguardo al primo bacio. Milioni di libri e film che raccontano tutto dalla prima rissa al divorzio con dolore, ma su cosa fare per amarsi tra il primo bacio e la prima litigata non si dice una parola. Un buco pazzesco nella cultura umana.
Ti dicono: e vissero felici e contenti… Ma cavolo! Ma è proprio dopo il primo bacio che inizia la grande sfida!!! È lì che devi dirmi come fare perché l’amore non si esaurisca.

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L'impossibilità di vietare.

Lui ti tradisce?
Ti sei limitata a minacciarlo o hai anche intensificato il numero di agguati orali a sorpresa?

In questi giorni mi sono trovato a discutere su una questione che ritengo sia una spartiacque filosofico: vietare è efficiente?
Si tratta di una questione che divide sia a destra che a sinistra. Ad esempio, si discute molto delle tasse che potrebbero scendere se fossero tutti a pagarle. Si tratta di una proposta sacrosanta. Ma come si fa a ottenere che realmente la maggioranza degli evasori fiscali decida di smettere?
Si inaspriscono le pene per gli evasori?
Si aumentano i controlli?
Li si appende per le parti intime a Piazzale Loreto, tutti i venerdì mattina?
Se si fa così funziona?

Esistono già pene severe per gli assassini ma questo fatto non impedisce che parecchie persone vengano uccise. Alcuni dicono: se ci fosse la pena di morte ci sarebbero meno omicidi. Ma l’esperienza di parecchi stati, gli Usa ad esempio, dimostra che non funziona così. Confrontando il numero di omicidi per ogni milione di abitanti si scopre che negli Usa ce ne sono molti più che in Italia.

Alcuni sostengono che questo dipende dal fatto che ucciderli non basta, ci sarebbero meno omicidi se invece della sedia elettrica si usasse un’affettatrice per il prosciutto, arrugginita. Ma anche qui i dati contraddicono. In epoche nelle quali il trattamento dei criminali era veramente allucinante c’erano molti più omicidi. In Italia nel 1850 c’era una forma di giustizia mediamente sadica e carceri spaventevoli e un numero di omicidi enormemente più grande di quello attuale. Si potrebbe anzi dire che il numero degli omicidi diminuisce via via che le carceri diventano più umane…
Neppure limitare pesantemente il numero delle armi in circolazione serve. Come dimostrò il film di Michael Moore “Bowling a Colombine”, in Svizzera o in Canada c’è un’analoga disponibilità di armi da fuoco in mano ai privati ma molti meno omicidi. Sembra che abbiano più incidenza nel limitare gli ammazzamenti il tempo che i tg dedicano alla cronaca nera e la protezione sociale di cui gode il cittadino (assistenza sanitaria gratuita, servizi sociali ecc).
In questi giorni è uscito il libro “L’erba del Diavolo” che ho scritto insieme a Nina Karen (edizioni Flaccovio). L’obiettivo di questo libro è proprio quello di dimostrare, mettendo insieme tutte le statistiche ufficiali degli ultimi 40 anni (un mare di statistiche), che nei paesi dove le leggi repressive sono meno dure si ottiene la riduzione del consumo di droghe pesanti, quasi si azzerano le morti per overdose, si riducono la quantità di crimini compiuti per procurarsi il denaro per comprare la droga e addirittura si osserva una leggera diminuzione anche nel consumo delle droghe leggere.
Laddove le punizioni sono più aspre e si reprimono allo stesso modo il consumo di canapa (marijuana, hashish) e quello delle droghe pesanti (eroina, cocaina, anfetamine, oppio ecc.) si ottiene sia un aumento del consumo di tutte le droghe e in particolare di quelle pesanti, aumentano i morti, i reati e i reclusi in carcere per ragioni di droga. La qualità della vita dei tossicomani inoltre peggiora drasticamente e diminuiscono quelli che riescono a liberarsi della “scimmia”.
Potremmo dire che, per quanto riguarda le droghe, la realtà dimostra che aumentare le pene non dà forza ai divieti ma ottiene proprio l’effetto contrario.
E questo, lo ripeto, non lo dico io ma i dati ufficiali forniti dai governi e dalle organizzazioni internazionali.
E, come dimostra la storia del proibizionismo sugli alcolici in Usa, i divieti non solo incrementano i crimini ma danno alla malavita strumenti finanziari enormi, capaci di far dilagare la corruzione nello Stato. Il divieto del consumo delle droghe ha fatto crescere a dismisura la mafia dandole i mezzi economici per infiltrarsi nell’economia legale e condizionarla.
E ora torniamo al discorso sulle tasse.
La Cgil ha sacrosanta ragione a chiedere la diminuzione delle tasse su pensioni e salari ma come si fa? Mi permetto di avanzare alcune idee.
Prima di tutto dobbiamo fare come in Danimarca: i lavoratori ricevono tutto lo stipendio e due volte all’anno pagano tasse. Se un operaio che guadagna 1.000 euro al mese nette, ricevesse tutto il suo stipendio, circa 1360 euro mensili, e ogni anno dovesse versare (calcolando tredicesime eccetera) circa 6.000 euro di tasse, prelevandole dal suo conto bancario… ma sai quanto gli girerebbero le palle?
Allora sì che potrebbe iniziare a svilupparsi una coscienza fiscale. E uno si incazzerebbe quando il medico, l’idraulico o il ristoratore non ti fanno la fattura… E poi crescerebbe anche la spinta a occuparsi di come l’amministrazione pubblica butta via i tuoi soldi. Pannella una ventina di anni fa aveva proposto un referendum che aboliva il prelievo fiscale a monte delle tasche del lavoratore. La sinistra osteggiò duramente questo referendum… Una grande occasione persa.
Un’altra azione essenziale sarebbe quella (che Grillo persegue da tempo) di rendere pubblici e consultabili su internet tutti gli elementi relativi all’operato della pubblica amministrazione, a partire dai video dei consigli comunali.
Sai quanti rompicoglioni si divertirebbero a spulciare i conti pubblici?
E’ chiaro che un’operazione simile, unita alla precedente, porterebbe a un aumento esponenziale del desiderio e delle possibilità di un controllo di massa su politici e funzionari.
La terza azione, indispensabile anche per dare una batosta alla criminalità, è l’abolizione del segreto bancario e dei paradisi fiscali (contro i quali sarei disposto perfino a usare i bombardieri… Ma vedrete che quando finalmente la comunità internazionale lo deciderà non ci sarà bisogno di sparare… i banchieri sono pavidi…). C’è poi l’adozione, oggi possibile, della moneta elettronica… Così tutti pagamenti diventano trasparenti… E per far questo bisognerebbe abbattere alcuni capisaldi della privacy (non ho mai capito perché la sinistra sia così attaccata alla privacy… Un conto è vietare lo spamming o le intercettazioni telefoniche non autorizzate dalla magistratura, o le telefonate di venditori assillanti… Un conto è rompermi i santissimi se metto una telecamera che riprende la strada di fronte a casa mia…).
Infine si dovrebbe semplificare brutalmente tutto il meccanismo dei processi… Abolire la possibilità di aggrapparsi ai cavilli più assurdi per non pagare il dazio…

Se chiediamo che tutti paghino le tasse senza dire come si fa non si va da nessuna parte… Oppure otteniamo solo la bancarotta dello Stato italiano, che non conviene neanche agli operai…
A questo punto arriva l’ultima domanda. Nella tua vita privata, di fronte a comportamenti che non accetti nel tuo amante o di tuo figlio o nel socio d’affari, che strategia usi?
Scegli l’imposizione, sostenuta da una minaccia di dura sanzione (non ti voglio più bene!) oppure una strategia che rimuova il contesto perverso che genera il comportamento scorretto? Cerchi mai di andare a scoprire quali sono i meccanismi meno appariscenti di un fenomeno?
Hai qualche esperienza scabrosa da raccontarci?


E' psicosi!

Matrimonio subacqueo Isola d'ElbaViola e Giampiero sono convolati a nozze a 5 metri di profondita' nel mare dell'isola d'Elba. La cerimonia e' stata celebrata dal sindaco Ruggero Barbetti, ottimo subacqueo.
Nulla da fare invece per i 260 invitati.
Attimi di panico anche quando i testimoni hanno augurato buona fortuna agli sposi lanciando dei lattarini.
(Fonte: Ansa)
Fonte imm


Il Facebook innamorato

Keir Moffatt, 26enne inglese, si trovava sul treno Cardiff-Bristol quando al suo fianco si siede la ragazza piu' bella del mondo, lunghi capelli tenuti fermi con un cerchietto celeste.
Scambiano qualche parola, poi lei scende.
Tornato a casa Keir apre immediatamente una pagina Facebook per ritrovarla e in pochi giorni raccoglie piu' di 14mila contatti da tutto il mondo. Molte segnalazioni e soprattutto messaggi di solidarieta'.
La giovane col cerchietto azzurro non si fa viva ma Keir utilizza i suoi nuovi amici per fare del bene e raccoglie 977 sterline per la ricerca contro il cancro.
Attualmente la pagina su Facebook e' stata chiusa: “Forse questa ragazza - ha spiegato – non vuole farsi trovare e io rispetto la sua privacy”.
Rimangono aperti gli account su Myspace, Twitter, LinkedIn, Youtube, Gmail, Wikipedia.
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