Pessimismo Cosmico e Gnocca Globale

di Jacopo Fo

Articolo scritto nel 2000

Ci sono informazioni che sanno tutti, che i giornali pubblicano regolarmente ma che non vengono mai messe una vicina all'altra. Facendolo si scoprirebbero aspetti del nostro mondo molto negativi e molto positivi. Si scoprirebbe che il mondo sta cambiando alla velocità della luce e che il futuro, se ci sarà, sarà meraviglioso. Questo breve saggio è scritto non per avvelenarti con altre cattive notizie ma per farti vedere come oggi ci sia realmente ala possibilità di iniziare a vivere su questo pianeta in modo degno. Succederà se un numero sufficiente di esseri umani farà alcune scelte banali, convenienti e piacevoli. Se questo non accadrà, entro 5 anni sarà messa in discussione la sopravvivenza stessa dell'umanità e passeremo alla storia come la prima specie animale che si è suicidata. Sui libri di storia degli scarafaggi saremo descritti come i più grandi coglioni della galassia. Ma io sono convinto che, dopo 6 millenni di guerre e violenze si sia arrivati a girare pagina.
Ho fede nell'umanità, nella sua immensa capacità di amare, sentire ragionare e lavorare. Sono convinto che la passione umana può spostare le montagne, e che sapremo nel prossimo secolo riparare i danni che l'inquinamento ha fatto al nostro dolce pianeta e che la violenza ha inciso nella nostra cultura. So di sembrare un pazzo e che è difficile credere che questo possa succedere.
D'altronde sarebbe stato preso per folle chiunque avesse predetto l'esplosione della ribellione mondiale del '68 o la caduta del Muro di Berlino solo trenta giorni prima che accadesse. Gli economisti i politologi e i sociologi non considerano mai il fatto che la storia si muove a balzi.
Per questo non spaventatevi se nelle prossime pagine vi fornirò alcune informazioni terribili sullo stato del pianeta e dell'umanità. Mi è necessario solo per mostrare come e perché è impossibile che un cambiamento straordinario avvenga nel breve periodo. Cercherò di farlo in modo estremamente sintetico e fornirò le indicazioni sui libri da leggere per chi voglia approfondire il discorso. Ma credo che nessuna idea sia abbastanza grande da non poter essere descritta in poche, semplici pagine. Anzi le idee più grandi occupano meno spazio. Ogni anno nel modo muoiono più persone di fame di quante ne siano morte nella seconda guerra mondiale. Le stime parlano di più di 60 milioni di persone. 3 miliardi di persone sono classificate come povere e un miliardo vive con meno di un dollare al giorno. 150 milioni sono gli schiavi e centinaia di milioni sono i bambini che vengono fatti prostituire. Solo in Usa le prostitute minorenni sono almeno 100 mila. La vita di un povero nei paesi industrializzati dura mediamente 10 anni di meno di quella di un ricco. La vita di un povero nei paesi del terzo mondo dura 30 anni di meno di quella di un ricco del primo mondo. Milioni di persone vivono sotto regimi dittatoriali, come la Cina, l'Indonesia, la Birmania, l'Arabia Saudita.
La condizione delle donne è in alcuni paesi tragica. Esse hanno nulla e tanto meno dei diritti. Un terzo delle donne del pianeta vengono picchiate dai mariti, una donna americana su 5 è stata violentata. A 20 milioni di donne nel mondo è stata amputata la clitoride, la ragione dichiarata di questa barbarie è che una donna che può godere di un rapporto sessuale è difficile da tenere sotto controllo. Orribile è poi la condizione di quelli che vengono bollati come diversi. Gli omosessuali vengono non solo maltrattati e discriminati in tutto il mondo ma spesso anche puniti duramente. In Arabia Saudita ricevono da 120 a 200 frustate. Ma raramente si tratta di omosessuali sauditi, più spesso vengono puniti in questo modo i lavoratori immigrati (nel 1996 furono 24 i filippini condannati a questa pena). Ogni anno scompaiono decine di specie animali e vegetali. Si estinguono perché interi microclimi del pianeta vengono cancellati. Il clima peggiora verticalmente, nonostante gli sforzi per negarlo compiuti da eroici climatologi. Il deserto avanza, si moltiplicano gli uragani e le inondazioni. L'inquinamento è la prima causa di morte nei paesi industrializzati, nonostante ancora qualcuno faccia finta che siano le sigarette a uccidere. Ma ormai le statistiche parlano chiaro: nelle zone meno inquinate dei paesi industrializzati si fuma quanto nelle grandi città ma la vita medi è più lunga di 3-5 anni. E mentre le auto vengono costruite sempre più veloci i morti per incidenti stradali sfiorano nel mondo il milione all'anno. Secondo il premio Nobel Rubbia nelle grandi città italiane ogni litro di carburante consumato provoca 1400 lire di spese mediche per malattie polmonari e per le assenze dal lavoro che esse provocano. Dalla fine della seconda guerra mondiale ci sono stati più di 22 milioni di morti in guerra e più di 40 milioni di profughi. Per chi può ancora credere che si faccia qualche cosa per porre un limite alle sofferenze, alla fame e alla guerra  ricorderò che per ogni dollaro speso dalle Nazioni Unite per missioni di pace 2000 dollari vengono spesi per la guerra nel mondo. Ora vorrei sgombrare il campo dall'idea che tutto questo sia casuale e inevitabile. Al contrario c'è un piccolo gruppo di persone che trae enormi benefici da tutto questo.
è un affare la fame che genera delinquenza: negli Usa ci sono 2 milioni di poliziotti privati, in Argentina il business della sicurezza fattura 9 milioni di dollari all'anno, i giubbotti antiproiettile per bambini vanno a ruba in Colombia e la Corrections Corporation che gestisce carceri private in Usa ha visto moltiplicarsi il valore delle sue azioni di 70 volte in 14 anni.
La povertà nel terzo mondo è un affare per le multinazionali che pagano meno di un dollaro per 12 ore di lavoro. Ed è un affare la corruzione internazionale, che permette ai paesi ricchi di scaricare rifiuti tossici nei paesi poveri. è un affare la corruzione nei paesi ricchi che permette ai gruppi più potenti di battere i concorrenti. In alcuni paesi come gli Usa la corruzione politica è addirittura legale. A Washington lavorano più di 10 mila professionisti che si dedicano all'attività di lobbing, cioè a pagare i senatori e i deputati affinché facciano scelte convenienti per i loro clienti. Nel '97 il Center for Responsive Politics stimò, con un calcolo molto parziale, che i politici Usa incassassero dalle aziende 1 miliardo e 200 milioni di dollari all'anno. In cima ai donatori le aziende farmaceutiche, la Camera di Commercio, le industrie del tabacco e quelle automobilistiche.
Ma la grande novità degli ultimi decenni è che chi ha il denaro non ha più bisogno di fare nulla per arricchirsi ancora di più. Il vero affare non è più produrre merci e venderle ma speculare sul denaro che si possiede.
Ogni giorno lo scambio di denaro nel mondo raggiunge i 2mila miliardi di dollari. Ma per ogni 100 dollari spesi solo 2 riguardano merci reali vendute, gli altri 98 sono spesi in azioni, titoli e valute. Nel 1995 in Giappone solo 3 degli uomini più ricchi dovevano la loro fortuna all'economia reale. Gli altri si erano arricchiti speculando. Oggi il 20% dell'umanità che possiede di più è 90 volte più ricco del 20% che possiede di meno. Secondo il Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo dieci persone, i dieci potenti più potenti del pianeta possiedono una ricchezza equivalente al valore della produzione totale di 50 paesi, e 447 multimiliardari assommano una fortuna superiore alle entrate annuali di mezza umanità, 3 miliardi di persone. Il valore della produzione della General Motors e della Ford supera ampiamente quello di tutta l'Africa nera.
Come può un gruppo così piccolo di persone dominare il mondo? Se la sofferenza umana fosse colpa di un piccolo gruppo di criminali sarebbe facile estirparla. Ma la verità è che il sistema è basato sulla complicità di larghi strati della popolazione e anche l'usuraio pezzente del Bangladesh, che presta un dollaro a 50 donne che la sera gli pagheranno un interesse del 10%, fruttandogli un guadagno miserabile di 5 dollari, è convinto che il sistema dominante sia per lui un buon affare.
E la donna europea si sente fortunata perché i mass media non le nascondono che una donna gravida africana ha 100 volte più probabilità di morire di una europea. E si sente privilegiato il disoccupato bianco statunitense, che vive di espedienti, perché sa che ha la metà delle probabilità di un nero di finire in prigione. Il potere d'acquisto del denaro dei lavoratori dei paesi industrializzati è cresciuto di 20 volte negli ultimi 30 anni. Il mercato offre sempre nuovi gadget che costano sempre meno ore di lavoro. Un operaio nel primo mondo guadagna dalle 3 alle 20 volte di più di un operaio del  terzo mondo, lavora molto meno ed è 100 volte più protetto dalle malattie, dalla criminalità e dalle ingiustizie. Nessuno sputa nel piatto dove mangia e per questo è enorme il numero di persone che vengono assunte dallo stato. In Italia sono 5 milioni i dipendenti pubblici. Ma questo complesso sistema di complicità, basato su impunità, bustarelle e livelli progressivi di ingiustizia e di clienteralismo sta mostrando la corda. La qualità della vita non è soddisfacente e il modello incentrato sul consumismo non soddisfa più buona parte dell'umanità. La gente non regge. La disperazione cresce. In Giappone ogni anno muoiono 10mila persone stroncate dal super lavoro. In Usa ogni anno vengono spesi 1000 milioni di dollari in droghe e si consumano parecchie centinaia di milioni di confezioni di antidepressivi, Prozac e simili. Per non parlare dell' uso dell'alcool che ogni anno solo in Italia uccide più di 20 mila persone, quasi 20 volte le morti provocate dalle overdose di eroina. Aumentano il numero dei suicidi e delle persone che nei paesi ricchi vengono classificate come pazze, asociali, emarginate e vengono assistite dalle strutture sanitarie e sociali.
E fino a qui le cattive notizie. Passiamo alle buone.
Negli ultimi 50 anni si è moltiplicata almeno per mille volte la produzione di cultura e di informazione nel pianeta. E quasi tutti i mezzi di informazione hanno riportato l'allarme sulla situazione dell'umanità. La stessa Hollywood, legata a doppio filo al potere, non è riuscita a evitare di produrre centinaia di film sulla corruzione dei servizi segreti, della polizia, dei politici, e sulla malvagità delle multinazionali. Tanto che in tutti sondaggi che vengono fatti non risulta mai che più di un cittadino su dieci creda che non esista un pericolo di inquinamento, la corruzione dei politici, dei giudici e dei poliziotti e la connivenza tra il traffico di droga e di armi e il potere.
Oggi come mai è totale la sfiducia in chi ci governa, nelle sue qualità morali e nelle sue capacità. E ormai quasi la metà della popolazione dei paesi ricchi rinuncia a votare perché sa che non serve a niente. Ma non si può parlare di disimpegno visto che negli ultimi 20 anni c'è stato un aumento esponenziale delle persone che dedicano gratuitamente parte del loro tempo libero a prestare lavoro volontario (in Italia sono stati stimati essere almeno 4 milioni) o versano una parte del loro reddito annuo a associazioni che si occupano dell'assistenza ai diseredati. Quello che negli anni 70 era un torrentello è diventato un fiume in piena. La solidarietà muove un esercito di volontari che in tutto il mondo compiono ogni giorno un lavoro instancabile e pieno di amore e fantasia. Sono centinaia di migliaia le persone che hanno lasciato lavori super pagati per investire tutto il loro tempo e le loro ricchezze in orfanotrofi, ospedali, iniziative di soccorso e di aiuto allo sviluppo delle potenzialità umane. Il volontariato, il commercio equo e solidale, le Banche per lo scambio del tempo e i gruppi che praticano il baratto, gli eco villaggi, il movimento delle cooperative di base ha oggi un fatturato nell'ordine di miliardi di dollari e è in continua espansione. In Africa le cooperative dei contadini poveri sono riuscite a bloccare la desertificazione e far rinascere l'economia di intere regioni riuscendo con tecnologie povere là dove avevano fallito i progetti faraonici dell'Onu. Le banche dei poveri (vedi Yunus, Il banchiere dei poveri, Feltrinelli) assistono oggi nel mondo 20 milioni di persone, quasi tutte donne, strappandole dalla morsa dell'usura e della povertà. Questi banchieri buoni prevedono di raggiungere 100 milioni di persone entro il 2005. Una di queste banche, di proprietà delle donne che prendono denaro in prestito, la Grameen Bank, del Bangladesh, è la proprietaria della più grande rete di telefonia cellulare del paese, con 36 mila donne munite di cellulare e pannello solare per ricaricarlo. Vendono il servizio telefonico ai più poveri del paese semplificando in modo enorme la loro vita personale e il loro rapporto con la burocrazia dello stato. Danno la possibilità alle microimprese dei villaggi di crescere.  Vendono gli scatti telefonici a 17 lire al minuto nelle ore di punta. In Sud America il movimento dei micro orti biologici ha liberato dalla miseria centinaia di migliaia di famiglie delle favelas. Questo movimento solidale e pacifico sta creando nuovi valori e nuovi modi di intendere la vita. Da quando i Beatles andarono in India e restarono incantati da un maestro di Yoga, da quando i preti operai cattolici iniziarono a ribellarsi alla chiesa dei ricchi, è in corso una grande rivoluzione culturale e spirituale. Milioni di persone hanno riscoperto il senso della fede o della ricerca di se, il valore dello scambio gratuito di abbracci, ascolto, massaggi, e in generale di condivisione dell'amore, dell'amicizia del ridere e della festa..
Milioni di persone hanno abbandonato le grandi città per vivere in campagna, spesso in modo comunitario, comunque intendendo in maniera diversa il rapporto con gli altri e il senso di appartenenza all'umanità. L'esplosione della new age, del movimento ecologista, dei consumi biologi, il rinnovamento del cristianesimo, del buddismo, dell'Induismo e della visione coranica sono solo alcuni elementi di questo processo rigeneratore delle coscienze. L'umanità ha iniziato a guardasi, a cercare di capirsi, a trovare nuovi modi per diventare cosciente di se e crescere. La convinzione che soggiace a tutto questo cambiamento è che le potenzialità dell'umanità siano molto al di sopra di quelle espresse fin'ora e che l'esperienza umana possa racchiudere un senso e una possibilità di soddisfazione ben più grandi di quanto si sia fin'ora potuto vedere. Questo enorme movimento che punta alla solidarietà, alla collaborazione, alla celebrazione della vita, coinvolge ormai almeno il 10% della popolazione mondiale: 600 milioni di persone. Non siamo più uno sparuto gruppo di sognatori. Stiamo spostando le montagne. Stiamo dimostrando che si può cambiare il modo di vivere e di produrre e che esiste un modo di vivere più umano e più soddisfacente da tutti i punti di vista. E i risultati si vedono. Dal 1960 ad oggi tutti gli indicatori di benessere sono in miglioramento. So che qualcuno avrà difficoltà a crederci. Il sistema vigente si basa la sua forza sulla diffusione dell'idea che nulla possa cambiare e che tutto peggiori.
Il sistema tiene la gente incatenata alla certezza che tutto peggiora e che solo l'individualismo più sfrenato può impedirti di seguire la grande massa nel suo crollo inarrestabile verso la miseria e l'aberrazione. La paura è il cemento del sistema. La paura ti porta istericamente alla ricerca della tua salvezza personale e ti consiglia di allearti col più forte e il più spietato. Sicuramente avrete difficoltà a credere che negli Usa la criminalità è in diminuzione. Ma è così. E anche se la distanza tra i più ricchi e i più poveri è in aumento, le condizioni dei più poveri del pianeta migliorano con
incredibile rapidità. Negli anni '60 un quarto dell'umanità viveva in paesi dove gli indicatori di povertà erano al massimo. Il livello dei salari minimi, dell'analfabetismo, della mortalità infantile, della disponibilità di acqua potabile, la durata della vita umana, era spaventoso. Oggi, in questa fascia di paesi più poveri, non c'è più nessuna nazione. Solo alcune regioni circoscritte vivono ancora questi livelli di miseria. Uno schiaffo in faccia a chi da sempre sostiene che non si può fare nulla per cambiare la situazione.
Oggi anche nel terzo mondo la durata della vita media è in aumento, diminuiscono i morti per fame e la curva demografica ha smesso di impennarsi e sta lentamente stabilizzandosi. Tutte le previsioni sull'esplosione demografica sono state smentite e anzi si inizia a sperare che in 20 anni si possa arrivare alla crescita zero. In quasi tutto il mondo le donne hanno conquistato il diritto di voto e anche se le donne guadagnano ancora, mediamente, la metà degli uomini (a parità di lavoro) diminuiscono progressivamente gli spazi di lavoro e i posti di responsabilità preclusi alle donne. contemporaneamente aumenta il loro peso sociale e la capacità organizzativa. Non c'è posto al mondo dove le donne non abbiano iniziato a organizzarsi per difendere i propri diritti. Grandi passi avanti sono stati fatti anche nella protezione dei minori. I bambini sono ancora sfruttati e violentati in tutto il mondo e quelli senza casa sono spesso uccisi senza pietà da squadroni della morte pagati dai commercianti. D'altronde tutti i paesi del mondo hanno firmato trattati internazionali in difesa dei minori e leggi che puniscono lo sfruttamento della prostituzione e del lavoro infantili. Leggi non rispettate, certo, ma comunque leggi che ci sono e costituiscono un inizio. Fino a pochi anni fa il turismo pedofilo era considerato normale. Oggi molti stati industrializzati hanno approvato leggi che riconoscono come punibili pesantemente anche i reati sessuali commessi all'estero. E neppure le multinazionali possono continuare a considerare lo sfruttamento del lavoro minorile come un affare senza controindicazioni. La Nike e la Reebok hanno pagato un enorme costo di immagine e di valore azionario a causa delle campagne etiche scatenate contro di loro. La Monsanto è crollata in borsa perché le sue scelte di manipolazione genetica non sono piaciute agli investitori.
La caccia alle balene e a molti altri animali selvatici è stata bloccata, enormi aree del pianeta sono diventate parchi naturali protetti, molte specie 30 anni fa in via d'estinzione godono oggi di ottima salute. Il livello dell'inquinamento prodotto dalle auto e dall'industria non è più in crescita e anzi ci sono segni di miglioramento della situazione,almeno in alcuni campi. Certamente l'aria di Milano, Londra e New York è decisamente migliore di quanto fosse 15 anni fa. Sono ormai centinaia di migliaia gli automezzi elettrici e a carburante vegetale in circolazione nel mondo. Il riciclaggio, la produzione di elettricità con il vento, il sole e le maree è ormai una realtà non trascurabile.
Le centrali nucleari sono in via di smantellamento in tutto il mondo. Il nucleare come fonte di energia è un'idea che appartiene ormai al passato (e grazie agli ecologisti l'Italia è uscita in tempo da questa scelta risparmiando così migliaia di miliardi). Il numero di testate nucleari pronte essere lanciate sul nemico è più che dimezzato. Certo ce n'è ancora abbastanza per distruggere il pianeta 2 volte, ma è già un primo passo. In tutto il mondo, per la prima volta, gruppi di giudici coraggiosi sono riusciti a incriminare e spesso condannare governanti e dirigenti di multinazionali.
Per la prima volta i componenti dell'aristocrazia finanziaria hanno varcato i cancelli delle prigioni, non spinti dalla folla urlante ma trascinati in manette dai loro stessi poliziotti. La vera democrazia è dovunque ancora un miraggio ma il numero delle dittature totali è in netta diminuzione. Il movimento per il rispetto dei diritti umani sta ottenendo risultati concreti nel tentativo di arginare l'uso della tortura, della detenzione abusiva e le condizioni disumane di detenzione e la pratica della pena di morte. Non c'è paese dove non ci siano piccoli gruppi  impegnati  nella raccolta di prove sui crimini contro i diritti umani e l' opinione pubblica mondiale impone alle grandi potenze di fare almeno finta di pretendere il rispetto di questi diritti elementari dai loro partner commerciali.
Il razzismo è ancora una piaga terribile e il 40% dei bianchi pensa che gli altri popoli siano inferiori. Però non esistono più regimi nei quali si pratica l'apartheid come si faceva ancora negli anni 60 negli Usa e negli anni 80 in Sud Africa. In tutto il mondo non esistono più scuole, autobus, treni, gabinetti, professioni, attività commerciali, quartieri e ospedali che per legge siano riservati ai soli bianchi. L'esperienza di questi ultimi 30 anni dimostra che si può fare moltissimo e lo stiamo facendo ogni giorno. Questo fatto bisogna farlo conoscere! La gente deve sapere che stiamo ottenendo risultati enormi. Bisogna rilanciare la fiducia nelle infinite potenzialità dell'umanità, seppellire il pessimismo nichilista di chi pensa di salvarsi accumulando titoli di proprietà e per fare questo è disposto a distruggere il pianeta. La loro scelta era folle 30 anni fa ma oggi lo è mille volte di più. Grazie al lavoro di molti scienziati e ricercatori, spesso osteggiati e derisi dal potere, oggi l'umanità possiede tutte le tecnologie che permettono di produrre senza inquinare. La plastica ricavata dal mais, biodegradabile al 100% esiste e ha costi contenuti. Esiste il motore a idrogeno, pannelli solari che raccolgono più del 30% dell'energia che ricevono, vetri che producono elettricità, carburanti vegetali, sistemi per recuperare le aree desertificate, per coltivare in modo vantaggioso senza concimi chimici, diserbanti, antiparassitari ecc. Non c'è più nulla che non si possa produrre in modo ecologico.  30 anni fa l'alternativa era tra inquinare e continuare a sviluppare l'economia e non inquinare ma fermare lo sviluppo. Oggi l'alternativa è tra continuare a inquinare imponendo alla collettività costi ecologici disastrosi o rilanciare lo sviluppo e la produzione sulla base del rispetto dell'ambiente, della salute dei cittadini e di un sistema di sviluppo sostenibili. 30 anni fa inquinare era, almeno da un certo punto di vista, conveniente. Oggi è solo stupido. E anche in questo caso la nostra speranza di cambiamento non è solo un sogno. 20 anni di impegno ecologico hanno già mostrato la loro capacità di incidere sulle scelte del sistema e modificare vistosamente lo stato delle cose. Le lotte dei consumatori sono riuscite a imporre un maggiore controllo sui cibi, un limite dell'inquinamento e una sensibilizzazione che ha portato a praticare scelte alimentari più  responsabili, con un progressivo diminuire dei consumi di carne (che fa male e ha un costo ambientale altissimo) in favore di frutta e verdura. Questi fatti, uniti alla maggiore attenzione generale all'equilibrio psicofisico hanno fatto si che negli Stati Uniti siano in netta diminuzione, da 10 anni, i casi di tumore e questo nonostante le capacità diagnostiche siano enormemente più potenti. Il che non vuol dire che tutto sia risolto, visto che aumentano altre patologie come asma, allergie, depressione, crollo del sistema immunitario. Oggi, in Usa dopo un secolo di allungamento ininterrotto delle aspettative di vita, si è arrivati a un punto di stallo. Negli ultimi decenni ogni 4 anni l'aspettativa di vita aumentava di un anno.. Oggi, secondo le ultime statistiche questo incremento positivo sta rallentando e forse si è fermato. è un segnale per un verso allarmante per un altro confortante. La lotta degli ecologisti ha ridotto, almeno nel cuore dell'impero, gli  avvelenamenti più aggressivi (diminuiscono i tumori) ma nel suo complesso il sistema di vita Usa non è più in grado di offrire un ininterrotto accrescersi dei benefici e inizia a mostrare di essere arrivato a un punto di saldo negativo tra processo di sviluppo scientifico-medico e costi sociali-ambientali. Per un secolo, nonostante tutti gli orrori del sistema, la vita umana ha continuato a allungarsi, ora quegli stessi orrori iniziano a presentare un conto disastroso. L'attuale sistema di vita non conviene più. Ce lo dicono freddamente le statistiche. Possiamo essere ottimisti, nessuno compra le auto che si rompono. Ecco che, mettendo in fila tutti gli elementi fino a qui citati possiamo renderci conto che esiste la necessità di cambiare il sistema col quale le nostre vite sono organizzate, è tecnologicamente possibile e economicamente conveniente farlo e ci sono gli esseri umani che hanno capito questo e che si stanno già impegnando a farlo, ogni giorno, ovunque, con tutto l'amore e l'intelligenza di cui sono capaci.
È indispensabile che questa idea e la fiducia che può generare si espandano. In questo momento la follia distruttiva e inquinante dei 447 uomini più ricchi del mondo sta diventando oltre modo pericolosa. Chiusi nelle loro torri d'oro, convinti che nessuno li ami e che tutti vogliano soltanto il loro denaro, si fidano solo dei loro gadget elettronici e sono convinti che riusciranno a procurarsi ossigeno, cibo pulito e giovani compagni per i loro giochi sessuali anche se metà del mondo arrivasse a essere inabitabile e tre quarti dell'umanità dovessero essere cancellati. Dall'altezza della loro ricchezza considerano un'eventualità del genere meno infausta degli incubi che popolano i loro sogni, dove masse di diseredati , rosi dalla follia e dalla sifilide, si precipitano nelle borse di tutto il mondo divorando gli hard disk dove sono incisi i titoli di proprietà che costituiscono la loro smisurata ricchezza. Sarà possibile fermarli. Sì. E nelle prossime pagine cercherò di spiegare come.
Riassumendo posso anticipare che possiamo contare sul sincero desiderio di pace, amore e prosperità di 600 milioni di persone. Serve che questo gruppo umano si renda conto che possiede una fantastica forza per ora ancora inutilizzata: il proprio potere d'acquisto. Se essi consociassero i propri acquisti usandoli come arma di ricatto contro i signori della terra questo avrebbe effetti meravigliosi. E oggi questo è possibile concretamente perché internet e i computer hanno messo a nostra disposizione un potenziale di comunicazione, di contatto e di collaborazione che in nessun momento della storia umana era solo lontanamente immaginabile.
Ecco perché internet salverà il mondo.

INTERNET SALVERA' IL MONDO
di Jacopo Fo

Articolo scritto nel 2000

Il capitalismo? Roba da cavernicoli
Il mio amico Vittorio Giordano mi ha detto una cosa divertente: oggi una normale auto ha un computer di bordo più potente di quello che aveva a bordo l'Apollo 10 che andò sulla luna.
E io sono convinto che questo cambiamento renderà obsoleto e antiquato il capitalismo tanto quanto l'invenzione del motore a vapore rese superata e antiquata la nobiltà.
So che sto facendo sobbalzare molti ma questo dipende dal fatto che non è ancora chiaro cosa stia succedendo.
Non è semplice accorgersi di come siano le tecnologie a fare la storia. A scuola ci hanno insegnato che fu la Rivoluzione Francese ad aprire la via al potere della borghesia. Ma nessuna "idea" può cambiare il mondo se sotto non c'è un nuovo modo di produrre e vivere. Inutile parlare degli svantaggi di un sistema di comunicazione basato su corrieri a cavallo e piccioni viaggiatori se non hai a disposizione un telefono.
Yunus ("Il banchiere dei poveri", Feltrinelli) ha capito questa realtà storica e ha trovato un sistema elementare per dare alle donne del Bangladesh il diritto di possedere una casa che la tradizione del paese nega. Ha fatto cortei? No. Ha scritto libri? No? Raccolto firme? No, semplicemente ha offerto un prestito super agevolato di 500 dollari per costruire una piccola casa (con tetto di lamiera e bio-wc) alle donne che vivono in capanne con tetto di stoffa in luoghi dove piove sei mesi all'anno. Nel giro di un anno mezzo milione di donne erano riuscite a ottenere dai mariti la proprietà del terreno dove costruire una casa. Oggi ci sono 500 mila donne che quando il marito le ripudia dicendo tre volte:"Io ti ripudio!" rispondono:"Ok vattene da casa mia."
Ecco, vi scrivo per raccontarvi come internet sta agendo nello stesso modo, non perché questo groviglio di computer abbia una coscienza sociale ma perché è nella sua natura distruggere i sistemi tradizionali di produzione della ricchezza.
A questo punto molti inizieranno a odiarmi per quello che sto dicendo:"Ecco un altro Berlusconino new age!".
Ed è un vero peccato perché sta per iniziare la più grande battaglia del secolo e tutte le sorelle e i fratelli dovrebbero scendere in campo. Con l'uso criminale della genetica, della chimica, del nucleare il capitalismo ha da tempo iniziato la distruzione del nostro pianeta. Già vaste aree dell'Iraq, del Kuwait, della Somalia, e della ex Jugoslavia sono inabitabili per l'inquinamento provocato dai proiettili anticarro coperti di uranio...
Abbiamo un'unica occasione di porre fine a questo sistema folle ma serve tutta la nostra determinazione perché internet non ci salverà in modo automatico ma solo se sapremo buttarci con tutto il nostro peso nella corrente della nuova tecnologia.
Qualcuno dirà:"Ma se internet è così pericoloso per il capitalismo com'è che ci si stanno buttando tutti i pescecani e tutti i più grossi maiali?". I più informati aggiungeranno:"Internet è stato inventato dal pentagono! cosa vuoi che possa uscirci di buono?".
Proprio qui sta il comico e il magico di tutta la storia. Internet è l'espressione più alta del capitalismo sfrenato e contemporaneamente la sua pietra tombale.
E' sempre successo così: furono i nobili a sponsorizzare la nascita delle banche e delle macchine a vapore, furono i Borbone a costruire le prime linee ferroviarie. Oggi borbonico è diventato un aggettivo di spregio, tanto per dire quanto potevano essere stronzi i re di Napoli. Ciò non impedì loro di scavare la fossa al potere ereditario e fare da ruspa del capitalismo.

Come internet salverà il mondo

A prima vista la rete sembra soltanto uno sviluppo di un telefono accoppiato con un televisore e una macchina da scrivere.
Ma a tutti salta agli occhi che sta facendo risparmiare all'umanità milioni di ore di lavoro.
Non si perde più tempo a spedire lettere, scavare in biblioteca, ammattirsi per trovare un'agenzia di viaggio che faccia i prezzi più bassi. E quelli che finora se ne sono avvantaggiati di più sono gli imprenditori: i costi della contabilità e degli inventari sono crollati del 90%.
Il che ha ridotto enormemente il prezzo di moltissime merci. Una lavatrice oggi costa un ventesimo  del suo prezzo di 30 anni fa.
E siamo solo all'inizio. il mio amico Marco Paluselli (che oltre a essere un genio è un precursore di nuove iniziative commerciali) ha creato un servizio che permette a un camion che deve scaricare la merce a Palermo,  e dovrebbe tornare vuoto, di vendere a metà prezzo il viaggio di ritorno. Poi ha inventato un'altro sito internet che permette al proprietari di un aereo che deve riparare uno dei quattro motori e stare così fermo un mese, di affittare i tre motori sani a tre imprenditori che hanno anch'essi tre aerei che con un motore da riparare.
Questo è oggi il vero affare su internet, gli specialisti lo chiamano "bussines to bussines", cioè, intermediazione tra imprese per abbassare il tasso di spreco di tempo e lavoro.
Il risultato di questa prima fase sarà un aumento complessivo della ricchezza umana ma non ancora una distribuzione più giusta.
Potremmo parlare a lungo di come internet e le tecnologie digitali abbiano abbassato talmente i costi di produzione di libri, film, musica, da permettere a molti squattrinati di competere e spesso battere il grande capitale.
Il film "The Blair's Witch Project" costato 80 milioni di lire, ha incassato più di 300 miliardi. Nella storia del mondo è il più alto rapporto "investimento-ricavo".
E non è un caso isolato. Sono migliaia i ragazzi che senza soldi e con una buona idea si sono messi in proprio e sono riusciti a sfondare il muro del "non accesso al grande bussiness".
Qualcuno dirà: "Che cambia? Sono diventati capitalisti quelli piuttosto che questi... Non c'è differenza.".
E invece ce n'è molta.
Il capitalismo è stato "libera impresa" solo a parole. In realtà il grande capitale è un club molto esclusivo. La leggenda della libera concorrenza non ha mai avuto reale riscontro. Ne sono stati sempre esclusi i popoli del terzo mondo, incatenate da dazi, divieti di esportazione, monopoli...in Africa era vietato ai neri di commerciare liberamente coi bianchi e di coltivare le verdure che volevano: dovevano coltivare solo banane o cacao, o caffè e poi comprare le verdure dai monopolisti bianchi che riuscivano così a imporre i loro prezzi. A chi faceva il furbo e piantava carote e sedani veniva tagliata la mano destra. Al secondo "reato agricolo" perdevano il piede sinistro, al terzo la testa.
Le banche hanno concesso sempre i prestiti ai loro amici...e i governi hanno protetto gli amici delle banche...Il signor Tuker si accorse di questo nel 1945, quando decise di mettere in commercio una nuova auto dotata di cinture di sicurezza, freni a disco, vetri che si sbriciolavano in caso di urto, fari che si orientavano con le ruote in curva e carrozzeria coloratissima. I fabbricanti di auto Usa si consociarono e con l'aiuto delle banche, del presidente degli Stati Uniti e di un processo truccato lo distrussero economicamente.
Il film "Tuker" di Coppola è uno dei più violenti atti di accusa contro il capitalismo. Milioni di persone morirono negli incidenti d'auto perché l'adozione dei sistemi di sicurezza della Tuker fu ritardata di 30 anni.
E vi siete mai chiesti come ha fatto la famiglia Agnelli a far fuori e inglobare tutti i concorrenti? Una volta c'erano Autobianchi, Alfa Romeo, Lancia, OM e tanti altri. Oggi è tutta Fiat...
L'era del computer ha fatto si che nessun gruppo economico possa controllare niente. Oggi l'informatica è totalmente in mano a imprenditori che non hanno avuto nessun rapporto con l'establishment prima di diventare super miliardari. Certo molti hanno subito imparato il protezionismo mafioso e monopolista ma la situazione è talmente movimentata che ovunque sbucano dal nulla sempre nuovi gruppi d'assalto che scalzano le posizioni monopoliste prima che si consolidino.
Bill Gates aveva colonizzato il mondo dando informazioni sul suo software in anticipo a chi si impegnava a montarlo "di serie" sulle sue macchine. Così ha tagliato la gola a concorrenti che proponevano sistemi operativi (programmi di base) migliori e strutturalmente più aperti. Il risultato è che il 90% dei PC del mondo lavorano con Windows che è stupido, burocratico e lento. E alla fine l'unico concorrente restato vivo, Apple, è dovuto scendere a patti installando sui suoi PC software di Bill Gates come Internet Explorer, perché se non sei compatibile con la maggioranza sei morto.
Il costo di questa banditata commerciale basata sulla tecnica ormai consolidata di non unificare spine, prese, ingressi e non produrre sistemi di connessione e comunicazione tra diversi apparecchi e sistemi operativi ha significato un costo esorbitante per la comunità umana e una perdita spaventosa di risorse.
Ho un amico che è un genio che ha lavorato tre anni su un programma operativo fantastico che però girava su Amiga, un computer che era avanti anni luce. Ma quelli di Amiga risero in faccia a Bill Gates quando lui volle imporgli il suo sistema operativo, perché il loro era stellarmente più evoluto. Risultato: l'Amiga viene strangolata e il mio amico si ritrova in mano un meraviglioso programma che non serve a un cazzo, e ne esce economicamente rovinato ed emotivamente scosso (ci sono ancora in giro Amiga funzionanti, come ancora viaggiano quasi tutte le 50 auto che il signor Tuker riuscì a costruire).
Ma è sotto gli occhi di tutti come in dieci anni soltanto Bill Gates sia entrato nella sua fase discendente. Certo, ancora nessuno gli ha chiesto di pagare i danni del Millennium Bug (che è colpa sua e ha guadagnato miliardi prima vendendo programmi e poi vendendo la correzione dei suoi programmi). Però lo stanno processando e ha tanta paura che per rifarsi il look ha regalato circa 50 mila miliardi di lire, la cifra più grande mai data in beneficenza nella storia del mondo, qualche cosa come il valore di tutta la Fiat.
Cioè, non crediate che non abbia sofferto a privarsi di tutto quel ben di Dio!!!
Ma comunque è spacciato. E chi lo ha fregato veramente è stato uno sconosciuto studente danese Linus Torvalds che dieci anni fa creò un programma operativo cento volte meglio di Windows. Si rese conto che, contro il monopolio di Bill Gates, non aveva possibilità e mosso da spirito umanitario decise di regalare su internet la sua invenzione chiedendo a tutti i volonterosi di ampliarlo aggiungendo altre funzioni.
Oggi Linux è il sistema usato dal 20% delle macchine di chi gestisce un server (cioè, vende spazi su internet per fare siti o avere la posta elettronica).
Ha molte più applicazioni, è stato corretto da migliaia di utenti che hanno sviluppato ogni sorta di applicazione rendendolo molto più ricco del sistema proposto dalla Microsoft di Gates.
Risultato: la Cina ha appena deciso di adottare Linux per tutto il suo sistema informatico, PC compresi, e la Apple sta per dotare i suoi PC di un nuovo programma operativo (Mac Os 10) che è una prima versione per PC del sistema Linux.
Cioè, Bill Gates è morto.
Chi l'ha sconfitto?
La logica stessa della rete informatica che consentendo l'accesso a chiunque abbia un PC è strutturalmente un terreno inospitale per i monopolisti monolitici.
Nella rete viaggia bene chi sa mettere insieme le risorse finalizzando la collaborazione al mutuo vantaggio.
Come nel caso del camion che dovrebbe tornare vuoto da Palermo e che vende sulla rete il viaggio di ritorno a metà prezzo.
Internet è una forza ottimizzante. Il bello dell'universo è che le cose migliori, più potenti sono quelle che tante persone fanno insieme.
Per sei mila anni piccoli gruppi di potere si sono occupati di distruggere militarmente tutte le forme di autonomia produttiva. Vennero massacrati i Catari che lavoravano la terra in comune senza pagare le tasse. Il Papa fermò una Crociata che stava partendo per la Terra Santa e la mandò contro gli eretici. E furono i cannoni spagnoli a fermare le comunità evangeliche del Sud America, dove gli indios e i frati coltivavano la terra integrando le conoscenze agricole dei loro popoli.
Ma su internet nessuno può permettersi di sparare perché la New Economy è ormai la prima forza economica del pianeta e non c'è neppure modo di impedire, a chi ha le capacità di entrarci dentro.

Come la nostra mente cambierà

Ma tutto questa possibilità di entrare a far parte del Gota del capitalismo non ci garantisce in nessun modo che poi questi nuovi ricchi non trovino sistemi più sofisticati di romperci i coglioni e distruggere il pianeta commettendo al contempo ogni sorta di crudeltà ignobile contro donne e bambini.
Anzi, potrebbe benissimo essere che questo nuovo gruppo di potere si riveli essere più stronzo del precedente.
E se Bill Gates dovesse essere un esempio del nuovo spirito di internet saremmo veramente nella merda fino al naso.
Ma tutto quanto detto fin'ora era solo l'introduzione del discorso, la descrizione del terreno dello scontro.
La vera immensa rivoluzione che devasterà i malvagi sta racchiusa nel concetto di relazione, di "channelling" che sarà la parola chiave di questo secolo.
Infatti, internet mi offre infinitamente di più che poter sapere dove posso comprare un litro d'olio al prezzo più basso.
Se tu cerchi un libro su Amazon (una libreria on-line) puoi leggere cosa ne dicono le persone che l'hanno letto prima di te. E poi quando l'hai comprato il data base chiede anche a te di recensirlo.  Quando ne hai recensiti 10 il data base ti dice: "Nella mia memoria ci sono 27 persone che hanno dato gli stessi tuoi giudizi , vuoi sapere quali altri libri piacciono o non piacciono a loro?"
E fino a qui è quel che hanno sempre fatto i librai intelligenti, risorsa inestimabile per chi vuole leggere. Ti chiedono cosa ti piace e ti dicono cosa forse potrebbe piacerti. Solo che il data base lo fa con una potenza di memori e un bacino di clienti un milione di volte più grande.
Francesco Lato, un altro genio informatico col quale ho la fortuna di lavorare, c'ha messo un po' di ore a farmi capire quanto questa possibilità sia dirompente sui vecchi schemi del pensiero umano.
Il data base è un'invenzione fantastica che ti permette di memorizzare le tue scelte e confrontarle con quelle di migliaia di altri e scoprire chi sono le persone con le quali sei in sintonia e mettere in comune con queste le tue esperienze.
Chiarisco subito che tutto questo non centra niente con "Il Grande Fratello". Non si tratta di conoscere indirizzi e violare la privacy. Si tratta di mettere insieme giudizi. Io voglio rivolgermi a un idraulico del quale mi possa fidare. Cosa faccio? Telefono in giro e chiedo ai miei amici, alle persone che stimo di consigliarmi un nome.
Il data base mi permette di conoscere in ogni istante quali sono gli idraulici, gli avvocati, i ristoranti, i medici, le scuole che hanno soddisfatto le persone che amano i miei stessi libri e si sono trovate bene con un certo videoregistratore.
L'abilità dei potenti è sempre stata quella di creare gruppi di "relazione" chiusi e reciprocamente garantiti. La mafia e la massoneria sono solo le versioni pittoresche di un tipo di consociazione di relazioni che sta alla base di tutti i gruppi di potere economici e politici.
E, in realtà, per le persone oneste l'appartenenza a una famiglia, a un gruppo di amici, a un gruppo religioso, a un partito, a un club, a un sindacato sono tutti sistemi per crearsi un sistema di relazioni che diminuisca i rischi di essere imbrogliati. Ma, fino a che questo sistema difensivo è stato affidato al passaparola, i banditi hanno sempre avuto un vantaggio, perché la loro abilità nel connettersi per fregarti li rendeva più veloci. Prima che tutti sappiano che quel costruttore è un criminale ci vuole un mucchio di tempo. E come si è visto, i furbi hanno spesso la possibilità di far fuori chi lavora bene avendo a cuore la qualità (vi ricordate l'idea di "qualità" di "Lo zen e l'arte della manutenzione della motocicletta"?).
Ma quando io in un secondo posso sapere se quel dentista è bravo o è un pazzo maniaco sessuale, capisci che le possibilità delle iene si assottigliano.
E già questo è bene e ci permetterà di risparmiare milioni e sofferenze indicibili.
Ma il vero, meraviglioso regalo di internet è per la nostra mente, il nostro modo di sentire noi stessi.
Se sei parte di un gruppo di persone che ha gli stessi gusti, desidera le stesse cose ti coinvolgerà l'idea di trovare un gruppo sempre più simile a te e così semplificherai enormemente la tua vita scoprendo quanto è utile vivere "insieme" agli altri. E non importa se alcune persone del tuo "gruppo di affinità" vivono in altre parti del mondo...anzi questo fatto renderà più forte il tuo legame con loro... Dovunque tu vada troverai una rete di consigli, indirizzi, dritte, avvisi di pericolo, aggiornati in tempo reale.
Non ti sentirai più solo e probabilmente se un tuo "affine" verrà nella tua città troverai interessante invitarlo a pranzo e chiacchierarci un po' e così scoprirai altre curiosissime analogie...
Mente individuale e mente collettiva.
Ci vorrà un po' di tempo ma ben presto almeno un 10% dell'umanità si abituerà a pensare in termini diversi il proprio rapporto con il mondo, sperimentando quotidianamente il vantaggio di appartenere a un gruppo di relazione.
E' fondamentale notare che l'appartenenza a un gruppo non è effettivamente un'azione volontaria. Non è che ho fatto qualche cosa per farmi piacere "il Tao della fisica" di Capra... se preferisco gli spaghetti al pesto a quelli all'amatriciana non è una questione di volontà.
Cioè io non scelgo di entrare in un gruppo di affinità come entrerei in un partito. Ci sono dentro e basta. Può interessarmi esserci oppure posso non volerlo sapere, ma non posso evitare che esista il fatto che su sei miliardi di persone ce ne sia qualche migliaio che mi rassomiglia mentalmente in maniera impressionante, persone che hanno vissuto storie analoghe e costruito un sistema di gusti e giudizi omogeneo in modo scioccante. E' il discorso delle corrispondenze energetiche del I Cing, del microcosmo e del macrocosmo di Jung e delle coincidenze raccontate ne "La profezia di Celestino".
Toccare con mano, vedere ogni giorno, sentire costantemente di vivere all'interno della magia delle analogie del tuo gruppo ti porta automaticamente a considerare l'appartenenza a un gruppo di relazione un fatto altrettanto concreto di un televisore che ti casca in testa dal terzo piano a causa di un imbecille di Lecco che voleva guardarsi la partita stando nella vasca da bagno con il tv color sulla finestra "perché sennò si bagnava".
Il fatto di arrivare a costruire gruppi di relazione sempre più piccoli tra persone sempre più simili avrà anche l'effetto di invogliare molti a scoprire i vantaggi del connettersi con gruppi non uguali ma complementari. Una volta che ho scoperto che la mia tipologia umana è negata per la meccanica se devo comprare un hi-fi mi rivolgerò a un mio amico che sa tutto della parte meccanica della vita, per chiedergli qual'è il modello migliore, e il posto giusto dove comprarlo, secondo il suo gruppo di relazione.
Il fenomeno avrà una ricaduta totale sul mondo per due motivi.
1) Se pigli gusto alla connessione con gli altri e ne scopri i vantaggi non riesci più a smettere. L'essere umano soffre per la solitudine e ha paura di rapportarsi con altri perché teme di essere deluso e di dover soffrire ancora di più.
Il fatto di sapere di più sulle persone, di poter trovare facilmente quelle in sintonia con te aumenterà la fiducia e la voglia di incontrarsi.
C'è chi dice che le chat line sono orribili perché la gente smette di incontrarsi.
Ci si dimentica che nella nostra società la maggioranza delle persone ha pochissime opportunità di fare nuove amicizie. Nelle chat line invece riescono a conoscere in un mese più persone nuove che in un anno.
Le chat inoltre permettono di conoscere la mente delle persone senza vederne il corpo e questo libera molti dalla timidezza e dall'handicap di non corrispondere ai canoni di bellezza ufficiali. E già questo è un fatto enorme e rivoluzionario. Ma se oltretutto puoi scegliere con quale tipologia di individui vuoi comunicare (attraverso i gruppi di affinità) allora le tue possibilità di incontrare persone che veramente ti interessano cresce a dismisura.
Se poi scopri che hai pessimi rapporti con i membri del tuo gruppo di affinità allora puoi anche scoprire quali sono i lati assurdi della tua personalità proprio perché li vedi nei tuoi "simili". Ne verrà fuori la più gigantesca campagna di autocoscienza di massa che si possa immaginare.
2) Una volta che le persone saranno arrivate a connettersi così strettamente, la condivisione delle affinità innescherà un processo a catena le cui ricadute sono ancora difficili da immaginare.
La rete, come tutti i macrosistemi, diventa un organismo "vivente" nello stesso modo nel quale lo è il nostro pianeta (vedi "La rete della vita" di Capra, Ed. Feltrinelli).
Non sappiamo cosa succederà ma sappiamo qual è la natura di internet.
Abbiamo già visto che sulla rete l'impossibile è all'ordine del giorno. Già ora grazie a internet un gruppo di appassionati che non si conoscono tra di loro è riuscito e a fregare (con Linux) l'uomo più ricco del mondo (Bill Gates). Lo hanno fatto non per "guadagnare dei soldi" ma perché Linux gli piace e Windows no. Non ci guadagnano niente direttamente ma hanno capito che condividere le conoscenze (i loro pezzi di programma per Linux) è, alla lunga, un vantaggio per tutti. E gli da soddisfazione osservare come non sia stato necessario costruire un'associazione, eleggere un capo, stabilire una strategia, organizzare cortei, stampare volantini. Hanno battuto il più potente monopolio che si sia mai visto senza fare nessuna delle cose, noiose e faticose, che generalmente si sono fatte per combattere le ingiustizie.
Non ti piace Windows? Usa Linux e aiutami a svilupparlo. L'adesione al progetto è stata da persona a persona, informale, elementare, immediata e concreta.
Un capolavoro di strategia e di tattica.
E' esattamente lo stesso schema usato da Yunus con la banca dei poveri in Bangladesh.
Non ci si impegna a attaccare il nemico lo si baypassa. Lo si aggira, non lo si considera, si crea un meccanismo alternativo e se non si comprano più "prodotti" di merda, si esce da un "sistema di rapporti" infame.
Internet dimostra quotidianamente che la logica capitalista del possesso e dello sfruttamento privato delle risorse è "TECNICAMENTE SUPERATA".
Fino a ieri era vincente possedere i mezzi di produzione. Se non avevi il controllo delle fabbriche non facevi niente.
E' ancora così se devi produrre camion ma questa legge è saltata sulla maggioranza dei beni di consumo.
La coscienza sociale che è esplosa nel 1968 ha fatto sì che convenisse spezzare la produzione per rendere meno diretto lo scontro con i lavoratori.
Oggi ci sono multinazionali come la Benetton che non hanno bisogno di avere un solo operaio per fare fatturati megamiliardari. Tutta l'economia del Triveneto si basa su migliaia di piccole industrie con pochi operai che producono ognuna alcuni frammenti di alcuni prodotti che poi consegnano ad altre imprese che assemblano e ad altre ancora che rifiniscono e inscatolano. In tutto il mondo c'è una rete immensa di questi "realizzatori". Grazie all'elettronica le macchine che producono merci sono sempre più evolute, meno care, più efficienti e abbisognano di meno manodopera e manutenzione.
Il risultato è che chi ha le idee trova certamente il modo di metterle in produzione con investimenti minimi.
Cinquanta anni fa dovevi costruire una fabbrica, assumere operai... Oggi vai da una ditta e gli ordini quel che ti serve.
E' quella che gli economisti chiamano l'economia dell'accesso, che secondo molti sta sostituendo già il capitalismo, che è appunto l'economia dei capitali.
E qui mi si dirà "va beh, ma alla fine è sempre chi ha i soldi in mano a fare la musica". No. Già ho citato il caso di Linux e del film costato 80 milioni che incassa 3O0 mila milioni. Ma mi si può dire: "casi isolati".
Allora vediamo cosa sta succedendo nel mondo della finanza.
Fino al 1990 la gran parte degli investimenti del mondo era in mano a gruppi, più o meno grossi, che raccoglievano il denaro e lo gestivano per conto dei clienti. Una sparuta minoranza era rappresentata da piccoli investitori che si gestivano in proprio le compravendite, vivendo attaccati al telefono per collegarsi al proprio agente di borsa. E comunque questi investitori indipendenti non riuscivano a determinare niente perché non avevano nessuna coesione, erano moschini che svolazzavano cercando di spostarsi quando capivano che i giganti della finanza stavano portando al massacro il parco buoi dei fondi di investimento bancari.
Ho fatto questo lavoro per un anno, leggendomi tonnellate di libri sulla finanza internazionale. Ogni mattina affondavo ne "Il sole 24 ore", il quotidiano con il nome più idiota del pianeta. Carta rosa, così fatichi di più a leggere quelle file di numerini con le quotazione azionarie. E sei lì che ti chiedi perché le General Motors vanno giù, cosa c'è dietro? Un trucco di un gruppo di merda di speculatori o hanno proprio scoperto che all'ultimo modello di auto gli si staccano le ruote? E sai che comunque ti fregheranno e che se ti va bene e sei molto abile ti fregheranno poco e a conti fatti ci avrai guadagnato qualcosa, sennò piangerai e odierai il capitalismo con tutte le tue forze.
ra però tutto è cambiato. Nel giro di 10 anni sono diventati milioni i giocatori indipendenti che comprano e vendono direttamente dal loro computer.
Questo fenomeno va di pari passo con un altro: grosse fette delle azioni di moltissime imprese sono nelle mani dei dipendenti. Sopratutto nel campo delle società che si occupano di software è diventata un'abitudine legare i dipendenti migliori con quote di azioni.
Ma sta succedendo anche altro. sono esplosi i gruppi che gestiscono denaro in modo etico, acquistando azioni di società che non sono coinvolte nella produzione di  genetica, armi e processi produttivi inquinanti. Le maggiori banche mondiali hanno ormai fondi di investimento etico e non è più irrisorio il denaro raccolto dalle banche etiche che investono solo in imprese ad alto contenuto solidale.
E, parallelamente, cresce la coscienza del potere che i nostri consumi hanno sulla qualità della vita sul pianeta.
La Nike, la Reebok, la Nestlé, la Del Monte, e tutte le imprese legate alla manipolazione genetica hanno toccato con mano quanto sia doloroso subire il rifiuto dei loro prodotti da parte di chi non sopporta di comprare scarpe che trasudano il dolore di chi le ha costruite in condizioni di sfruttamento disumane e cibo che minaccia la salute.
E' interessante notare che quel che ha colpito queste aziende non è stato tanto il calo delle vendite quanto il crollo in borsa. La Deutch Bank è arrivata a sconsigliare ai suoi clienti di investire sul settore genetico...
Incredibilmente la borsa diventa il più potente megafono delle proteste umanitarie perché i grandi finanzieri sono terrorizzati dal fatto di avere tra i piedi una massa ormai consistente di microinvestitori scoglionati che ci mettono due secondi a abbandonare in massa un titolo solo perché la vicina di casa ha detto che è un'ingiustizia far lavorare i bambini di 6 anni, pagati 200 lire l¹ora, a fare palloni.
La cosa meravigliosa è che non importa se il piccolo investitore è una persona buona o no. Anzi, da un certo punto di vista se è cattiva è meglio. Venderà i titoli più rapidamente perché i cattivi hanno più paura degli altri di essere fregati. Sono cattivi e pensano che gli altri siano più stronzi di loro.
Oggi la prima grande preoccupazione della direzione di una multinazionale non è il profitto ma la quotazione in borsa.
Amazon perde miliardi ogni anno da quando esiste, ma chi possiede le azioni Amazon è felice perché il titolo sta salendo in modo verticale (non lasciatevi abbagliare dai continui crolli della borsa, sono solo fumo negli occhi, le quotazioni dei titoli non vanno viste su un mese di tempo ma su qualche anno).
Amazon aumenta di valore perché possiede il più grande data base del mondo con milioni di informazioni sulle affinità. Gli investitori "sentono" che questo valore oggi è vincente e il valore delle azioni sale perché c'è sempre chi è disposto a pagare le azioni un dollaro di più.
In questo scenario l'immagine di un'azienda è la prima preoccupazione della direzione perché l'immagine è la quotazione in borsa che E' la differenza tra essere un grande manager superpagato o un fallito. Se le quotazioni crollano il direttore generale se ne va e dovrà piangere per trovare un lavoro con lo stesso stipendio.
Il vecchio capitalista che mira a incassare una lira in più  dalla vendita dei prodotti non esiste più. Anche nei casi, ormai rarissimi, di padroni che gestiscono la propria azienda essi sono più interessati al guadagno derivante dall'aumento della quotazione delle azioni che posseggono.
Mettete insieme tutti questi elementi e non ci mettete molto a capire come mai appena le grandi multinazionali sono nei guai iniziano a fare donazioni fantasmagoriche a organizzazioni benefiche.
E' una rivoluzione incredibile e quasi surreale.
Ma sarebbe un processo lentissimo se non ci fosse l'idea pazzesca di D'Antona, esimio professore della Statale di Milano, Dipartimento di informatica.
Mi ha spiegato cosa sta facendo e a confronto la Rivoluzione d'Ottobre del 1917 in Russia, sembrerà un episodio insignificante.
Con una banca svizzera come garante sta costruendo una borsa parallela su internet sulla quale non saranno quotate multinazionali ma imprese di qualunque tipo e di qualunque misura. Oggi queste imprese non hanno nessuna via per finanziarsi se non ricorrere a soci investitori o alle banche, entrambi duri da trattare. Se chi è troppo piccolo per quotarsi in borsa trovasse un luogo dove mettere in vendita piccole porzioni della proprietà delle propria impresa ci si butterebbe a pesce. E non a caso il meccanismo per costruire una Spa e quotarsi in borsa è tanto complesso e pieno di ostacoli. Le grandi multinazionali vogliono essere le sole a spartirsi la torta degli investimenti diretti. Ad esempio, se devo comprare una quota di una piccola società devo andare a fare un atto dal notaio e spendere un milione, ha senso farlo solo se devo comprare molti milioni di società. Invece se compro un'azione che costa 10 mila lire devo pagare solo un 1,5% di intermediazione. Tecnicamente è un gioiello di semplicità legale. Non c'è nessuna legge che mi impedisca di vendere qualunque cosa se do garanzie reali di possesso. E voi sapete che la legislazione svizzera e i regolamenti bancari svizzeri, da questo punto di vista, sono più sicuri del buco del culo del presidente degli Stati Uniti quando sta in un bunker del Pentagono.
Ora immaginate uno scenario nel quale io, piccolo investitore posso scegliere tra lo scoglionarmi nel grande mercato oppure cercare piccoli imprenditori di valore e mettere i miei soldi nelle loro mani. E posso farlo attraverso "gruppi di investimento" che usano le "recensioni sull'affidabilità di un imprenditore" fornite da tutti quelli che ci hanno lavorato assieme. Il "gruppo di investimento" non investe su un solo imprenditore ma fraziona il rischio su centinaia di imprenditori.
Il meccanismo ha implicazioni enormi perché consente alle iniziative maggiormente etiche di ottenere presso gli investitori indipendenti un particolare coefficente di fiducia.
Se a questo colleghiamo il fatto che internet e il meccanismo delle vendite on-line sta facendo lievitare i gruppi di acquisto collettivo, le banche del tempo, il baratto ecc. possiamo sperare che si arrivi alla nascita di una fortissima economia indipendente nella quale consumatori-produttori, consumatori-investitori e consumatori semplici si consociano per ottenere prodotti etici, di altissima qualità a prezzi stracciati.
A questo punto potrebbe anche saltare il più potente freno allo sviluppo dell'umanità: la capacità del capitalismo tradizionale di rallentare l'introduzione dele nuove tecnologie ecologiche che non siano basate sul sistema petrolio-auto-motore a scoppio-veleni chimici. Inoltre gruppi di consumatori con un forte potere d'acquisto consociato potrebbero commissionare nuovi prodotti, contrattare contratti particolari con banche e assicurazioni, oltre a autogestirsi la distribuzione delle merci ottenendo risparmi tra il 30 e il 70% sui prezzi.
Ad esempio potrei consociare persone oneste e autoassicurarci contro il furto evitando così i prezzi imposti dall'avidità degli assicuratori e degli assicurati disonesti che imbrogliando portano alle stelle i premi assicurativi (questa idea è di Vittorio Giordano).

Il nostro programma rivoluzionario

Detto questo posso aggiungere che si tratta di individuare alcune azioni essenziali per accelerare questo processo; non si tratta ovviamente di costruire organizzazioni, nominare capi per la battaglia, fare propaganda e simili ma di individuare quali servizi possano nascere e determinare nuove opportunità che, come nel caso di Linux e della banca dei poveri, determinino comportamenti vantaggiosi e positivi prima impossibili.
La mia visione di internet è quella di un'immensa prateria selvaggia dove si possono costruire autostrade, ferrovie, stazioni, villaggi cosicché si creino comunità economiche e sociali che prosperino in pace gestendo autonomamente pezzi del sistema.
Il primo passo è quello di costruire una ferrovia etica che colleghi tutti i siti che abbiano come obiettivo la condivisione e la solidarietà umana.
Stiamo, infatti, creando le pagine gialle dell'alternativa.
Per essere citati non bisognerà pagare una lira ma solo ricambiare ospitando uno spazio pubblicitario dell'iniziativa sul proprio sito.
Vorremmo censire tutte le energie disponibili: centri, gruppi, associazioni, imprese dolci, etiche e solidali, servizi, professionalità. il tutto correlato con le recensioni di ogni singolo utente e mettere così le basi di un servizio complessivo di informatizzazione delle relazioni, base per lo sviluppo di gruppi di relazione.
Lo sviluppo di questa ferrovia informatica, di questa piazza virtuale dove incontrarsi è incentivato dall'esistenza del Catalogo delle Merci dolci a prezzi stracciati. Si tratta di uno strumento concepito in modo aperto come contenitore dove chi è in sintonia col discorso può esporre le proprie merci, garantendole col proprio nome. Il catalogo pratica prezzi all'osso con un ricarico unicamente tecnico, e già ora è in grado di vendere con una maggiorazione sul prezzo di fabbrica del 25-35% (a secondo delle quantità) comprese le spese per la consegna a domicilio (che incide con la confezione dei colli per un 12-14%).
Se il meccanismo crescesse si potrebbe arrivare a un'ulteriore limatura del ricarico del 10%.
Una seconda operazione consisterà nel consociare parte dei siti presenti sulle pagine gialle alternative organizzando uno scambio di banner che si pagherà offrendo a un'agenzia specializzata che dovrà fisicamente rendere operativo lo scambio e monitorarlo con data base particolarmente sofisticati e costosi. Come pagamento le società commerciali chiedono un banner a disposizione per ogni banner scambiato noi siamo riusciti a ottenere 1 banner ogni 2 scambiati, dimostrando che anche in questo campo è possibile ottimizzare i ricarichi.
Infine quelli tra i siti che vorranno, potranno vendere collettivamente la pubblicità, sempre tramite agenzie in libera concorrenza tra loro, senza nessuna posizione monopolistica.
Alle quotazioni più basse del mercato oggi un ingresso in un sito di una persona che si gira 5 pagine può rendere 500 lire nette dalla percentuale dell'agenzia e degli sconti sui prezzi di listino.
Nessun sito medio però ha un giro sufficiente di visitatori per mettersi sul mercato.
Noi siamo riusciti a mettere insieme una trentina di siti che insieme superano abbondantemente il milione di contatti (impressions), che è la soglia minima per essere presi in considerazione dal mercato.
E' anche qui interessante notare che mentre un giornaletto alternativo o una radio free sono poco competitive nel mercato pubblicitario la situazione si rovescia su internet dove le persone interessate all'etica, alla solidarietà, alla pace al benessere psicofisico e all'ecologia rappresentano un target di prima classe per la maggioranza degli inserzionisti pubblicitari. E scusate, ma far concorrenza alla Fininvest sul terreno della raccolta pubblicitaria mi fa godere da matti.
Anche perché ovviamente siamo un po' carogne e ci permettiamo di rifiutare tutte le pubblicità di prodotti scadenti e di imprese che non dimostrano una sufficiente propensione etica. Quindi, la pubblicità sui nostri territori è doppiamente appetibile perché è una sorta di certificato di garanzia.
Ovviamente "sporcarsi le mani con la pubblicità" comporterà rischi. Ma vale la pena di affrontarli perché ci daranno la possibilità di vivere agiatamente gestendo una decina di siti. E' come fare una tv che invece di essere un corpo unico è costituita da migliaia di persone che vivono della propria capacità creativa e di relazione.
Queste persone potranno trasferirsi a vivere lontano dall'inquinamento e dalla nevrosi urbana e costituire reali alternative al sistema di vivere corrente creando villaggi ecologici, asili, scuole, cliniche verdi, integrare il lavoro informatico con l'orto, i massaggi, l'agriturismo, corsi di ogni tipo...
Già oggi sono alcune migliaia le persone che vivono negli ecovillaggi italiani ma se dovesse svilupparsi questo nuovo settore di lavoro su internet sono certo che ci sarebbe una fuga di massa, oggi sono solo i problemi economici l'elemento che trattiene decine di migliaia di persone dal raggiungerci in collina.
Come dicevo, se riuscissimo a coinvolgere in questo processo il 5% della popolazione del pianeta avremmo già cambiato il mondo. Oggi comanda lo 0,5% degli esseri umani, essi posseggono o controllano più dell' 80% delle risorse del pianeta. Sono 30 milioni di persone ricchissime che attraverso un complesso sistema di relazioni, privilegi legali, regalie, violenze, tangenti e assistenzialismo clientelare tengono in scacco il mondo. In Italia 300 mila super ricchi hanno un patto di clientela con almeno 5 milioni di persone tra dipendenti pubblici inetti, membri degli apparati politici e sindacali incapaci, giornalisti prezzolati, settori della malavita organizzata, falsi invalidi e piccoli truffatori che sguazzano in un sistema legale che non punisce la truffa, incentiva i fallimenti fraudolenti e galvanizza con una burocrazia ossessiva le tangenti.  Ma si tratta di una classe dirigente non omogenea, poco coordinata, dilaniata da guerre intestine spietate. Non potrebbero più nulla se 300 milioni di persone consociassero il loro lavoro, il loro giocare e stare assieme e i propri consumi attraverso il meccanismo dei gruppi di affinità.
Anche perché internet rende realmente possibile la trasparenza della pubblica amministrazione e una decina di pensionati scassacoglioni possono benissimo monitorare il bilancio dello stato andando a beccare con appositi software tutte le anomalie di costi, tempi di lavoro ecc.
Cioé, internet rende la democrazia diretta non più un sogno ma qualche cosa di realmente praticabile.
Una volta che 300 milioni di persone saranno in grado di condividere informazioni, acquisti e consumi cooperando in ogni modo e contrastando l'illegalità e la follia distruttiva dell'attuale classe al potere (che sfrutta in ogni modo la propria posizione dominante usando ogni sorta di artificio monopolistico) sarà solo una questione di tempo il fatto che il resto dell'umanità arrivi a condividere una coscienza sufficiente da farla entrare nel meccanismo della condivisione.
Perché si acceleri questo processo è importante lavorare sull'alfabetizzazione informatica.
Non pensiate che sia un caso se i manuali dei computer e dei programmi sono fatti in modo che non ci si capisca un cazzo.
E' il loro gioco, istintivamente cercano di limitare l'accesso a tutte le nuove tecnologie. Lo capiscono anche loro che un computer in mano a tutti è un'arma formidabile, uno strumento di riscatto, indipendenza, autoformazione, autoemancipazione.
Si sa che le donne che usano un computer sono pessime schiave del sistema maschilista.
Il risultato di questa politica è che oggi i computer sono di gran lunga sottoutilizzati perché le persone non riescono a capirne tutte le potenzialità e non ne usano più del 10% della potenza.
Ecco perché abbiamo iniziato a sviluppare corsi di informatica, studiare nuove tecniche di insegnamento, un approccio più diretto, programmi maggiormente friendly.
Entro pochi mesi renderemo disponibile un nuovo software che renderà chiunque in grado di gestirsi da solo un sito internet senza sapere nulla di linguaggio HTML e mostruosità simili. Il cd sarà correlato da un libretto e da un altro cd esplicativo e divertente. Il nostro obiettivo è quello di portare un principiante assoluto a farsi un sito in 4 ore.
Parallelamente stiamo lavorando per informatizzare un gruppo di piccole aziende agricole modenesi usando lo stesso approccio semplificato.
Se il progetto dovesse decollare avremmo presto bisogno di consociare un migliaio di aziende informatiche individuali che garantiscano un'assistenza elementare almeno a parte di quei 10 milioni di nuovi utenti di internet che si prevedono nei prossimi 10 anni in Italia.
Insomma la rivoluzione sta per iniziare, sarà senza spargimenti di sangue, senza marce forzate e senza migliaia di anni di carcere duro. Insorgere contro l'odiato sistema borghese sarà un lavoro pulito, non inquinante e redditizio. Inoltre sarà molto socializzante e divertente.

Appendice

L'oppressione esercitata dalle prime società guerriere era diretta, fisica e senza mediazioni. Ad Atene l'aristocrazia era in nerbo dell'esercito e il potere era garantito dalla forza militare degli aristocratici, soldati di professione che erano in grado in qualunque momento di massacrare le classi subalterne, e più di una volta lo fecero.
Questo rapporto militare diretto lo troviamo anche più tardi nella storia. Lo avevano i colonizzatori europei nei confronti degli africani, dei nativi americani e in generale di tutti i popoli colonizzati. Ma già nel periodo della Roma imperiale si sviluppa una strategia diversa. l'aristocrazia patrizia cede la cittadinanza romana a tutti gli abitanti dell'impero. Infatti, i territori controllati sono talmente estesi che gli aristocratici devono "consociarsi" prima con la plebe romana poi con tutti gli italici, infine con tutti i popoli dominati. Ma si tratta più che altro di una consociazione tra aristocrazie che a loro volta controllano militarmente i loro servi e schiavi.
Ma con la crisi dell'impero romano succede dell'altro. Nelle lotte per la successione imperatori e generali golpisti arrivano a fare offerte molto allettanti ai soldati pur di averli dalla loro parte.
Poi un bel giorno il re barbaro Totila, restato senza esercito, ha un'idea storica: dona territori ricchissimi ai contadini poveri chiedendo in cambio un soldato per ogni famiglia.
L'idea per i tempi era pazzesca perché si pensava che solo i soldati di professione sapessero combattere e che un esercito di contadini sarebbe stato spazzato via in un soffio dalle armate imperiali.
Invece Totila stravince con i suoi straccioni.
Da allora lo stesso sistema viene via via utilizzato da imperatori d'oriente (ad esempio contro gli Unni) e d'occidente e da pretendenti al trono più o meno legittimi.
I risultati sono quasi sempre eccezionali e nel medio evo questa nuova realtà consolida una coscienza da parte del popolo della propria forza militare che baratta con libertà, diritti e migliori condizioni economiche.
Nel medio evo nascono i liberi Comuni, dove artigiani e commercianti, discendenti dai servi della gleba, vivono in isole abbastanza indipendenti dallo strapotere feudale. E, molto spesso, l'autonomia delle città mercantili deve essere difesa militarmente o patteggiata offrendo soldati che combattessero dietro le bandiere dei nobili.
Nel Medio Evo c'è una costante contrattazione del potere dal punto di vista della forza militare. Addirittura gli svizzeri saldano la loro indipendenza con la capacità di offrire eserciti mercenari al miglior offerente.
Questa situazione crea nel medio evo una certa ricchezza nelle mani di persone che non fanno parte della classe nobile. I nuovi diritti civili, fiscali e politici, in mano dei borghesi, permettono ad alcuni di sviluppare attività economiche talmente fiorenti che il centro dell'economia divennero le città e i nobili si trovarono costretti a chiedere prestiti ai banchieri per farsi guerra.
Così il loro potere divenne condizionato e si basò sempre di più sulle capacità di mediare con il potere dei borghesi, le pretese dei mercenari, la forza militare dei contadini e le finanze dei banchieri.
La rivoluzione industriale creò infine la classe operaia e la sua capacità di bloccare la produzione.
Così il potere della borghesia si è poggiato per quasi due secoli su un complesso sistema di clienteralismo, e sulla disponibilità della piccola borghesia a sostenere il capitale piuttosto che allearsi con i lavoratori.
Negli anni sessanta il potere ha affinato le sue capacità di costruire consenso usando in modo massiccio i mass media, sostituendo i lavoratori non specializzati con le macchine, concedendo uno status di privilegio alle aristocrazie operaie e favorendo una microimpresa fatta di "padroncini", taxisti, camionisti, rappresentanti ecc.
La politica, come il commercio, è diventata negli ultimi decenni essenzialmente una questione pubblicitaria.
Se è vero che ancora il potere capitalista, nel suo complesso, è garantito dalla sua forza militare, lo scontro tra le forze politiche e economiche passa essenzialmente per la capacità di "convincere² il consumatore-elettore.
Fino all'esplosione delle televisioni e delle radio private però il cittadino pagava il canone o il prezzo del giornale per essere raggiunto dalla pubblicità.
Poi si è iniziato a offrire spettacoli gratuiti pur di veicolare pubblicità e infine con internet si è arrivati a pagare il cittadino purché ascolti.
La battaglia in internet si combatte a colpi di servizi e software regalato e già molte compagnie sono arrivate a pagare chi è disposto a guardare la pubblicità;
Ma il peso del meccanismo della gratuità in internet ha valenze davvero enormi.
Ad esempio, per lanciare un nuovo programma le imprese di software ne regalano milioni di copie di una versione semplificata per vendere poi versioni più avanzate a centinaia di migliaia. Anzi, si è verificato che il meccanismo della copia artigianale dei dischetti rivenduti poi a un decimo del prezzo ufficiale ha fatto il successo e la fortuna di molti software.
E' come se lo sviluppo della cultura a disposizione della gente porti naturalmente le imprese commerciali e i gruppi di potere al tentativo di "comprare" il consenso attraverso la gratuità.

Nel Terzo Mondo non lo fanno
Non voglio con questo dire che il capitalismo è diventato buono. E' sempre una carogna.
Basta guardare al sistema economico escogitato per tenere nella miseria i paesi "in via di sviluppo", basato sui mercati chiusi. Non crediate che chi produce banane in Africa possa venderle a chi vuole. E com'è possibile che una risorsa non rinnovabile come il petrolio costi quanto l'acqua minerale?
Ma anche la situazione delle popolazioni povere, escluse dalle risorse della rete informatica, è, comunque, stellarmente lontana da quella di 30 anni fa.
La miniaturizzazione dell'elettronica e il crollo dei prezzi delle macchine utensili ha permesso uno sviluppo economico a ritmi notevoli.
Oggi lo sviluppo delle zone depresse ha come unica speranza la creatività di migliaia di cooperative che, utilizzando tecnologie elementari, stanno riuscendo a fermare la desertificazione, e lo scambio di informazioni (via internet) su queste tecniche povere e facilmente gestibili è un'opportunità eccellente.

Sponsorizzami la pace in Burundi
Ma il colpo grosso, per gli umani di buona volontà sarà il fatto che il meccanismo della promozione attraverso i regali innescherà certamente una spirale perversa. Si è cominciato regalando software e brevi filmetti e si finirà offrendo ai consumatori miracoli in politica internazionale.
"Bevi Coca Cola e non ci saranno più guerre!" sarà uno slogan possibile in futuro.
Ed è un'assurdità meno assurda di quel che sembra.
Proprio la Coca Cola per arginare la crisi di immagine e di vendite ha iniziato una nuova politica pubblicitaria, invece che nei soliti spot ha investito nella bonifica delle zone alluvionate dell'Africa.
Invece la Microsoft ha dichiarato guerra al Verme della Guinea, terribile parassita stroncabile al prezzo di 50 miliardi di lire circa.

Quanto potere ha un cazzone con un bazooka?
A voler schematizzare si potrebbe dire che esiste una corrispondenza tra il livello di diritti delle persone, la loro capacità distruttiva e la loro capacità di informazione.
Ai tempi dei romani il massimo che potevi fare se ti incazzavi era pigliare la spada e cercare di tagliare la testa a una decina di centurioni prima che ti beccassero. E per riuscirci dovevi essere molto grande e molto grosso.
Nel medio evo  con la balestra già potevi fare danni maggiori. Con l'invenzione della carabina la situazione migliorò notevolmente, le bombe a orologeria e la pistola a sei colpi decretarono la nascita della democrazia. Oggi posso far saltare in aria un palazzo con una comune bombola del gas e uno studentello deficiente può fare miliardi di dollari di danni con un virus informatico. Oggi più che mai il potere ha bisogno di consenso e dovrà giocoforza scendere a patti con i cittadini che, oltretutto, non sono mai stati così informati.

Una super centrale multimediale costa quanto un anno di stipendio
In tutto questo discorso va anche considerato il fatto che internet sta facendo esplodere la domanda di "opere d'arte" giochi, scritti e spettacoli.
Fra non molto, tra TV normali, satellitari, a fibre ottiche e via internet si potrà scegliere tra mille canali e mille tipi di intrattenimenti diversi.
La tendenza sarà quella di spazi su misura per ogni tipo di gusto e anche le minoranze più piccole avranno canali tematici a loro dedicati e sarà normale leggere un giornale o guardare una tv personalizzata sulla base dei propri gusti.
Questo vuol dire un'enorme domanda di prodotti "culturali".
E l'offerta sarà prodotta da una miriade di microgruppi indipendenti e flessibili che controlleranno la maggior parte del mercato.
Questo sarà possibile grazie al fatto che già oggi con una decina di milioni posso acquistare telecamera, registratore e computer in grado di montare video e trasmetterli in rete.
La stessa attrezzatura solo 10 anni fa mi sarebbe costata 100 milioni e avrebbe avuto possibilità stellarmente inferiori.

Il computer ti cambia la testa. Te la fa spray.
Uno degli elementi del terrorismo antinformatico è che stare davanti allo schermo rincoglionisce, è una droga, si perdono i contatti col mondo e con gli esseri in carne ed ossa.
Ora c'è da dire che se uno si droga (di computer, di eroina, di tifo calcistico, di violenza...) la colpa non è della sostanza in sé ma dei vuoti di personalità di quella persona.
Sono poche le cose che sono buone o cattive di per sé.
La bomba atomica è comunque cattiva. Ma magari fra mille anni salviamo la Terra bombardando con missili atomici un asteroide scemo che ci sta venendo addosso, e allora tutti giù a dire che la bomba atomica è una figata pazzesca.
Ma le caratteristiche positive del computer sono di certo enormi non solo per quel che si può fare ma perché facendolo educhiamo la nostra mente a ragionare in modo consequenziale e a fare azioni coordinate secondo uno schema preciso.
La difficoltà ad agire in modo continuativo e consequenziale è uno degli ostacoli maggiori che si devono superare per imparare a usare il PC e è anche l'ostacolo più arduo che si frappone tra di noi e una vita soddisfacente.
Mettiamo sempre il carro davanti ai buoi, capiamo fischi per fiaschi e saltiamo di palo in frasca. La differenza tra il computer e la vita è che col PC puoi permetterti di sbagliare centinaia di volte (e così imparare) in un tempo brevissimo.
Nella vita imparare a ragionare in modo razionale sbagliando è un po' più difficile. Insomma se ti sbagli e schiacci "quit" invece di "register" non ti succede niente di terribile. Invece se confondi un grizzly con il tuo forno a microonde gli effetti sono più radicali.

Nel nuovo sistema economico "informato" si scoprono vantaggi inimmaginabili.
Gli imprenditori si stanno accorgendo che per anni hanno fatto cazzate mostruose senza neppure avere il modo di accorgersene.
E' il famoso "caso del formaggio".
Un supermercato americano inizia a regalare ai clienti più affezionati un computer col quale fare le ordinazioni da casa per poi passare a ritirare la merce già nei sacchetti. Agli altri acquirenti regala una tessera per avere sconti che però permette di memorizzare chi ha comprato cosa.
In questo modo si è scoperto che un formaggio, che stava per essere tolto dalla rosa dei prodotti venduti era acquistato dal 25% dei clienti che spendevano più soldi.
Quindi eliminandolo si rischiava di perdere parte dei compratori migliori che avrebbero cercato altrove il loro formaggio preferito.
Ecco come un'informazione può far diventare conveniente per le aziende qualche cosa che apparentemente sembra uno spreco di lavoro e di denaro.
Oggi ci sono organizzazioni che comprano e vendono informazioni sui consumatori.
Non parlo degli obsoleti commerci di indirizzi, raccolti allo scopo di bombardare di dépliant cassette più o meno postali. E neanche di schedari spionistici dove per ogni umano è annotato tutto quel che compra.
Queste aziende che lavorano elaborando informazioni sui consumi non sanno che farsene delle tue informazioni individuali.
Vogliono scoprire quali sono gli elementi di similitudine nei consumi di gruppi omogenei.
Ogni volta che individuano una costante hanno fatto bingo perché sanno cosa desidera un tipo di cliente e dove fare pubblicità per contattarlo.
E darebbero un sacco di soldi per sapere anche come preferiresti un auto, un gelato o una maglietta.
Il meccanismo è perverso perché una volta che hanno speso fantastiliardi di dollari per sapere cosa vuoi si sentiranno in dovere di dartelo.
Che cosa succede se i gruppi umani impegnati nella pace, l'ecologia e i diritti umani decidono di vendere le informazioni sulle loro preferenze alle multinazionali?

1) Fanno un sacco di soldi che possono investire in campagne umanitarie.
2) Convincono le multinazionali che se vogliono il consenso di una grande fetta di consumatori devono investire in pace, amore e ecologia.

La conclusione di tutto il discorso è che stiamo per vincere la gara di resistenza con il male, la stupidità e la violenza.