Infuria la polemica sull'eolico: potrebbe fermare la rotazione della terra!

Marco Travaglio del lunedì



Categoria Video Controinformazione

IO ADORO QUESTO MONDO. TUTTO SEMBRA COSTRUITO PER RIDERE. E' QUESTO CHE MI Dà SPERANZA DI FRONTE ALLA FOLLIA! Su http://www.jacopofo.com/nucleare-senza-futuro#comment-9162 un lettore ha pubblicato il post che ripubblico qui sotto nel quale sostiene che le pale eoliche sono un pericolo perché potrebbero rallentare il vento e quindi fermare la rotazione terrestre. Le risposte di altri lettori spiegano abbondantemente perché questo non è possibile. Io penso che si tratti di uno scherzo ma trovo comunque che l'idea sia fantastica e apparentemente convincente. Si tratta di un'illusione logica. Cioè di un pensiero che è strutturato in modo da piacere alla mente anche se è completamente assurdo. Sono molte le illusioni logiche che ci tengono prigionieri. Ad esempio l'idea che il mondo peggiori (ci ho scritto un libro con Michele Dotti: Non è vero che tutto va peggio). Anche Berlusconi è un'illusione logica, come il rilancio del nucleare, la guerra in Iraq per salvare gli iracheni dalla dittatura e l'invasione dell'Afghanistan per liberare le donne dal burka (il velo integrale islamico). ECCO LA LETTERA SUI MULINI A VENTO CHE FERMANO LA ROTAZIONE TERRESTRE. Dunque: da cosa sono prodotti i venti? Qualcuno che ha studiato fisica si ricorderà forse della forza di Coriolis che influenza, oltre al movimento delle correnti e dei venti, anche il senso preferenziale dello scarico della nostra vasca nell'emisfero settentrionale, ed il motivo per il quale i treni marciano sulla sinistra essendo nati nello stesso emisfero. Gli altri possono cercare su Wikipedia. In assenza di rotazione terrestre i venti semplicemente non girerebbero sul piano orizzontale ma si muoverebbero tra zone più calde e zone più fredde in superficie e viceversa in quota: un pò quello che avviene per i mari negli stretti come ad esempio quello di Gibilterra. Visto che la terra fornisce energia al vento e le pale eoliche traggono energia dal vento, per una proprietà transitiva determinata dalla prima legge di termodinamica, consegue che le pale eoliche traggono energia dalla rotazione terrestre e quindi contribuscono a rallentarla: ricordo che questo tuttavia avviene normalmene anche se in misura molto ridotta. Certamente anche i grattacieli e soprattuto le montagne trasformano parte dell'energia cinetica in energia termica: tale probabilmente la ragione del rallentamento. Tuttavia gli impianti eolici sono, per costruzione, più efficienti di una montagna o persino di un grattacielo nel "catturare" l'energia del vento e da ciò i potenziali maggiori effetti sul sistema dovuti ad una diffusione capillare e massicia del fenomeno - non si parla naturalmente delle eliche sulla Sila ma di impianti capaci di fornire l'energia di una centrale nucleare. Quanto alla periolosità sostengo che se ne sa molto di più del nucleare e dell'idreoelettrico di quanto se ne sappia del solare e dell'eolico che sono teconologie più recenti e l'ignoranza non dovrebbe essere utilizzata come rassicurazione. Fabrizio Bartolomucci Roma RISPONDE Dr Destino Fammi capire... Secondo te un milione o cento milioni di pale ( fra qualche anno saranno in disuso e verranno sostituite da quello che per adesso chiamano eolico verticale, meno ingombrante e dalla resa superiore e oserei dire anche dall' aspetto più piacevole) possono riuscire a fermare il moto della terra. Cioè delle cose che al massimo sono alte 30mt. che hanno una superfice d' impatto pari a un albero e che per similitudine possono essere equiparate ad un bosco, possono cambiare il moto terrestre. E' come dire che le migliaia di aerei che ci sono in circolazione dovrebbero contribuire ad aumentarne il moto. Non ti sembra vagamente esagerato? Riguardo ai modelli sui vari disastri nucleari, non mi hai risposto, dove sono? Qualcuno li ha fatti? Secondo te se io sparo una bomba atomica nel fondo di un' oceano, cosa che hanno fatto in parecchi, quali conseguenze mi posso aspettare che succedano? E dopo quanto tempo? Per esempio, se io oggi ti dò un pugno in faccia, probabilmente non è che ne vedresti subito gli effetti. Magari domani, anzi probabilmente domani ti ritroveresti con un occhio nero da portarti addosso per qualche giorno. Pensi che una bomba atomica sia più pericolosa di un pugno in faccia? Fra quanto, secondo i famosi modelli matematici, questo pianeta ci presenterà il conto? Chi li pagherà i danni? Quelli come te che pensano che l' eolico è pericoloso avrebbero bisogno di farsi un giro nell' ospedale di Chernobil (grazie per avermelo ricordato). By drdestino


Commenti

Dice adunque che, al primo parlar che si fece di peste, don Ferrante fu uno de' più risoluti a negarla, e che sostenne costantemente fino all'ultimo, quell'opinione; non già con ischiamazzi, come il popolo; ma con ragionamenti, ai quali nessuno potrà dire almeno che mancasse la concatenazione.
- In rerum natura, - diceva, - non ci son che due generi di cose: sostanze e accidenti; e se io provo che il contagio non può esser né l'uno né l'altro, avrò provato che non esiste, che è una chimera. E son qui. Le sostanze sono, o spirituali, o materiali. Che il contagio sia sostanza spirituale, è uno sproposito che nessuno vorrebbe sostenere; sicché è inutile parlarne. Le sostanze materiali sono, o semplici, o composte. Ora, sostanza semplice il contagio non è; e si dimostra in quattro parole. Non è sostanza aerea; perché, se fosse tale, in vece di passar da un corpo all'altro, volerebbe subito alla sua sfera. Non è acquea; perché bagnerebbe, e verrebbe asciugata da' venti. Non è ignea; perché brucerebbe. Non è terrea; perché sarebbe visibile. Sostanza composta, neppure; perché a ogni modo dovrebbe esser sensibile all'occhio o al tatto; e questo contagio, chi l'ha veduto? chi l'ha toccato? Riman da vedere se possa essere accidente. Peggio che peggio. Ci dicono questi signori dottori che si comunica da un corpo all'altro; ché questo è il loro achille, questo il pretesto per far tante prescrizioni senza costrutto. Ora, supponendolo accidente, verrebbe a essere un accidente trasportato: due parole che fanno ai calci, non essendoci, in tutta la filosofia, cosa più chiara, più liquida di questa: che un accidente non può passar da un soggetto all'altro. Che se, per evitar questa Scilla, si riducono a dire che sia accidente prodotto, dànno in Cariddi: perché, se è prodotto, dunque non si comunica, non si propaga, come vanno blaterando. Posti questi princìpi, cosa serve venirci tanto a parlare di vibici, d'esantemi, d'antraci...?
- Tutte corbellerie, - scappò fuori una volta un tale.
- No, no, - riprese don Ferrante: - non dico questo: la scienza è scienza; solo bisogna saperla adoprare. Vibici, esantemi, antraci, parotidi, bubboni violacei, furoncoli nigricanti, son tutte parole rispettabili, che hanno il loro significato bell'e buono; ma dico che non han che fare con la questione. Chi nega che ci possa essere di queste cose, anzi che ce ne sia? Tutto sta a veder di dove vengano.
Qui cominciavano i guai anche per don Ferrante. Fin che non faceva che dare addosso all'opinion del contagio, trovava per tutto orecchi attenti e ben disposti: perché non si può spiegare quanto sia grande l'autorità d'un dotto di professione, allorché vuol dimostrare agli altri le cose di cui sono già persuasi. Ma quando veniva a distinguere, e a voler dimostrare che l'errore di que' medici non consisteva già nell'affermare che ci fosse un male terribile e generale; ma nell'assegnarne la cagione; allora (parlo de' primi tempi, in cui non si voleva sentir discorrere di peste), allora, in vece d'orecchi, trovava lingue ribelli, intrattabili; allora, di predicare a distesa era finita; e la sua dottrina non poteva più metterla fuori, che a pezzi e bocconi.
- La c'è pur troppo la vera cagione, - diceva; - e son costretti a riconoscerla anche quelli che sostengono poi quell'altra così in aria... La neghino un poco, se possono, quella fatale congiunzione di Saturno con Giove. E quando mai s'è sentito dire che l'influenze si propaghino...? E lor signori mi vorranno negar l'influenze? Mi negheranno che ci sian degli astri? O mi vorranno dire che stian lassù a far nulla, come tante capocchie di spilli ficcati in un guancialino?... Ma quel che non mi può entrare, è di questi signori medici; confessare che ci troviamo sotto una congiunzione così maligna, e poi venirci a dire, con faccia tosta: non toccate qui, non toccate là, e sarete sicuri! Come se questo schivare il contatto materiale de' corpi terreni, potesse impedir l'effetto virtuale de' corpi celesti! E tanto affannarsi a bruciar de' cenci! Povera gente! brucerete Giove? brucerete Saturno?
His fretus, vale a dire su questi bei fondamenti, non prese nessuna precauzione contro la peste; gli s'attaccò; andò a letto, a morire, come un eroe di Metastasio, prendendosela con le stelle.
E quella sua famosa libreria? È forse ancora dispersa su per i muriccioli.


Ricordo che i i notabili dell'epoca, al contrario di Don Ferrante che almeno se la prendeva senza far danno alcuno con le remote stelle, perseguitavano i poveri cristi accusandoli di essere degli untori, ciò senza aver alcuna maggiore fortuna di lui nel prevenire il contagio.

Fabrizio Bartolomucci Roma

Ritengo sarebbe incosciente scherzare su questo punto. Il ragionamento è semplice: la forza del vento presenta due componenti ortogonali: una determinata dal calore e quindi di natura solare, l'altra determinata dalla forza di Coriolis di natura terrestre. Se si fa lavoro sulla prima componente non si altera il movimento della terra - forse si potrebbe limitare la circolazione dei venti con effetti desertificanti, però -, se si fa lavoro sulla seconda lo si fà. Se si fa poco lavoro lo si altera poco, se si fa molto lavoro lo si altera molto. Ciò ignorando le turbolenze che potrebbero consumare energia cinetica di provenienza mista.

Ricordo di nuovo il Biodiesel...

Fabrizio Bartolomucci Roma

http://www.enel.it/azienda/ricerca_sviluppo/dossier_rs/eolico/

Energia da eolico L’energia eolica è l'energia posseduta dal vento soprattutto sotto forma di energia cinetica. I venti sono prodotti dalla radiazione solare che scalda l’atmosfera, la terra e gli oceani. Questo riscaldamento non è omogeneo e, grazie ai cicli stagionali e ai cicli giorno-notte, si creano delle variazioni di temperatura dell’aria. L’aria scaldata si espande, tende a salire e crea così una zona di bassa pressione occupata poi da aria più fredda proveniente da zone d’alta pressione. In questo modo si creano correnti d’aria la cui forza va da quella delle brezze leggere a quella dei tornado. Ma non è solo l'energia solare a determinare tutte le caratteristiche del vento: assume grande importanza, infatti, anche l'effetto della rotazione terrestre che determina delle deviazioni delle masse d'aria in movimento quando queste, nel loro spostamento, cambiano di latitudine o anche di quota sul livello del mare. Le deviazioni imposte sulle masse d'aria in movimento orizzontale (con direzione parallela alla superficie terrestre) o verticale possono essere orarie (anticicloniche) o antiorarie (cicloniche). Questo vale per l'emisfero Nord, mentre all'emisfero Sud le rotazioni sono opposte.

La rotazione terrestre influenza le direzioni del vento! Non la produzione del vento!

SE VOTI BERLUSCONI, L'ITALIA RITORNA IN GUERRA IN IRAQ, A FARSI AMMAZZARE!!! POF POF POF !!! Scelgo di essere felice! :D