Voglio diventare alcolizzato!

Una volta sognavamo la Rivoluzione, il Mondo Migliore o almeno un Nuovo Modello di Sviluppo.
Adesso il massimo delle mie aspirazioni e' diventare alcolizzato all'ultimo stadio.
Voglio trascinarmi per strada con una bottiglia di gin di pessima qualita' nascosta in un sacchetto e non essere piu' in grado di ricordarmi chi sia Veltroni, Berlusconi, D'Alema.
Che altro posso fare per sopravvivere all'angoscia di una situazione politica che non va da nessuna parte?
Siamo immersi in una crisi mentale, sessuale e ideale.
Siamo prigionieri di una ghenga sincopata di politici bolsi. Il nuovo che avanza annega quotidianamente sommerso da dosi di merda diarroica.
E si staglia orrenda la prospettiva di rivedere la Banda Bassotti al governo, il partito dei nani e delle veline.
Non mi ricordo quando mi sono abbonato a una realta' che sembra un esperimento sulla schizofrenia dei ratti.
Ma checcazzo fa il governo? Checcazzo fa la sinistra, checcazzo fa Di Pietro?
Sono tentato di ripetere l'ansiogeno elenco delle leggi che ci aspettavamo fossero cancellate subito e di quelle che eravamo sicuri avrebbero approvato immediatamente. Ma mi astengo perche' riscrivere per la centesima volta quelle parole sarebbe orribile. Sessualmente depressivo.
E non ce la faccio neanche piu' a dire ai compagni del movimento che la protesta non basta e bisogna imboccare la via di un'opposizione vera. Si', perche' dopo il radioso Vaffanculo Day, ci si trova a brancolare nel buio emotivo della ripetizione della mobilitazione di piazza, inutile coazione a ripetere...
E pochi han preso sul serio i nostri appelli a un movimento perche', dopo aver protestato, si metta a costruire partendo dai gruppi di acquisto, dall'ironia di massa e dagli abbracci gratis.
Allora che faccio?
Smetto di scrivere di politica e mi do' alla letteratura occulta?
Chiedo l'eutanasia per non dover piu' soffrire come una bestia di fronte allo spettacolo osceno delle polemiche da telegiornale?

Sono seriamente in crisi.
Dal punto di vista professionale, come scrittore, non so piu' che cosa raccontare.
Da mesi mi rigiro in questo empasse, trappola emotiva per topi.
E scrivere queste righe non mi ha dato la soluzione.
Il massimo che riesco a immaginare e' questo sfogo.
La mia musa ispiratrice, la chimera che guida la mia anima, non so dove sia finita.
Da un anno ormai macino inizi di romanzi e racconti che mi si avvizziscono in mano perche' mi accorgo che mancano della forza necessaria per superare il cicalio dei mortiferi cellulari mediatici, per superare le vertigini che mi prendono guardandomi intorno, in questo ipermercato della desolazione.

La situazione italiana e' ingessata al di la' di qualunque incubo.
Il movimento progressista gira a vuoto in questa melma gelatinosa, la speranza respira solo con il polmone artificiale.
Che faccio?
Che dico?
Cosa sogno?

Mi rendo conto che non posso finire qui questo articolo.
Sarebbe un'istigazione al Valium totale.
E mi ricordo la nonna di Toni Barra che, citando Bertoldt Brecht, diceva che quando tutto crolla e il fango travolge le grandi speranze e' il momento di decidere se essere un ribelle e' veramente l'unica possibilita', qualunque cosa succeda.
Ma a cosa posso ribellarmi in questa tempesta di sabbia obnubilante?

Ho dovuto pensare un po' su questa domanda che mi e' uscita sullo schermo del computer, dettata dalla mia mente non razionale. Ho letto con la parte raziocinante le parole e, come a scuola durante l'interrogazione di greco, mi sono accorto di non avere nessuna risposta.

A cosa posso ribellarmi in un momento nel quale le ribellioni si infrangono su muri di gomma planetari?

Scartate tutte le ipotesi possibili restano soltanto le ipotesi impossibili.

L'unico terreno sul quale la rivolta oggi puo' dare risultati immediati (necessari per evitare l'imminente annegamento) e' l'unico terreno sul quale non devo fare i conti con la marea nera dei veti incrociati.

Io.
Si', io. La soluzione ora mi appare chiara. Non e' un artifizio letterario.
Scrivendo queste righe mi sono accorto che posso essere fedele in un solo modo al desiderio di battere un nemico al giorno.
Oggi mi tocca ribellarmi a me stesso.
Si', perche' oggi non posso restare nella comodita' di attaccare qualcun altro.
Oggi tocca che mi scomodo.
Un soldato solo non fa la guerra.
Quindi devo chiedermi: in che modo sono complice dello stato di fatto?
Dentro di me si nasconde un briciolo di ne-carne-ne-pescismo veltroniano?
Sono affetto di caoticita' autodistruttiva dipietrista? Sono un po' nano e un po' psicotico anch'io? Oppure c'e' in me un sottile doppialamismo dalemiano? E, infine, ho la vocazione al sono-stato-bravo-ma-ho-perso-lo-stessismo-prodista?

La risposta e' si'.
Sento che questa melma mi ha corrotto.
In qualche modo ne faccio parte.
Torno indietro di 30 anni, a quando il peso delle esperienze negative non mi aveva ancora infeltrito la voglia.
E sento che avrei potuto essere piu' fedele a me stesso.
Troppe volte ho sacrificato la spontaneita' al ragionamento.
Questo stare chino sulla mia rabbia contro i potenti e' diventato spesso un alibi per sentirmi impegnato e giusto e magari rifiutare di inventarmi una giornata dedicata all'amore, al gioco, agli amici, ai figli.
Si', per molti versi il mio impegno politico di questi anni, battaglia donchisciottesca, e' stato un paravento per nascondermi dalla vita quotidiana, dalla sfida di portare nell'esperienza di tutti i giorni elementi nuovi.
Voglia di ribellarmi alla tendenza del mio rapporto d'amore di arrotolarsi su se stesso.
Voglia di ribellarmi agli anni della crescita delle mie figlie che scivolano via lasciandomi con la sensazione che avrei potuto vivermi piu' momenti con loro.
La rivoluzione: o la porti nelle tue giornate, sconvolgendo le priorita' che ti impone il sistema mentale della velocita' e della catastrofe incombente oppure, alla lunga diventa nevrosi rivoluzionaria, ninfomania politica.
Quindi oggi proclamo la mia personale giornata di lotta contro la perdita di ideali e tradimento del programma elettorale del mio personale governo interno.
Prendo su la famiglia e dopo mesi di superlavoro fotovoltaico ci andiamo a fare una gita. Andiamo a trovare Angese.it a Massa Martana, dove si e' costruito un favoloso pavimento di legno, intarsiando con le sue mani arabeschi. E andiamo a vedere uno dei piu' antichi ponti romani, che, completamente ignorato dalle promozioni turistiche, sta giusto li', sotto Massa Martana.
E cercheremo un buon ristorante e parleremo solo di questioni divertenti.
E poi, stasera, parlero' con mia moglie, la donna della mia vita, e le diro' di quanto sono stato stupido, a scrivere di ambiente piu' di quanto abbia scritto del nostro amore e del fatto, certo piu' di un mulino a vento, che ho avuto una grande fortuna a conoscerla e essere comunque riuscito a non rovinare tutto, e trovarmi ancora, dopo 12 anni, a desiderarla in modo selvaggio.

Il mio programma di lotta per l'inverno e' molto semplice: scherzare di piu', fare molto piu' sesso, raddoppiare i massaggi, costruire un grande igloo con le bambine e andare una settimana a Ginevra a vedere come fanno gli svizzeri a vivere senza burocrazia. E voglio dipingere 100 quadri di donne nude e scrivere il romanzo piu' scemo della storia del mondo.
Un romanzo che la gente lo legge e non riesce a smettere di ridere. E ride talmente tanto che si dimentica che viviamo in Italia, il paese dove galleggiano gli stronzi.

 

Jacopo Fo


Commenti

Caro Jacopo oltre la nausea, la delusione, l'amarezza e lo sconcerto, credo che sia giusto strizzare gli occhi e cercare di vedere, attraverso la nebbia, quale sia la strada da intraprendere. In alternativa c'è l'annullamento.

Viviamo un sociale che privilegia ogni forma di follia ( purché sia utile agli interessi del mercato e dei capitali) e che deprime,  opprime e sopprime ogni spinta di ragionevole dissenso. Però sappiamo che moltissime persone trovano aberranti le contraddizioni e le iniquità  del nostro tempo e  vivono la stessa condizione di nausea e di rifiuto; donne e uomini che patiscono anche per  la scarsità (e in molti casi la mancanza) di riferimenti e di rappresentanza di carattere  politico e culturale.

Le dimensioni del problema sono tali che non basta un genio (ogni riferimento è casuale) per risolverlo.

E' quasi banale dire che dinamiche così profonde e radicate hanno bisogno di processi di assimilazione ed elaborazione spesso molto lunghi e laboriosi, ma questo credo che non debba indurci alla rassegnazione o alla fuga. Dovrebbe invece essere motivo di stimolo ad un impegno ancora più intenso, se non a vantaggio nostro almeno in vista di quello dei nostri figli e di coloro che succederanno loro.

In che altro modo potremmo essere in pace con noi stessi e col mondo?

Mi piacerebbe organizzare eventi culturali, manifestazioni e dibattiti che favoriscano l'incontro e la comunicazione fra le persone che avvertono il disagio intollerabile di essere partecipi, volenti o nolenti, delle nefandezze della fase storica che viviamo. Purtroppo il mio scarso spirito pratico non me lo permette. La mia parte potrebbe essere quella di un umile portatore d'acqua.

Quello che continuerò a fare è , in accordo con i limiti e le qualità del mio essere,  approfondire quel lavoro rivolto contemporaneamente all'interno di me stesso e al di fuori del mio io, per rischiarare le nebbie dell'inconsapevolezza.

Forse è troppo poco, ma questo lo potrò superare solo acquisendo maggior consapevolezza. Il che è proprio lo scopo del mio lavoro.

Scusa se ti ho annoiato, spero che comprenderai il mio sfogo.

Un abbraccio                    

Condivido quanto da te espresso così nitidamente e chiaramente, Jacopo. Eccetto, ovviamente, quanto concerne i riferimenti personali, nel mio caso, diversi. Anche personalmente, provo un disagio sempre più forte alla situazione, sempre più caotica, che ci troviamo tutti a vivere. La politica, come abbiamo potuto constatare ancora in questi giorni, percorsi da violenze insensate e reazioni ancor più insensate, incitanti all'odio, alla vendetta ed all'intolleranza, appare sempre più spesso orientata solo alla ricerca del mero consenso immediato, sacrificando principi morali e concrete possibilità di una rinascita, morale e civile. Rinascita che, com'è chiaro, può ( potrebbe ) discendere esclusivamente da una conversione dei cuori, consapevoli che il mero perseguimento del proprio tornaconto personale non potrà giammai condurre ad un mondo giusto e, di conseguenza, pacifico. Come molto ben espresso nel libro, bello ed interessante, che attualmente sto leggendo ( " Il punto del caos " di Ervin Laszlo ), non ci si rende conto che , come insegnatoci da Einstein, non possiamo risolvere i problemi significativi che ci troviamo di fronte con lo stesso livello di pensiero che avevamo quando li abbiamo creati e si continua a procedere rispondendo alla violenza con maggior violenza, innescando ed accrescendo un circuito che, alla lunga, non potrà che portare il mondo intero verso la catastrofe. Ma speriamo ancora in un deciso cambio di rotta, continuando a ribellarci al marcio ed alle ingiustizie ( anche se con le ossa sempre più rotte ), consapevoli che solo un cuore puro e scevro da falsità e malafede può condurre a risultati positivi e duraturi. Per tutti. Ad maiora e alla prossima. Con tanti saluti, non disperando in un incontro più ravvicinato con la Vostra realtà, di Alcatraz, i cui principi apprezzo e condivido.

                                                                                       Patrizia Castaldo

                                                

Fai benissimo, credo che sia l'unico modo, per cambiare davvero qualcosa.

Ciao toll sfogoman... ( toll in tedesco vuol dire meraviglioso!),

Praticamente ti sei deciso a vuotare un po' il sacco che da tempo indeterminato ti porti sulle spalle.

Sono contenta.

Sono stata li' ad Alcatraz solo due giorni e mezzo alla fine di ottobre e, se devo dirtela tutta,  la stanchezza  che avvolgeva il tuo viso era palese.
Normale, ho pensato... con tutta l' energia che riversa all' esterno, forse non si sta fermando un attimino per  ricaricare le proprie pile.

Adesso che ho saputo della tua bella decisione di autodimetterti!!!, posso solo essere veramente  contenta per te, sia per il fatto che il tuo pensiero sia approdato marginalmente alla bottiglia di gin di pessima qualità ma, soprattutto, per il fatto che esso, il tuo pensiero, abbia trovato modo di fortificarsi in almeno uno dei tuoi punti elettorali piu' importanti. (Per fortuna mai niente è perduto!!!)

Punto elettorale Nr. 1: è il punto che da sempre porti avanti durante i comizi e che ha sempre assicura                                             to un' elezione immediata e un grado di alta soddisfazione alla tua coscienza!!!...

Lo scopo o l' ideale, per chi vive un' esistenza dignitosa, è quello di percepire la felicità nello sguardo di chi abbiamo scelto come compagno di vita, di chi si è fatto scegliere come figlio e di chi ci verrà incontro chiamandoci nonno!

La fortuna sta nei posti in cui si è profondamente contenti e unendo diversi posti contenti si avrà come risultante un ambiente fortunato! La politica, ahimè, ha un processo piu' lungo di disintossicazione, se il punto viene analizzato a livello nazionale. Se invece parliamo di uno spurgamento politico a livello personale, giusto per poter dinuovo iniziare a digerire, trovo  ottima è l' idea di un soggiorno in Svizzera. Rilassa, sai!!!

Io ci vivo ormai da tre anni e purtroppo provo un po' di rabbia perchè quando sono venuta li' ad Alcatraz non ho parlato con te del progetto di scrivere un libro sui vari aspetti di questa nazione bizzarra all' interno del continente Europa.

Mai dire mai. Io metto a disposizione tutto il mio modesto bagaglio datomi dalla smisurata curiosità che dirige ogni mia azione. Potrei parlarne anche con Riccardo...

Bho, io sono qui.

Se vi va di fare una tappa di sosta a Lucerna siete ovviamente i benvenuti... lo dico veramente sul serio.

Di cuore, belle cose

Anna.

 

Ottimo, sono contento per te amico mio. La vita spesso va vissuta, felici e contenti e divertendosi con i propri cari, altrimenti si rimane con un pugno di mosche e la milza a putta..e.

Rilassati, divertitevi e riassopora il bello della vita, questa è la rivoluzione, meterglielo nel culo ogni giorno vivendo e amando, sapendo che loro non vivono ma sopravvivono, non dicevi una cosa simile in diventare dio in 10 mosse??? l'hai scordato??

"io se fossi Dio mi ritirerei in campagna, come ho fatto Io"

Pace

mk

Ciao Jac, scrivo un po' meno ma leggo comunque quasi tutto...

Jacopo non ti disperare, in Italia c'è ormai troppa gente che si indigna e che non fa nulla, che cade dal pero dicendo dicendo "sono tutti stronzi ed io non li voto più", ma dov'erano negli ultimi 20 anni?

Le colpe sono proprio da ricercare in noi stessi, anche a sinistra, nel non rispetto delle minime regole di convivenza e di rispetto reciproco. Siamo un paese fortemente arretrato culturalmente su tutto ciò che è senso civico, onestà, ecc...

Sono le persone che devono cambiare, bisogna che si smetta di giustificarsi nei propri microinteressi e iniziare a rompere i coglioni quando altri si fanno i loro ai danni della collettività. Il sistema è tutto omertoso perché tutti abbiamo degli scheletri nell'armadio.

Tra breve ci sarà il picco del petrolio, la crisi economica devastante che c'è nell'economia reale arriverà ai suoi massimi, e la crisi ambientale comincierà a farsi sentire concretamente portando fame e sete. Magari non tra 3 anni ma forse tra 10...

Il fatto di esserne convinto cosa cambia? Cosa mi serve sapere un sacco di cose se poi non posso cambiare il futuro? Posso cambiare me stesso, fregandomene di tutti i tg e tutta l'inutile attualità, posso provare a vivere con meno, a ridurre l'impatto ambientale ed i consumi. Ma siamo pochi a farlo e sicuramente non una massa critica... forse saremo di più...

Il mondo migliorerà ma siamo noi che dobbiamo migliorarlo... comunque i semi ci sono... stai tranquillo e abbraccia Eleonora da parte mia e di Daria.

Un bacio

M.

Ciao jacopo , ho scoperto questo blog grazie al libro "olio di colza "che ho letto...

Facendo un giro sul tuo blog ho notato questa bottiglia di vino e non ho potuto trattenermi dallo scriverti...

Abito ad Ortona a Mare , a pochi chilometri da Pescara, e nella mia città , tra le più belle paesaggisticamente della costa abruzzese , dove la nostra amministrazione comunale , con la collaborazione dell'Eni  e della regione Abruzzo (si proprio quella che da decenni spende i nostri soldi per pubblicizzare l'Abruzzo verde...) ha ben pensato di autorizzare la costruzione di un Centro Oli , dove dopo aver estratto il petrolio avverrà la idro-desulfurizzazione (non vorrei aver sbagliato termine...)...Sappiamo bene il tipo di impatto che questo tipo di impianti hanno sull'ambiente (basta vedere cosa è successo a Viggiano in basilicata, se vi interessa c'è il sito www.soslucania.it  ...) e le preoccupazioni che noi abitanti abbiamo per la nostra salute visto che la zona è densamente popolata , collocandosi a pochissimi chilometri anche da Francavilla al Mare , Tollo e Miglianico...

Da un breve consulto con degli esperti in materia la mia preoccupazione è ulteriormente cresciuta , nonostante le rassicurazioni dell' Eni (ma ci credono così ignoranti nel 2007?)...

Ti vorrei raccontare anche del grave danno ambientale che questo impianto a poche centinaia di metri dalla costa darà al turismo di Ortona e Francavilla e alle pregiate colline del montepulciano D'abruzzo , sede di alcune tra le più grandi cantine vitivinicole italiane...(cantina tollo , vini citra...)

Tu cosa ne pensi ?Potresti darci una mano?

Scusa la mia invadenza ma la nostra è la forza della disperazione ,che ci spinge dove normalmente non avremmo mai osato...

Noi cittadini ci siamo costituiti in un comitato che ha avuto davvero tantissime adesioni...se vuoi dargli un'occhiata questo è il nostro sito...

WWW.COMITATONATURAVERDE.IT