Le Transition Town

L'idea e' nata in Gran Bretagna, grazie al professor Rob Hopkins, docente universitario e fondatore del movimento delle "transition town", ovvero di quelle citta' e centri abitati che decidono di bandire il petrolio.
Niente auto, niente plastica, niente cibi esotici che provengono dagli angoli del mondo, niente viaggi aerei. Via libera invece alla mobilita' sostenibile con nuove piste ciclabili, all'efficienza energetica e alle fonti rinnovabili con nuovi impianti solari, fino alla riscoperta degli antichi mestieri, dal fornaio alla sarta.
Le citta' che aderiscono organizzano inoltre corsi per insegnare come gestire e rendere produttivo un orto e incontri per conoscere i prodotti locali.
La prima transition town e' stata Kinsale, in Irlanda, dove l'iniziativa e' partita l'anno scorso, oggi si sono aggiunte Totnes, Falmouth, Moretonhampstead, Lewes, Ottery St Mary, Stroud, Ivybridge, Lampeter, nonche' il quartiere di Brixton a Londra e l'intera citta' di Bristol.
Una delle caratteristiche che contraddistingue questo progetto e' che le iniziative vengono discusse e partono dal basso, dai cittadini stessi che incontrano il gruppo di Hopkins, decidono cosa fare e poi si muovono. Tutti si sentono partecipi, cresce la responsabilizzazione, si creano nuove dinamiche sociali e di solidarieta' tra gli abitanti. Una boccata di aria fresca...

Per maggiori informazioni www.transitiontowns.org