Lettera scritta al modo di Mandela sulla palestina

Lettera di Arjan El Fassed al modo di Nelson Mandela al giornalista Thomas Friedman sull’apartheid in Israele

"Caro Thomas (Friedman),
So che entrambi desideriamo la pace in Medioriente, ma prima che tu continui a parlare di condizioni necessarie da una prospettiva israeliana, devi sapere quello che io penso.
Da dove cominciare?
Che ne dici del 1964?
Lascia che ti citi le mie parole durante il processo contro di me. Oggi esse sono vere quanto lo erano allora:

"Ho combattuto contro la dominazione dei bianchi ed ho combattuto contro la dominazione dei neri.
Ho vissuto con l'ideale di una societa' libera e democratica in cui tutte le sue componenti vivessero in armonia e con uguali opportunita'.
E' un ideale che spero di realizzare.
Ma, se ce ne fosse bisogno, e' un ideale per cui sono disposto a morire".

Oggi il mondo, quello bianco e quello nero, riconosce che l'apartheid non ha futuro. In Sud Africa esso e' finito grazie all'azione delle nostre masse, determinate a costruire pace e sicurezza. Una tale determinazione non poteva non portare alla stabilizzazione della democrazia.

Probabilmente tu ritieni sia strano parlare di apartheid in relazione alla situazione in Palestina o, piu' specificamente, ai rapporti tra palestinesi ed israeliani. Questo accade perche' tu, erroneamente, ritieni che il problema palestinese sia iniziato nel 1967. Sembra che tu sia stupito del fatto che bisogna ancora risolvere i problemi del 1948, la componente piu' importante dei quali e' il Diritto al Ritorno dei profughi palestinesi.

Il conflitto israelo-palestinese non e' una questione di occupazione militare e Israele non e' un paese che si sia stabilito "normalmente" e che, nel 1967, ha occupato un altro paese. I palestinesi non lottano per uno "stato", ma per la liberta', l'indipendenza e l'uguaglianza, proprio come noi sudafricani.

Qualche anno fa, e specialmente durante il governo Laburista, Israele ha dimostrato di non avere alcuna intenzione di restituire i territori occupati nel 1967; che gli insediamenti sarebbero rimasti, Gerusalemme sarebbe stata sotto l'esclusiva sovranita' israeliana e che i palestinesi non avrebbero mai avuto uno stato indipendente, ma sarebbero stati per sempre sotto il dominio economico israeliano, con controllo israeliano su confini, terra, aria, acqua e mare.

Israele non pensava ad uno "stato", ma alla "separazione". Il valore della separazione e' misurato in termini di abilita', da parte di Israele, di mantenere ebreo lo stato ebreo, senza avere una minoranza palestinese che potrebbe divenire maggioranza nel futuro. Se questo avvenisse, Israele sarebbe costretto a diventare o una democrazia secolare o uno stato bi-nazionale, o a trasformarsi in uno stato di apartheid non solo de facto, ma anche de jure.

Thomas, se vedi i sondaggi fatti in Israele negli ultimi trent'anni, scoprirai chiaramente che un terzo degli israeliani e' preda di un volgare razzismo e si dichiara apertamente razzista. Questo razzismo e' della natura di: "Odio gli arabi" e "Vorrei che gli arabi morissero". Se controlli anche il sistema giudiziario in Israele, vi troverai molte discriminazioni contro i palestinesi. E se consideri i territori occupati nel 1967, scoprirai che vi si trovano gia' due differenti sistemi giudiziari che rappresentano due differenti approcci alla vita umana: uno per le vite palestinesi, l'altro per quelle ebree. Ed inoltre, vi sono due diversi approcci alla proprieta' ed alla terra. La proprieta' palestinese non e' riconosciuta come proprieta' privata perche' puo' essere confiscata. Per quanto riguarda l'occupazione israeliana della West Bank e di Gaza, vi e' un fattore aggiuntivo. Le cosiddette "aree autonome palestinesi" sono bantustans. Sono entita' ristrette entro la struttura di potere del sistema di apartheid israeliano.

Lo stato palestinese non puo' essere il sottoprodotto dello stato ebraico solo perche' Israele mantenga la sua purezza ebraica. La discriminazione razziale israeliana e' la vita quotidiana della maggioranza dei palestinesi. Dal momento che Israele e' uno stato ebraico, gli ebrei godono di diritti speciali di cui non godono i non-ebrei. I palestinesi non hanno posto nello stato ebraico.

L'apartheid e' un crimine contro l'umanita'. Israele ha privato milioni di palestinesi della loro proprieta' e della loro liberta'. Ha perpetuato un sistema di gravi discriminazione razziale e disuguaglianza. Ha sistematicamente incarcerato e torturato migliaia di palestinesi, contro tutte le regole della legge internazionale. In particolare, esso ha sferrato una guerra contro una popolazione civile, in particolare bambini.

La risposta data dal Sud Africa agli abusi dei diritti umani risultante dalla rimozione delle politiche di apartheid, fa luce su come la societa' israeliana debba modificarsi prima di poter parlare di una pace giusta e durevole in Medio oriente.

Thomas, non sto abbandonando la diplomazia. Ma non saro' piu' indulgente con te come lo sono i tuoi sostenitori. Se vuoi la pace e la democrazia, ti sosterro'. Se vuoi l'apartheid formale, non ti sosterro'. Se vuoi supportare la discriminazione razziale e la pulizia etnica, noi ci opporremo a te.

Quando deciderai cosa fare, chiamami."


Commenti

E' stato scritto da Arjan El Fassed in risposta ad un articolo di Friedman sul NYT.

 

fonti:

http://arjansweblog.blogspirit.com/mandela_memo

http://www.mediamonitors.net/arjan28.html

 

Il succo del messagio rimane comunque validissimo, e poco importa chi l'abbia scritto.

 

Saluti

Siamo caduti nel gioco del falso Mandela.
Interessante meccanismo della finzione il fatto che questa finta lettera di Mandela giri da molte parti come vera.
Grazie per il prezioso aiuto.

Ho voluto farla per dare un piccolo contributo, dobbiamo essere precisi, e non scoprire il fianco a possibili attacchi.

Appena l'ho letta ho voluto trovare l'originale il rete, e googlando ho scoperto l'errore.

In ogni caso sono un neoiscritto al blog, ma sono da lungo tempo lettore della newsletter, per cui semplicemente: AVANTI COSI'!!!

La mano di ritorno

Il conflitto tra israeliani e palestinesi, così come tante altre guerre dimenticate, non può che portarci a riflettere senza esaltare, semplicemente rilevando, le inevitabili evidenze quali: la permanente disinformazione, così come non si può non rendersi conto che Israele è dotato dei mezzi di 'guerra' più sofisticati, i migliori servizi segreti, le migliori condizioni socio-economiche, un notevole armamento non convenzionale. Seppur leader nel mondo, ancora oggi, si ostina ad una guerra cieca, sorda, troppo spesso muta, in cui non passa giorno, senza vittime: donne, bambini, 'civili'.
E' inopportuno l'attacco di Israele così come e inopportuno l'invito all'INTIFADA, perchè risulta essere proprio quello che il governo di Israele desidera, mi lascia perplesso che proprio gli stessi 'psicopatici' che vedevano complotti sionisti nell'11 settembre 2001, oggi, non riescono a riconoscere la chiara volontà provocatoria di Israele, c'è volontà nel colpire indistintamente ospedali, scuole e abitazioni civili. 'La mano di ritorno' voluta, ... istigata. Israele ha allertato tutti i riservisti.
Si deve solo notare che 'la pace' diventa sempre più un compromesso inaccettabile (specialmente dai palestinesi). Quindi, che fare? Probabilmente tra odio e 'pace' l'alternativa opportuna è l'indifferenza. Un'indifferenza aiutata' da quegli osservatori che intervengono solo su un piano politico, unilaterale, sordi sulle reali necessità della popolazione palestinese che con le spalle al muro non può che reagire. Adesso si evidenzia una chiara volontà internazionale, fomentata da indubbi interessi economici, di molteplici corporazioni: armi, ricostruzioni, riconversioni... Che desiderano l'atto finale.

Dunque, prendo spunto, da un poeta Greco: Elytis perchè alla fin, fine, nonostante la censura mediatica, ogni volta, su ogni guerra, si sprecano sempre troppe parole inutili, e personalmente, da tale influenza, non sono immune.
Poesia e pezzi di testi, fatalmente appiattiti nella traduzione e nel formato testuale riproposto qui, tuttavia traspare l'uomo di Elytis che così come l'uomo moderno ha accettato il mondo degli adulti e il mondo della cruda realtà, accettandone così il maggior Male: la guerra.

inizio...
(...)
Molti anni dopo il Peccato che fu chiamato Virtù nelle chiese e fu benedetto, residui di antiche stelle e recessi del cielo con ragnatele, mentre imperversa il temporale che mente umana avrà partorito; e il Creato pagando l'operato degli antichi Governatori inorridirà.
(I Profezia) (...)
<<Vedo i mercanti riscuotere, inchinati, il ricavo dei loro stessi cadaveri>>
(...)
<<Vedo le Guardie offrire il loro sangue, immolandolo alla purezza dei cieli>>
<<Vedo la rivoluzione permanente delle piante e dei fiori.>> (Lett.VI Profezia)
(...)

Poco spazio alla forma onirica, resta solo la speranza che la 'Profezia' seppur in parte si avveri.

LE LODI (1946-1960)

L'asprigna tra i denti spergiura menta
due labbra che si rifiutano di ammetterlo - eppure
l'addio che brilla per poco sulle ciglia
e poi il mondo per sempre appannato

Il lento e grave organo delle tempeste
nella sua voce rovinosa Eraclito
degli assassini il lato opposto, quello invisibile
il piccolo 'perche' rimasto senza risposta

Beata sia la mano di ritorno
dall'orrendo assassinio e ora sa
quale mondo è davvero superiore
e nel mondo qual è l' 'ora' e quale il 'sempre'.

Ora l'animale selvatico del mirto Ora il grido di maggio
             Sempre l'estrema coscienza Sempre la luce piena

Ora ora l'allucinazione e la mimica del sonno
                  Sempre sempre il Verbo e la Carena astrale

Ora il nugolo mobile dei lepidotteri
                    Sempre la luce volteggiante dei misteri

Ora l'involucro della Terra e l'Autorità
                  Sempre la vivanda dell'Anima e la quintessenza

Ora la tinta nera incurabile della Luna
                  Sempre lo sfavillio blu-oro della Galassia

Ora la mescolanza dei popoli e il Numero nero
             Sempre la statua della Giustizia e il grande Occhio

Ora l'umiliazione degli Dei Ora le ceneri dell'Uomo

Ora Ora lo zero
e Sempre il piccolo mondo - Grande!

All'uomo spetta distinguere l'<<ora>>, la validità transitoria e effimera di alcuni eventi, dal <<sempre>>, dall'imperitura virtù di altri.
Odisseo Elytis

L "Axion estì" che in qualche modo è il contenitore de "le lodi", costituisce lo sforzo più consistente di Elytis nell'affrontare la tematica dei miti, infatti l'autore matura una poetica ben definita, andando al di là degli episodi di autenticità provenienti dalle esperienze sensuali e biologiche, facendo tesoro delle esperienze acquisite culturalmente, mettendo a nudo il dopo di quello che l'uomo sull'uomo può causare, il dopo dell'<<orrendo assassinio>> il dopo della guerra sterminatrice e il dopo della lotta fratricida. Arrivando ad una conclusione probabilmente scontata: lo "zero", uno zero variabile e -regolatore- che guardato, immersi nel blu-oro, dà la dimensione reale del piccolo mondo. Grande lo zero.
Alcuni possono obbiettare della mia personale interpretazione, eppure proprio Elytis in contemporanea all''<<Axion estì>> scrive "il sonno dei valorosi" in cui affida il lettore più esplicitamente al clima, poco fiabesco, del sacrificio doveroso eppure inutile della guerra. Così come nella poesia 'Le lodi' il testo è intriso di maggior ermetismo ma ben più esplicito in eventuali ipersoluzioni...
Devo ringraziare la musica di Mikis Theodorakis che mi ha consentito un'ottimale lettura del testo citato, con la giusta impostazione tonale; penso che il poeta ha composto Axion estì ben, quasi, venti anni prima dell'oppressione soffocante dei colonnelli (Greci); perchè è l'impatto con la storia che non avviene mai senza ferire. Ogni poeta trasmette qualcosa al lettore, la volontà di Elytis, è quella di trasmettere <<l'insofferenza>> di un'ipersoluzione.
Se la cultura è un prodotto per eccellenza rappresentativo di una società. Elytis, con questo suo allargamento d'orizzonte ormai si trova in pieno nella società e nella società trova la sua autenticità.

(Genesi)
<<Vedi>> disse <<sono gli Altri
e devi proprio affrontarli
se ci tieni che il tuo volto sia indelebile
e resti com'è>>

La scoperta dell'Altro avviene nella poetica di Elytis nelle circostanze più minacciose..., Israele dovrebbe non scoprire l'Altro ma semplicemente riconoscerlo, poi ..., entrambi dovrebbero iniziare ad ignorarsi.
Elytis rivendica la libertà di avanzare controcorrente rispetto alle ideologie prevalenti, non immergendosi negli eventi collettivi, dunque, senza nessuna pretesa storico-politica, Elytis cerca l'indifferenza, l'insofferenza alle scadenze precostituite e ai rispettivi condizionamenti di massa.
Rimangono sempre troppi "piccolo perchè" senza risposta nell'attesa dell'ormai inevitabile mano di ritorno.

"Départ dans l'affection et le bruit neufs"
Rimbaud (nella prefazione a Elytis 'premi nobel' 1979 Parigi)

Io invece sono da lungo tempo lettore della newsletter e mi sono iscritta al blog perchè mi è dispiaciuto vedere che su Cacao sia stato pubblicato un articolo senza verificarne la provenienza. Credo sia necessario pubblicare una rettifica... di confusione nell'informazione già ce n'è tanta che non è il caso di aumentarla e - come ha detto frankiestainless - "porgere il fianco a critiche".

Ciao.

Ciao Jacopo, ti invio la lettera di Gandhi sulla questione palestinese di 71 anni fa. credo valga la pena di riflettere






 

M. K. Gandhi, Harijan, 26 gennaio 1938) Gandhi sulla questione Palestinese

 

“Ho ricevuto numerose lettere in cui mi si chiede di esprimere il mio parere sulla controversia tra arabi ed ebrei in Palestina e sulla persecuzione degli ebrei in Germania. Non è senza esitazione che mi arrischio a dare un giudizio su problemi tanto spinosi.” Le mie simpatie vanno tutte agli ebrei. In Sud Africa sono stato in stretti rapporti con molti ebrei. Alcuni di questi sono divenuti miei intimi amici. Attraverso questi amici ho appreso molte cose sulla multisecolare persecuzione di cui gli ebrei sono stati oggetto.[…….]. Ma la simpatia che nutro per gli ebrei non mi chiude gli occhi alla giustizia. La rivendicazione degli ebrei di un territorio nazionale non mi pare giusta. A sostegno di tale rivendicazione viene invocata la Bibbia e la tenacia con cui gli ebrei hanno sempre agognato il ritorno in Palestina. Perché, come gli altri popoli della terra, gli ebrei non dovrebbero fare la loro patria del Paese dove sono nati e dove si guadagnano da vivere? La Palestina appartiene agli arabi come l’Inghilterra appartiene agli inglesi e la Francia appartiene ai francesi. È ingiusto e disumano imporre agli arabi la presenza degli ebrei. Ciò che sta avvenendo oggi in Palestina non può esser giustificato da nessun principio morale. I mandati non hanno alcun valore, tranne quello conferito loro dall’ultima guerra. Sarebbe chiaramente un crimine contro l’umanità costringere gli orgogliosi arabi a restituire in parte o interamente la Palestina agli ebrei come loro territorio nazionale. La cosa corretta è di pretendere un trattamento giusto per gli ebrei, dovunque siano nati o si trovino. Gli ebrei nati in Francia sono francesi esattamente come sono francesi i cristiani nati in Francia. Se gli ebrei sostengono di non avere altra patria che la Palestina, sono disposti ad essere cacciati dalle altre parti del mondo in cui risiedono? Oppure vogliono una doppia patria in cui stabilirsi a loro piacimento? […] Sono convinto che gli ebrei stanno agendo ingiustamente. La Palestina biblica non è un’entità geografica. Essa deve trovarsi nei loro cuori. Ma messo anche che essi considerino la terra di Palestina come loro patria, è ingiusto entrare in essa facendosi scudo dei fucili . Un’azione religiosa non può essere compiuta con l’aiuto delle baionette e delle bombe (oltre tutto altrui). Gli ebrei possono stabilirsi in Palestina soltanto col consenso degli arabi. […] Non intendo difendere gli eccessi commessi dagli arabi. Vorrei che essi avessero scelto il metodo della nonviolenza per resistere contro quella che giustamente considerano un’aggressione del loro Paese. Ma in base ai canoni universalmente accettati del giusto e dell’ingiusto, non può essere detto niente contro la resistenza degli arabi di fronte alle preponderanti forze avversarie.”

Gandhi







Viano: Serata nel ricordo di Gandhi

Il 30 gennaio del 1948, all'età di settantanove anni, Gandhi fu ucciso a colpi di pistola da un fanatico indù, tra la folla che gremiva un parco pubblico a Nuova Delhi.

Dopo i recenti fatti in Israele l’attualità del messaggio di pace del grande Profeta della nonviolenza è sempre più di drammatica attualità. “Occhio per occhio…e diventeremo tutti ciechi” disse Gandhi in un suo aforismo. Già nel 1938 egli scriveva sui problemi “tanto spinosi” della questione palestinese. “Quando dispero io ricordo che nel corso di tutta la  storia la via dell'amore e della verità ha sempre vinto. Ci sono stati tiranni, macellai, e per un po’ possono sembrare invincibili ma la conclusione è che cadono sempre. Riflettici, sempre!

 

Anche quest’anno, per il sessantunesimo anniversario della scomparsa di Gandhi, al B&B Noelegio di Ca’ Bertacchi, si terrà una serata per ricordare e riflettere sui concetti di pace e di dialogo del Mahatma.

Durante la serata, il professore di filosofia Leonardo Salati approfondirà l’aspetto di  Gandhi filosofo, mentre Noele Mrazek, titolare del B&B, leggerà alcuni brani tratti dal libro “Parlare Pace” di Marshall B. Rosenberg, edizioni Esserci che ci immergono nello spirito della Comunicazione Non Violenta (CNV), favorendo il dialogo con se stessi e con gli altri.  A breve, - continua Noele - organizzeremo una serata condotta dalla dott.ssa in psicologia Vilma Costetti, unica insegnante certificata in CNV in Italia che parlerà del Potere della CNV in vari ambiti.

Verrà poi letto un pensiero di Paride Allegri - il Gandhi reggiano - che per motivi di salute non potrà partecipare all’incontro ma che ha voluto comunque contribuire con un suo scritto sulla nonviolenza e sulla pace.

La serata, vuole anche essere un momento di aggregazione per la comunità di Viano e per tutti coloro che condividono il messaggio e i metodi dell’apostolo della pace e della verità.

“La nonviolenza è la più grande forza a disposizione del genere umano. È più potente della più micidiale arma che l’ingegno umano possa inventare. Dobbiamo fare della verità e della nonviolenza non solo materia di pratica individuale bensì di gruppi, di comunità, di Nazioni. Questo è il mio sogno.” Gandhi

L’incontro è aperto a tutti previa conferma telefonica al 0522-858240

 Giovanni

 

 

Caro Giovanni, grazie per averci fatto dono di questa splendida lettera del Mahatma Gandhi.

Ogni commento mi sembra superfluo, trovo semplicemente straordinaria l'oggettività, la delicatezza, la presa di posizione chiara che non dà adito a fraintendimenti, (al di là che si possa condividere più o meno questa posizione),  con cui viene affrontato il problema.

Mi limito ad una richiesta rivolta a Jacopo: questa lettera merita a mio parere più visibilità trasferendola in evidenza sulla testata principale del blog, sulla parte" Ultime notizie" .

Che ne pensi Jacopo di questa proposta?

Un abbraccio                          Idio                            

Ho guardato in rete e pare di s^.
Siete concordi?
Ps
Altrove scrivi di un tuo commento a un mio articolo.
Dove?
Un abbraccio e grazie per i tuoi contributi

Caro Jacopo, ho passato diverse ore in rete per verificare l'autenticità della lettera di Gandhi sulla questione palestinese. A  me pare che sia proprio originale. Però, visto il precedente, se non lo ritieni opportuno, evita pure di portarla in evidenza sulla testata del blog. Anche perchè con tutto quello che circola in rete, oggettivamente, le verifiche sono veramente difficili.

Decidi pure nella massima libertà, non ci rimango comunque male, lo sai la stima e la fiducia che ripongo nei tuoi confronti.

Con l'occasione vorrei farti presente che mi sembra, se non erro ,che sul gioco dei regali, ti sei dimenticato di riportare nel forum una richiesta di consulenza su problemi esistenziali fatta da Giacomino il 26.12.2008 dal titolo:" Solitudine e delusione...con intervento tuo e mio " ( era una delle prime richieste che non figurava sul forum perchè ovviamente ancora non esisteva ); mi pare che è l'unica che ti sei dimenticato di riportare.

Riguardo al commento ad un tuo articolo, poichè ad oggi ho fatto circa una ventina di interventi, da quanto scrivi non riesco a dedurre quale tu intenda, ( a proposito, il primo intervento l'ho volutamente fare il 07-07.07..... come portafortuna, e mi ha portato veramente grande fortuna; ho conoscito voi !!).

Ti propongo perciò un elenco degli ultimi interventi di commento ai tuoi articoli in cui non ho ricevuto risposta , sperando di comprendere fra questi quello che intendi tu:

Dal pensare all'agire del 15.01.2009 a commento di Risparmio energetico, impianti eolici, biomasse e idrici gratis.

L'importanza delle piccole cose e del fare del 16.12.2008 a commento di Siamo oltre la fantascienza.

Berlusconi non è razzista? scherzi  o dici sul serio? del 07.11.2008 a commento di La sfida delle complessità. Berlusconi è spiritoso.

Dedicato a voi del 06.11.2008 a commento di Amore solidale.

Forte più della morte è l'amore del 24.05.2008 in risposta a Quando il senso della vita cambia in un attimo.

Questi i più recenti, su altri ho ricevuto tue risposte, altri ancora sono più vecchi e non mi pare il caso di elencarli.  Conservo copie scritte dei miei interventi .

Lo faccio perchè sono molto critico con me stesso, e ogni tanto li rileggo per osservarli con il senno di poi e verificarne pregi e difetti.

Desidero perciò che tu sappia una cosa che ritengo per onestà di ammettere: in alcuni articoli a volte la troppa fretta di farmi conoscere, mi prende la mano, e il desiderio di apparire prevale sull'essere veramente quel che sono e mi vedo un pò retorico, anche se comunque sincero in quello che intendo dire. Di questo vorrei scusarmi con te e con i lettori.

Cerco sempre di riconoscere i miei difetti, e non ho problemi ad ammetterli, perchè desidero essere percepito per quello che realmente sono, solo così ritengo di poter essere credibile.

Sono cosciente che in ogni mio agire in cui io ricerchi in qualche modo un  tornaconto o intereresse personale, anche se apparentemente marginale, non amo veramente, come intendo io.

Per questo mi ripropongo nei prossimi interventi,di farlo senza pensare all'approvazione o alla disapprovazione degli altri,  per essere il più possibile  leale ed onesto con la vera mia essenza. 

Cochise capo degli Apache diceva: " Devi parlare sinceramente. così le tue parole raggiungeranno i nostri cuori come la luce del sole".

Questo sito ha così tanti visitatori perchè secondo me percepiscono  il tuo parlare sincero, tu riesci a trasmetterlo, anche quando magari non si è d'accordo con te.

Se anche tutti noi  riusciamo in questo blog a mirare costantemente a questa autentica sincerità, sono convinto che questo blog decollerà e non ci fermerà più nessuno!!!

Ti abbraccio                                                       Idio