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Mancano 6 minuti alla fine del mondo
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WHAT TIME DOES IT START SAVIOUR MEAN TIME?
Il fatto è che, qualcuno l’avrà letto, quando si è in presenza di un fesso autentico(si veda la “tatarannologia” del mio Il libro di Parrot, 1998), la reazione a questi 6 minuti che- se è naturale, non dico da “consumatore edonista” o “integrato” degli anni ’80 ma da uomini verdi o azzurri con le palle degli anni ’90 e del secolo XXI- dovrebbe consistere principalmente in una sostanziosa provvista di zucchero e di petrolio, così, dopo l’apocalisse, visto che il caso, è Lui?, può risparmiarmi, a mezzanotte, come mia nonna nel suo Zen e mia zia nel suo Zin, tiro fuori l’orologio e chiedo a Salvatore nostro: “Di chi è questo orologio che segna le quattro meno dieci?”. E lui, non è Lui, mi risponde:”Del sommozzatore Salvatore Giuliano”. “Perché sei così sicuro di quello che dici?”, chiese all’epoca mia nonna e chiederò anch’io dopo l’apocalisse al mio Salvatore. E questi: “Perché è l’ora della morte di Giuliano, come è scritto nei verbali dei carabinieri e perché con quell’orologio mio zio mi insegnò a conoscere le ore”.
Ora, è inutile tirarla per le lunghe, o come il moviolista in tv aspettare che il giocatore finisca per le terre, e ripetere la solita storiella dell’orologio di una biografia che non può mai segnare lo stesso tempo di un’altra biografia. C’è sempre quel mio “Moon Graph” della Casio che scoppola tutto: come lo mettevi mettevi, in capo a 15 giorni, era già avanti di un’ora e 6 minuti; l’età della luna, in capo a un anno,lunare, già aveva un giorno in più. Il fesso autentico, vi dicevo, non corre a fare incetta di zucchero- nonostante ci sia un’offerta al 50% in un supermercato tedesco- né va al paese della madre a reclamare il petrolio che gli hanno sottratto(la mamma del fesso autentico era più fessa dei coglioni delle sette sorelle), ma va a rilevare che tra il luogo della morte e il luogo della resurrezione [dopo l’apocalisse ti ritrovi sempre in un altro posto e con un’altra identità, e non c’è bisogno che tu debba essere per forza un italiano residente all’estero] c’è una differenza di 16 minuti, per i gradi che separano la longitudine dei due territori , e questo, pensa il fesso autentico, evidenzia l’omologia che è quella del presidente degli Usa, oggi Obama, che sposta la lancetta di 1 minuto e ieri Truman, che spostò la lancetta-non si chiamava Shippe?- di 16 minuti? L’ora vera, comunque, dei due luoghi è : a) alla longitudine della morte verbalizzata è 3h40m; b)nel luogo dell’avvenuta resurrezione con altra identità è 3h56m. Cosa si può aggiungere? Che la morte è dichiarata come se fosse avvenuta alle 3h50m, e non alle 3h40m, è che effettivamente non è avvenuta ; anche perché, nel posto deputato alla resurrezione, sarebbero gia le 3h56m. Per dire che se mancano 6 minuti alla fine del mondo, e non è specificato il meridiano di riferimento, c’è sempre la partita del Barcelona o del Real Madrid che Sky ti dà a vedere alle 22(quando già la Juventus, in Italia, a mezz’ora dalla fine, è meglio non guardarla più perché…la fine è già avvenuta) che, senza entrare nel merito del Tempo Vero di Madrid(+ 14m44s sul meridiano in uso) o di Barcelona(+8m40s), essendo il meridiano di riferimento quello del TU(=0°),lì la fine del mondo arriverà 1 ora dopo l’apocalisse che sta inabissando la Vecchia Signora(il suo meridiano di riferimento, quando naufraga in Italia, è quello del TMEC(=15°).
E il “consumatore edonista” o “integrato” degli anni ’80, intanto, che ha fatto? A guardare il mio test, in cui trattavo consumatori edonisti, conservatori, integrati, raffinati,accorti, arrivisti, puritani sportivi, anomali, outsiders, consumeristi(vedi:”La Stampa”n.120, 30 maggio 1989), l’edonista, quello che spendeva più dell’85% del reddito disponibile, anche degli altri, in consumi, che- altro che “Moon Graph” della Casio- aspettava la fine del mondo col Rolex, andando in giro con una Harley Davidson, e quando firmava l’ultimo assegno postdatato lo faceva con la stilografica Montblanc,modello Diplomat, e questo doveva aver fatto almeno 70 punti nel test; l’integrato, tutto lavoro e merce, che pur non essendo un patito delle calze di seta Givenchy o delle giarrettiere fatte di pizzo di Sangallo, non disdegnava che l’escort(oh,pardon: la “mabrucca” che si chiamava “accompagnatrice” allora) le indossasse, lui arrivava a fare pazzie per un orologio Cartier, con cui aspettare l’ora dell’apocalisse senza fermarsi mai, doveva far sempre un acquisto, qualsiasi cosa, specie se aveva fatto almeno 50 punti nel test, qualsiasi cosa fosse pure il set porta tartufo in marmo prodotto dall’Età della Pietra, fermo restando che la dispensa era già ormai stracarica di zucchero!
V.S.Gaudio